| --° Taranto

Nel cuore del Borgo cittadino, la storica piazza Bettolo continua a rappresentare uno dei luoghi più frequentati della città, punto di ritrovo quotidiano per residenti e soprattutto giovani. Eppure, proprio questa vitalità non si traduce in cura e rispetto: da anni la piazza è ostaggio di episodi di vandalismo ripetuti, che ne minano il decoro e la vivibilità.

In questi giorni la ditta incaricata della manutenzione è intervenuta nuovamente per ridipingere le panchine, imbrattate per l’ennesima volta da scritte e sporicizia, Tuttavia, l’intervento ha sollevato più di una perplessità tra i cittadini.

L’imbiancatura, per cominciare, appare quantomeno “frettolosa”, dal momento che al di sotto del nuovo strato di vernice si intravedono ancora le vecchie scritte e il colore, un bianco gesso uniforme, stona visibilmente con il contesto della piazza. Più che una vera riqualificazione, l’operazione dà l’impressione di una semplice “lavata di faccia”, utile soprattutto a smarcare l’intervento.

Ancora più difficile da comprendere è il senso della pitturazione delle panchine mentre il simbolo centrale della piazza, la fontana, resta in condizioni di totale degrado.

Vandalizzata e più volte ristemata nel corso degli anni, la struttura giace ora rotta, piena di acqua putrida e stagnante, imbrattata di scritte e disegni osceni, con le tubazioni arrugginite e, ovviamente, spenta.

Alla richiesta di spiegazioni, la ditta ha chiarito che la manutenzione della fontana non rientra nelle proprie competenze: gli operatori, tuttavia, hanno provveduto quantomeno a ripulirla dalla spazzatura che vi era stata gettata all’interno.

Inutile nascondere la realtà: si tratta di soluzioni temporanee, destinate a deteriorarsi in tempi brevi, in mancanza di un sistema di sorveglianza efficace. “È normale mettere delle videocamere per evitare che le panchine vengano nuovamente sporcate?”, ci chiede un residente.

E infatti, proprio mentre si completavano i lavori, alcune panchine erano già state nuovamente imbrattate.

Si tratta, impossibile negarlo, di un circolo vizioso che si autoalimenta da anni: al degrado segue l’intervento rapido, poi subentra il nuovo atto di vandalismo e il successivo intervento, in una spirale che, oltre a determinare perdita di tempo e denaro, lascia scontenti tutti e non risolve il problema alla radice.

Certo, l’abitudine al vandalismo e all’inciviltà a Taranto non può essere sradicata in tempi brevi: servono costanza, interventi mirati e capillari, ma anche un iniziale momento di “pugno duro” da parte dell’amministrazione, attraverso controlli e sanzioni.

Nel frattempo, però, potrebbe essere arrivato il momento di cambiare approccio. Una proposta, per esempio, potrebbe rigiardare il coinvolgimento diretto dei ragazzi che frequentano la piazza.

Si potrebbe pensare a progetti di decorazione partecipata delle panchine, murales urbani autorizzati. laboratori di street art, iniziative di responsabilizzazione civica

Uno stile urban, realizzato con il contributo dei giovani, probabilmente stonerebbe molto meno dell’attuale bianco anonimo e potrebbe trasformare un problema in una risorsa.

Insomma, “se non puoi batterli, unisciti a loro”. Coinvolgere, anziché continuare a condurre uno sterile braccio di ferro, potrebbe non solo ridurre il conflitto tra amministrazione e fruitori dello spazio, ma anche favorire un senso di appartenenza e di cura condivisa.

Piazza Bettolo non è solo uno spazio urbano, è un luogo identitario del Borgo, un punto di incontro sociale e generazionale. Continuare a limitarsi a interventi superficiali significa rinviare il problema senza mai risolverlo. Serve una visione più ampia: manutenzione strutturale, presidio del territorio e partecipazione della comunità.

Solo così la piazza potrebbe tornare ad essere ciò che dovrebbe essere: uno spazio vivo, sicuro e rispettato da tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *