Un tavolo permanente su amianto, salvaguardia della salute e diritti dei lavoratori dell’area ionica. È la richiesta formale avanzata da CGIL, CISL e UIL al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e ai presidenti delle Commissioni Sanità e Lavoro del Consiglio regionale, per affrontare in maniera strutturale un’emergenza che – sottolineano i sindacati – “non è solo un’eredità del passato, ma una questione sanitaria ancora attuale”.
Al centro della vertenza, la situazione dei lavoratori ex Ilva di Taranto e dell’indotto, molti dei quali esposti negli anni all’amianto e ad altre sostanze cancerogene. Le organizzazioni sindacali ricordano che già a gennaio 2025, nel corso delle audizioni in Commissione Sanità e in III Commissione regionale, avevano presentato proposte precise: estensione dei benefici previdenziali per esposizione all’amianto, pensionamento anticipato, avvio di un monitoraggio biologico sistematico, mappatura dell’amianto nello stabilimento siderurgico e apertura di un tavolo ministeriale con il coinvolgimento della Regione e degli enti locali.
Tuttavia, a distanza di mesi, “si registra un nulla di fatto”. L’impegno assunto dall’allora presidente pro tempore ad avviare un confronto permanente non si è tradotto, denunciano le sigle, in un effettivo insediamento del tavolo.
Ora i sindacati si rivolgono formalmente al governatore pugliese, chiedendo una convocazione urgente per rilanciare il tavolo istituzionale e dare finalmente risposte concrete ai lavoratori.
Secondo CGIL, CISL e UIL, non è più possibile rinviare decisioni su un tema che coinvolge centinaia di lavoratori dell’area ionica, molti dei quali si ammalano a distanza di decenni dalle prime esposizioni. Una situazione aggravata dal fatto che, in alcuni casi, l’esposizione a sostanze nocive non si è mai del tutto interrotta.
Tra le richieste prioritarie vi è l’avvio immediato di una campagna di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex Ilva e per quelli dell’indotto, attraverso la ASL competente, nonché la definizione di un protocollo regionale per la mappatura e lo smaltimento dell’amianto a partire dal sito siderurgico tarantino.
Per le organizzazioni sindacali, ai lavoratori dell’area ionica, che hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo industriale del Paese e al consolidamento del comparto siderurgico anche in ambito internazionale, devono essere riconosciuti i benefici previdenziali legati all’esposizione all’amianto, come già avvenuto in passato in analoghe situazioni.
“È evidente che non è più possibile aspettare oltre”, ribadiscono CGIL, CISL e UIL, chiamando le istituzioni, a ogni livello, ad assumersi la responsabilità di offrire risposte concrete, tempestive ed esigibili su salute, sicurezza e diritti.