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Il Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto Vito Felice Uricchio, in carica dallo scorso 1° marzo, ha ottenuto la proroga della nomina al 31 dicembre 2026 dopo il via libera della Corte dei Conti.

Una conferma scontata ma comunque attesa, in quanto ciò comporterà la prosecuzione di una serie di attività in procinto di partire. Il commissario Uricchio ha infatti appena firmato la scheda di attivazione per l’intervento relativo alla messa in sicurezza e alla bonifica delle aree non pavimentate del “Cimitero San Brunone”, finito al centro di un lungo contenzioso giudiziario e che ora ripartirà da una nuova gara.

Inoltre, questa dovrebbe essere firmata con l’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio la scheda di attivazione per la deperimetrazione del S.I.N. di “Taranto”.

Il percorso è avvenuto attraverso un’attiva interlocuzione con MASE, ISPRA, Regione Puglia, ARPA Puglia, Provincia di Taranto, Comune di Taranto, Comune di Statte, Capitaneria di Porto, Autorità del Sistema Portuale, etc. con la collaborazione di Confindustria Taranto e della Camera di Commercio, ed in cui il Commissario intende dare impulso, puntando a revisioni annuali a seguito di caratterizzazioni e bonifiche.

Il cronoprogramma definito nella riunione presso il MASE dello scorso 6 marzo 2025 è stato rispettato da parte degli attori coinvolti.

Il Commissario ha trasmesso entro il 6 aprile 2025 tutti i dati provenienti nell’ambito di precedenti indagini, ISPRA ha effettuato una prima analisi dei dati entro il 6 maggio, il Commissario con l’Autorità di Sistema Portuale e con il supporto scientifico di CoNISMA, hanno trasmesso un piano di indagini per la deperimetrazione del Mar Grande lo scorso 4 luglio (entro i termini predefiniti del 6 luglio), il 17 luglio 2025 alla presenza del Viceministro On. Vannia Gava, del Direttore Generale Economia circolare e bonifiche Luca Proietti, del Dirigente della Divisione III – bonifiche e risanamento Nazzareno Santilli, del Commissario per le Bonifiche Vito F. Uricchio e del Commissario Straordinario dell’AdSP del Mar Ionio – Porto di Taranto Giovanni Gugliotti si è tenuta una riunione. ISPRA, d’intesa con ARPA Puglia ha trasmesso le richieste di integrazione il 7 agosto 2025 ed il Commissario con l’AdSP hanno trasmesso il nuovo piano integrativo lo scorso 4 settembre 2025, recependo le indicazioni di ISPRA. Il 27 novembre 2025, dopo numerose riunioni e confronti tecnico scientifici, si compie un nuovo, decisivo passo in avanti nella ridefinizione degli assetti ambientali e produttivi del capoluogo jonico con il nulla osta del MASE in riferimento al “Progetto di deperimetrazione del SIN Mar Grande di Taranto: definizione delle indagini ambientali”.

Il commissario Uricchio è poi impegnato, tra i vari progetti, anche su Filiere Verdi che rientra nell’Azione 2.3 – Supporto a progetti innovativi per sostenere la transizione ecologica e tutelare le risorse naturali prevista dal Just Transition Fund. L‟azione prevede la realizzazione di quattro interventi di rilievo per il risanamento e la migliore fruizione del territorio da parte di cittadini e imprese per un totale di 190 milioni di euro, tra cui appunto quello denominato ‘Filiere Verdi’.

Questa settimana è prevista la determina di approvazione del progetto per la parte a terra, in quanto per la parte a mare occorrerà attendere l’espressione della Provincia nel rispetto del principio “Chi inquina paga” (Dir. 2004/35/CE).

Con particolare riferimento ai suoli, la cui contaminazione è, in buona parte, determinata da fall out atmosferico, i territori sopra menzionati comprendono il più elevato numero di terreni degradati esistenti nella provincia di Taranto. In tale contesto, con il progetto Filiere Verdi si intende sviluppare interventi di risanamento green, in linea con i principi del Biorimedio fito-assistito (degradazione/ trasformazione e immobilizzazione di inquinanti nel suolo a seguito dell’azione sinergica tra specifiche essenze vegetali e batteri che popolano la rizosfera), caratterizzati da bassi costi e positive ricadute di carattere ambientale, sociale ed economico.

Il progetto promuove infatti il ripristino di terreni inquinati attraverso la piantumazione di essenze vegetali, già classificate in ragione della composizione degli inquinanti dei singoli terreni oggetto d’intervento. Il processo di decontaminazione dei suoli attraverso il fitorimedio assistito, con arricchimento dei suoli di sostanza organica e biochar, produce come detto il sequestro significativo delle emissioni di CO2 e riguarda una superficie complessiva di circa 996 ettari. Si tratta di un intervento di bioremediation, tecnologia di bonifica verde e recupero ambientale su terreni da ripristinare nella Provincia di Taranto con finalità di riuso produttivo, finanziato con 36 milioni di euro.

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