Un anno dopo le prove di preselezione che avevano mobilitato quasi duemila candidati, arrivano brutte notizie per chi sperava in un posto stabile nella raccolta rifiuti. I concorsi banditi da Kyma Ambiente per assumere 41 operatori ecologici e 10 autisti sono stati sospesi e il loro futuro resta incerto.
A bloccare il percorso è soprattutto la situazione amministrativa e finanziaria dell’azienda. A chiarirlo è il presidente di Kyma Ambiente, Alfredo Spalluto: «Una delibera del Comune stabilisce che non possiamo neanche assumere».
La società, spiega, si trova in una fase delicata che rende difficile qualsiasi scelta sul piano occupazionale. «Abbiamo pure una situazione di azienda abbastanza complessa. Non c’è ancora il nuovo contratto di servizio, siamo in una situazione di crisi d’impresa e abbiamo chiuso il bilancio del 2024 in passivo. Queste cose condizionano».
Il nodo principale riguarda proprio i conti. «Avendo chiuso il bilancio del 2024 in perdita – sottolinea Spalluto – c’è la delibera comunale che non consente assunzioni in questo momento. La situazione non è ancora definita e non si sa se si può procedere».
Le preselezioni si erano svolte l’11 e il 12 marzo 2025 nell’hangar della Svam, con il supporto tecnico della società Merito. Le selezioni avevano registrato numeri molto elevati. Per il profilo di operatore ecologico si erano presentati 1.622 candidati, suddivisi in cinque turni, con 402 ammessi alla fase successiva. Per il posto da autista i partecipanti erano stati 316, di cui 152 risultati idonei.
Il test consisteva in 30 quesiti a risposta multipla estratti da una banca dati pubblicata sul sito aziendale, con domande di cultura generale e logica e un tempo massimo di 45 minuti per completare la prova.
Per gli autisti, nella fase successiva erano previste prove su classificazione dei rifiuti, metodologie di raccolta e spazzamento, sicurezza sul lavoro, organizzazione del servizio e norme del Codice della strada legate all’utilizzo dei mezzi aziendali. Per gli operatori ecologici, invece, il programma riguarda classificazione e gestione dei rifiuti, diritti e doveri dei lavoratori, sicurezza sul lavoro e principi base di organizzazione del servizio.
Le selezioni erano considerate strategiche per rafforzare l’organico operativo dell’azienda. Nelle scorse settimane, intanto, attorno ai concorsi sono emerse anche alcune polemiche. Al centro della discussione c’è la clausola del bando che attribuisce punteggi aggiuntivi a chi ha già maturato esperienza in aziende del settore rifiuti. Secondo alcuni pareri tecnici questa previsione potrebbe creare una disparità di trattamento tra i candidati, sollevando dubbi sulla piena par condicio.
Per il momento, però, non esiste ancora una decisione definitiva. Il rischio di annullamento resta sul tavolo, ma gli aspiranti lavoratori possono ancora sperare in uno sblocco della procedura.
Nel frattempo il presidente Spalluto rivendica i primi segnali di miglioramento nella gestione dei rifiuti in città. «Siamo a un 33% di raccolta differenziata. Quando ci siamo insediati – ricorda – eravamo al 25. C’è una crescita ed è un dato chiaramente positivo».
Il cambiamento, sostiene, è anche visibile nelle strade: «Non si vedono più le scene di degrado con intere strade sommerse da sacchetti di rifiuti abbandonati in modo selvaggio. Abbiamo superato quelle criticità».
Secondo il presidente della partecipata, i risultati sono legati anche a una revisione delle strategie adottate in passato. «L’abbandono era dovuto a una strategia che si è rivelata sbagliata di qualcuno e non mia. Le iniziative adottate stanno iniziando a produrre frutti perché ho cambiato quella strategia che non andava».
Resta però un’altra partita da giocare: quella dei concorsi e delle nuove assunzioni che, almeno per ora, restano congelate.