Come riportato in un articolo del collega Dario Gallitelli – su studio100.it – il progetto della Cittadella dello Sport targata grupp Ladisa è in una fase delicata, sospesa tra ambizione imprenditoriale e nodi amministrativi ancora da sciogliere. Dopo il primo riconoscimento del pubblico interesse da parte del Comune sulla proposta di partenariato pubblico-privato per l’area dello Iacovone, l’iter deve ora misurarsi con gli ostacoli veri.
La questione centrale è capire come il progetto possa arrivare a un partenariato pubblico-privato da 36 milioni di euro, con 21 milioni a carico del gruppo Ladisa e la restante quota coperta da risorse pubbliche. Ed è proprio su questo punto che l’iter si è fatto più complesso, perché le strade ipotizzate finora non offrono, almeno allo stato attuale, una soluzione immediata.
Una delle ipotesi prese in considerazione era quella di agganciare l’operazione ai bandi PIA e MiniPIA della Regione Puglia, ma questi strumenti risultano sospesi, quindi non è possibile procedere con la presentazione di nuovi progetti. L’altra ipotesi è quella del JTF, il Just Transition Fund, ma non appare il contenitore più adatto per finanziare direttamente una cittadella dello sport in chiave di project financing, data la sua natura e le finalità specifiche.
Il CIS, Contratto Istituzionale di Sviluppo, è la strada forse più praticabile, ma solo a patto che il Comune faccia propria l’operazione e riesca a collocarla dentro una cornice di interesse pubblico chiara, riconosciuta e finanziabile. Tuttavia, anche in questo caso, non ci sarebbe un finanziamento automatico: servirebbe una scelta politico-amministrativa precisa e la disponibilità di coperture.
In questo scenario, il Sindaco potrebbe giocare un ruolo determinante per sbloccare il progetto. Le risorse del JTF dovrebbero essere indirizzate verso ambiti in cui esiste già un interesse concreto, documentato da progetti e impegni chiari verso la città, più che verso contesti che, allo stato, non sembrano esprimere una reale spinta imprenditoriale.
In sintesi, la pista CIS appare più credibile del JTF, mentre la via PIA dipende non solo dallo sblocco del bando, ma anche dall’effettiva ammissibilità del progetto. Il progetto resta una soluzione importante per la città, ma richiede una gestione attenta e una scelta politico-amministrativa precisa.
*Sull’argomento: I Ladisa puntano dritti alla gestione dello stadio Iacovone – Corriere di Taranto