Il Lungomare Vittorio Emanuele III continua ad essere uno dei simboli più rappresentativi di Taranto, non fosse altro perché racchiude tutte le contraddizioni della città: una bellezza mozzafiato che convive con incuria e degrado ed una lunga serie di promesse di riqualificazione che faticano ancora a diventare realtà.

Si allontana ancora, infatti, il completamento dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della scarpata, annunciato per la festa di San Cataldo del 10 maggio. A confermarlo è proprio l’assessora all’Ambiente, Fulvia Gravame, che cita difficoltà legate al reperimento delle risorse necessarie alla prosecuzione del cantiere.

A questo punto è necessario fare un passo indietro per ricapitolare la storia di un intervento partito un anno e mezzo fa e che ancora non trova completamento, come purtroppo accade in altre zone della città: avviati a novembre 2024, i lavori in questione erano stati progettati per concludersi in circa sette mesi, ma hanno successivamente subito un allungamento dei tempi, superando l’anno.

Microfratture, smottamenti, radici diffuse e ostinate ed una conformazione del terreno diversa da quella prevista dal progetto originario hanno obbligato a revisioni progettuali e nuove perizie, allungando i tempi e facendo lievitare i costi del 33%, passando da 582mila a oltre 774mila euro: un incremento che sarebbe stato coperto tramite la devoluzione di mutui già esistenti.

L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire la stabilità del fronte costiero con micropali in acciaio corten, fascinate e sistemazioni vegetali, oltre a una riqualificazione estetica e paesaggistica, che integri la scarpata con il fronte urbano.

Allo stato attuale dei fatti, tuttavia, la distanza tra progetto e realtà è davvero desolante: allo sguardo del cittadino che voglia percorrere la passeggiata Alessandro Leogrande si presenta uno scenario di degrado e immobilismo che desta preoccupazione.

Fango, pozze d’acqua, vegetazione spontanea che invade i percorsi pedonali, panchine e fioriere rotte, l’uso della ringhiera da parte di persone senza fissa dimora per stendere coperte e teli usati per passare la notte. Nelle ore serali, poi, avventurarsi diventa doppiamente rischioso: illuminazione insufficiente e assenza di controlli trasformano la passeggiata in un luogo potenzialmente pericoloso.

I lavori per la consegna del primo lotto, prevista per fine dicembre 2025 e già rinviata a gennaio-febbraio, dovrebbero ripartire in questi giorni: l’amministrazione punta al completamento entro giugno, in tempo per la stagione estiva e i Giochi del Mediterraneo, ma ora come ora l’obiettivo appare ben lontano dal suo raggiungimento.

Sembra andar meglio, almeno per il momento, nell’area dell’ex Lido Taranto: demolizione delle strutture fatiscenti, rimozione delle piattaforme e riqualificazione della spiaggia procedono, anche se il termine dei lavori, previsto inizialmente per settembre 2026, è slittato a fine anno. Qui però, nessuna sorpresa: il cronoprogramma originario già non coincideva con i Giochi del Mediterraneo. Le ditte incaricate dell’appalto, inoltre, hanno parlato di una grande coesione con la Direzione Lavori pubblici, che sta permettendo la prosecuzione degli interventi senza alcun intoppo.

I tarantini restano in speranzosa attesa, mentre il Lungomare, simbolo urbano e paesaggistico della nostra città, continua ad inseguire un futuro che, per ora, resta sospeso.

One Response

  1. E ancora una volta, si mettono in cantiere – letteralmente – progetti di riqualificazione senza prima studiare a fondo ciò che si intende riqualificare. Prima si studia il terreno, il tipo di piante idoneo, magari lasciando anche qualche pianta spontanea, che di certo non sporca, al contrario di molti cittadini. Poi, si avviano i lavori. Stamattina, passando da lì, ho visto la spiaggia del lungomare con un muretto nuovo di zecca. Un muretto di cemento per cosa? Inoltre, e mi ripeto, il verde urbano deve essere considerato non solo un bel colpo d’occhio ma anche rifugio per animali che, in questa stagione, nidificano e contribuiscono ad eliminare bestiacce come insetti nocivi e blatte. Ma tanto, anche questa amministrazione si sta rilevando un gruppo di persone ben poco attente alle reali necessità di una città ormai allo sbando.

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