Dal “Libro dei Sogni” alla “Manovra lacrime e sangue”. L’opposizione del Consiglio Comunale di Taranto stavolta scomoda il paragone con il Governo Monti per definire il Bilancio di Previsione 2026/2028, su cui oggi la massima assise cittadina è stata chiamata ad esprimersi.

Che le casse comunali non godano di ottima salute non è un mistero: “Sapevamo che la situazione non fosse facile – spiega il sindaco, Piero Bitetti – ma certamente non immaginavamo che fosse così difficile. Non abbiamo messo la polvere sotto il tappeto, anzi, abbiamo tolto il  tappeto con un bilancio vero, serio, responsabile, trasparente: un bilancio di coscienza“.

Il primo cittadino ammette che su alcune voci l’amministrazione ha dovuto frenare: “Avremmo voluto caricare i capitoli che riguardano la cultura, che riguardano le iniziative sportive, che riguardano le attività legate al turismo. Purtroppo abbiamo dovuto fare delle scelte responsabili e coraggiose, che ci hanno dato amarezza: tuttavia, abbiamo approvato un bilancio lungimirante nell’interesse dell’amministrazione e della collettività”.

Impossibile non parlare delle difficoltà che affliggono Kyma Ambiente, su cui è in corso una due diligence i cui risultati saranno resi noti a breve (lunedì la riunione in merito). “Non avremmo voluto tagliare su alcuni servizi ai cittadini – ammette Bitetti – certamente dedicheremo un’attenzione particolare alla società che si occupa della gestione dei rifiuti. Siamo già particolarmente attenti, ci impegniamo da mesi: abbiamo aumentato la raccolta differenziata di circa 6 punti percentuali, stiamo lavorando per l’acquisto dei cassonetti nel Borgo mettendo da parte quelli cosiddetti intelligenti. Abbiamo ripartito la città in quattro zone per fare una puntuale raccolta differenziata, insomma quelli che riteniamo essere i servizi fondamentali per i cittadini”.

Il primo cittadino chiede scusa alla collettività per i disagi causati dal progetto BRT: “Un progetto che non possiamo fermare, che non possiamo rallentare pena il pagamento di importanti penali. Speriamo di finirlo nei tempi, siamo convinti di poterlo consegnare subito alla popolazione affinché ne abbia i dovuti vantaggi in termini ambientali, di percorrenza, di utilizzo del trasporto pubblico locale a favore del benessere della popolazione, affinchè possa fare a meno del mezzo privato nel più breve tempo possibile”.

La seduta del Consiglio comunale si apre con un minuto di raccoglimento, proposto dal consigliere Gianni Azzaro, in memoria di Pino Calia, allenatore storico nel campo del basket ionico.

Il clima che accompagna i lavori della massima assise cittadina è decisamente diverso da quello che accompagnava le approvazioni dei Bilanci di previsione della precedente amministrazione: sorrisi, pacche sulla spalla, battute tra opposizione e maggioranza. Su tutti spicca la figura del sindaco, Piero Bitetti, che continua a dare il meglio di sè nel ruolo di equilibrista: saluta tutti, stringe la mano ai colleghi della minoranza, scherza, elargisce sorrisi. Il sindaco sa di avere i numeri per continuare a lavorare con serenità, l’opposizione continua a svolgere il suo ruolo più per dovere che per altro.

L’unico brivido di uno “scontro” lo regalano Stellato e Contrario: il consigliere di Forza Italia, Massimiliano Stellato, presenta i tredici emendamenti da lui proposti, il presidente della Commissione Bilancio e consigliere del PD, Luca Contrario, li classifica “una perdita di tempo”, attirandosi la “tirata d’orecchie” dal presidente del Consiglio, Gianni Liviano.

In sintesi si tratta di un bonus cantieri da destinare ai commercianti danneggiati economicamente dai cantieri BRT, un censimento degli anziani in condizioni di solitudine, dell’istituzione di corsi di lingua inglese per i commercianti in vista dei Giochi del Mediterraneo, di alcuni interventi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche, della manutenzione straordinaria delle caditoie, per la quale all’interno del Bilancio sono stati stanziati solo 10mila euro; e poi marketing territoriale, arredi per servizi educativi, manutenzione straordinaria di canili, cimiteri e fontane, manutenzione degli ipogei, servizi di vigilanza, manutenzione e pulizia del verde urbano, ripristino e sostituzione infissi e opere affini al patrimonio comunale. In totale, gli emendamenti di Stellato presentano un costo 1 milione e 510 mila euro e ciascuno di essi ha ricevuto parere negativo dal revisore dei conti.

C’è da dire che, a fronte delle intenzioni apprezzabili del consigliere di FI, manca l’indicazione delle modalità con cui reperire le risorse adeguate. Sul punto interviene il presidente della commissione Bilancio, Luca Contrario, consigliere del PD: “Manca l’indicazione delle missioni da cui reperire la copertura finanziaria per le voci indicate – spiega – ecco perchè li ho definiti una perdita di tempo”.

L’assessore ai Servizi sociali, Sabrina Lincesso interviene sull’emendamento del censimento delle persone anziane e sole: “Una persona può non risultare sola a livello anagrafico ma esserlo lo stesso. Offro comunque la mia disponibilità a lavorare sul punto”.

L’emendamento in questione viene ritirato, gli altri bocciati con 19 no e i 10 sì della maggioranza, ad eccezione di Brisci e Azzaro assenti dall’aula durante la votazione.

È poi la volta dell’emendamento proposto dal consigliere del M5S, Gregorio Stano, già bocciato durante la discussione del DUP e con parere negativo da parte contabile: si tratta della richiesta di interventi, soprattutto al manto stradale, delle Tre Terre (Lama, San Vito, Talsano). Stano sottolinea di aver indicato le missioni da cui sottrarre le risorse necessarie, che tuttavia sono già impegnate. Contrario suggerisce a Stellato fare dei corsi di formazione su come presentare emendamenti al Bilancio, Stellato si altera e lo invita a non personalizzare la politica. . L’emendamento di Stano viene, infine, bocciato con 21 voti contrari e l’assenza di Brisci, Azzaro e Tribbia.

Il dirigente Simone Simeone interviene per spiegare le caratteristiche principali del documento e afferma che il problema principale del Comune di Taranto è la rigidità della spesa corrente, che tende a salire e costringe l’Ente ad una rincorsa: la spesa cresce, le entrate restano fisse e questo trend nel corso degli anni crea un problema. Si suggerisce ancora una volta che una delle modalità attraverso cui attingere risorse è la lotta all’evasione dei tributi locali.

Inizia poi la dichiarazione di voto da parte di maggioranza e opposizione: la prima si spertica in lodi verso il sindaco e sottolinea in maniera compatta l’importanza di aver salvaguardato la gestione pubblica dei nidi comunali, punto cardine della campagna elettorale di Bitetti, e dell’appalto Multiservizi. La calma piatta viene interrotta dall’intervemto di Giampaolo Vietri di Fratelli d’Italia che attacca la Giunta e il sindaco: “Siate seri – afferma – e spiegateci che città avremo in concomitanza con i Giochi del Mediterraneo 2026. Le aiuole di piazza Ebalia sembrano allestite appositamente per il funerale delle vostre aspettative”.

Evento su cui, peraltro, si fanno sempre più insistenti le voci di un rinvio ad aprile 2027 a causa della situazione geopolitica attuale. Una possibilità che permetterebbe all’attuale amministrazione di tirare il fiato nella corsa alla realizzazione dei lavori in corso, eccezion fatta per quelli finanziati con i fondi PNRR, che devono necessariamente terminare entro giugno.

A svegliare l’aula contribuisce anche il successivo intervento di Antonio Lenti dei Verdi: parte in sordina, poi finisce per togliersi più di qualche sassolino dalla scarpa, rigettando al mittente (il consigliere Stellato) le accuse di aver tagliato la spesa su alcune voci e rinfacciando quanto fatto durante la passata amministrazione, in cui l’attuale consigliere di Forza Italia sedeva in maggioranza. “Vi stupiremo con effetti speciali – chiosa – stiamo lavorando per reperire ulteriori risorse”.

Il sindaco tira le fila: “Se qualcuno avesse letto il Bilancio, ed il tempo c’era, molte delle critiche mosse dall’opposizione non sarebbero state fatte. Bacchette magiche non ne abbiamo, siamo in carica da otto mesi. Piazza Ebalia? L’allestimento non pesa sulle casse comunali, è stato sponsorizzato (quest’ultimo dato lo sottolineamo a beneficio dei tanti lettori che ne facevano richiesta a seguito dello scorso articolo, ndr)”. 

“Se amare questa città e volerla amministrare al meglio è un peccato, noi siamo peccatori” termina Bitetti, che mette momentaneamente da parte il volto sorridente per difendere con veemenza l’operato svolto da luglio.

“Il sindaco è un venditore di fumo, un teatrante”, attacca sul finale Vietri, nel tentativo di dare una scossa all’aula, ottenendo solo i fischi della maggioranza. “Non me la prendo” alza le spalle Bitetti, ricalandosi nel ruolo del mediatore.

Infine, dopo circa 4 ore di discussione, in gran parte ripetizione degli interventi sul DUP, si passa alla votazione: come ampiamente prevedibile, il documento viene approvato con i 21 voti della maggioranza, 10 contrari della minoranza e l’astensione di Gianni Azzaro.

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