| --° Taranto

Si sono conclusi con un bilancio straordinario i Campionati Europei 2026 di Heraklion, un’edizione che ha visto l’Italia scalare le gerarchie continentali fino a conquistare un prestigioso secondo posto nella classifica generale. Ma dietro questo successo nazionale batte un forte cuore tarantino: gli atleti della Polisportiva Yawara e della Dojo Arashi hanno letteralmente dominato il tatami, portando a casa un bottino di medaglie che onora la nostra città. Ad accompagnare il team Italia il maestro Raffaele Buovolo, componente della commissione nazionale.

Un’eccellenza da podio
Il valore tecnico espresso dai ragazzi tarantini è stato assoluto. Nella categoria U21, brilla il doppio bronzo di Andrea Sirena, capace di salire sul podio sia nel maschile (in coppia con Alessandro Colasante) che nel Mix insieme ad Aurora Longo. Sirena si è confermato un trascinatore anche nella categoria U18, conquistando un argento pesante insieme a Matteo Vespertina. Lo stesso Vespertina ha poi concesso il bis nel Mix, centrando il bronzo con Arianna D’Andria.
L’ U16 non è stato da meno . Qui, Carlotta Bramato e Benedetta Bonaca sono state protagoniste di una prestazione maiuscola: con una grinta fuori dal comune e una tecnica cristallina, hanno conquistato un Bronzo che brilla d’oro per il carattere dimostrato. Le “piccole” grandi campionesse tarantine hanno lottato su ogni centimetro di tatami, dimostrando che il futuro delle arti marziali ioniche è in mani sicurissime e piene di talento. Non da meno i colleghi maschi, con Francesco Pio Testa e Cosimo Fontana che hanno strappato un meritato bronzo U16, confermando la solidità della scuola tarantina.

Maestri di vita e di sport
Dietro ogni proiezione, ogni leva e ogni secondo di gara, c’è il lavoro silenzioso e instancabile dei maestri della Yawara del maestro Cassano e della Dojo Arashi del maestro De Ronzi e Ghilotti. Questi risultati non sono frutto del caso, ma di una programmazione certosina e di una dedizione totale. I docenti tarantini si confermano eccellenze mondiali nella formazione, capaci di trasformare giovani promesse in atleti d’élite, forgiandone non solo il fisico ma anche il carattere.

Basta chiamarli “sport minori”
È ora di sfatare un mito obsoleto: questi non sono “sport minori”. Parliamo di discipline afferenti alla FIJLKAM, l’unica federazione riconosciuta dal CONI e orgogliosamente parte della famiglia Olimpica. Il livello di sacrificio, competizione e professionalità richiesto per arrivare a un podio europeo è pari, se non superiore, a quello delle discipline più blasonate.
Questi ragazzi sono l’orgoglio di una Taranto che vince, che fatica e che sa farsi rispettare nel mondo. A loro, e ai maestri che li guidano quotidianamente, va il plauso di un’intera comunità.

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