La processione dei Sacri Misteri torna nel Borgo e con essa Taranto ritrova uno dei suoi simboli più profondi. Dopo la parentesi dello scorso anno in città vecchia, legata alle celebrazioni per il 350esimo anniversario dell’Arciconfraternita, i riti riprendono il loro itinerario tra le vie del centro cittadino.
«Ci ritroviamo nel solco della più rigorosa tradizione – spiega il priore della Confraternita del Carmine, Antonello Papalia – perché quest’anno torniamo alla normalità dopo un percorso straordinario. La processione attraverserà di nuovo il Borgo, lungo quel tracciato che si è consolidato negli ultimi cinquant’anni. I riti assumeranno di nuovo quella fisionomia storica che abbiamo vissuto per decenni, eccezion fatta per le ricorrenze del 2015 e del 2025».
Papalia ha rivolto ai confratelli un messaggio che trascende la semplice organizzazione logistica, toccando corde spirituali e civili. «È il Tempo Santo nel quale il nostro cuore confraternale è chiamato a battere all’unisono, rinnovando la fede e il legame che ci unisce da secoli sotto il manto della nostra amata Madre del Carmine» ha sottolineato, ribadendo come la Quaresima sia un percorso collettivo.
«Ogni passo compiuto insieme, ogni preghiera condivisa, ogni lacrima silenziosa davanti ai Misteri della Passione – ha aggiunto – rappresentano il segno concreto di una fede che si fa storia, tradizione e profondo coinvolgimento dell’anima». Papalia ha esortato a un «vero cammino spirituale che coinvolga mente, cuore e anima, affinché ogni gesto, ogni passo in processione e ogni preghiera diventino offerta».
I prossimi appuntamenti prevedono mercoledì 25 marzo la venerazione della Beata Vergine Addolorata, seguita giovedì 26 dalla liturgia stazionale.
La Domenica delle Palme vedrà la comunità riunirsi in piazza Maria Immacolata alle 9.45 per la benedizione delle palme, per poi celebrare la Santa Messa nella Chiesa del Carmine. La serata sarà invece riservata ai soli confratelli per l’assemblea straordinaria di assegnazione delle Statue e delle Poste. L’aggiudicazione dei simboli spesso è accompagnata dalle polemiche che montano sui social per le offerte dei confratelli che raggiungono anche cifre considerevoli. Un’antica diatriba che fa parte essa stessa della tradizione.
Il Lunedì Santo ci sarà la prova delle sdanghe e il Martedì la liturgia penitenziale comunitaria nella chiesa San Pasquale Baylon, dove i partecipanti ai pellegrinaggi si ritroveranno uniti.
Uno dei momenti più suggestivi e partecipati dei Sacri riti è il pellegrinaggio ai sepolcri del Giovedì Santo. Nel salone delle troccole alle 14.45 il saluto delle prime poste del pellegrinaggio alla Croce dei Misteri, l’indirizzo Spirituale e il saluto del padre spirituale don Marco Gerardo e del priore. Dalle 15, le poste di perdoni, usciranno dalla Chiesa del Carmine per attraversare la città in un cammino lento e silenzioso, fatto di preghiera e raccoglimento.
«Andremo, così come l’anno scorso, nella cappella – sottolinea Papalia – che si trova all’interno dell’ospedale della Marina militare, dove sarà allestito un altare della reposizione. Per quanto riguarda il pellegrinaggio in città vecchia le poste faranno il percorso consueto con una moltitudine di sepolcri toccati: il primo è quello nel santuario dei Santi Medici, il secondo nella chiesa di San Domenico, il terzo nel centro Caritas San Cataldo che si trova alle spalle del Duomo, nel palazzo Santa Croce, poi San Cataldo, il santuario della Madonna della Salute per poi scendere dalla via Nuova e visitare San Giuseppe. Quindi le poste faranno ritorno da via Garibaldi e l’ultimo sepolcro sarà quello allestito nella cappella di San Leonardo all’interno del Castello Aragonese».
Sono «tantissimi – tiene a evidenziare il priore – gli altari della reposizione nella città vecchia che torna a vivere in quei giorni in maniera importante. Le poste poi faranno ritorno al Carmine concludendo il loro pellegrinaggio. Una quarantina le coppie di confratelli che seguiranno questo percorso. Cerchiamo di non andare oltre per dare un equilibrio fra i due rami del pellegrinaggio, quelli in città nuova e quelli in città vecchia».
Il momento culminante sarà il Venerdì Santo. Dopo la celebrazione della Passione al mattino e il rito della consegna della troccola alle 16.30, alle ore 17.00 si spalancherà il portone del Carmine. La processione dei Sacri Misteri inizierà il suo lento incedere tra le ali di folla del Borgo, accompagnata dalle note dolenti dei complessi bandistici Santa Cecilia, Chimienti, Francavilla Fontana e Lemma. Sfileranno i tradizionali simboli: la troccola, il Gonfalone, la Croce dei Misteri, le statue di Cristo all’Orto, Gesù alla Colonna, Ecce Homo, La Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù Morto e l’Addolorata. Tra un simulacro e l’altro, le «poste», segno di penitenza e devozione, accompagneranno il corteo in un’atmosfera sospesa, capace di attraversare il tempo e le generazioni.
Il rientro la mattina di Sabato Santo: il troccolante bussa tre volte con la punta del suo bastone, detto “bordone”, su una delle ante chiuse. Il portone si schiude, la folla applaude. Alle 22.30 la veglia pasquale e la celebrazione eucaristica nella Notte di Resurrezione del Signore. Al termine lo scambio degli auguri nel Salone delle Troccole.
Sulla vitalità della Confraternita, Papalia non nasconde l’orgoglio: «Gli iscritti sono poco sopra i 2.800, una presenza che testimonia un radicamento importante. I novizi sono sempre tanti, circa quaranta quest’anno, e questo ci dà grande gioia e speranza per il futuro. Il corso è iniziato a novembre e si concluderà a luglio».
Il pensiero del Priore va anche alla situazione internazionale. «Credo – spiega al corriereditaranto.it – che il tema delle guerre la farà da padrone sicuramente nei messaggi rivolti dal padre spirituale. Non è un periodo sereno e quale momento migliore della Resurrezione per trovare una via pacifica? Noi ci sentiamo piccolini rispetto a tutto quello che avviene nel mondo, ma la forza della preghiera è una forza potente e noi la metteremo senz’altro».
Papalia riconosce che Taranto «ha bisogno di riscattarsi: speriamo che i progetti finanziati e i tanti cantieri aperti portino davvero a una “primavera felice” e possano consentire alla città anche di affacciarsi in maniera seria e convinta a un movimento turistico. I Riti della Settimana santa rappresentano un elemento identitario, un’occasione di riflessione collettiva e insieme un grande volano turistico e culturale».

