Taranto guarda al mare come motore di sviluppo economico e occupazionale. Con questo obiettivo Confindustria Taranto ha convocato un tavolo di lavoro pubblico–privato dedicato alle professioni del mare e alla crescita del territorio, coinvolgendo istituzioni, enti formativi, università e rappresentanti del mondo produttivo.

All’incontro, presieduto dal numero uno degli industriali jonici Salvatore Toma, ha partecipato un’ampia platea di attori locali e regionali. Tra questi Anna Cammalleri, che ha illustrato le finalità del tavolo, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti, il comandante della Capitaneria di Porto Leonardo Deri, rappresentanti della Regione Puglia, del Comune di Taranto, delle università e del sistema formativo, oltre a operatori del settore marittimo e logistico. I lavori sono stati coordinati dalla vicepresidente con delega all’Education Anda Furfaro.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che l’economia del mare rappresenta oggi un moltiplicatore di ricchezza e occupazione, soprattutto per i giovani. Cantieristica, portualità, logistica, energie rinnovabili offshore, turismo sostenibile, blue economy e innovazione digitale costituiscono infatti un ecosistema integrato capace di accompagnare Taranto verso una nuova fase di crescita, complementare alla storica vocazione industriale.

Il tavolo ha permesso di affrontare il tema in maniera sistemica, definire l’ambito di analisi, contestualizzare le prospettive sul territorio jonico, individuare le azioni già avviate e delineare nuove linee di intervento. Obiettivo finale è la redazione di un documento programmatico condiviso su cui sviluppare progetti concreti.

Il contesto industriale appare favorevole anche grazie al Just Transition Fund, che prevede per Taranto incentivi maggiorati del 10% sugli investimenti e bandi dedicati alla formazione e riqualificazione delle competenze. Parallelamente, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha avviato percorsi per filiere a basso impatto ambientale nei settori nautica, eolico offshore, meccanica avanzata, logistica, aerospazio e digitale.

Nei prossimi anni crescerà la domanda di nuove figure professionali, tra cui tecnici della transizione energetica, ingegneri per l’eolico offshore, sustainability manager, data scientist per smart port e data center, operatori dell’economia circolare ed esperti di turismo esperienziale legato ai beni culturali marinari.

L’obiettivo è promuovere una strategia condivisa per formare e valorizzare queste competenze, trasformando la transizione economica in un’opportunità concreta di sviluppo. Confindustria Taranto conferma così il proprio ruolo di catalizzatore, con un tavolo aperto a ulteriori stakeholder e destinato a riunirsi nuovamente per mettere a sistema contributi e progettualità.

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