Con il campionato fermo, il Taranto ha la possibilità di ricaricare le batterie per disputare al meglio il finale di campionato. Quattro partite al termine, tre di queste da disputare in casa e nelle quali servirà stringersi attorno alla squadra perché i playoff non sono un miraggio ma un obiettivo concreto e alla portata degli ionici.
Il Brindisi è ormai con un piede e mezzo in D ma i ragazzi di Danucci hanno nelle loro mani il proprio destino, considerando la semifinale di ritorno di Coppa Italia che dovrà disputare il Bisceglie e il momento no che la compagine nero-azzurra sta affrontando. Abbiamo chiesto al direttore sportivo Pagni di tracciare un temporaneo di una stagione che ha vissuto diverse fasi.
La classifica si consolida sempre di più, ovvero, allo stato attuale, il Brindisi promosso in serie D e il Bisceglie condannato ad andare in finale di Coppa Italia per festeggiare la promozione. Quanto reputa fattibile questa ipotesi dopo la gara di andata della semifinale di Coppa?
“Premesso che non entro nel merito delle questioni delle altre squadre, ho grande rispetto degli avversari. Stiamo vedendo che ogni partita in questa stagione lascia la porta aperta ad ogni risultato e nulla è scontato. Non bisogna meravigliarsi di nulla e soprattutto non bisogna dare nulla per scontato”.
È evidente che dal Taranto ci si aspettava di più. Nonostante l’importante campagna acquisti la squadra è inciampata più volte. A cosa è dovuto questo secondo lei?
“La nostra è una squadra forte che è stata decisamente migliorata soprattutto per quanto riguarda gli under. Il Brindisi ha dimostrato di meritare la posizione che ha, purtroppo noi abbiamo commesso dei passi falsi in determinate partite come con il Polimnia, l’Union Bisceglie, la finale di Coppa e Acquaviva; stesso discorso con lo Spinazzola in casa, anche se in quella partita abbiamo avuto il dominio totale. Bisogna dare merito al Brindisi di quello che ha fatto e purtroppo queste cinque partite che ho citato hanno determinato tanto. In ogni caso abbiamo dimostrato più volte di essere una squadra forte e completa in tutti i reparti.
Voglio fare una precisazione, questa squadra vorrebbe allenarla chiunque, sia per gli under che abbiamo che per gli over. La società ci ha messo nelle condizioni migliori sia per operare sul mercato che per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione, non dimentichiamo che abbiamo anche due match analysts e due preparatori atletici. . Le difficoltà che abbiamo avuto sono dovute sicuramente per il ritardo con cui siamo partiti e, se abbiamo commesso qualche errore, è stato commesso nella totale buona fede. Dobbiamo considerare anche la lunga squalifica di Panarelli quando era il nostro allenatore e il poco tempo che hanno avuto i ragazzi per conoscersi; tutto questo ha influito in maniera negativa”.
Probabilmente il giocatore da cui ci si aspettava molto di più è Loiodice, solo una condizione fisica non ottimale o ci sono altre motivazioni?
“Loiodice probabilmente non sta rendendo per come ha fatto nelle altre piazze dove ancora lo rimpiangono; questo un po’ per condizione fisica e un po’ per fatalità. Nonostante questo, anche quando non ha reso al 100%, il suo zampino c’è stato sempre. Ad averne di giocatori come Loiodice. E’ un ragazzo straordinario che ha un entusiasmo contagioso. E’ un giocatore che in ogni caso incide e sicuramente ha ancora tempo e modo per conquistare tutti.”
A fine novembre, lo stesso giorno del suo annuncio, la decisione di chiamare Panarelli alla guida della squadra per poi comunicare il suo esonero i primi giorni di gennaio. Come e da chi è nata questa decisione?
“In una società si decide tutti insieme, il mio avvento è combaciato con quello di Panarelli. La società ci ha scelto entrambi. E’ stata una scelta congiunta, io ragiono sempre con il noi, mai con l’io”.
Ha incontrato delle difficoltà durante il mercato invernale? Quali?
“Nessuna difficoltà, abbiamo preso giocatori fortissimi a buone condizioni. In molti però pensavano ci fosse la gallina dalle uova d’oro e questo non lo abbiamo permesso. Abbiamo accontentato in tutto e per tutto il tecnico. Ovviamente però non ci siamo fatti prendere dal collo, questo con me non accade”.
Parlando sempre di mercato, con il suo avvento ci sono state diverse risoluzioni. Un compito delicato il suo…
“La società e il tecnico mi hanno fatto delle richieste e sono state esaudite. Mi è stato insegnato che il compito più difficile per un direttore sportivo è quello di cedere i giocatori perché per comprarli sono tutti bravi. Cedere e risolvere i contratti non è affatto semplice”.
Ormai è palese che il Taranto può ambire alla promozione solo attraverso i playoff sperando di disputarli. Facendo i dovuti scongiuri, se questo non dovesse accadere, la società sta pensando ad un piano B?
“Il nostro motto è avanti tutta. Dobbiamo assolutamente pensare in maniera positiva. Il nostro obiettivo oggi è quello di blindare i playoff, posizionarci e arrivarci nella migliore condizione. Vogliamo dare soddisfazione alla società e ai tifosi. E’ prematuro pensare al dopo, pensiamo al momento attuale”.
*Foto di Paolo Occhinegro