La buona ‘novella’ arriverà probabilmente entro Natale o con l’inizio del nuovo anno. E confermerebbe quanto trapelato già nella visita della commissione Attività Produttive della Camera (guidata da Guglielmo Epifani (Pd) al cui seguito vi era il capo delegazione Pd l’on. Ludovico Vico, il capo delegazione del M5S Andrea Vallascas e la consigliera Elisabetta Mirra) allo stabilimento Leonardo Finmeccanica di Grottaglie dello scorso ottobre. Secondo fondate indiscrezioni infatti, Leonardo Finmeccanica e la Boeing starebbero per sottoscrivere ad un accordo definito ‘Global settlement’ (in gergo ‘accordo tombale’) sul modello 787, la cui fabbricazione dipende anche e soprattutto dalla produzione di parte della sezione della fusoliera che avviene nello stabilimento di Grottaglie (le ali vengono prodotte in Giappone). Le basi dell’accordo sarebbero state trovate nell’incontro dello scorso 4 settembre, tra il nuovo amministratore delegato dell’ex Finmeccanica, Alessandro Profumo, e l’a.d. di Boeing, Dennis Muilenburg. Il tutto andrebbe a collimare con l’intenzione di assumere 90 somministrati nel 2018 ed altri 80 nel 2019, oltre ai 150 precedentemente assunti.
(leggi l’articolo sulla visita della commissione della Camera allo stabilimento di Grottaglie http://www.corriereditaranto.it/2017/10/17/leonardo-finmeccancia-la-boeing-conferma-commesse-sino-al-2021-assunzione-dei-somministrati/)
Dopo la grave crisi del 2016, quando la società americana evidenziò ufficialmente le sue perplessità e critiche per la qualità “non conforme” delle componenti di fusoliera prodotte dall’ex Alenia, ora divisione aerostrutture di Leonardo Finmeccanica nell’impianto di Grottaglie, si era temuto il peggio: ovvero la perdita di una commessa fondamentale per il gruppo italiano, nonché per la sopravvivenza del sito di Grottaglie all’interno del quale lavorano oltre 2mila unità, molte delle quali giovani e altamente specializzate del territorio tarantino e brindisino. Dopo una prima lettera con alcuni rilievi, nell’estate del 2016 la Boeing inviò una lettera formale di messa in “probation” di Leonardo aerostrutture, all’interno della quale trovarono spazio durissime contestazioni all’azienda italiana. La “probation” è di fatto un commissariamento del fornitore da parte del cliente, che prevede il rafforzamento dei controlli sulla filiera della produzione ed in particolar modo sulla qualità delle operazioni che si svolgono. L’accettazione del prodotto viene quindi fatta dal cliente direttamente nello stabilimento di produzione, con propri ingegneri e tecnici, che fungono da veri e propri ispettori. Tutti i costi di questa procedura vengono inoltre addebitati al fornitore.
(leggi l’articolo sulla lettera della Boeing http://www.corriereditaranto.it/2016/07/07/leonardo-finmeccanica-grottaglie-lettera-della-boeing-moretti-scarsa-qualita-troppi-ritardi2/)
Seguirono settimane di altissima tensione all’interno dello stabilimento tarantino, con i sindacati sul piede di guerra in particolar modo per la situazione dell’indotto sempre più precaria. Perchè era chiaro a tutti, all’epoca, che le lamentele della Boeing sulla qualità del prodotto erano l’apripista di un qualcosa che stava già lentamente avvenendo: ovvero l’internalizzazione di moltissime attività che negli ultimi anni l’ex Alenia aveva appaltato all’esterno, coinvolgendo nel perimetro aziendale molte ditte della provincia di Taranto e di Brindisi. L’uscita dalla “probation” avvenne soltanto dopo 4 mesi e mezzo, ovvero nelle ultime settimane del 2016. Nel primo semestre di quest’anno, si legge nella relazione sui conti del primo semestre 2017 della Leonardo Finmeccanica, “sono state effettuate consegne pari a 69 sezioni di fusoliera e 40 stabilizzatori per il programma B787 (nel primo semestre 2016 consegnate 60 fusoliere e 43 stabilizzatori)“.
(leggi anche l’articolo http://www.corriereditaranto.it/2017/02/04/leonardo-grottaglie-lindotto-scompare-lentamente-le-colpe-nascoste-tanti/)
Ma su cosa si baserebbe il nuovo accordo in arrivo tra le parti? Per ora ci sono soltanto indiscrezioni. Ciò che è certo è che la Boeing ha chiesto da tempo alla Leonardo uno sconto sui prezzi delle forniture: e la probabile firma dell’accordo lascia intendere che qualcosa in sede di trattativa avrà ottenuto. La contropartita prevederebbe invece il prolungamento del contratto sulla produzione delle sezioni di fusoliera del modello 787, fino ad un massimo di 2.700 ‘pezzi’: quello attuale prevede la fornitura di 1.250 sezioni di fusoliera in fibra di carbonio, il che vorrebbe dire, qualora l’accordo prevedesse queste cifre, che lo stabilimento di Grottaglie avrebbe commesse almeno fino al 2030 (durante la visita della commissione dello scorso ottobre ci si era spinti sino al 2032), rispetto all’orizzonte attuale del 2021. Anche se il tutto, ovviamente, sarà legato alle vendite del 787 sul mercato.
L’eventuale prolungamento del contratto consentirà a Leonardo Finmeccanica di spalmare i costi fissi del programma su un arco temporale molto più ampio, riducendo gli ammortamenti, visto che al momento la redditività del programma 787 è in perdita (dopo i rilievi nel 2011 dell’allora a.d. di Finmeccanica Giuseppe Orsi, nel 2012 l’ex a.d. di Alenia Giuseppe Giordo ottenne importanti miglioramenti dei prezzi a favore del gruppo). L’accordo, questo è praticamente certo, confermerà gli impegni in merito all’incremento della produzione: ora attestatosi sulle 12 sezioni di fusoliera al mese, con l’obiettivo di arrivare a produrne 14 fusoliere da fine 2018 o inizio 2019.
Intanto la Emirates Airlines ordina 40 aerei B-787
La società Emirates proprio in questi giorni ha annunciato un ordine da 15,1 miliardi di dollari (55,4 miliardi di Dirham) per 40 aerei B-787/10 Dreamliner. L’accordo con la Boeing è stato firmato al “Dubai Air Show 2017” alla presenza dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli Emirati arabi uniti e Ruler di Dubai; dello sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente e direttore generale del vettore e del Gruppo e Kevin McAllister, ad di Boeing Commercial Airplanes. I Dreamliner saranno consegnati alla compagnia con un mix di configurazioni a due e tre classi, che potranno potenzialmente ospitare da 240 a 330 passeggeri. Questi aeromobili saranno consegnati in diverse soluzioni, dal 2022 in poi. Secondo le previsioni effettuate, calcolando il ‘jobs multiplier’, applicato dal Dipartimento del commercio americano (ogni miliardo di dollari Usa in esportazioni aerospaziali supporta 5200 posti di lavoro americani), questo nuovo ordine creerà e supporterà oltre 78.000 posti di lavoro aggiuntivi nel settore aerospaziale statunitense, non solo con Boeing, ma anche con migliaia di altre fornitori negli Stati Uniti, molti dei quali sono piccole e medie imprese.
Questa commessa è in cima alla lista degli ordini storici di Emirates: la partnership si estenderà per decenni.
Magari con importanti ripercussioni positive anche per il sito di Grottaglie. Non ci resta che attendere.
(leggi qui tutte le notizie sulla Leonardo Finmeccanica http://www.corriereditaranto.it/?s=leonardo)