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  • Ex Ilva: rilancio o declino

    Ex Ilva: rilancio o declino

    La vertenza sull’ex Ilva è in una fase calda, anzi caldissima ed i rappresentanti dei vari sindacati sanno che questi giorni saranno decisivi per il futuro dell’impianto siderurgico tarantino e per i lavoratori.

    “Quando l’Ilva torna a essere una vetrina, tutti parlano, ma a pagare la crisi ‘fuori dalle parole’ sono i lavoratori”. È il duro atto d’accusa di Valerio D’Alò, segretario nazionale Fim Cisl, che interviene nel pieno di una fase decisiva per il futuro dell’ex Ilva.

    Secondo D’Alò, la vertenza non è soltanto un dossier industriale, ma “una sfida di coraggio, responsabilità e visione” per l’intera comunità tarantina. Dopo sessant’anni di ciclo produttivo, l’area può ancora sperare in un rilancio stabile e sostenibile, “oppure rischia un declino irreversibile, lasciando i lavoratori a pagare il prezzo più alto di tutte le ambiguità e le parole vuote pronunciate negli ultimi anni”.

    Il sindacalista ripercorre le tappe della crisi: “Dal 2012 a oggi, il racconto dell’ex Ilva è stato fatto di slogan e promesse false o parziali, spesso legate a interessi elettoralistici, senza affrontare le radici dei problemi o proporre soluzioni concrete. Dietro le promesse di riconversioni e ‘parchi giochi’ si sono nascosti fallimenti e zero posti di lavoro creati, mentre l’unico risultato tangibile è stato il mantenimento di un’occupazione precaria e il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per migliaia di addetti”.

    D’Alò evidenzia che il ciclo decarbonizzato, richiesto da anni, “si basa sull’uso di DRI e gas, tecnologie note e condivise”. E accusa: “È triste assistere a chi, a pochi giorni dall’epilogo, tenta di riscrivere la storia o di dipingere come ambientalista chi si batte per un futuro sostenibile, quando il vero obiettivo è solo sfruttare la tornata elettorale per nascondere le proprie responsabilità”.

    Per il segretario Fim Cisl, la questione non è legata alle “navi provvisorie” o a un “green” di facciata, ma al rispetto per chi lavora e vive intorno alla fabbrica: “Non si può risolvere il problema con slogan o soluzioni temporanee, perché così si condanna Taranto a un lento degrado”.

    La richiesta è chiara: “Serve il coraggio di fare scelte scomode ma necessarie, per rilanciare un’industria moderna, sostenibile e capace di offrire occupazione stabile. Basta discussioni viziate e giochi di potere: è tempo di guardare avanti, con responsabilità e visione. Il prezzo di questa crisi lo stanno pagando i lavoratori, le loro famiglie e un intero territorio. Non possiamo permettere che tutto finisca in promesse non mantenute: l’ex Ilva deve diventare il punto di partenza per un futuro dignitoso e sostenibile per Taranto”, conclude.

    Intanto le RSU e RLS Fiom-Cgil delle Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, insieme ai delegati di Ilva in a.s. e dell’appalto, ribadiscono che “non si è disposti a scegliere tra salute e lavoro” e che “entrambi i diritti devono essere garantiti”.

    Per i delegati, l’ex Ilva rimane, nonostante le difficoltà, la principale fonte di reddito per la città, con circa 15.000 lavoratori legati direttamente o indirettamente allo stabilimento. “Una chiusura improvvisa – avvertono – sarebbe un disastro economico, sociale e ambientale, soprattutto in assenza di garanzie reali per le bonifiche”.

    La posizione sindacale è netta: nessuna fabbrica “a tutti i costi”, ma neppure la rinuncia a un presidio industriale che, se gestito con scelte sostenibili e interventi di manutenzione, possa assicurare occupazione stabile e un futuro programmato.

    Secondo la Fiom, il Governo deve assumere un ruolo centrale nel definire un progetto chiaro e condiviso. Gli impegni richiesti sono concreti:

    • Continuità produttiva controllata, con manutenzioni ordinarie e straordinarie per garantire reddito e potere contrattuale alla città.
    • Decarbonizzazione con tempi e finanziamenti certi, realizzando forni elettrici e impianti DRI, corredati da studi sull’alimentazione energetica e sull’impatto ambientale e sanitario.
    • Strumenti legislativi straordinari per tutelare il reddito di tutti i lavoratori, evitando che i costi della transizione ricadano su di loro.
    • Potenziamento sanitario con un piano straordinario di screening oncologici per i dipendenti del siderurgico e per le fasce di popolazione più a rischio.
    • Programmi di bonifica e riconversione delle aree industriali dismesse, come Cementir e Sanac.

    “Taranto – affermano i rappresentanti – è stanca di promesse mancate e rinvii. Non vogliamo una scelta obbligata tra salute e lavoro: vogliamo entrambe le cose, perché entrambe ci spettano e perché tutto abbiamo dato”.

    “Se la politica vuole la chiusura dell’Ilva, per noi va bene, abbiamo una sola pregiudiziale: il giorno prima, bisogna  sistemare i 18mila lavoratori. Certo è che, dal momento che a Taranto non si riesce a trovare da anni una soluzione  per 38 unità lavorative  della ex Cementir e per un centinaio di Isola Verde, è quantomeno lecito il dubbio che questo possa accadere per l’ex Ilva che ha dimensioni ben diverse.

    Quello che sta accadendo in queste ore dimostra più che mai, qualora ancora ce ne fosse bisogno, che la grande vertenza ex Ilva si sta riducendo ad uno scontro politico, in particolare ci sembra un regolamento di conti  interno alla sinistra, di cui a farne  le spese è sempre la parte più debole di questa vicenda, i lavoratori e le lavoratrici.

    Questo non è ammissibile. Ci domandiamo perché chi è stato al governo  per molti anni,  a più riprese, non ha fatto quello che ora chiede all’attuale governo. Proprio i clamorosi errori della politica in questi 13 anni di vertenza, stanno producendo il totale fallimento della politica industriale nazionale.

    L’ipocrisia politica in questa vicenda è l’emblema di come siamo messi male in questo Paese: ci sono partiti e movimenti più interessati a salvaguardare le alleanze politiche, finalizzate alle prossime elezioni regionali, che a tutelare 18mila famiglie di lavoratori tra diretti, Ilva in As e dipendenti delle aziende dell’appalto.

    Abbiamo letto e ascoltato di tutto in questa storia, e il paradosso è che, chi sino a ieri, presentava progetti di decarbonizzazione dello stabilimento, oggi si trova a chiederne nei fatti la chiusura..…
    Inoltre, le nostre proposte (incentivi, riconoscimento amianto o lavoro usurante) sono state presentate agli ultimi quattro governi, il cosiddetto piano B per i lavoratori lo abbiamo scritto nel dubbio che la politica sfornasse l’ennesimo fallimento industriale di un Paese oramai preda della deindustrializzazione.

    Fa specie, in tutto questo caos, non sentire aprire bocca sul dramma Ilva i Big dei partiti nazionali, o lo stesso presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, nonché  probabile candidato alla presidenza della Regione Decaro.
    Il nostro invito alla politica è: “Sedetevi, ragionate e trovate una soluzione, per il bene di tutti. Assumetevi  le responsabilità che vi competono”.

    Sull’argomento leggi anche: https://www.corriereditaranto.it/?s=ex+ilva&submit=Go

  • Mandrake regala risate ai piccoli pazienti tarantini

    Mandrake regala risate ai piccoli pazienti tarantini

    Come ogni anno, nel periodo natalizio, si moltiplicano le iniziative di solidarietà a favore dei reparti di Pediatria ed Oncoematologia pediatrica “Nadia Toffa” dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto.

    Questa mattina, lunedì 9 dicembre, a far visita ai piccoli pazienti del nosocomio ionico e alle loro famiglie, con i volontari di Simba OdV, è giunto il comico Cosimo Ninno, in arte Mandrake, molto noto sui social grazie a divertenti sketch comici nei quali interpreta da solo tutti i personaggi in scena, utilizzando filtri del viso o divertenti travestimenti, per raccontare le disavventure dei bambini alle prese con i genitori di una volta.

    Accompagnato da don Gianni Mattia, presidente dell’associazione di volontariato Cuore e mani aperte, che ha iniziato la sua attività all’interno dell’ospedale di Lecce, l’influencer brindisino ha incontrato i bimbi e i ragazzi ricoverati o in terapia e le loro famiglie e, insieme a Spiderman del gruppo comico leccese The Lesionati, ha dispensato battute sagaci e regalato risate a tutti i presenti.

    Nel pomeriggio è stata la volta del comandante, colonnello Alessandro Del Buono, e di una rappresentanza di avieri della Scuola Volontari dell’Aeronautica Militare (SVAM), che hanno donato alcuni regali ai bambini ricoverati e annunciato una donazione di 3.500 euro, raccolta tramite donazioni volontarie degli allievi e del personale della scuola, per l’acquisto di macchinari sanitari utili alle cure oncologiche.

    Gesti concreti, volti ad allietare i piccoli che lottano contro gravi problemi di salute in un momento così delicato come quello del Natale.

  • A Grottaglie c’è un Cavaliere del Gelato

    A Grottaglie c’è un Cavaliere del Gelato

    Vincenzo Iannacone, imprenditore, maestro gelatiere con oltre 40 anni di esperienza, Due Coni Gambero Rosso Eccellenze Gelaterie d’Italia sia per il 2023 che per il 2024, patron del marchio Gelida Voglia ottiene il riconoscimento di Cavaliere del Gelato Italiano. Ennesimo riconoscimento per Iannacone a coronamento di un curriculum e di un portfolio di riconoscenze di tutto rispetto iniziato quando a soli 19 anni apprese l’arte della gelateria.

    Nel corso degli anni il suo gelato ottiene grande successo tra i consumatori grandi e piccoli e lo sprona a mettere la sua ricetta e il suo modus operandi a disposizione di altri imprenditori alla ricerca della qualità. Le sue intuizioni gli danno ragione ed alla gelateria del diciannovenne di Venafro, piccolo centro in Molise, se ne aggiungono altre nove distribuite tra Alessandria in Piemonte, Grottaglie in Puglia, Matera in Basilicata, Caserta in Campania e all’estero ad Hong Kong.

    Negli ultimi anni Iannacone ha creato l’Agri Gelateria, con le materie prime che giungono in laboratorio direttamente dai campi e dalle fattorie, e prodotto il gelato agricolo e a km zero.

    L’attestazione ricevuta è solo uno dei titoli che da decenni premiano il lavoro svolto nel settore da parte di Iannacone. La nomina a Cavaliere del Gelato Italiano premia il maestro gelatiere inteso come custode della tradizione e innovatore. L’Associazione Italiana Gelatieri dedica una particolare attenzione a questa figura centrale, ispirandosi alla passione che spinge i gelatieri a selezionare e valorizzare i migliori prodotti del territorio, dando un vero valore aggiunto a tutta la filiera agroalimentare.

     

  • Al via il Taranto Eco Film Festival

    Al via il Taranto Eco Film Festival

    Al via il 28 novembre la prima edizione del Taranto Eco Film Festival – Visioni Alternative. Il cinema internazionale arriva a Taranto: diciassette i film in concorso, numerosi i Premi tra cui quello degli studenti. Cinque giorni dedicati alla promozione della cultura cinematografica, con ospiti internazionali fra incontri, masterclass e laboratori dedicati ai più piccoli. Tanti i titoli in programma tra cui proiezioni in anteprima italiana e mondiale. Joanna Preiss e Sarah Van Put sono rispettivamente Presidenti delle giurie “Premio TEFF” e “Premio INPuglia”. Tra gli ospiti più attesi Amos Gitai, Mario Tozzi, Walter Fasano. Cinque giorni dedicati al cinema internazionale; lo scenario una città mediterranea e un Cityplex, il Savoia, che ospiterà registi, attori e critici cinematografici. Verranno proiettati più di 20 film; più di quindici i film in corsa per aggiudicarsi i premi in palio, con una giuria composta da critici, registi e addetti ai lavori. Questi i numeri della prima edizione del Taranto Eco Film Festival, il festival cinematografico di Taranto in programma dal 28 novembre al 2 dicembre 2023, partito con un’anteprima il 22 novembre che ha visto protagonista Amos Gitai, regista pluripremiato di origini israeliane. Gitai ha tenuto una Master Class a cui è seguita la proiezione del film Laila in Haifa (2020) in competizione per il Leone d’oro come miglior film alla 77° Mostra del Cinema di Venezia.

    La Master class del Maestro Amos Gitai si è tradotta in un confronto diretto con il pubblico, composto da appassionati di cinema e studenti. Il Maestro ha raccontato la sua esperienza diretta della guerra e delle sue implicazioni catastrofiche, che al cinema vanno raccontate “senza tagli”, perché si deve dare il tempo allo spettatore di immagazzinare le emozioni. Gemma Lanzo, critico cinematografico membro del Consiglio nazionale del SNCCI, direttrice artistica del Festival e presidente di Ella Aps durante la conferenza stampa ha dichiarato: “È con l’educazione rivolta in particolare ai giovani che questi temi (ambientali, sociali e politici) possono fare la differenza nel domani. Il futuro sono loro e il TEFF vuole fornire visioni alternative del mondo, in particolare sul rapporto dell’uomo con la sua casa, dell’effetto che ogni decisione assunta da un singolo individuo può produrre sull’unico pianeta a disposizione”. Erano presenti anche i rappresentanti delle due istituzioni che supportano il Festival, Comune di Taranto e Fondazione Apulia Film Commission, in ordine Fabiano Marti e Francesco Murianni, che hanno messo in risalto come un evento di alto livello culturale come il TEFF, in un periodo storico tanto complicato, possa servire a far divenire Taranto un luogo di riflessione e approfondimento al centro del Mediterraneo. il Taranto Eco Film Festival – Visioni Alternative si propone di indagare la relazione tra l’uomo e l’ambiente in cui abita e pone particolare attenzione alle opere di ricerca e di sperimentazione dei nuovi talenti del cinema internazionale, con approfondimenti anche sullo scenario locale.

    Il Festival desidera mettere il cinema al centro della formazione culturale, allargando il dibattito a livello internazionale e creando un punto di incontro tra la Puglia (in particolare Taranto) e il resto del mondo sulle tematiche sociali, ambientali e politiche. La kermesse è dedicata ad un pubblico trasversale, dai neofiti agli appassionati di cinema, dagli adulti ai più giovani, questi ultimi saranno i protagonisti anche di attività laboratoriali e si cimenteranno con la creazione di storie animate, prendendo consapevolezza delle proprie capacità espressive nell’arte della narrazione disegnata. Due le sezioni in gara: la Sezione ufficiale, rivolta a lungometraggi e la sezione INPuglia, rivolta a cortometraggi girati in Puglia; quattro le giurie che assegneranno ai vincitori altrettanti premi, tra cui il Premio degli Studenti, eletto dal confronto di giurati provenienti da diversi istituti superiori di Taranto e il TEFF 2023 3 TEFF 2023 – comunicato stampa Premio del Pubblico. I due premi principali, invece, saranno il Premio INPuglia con la giuria presieduta dal critico cinematografico Sarah Van Put e il Premio TEFF, premio in palio per la sezione ufficiale, con la giuria presieduta dall’artista, attrice teatrale e cinematografica, performer e regista francese Joana Preiss. Le premiazioni si svolgeranno sabato 2 dicembre a partire dalle 17.00 presso il Cinema Savoia. Il festival si aprirà martedì 28 novembre con la Master Class di Mario Tozzi, Primo ricercatore CNR e Divulgatore scientifico. Mentre la maratona di proiezioni si inaugurerà con due cortometraggi in corsa per il Premio INPuglia. Ancora una Master Class nel pomeriggio, questa volta di due giovani registi che con il loro The First Shot (2017), hanno vinto il premio per il Miglior Film alla 53° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, Yan Cheng e Federico Francioni. In serata un altro film in concorso, il lungometraggio di Wang Bing, Youth, un documentario atipico di un grandissimo cineasta cinese ormai riconosciuto a livello mondiale, autore di una mappatura della Cina degli ultimi 20 anni piuttosto coraggiosa e prodigiosa. Il film presentato quest’anno in concorso a Cannes è un’anteprima nazionale, distribuito in Italia da Lucky Red, uscirà nelle sale solo nella prossima primavera.

    Ospite in apertura anche Alain Parroni, giovane cineasta romano che presenterà il suo Una Sterminata Domenica (in concorso), opera prima co-prodotta da Wim Wenders. Tra i film in concorso altre le anteprime: Avant L’effondrement di Alice Zeniter & Benoît Volnais, atteso debutto alla regia della pluripremiata autrice francese Alice Zeniter; AI: African Intelligence di Manthia Diawara, presentato quest’anno al Forum expanded di Berlino, il film esplora le zone di contatto tra i rituali africani e l’emergere di nuove frontiere tecnologiche note come Intelligenza Artificiale; Sunny Railways, documentario realizzato da Nika Autor, artista slovena che da anni concentra il suo lavoro (mostrato in passato alla Biennale d’Arte di Venezia e al Jeu des Paumes di Parigi) sull’attraversamento dei confini balcanici (tra Serbia, Croazia e Slovenia) da parte di profughi afgani, siriani, di persone in fuga dalle guerre che infiammano il medio oriente. Tra gli altri film in concorso, Lilith di Bruno Safadi le cui produzioni sono state selezionate a Rotterdam e Matter out of Place di Nikolaus Geyrhalter, Premio Pardo Verde WWF al Festival di Locarno e Miglior documentario al Festival dei Popoli di Firenze. E ancora, tra gli ospiti che terranno le masterclass Walter Fasano, attivo dal 1993 come montatore dei film di Dario Argento, Luca Guadagnino, Marco Ponti, Maria Sole Tognazzi, Lucio Pellegrini e Ferzan Özpetek; Andrea D’Ambrosio, assistente alla regia in numerosi film, il suo Biùtiful cauntri, co-diretto con Esmeralda Calabria, ha ottenuto il Nastro d’argento come Miglior Documentario; Alessandra Cataleta, regista, il suo Semidei, documentario co-diretto con Fabio Mollo è stato presentato alle “Giornate degli Autori” durante la Mostra del Cinema di Venezia. Spazio dedicato anche alla presentazione di libri con Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta che presenteranno il loro “Spettri di Clint. L’America del mito nell’opera di Eastwood” edito da Baldini Castoldi (2023).

  • Il MarTa celebra la giornata ebraica

    Il MarTa celebra la giornata ebraica

    Al MArTA è in agenda domani, domenica 10 settembre, con un’iniziativa organizzata per la ventiquattresima Giornata Europea della Cultura Ebraica. Quest’ultima è la manifestazione che apre le porte di sinagoghe, musei e altri siti con presenza ebraica alla cittadinanza proponendo appuntamenti culturali in tutta la Penisola. La celebrazione, coordinata e promossa in Italia dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, quest’anno sarà incentrata sul tema della bellezza.

    Al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si terrà un incontro dal titolo “La Bellezza: mondo classico greco-romano e mondo ebraico a confronto”, e sostenuta dal Comune di Taranto, sono promosso dall’UCEI, la Comunità Ebraica di Napoli, l’Associazione Italia-Israele, il Centro Olistico Tikun e l’AICC Delegazione di Taranto. Il convegno si svolgerà a partire dalle 11.00 nella Sala Incontri del MArTA.

    Dopo i saluti di Claudia Lucchese, funzionaria delegata alla guida del MArTA da parte del Direttore Generale Musei, prof. Massimo Osanna, e dell’assessore agli spettacoli del Comune di Taranto, Fabiano Marti, seguirà una parte introduttiva e il momento dei vari interventi Introdurranno il tema il prof. Guido Regina, la dott.ssa Eugenia Graubardt e l’avvocato Annalisa Adamo. Di “Bellezza nel mondo ebraico”, parlerà la dottoressa Daniela Abravanel, la prof.ssa Francesca Poretti parlerà invece de “La bellezza nel mondo greco classico” e la dott.ssa Sara Airò, funzionaria archeologa del MArTA di Taranto de “La bellezza nel mondo romano”.

    Per info e prenotazioni contattare qui: 099 4532112 oppure inviare una mail all’indirizzo man-ta@cultura.gov.it.

     

  • Il 2 Giugno ‘differente’ della Cgil

    Il 2 Giugno ‘differente’ della Cgil

    La CGIL di Taranto ha scelto i giardinetti dell’Ospedale SS. Annunziata e una piazzetta di un quartiere periferico come i Tamburi per celebrare l’anniversario della stesura della Costituzione Italiana.

    Un 2 giugno che sa tanto anche di Primo Maggio, considerato che il programma ricalca fedelmente quello della giornata della Festa dei Lavoratori che a causa del maltempo si è deciso di postdatare.

    “Ma festeggiare la Repubblica, la nostra Costituzione con l’art. 1 che ne è elemento fondante è per noi continuare a festeggiare il popolo dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani in cerca di prima occupazione, dei precari, dei cassintegrati che spesso sfuggono ai radar della politica ma sono in realtà i pilastri del vivere democratico – afferma Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della CGIL di Taranto, intervenendo di fronte a medici, infermieri, degenti, personale in servizio sulle autoambulanze che oggi affollavano i giardinetti del nosocomio tarantino. Siamo qui per i lavoratori costretti a lavorare a volte in condizioni di continua emergenza, sotto dimensionati e aggrediti, ma anche per tutte le persone che ricoverate nei reparti al momento non possono lavorare – continua D’Arcangelo –   as bbswbaz l….89lò.ò.. sono l’esempio lampante degli equilibri su cui si regge una democrazia, basata anche sulla sussidiarietà e sull’attenzione di chi in determinati momenti della vita vive in condizioni di fragilità”.

    La CGIL di Taranto ha scelto però di lasciare all’arte, alla musica e al teatro, la funzione di avvicinare questi mondi.

    Nei Giardinetti dell’Ospedale SS. Annunziata infatti si è esibito infatti il Pino Picchierri Acoustic Quartet, mentre nel piazzale antistante la Chiesa Angeli Custodi ai Tamburi, è stata l’animazione teatrale di Giovanni Guarino del C.R.E.S.T. a consegnare il messaggio della CGIL nelle mani dei più piccoli.

    “Parlare ai più piccoli è un’altra missione che consentirebbe di recuperare il disagio sociale da cui spesso questa città è costretta a difendersi – dichiara D’Arcangelo – e non esiste Festa della Repubblica se non si recupera il gap generazionale, sociale, economico che non consente a tutti di accedere ai diritti. Il nostro 2 giugno è nel segno di quei diritti che dal Referendum istituzionale del 1946 la CGIL non ha mai dimenticato!”.

    (leggi tutti gli articoli della Cgil https://www.corriereditaranto.it/?s=cgil&submit=Go)

  • Puglia. Appeal e riscatto

    Puglia. Appeal e riscatto

    “Accogliere non è solo un lavoro, è uno stato dell’anima. In Puglia noi accogliamo tutti non solo i turisti. Il turismo è un messaggio dell’anima di una terra dove si può venire per un week end, per scrivere un libro, per sposarsi o semplicemente per rilassarsi. Si ritorna per come si viene accolti e in questo siamo maestri”.

    L’essenza della Puglia, e dello spot di Sergio Rubini che la racconta (link: http://rpu.gl/4iu08), secondo Michele Emiliano, è questa.

    Turistica e accogliente. Questo il biglietto di presentazione alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT) 2022 dove 50 aziende pugliesi impegnate nel campo della ricettività e dell’intermediazione hanno avuto la possibilità di stringere relazioni commerciali con buyers (gli operatori che organizzano e vendono vacanze) di tutto il mondo.

    “In un mondo sempre più veloce e sempre più incomprensibile, la Puglia è un luogo che rende più lucido il pensiero – ha detto Emiliano – perché evidentemente l’essenziale emerge quando si guarda un paesaggio, un campo di grano, il mare, le grotte e cominci a capire come funziona la fisica del mondo: questo aiuta tanto il buon vivere”.

    2022 anno di transizione

    Belle parole a parte, il 2022 sarà ancora un anno di transizione ma orientato a una forte ripresa economica. Dati alla mano su arrivi e presenze del 2021 rispetto al 2019, anno pre-pandemia, nei mesi estivi si registra quasi il 6 per cento e il 7 per cento in più. E confrontati ai dati del turismo nazionale i numeri crescono ancora (+13 per cento e +15 per cento). Un risultato straordinario in un contesto in cui alcuni mercati regionali e quelli internazionali segnano rispettivamente -60 e -70 per cento.

    Questo probabilmente perché, come dice Rubini “la nostra è una regione turistica 12 mesi l’anno”. E non a caso forse. I luoghi ripresi nello spot: l’antico borgo di Bovino (Foggia), il parco Nazionale dell’Alta Murgia (Bat), Portalga a Polignano a mare (Bari), l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (Lecce), il parco naturale di Torre Guaceto (Brindisi) e il MarTa di Taranto, testimoniano l’immortalità. Della bellezza, della cultura, della storia. (Vedi link: https://www.corriereditaranto.it/2022/04/14/bit-2022-grottaglie-meta-turistica-ambita/).

    Puglia aperta tutto l’anno

    Pronta al turismo mordi e fuggi, ma anche “aperta tutto l’anno” perché ciò che possiede e concede non ha data di scadenza alla fine dell’estate o dell’inverno come decine di “rinomate” mete turistiche. Pienamente consapevoli di avere un ruolo sulla scena del turismo italiano ed internazionale.

    “Dall’arte all’enogastronomia, dai paesaggi al wedding, siamo una regione molto attrattiva e i numeri in ripresa ci danno ragione”, ha detto Gianfranco Lopane, assessore al Turismo della regione. “Le politiche di rilancio post-pandemico saranno sicuramente orientate alla sostenibilità in tutte le sue declinazioni, ai modelli di turismo di prossimità che in questi due anni di emergenza sanitaria ci hanno permesso di essere reattivi e compensare il calo dei flussi esteri. In questa delicata fase di crisi internazionale, l’invito che rivolgo a tutti gli operatori del turismo è quello di restare uniti per costruire insieme una strategia che valorizzi il grande potenziale del brand Puglia”.

    Questa la nostra forza, anche se non espressa a pieno: il posizionamento della Puglia in diversi segmenti turistici. “La Puglia – ha dichiarato Raffaele Piemontese, vice presidente della Regione Puglia ed assessore al Bilancio – ha appeal nel segmento tradizionale che preferisce il nostro mare, fino a quello di chi vuole vivere l’esperienza dei borghi, dallo sportivo a quello che orienta le sue scelte di viaggio in base agli stimoli artistici e culturali. E’ molto importante che questo risultato diffonda i suoi effetti positivi dal Gargano al Salento, dalle Murge ai Monti Dauni, e che si concretizzi per 365 giorni l’anno”.

    “Sappiamo che il turismo è un business, ma è soprattutto un valore umano. Per noi l’accoglienza non è solo fatturato, è un’occasione per stringere legami e spingere le persone a tornare da noi, a rivedere le foto fatte in Puglia con i loro bambini. Questi valori, noi li chiamiamo pugliesità, Mediterraneo e Italia”. Ha rimarcato Emiliano, che in questo non esagera.

    (In foto: Michele Emiliano e Sergio Rubini)

  • Sole e terra. In Puglia l’energia è green

    Sole e terra. In Puglia l’energia è green

    Segnali diversi dicono che la Puglia ha intrapreso tanti percorsi “green”. Soluzioni “sostenibili” che cambiano il mo(n)do di vivere. In settimana abbiamo riportato notizie incoraggianti dalla mobilità sottolineando i balzi di vendite di monopattini e auto ibride, per esempio. Non parliamo di svolte epocali, ma di piccoli e significativi passi in avanti.

    Nella nostra regione l’agrivoltaico potrebbe rappresentare una risposta alla crescente attenzione degli Stati verso la transizione ecologica e la sostenibilità.

    Agrivoltaico, i vantaggi

    L’agrivoltaico (o agri fotovoltaico) è la forma di energia che nasce dalla simbiosi tra l’energia solare e le piante su terreno agricolo. Una sinergia tra colture e pannelli solari, un modo innovativo di combinare energie rinnovabili e agricoltura in posti caldi, posizionando pannelli che consentono di produrre energia pulita.

    Con molteplici vantaggi. Come la protezione delle colture da eventi climatici estremi grazie alla creazione di specifiche zone d’ombra. Una migliore competitività delle aziende agricole per dall’apporto di benefici come la riduzione dei costi di approvvigionamento energetico. Tema, questo, diventato drammaticamente centrale.

    Di contro, questi impianti contribuiscono a raggiungere qualche obiettivo di decarbonizzazione, permettono un proficuo utilizzo dei terreni agricoli abbandonati, riducono la desertificazione dal suolo, permettendo il recupero delle acque meteoriche e favoriscono l’innovazione dei processi agricoli, più ecosostenibili e più competitivi.

    goodnews agrivoltaico puglia

    In Italia

    L’Italia, secondo il Piano Nazionale Energia e Clima, dovrà produrre 32 gigawatt di energia attraverso il fotovoltaico entro il 2030. Attualmente sono installati 20,9 gigawatt, ciò significa che altri 11,1 gigawatt dovranno essere sviluppati nei prossimi 9 anni. E per raggiungere questo obiettivo, il governo ha stanziato 2,6 miliardi di euro attraverso il PNRR, di cui 1,1 miliardi di euro da destinare all’agrivoltaico.

    Nel nostro paese il primo impianto è stato inaugurato nel 2011 a Virgilio, in provincia di Mantova. Al momento attuale la Sicilia è una delle regioni con i maggiori investimenti nel settore, grazie anche alla sua posizione e al suo clima nel progetto sviluppato da Falck Renewables a Scicli (Ragusa).

    In Puglia

    In Puglia si gioca a braccio di ferro. Da una parte il vice presidente del consiglio regionale Cristian Casili si è opposto al progetto di realizzazione a Nardò di un impianto agrivoltaico su 92 ettari in quanto avrebbe comportato la “trasformazione irreversibile del territorio, industrializzandolo e facendogli perdere le caratteristiche peculiari”.

    Dall’altra, proprio in questi giorni gli agricoltori hanno detto un deciso sì agli incentivi per l’installazione del fotovoltaico sui tetti delle aziende agricole definendola “una straordinaria opportunità per circa 80mila imprese del comparto primario pugliese”. Anche perché la Puglia, per quanto riguarda l’energia prodotta dalla fonte solare, con i suoi 59.461 impianti sui complessivi 1.024.242 installati in tutta Italia, è già la prima regione per potenza (2.965 megawatt).

    Agricoltori Italiani della Puglia (CIA) e Turismo Verde l’hanno definita una risposta “per ridurre la fortissima dipendenza dai grandi fornitori mondiali di gas e di energia”.

    “Abbiamo 78 mila imprese agricole su tutto il territorio pugliese: molte di queste hanno già installato il fotovoltaico su edifici e fabbricati, ma la maggior parte deve ancora farlo. Gli incentivi rappresentano un’opportunità unica”, ha scritto in settimana l’associazione sindacale degli agricoltori. “Uno dei problemi più drammatici degli ultimi mesi, accentuato enormemente dalla guerra in Ucraina, è l’estrema difficoltà per le imprese agricole di far quadrare i conti a fronte di un aumento spropositato della bolletta energetica. Con il fotovoltaico, quelle spese si riducono enormemente e in alcuni casi possono essere azzerate, con impianti che permettono l’autosufficienza”.

    Gli incentivi, e ne occorrono, sono parte del Piano Nazionale di 1,5 miliardi di euro con l’obiettivo di sostenere gli investimenti per realizzare di impianti di produzione di energia elettrica in ambito agricolo, escludendo totalmente il consumo di suolo.

    La domanda è: se non ora, quando?

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