Raggiungere entro tre anni il 65% di raccolta differenziata attraverso un modello realistico, progressivo e conforme alla regolazione ARERA, ribaltando allo stesso tempo l’attuale sistema di gestione dei rifiuti, definito “strutturalmente fragile”.
È l’obiettivo del percorso operativo e amministrativo definito dall’amministrazione Bitetti nelle Linee strategiche e indirizzi per il nuovo Piano industriale dei servizi di igiene urbana, approvate con delibera di Giunta n.259 del 15 dicembre 2025.
Il piano parte da un’analisi della situazione attuale, caratterizzata da una percentuale di raccolta differenziata che attualmente si aggira su un bassissimo 24–28% (a fronte di una media nazionale del 66%), ma anche da costi elevati, scarsa pulizia urbana, abbandoni diffusi, servizi inefficaci per le attività economiche, crisi gestionale della società in house, difficoltà di investimento in mezzi, fragilità sociale e sfiducia civica.
Un quadro decisamente sconfortante, specie se collocato nell’ambito degli investimenti effettuati nel recente passato, ma anche realistico; primo passo, infatti, per affrontare il problema con approccio costruttivo è non celare le difficoltà importanti ed oggettive che attraversa la partecipata e, più in generale, il sistema di raccolta dei rifiuti.
Il contratto di servizi attuale, peraltro, prevedeva il raggiungimento di obiettivi quali il 50% dopo il nono mese dall’entrata in vigore e il 65% al secondo anno: target decisamente lontani dal 24% segnato lo scorso anno.
Da un lato la base di partenza, dall’altro gli obiettivi: superare le fragilità strutturali del servizio senza soluzioni estreme, migliorare decoro urbano, efficienza operativa e qualità percepita, allineare il servizio a normativa nazionale, regionale, CAM, ARERA e target UE, costruire un sistema sostenibile, controllabile e credibile nel tempo.
In mezzo, un percorso più graduale (“a piccoli passi”) e articolato in 3 anni, che si propone di raggiungere il 40% il primo anno, il 50% il secondo anno per poi salire al terzo anno al 65%, target consolidato a livello nazionale.
“Nei primi due anni del nuovo ciclo di gestione – si legge nel documento – sarà quindi fondamentale concentrarsi su un set limitato ma decisivo di problematiche, che rappresentano nodi sistemici del servizio: inefficienze operative, carenze strutturali, debolezze finanziarie”.
L’analisi dei quartieri
Le linee guida forniscono una sintesi delle principali criticità rilevate a livello delle circoscrizioni territoriali, unitamente alle caratteristiche dei rioni: una base di partenza su cui “cucire” le modalità di raccolta dei rifiuti.
Al quartiere Paolo VI, ad esempio, si sottolinea la presenza di numerose abitazioni popolari e ridotta presenza di esercizi commerciali. Ai Tamburi, invece, si evidenzia l’alta densità abitativa e una maggiore produzione di rifiuti da imballaggi e rifiuti organici.
Città Vecchia si segnala per la frequentazione turistica e le strade strette, il Borgo per l’alta concentrazione di attività commerciali; Tre Carrare Solito, invece, offre una buona accessibilità ai mezzi e utenze domestiche miste (case basse e condomini).
Nel quartiere Salinella si rimarca la presenza i mercati rionali, che provoca un’elevata produzione di organico e imballaggi e richiede servizi specifici, infine la circoscrizione Talsano / Lama / San Vito si caratterizza per una forte stagionalità dei flussi, necessità di ottimizzare i giri di raccolta e presenza di attività turistiche, che comporta a sua volta una produzione variabile e concentrata.
Stop al porta a porta per le utenze domestiche, tornano ovunque i contenitori
La strategia di raccolta propone un preciso modello, basato essenzialmente sulla divisione tra utenze domestiche e non domestiche.
Per le prime è prevista la reintroduzione (ove eliminati) dei contenitori: semplici, robusti e immediatamente riconoscibili (colori forti, grafica didattica, messaggi “da 5 secondi”). Accoglieranno 5 frazioni: Organico, Carta/Cartone, Plastica e Metalli, Vetro, Indifferenziato. Le regole e il calendario saranno gli stessi in tutta la città.
Fondamentale, come sottolineato e richiesto a più riprese in precedenza, una campagna comunicativa efficace e chiara unita ad un sistema di controllo e sanzioni, attraverso la tecnica ribattezzata del 2+2: due mesi di informazione intensiva, sensibilizzazione e accompagnamento dei cittadini, seguiti da due mesi di presidio, monitoraggio e, se necessario, dal sanzionamento.
La fase del controllo, condotta in collaborazione con la Polizia locale, sarà attuata attraverso verifiche sistematiche, monitoraggi quotidiani e applicazione delle sanzioni previste costituiscono strumenti necessari per garantire la piena funzionalità del sistema e la qualità della raccolta differenziata.
Per le utenze non domestiche, invece, si propone un “porta a porta spinto”, definito tramite calendari e frequenze tarati sui fabbisogni delle diverse categorie: FOOD, NO FOOD e GRANDE UTENZA.
Una scelta nata dalla “natura più discontinua e specifica dei flussi prodotti, che richiede un servizio dedicato per evitare sovraccarichi sulla raccolta stradale e per intercettare correttamente materiali ad alto potenziale di recupero”.
Ogni utenza sarà mappata e tracciata mediante sistemi RFID, così da garantire monitoraggio puntuale dei conferimenti, corretta attribuzione dei contenitori e possibilità di future politiche premiali o tariffarie basate su comportamenti verificabili.
Parte integrante della strategia è il progetto sperimentale condotto al quartiere Salinella e incentrato sulla realizzazione di due elementi funzionalmente distinti ma integrati, ovvero la Centrale pneumatica di raccolta rifiuti (concepita come nodo terminale e punto di confluenza dei rifiuti differenziati provenienti dalle isole di raccolta distribuite nel quartiere) e il Centro Comunale di Raccolta (CCR), pensato come infrastruttura complementare e punto di servizio per il conferimento differenziato di rifiuti ingombranti, RAEE, sfalci e flussi non intercettabili dal sistema pneumatico.
Prospettive future
Con decorrenza dal quarto anno contrattuale, una volta raggiunta la soglia minima normativa di RD al 65%, il sistema entra nella fase di consolidamento ARERA, che prevede analisi merceologiche in contraddittorio tra Comune e Gestore per verificare la qualità delle frazioni e i livelli effettivi di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio.
In conformità ai target europei e nazionali, dal quarto anno dovranno essere garantiti i seguenti livelli minimi: 55% in peso di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio, 60% entro il 2030, 65% entro il 2035.
Il Piano, che avrà durata di 8 anni, prevede attività specifiche per ciascun anno: nel quarto, ad esempio, lo stimolo al corretto utilizzo dei Centri di Raccolta (CdR), incremento della qualità della raccolta degli ingombranti e potenziamento dei flussi RAEE.
Dal quinto si punterà sul rafforzamento della gestione dei rifiuti verdi e degli sfalci, con ottimizzazione dei servizi stagionali e dei punti di conferimento.
Nel sesto focus su consolidamento e ripresa delle azioni avviate nel primo triennio, con particolare riferimento ai flussi delle Utenze Non Domestiche (UND).
Negli ultimi due anni, infine, si parla di introduzione e promozione del compostaggio di comunità, di prossimità e domestico e di sviluppo delle filiere minori quali plastiche in film, cassette in legno, cassette in plastica, tessili sanitari e altri flussi a bassa intercettazione ma ad alto potenziale di recupero.
Il tutto a fronte di una continua campagna di comunicazione e sensibilizzazione, ma anche del prosieguo del sistema di controllo e sanzionamento, che accompagneranno il processo intero.
Kyma Ambiente, quale futuro?
Nella delibera di Giunta si parla anche delle sorti della partecipata: il modello di governance a controllo pubblico deve essere attuato, negli anni del mandato (SeS), in strettissimo collegamento con l’esigenza di un ripensamento della struttura organizzativa e funzionale della Società che tenga conto delle nuove modalità di servizio che dovranno superare le criticità ad oggi registrate, delle nuove metodiche e delle nuove tecnologie utilizzabili nel settore di competenza, oltre che della situazione economico-patrimoniale e finanziaria della stessa, come risultante dall’ultimo bilancio approvato.
Si evidenzia la necessità di rivedere i piani assunzionali dell’azienda, definiti “ormai datati e risalenti ad un quadro di riferimento fattuale, giuridico, economico-finanziario ben diverso da quello attuale” nonchè riferiti al contratto di servizio ormai scaduto.
Importante anche la revisione delle professionalità necessarie, anche alla luce delle problematiche connesse allo svolgimento di mansioni superiori ed ai contenziosi in itinere, sia rispettando i vincoli di bilancio e le esigenze di risanamento, in funzione di una migliore, più stabile, razionale, economica organizzazione degli uffici e dei servizi societari che dovrà operare rispetto al nuovo contratto di servizio secondo un modello vantaggioso per la collettività.
” Le condizioni del tessuto sociale di Taranto – si legge in conclusione – la sua storia, il momento di congiuntura economico e sociale impongono l’adozione di proposte in grado di “attivare” e “stimolare” il miglioramento cui la Città può e deve aspirare, ma allo stesso tempo adeguandosi agli strumenti disponibili, al punto di partenza di oggi ed agli obiettivi concretamente raggiungibili. Evitare “proclami” e “promesse” non raggiungibili risulta il primo obiettivo di queste Linee guida che traguardano il prossimo decennio”.































