Arredi in legno e rivestimenti in velluto caratterizzano gli interni del prestigioso esercizio di Luigi Pisapia, i medesimi di quando nel 1933 aprì in via Matteotti, dopo il trasferimento dalla originaria sede di via Duomo, nei pressi della stazione “San Cataldo” dei carabinieri, dov’era stata fondata nel 1889. È risaputo, soprattutto fra i tarantini di una certa età, come il nome Pisapia sia legato al mondo dell’eleganza maschile, in particolar modo ai cappelli dai prestigiosi marchi (Borsalino, Cervo, Portaluri, Barbisio e Fanizza), garanzia del made in Italy. A succedere al fondatore nella conduzione del negozio, che vanta oltre 130 anni di storia, il figlio Giovanni e dal 1978 ad oggi il nipote Rodolfo Ayr (il cognome è quello della madre, Giovanna), che cominciò a lavorare nell’attività di famiglia dal 1969. Quest’ultimo, ricordiamo, l’altro giorno ha ricevuto, conferitogli in Confcommercio l’attestato di stima di “Negozio Storico”, esposto in bel’evidenza.
Scherzandoci un po’ su, Rodolfo Ayr racconta dei tempi in cui, i tarantini si dividevano in due ceti sociali: quelli che andavano in giro con il basco (gli arsenalotti, in genere) e coloro che potevano permettersi di acquistare il Borsalino, particolarmente ambito quale segno di distinzione, il cui prezzo non era certo alla portata di tutti.
L’esercente racconta della clientela di prestigio del suo esercizio, a partire da Aldo Fabrizi e Michele Placido, quando venivano a recitare a Taranto, fino ad Antonio Milo (l’attore napoletano interprete del brigadiere Raffaele Maione ne “Il commissario Ricciardi”, girato tra la nostra città e Napoli) e il cantante Piero Pelù, non dimenticando la grande attrice Franca Valeri, che, pur non acquistando nulla, si aggirò incuriosita fra gli scaffali, ammirando l’esposizione. Fra gli affezionati frequentatori del negozio di via Matteotti, i rappresentati delle famiglie più distinte della Taranto bene: Rochira, Blandamura, Perrone, Frascolla, Fornaro, Solito (la moglie del defunto priore del Carmine, donna Giovannella Carducci, era la proprietaria del locale) senza dimenticare i defunti parlamentari Mario Mazzarrino e don Angelo Monfredi e l’arcivescovo Motolese che ogni anno, prima di partire per il pellegrinaggio in Terra Santa, veniva ad acquistare un bel Panama.
E ora, cosa acquistano i tarantini? “Pochi cappelli eleganti ma tante coppole, che vanno molto di moda fra i giovani” – conclude l’esercente.

