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  • Piccole librerie, grandi conoscenze

    Piccole librerie, grandi conoscenze

    Nell’ottobre 2019 è partita un’iniziativa per promuovere la lettura nella nostra città: il Bookcrossing, con le cosiddette cassette scambio libri, cioè contenitori in cui le persone possono scambiarsi libri gratuitamente. Ognuno può lasciare, prendere un libro o sfogliarlo sul posto.

    Sono state pensate per dare una seconda vita ai libri che ormai non leggiamo più e che fanno la muffa nei nostri scaffali.

    Inoltre, incentivano lo scambio gratuito di testi, sono belle da vedere e utili per promuovere la cultura della lettura. Le cassette scambio libri rappresentano anche una forma di economia circolare della cultura, permettendo di ridurre gli sprechi, dare nuova vita a libri che altrimenti sarebbero inutilizzati e offrire l’opportunità di scoprire nuove letture senza costi.

    Fu l’americano Todd Bol, nel 2009, a ideare negli Stati Uniti le prime “Little Free Library”, che in breve tempo si sono diffuse ovunque. Todd aveva costruito la sua prima cassetta in legno con la scritta “Free Books” a Hudson (Wisconsin) in ricordo della madre Esther, insegnante e appassionata lettrice, collocandola nel cortile di casa.

    Ad oggi nel mondo ci sono 1.902.986 BookCrosser e 13.375.043 libri che viaggiano in 132 paesi.

    A Taranto troviamo ben nove cassette di scambio dei libri: Via Mignogna, Piazza Maria Immacolata, Villa Peripato, Piazza Sicilia, Piazza Lo Jucco, Giardini Virgilio, Batteria Cattaneo, Via Nitti e Parco della Gioia.

    Nonostante il grande successo riscosso, però, non sono mancati gli atti vandalici ai danni di un’idea che doveva incentivare la lettura e omaggiare la nostra città.

    Lo scorso 2 Novembre l’installazione presente in via Mignogna, con all’interno tutti i suoi libri, è stata bruciata: il gesto di distruzione rappresenta non solo un danno materiale, ma anche una ferita simbolica verso una comunità che cerca di valorizzare la cultura condivisa.

    Antonella Albano, un’insegnante, scrittrice e editor tarantina, ha denunciato l’episodio sulla sua pagina Facebook: “Erano alcuni dei libri di mio padre e qualche piccolo grande vandalo li ha bruciati. – si legge nel post – Ma in ogni caso, non vi preoccupate. A bruciare è stata un po’ di carta e cartoncino, non l’energia che mio padre ha messo nel mondo“.

    Gli alunni dell’Istituto Comprensivo Leonardo Sciascia sono stati profondamente colpiti da questo episodio: da anni, infatti, partecipano a diverse iniziative per promuovere la lettura, tra cui i progetti “Io leggo perché” a cui partecipano gli alunni delle classi prime della scuola secondaria e “Bibliosciascia”, che li vede protagonisti in un’attività di prestito dei libri all’interno dell’istituto scolastico.

    La generazione Z vive in un mondo in cui leggere è un hobby sottovalutato, per questo è necessario impegnarsi per divulgare l’importanza della lettura, capace di rendere i ragazzi dei futuri cittadini migliori.

    Che sia cartaceo o digitale, in fondo il libro è solo un mezzo per imparare qualcosa. Oggi il 69,8% dei lettori legge libri cartacei poiché offrono un’esperienza sensoriale (profumo della carta, sensazione delle pagine tra le dita, peso fisico del libro), non richiedono dispositivi elettronici e per questo motivo non c’è nessuna distrazione, come per esempio le notifiche. Ma è in crescita anche la lettura digitale; infatti il 12,4% legge gli e-book perché li ritengono più pratici dato che su un solo dispositivo si possono scaricare più libri, non hanno un forte impatto ambientale e si può ingrandire il testo a proprio piacimento.

    Come disse Franz Kafka: “Un libro dev’essere un’ascia per rompere il mare ghiacciato che c’è dentro di noi”.

  • Resilienza dopo il rogo di libri

    Resilienza dopo il rogo di libri

    “Ti impediranno di splendere e tu splendi invece”: questa frase di Pier Paolo Pasolini è diventata ormai talmente celebre da essere citata anche dai giovanissimi, così da essere simbolo di resilienza, che ben si addice a quanto accade in via Mignogna, a due passi dalla centralissima via D’Aquino.

    È qui che nell’ambito della manifestazione “Mas Week 2024-Festival di Architettura, design e arte contemporanea” da qualche giorno, fa bella mostra di sé un originale arredo urbano consistente in un funzionale angolo di lettura, fra piante, librerie e sedili, dono al Comune da parte di alcune aziende, con progetto del prof. Enzo Calabrese e dell’arch. Aser Gimenez Ortega. Mancavano solo i libri, ai quali ha pensato la prof.ssa Antonella Albano, dotando la gradevole installazione di testi in uso al papà, Cosimo, maestro elementare, grande appassionato di lettura scomparso da quasi un anno e che alla soglia del secolo di vita non rinunciava alla passeggiata fino all’edicola di via Anfiteatro per acquistare la copia di “Repubblica”.

    Alla scomparsa del genitore, anche per render omaggio al suo ricordo, anche la figlia Antonella ha voluto arricchire l’angolo lettura al Borgo con una piccola parte del cospicuo patrimonio librario del padre, nel tentativo di diffondere cultura, auspicando che tali libri potessero anche prendere il volo, andando ad arricchire le altrui letture. Tanti tarantini, inizialmente incuriositi, hanno approfittato volentieri di questa opportunità, accomodandosi a sfogliare le pubblicazioni e talvolta portandosene alcune a casa. Questo, finché una notte alcuni ragazzi hanno pensato, di farne tutt’altro uso, dandone alcuni alle fiamme, come accadeva negli anni disgraziati delle dittature.

    Solo che questa volta il gesto intemperante era dettato non da intolleranze ideologiche, ma da una malintesa voglia di apparire come accade in tutti i casi di vandalismo. L’indomani i tarantini si sono fermati esterrefatti ad osservare i resti del rogo, anche questo segno di decadenza della città. “Arrendersi? Mai!”, esclamava il giovane Francesco Vaccaro, residente ai Tamburi (che si spera salga agli onori degli altari) davanti all’imperversare della malattia che lo avrebbe portato alla morte.

    Così l’ha pensata anche la prof.ssa Albano che, senza perdersi d’animo, ha subito voluto riempire quegli scaffali rimasti vuoti con altri libri, trascinando con il suo esempio altri tarantini che hanno fatto dono di proprie pubblicazioni. In tal modo la cultura ha ripreso a circolare, dando speranza e conforto, seppur in dosi omeopatiche, a chi reputava che tutto fosse perduto in questa nostra città. E quella ragazza che a tarda serata in quell’angolo di Borgo abbiamo visto sfogliare un libro facendosi luce col proprio cellulare, ne è stata valida conferma e speranza per il futuro.