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  • Con i Subsonica si salta. Sempre!

    Con i Subsonica si salta. Sempre!

    “Saaaltaaa”, “Su le maniiii”, sono le parole più ascoltate durante la terzultima tappa de “La bolla tour” dei Subsonica tenutasi a Locorotondo sabato sera. La band torinese non si è certo risparmiata sul palco del Locus festival ed ha mandato in delirio un pubblico che è riuscito a mantenere il ritmo per tutte le due ore di concerto tanto che ad un certo punto Samuel, il tarantolato frontman, ha esclamato: “Minchia…siete allenati…bastardi!”.

    Forse ci si è “riposati”, ma ugualmente divertiti, soltanto nella parte della scaletta, poco dopo la metà, in cui sul palco è salito il rapper Ensi, ospite fisso del tour, che ha cantato quattro pezzi (tre con Samuel ed uno sa solo), tra i quali una cover di Neffa, “Aspettando il sole”, datata 1996, l’anno in cui tutto è cominciato per i Subsonica.

    Ed a proposito di scaletta, rispetto al tour nei palazzetti ci sono 24 canzoni anziché 27 e queste 24 sono state suonate nello stesso ordine in tutte le serate de “La bolla tour”, a testimonianza che i Subsonica vanno sul sicuro puntando molto sull’interazione con il proprio pubblico come quando il tastierista elastico Boosta (all’anagrafe Davide Di Leo) ricorda le sue origini pugliesi con tanto di “Madooo e ci je”, o il frontman Samuel, in coda al concerto, chiede al pubblico, con una faccia da burla, se vuole ascoltare “Tutti i miei sbagli” o “Sesso e samba” (vacuo tormentone estivo di Tony Effe e Gaia, ndr), citata comunque nell’esecuzione della hit più attesa della serata.

    Nella set list sono rappresentati tutti gli album in studio della carriera dei Subsonica, almeno con una canzone. Tranne “8”, datato 2018, che i cinque membri della band hanno presto disconosciuto perché, come dichiarato in qualche occasione, è stato un lavoro in un certo senso “imposto” dalla casa discografica.

    Ovviamente grande spazio nella set list ai brani (ben 8) di “Realtà aumentata”, l’album uscito lo scorso anno e i primi quattro pezzi del concerto provengono tutti da lì (l’intro Cani Umani azzeccatissimo per scaldare il pubblico, i singoli “Mattino di luce” e “Pugno di sabbia” e poi “Africa su Marte”).

    Ai Subsonica non piace l’effetto “Greatest hits” ma il pubblico quasi non se ne accorge perché i pezzoni da ballare e salterellare tutto d’un fiato ci sono eccome: da “Liberi tutti”, a “Disco labirinto” sino a “Nuvole rapide” e alla citata “Tutti i miei sbagli”, cui ha fatto seguito la bellissima “Strade”,  in chiusura di concerto.

    I cinque di Torino hanno confermato, dopo quasi 30 anni di carriera, di essere una band che nella versione live più che in studio, in grado di sprigionare un’energia contagiosa. Sul palco ogni componente ha la sua peculiarità e importanza: l’estro del tastierista che si arrampica “Boosta”, l’energia infinita del frontman Samuel (lo abbiamo visto trovare la concentrazione, fare stretching e saltellare sin da qualche minuto prima del concerto nel backstage), la classe del chitarrista Max Casacci, il con-turbante bassista Vicio, il metronomo vivente Ninja, batterista solido e mai fuori dalle righe.

    Insomma, pur essendo sulla scena musicale italiana dal 1996, i Subsonica sono ancora qui tra noi, belli e pimpanti a saltare per due ore di concerto assieme al proprio pubblico.

    Nota a margine: Non avevo il pass per fare foto sotto il palco. Ho chiesto gentilmente ad un paio di persone dall’altro lato della transenna se potevano farne un paio ma perentoriamente hanno risposto di no. Mi sono detto: “Ora chiedo al primo che passa….”. Il primo che passava era un certo Carlo Massarini (uno dei giornalisti musicali italiani più apprezzati di sempre) che, in virtù dell’amicizia con il nostro Franzi Baroni,  gentilmente mi ha girato alcuni suoi scatti da posizione ideale. Io, invece, l’ho immortalato mentre scattava le sue foto.