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  • Auchan Taranto, Conad annuncia 90 esuberi

    Auchan Taranto, Conad annuncia 90 esuberi

    L’obiettivo è riuscire a realizzare la ‘clausola 00‘, ovvero zero esuberi e zero riduzione delle ore di lavoro e di stipendio per i 766 dipendenti pugliesi dell’ex gruppo Auchan. Ad essere d’accordo su questa ipotesi, tutti i componenti della task force regionale sulle crisi occupazionali che oggi si è riunita a Bari. Presenti al vertice il coordinatore e presidente Leo Caroli, i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, Filcams, Fisascat e Uiltucs, gli assessori regionali al Lavoro Sebastiano Leo e allo Sviluppo economico Mino Borraccino, ed i rappresentanti della direzione aziendale Margherita distribuzione Spa (la nuova ragione sociale di tutte le attività che facevano capo ad Auchan Italia) e di Conad.

    Per quanto riguarda il centro commerciale di Taranto, il passaggio definitivo avverrà il 28 febbraio: da quel momento il numero dei lavoratori dovrà scendere da 182 a 90 (in quel di Casamassima si dovrebbero passare da 270 a 135, poi sarà il turno di Mesagne dove lavorano in 167 e Modugno dove sono impiegate 144 unità). Questo perché, come avvenuto in tutta Italia, lo sbilanciamento è dovuto sia al minor costo del lavoro in Conad, che è pari al 12% mentre in Auchan era del 18%, sia alla volumetria delle superfici su cui sorgono gli ipermercati, visto che Conad ha strutture pari a 6mila metri quadrati: questo comporterà ad esempio che il sito di Taranto subirà una riduzione dagli attuali 8,4mila metri quadrati a 6,4mila.

    (rileggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/09/auchan-al-referendum-passa-il-si-in-39-dicono-no/)

    A fronte di ciò, i sindacati hanno avanzato la loro proposta: ovvero che tutto il personale in esubero venga ricollocato nelle aziende che andranno ad occupare gli spazi commerciali che Conad lascerà liberi (in quel di Casamassima si parla della possibilità dell’arrivo del colosso irlandese dell’abbigliamento a basso costo Primark). E che per tutti i lavoratori in esubero venga garantita la cassa integrazione guadagni straordinaria per tutto il 2020. La trattativa tra azienda e sindacati proseguirà nei prossimi giorni, mentre il nuovo incontro della task force è stato calendarizzato per giovedì 13 febbraio.

    A livello nazionale gli esuberi previsti da Conad nell’assorbimento della rete Auchan sono 3.105. Prevista anche un massiccio utilizzo dell’incentivo all’esodo. Il tutto in attesa del pronunciamento finale dell’Antitrust sull’intera operazione economica.

    Dunque c’è la concreta possibilità di una nuova, dolorosa vertenza per il nostro territorio. La speranza è che le parti in causa riescono a trovare un accordo per la ricollocazione di tutti i lavoratori che saranno eventualmente collocati in esubero. Per questo serve l’impegno di tutti. Staremo a vedere.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan)

  • Vertenza Auchan-Conad: primi licenziamenti

    Vertenza Auchan-Conad: primi licenziamenti

    L’avvio della procedura di mobilità per i primi 817 dipendenti del gruppo Auchan ora controllato dal gruppo Conad attraverso la Margherita Distribuzione, la denominazione sociale che ha messo insieme per conto di Conad tutta la rete ex Sma e Auchan (altro…)

  • Vertenza Auchan, l’ad di Conad conferma 3.105 esuberi

    Vertenza Auchan, l’ad di Conad conferma 3.105 esuberi

    Gli esuberi previsti da Conad nell’assorbimento della rete Auchan sono 3.105. La conferma arriva direttamente dall’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese, alla presentazione dei dati economici 2019 del gruppo. “Abbiamo quasi dimezzato la cifra iniziale, il saldo zero è impossibile e lavoriamo per arrivarci vicino. Il sindacato – ha sottolineato – dovrebbe rendersi conto che Auchan perdeva 1,1 milioni al giorno e che non siamo un fondo di investimento ma un’impresa italiana che sta cercando di salvare il maggior numero dei dipendenti. Abbiamo già 5 quartieri generali regionali, non ce ne serve un sesto, ma prendiamo le persone valide. Non si può fare un’operazione con Auchan e mantenerla com’è per farle perdere 1,1 miliardi, faremmo ammalare anche Conad“. 

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/12/17/2vertenza-auchan-conad-nulla-di-fatto-confermato-lo-sciopero/)

    Oggi – ha proseguito Pugliese – siamo a 3.092 dipendenti già messi in sicurezza, dimezzando il numero iniziale, e dobbiamo dare soluzione alternativa a 3.105 persone“. Il manager ha spiegato che verranno trasferiti “altri 27 punti vendita a Conad e per ricollocare gli esuberi stiamo privilegiando i dipendenti ex Auchan in altre realtà commerciali nelle aree di quei centri. Si sta parlando tanto di Ilva per chi assume dipendenti in cassa integrazione – ha spiegato – e stanno prevedendo il raddoppio degli sgravi per chi riassume. Non lo vogliamo per il Gruppo Auchan – ha precisato – ma forse è il caso che per la ristrutturazione dei grandi centri commerciali il Governo ci pensi e la preveda. Mi sarei aspettato questa proposta dalle organizzazioni sindacali, – ha detto in polemica con queste ultime – e non da una organizzazione datoriale“.

    Auchan – ha spiegato – chiuderà con perdita dell’8% sul fatturato anche per gli scioperi, aumentando così il rischio per i punti vendita. Se non andiamo veloce – ha detto – rischiano di chiudere perché non saranno più sostenibili né per noi né per altri“. Quanto al progresso sugli esuberi ci sono 230 dipendenti “in area di pensionamento o prepensionamento, poi altri 30 che vogliono diventare imprenditori di Conad“. “Nei 66 punti vendita passati da noi – ha indicato Pugliese – sono stati assorbiti tutti i dipendenti e lo stesso è avvenuto nei 28 punti passati a Carrefour, perché lo abbiamo preteso. I numeri – ha precisato – si stanno per abbattere, ma qualcuno non vuole discutere di questo. Apriremo una mobilità incentivata a partire dalla Lombardia – ha aggiunto – e il punto chiave è quello degli ipermercati, dove non ci sarà nessuno degli spazi eccedenti che non avrà un dipendente di Auchan“. Inoltre “tutta la parte non-alimentare sarà gestita da persone ex- Auchan. Garantire il saldo sia zero per la struttura che abbiamo è impossibile – ha concluso – ma siamo certi di poterci arrivare vicino e stiamo chiedendo una mano per questo anche ai nostri produttori“. 

    Conad ha chiuso il 2019 con un fatturato di 14,3 miliardi di euro e una crescita del 5,9%, grazie all’alimentare (+1,8% in media nella Gdo). Un risultato ottenuto indipendentemente dall’acquisizione di Auchan, ha sottolineato l’amministratore delegato Francesco Pugliese, che ha indicato che allo scorso 30 novembre hanno cambiato insegna i primi 66 punti vendita. Quanto a quota di mercato, nel 2019 Conad ha tallonato il colosso Coop (13,4%) raggiungendo il 13,3%. Pugliese ha poi sottolineato l’incremento dell’occupazione di 3.582 addetti, comprensivi di quelli del gruppo Auchan, sottolineando che “complessivamente diamo lavoro a 59.587 addetti, a cui andrebbe aggiunto l’indotto“.

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  • Vertenza Auchan-Conad, nulla di fatto: confermato lo sciopero

    Vertenza Auchan-Conad, nulla di fatto: confermato lo sciopero

    Si è concluso ancora con un nulla di fatto, l’incontro che si è tenuto oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i rappresentanti di Margherita Distribuzione SpA, la denominazione sociale che ha messo insieme per conto di Conad tutta la rete ex Sma e Auchan. Presenti la sottosegretaria Alessandra Todde e il vice capo di Gabinetto del Ministro dello Sviluppo Economico Giorgio Sorial.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/12/12/2vertenza-auchan-scioperi-e-6mila-esuberi-faro-dellantitrust/)

    Dopo la rottura delle trattative del 9 dicembre scorso e la proclamazione di un pacchetto di 16 ore di sciopero, 8 delle quali si terranno sull’intero territorio nazionale il prossimo 23 dicembre, il confronto era stato convocato dal Ministero per cercare di riaprire il dialogo, ma l’obiettivo non è stato centrato.

    Nonostante le reiterate disponibilità delle organizzazioni sindacali ad entrare realmente nel merito di una vicenda societaria quanto mai complessa e ad attivare i necessari interventi di ricorso agli ammortizzatori sociali conservativi (soprattutto Contratto di solidarietà difensivo) i rappresentanti di parte aziendale si sono trincerati dietro slogan di circostanza e confermato la loro chiusura” ha affermato al termine dell’incontro Alessio Di Labio segretario nazionale della Filcams Cgil.

    È indispensabile chiarire, quanto prima per i sindacati, quale sarà l’impegno di Conad per offrire alternative occupazionali alle lavoratrici ed ai lavoratori attualmente occupati e che subiranno delle riduzioni in termini di superficie di vendita; quale sarà il destino dei format non compatibili col sistema organizzativo e quale sarà l’impegno delle Cooperative di sistema (Conad Nord Ovest, Dettaglianti Alimentari Organizzati, Conad Centro Nord, Commercianti Indipendenti Associati, Pac2000A, Conad Adriatico e Conad Sicilia), verso i lavoratori dell’ex Gruppo Auchan impiegato nelle sedi di Rozzano, Osimo, Roma, Vicenza e Brescia e negli 11 centri logistici a servizio della rete commerciale Sma Simply ed Auchan, che svolgono attività e funzioni sovrapponibili a quelle attualmente garantite dal personale Conad.

    Sia i rappresentanti di Ancd che di Margherita continuano a non dare risposte per i sindacati, mentre il Ministero per lo sviluppo economico – da parte sua – ha invece sottolineato quanto auspichi che per la gestione degli esuberi vengano privilegiati gli strumenti di ammortizzazione sociale a carattere collettivo e condivisi con i sindaci e i rappresentanti delle Regioni presenti (Veneto, Campania, Puglia, Piemonte, Abruzzo, Lazio e Lombardia).

    Resta quindi confermato lo sciopero nazionale del 23 dicembre prossimo: “una situazione gravissima – conclude Di Labio – la condotta aziendale è inaccettabile, non si può pensare di acquisire un Gruppo che nel 2018 ha realizzato circa 4 miliardi di euro senza sapere bene cosa farne”.

    Per la Fisascat Cisl, presente al tavolo con il segretario nazionale Vincenzo Dell’Orefice e con una nutrita delegazione di rappresentanti sindacali aziendali, “è soprattutto mancato, nel corso del confronto sindacale, che ha avuto quale esito la rottura e la proclamazione dello sciopero un chiaro mandato a chi al tavolo ha rappresentato Margherita Distribuzione da parte del mondo Conad“.

    E ancora per il sindacalista “non è casuale che il tentativo perseguito da parte degli interlocutori aziendali è stato finalizzato a porre al centro del confronto con i sindacati la sola questione degli esuberi e non i contenuti del piano di rilancio dei punti vendita. In estrema sintesi si è chiesto ai sindacati di sottoscrivere una cambiale in bianco – ha stigmatizzato il sindacalista – indicando al livello nazionale la quantificazione degli esuberi e la loro gestione per cedere in condizioni ottimali ai singoli esercenti appartenenti al sistema Conad dei punti vendita già conformati ad un modello organizzato che peraltro non è stato mai dettagliato alle organizzazioni sindacali“.

    I sindacati hanno respinto sin da subito tale tentativo – ha precisato il sindacalista – in quanto ci si proponeva di fatto di trasformare Margherita Distribuzione in una bad company nella quale sarebbero rimasti soltanto lavoratrici e lavoratori in esubero del tutto espunti rispetto allee vicende gestionali dei loro punti vendita di appartenenza e delle evoluzioni che questi conosceranno nell’era Conad“. Per Dell’Orefice “non si può ripristinare la gestione profittevole a danno dei lavoratori rendendo collettivo il solo esubero, con il conseguente ricorso a forme di integrazione al reddito per lavoratrici e lavoratori che un posto di lavoro ce l’hanno e lo vorrebbero e lo potrebbero mantenere“.

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  • Al MiSE il tavolo Conad-Auchan: rischio esuberi concreto

    Al MiSE il tavolo Conad-Auchan: rischio esuberi concreto

    Si è svolto come previsto ieri al MiSE il tavolo di monitoraggio sul processo di acquisizione di Auchan Retail Italia da parte di Conad. Al tavolo, presieduto dalla sottosegretaria Alessandra Todde e dal vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, hanno partecipato i rappresentanti dell’azienda Auchan Sma, la direzione della Bdc Srl e delle sigle sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs.

    Durante la riunione l’azienda ha presentato le linee guida e il cronoprogramma del piano industriale, che darebbe luogo ad una ristrutturazione della rete aziendale con priorità assoluta all’incremento delle vendite, alla sistemazione della rete dei franchising, ad una nuova politica dei prezzi e alla razionalizzazione dei processi interni.

    L’azienda ha, inoltre, informato che l’operazione avverrà all’insegna della continuità aziendale e della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. A tal fine, ha reso noto che i punti vendita oggetto di tale passaggio saranno denominati “Margherita Distribuzione S.p.A.”, con rilancio del made in Italy attraverso la vendita di prodotti locali. Relativamente ai tempi, l’azienda ha stimato che l’intera operazione si concluderà entro il 31 dicembre 2020.

    “Il perimetro e i numeri devono essere verificati, c’è quindi bisogno di un lavoro di approfondimento. E’ necessaria un’interlocuzione a tutti i livelli, da quelli regionali a quelli nazionali, che venga portata avanti attraverso il confronto e la dialettica. L’impatto territoriale è una cosa fondamentale, bisognerà quindi approfondire queste tematiche ad un tavolo con le Regioni”. ha dichiarato la Sottosegretaria Todde.

    Gli eventuali esuberi saranno gestiti attraverso gli strumenti del pensionamento e prepensionamento, ricollocazione in Conad, cassa integrazione straordinaria, incentivo alla mobilità e accordi o formule con flessibilità per la salvaguardia occupazionale.

    Dunque è stato accantonato il piano quinquennale declinato dalla Bdc srl in occasione dei precedenti incontri con i sindacati; l’operazione dovrebbe avere quindi un timing molto più ristretto e concludersi entro il mese di giugno 2020.

    Secondo quanto è emerso dall’incontro di ieri, oltre ai 109 negozi oggetto di trasferimento e dei 5700 addetti occupati – operazione che avverrà da ottobre 2019 a marzo 2020 – Conad procederà all’acquisizione di soli 45 altri punti vendita mentre sarebbero già in corso le trattative con un primario gruppo della Gdo per altri 31 negozi. Secondo quanto comunicato al tavolo dalla Bcd le trattive sulla cessione di ulteriori 52 negozi, con 1735 dipendenti, sarebbero giunte ad un livello avanzato; nulla è stato invece specificato sui restanti 32 negozi della rete sui quali sono attivi 2207 dipendenti.

    L’esubero presentato dal gruppo Auchan – quantificato originariamente in circa 6200 unità ricavati dalla maggiore incidenza del costo del lavoro rispetto al sistema Conad – si ridurrebbe a 3105 lavoratori; circa 3100 lavoratori saranno ricollocati per il tramite dei trasferimenti nella rete commerciale.

    Nell’ambito dei 154 punti vendita che transiteranno al sistema Conad 29 negozi saranno oggetto della riduzione delle superfici – dal 30 al 50% in media da realizzarsi entro la fine del 2020 – per conformarsi al livello organizzativo del Consorzio di Dettaglianti.

    Per quanto riguarda la logistica dovrebbe concretizzarsi l’assorbimento del sistema Conad dei centri logistici di Chiari, Melfi e Grantorto e, in prospettiva, si potrebbe aprire la strada dell’integrazione per i centri logistici di Fiumicino, Santa Palomba e Osimo.

    A complicare la situazione il pronunciamento dell’Antitrust sui 33 punti vendita Sma confluiti al Gruppo Arena; almeno in 20 mercati territoriali l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sollevato delle obiezioni con l’apertura dell’istruttoria.

    Per i sindacati “il confronto con Bdc e Conad deve conoscere un innalzamento in termini qualitativi” affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs richiamano ad “un’assunzione di responsabilità corale che non si limiti solo a impresa e organizzazioni sindacali, ma veda la partecipazione attiva degli Enti Locali, in particolare delle regioni per la ricollocazione dei lavoratori. È fondamentale che la vertenza non lasci nessuno indietro perché Conad – affondano i sindacati – non ha acquisito solo il retail, ma anche le funzioni e i dipendenti che non operano esclusivamente nelle rete commerciale“.

    A fare da corollario alla giornata di mobilitazione la massiccia adesione allo sciopero, in media superiore all’85% su tutto il territorio nazionale, per i sindacati “concreta e visibile condivisione delle lavoratrici e dei lavoratori alla posizione dei sindacati e che dimostra chiaramente anche l’attaccamento all’impresa e al lavoro“. Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs infine “Conad deve rispettare gli impegni presi sulla continuità dell’impresa acquisita e non tentare di fare forzature e ancora bisogna agire con senso di responsabilità per salvaguardare non solo il patrimonio aziendale, ma anche il patrimonio delle risorse umane qualificate che rappresenta il valore aggiunto dell’impresa“.

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  • Vertenza Auchan-Conad, domani sciopero e vertice al MiSE

    Vertenza Auchan-Conad, domani sciopero e vertice al MiSE

    Auchan e Sma: Il 30 ottobre sciopero nazionale proclamato da Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS

    E’ confermato per domani 30 ottobre lo sciopero nazionale proclamato da Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS e il contestuale incontro al MiSE per la vertenza che interessa i 18000 lavoratori della rete vendita Auchan e Sma acquisiti da Conad.

    Per la Filcams Cgil in particolare, il timore è che Conad nasconda un’operazione con un impatto sociale drammatico, con esuberi sia tra i dipendenti diretti che tra quelli degli appalti dei servizi, della logistica e della vigilanza, motivi che hanno portato alla mobilitazione e alla richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico di convocare le parti.

    Per le organizzazioni sindacali Conad dovrà innanzitutto fare chiarezza sulle reali capacità di risollevare le sorti della rete vendita, visto che solo un terzo di questa al momento è salva, mentre manca un progetto per gli ipermercati, per le sedi e la logistica e per i rischi di sovrapposizioni tra la rete acquisita dalla multinazionale francese e quella preesistente di Conad.

    Abbiamo il timore fondato che potrebbero esserci migliaia di esuberi” afferma Alessio Di Labio segretario nazionale della Filcams Cgil. “Le scomposte dichiarazioni di Pugliese, che parlano di virus e di morte, sembrano fatte per mettere le mani avanti di fronte la pressione dello sciopero annunciato” e poi continua “la rete Auchan e Sma è fatta di migliaia di lavoratrici e lavoratori vivi e vegeti, con dietro altrettante famiglie, che non possono essere liquidati con metafore che riteniamo offensive”. “La crisi del commercio deve essere affrontata tutelando i lavoratori, le imprese come Conad non possono pensare di far fronte alla fase facendo pagare il prezzo a lavoratrici e lavoratori che non hanno colpe” aggiunge Di Labioquesta istanza verrà posta anche al Ministero: dai governi in questi anni l’unico intervento ha riguardato la liberalizzazione delle aperture domenicali e festive e non è mai stata fatta un’analisi attenta sullo stato del settore”.

    Secondo la Filcams Cgil, se Conad vuole essere il leader di mercato deve anche prendersi la responsabilità della salvaguardia occupazionale e delle condizioni di lavoro, i due obiettivi che il sindacato si pone e che verranno ribaditi all’incontro al MiSE. In occasione dello sciopero i lavoratori faranno presidi in tutta Italia e sotto la sede del MISE, con l’obiettivo di proseguire la mobilitazione fino a che Conad non darà risposte positive.

    (leggi tutti gli articoli della vertenza Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Vertenza Conad-Auchan: il 30 tavolo al MiSE e sciopero dei sindacati

    Vertenza Conad-Auchan: il 30 tavolo al MiSE e sciopero dei sindacati

    Nuova puntata nella vertenza Conad-Auchan. Le parti in causa, azienda e sindacati, si ritroveranno tutti intorno ad un tavolo il prossimo 30 ottobre, a Roma, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico (MiSE). Dove è stato convocato l’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali che per lo stesso giorno hanno dichiarato lo sciopero per l’intera rete, comprese sedi e logistica, e saranno in presidio sotto al ministero.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/10/04/gruppo-auchan-e-stato-dagitazione-dei-lavoratori-sempre-piu-difficile-il-passaggio-a-conad/)

    Dopo la rottura avvenuta al tavolo di contrattazione sul passaggio dei primi 109 punti vendita, i sindacati di categoria, Filcams Cgil in primis, hanno accusato Conad di non aver saputo garantire le tutele occupazionali e contrattuali richieste: ora si aspettano la presentazione di un vero piano di rilancio della rete vendita e di ricevere le risposte attese per la totalità dei lavoratori coinvolti dall’operazione.

    Conad non ha voluto garantire la salvaguardia occupazionale dei circa 5700 dipendenti della prima parte della rete vendita che passa agli imprenditori associati alla cooperativa e siamo completamente al buio sulle prospettive degli altri 12mila dipendenti, così rischiamo che il saldo finale sia di migliaia di esuberi”: è quanto affermato da Alessio Di Labio segretario nazionale della Filcams Cgil che sta seguendo, sin dall’inizio, la trattativa.

    I sindacati hanno richiesto l’intervento urgente del Ministero dello Sviluppo Economico per una maggiore attenzione sulla vertenza: “Chiediamo al Mise di sorvegliare e verificare la reale fattibilità del piano: se Conad è una buona alternativa alle difficoltà di Auchan, lo deve essere per tutti e non solo per la parte che gli interessa. E se ci sono soggetti interessati all’acquisto di altre parti, vogliamo garanzie e certezze, anche da parte loro”.

    Il rischio per i sindacati è infatti che le criticità verranno gestite in modo frammentato nei vari territori senza un governo centrale che garantisca la salvaguardia occupazionale e la dignità del lavoro, per questo i sindacati al tavolo avevano chiesto un coinvolgimento diretto delle cooperative facenti capo al consorzio Conad.

    La vertenza riguarda 269 punti vendita, 18mila dipendenti, con 12 regioni interessate: sono i numeri monstre dell’acquisizione della rete di vendita di Auchan e Sma da parte di Conad.

    Il piano realizzato da Conda prevede diversi step: da ottobre 2019 a febbraio 2020, sarà organizzato il passaggio dei primi 109 punti vendita, individuati tra quelli coerenti con il format Conad, di cui 12 ipermercati per un totale di quasi 5700 lavoratori.

    Auchan e Conad, questo anche il motivo di preoccupazione dei sindacati sin dal primo momento, sono due realtà completamente diverse: una multinazionale a gestione fortemente centralizzata la prima, un consorzio di concessionari e soci, anche piccoli, la seconda. Il timore è appunto quello che dopo il passaggio dei punti vendita verso i singoli imprenditori associati alle cooperative si possa determinare un forte peggioramento delle condizioni di lavoro che deve essere arginato attraverso il rispetto delle relazioni sindacali.

    Vedremo se il tavolo del MiSE riuscirà a riportare chiarezza in questa complicata vertenza.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Gruppo Auchan: è stato d’agitazione dei lavoratori. Sempre più difficile il passaggio a Conad

    Gruppo Auchan: è stato d’agitazione dei lavoratori. Sempre più difficile il passaggio a Conad

    Si è arrivati al punto di rottura definitivo nel confronto tra le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Conad sul trasferimento dei primi 109 negozi più performanti del Gruppo Auchan che transiteranno al sistema Conad entro il mese di marzo 2020. Motivo per il quale è stata inviata la richiesta di incontro al Ministero dello Sviluppo Economico da parte delle federazioni sindacali nazionali, che accusano il gruppo Conad di non essere in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e di peggiorare le condizioni di lavoro dei lavoratori. Dopo oltre due mesi di incontri solo un terzo della rete vendita al momento avrebbe un futuro ed anche su questo limitato perimetro per i sindacati non è garantita l’occupazione.

    Nella nota trasmessa al dicastero le tre sigle stigmatizzano l’assenza del “senso di responsabilità degno di un marchio che aspira ad essere leader di settore” mentre a livello territoriale si è consuma una condotta antisindacale attuata dalle “singole cooperative intervenute direttamente nel rapporto con i lavoratori, denigrando l’operato delle organizzazioni sindacali”.

    I sindacati puntano il dito contro la mancanza di chiarimenti rispetto agli “interventi che Conad vorrebbe adottare per rilanciare la rete vendita di Auchan e Sma” come anche rispetto al “perimetro dei punti vendita” e al “futuro occupazionale dei 18mila dipendenti”.

    Allo stato, puntualizzano i sindacati, “l’unica azione portata avanti riguarda 109 punti vendita, per un totale di 5629 lavoratori” ma Conad “non ha voluto dare nessuna garanzia di salvaguardia del perimetro occupazionale”. Un passaggio delicato e complesso anche considerato che “molti punti vendita faranno capo a ragioni sociali che avranno un organico sotto i 50 dipendenti”, il che espone i lavoratori al “mancato accesso agli ammortizzatori sociali” mentre sotto i 15 dipendentiin caso di licenziamento, non è prevista l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo”. “Il rischio – affondano i sindacati – è quello di una gestione frammentata degli esuberi su cui nessuna garanzia di responsabilità diretta è stata offerta dalle cooperative” del sistema Conad.

    A complicare la situazione “la disdetta della contrattazione integrativa aziendale negando qualsiasi disponibilità a ricontrattare su temi rilevanti quali l’organizzazione del lavoro”. Per i sindacati “a queste condizioni il passaggio di ramo d’azienda non prevede alcuna garanzia occupazionale e peggiorerà le condizioni di lavoro”. Il futuro è incerto anche per le altre migliaia di addetti della rete vendita evidenziano poi sindacati; “Conad oltre a non aver chiarito il rischio di chiusure dei punti vendita e di eventuali esuberi, ha dichiarato la possibilità di cessione di asset a soggetti terzi su cui non è stata data alcuna specifica”. Le criticità dei sindacati anche “sulle prospettive delle sedi e della logistica, anche in virtù dell’imminente uscita di un terzo della rete vendita”, operazione “che ridurrà i volumi movimentati nei magazzini mettendo a rischio anche tutti i lavoratori in appalto e squilibrando ulteriormente i costi della sede centrale”.

    A nulla sono valse le richieste dei sindacati sull’attivazione del confronto sulla ricollocazione dei lavoratori poiché “l’impresa si è sempre sottratta dalla discussione”. “Un ulteriore emergenza occupazione – sottolineano i sindacati – è prevedibile nel sistema degli appalti e dei servizi dove l’impresa sta agendo con disdette unilaterali verso le società che hanno cominciato a dichiarare esuberi”. “Rimane pertanto indispensabile e urgente – concludono – l’intervento del ministero dello Sviluppo Economico per riportare la corretta attenzione sulla vertenza”.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Vertenza Auchan, confronto sindacale in salita con Conad

    Vertenza Auchan, confronto sindacale in salita con Conad

    E’ iniziato ad agosto il confronto in sede sindacale tra le federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i rappresentanti della Bdc Italia SpA (partecipata al 51% da Conad e al 49% dalla Wrm di Raffaele Mincione), la nuova proprietà di Auchan SpA e Sma SpA sull’operazione Conad/Auchan. Sul tavolo, aggiornato a Roma al 18 e al 23 settembre, la nuova fase del processo di acquisizione che complessivamente coinvolge circa 18mila lavoratori e, allo stato, e più di 250 punti vendita, 109 dei quali passeranno al sistema Conad fra ottobre 2019 e marzo 2020.

    Passaggio che ricordiamo riguarda anche i lavoratori dell’ipermercato di Taranto (leggi qui il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/09/auchan-al-referendum-passa-il-si-in-39-dicono-no/)

    L’ultimo incontro tra le parti si è avuto ieri, con i rappresentanti delle imprese che hanno nuovamente illustrato le linee generali che dovrebbero essere condivise in un accordo quadro su cui però non sono stati rilevati particolari passi avanti rispetto all’ultimo incontro. Durante il vertice, Filcams CGIL, Fisascat e Uiltucs, hanno contestato il fatto che il tavolo continui a confrontarsi su generiche linee guida di un accordo senza la possibilità di entrare nel merito del percorso di integrazione del resto della rete vendita oltre i 109 punti vendita già oggetto di trasferimento di ramo d’azienda né sul destino delle sedi e della logistica.

    Lo stesso confronto aperto sugli strumenti utili ad evitare eventuali licenziamenti dei lavoratori in esubero quali gli ammortizzatori sociali, i prepensionamenti e gli incentivi alla non opposizione al licenziamento non può essere completato in quanto non è chiara la dimensione e la dislocazione delle criticità occupazionali.

    Oggetto del confronto fra le parti è infatti anche l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo con il criterio della non opposizione licenziamenti, un piano di incentivazione all’esodo da realizzarsi entro il 31 dicembre 2020 oltre ad un piano di pensionamento/prepensionamento (quest’ultimo da estendere al personale diretto di Conad) e da realizzarsi esclusivamente su base volontaria assicurando un omogeneo livello di copertura in termini di garanzie sia per i lavoratori che passeranno al sistema Conad che per quelli che resteranno alle dipendenze di Auchan e di Sma.

    Ad integrazione di quanto finora presentato Conad ha dichiarato che potrebbero essere interessati ad una parte della rete vendita altri soggetti commerciali, che altri 20/25 ipermercati dovrebbero essere trasferiti in Conad e che dovrebbero rientrare in Auchan, per poi essere integrati in Conad, 40 punti vendita provenienti da un Master franchisee, così come dovrebbero esserci 100 posizioni aperte per ruoli di sede. Anche su questi punti però nessuna specifica è stata fornita rendendo le informazioni inutili ai fini del negoziato. 

    A tal proposito i sindacati hanno denunciato che l’uscita dal perimetro di questi negozi potrebbe far perdere opportunità di ricollocazione di eventuale personale in esubero anche in virtù delle diponibilità all’uscita incentivata di una parte di questi lavoratori. Per questo dal confronto è emersa la possibilità di avviare una procedura di mobilità che dovrebbe chiudersi con il criterio della non opposizione al licenziamento incentivata anche su questa parte della rete vendita. Al fine però di rendere queste uscite utili alle ricollocazioni dovrebbe essere gestita in contemporanea ad una panoramica delle criticità e quindi non prima della presentazione del piano a metà ottobre.

    In vista dell’esame congiunto sui trasferimenti di ramo d’azienda i sindacati hanno preannunciato che la possibilità di fare un accordo è vincolata alla condivisione di un percorso che metta al sicuro la rete vendita rispetto alla perdita di alcuni diritti collettivi (come ad esempio l’utilizzo della CIGS e il riconoscimento della rappresentanza sindacale) e che vincoli gli affittuari di ramo d’azienda al confronto territoriale anche in vista di possibili riorganizzazioni.

    Per i sindacati resta di fondamentale importanza assicurare un omogeneo livello di copertura in termini di garanzie (risoluzione incentivata e prepensionamenti) anche ai lavoratori impiegati presso i negozi oggetto di trasferimento già nei mesi di ottobre e novembre del corrente anno, pertanto hanno richiesto di approfondire il tema per condividere le soluzioni cantierabili per rendere effettiva tale copertura.

    Da parte sua la direzione societaria ha proposto ai sindacati la negoziazione e la definizione di una nuova contrattazione collettiva e di nuove soluzioni di contrattazione collettiva e di un non meglio esplicitato Patto di salvaguardia lavoro/flessibilità salariale correlate all’andamento ed ai risultati di recupero delle vendite a carattere transitorio per la durata del Piano Industriale (24/36 mesi), posizione rispetto la quale i sindacati hanno espresso forti perplessità.

    Da queste premesse si può evincere facilmente che la trattativa sindacale sarà tutt’altro che semplice. E molto lunga e complessa. 

    (leggi gli articoli sulla vertenza Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Auchan-Conad: entro il 31 luglio il closing dell’operazione

    Auchan-Conad: entro il 31 luglio il closing dell’operazione

    Terzo incontro ieri a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, presieduto dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, per monitorare lo stato di avanzamento del processo di acquisizione di Auchan Retail Italia da parte di Conad. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti della Conad, di Auchan Italia, gli Enti locali e i sindacati.

    Ricordiamo che quest’operazione riguarda anche l’ipermercato di Taranto. 

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/21/al-mise-nuovo-tavolo-sul-futuro-lavoratori-gruppo-auchan/)

    In apertura di riunione Conad ha comunicato ai presenti che, in attesa del via libera dell’Antitrust, il closing dell’operazione è previsto nei prossimi giorni. Ovvero tra il 30 e il 31 luglio. Ha poi illustrato gli aggiornamenti relativi alla road map del piano di acquisizione.

    L’anticipo al 31 luglio del closing dell’operazione di acquisizione di Auchan da parte di Conad permetterà di dare avvio ai primi interventi di integrazione della rete di punti vendita di Auchan Italia in quella di Conad già nella seconda metà del 2019, “previo esperimento dei previsti momenti di confronto con le parti sindacali e, comunque, nell’ambito delle linee guida e degli indirizzi generali del piano industriale già indicati nell’ultimo incontro del 20 giugno” ha reso noto il gruppo Conad all’indoma del vertice romano. Conad ha, infine, confermato la volontà di intervenire anche attraverso il rilancio dell’offerta commerciale per un significativo recupero di vendite e fatturato che dovrebbe portare, a sua volta, ad un riallineamento dei costi di gestione da affiancare ad eventuali interventi di razionalizzazione degli stessi.

    In vista del closing dell’operazione azienda e sindacati hanno deciso di proseguire le interlocuzioni in sede aziendale al fine di verificare tutte le opportunità e le criticità derivanti dall’acquisizione della rete commerciale di Auchan da parte di Conad.

    Il Ministero ha ribadito, così come avvenuto nella precedente riunione del 20 giugno scorso, che questa operazione dovrà garantire, sia nel breve che nel lungo periodo, la solidità e la sostenibilità economica e gestionale del piano di integrazione tra Auchan e Conad, sia riguardo la valorizzazione degli asset che la salvaguardia dei lavoratori.

    Il Vice Capo di Gabinetto Sorial ha sottolineato come “l’operazione portata avanti da Conad su Auchan presenta un potenziale positivo, ma è necessario proseguire con un percorso condiviso tra le parti al fine di garantire la sostenibilità del piano di acquisizione. L’obiettivo finale deve essere quello di mantenere integro il perimetro aziendale e salvaguardare i lavoratori. Per verificare l’andamento delle interlocuzioni tra le parti in sede aziendale, il Ministero è disponibile a riconvocare il tavolo al fine di verificare le soluzioni che verranno individuate”.

    (leggi l’artciolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/03/al-mise-tavolo-sulla-cessione-di-auchan/)

    L’avviso dell’Antitrust

    Ieri sul sito ufficiale dall’Agcm, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è stato pubblicato l’avviso dell’operazione sottoposta a valutazione dell’Autorità ai sensi dell’art.16 della legge 287/1990, (C12247 –  Acquisizione da parte di Conad Soc. Coop., attraverso la società veicolo BDC S.p.A., del controllo di Auchan S.p.A.). L’avviso è volto a sollecitare eventuali osservazioni di terzi interessati che hanno la possibilità di presentare eventuali osservazioni all’Autorità entro cinque giorni lavorativi dalla data dell’avviso.

    Nell’avviso vengono ricordate la parti in causa, ovvero le Società acquirenti/incorporanti: BDC Italia S.p.A. (P01): sede legale: Via Monte Rosa 91, 20149 Milano; ruolo: acquirente del controllo ai sensi dell’art. 2359 del codice civile di Auchan S.p.A. CONAD (P03): sede legale: Via Michelino 59, 40127 Bologna (BO); ruolo: consorzio nazionale CONAD, che, tra l’altro, si occupa della pianificazione strategica, dell’attività di marketing e di comunicazione per tutto il sistema CONAD, le cui cooperative / imprenditori cooperanti integreranno i punti di vendita di proprietà di Auchan (P02), e le Società acquisite/incorporate: Auchan S.p.A. (P02): sede legale: Strada 8 Palazzo N snc, 20089 Rozzano; ruolo: società oggetto di acquisizione.

    Vi è anche la descrizione dell’operazione: acquisizione da parte di BDC Italia S.p.A. dell’intero capitale sociale di Auchan S.p.A. e conseguente acquisizione del controllo di Auchan S.p.A. ai sensi dell’art. 2359 del codice civile; acquisto dei punti vendita attualmente in titolarità del gruppo Auchan da parte delle cooperative / imprenditori cooperanti parte del sistema CONAD attraverso le modalità sopra descritte.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/14/il-gruppo-conad-si-mangia-la-francece-auchan-antitrust-permettendo/)

    I settori interessati e posizioni detenute dalle parti sono ovviamente la grande distribuzione organizzata (“GDO”) sia per il mercato della vendita al dettaglio che per quello dell’approvvigionamento. Il termine per l’invio di osservazioni è 30/07/2019.

    (leggi gli articoli sull’Auchan di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)