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  • Al MiSE nuovo tavolo sul futuro lavoratori gruppo Auchan

    Al MiSE nuovo tavolo sul futuro lavoratori gruppo Auchan

    Si è svolto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico un nuovo tavolo, il secondo, presieduto dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, per monitorare l’operazione di possibile acquisizione di Auchan Retail Italia da parte di Conad, che porterebbe alla nascita del primo gruppo italiano nel settore della distribuzione. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti della Conad, di Auchan Italia e i sindacati.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/03/al-mise-tavolo-sulla-cessione-di-auchan/)

    L’operazione, ad oggi ancora nella fase di pre-closing, prevederebbe l’acquisizione da parte di Conad della quasi totalità delle attività in Italia di Auchan Retail Italia con 1.309 punti vendita, tra diretti ed indiretti, tra cui anche il sito di Taranto. Non sarebbero compresi nell’accordo i 50 drugstore Lillapois ed i 33 supermercati Auchan in Sicilia, su cui l’azienda è in trattativa con un altro operatore economico.

    Nel corso della riunione di ieri, i rappresentanti della Conad hanno illustrato i prossimi passi dell’operazione, che prevederebbero l’acquisizione delle quote Auchan da parte di Conad e, successivamente, l’adozione del modello cooperativo Conad, attraverso un processo di recupero dei requisiti minimi di sostenibilità economica ed operativa, eseguito all’insegna della continuità aziendale.

    “L’operazione di possibile acquisizione di Auchan da parte di Conad – ha dichiarato Sorialdeve poggiare su delle basi chiare, solide e sostenibili non solo a breve, ma anche a medio e lungo termine, che tengano conto dei vincoli e delle garanzie sul numero di punti vendita e sui lavoratori coinvolti. L’intera implementazione del modello di business Conad sulla rete Auchan deve, infatti, avvenire all’interno di un percorso che deve garantire i livelli occupazionali”.

    A Taranto negli ultimi mesi la situazione è stata tutt’altro che semplice. Proprio ad inizi aprile infatti, i lavoratori del centro commerciale Auchan di Taranto, hanno espresso il loro pensiero nel referendum sull’ipotesi d’accordo raggiunta nelle precedenti settimane dall’azienda e dai sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto. Ricordiamo che l’accordo prevede il passaggio ai contratti di solidarietà per 180 lavoratori sui 203 totali con una riduzione dell’orario di lavoro con punte al 22%, prestazioni lavorative domenicali anche per i lavoratori il cui contratto non prevedeva quest’obbligo, ed infine la possibilità di trasferimenti in altri siti aziendali o esodi incentivati(peraltro già proposta tempo addietro dalla società). Ha prevalso il sì, come era scontato che fosse purtroppo, con 128 schede a favore su 168 lavoratori che hanno votato su 180 aventi diritto. I no sono stati 39, una la scheda nulla. 

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/14/il-gruppo-conad-si-mangia-la-francece-auchan-antitrust-permettendo/)

    Un’intesa fortemente criticata e respinta in particolar modo da quei lavoratori che saranno tra i più penalizzati, ovvero coloro che hanno contratti a 20 ore, mentre dall’accordo sono stati esclusi i capireparto, capisettore e e addetti alla farmacia. Ben 69 lavoratori, che avevano scelto di non lavorare la domenica accettando una minore retribuzione in busta paga, di fatto saranno costrette ad accettare di lavorare la domenica, che in tutto l’anno saranno 29. In attesa di capire cosa accadrà con i 39 lavoratori che hanno votato no. Questo perché ogni singolo lavoratore del centro commerciale sarebbe stato chiamato dall’azienda per accettare la domenica lavorativa: qualora ciò non fosse stato accettato, si sarebbe potuta aprire nell’ipermercato una crisi molto lunga. La solidarietà di un anno, nelle intenzioni dell’azienda, doveva partire entro maggio, accettata dai sindacati di categoria per evitare la riduzione collettiva di personale per 44 lavoratori risultati eccedenti presso l’ipermercato di Taranto.

    Ora con un nuovo proprietario resta da capire cosa accadrà ai lavoratori di Taranto e che centralità avrà l’ipermercato tarantino. 

    (leggi gli articoli sull’Auchan di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Il gruppo Conad si ‘mangia’ la francece Auchan. Antitrust permettendo

    Il gruppo Conad si ‘mangia’ la francece Auchan. Antitrust permettendo

    Ne avevamo parlato il mese scorso. E’ di oggi l’ufficialità che Conad, la più ampia organizzazione di imprenditori indipendenti del commercio al dettaglio d’Italia, ha chiuso un accordo con Auchan Retail per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia. L’acquisizione sarà perfezionata solo in seguito all’approvazione dell’accordo da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia.

    Entra in Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, 46 ipermercati e circa 230 supermercati, disposti sul territorio italiano in modo complementare alla rete Conad.

    Tra cui anche la struttura di Taranto. Dove la situazione è tutt’altro che semplice. Proprio ad inizi aprile infatti, i lavoratori del centro commerciale Auchan di Taranto, hanno espresso il loro pensiero andando a votare il referendum sull’ipotesi d’accordo raggiunta nelle scorse settimane dall’azienda e dai sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto. Ricordiamo che l’accordo prevede il passaggio ai contratti di solidarietà per 180 lavoratori sui 203 totali con una riduzione dell’orario di lavoro con punte al 22%, prestazioni lavorative domenicali anche per i lavoratori il cui contratto non prevedeva quest’obbligo, ed infine la possibilità di trasferimenti in altri siti aziendali o esodi incentivati (peraltro già proposta tempo addietro dalla società). Ha prevalso il sì, come era scontato che fosse purtroppo, con 128 schede a favore su 168 lavoratori che hanno votato su 180 aventi diritto. I no sono stati 39, una la scheda nulla. Un’intesa fortemente criticata e respinta in particolar modo da quei lavoratori che saranno tra i più penalizzati, ovvero coloro che hanno contratti a 20 ore, mentre dall’accordo sono stati esclusi i capireparto, capisettore e e addetti alla farmacia. Ben 69 lavoratori, che avevano scelto di non lavorare la domenica accettando una minore retribuzione in busta paga, di fatto saranno costrette ad accettare di lavorare la domenica, che in tutto l’anno saranno 29. In attesa di capire cosa accadrà con i 39 lavoratori che hanno votato no. Questo perché ogni singolo lavoratore del centro commerciale sarà chiamato dall’azienda per accettare la domenica lavorativa: qualora ciò non venisse accettato, potrebbe aprirsi nell’ipermercato una crisi molto lunga. La solidarietà di un anno, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe partire entro maggio: accettata dai sindacati di categoria per evitare la riduzione collettiva di personale per 44 lavoratori risultati eccedenti presso l’ipermercato di Taranto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/09/auchan-al-referendum-passa-il-si-in-39-dicono-no/)

    I dettagli dell’operazione monstre

    Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad. Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani“.

    Nell’accordo non sono compresi i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e i drugstore Lillapois. L’accordo prevede anche che i centri commerciali in cui sono situati i punti vendita di Auchan Retail Italia continueranno ad essere gestiti dalla società Ceetrus, che prosegue la propria attività in Italia.

    La maxi operazione di acquisto delle attività italiane di Auchan e’ stata condotta da Conad in asse con il finanziere Raffaele Mincione e in particolare con Wrm Group, la società di quest’ultimo specializzata nel Real estate commerciale. L’acquisizione è stata condotta attraverso la società Bdc Italia, veicolo che vede Conad al 51% e Mincione al 49%. Fonti finanziarie attribuiscono all’operazione un valore vicino al miliardo di euro. Credit Agricole CIB è stato exclusive M&A advisor di Auchan.

    Con l’acquisizione delle attività italiana retail di Auchan, Conad diventerà il gruppo leader in Italia nella grande distribuzione, scalzando le Coop, con una quota di mercato che salirà dal 13 al 19% e un fatturato aggregato che, su base pro-forma e facendo riferimento ai dati 2018, si attesta a 17,1 miliardi di euro. Il closing della fusione del secondo e quinto gruppo nella gdo in Italia – Conad nel 2018 ha generato 13,4 miliardi di euro di fatturato attraverso 3.300 negozi mentre Auchan ha realizzato 3,7 miliardi di euro di ricavi attraverso 1.600 negozi a marchio Auchan e Simply e l’impiego di 18 mila persone – è atteso nel secondo semestre del 2019 ed è soggetto all’approvazione dell’antitrust. 

    La decisione dei francesi, è stata dettata dalle difficoltà di rilanciare le loro attività in Italia. Nel 2018 Auchan Italia ha, infatti, subito una svalutazione per 440 milioni contribuendo alla perdita di quasi un miliardo di euro del gruppo. “Con la cessione della quasi totalita’ delle attivita’ in Italia, Auchan Retail Italia punta a risolvere le difficolta’ in cui versano“, ha detto il presidente di Auchan Retail Edgard Bonte, sottolineando che “mettendo insieme, tramite questa vendita, l’esperienza dei team di Conad e Auchan Retail Italia desideriamo migliorare l’attuale situazione di difficolta’ delle attivita’ di Auchan Retail in Italia e consentire a Conad di proseguire, tramite l’acquisto, con il suo ambizioso piano di sviluppo nel Paese“. Inoltre, per la squadra di Auchan Retail Italia “e’ l’opportunta’ di unirsi a un protagonista in Italia, d’ora in poi leader di mercato con un solido slancio commerciale“, ha aggiunto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/01/auchan-la-crisi-peggiora-lavoratori-in-solidarieta3/)

    Il punto sull’occupazione

    L’obiettivo dell’operazione di acquisizione da parte di Conad di buona parte delle attività di Auchan Retail dal punto di vista occupazionale è quello della “continuità” affermano fonti vicino al dossier. 

    Per la Filcams Cgil nazional e”è assolutamente prioritario attivare rapidamente un confronto con tutti gli attori di questa operazione commerciale per ottenere garanzie sul futuro dei quasi 20mila addetti interessati dal passaggio. Non è accettabile che questa acquisizione possa determinare esuberi e licenziamenti o anche sensibili peggioramenti delle condizioni attuali di lavoro. Il sindacato vuole conoscere il piano industriale di Conad e le intenzioni dell’impresa rispetto al mantenimento del perimetro della rete vendita acquisita dalla multinazionale francese. Anche il Ministero dello Sviluppo economico può e deve giocare un ruolo importante per impedire che i costi di questa operazione si scarichino sui dipendenti determinando una crisi occupazionale dal forte impatto sociale“. 

    L’operazione di acquisizione della rete di distribuzione Auchan Retail Italia, per portata e valori patrimoniali interessati, si configura certamente come un passaggio epocale per la grande distribuzione organizza e, più in generale, per il commercio in Italia” ha affermato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice. “Il disimpegno di un primario gruppo europeo come Auchan – ha proseguito il sindacalista – è un segnale inquietante per il nostro Paese e non va assolutissimamente taciuto o sottovalutato; il notevole salto di qualità delle politiche di acquisizione portate avanti da Conad e dalle tante entità societarie che operano sotto la sua insegna, di contro, inevitabilmente modificherà la struttura del comparto” ha incalzato Dell’Orefice sottolineando che “è necessario non disperdere il patrimonio di professionalità e di esperienza rappresentato dalle migliaia fra lavoratici e lavoratori dipendenti da Sma Simply e da Auchan col passaggio di mano degli asset aziendali a Conad“. “Chi come Conad, mostra di avere la sana ambizione di affermarsi come il primo operatore della grande distribuzione organizzata per giro d’affari e per superfici di vendita gestite – ha chiosato il sindacalista – deve necessariamente dotarsi di un serio piano industriale che non obbligatoriamente dovrà comprimere il costo del lavoro, ma, anzi, avere quale obiettivo qualificante la valorizzare del ruolo del capitale umano quale asset non replicabile. Già in occasione dell’incontro convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico per il prossimo 28 maggio – ha concluso Dell’Orefice – occorrerà chiarire tempi, modalità e condizioni sia della cessione nel suo complesso che del trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori“.

    (leggi gli articoli sull’Auchan di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Auchan, al referendum passa il sì. In 39 dicono no

    Auchan, al referendum passa il sì. In 39 dicono no

    Ilavoratori del centro commerciale Auchan di Taranto, hanno espresso il loro pensiero andando a votare il referendum sull’ipotesi d’accordo raggiunta nelle scorse settimane dall’azienda e dai sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto. Ricordiamo che l’accordo prevede il passaggio ai contratti di solidarietà per 180 lavoratori sui 203 totali con una riduzione dell’orario di lavoro con punte al 22%, prestazioni lavorative domenicali anche per i lavoratori il cui contratto non prevedeva quest’obbligo, ed infine la possibilità di trasferimenti in altri siti aziendali o esodi incentivati (peraltro già proposta tempo addietro dalla società). 

    Ha prevalso il sì, come era scontato che fosse purtroppo, con 128 schede a favore su 168 lavoratori che hanno votato su 180 aventi diritto. I no sono stati 39, una la scheda nulla. 

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/01/auchan-la-crisi-peggiora-lavoratori-in-solidarieta3/)

    Un’intesa fortemente criticata e respinta in particolar modo da quei lavoratori che saranno tra i più penalizzati, ovvero coloro che hanno contratti a 20 ore, mentre dall’accordo sono stati esclusi i capireparto, capisettore e e addetti alla farmacia. Ben 69 lavoratori, che avevano scelto di non lavorare la domenica accettando una minore retribuzione in busta paga, di fatto saranno costrette ad accettare di lavorare la domenica, che in tutto l’anno saranno 29. Come scrivemmo la scorsa settimana, ora il rischio concreto è quello di mettere i lavoratori gli uni contri gli altri. A maggior ragione poi dopo un esito referendario scontato, visto che qualora fosse passato il no l’azienda, si sarebbe riservata di intervenire direttamente per risolvere il problema di eccedenza del personale. Che nel mondo del lavoro significa semplicemente esuberi e licenziamenti.

    Ora bisognerà capire cosa accadrà con i 39 lavoratori che hanno votato no. Questo perché ogni singolo lavoratore del centro commerciale sarà chiamato dall’azienda per accettare la domenica lavorativa: qualora ciò non venisse accettato, potrebbe aprirsi nell’ipermercato una crisi molto lunga. La solidarietà di un anno, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe partire a maggio: accettata dai sindacati di categoria per evitare la riduzione collettiva di personale per 44 lavoratori risultati eccedenti presso l’ipermercato di Taranto, secondo i calcoli dell’azienda che da tempo è in crisi in tutta Italia e non solo a Taranto. Una crisi che ancora una volta saranno i lavoratori a pagare.

    (leggi gli articoli sull’Auchan di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Auchan, i lavoratori voteranno accordo su solidarietà

    Auchan, i lavoratori voteranno accordo su solidarietà

    Domani i lavoratori del centro commerciale Auchan di Taranto, saranno chiamati ad esprimersi attraverso un referendum sull’ipotesi d’accordo raggiunta nelle scorse settimane dall’azienda e dai sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto. Ricordiamo che l’accordo prevede il passaggio ai contratti di solidarietà per 180 lavoratori sui 203 totali con una riduzione dell’orario di lavoro con punte al 22%, prestazioni lavorative domenicali anche per i lavoratori il cui contratto non prevedeva quest’obbligo, ed infine la possibilità di trasferimenti in altri siti aziendali o esodi incentivati (peraltro già proposta tempo addietro dalla società). 

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/01/auchan-la-crisi-peggiora-lavoratori-in-solidarieta3/)

    Un’intesa fortemente criticata e respinta in particolar modo da quei lavoratori che saranno tra i più penalizzati, ovvero coloro che hanno contratti a 20 ore, mentre dall’accordo sono stati esclusi, ad esempio, i capireparto, capisettore e e addetti alla farmacia. Ben 69 lavoratori, che avevano scelto di non lavorare la domenica accettando una minore retribuzione in busta paga, di fatto saranno costrette ad accettare di lavorare la domenica, che in tutto l’anno saranno 29. Di fatto, come scrivemmo la scorsa settimana, il rischio concreto è quello di mettere i lavoratori gli uni contri gli altri. A maggior ragione poi di un esito referendario scontato, visto che qualora passasse il no l’azienda si riserverebbe di intervenire direttamente per risolvere il problema di eccedenza del personale. Che nel mondo del lavoro significa semplicemente esuberi e licenziamenti.

    Il tutto all’interno di una crisi oramai strutturale della multinazionale francese, che ha chiuso il 2018 con 1 miliardo di euro di perdite, con il sito di Taranto che nel 2017 ha registrato un calo di vendite pari al 6%, aumentato al 10% nel 2018 (e con il serio rischio di essere fagocitata dall’alleanza formatasi tra il gruppo Conad e il finanziere Raffaele Mincione per investire su asset immobiliari della grande distribuzione organizzata). Nonostante le rassicurazioni che arrivarono lo scorso novembre dal tavolo permanente aperto a Bari, presso la Task Force Regionale per il Lavoro. Dove i rappresentanti della società Auchan ribadirono che non c’è da parte del gruppo la volontà di lasciare Taranto e la Puglia. Di fatto, la crisi del gruppo non si è mai arrestata, come testimoniano i dati economici del 2018, ricadendo puntualmente sui lavoratori che nei giorni scorsi si sono riuniti in concitate assemblee.

    (leggi gli articoli sull’Auchan di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Auchan, la crisi peggiora. Lavoratori in solidarietà

    Auchan, la crisi peggiora. Lavoratori in solidarietà

    Il miliardo di euro (997 milioni di euro) perso nel 2018, potrebbe segnare la fine del marchio Auchan, che l’anno scorso ha registrato un fatturato pari a 51 miliardi di euro, in calo del 3,2% rispetto al 2017. Auchan Holding poggia su tre direttrici ben definite: l’immobiliare con Ceetrus (ex Gallerie Commerciali Italia che ha cambiato nome lo scorso giugno, filiale italiana di Immochan presente con 48 centri commerciali su tutta la penisola ), la banca con Oney e la distribuzione con Auchan Retail, che è quella che ha subito le perdite più ingenti e che contribuisce all’80% del fatturato del gruppo.

    Ora la holding francese ha deciso di cedere il controllo di Oney Bank alla seconda banca di Francia, Bpce, che avrà il 50,1% del capitale.

    E ad essere prossimi alla vendita potrebbero essere alcuni centri commerciali italiani, tra cui quello di Taranto (che nel 2017 ha registrato un calo di vendite pari al 6%, aumentato al 10% nel 2018). Nonostante le rassicurazioni che arrivarono lo scorso novembre dal tavolo permanente aperto lo scorso novembre a Bari, presso la Task Force Regionale per il Lavoro. Dove i rappresentanti della società Auchan ribadirono che non c’è da parte del gruppo la volontà di lasciare Taranto e la Puglia. Di fatto, la crisi del gruppo non si è mai arrestata, come testimoniano i dati economici del 2018, ricadendo puntualmente sui lavoratori che in questi giorni stanno effettundo una serie di assemblee.

    Del resto, l’ultimo confrontro tra l’azienda e i sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto, ha visto tra le parti un’intesa che adesso dovrà essere votata dai lavoratori attraverso un referendum entro il prossimo 13 aprile (come riportato anche dal Quotidiano di Taranto). L’accordo prevede il passaggio ai contratti di solidarietà per 180 lavoratori sui 203 totali con una riduzione dell’orario di lavoro con punte al 22%, prestazioni lavorative domenicali anche per i lavoratori il cui contratto non prevedeva quest’obbligo, ed infine la possibilità di trasferimenti in altri siti aziendali o esodi incentivati (peraltro già proposta tempo addietro dalla società). 

    Un’intesa fortemente respinta in particolar modo da quei lavoratori che saranno tra i più penalizzati, ovvero coloro che hanno contratti a 20 ore, mentre dall’accordo sono stati esclusi, ad esempio, i capireparto. Di fatto il rischio di mettere i lavoratori gli uni contri gli altri è destinato a diventare realtà. A maggior ragione poi di un esito referendario scontato, visto che qualora passasse il no l’azienda si riserverebbe di intervenire direttamente per risolvere il problema di eccedenza del personale.

    Messo nel mirino dall’alleanza formatasi tra il gruppo Conad e il finanziere Raffaele Mincione per investire su asset immobiliari della grande distribuzione organizzata. Per l’operazione, secondo quanto risulta a Radiocor, nelle scorse settimane è già stata costituita la newco Bdc Italia, che vede Conad al 51% del capitale e Mincione (con la lussemburghese Pop 18 Sarl che appartiene al gruppo Wrm) al 49%. Nel consiglio della società, composto da quattro membri, figurano tra gli altri come presidente Francesco Pugliese (numero uno della Conad) e lo stesso Mincione. Il progetto, che ha come nome in codice «Montblanc», è già stato esaminato – seppure in fase preliminare – dal cda di Conad ed ha nel mirino in particolar modo il dossier Auchan Italia, cioè i supermercati italiani che il gruppo francese Auchan punta a vendere. Conad, che ha chiuso il 2018 con un fatturato di 13,4 miliardi (+3% rispetto al 2017) raggiungendo una quota di mercato vicina al 13%, è a un soffio dal sorpasso nei confronti di Coop (poco sopra il 14%) e il successo nell’operazione Auchan potrebbe assicurarle il primato nel campo della grande distribuzione.

    (leggi tutti gli articoli sul gruppo Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Auchan non ‘smobilita’. Tavolo permamente in Regione

    Auchan non ‘smobilita’. Tavolo permamente in Regione

    Il futuro dei lavoratori dell’ipermercato Auchan di Taranto da oggi sembra meno nebuloso. Dopo una serie di incontri programmati e poi rinviati, si è svolta oggi a Bari presso la sede del Comitato regionale monitoraggio sistema economico produttivo delle aree di crisi (la Task Force Regionale), una riunione tra i rappresentanti della multinazionale francese e i sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/09/20/2auchan-taranto-ombre-sul-futuro-dellipermercato/)

    Oltre ad aver deciso di aprire un tavolo permanente per approfondire tutte le problematiche legate al mercato della grande distribuzione, i rappresentanti della società Auchan hanno ribadito che non c’è da parte del gruppo la volontà di lasciare Taranto e la Puglia. Nonostante la crisi del settore che ha toccato anche la multinazionale francese.

    Del resto, dopo l’annuncio delle chiusure dei centri di Napoli e Catania dello scorso aprile a causa del calo del fatturato, la tennsione tra lavoratori e sindacati è aumentata notevolmente. Inoltre, i dati economici del gruppo francese Auchan del 2017, sono lì a confermare una crisi che non accenna ad arrestarsi. E dopo la nascita del nuovo ipermercato ‘Le Porte dello Jonio’, i sindacati già quest’estate avevano chiesto un incontro per capire quale fosse il futuro che attende l’ipermercato.

    Lo scorso 2 agosto infatti, Cgil e Cisl avevano ancora una volta espresso i loro dubbi sulla possibilità che Auchan a Taranto riduca i posti di lavoro nel centro commerciale. Lo scorso 30 luglio quando, dichiararono le due organizzazioni sindacali in una nota congiunta, “nell’incontro al Mise la societa Auchan elencava tanti punti di forza che l’azienda sta mettendo in campo in questi anni per il rilancio del gruppo. Ma di tutto questo, dicono i sindacati di categoria, nell’ipermercato di Taranto non c’e traccia alcuna. Al contrario, osservano i sindacati, nel punto vendita di Taranto, i dipendenti fanno presente che ormai da anni non funziona il riapprovviggionamento automatico delle merci; gli investimenti sui mezzi di lavoro non manutenzionati quasi totalmente assenti; i prezzi degli articoli sono poco competitivi; prodotti in offerta pubblicizzati ma mancanti sugli scaffali (anche prima dell’inizio della campagna pubblicitaria); assistenza quasi totalmente assente per reparto telefonia, elettrodomestici, autobrico e bazar; e soprattutto, sostengono i sindacati, scarso coinvolgimento del personale nelle attivita di vendita, tanto e vero che, il personale viene ruotato senza logica (commerciale) alcuna e spostato da reparti in cui hanno maturato esperienza ventennale in altri reparti”.

    Durante la riunione odierna è stato poi affrontato anche il caso degli ex lavoratori di Bricocenter, che dopo aver visto chiudere due anni fa il punto aperto ad Auchan non hanno ancora trovato una ricollocazione all’interno della nuova Galleria “Porte dello Jonio”, e per il quale è stato aperto in Regione un apposito tavolo di concertazione. Un caso spinoso, visto che la società che controlla Gallerie commerciali Italia spa e società immobiliare che gestisce centri e parchi commerciali in Italia, la “Ceetrus Italy spa”, non aveva preso alcun impegno sulla ricollocazione dei lavoratori.

    Ieri i rappresentanti della società non erano presenti, ma hanno fatto pervenire una lettera nella quale chiarisce che non ha alcun potere nel controllo diretto delle attività commerciali e della assunzione di impegni in tema di assunzione e/o ricollocazione del personale. Ricordando di essersi comunque prodigata nel favorire colloqui di lavoro per i lavoratori ex Bricocenter presso le azienda che si sono insediate nella Galleria “Porte dello Jonio”.

    Il tavolo ‘Auchan’ in Regione resterà dnuque aperto. Così come quello sui lavoratori ex Bricocenter, nella speranza che possano trovare presto una nuova collocazione lavorativa.

    (leggi tutti gli articoli sul gruppo Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

  • Rapina alla gioielleria ‘Punto d’Oro’ nella galleria dell’Auchan: due arresti

    Rapina alla gioielleria ‘Punto d’Oro’ nella galleria dell’Auchan: due arresti

    Momenti di tensione e paura all’Auchan di Taranto. Alle 16,30 infatti, quattro rapinatori con il volto coperto, hanno fatto irruzione nella gioielleria ‘Punto d’Oro’ all’interno della galleria dell’ipemercato. Subito è scattato l’allarme con i vigilanti della struttura che sono intervenuti, sventando la rapina e arrestando due dei quattro rapinatori, che sono le prime informazioni sono originari di Brindisi: gli inquirenti sono sulle tracce degli altri due che sono fuggiti a bordo di un’auto di cui è stata appuntata la targa e che – a quanto si apprende – sarebbe stata rubata a Lecce. I malviventi hanno sferrato violentissimi colpi contro le vetrate e si sono impossessati dei preziosi, secondo modalità analoghe accaduti all’Ipercoop di Taranto e all’Auchan di Brindisi alcune settimane fa, con gli investigatori che hanno scoperto una vera e propria rete di rapinatori e ricettatori in azione. Sul posto sono intervenuti agenti della Squadra Volante e della Squadra Mobile, che hanno eseguito i rilievi e ascoltato i testimoni.
    Secondo quanto poi ricostruito dalla Polizia, la rapina, avvenuta intorno alle ore 16.30, è stata effettuata da quattro individui con il volto travisato ed armati di ascia, martello e di una pistola, poi rivelatasi una scacciacani, i quali hanno fatto irruzione all’interno del centro commerciale, prendendo di mira la gioielleria. Una volta all’interno, hanno mandato in frantumi espositori e vetrine, arraffando preziosi che riponevano all’interno di vaschette che avevano portato al seguito.
    L’azione criminosa è stata interrotta dal pronto intervento del personale di vigilanza presente sul posto e della Polizia di Stato che ha consentito di bloccare due dei malviventi mentre gli altri sono riusciti a dileguarsi insieme ad un complice che li attendeva a bordo di un’autovettura all’esterno del centro commerciale.
    I due fermati sono un diciottenne ed un sedicenne, entrambi della Provincia di Brindisi, incensurati ed associati rispettivamente alla Casa Circondariale di Taranto ed al C.P.A. di Lecce.
    La refurtiva è stata recuperata e restituita al titolare dell’attività commerciale.
    Sono in corso indagini finalizzate all’individuazione dei complici.

    Il video della rapina ha fatto rapidamente il giro della rete:

     

     

    Queste invece le immagini fornite dalla Polizia:

     

  • Ampliamento Auchan: tutto fatto. L’ok pubblicato sul bollettino della Regione

    Ampliamento Auchan: tutto fatto. L’ok pubblicato sul bollettino della Regione

    Ampliamento Auchan: adesso è arrivata anche l’ufficialità da parte della Regione Puglia.

    Sul Bollettino Ufficiale n. 125 del 3-11-2016 (DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SEZIONE ATTIVITA’ ECONOMICHE ARTIGIANALI E COMMERCIALI 25 ottobre 2016, n. 304, L.R. 24/2015 e r.r. 27/2011: “Obiettivi di presenza e di sviluppo per le grandi strutture di vendita”, Art. 9, comma 2: Pubblicazione aggiornamento dati rete di vendita), si legge che “a seguito di decisione della conferenza di servizi del 04.08.2016 e su richiesta della società Auchan Spa, è stata rilasciata dal Comune di Taranto l’A.A. n.64 del 02.09.2016 per l’ampliamento del centro commerciale sito alla via per San Giorgio Jonico km.10. La superficie complessiva di vendita passa da mq. 18.600 a mq. 22.070, di cui mq.8.690 destinati ad alimentare e misto“.

    La notizia dell’ok definitivo la riportammo lo scorso 13 settembre. Il parere favorevole, in via definitiva, spettava alla Regione Puglia, all’interno della Conferenza di servizi. Si sono espressi a favore anche il Comune e la Provincia di Taranto e la Confcommercio Puglia. Il procedimento è stato escluso dall’applicazione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

    Come riportato in diversi articoli, l’ampliamento è previsto da una legge regionale (http://www.corriereditaranto.it/2016/03/13/la-galleria-auchan-si-ampliera-grazie-al-piano-casa-regionale/) ed è previsto all’interno di un piano di investimenti  previsti dal gruppo francese (http://www.corriereditaranto.it/2016/06/11/gruppo-auchan-pronto-un-investimento-200-milioni-ce-anche-taranto/).

    In cosa consiste l’ampliamento

    Per riannodare i fili, è bene ricordare quali sono gli interventi previsti dal progetto: un ampliamento della galleria, in corrispondenza del fronte laterale a sud del complesso,
    prospiciente Via Consiglio, attraverso la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica in aggiunta all’esistente della superficie di impronta pari a 7.587 m2 e volume pari a 55.385 m3, mediante l’utilizzo di materiale ecocompatibile e facciate “verdi”. Detto ampliamento determinerà la trasformazione della parte esistente in cui è attualmente configurato il BRICO CENTER, estendendo la galleria con nuovi negozi di vicinato e paracommerciali mentre, nel nuovo corpo di fabbrica in prosecuzione, troveranno posto, oltre che alcuni ulteriori negozi della galleria, anche 5 nuove “Medie Superfici”.

    Inoltre è prevista la realizzazione di una struttura metallica prefabbricata e removibile, quasi interamente rivestita con tessiture verdi, integrativa e sovrapposta sul corrispondente parcheggio esistente a raso, della superficie di 8.400 m2 e altezza di m 3,50, per la formazione di un’area a parcheggio tale sopperire al decremento della superficie a tal fine destinata a seguito della realizzazione del nuovo corpo di fabbrica. La riorganizzazione del sistema viario del centro commerciale, che prevede quale arteria principale di distribuzione ai parcheggi laterali, l’asse viario centrale. Inoltre, sono previsti dei percorsi pedonali di collegamento tra la struttura del parcheggio sopraelevato e l’ingresso del centro commerciale. Un parco attrezzato posto su tutto il versante del lato sud, lungo l’asse parallelo alla via Consiglio, pressoché raddoppiando l’attuale estensione, per una superficie complessiva di circa 4.500 m2; l’avvio al recupero delle acque depurate (meteoriche e reflue) a fini irrigui, previo adeguamento impiantistico, con una sensibile riduzione delle portate inviate al recapito finale costituito dal Canale Manganecchia; implementazione degli impianti tecnologici a corredo dell’ampliamento del corpo di fabbrica (climatizzazione, idrico/sanitario, idrico/antincendio, elettrico e speciali).

    (leggi qui tutto l’iter del progetto http://www.corriereditaranto.it/2016/09/13/ampliamento-auchan-arrivato-lok-un-progetto-rilancio-prescrizioni-pareri-contrastanti/)

    Per il futuro…

    Sul progetto in questione ci siamo già espressi in passato, in particolar modo per quello che ciò significherà per i commercianti tarantini. E’ chiaro che si è di fronte al tentativo di recuperare profitto, dopo i dati disastrosi del primo semestre, chiuso con una caduta dell’utile netto (-87,2%) a 4 milioni di euro e un calo delle vendite del 3% a 26,1 miliardi. E che presto potrebbero comportare anche tagli al personale sul sito di Taranto. Restare vigili su tutto non fa mai male. E, forse, anche tutti remare dalla stessa parte. Perché la divisioni tra i tarantini, in ogni ambito e settore, continuano a fare del male a questa città, al suo presente e al suo futuro ancor di più che in passato. Urge un cambio di mentalità a 360°.

    (leggi qui tutti gli articoli su Auchan http://www.corriereditaranto.it/?s=auchan)

  • Ampliamento Auchan, la risposta di Confartigianato a Confcommercio

    Ampliamento Auchan, la risposta di Confartigianato a Confcommercio

    L’associazione degli artigiani tarantini risponde, con una nota, a Confcommercio e ribadisce il suo no all’ampliamento di Auchan

    Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Confartigianato in merito all’iter di ampliamento del centro commerciale Auchan, con la quale l’associazione di categoria ribadisce il suo no al progetto di ampliamento, rispondendo alle dichiarazioni rese note alla stampa, in modo polemico, dai vertici provinciali e regionali di Confcommercio nel corso della conferenza stampa di martedì 4 ottobre. Di seguito la nota stampa, riportata integralmente, del segretario provinciale di Confartigianato, Fabio Paolillo.

    Precisiamo subito. Non siamo interessati ad accettare o entrare in polemica con  alcuna associazione. Respingiamo quindi ai mittenti qualsiasi insinuazione di sorta. Stiano più rilassati. Le nostre posizioni – dichiara il Presidente provinciale di Confartigianato – sono sempre orientate a fini costruttivi e propositivi, non usiamo solitamente, noi, infangare nessuno. Non ci interessa altro, se qualcosa la vediamo storta lo evidenziamo così come quando sbagliamo, perché capita ma non è questo il caso, abbiamo l’abitudine e l’umiltà, sempre noi, di ammetterlo. Siamo fatti così. Questa città è già abbondantemente avvelenata da tutti i punti di vista,  non partecipiamo al sistematico sterile proliferare di polemiche ed agitazioni che da anni  imperversa nel panorama della rappresentanza dei corpi intermedi, discussioni, carte bollate che non hanno portato e non portano a nulla. Il tessuto economico tarantino, quello composto da quelle poche centinaia di piccole imprese, compreso il sottoscritto, che ancora oggi sfidano le peggiori avversità per rimanere in attività, non ne può più, pretende ben altra attenzione.

    E’ una guerra tra poveri, non ci sono più “prime donne” in alcun settore, i recenti numeri inerenti la rappresentanza sindacale presentati in Camera di Commercio parlano impietosamente chiaro.

    Come Confartigianato preferiamo concentrarci sul raggiungimento di obiettivi, di risultati. Un’attività assai complicata in questa piazza, ci proviamo allo stremo per quanto possibile, spesso invano grazie al potente disgraziato muro di gomma che la politica locale ha ben costruito intornio a se. Da soli non si va da nessuna parte. Facciamolo insieme. Impegniamoci a remare tutti verso la stessa direzione per cercare di fare uscire l’economia tarantina fuori da quel torpore e rassegnazione che l’affossa, proviamoci davvero visto che la nostra classe politica ed amministrativa ha ampiamente mostrato tutti i suoi limiti di capacità e volontà.

    L’ampliamento dell’Auchan era ed è uno “schiaffo” mortale al commercio di vicinato della città, già in grave difficoltà. Un errore da evitare e basta, ad ogni costo, con ogni forma di resistenza legalmente possibile. Già è stato realizzato, in totale silenzio, quello dell’altro grosso centro commerciale. In questo modo si contribuisce a indurre la concentrazione del flusso del commercio al dettaglio, del passeggio e degli acquisti  nei grandi centri commerciali desertificando il cuore e le periferie della città. Non va bene. E’ la morte di una città e del suo tessuto economico, lo dicono tutti gli esperti ed i tecnici del settore.

    Noi non abbiamo nulla contro Auchan, sia ben chiaro, ma il sistema commerciale della città non è purtroppo  pronto ad assorbirne le conseguenze di un ampliamento. Ci ripetiamo, a tutt’oggi non sono state create le condizioni di contrappeso e cioè il rilancio delle strade commerciali della città dal punto di vista urbanistico, sociale, commerciale, ambientale e della mobilità e dei parcheggi, in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini residenti e dei consumatori, degli avventori provenienti dalla provincia e dei turisti.

    Lo abbiamo detto tutti e lo diciamo da tempo. Abbiamo riempito le pagine dei giornali ed i tg locali. Parimenti si era schierato  il Consiglio comunale di Taranto, con un NO esplicito agli insediamenti ed ampliamenti della grande distribuzione, NO  chiaramente indicato anche nel programma elettorale del sindaco in carica, che sul quel programma – che è vangelo per chi lo ha proposto – ha ottenuto la fiducia ed il voto dei cittadini, dei commercianti e degli artigiani tarantini.

    Quindi un mix perfetto di intenti per la contrarietà ad una iniziativa di raddoppio e poi di ampliamento che non lasciava ombra di dubbio sull’esito dei vari passaggi amministrativi.

    La sorpresa del contenuto del verbale ci ha lasciati però increduli, delusi ed arrabbiati. Il verbale della Commissione Servizi della Sezione Regionale Attività Economiche Consumatori riunitasi a Bari lo scorso 4 agosto riporta chiaramente ed in perfetto italiano le dichiarazioni ed i pareri di tutti i partecipanti aventi titolo (Regione, Comune di Taranto ed Associazioni di categoria invitate) che non lasciano purtroppo adito a diversa interpretazione, basta leggerlo per intero. Noi non abbiamo partecipato perché non invitati alla Commissione, ma ci siamo attenuti all’esito del verbale, carta alla mano, nero su bianco.

    Poi se qualcuno, legittimamente sia chiaro, chiede la rettifica della propria posizione contenuta nel verbale, facendolo anche 40 giorni dopo la data della riunione e solo successivamente alle osservazioni  nostre e dei giornalisti  inerenti l’esito della commissione  poi riportate sulla stampa, ben venga, ne prendiamo e diamo atto. Ci mancherebbe. Ora ci preoccupa soltanto raggiungere in qualche modo l’obiettivo e cioè fermare quell’ampliamento per dare ancora una speranza alle piccole imprese tarantine; perché tutto ciò ha anche un forte impatto psicologico per il tessuto economico, deluderlo avrebbe un contraccolpo devastante.

    Crediamo che si possa fare ancora molto per evitare tale sciagura per il commercio tarantino. Tanto possono fare ancora il Sindaco ed  i consiglieri comunali, i cosiddetti rappresentanti dei cittadini,  per fermare l’ampliamento, iniziando proprio col far rettificare anche il parere favorevole del Comune di Taranto e poi nel proseguimento dell’iter amministrativo. Tanto possono e devono fare i nostri consiglieri regionali nell’espletamento delle loro funzioni legislative e di controllo presso la Regione, tanto possono fare anche le associazioni di categoria. Come Confartigianato – conclude il Presidente D’Amico – anche se non direttamente coinvolti nella procedura amministrativa ma vogliosi di difendere non solo i nostri associati ma di contribuire nella difesa degli interessi dell’intero settore del commercio e dell’artigianato ionico, siamo pronti, come sempre lo siamo stati in passato, a collaborare, anche economicamente, in questo caso, con Confcommercio che, come appreso, intenderà presentare il ricorso amministrativo, auspicando che ci sia un unico ricorso e quindi più forte. La partita è troppo importante per disperderci in chiacchere e distintivi; oggi contro gli squali delle multinazionali occorre fare gruppo ed unire le forze per percorsi ed intenti chiari. Noi ci siamo.

    COMUNICATO STAMPA – Segretario provinciale Confartigianato, Fabio Paolillo

  • Ampliamento Auchan, Giangrande (Confcommercio): “Noi diciamo no da sempre. E gli altri?”

    Ampliamento Auchan, Giangrande (Confcommercio): “Noi diciamo no da sempre. E gli altri?”

    Confcommercio Taranto conferma la sua storica posizione di rifiuto all’ampliamento di Auchan e del Piano particolareggiato Cimino, polemizzando con le altre associazioni del settore

    Confcommercio Taranto ribadisce la sua posizione contraria, condivisa anche dalla segreteria regionale dell’ente, in merito al Piano particolareggiato Cimino che prevede il  raddoppio di Auchan nonché all’ipotesi di ampliamento del 20% del centro commerciale, smentendo alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa da altre associazioni su eventuali ripensamenti o fratture interne fra le posizioni della sede provinciale e regionale di Confcommercio. Per dimostrare l’unità d’intenti sulla posizione poc’anzi espressa, erano presenti in conferenza stampa, stamane presso la sede di viale Magna Grecia, il presidente provinciale, Leonardo Giangrande, ed il segretario regionale, Giuseppe Chiarelli.

    La presenza del segretario regionale Chiarelli è la dimostrazione della grande sintonia che c’è in Confcommercio nonché la condivisione della medesima posizione sulla questione raddoppio ed ampliamento del 20% di Auchan. Diciamo no, e non da oggi, a questo progetto, al quale ci siamo opposti con atti concreti”.

    Ha esordito così in Conferenza stampa il segretario provinciale Giangrande, rispedendo al mittente le dichiarazioni, rilasciate a mezzo stampa, da parte dell’associazione Confesercenti nelle quali si evidenziava, secondo Giangrande, “in modo semplicistico messaggi diversi dalla realtà”.

    Giangrande ha poi sottolineato che la conferenza stampa odierna si è resa necessaria proprio per fare chiarezza in merito alla posizione dell’ente sul piano di raddoppio del centro commerciale Auchan. “La settimana scorsa qualcuno ha tentato di strumentalizzare questa cosa – sostiene Giangrande – cercando di far passare Confcommercio, leggendo fra le righe, come un’organizzazione che si fosse accordato con qualcuno per ammorbidire la sua posizione. Confcommercio da sempre ha manifestato, ed anche denunciato, alcune situazioni. L’unica organizzazione – prosegue – che ha messo mano al portafogli ed ha fatto dei ricorsi contro Auchan è la Confcommercio”, polemizzando poi con i rappresentanti di Confartigianato per quanto concerne gli appelli scritti da quest’ultima organizzazione al governatore della Puglia. “Non si può, attraverso delle letterine mandate ad Emiliano – specifica in tal senso Giangrande – pensare di risolvere la contesa con Auchan”. Quest’ultimo “è un gruppo industriale serio che va affrontato nelle aule e nelle sedi giuste con i documenti alla mano”.

    In riferimento all’ipotesi di ampliamento del centro commerciale, Giangrande  precisa che “dopo tre anni il soggetto può chiedere l’ampliamento del 20%. Anche qui qualcuno ha tentato di fare un’operazione di far passare delle divisioni fra Confcommercio regionale e provinciale”.

    Le ragioni di tale controversia hanno avuto origine nel corso della Conferenza di servizi dello scorso 4 agosto 2016, convocata a Bari sul tema ampliamento Auchan, alla presenza delle istituzioni locali: Comune di Taranto e Provincia e della Regione Puglia. In quell’occasione Confcommercio, così come Confesercenti, parteciparono, come specificato dal segretario regionale di Confcommercio, Chiarelli, in funzione di controllo, “poiché il parere decisorio è pertinenza delle istituzioni Comune, Provincia e Regione mentre quello delle organizzazioni è a titolo consultivo”. In quella conferenza di servizi partecipò il segretario regionale Chiarelli, il quale, a nome di Confcommercio, prese atto dei documenti dichiarati da Comune di Taranto e Regione Puglia per quanto afferisce la verifica di compatibilità urbanistica (in ossequio alle leggi in materia) del progetto di ampliamento del centro Auchan. “Tale presa d’atto è stata interpretata come un consenso  – specifica Chiarelli – al progetto di ampliamento” da parte di Confesercenti. In conferenza di servizi era presente, per quest’ultima organizzazione, il direttore della sede ionica, Roberto Conte. Quest’ultimo dichiarò “di non essere nelle condizioni di esprimere parere favorevole – specifica Chiarelli non avendo avuto accesso agli atti”.

    La stessa Confesercenti ha interpretato la “presa d’atto” come un retro-front di Confcommercio sulla questione ampliamento Auchan; ricevendo, la questione, una certa eco sui mass media locali. Per evitare equivoci, Confcommercio Puglia ha successivamente inviato, in data 13 settembre, una missiva al dirigente Sezione attività economiche artigianali e commerciali del Dipartimento sviluppo economico, innovazione, istruzione, formazione e lavoro della Regione Puglia, dott.ssa Teresa Lisi, nella quale esplicitava il parere negativo al progetto e per presa d’atto si intendeva quanto indicato nella missiva in rettifica: “verificato la compatibilità con la programmazione commerciale, non possiamo che prendere atto di quanto dichiarato dal Comune e dalla Regione sulla verifica di compatibilità urbanistica”.

    Alla conferenza stampa era inoltre presente l’avvocato amministrativista Giuseppe Misserini, il quale ha esplicitato alcuni dettagli tecnici della procedura. In riferimento all’ampliamento, ha specificato che “Gallerie commerciali Italia S.p.A.  ha chiesto nel corso della prima decade di agosto 2016, con un’istanza, un aumento del 20% dell’area commerciale. Confcommercio Taranto si è tempestivamente attivata – prosegue – per avere accesso ai documenti amministrativi per dare corso ad un successivo ricorso con impugnazione del provvedimento approvato in sede di Conferenza di servizi”.

    Il diniego tout-court sull’ampliamento di Auchan da parte di Confcommercio ha radici, come detto, negli anni passati, allorquando l’organizzazione si oppose al Piano particolareggiato della sottozona n. 32 del vigente PRG – Località Cimino che prevede, oltre a nuovi nuclei abitativi in prossimità dell’area protetta del secondo seno di Mar Piccolo, anche il raddoppio di Auchan e la conseguente costruzione di una nuova area di parcheggia antistante. L’avv. Misserini ha enucleato, a tal proposito, un breve excursus storico sull’argomento. In un primo tempo, ad inizio 2014, il Comune di Taranto non si espresse in merito al Piano particolareggiato “Cimino”. In ragione del mancato pronunciamento, Gallerie Commerciali Italia S.P.A. “adiva il Tar Lecce (Ricorso Rg. 962/2014) per la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Taranto”.

    L’Amministrazione comunale si espresse con delibera del consiglio comunale del 12 dicembre 2014 non concedendo l’autorizzazione al dirigente comunale preposto per rilasciare il consenso al piano particolareggiato. In quell’occasione fu la stessa Confcommercio, assieme ad altre associazioni, a fare pressioni sull’Amministrazione comunale, occupando la massima assise cittadina, per non concedere tale autorizzazione.  In ragione di quanto detto, il Tar Lecce si espresse con una sentenza (n. 962/2015) dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse in quanto, nel frattempo, il Consiglio comunale di Taranto si era espresso con deliberazione comunale.

    Successivamente Gallerie Commerciali Italia S.P.A. ha presentato appello al Consiglio di Stato (Rg. 5714/2015) ed anche in quest’occasione, come specificato da Misserini, Confcommercio si oppose. In quell’occasione “gli avvocati degli appellanti – aggiunge Misserini – chiesero la cancellazione della controversia, auspicandosi di risolvere la questione in altri modi”.

    Auchan Italia ha infatti dato vita ad un nuovo ricorso, impugnando la deliberazione comunale del dicembre 2014 ed anche in questo caso Confcomemrcio sostiene, per vie legali, la posizione dell’Amministrazione comunale di Taranto. A tal proposito Misserini ha poi precisato che “ad oggi il Tar Lecce non si è ancora espresso ed il processo resta pendente”

    A tal proposito Giangrande ha concluso la conferenza stampa in modo polemico contro le aaltre associazioni del settore, dichiarando che “sappiamo di essere un’organizzazione scomoda. Confcommercio è un’organizzazione che ha preso una posizione seria e la vuole portare avanti. Le atre organizzazioni, anziché parlare e provocare, testimoniassero invece il loro impegno, in termini di atti, ricorsi, contro Auchan”.

    Leggi qui tutti gli articoli su Auchan: http://www.corriereditaranto.it/?s=Auchan