Confcommercio Taranto conferma la sua storica posizione di rifiuto all’ampliamento di Auchan e del Piano particolareggiato Cimino, polemizzando con le altre associazioni del settore
Confcommercio Taranto ribadisce la sua posizione contraria, condivisa anche dalla segreteria regionale dell’ente, in merito al Piano particolareggiato Cimino che prevede il raddoppio di Auchan nonché all’ipotesi di ampliamento del 20% del centro commerciale, smentendo alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa da altre associazioni su eventuali ripensamenti o fratture interne fra le posizioni della sede provinciale e regionale di Confcommercio. Per dimostrare l’unità d’intenti sulla posizione poc’anzi espressa, erano presenti in conferenza stampa, stamane presso la sede di viale Magna Grecia, il presidente provinciale, Leonardo Giangrande, ed il segretario regionale, Giuseppe Chiarelli.
“La presenza del segretario regionale Chiarelli è la dimostrazione della grande sintonia che c’è in Confcommercio nonché la condivisione della medesima posizione sulla questione raddoppio ed ampliamento del 20% di Auchan. Diciamo no, e non da oggi, a questo progetto, al quale ci siamo opposti con atti concreti”.
Ha esordito così in Conferenza stampa il segretario provinciale Giangrande, rispedendo al mittente le dichiarazioni, rilasciate a mezzo stampa, da parte dell’associazione Confesercenti nelle quali si evidenziava, secondo Giangrande, “in modo semplicistico messaggi diversi dalla realtà”.
Giangrande ha poi sottolineato che la conferenza stampa odierna si è resa necessaria proprio per fare chiarezza in merito alla posizione dell’ente sul piano di raddoppio del centro commerciale Auchan. “La settimana scorsa qualcuno ha tentato di strumentalizzare questa cosa – sostiene Giangrande – cercando di far passare Confcommercio, leggendo fra le righe, come un’organizzazione che si fosse accordato con qualcuno per ammorbidire la sua posizione. Confcommercio da sempre ha manifestato, ed anche denunciato, alcune situazioni. L’unica organizzazione – prosegue – che ha messo mano al portafogli ed ha fatto dei ricorsi contro Auchan è la Confcommercio”, polemizzando poi con i rappresentanti di Confartigianato per quanto concerne gli appelli scritti da quest’ultima organizzazione al governatore della Puglia. “Non si può, attraverso delle letterine mandate ad Emiliano – specifica in tal senso Giangrande – pensare di risolvere la contesa con Auchan”. Quest’ultimo “è un gruppo industriale serio che va affrontato nelle aule e nelle sedi giuste con i documenti alla mano”.
In riferimento all’ipotesi di ampliamento del centro commerciale, Giangrande precisa che “dopo tre anni il soggetto può chiedere l’ampliamento del 20%. Anche qui qualcuno ha tentato di fare un’operazione di far passare delle divisioni fra Confcommercio regionale e provinciale”.
Le ragioni di tale controversia hanno avuto origine nel corso della Conferenza di servizi dello scorso 4 agosto 2016, convocata a Bari sul tema ampliamento Auchan, alla presenza delle istituzioni locali: Comune di Taranto e Provincia e della Regione Puglia. In quell’occasione Confcommercio, così come Confesercenti, parteciparono, come specificato dal segretario regionale di Confcommercio, Chiarelli, in funzione di controllo, “poiché il parere decisorio è pertinenza delle istituzioni Comune, Provincia e Regione mentre quello delle organizzazioni è a titolo consultivo”. In quella conferenza di servizi partecipò il segretario regionale Chiarelli, il quale, a nome di Confcommercio, prese atto dei documenti dichiarati da Comune di Taranto e Regione Puglia per quanto afferisce la verifica di compatibilità urbanistica (in ossequio alle leggi in materia) del progetto di ampliamento del centro Auchan. “Tale presa d’atto è stata interpretata come un consenso – specifica Chiarelli – al progetto di ampliamento” da parte di Confesercenti. In conferenza di servizi era presente, per quest’ultima organizzazione, il direttore della sede ionica, Roberto Conte. Quest’ultimo dichiarò “di non essere nelle condizioni di esprimere parere favorevole – specifica Chiarelli non avendo avuto accesso agli atti”.
La stessa Confesercenti ha interpretato la “presa d’atto” come un retro-front di Confcommercio sulla questione ampliamento Auchan; ricevendo, la questione, una certa eco sui mass media locali. Per evitare equivoci, Confcommercio Puglia ha successivamente inviato, in data 13 settembre, una missiva al dirigente Sezione attività economiche artigianali e commerciali del Dipartimento sviluppo economico, innovazione, istruzione, formazione e lavoro della Regione Puglia, dott.ssa Teresa Lisi, nella quale esplicitava il parere negativo al progetto e per presa d’atto si intendeva quanto indicato nella missiva in rettifica: “verificato la compatibilità con la programmazione commerciale, non possiamo che prendere atto di quanto dichiarato dal Comune e dalla Regione sulla verifica di compatibilità urbanistica”.
Alla conferenza stampa era inoltre presente l’avvocato amministrativista Giuseppe Misserini, il quale ha esplicitato alcuni dettagli tecnici della procedura. In riferimento all’ampliamento, ha specificato che “Gallerie commerciali Italia S.p.A. ha chiesto nel corso della prima decade di agosto 2016, con un’istanza, un aumento del 20% dell’area commerciale. Confcommercio Taranto si è tempestivamente attivata – prosegue – per avere accesso ai documenti amministrativi per dare corso ad un successivo ricorso con impugnazione del provvedimento approvato in sede di Conferenza di servizi”.
Il diniego tout-court sull’ampliamento di Auchan da parte di Confcommercio ha radici, come detto, negli anni passati, allorquando l’organizzazione si oppose al Piano particolareggiato della sottozona n. 32 del vigente PRG – Località Cimino che prevede, oltre a nuovi nuclei abitativi in prossimità dell’area protetta del secondo seno di Mar Piccolo, anche il raddoppio di Auchan e la conseguente costruzione di una nuova area di parcheggia antistante. L’avv. Misserini ha enucleato, a tal proposito, un breve excursus storico sull’argomento. In un primo tempo, ad inizio 2014, il Comune di Taranto non si espresse in merito al Piano particolareggiato “Cimino”. In ragione del mancato pronunciamento, Gallerie Commerciali Italia S.P.A. “adiva il Tar Lecce (Ricorso Rg. 962/2014) per la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Taranto”.
L’Amministrazione comunale si espresse con delibera del consiglio comunale del 12 dicembre 2014 non concedendo l’autorizzazione al dirigente comunale preposto per rilasciare il consenso al piano particolareggiato. In quell’occasione fu la stessa Confcommercio, assieme ad altre associazioni, a fare pressioni sull’Amministrazione comunale, occupando la massima assise cittadina, per non concedere tale autorizzazione. In ragione di quanto detto, il Tar Lecce si espresse con una sentenza (n. 962/2015) dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse in quanto, nel frattempo, il Consiglio comunale di Taranto si era espresso con deliberazione comunale.
Successivamente Gallerie Commerciali Italia S.P.A. ha presentato appello al Consiglio di Stato (Rg. 5714/2015) ed anche in quest’occasione, come specificato da Misserini, Confcommercio si oppose. In quell’occasione “gli avvocati degli appellanti – aggiunge Misserini – chiesero la cancellazione della controversia, auspicandosi di risolvere la questione in altri modi”.
Auchan Italia ha infatti dato vita ad un nuovo ricorso, impugnando la deliberazione comunale del dicembre 2014 ed anche in questo caso Confcomemrcio sostiene, per vie legali, la posizione dell’Amministrazione comunale di Taranto. A tal proposito Misserini ha poi precisato che “ad oggi il Tar Lecce non si è ancora espresso ed il processo resta pendente”
A tal proposito Giangrande ha concluso la conferenza stampa in modo polemico contro le aaltre associazioni del settore, dichiarando che “sappiamo di essere un’organizzazione scomoda. Confcommercio è un’organizzazione che ha preso una posizione seria e la vuole portare avanti. Le atre organizzazioni, anziché parlare e provocare, testimoniassero invece il loro impegno, in termini di atti, ricorsi, contro Auchan”.
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