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  • Ampliamento Auchan: è arrivato l’ok. Un progetto di ‘rilancio’ tra prescrizioni e pareri contrastanti

    Ampliamento Auchan: è arrivato l’ok. Un progetto di ‘rilancio’ tra prescrizioni e pareri contrastanti

    Come abbiamo reso noto questa mattina, il progetto di ampliamento dell’Auchan ha ottenuto l’ok definitivo per la sua realizzazione. Il parere favorevole, in via definitiva, spettava alla Regione Puglia, all’interno della Conferenza di servizi. Si sono espressi a favore anche il Comune e la Provincia di Taranto e la Confcommercio Puglia. Il procedimento è stato escluso dall’applicazione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

    (leggi qui l’anticipazione di questa mattina http://www.corriereditaranto.it/2016/09/13/209542/)

    Come riportato in diversi articoli, l’ampliamento è previsto da una legge regionale (http://www.corriereditaranto.it/2016/03/13/la-galleria-auchan-si-ampliera-grazie-al-piano-casa-regionale/) ed è previsto all’interno di un piano di investimenti  previsti dal gruppo francese (http://www.corriereditaranto.it/2016/06/11/gruppo-auchan-pronto-un-investimento-200-milioni-ce-anche-taranto/).

    Per riannodare i fili, è bene ricordare quali sono gli interventi previsti dal progetto: un ampliamento della galleria, in corrispondenza del fronte laterale a sud del complesso,
    prospiciente Via Consiglio, attraverso la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica in aggiunta all’esistente della superficie di impronta pari a 7.587 m2 e volume pari a 55.385 m3, mediante l’utilizzo di materiale ecocompatibile e facciate “verdi”. Detto ampliamento determinerà la trasformazione della parte esistente in cui è attualmente configurato il BRICO CENTER, estendendo la galleria con nuovi negozi di vicinato e paracommerciali mentre, nel nuovo corpo di fabbrica in prosecuzione, troveranno posto, oltre che alcuni ulteriori negozi della galleria, anche 5 nuove “Medie Superfici”.

    Inoltre è prevista la realizzazione di una struttura metallica prefabbricata e removibile, quasi interamente rivestita con tessiture verdi, integrativa e sovrapposta sul corrispondente parcheggio esistente a raso, della superficie di 8.400 m2 e altezza di m 3,50, per la formazione di un’area a parcheggio tale sopperire al decremento della superficie a tal fine destinata a seguito della realizzazione del nuovo corpo di fabbrica. La riorganizzazione del sistema viario del centro commerciale, che prevede quale arteria principale di distribuzione ai parcheggi laterali, l’asse viario centrale. Inoltre, sono previsti dei percorsi pedonali di collegamento tra la struttura del parcheggio sopraelevato e l’ingresso del centro commerciale. Un parco attrezzato posto su tutto il versante del lato sud, lungo l’asse parallelo alla via Consiglio, pressoché raddoppiando l’attuale estensione, per una superficie complessiva di circa 4.500 m2; l’avvio al recupero delle acque depurate (meteoriche e reflue) a fini irrigui, previo adeguamento impiantistico, con una sensibile riduzione delle portate inviate al recapito finale costituito dal Canale Manganecchia; implementazione degli impianti tecnologici a corredo dell’ampliamento del corpo di fabbrica (climatizzazione, idrico/sanitario, idrico/antincendio, elettrico e speciali).

    I potenziali impatti di questi lavori potranno riguardare: aumento del traffico veicolare, con relativo aumento delle emissioni; produzione di rifiuti sia in fase di cantiere, che di esercizio delle attività; smaltimento delle acque reflue e meteoriche; incremento emissioni sonore. Ciò nonostante però, per la Conferenza dei servizi, sulla base della documentazione complessivamente prodotta e degli esiti delle conferenze di servizi, nonché delle posizioni assunte dai diversi Enti coinvolti, “non sussistono fattori legati alla realizzazione del Progetto di ampliamento della galleria commerciale del Centro Auchan che inducano a ritenere probabile il verificarsi di “effetti negativi e significativi sull’ambiente“: pertanto, ai sensi dell’art. 20, comma 5 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., “si ritiene di escluderlo dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, a condizioni che il proponente rispetti le condizioni e prescrizioni formalizzate e riportate in premessa, sia in fase di realizzazione che in fase di esercizio dell’attività proposta e che dovranno essere opportunamente recepite in sede di progettazione esecutiva, prima del rilascio del Permesso di Costruire“.

    Questo nonostante l’ampliamento richiesto pur “risultando compatibile sotto il profilo urbanistico ed edilizio“, secondo La Direzione Urbanistica-Edilità del Comune di Taranto, (nota prot. n. 76863 del 11.05.2016 letta nel corso dei lavori della Conferenza del 12.05.2016), fosse necessario che “l’esito della procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. è basilare per i diversi atti di assenso da rilasciare per la richiesta presentata“.

    Il problema della acque meteoriche

    Durante l’iter della Conferenza dei Servizi, in particolare la Direzione Ambiente del Comune di Taranto, ha voluto affrontare il problema della destinazione finale delle acque meteoriche.

    Attraverso una nota (PTA/2016/0021964) del 12.05.2016 (acquisita al prot. n. 77225 del 12.05.2016), la Provincia di Taranto – Settore Ecologia ed Ambiente, comunicava che “per quanto attiene alla valutazione della soluzione progettuale, inerente il sistema di raccolta/trattamento/recupero/smaltimento delle acque reflue e meteoriche, si rappresenta che dall’esame della documentazione prodotta dalla Società, comunque non sufficiente per l’eventuale rilascio all’autorizzazione allo scarico,…omissis…si evince che la proposta progettuale relativa alla gestione delle acque meteoriche è in linea con quanto previsto dal R.R. 26/2013 in merito al riutilizzo delle stesse“.

    In pratica il progetto prevede che tutte le acquemeteoriche raccolte dall’insediamento, siano raccolte ed utilizzate per l’irrigazione delle estese ed articolate sistemazioni a verde ed a parco, previste dallo stesso progetto. Pertanto, in ogni caso, con il progetto di ampliamento le acque meteoriche non saranno più scaricate nel canale Manganecchia, “se non in rarissimi casi calamitosi“. L’area oggetto di intervento, secondo il vigente PRG di Taranto, è configurata come “Zona C8”, ovvero “zona per sede di uffici direzionali, di rappresentanza commerciale e per le grandi attrezzature commerciali“. Tale area è collocata all’esterno del perimetro dell’agglomerato di Taranto, così come individuato dal vigente Piano di Tutela delle Acque (rif. Deliberazione di Consiglio Regionale n. 230 del 20/10/2009).

    Durante l’iter della Cds, si è potuto appurare che “vista l’entità esigua del nuovo numero di servizi a realizzarsi, non verrà modificato in alcun modo l’attuale impianto di riserva idrica e di pressurizzazione per l’intero Centro Commerciale“;  che per quanto concerne l’impianto fognanteil centro è già dotato di impianto di trattamento delle acque reflue le quali sono scaricate, dopo essere state perfettamente depurate, nel canale Manganecchia (…)”. Inoltre, “visto il modesto incremento delle Unità di Scarico conseguente all’ampliamento, non si renderà necessario alcun intervento di incremento/sviluppo dell’attuale impianto di depurazione“. Per tutto quanto sopra
    rappresentato, “visto che non potrà avvenire allaccio alla rete fognante gestita da AQP in virtù del fatto che il centro commerciale in oggetto è situato all’esterno del perimetro dell’agglomerato di Taranto, in ragione anche della normativa di settore vigente (PRTA)” è stato espresso il nulla osta all’intervento proposto dall’azienda.

    Il parere, favorevole, dell’ARPA Puglia

    L’ARPA Puglia – DAP Taranto attraverso una nota (prot. n. 33076 del 27.05.2016, acquisita al prot. n. 87435 del 31.05.2016), trasmetteva il parere richiesto nell’ambito del procedimento. Pur chiedendo di “dettagliare adeguatamente, mediante elaborati scrittografici, tutte le opere previste, in particolare: impianto di trattamento delle
    acque meteoriche, impianto di sollevamento e distribuzione e vasche di accumulo, descrivendo, anche, l’impianto di depurazione delle acque reflue” e di dettagliare “l’eventuale riutilizzo delle terre e rocce da scavo, mediante una stima della quantità prodotta e riutilizzata secondo quanto disposto dall’art. 41-bis della Legge 98/2013“, per l’ARPA Puglia “non si evidenziano criticità per gli aspetti di competenza“.

    La questione paesaggistica

    Nell’ottica di una coerente integrazione con gli scenari e le direttive contenute nel nuovo Piano Attuativo, bisogna evidenziare che l’intervento ricade in un ambito territoriale in cui è previsto l’intervento di realizzazione della Tangenziale Sud di Taranto.

    Con una nota del 13.06.2016 (acquisita al prot. n. 95187 del 13.06.2016), il Segretariato Regionale per la Puglia del MIBACT, in virtù della delega conferita alle Soprintendenze di settore, ha trasmesso il parere di competenza della SPEAP di Lecce (prot. 7945 del 27.05.2016). “Questo Ufficio, esaminata la proposta progettuale – si legge nel parere ufficiale – ha accertato che l’ampliamento previsto occuperà l’area destinata a parcheggio attualmente esterna al lato sud dell’edificio esistente, compresa fra quest’ultimo e l’area a verde prospicente via Consiglio. La superficie a parcheggio così sottratta, sarà reintegrata da una struttura sopraelevata prefabbricata, dell’altezza contenuta a m. 3,50 e posizionata all’estremo superiore ad ovest del confine del lotto. Si osserva che l’area interessata dall’intervento non risulta sottoposta alle disposizioni di tutela paesaggistica di propria specifica competenza, e che il complesso
    denominato Masseria Cimino, sottoposto alle disposizioni di vincolo monumentale con D.M. 05/01/1996, posto all’intorno dell’area non subirà alterazioni del contesto in termini percettivi, atteso che l’opera da realizzare è notevolmente sottoposta rispetto alla quota di campagna della Masseria stessa, al di fuori dei principali coni visuali. Pertanto…..omissis….questa Soprintendenza ritiene di non dover sollevare obiezioni alla realizzazione di quanto in progetto“.

    Con una nota successiva del 06.07.2016 (acquisita al prot. n. 108193 del 06.07.2016) il MIBACT – soprintendenza archeologia della Puglia confermava che “come rilevabile dal progetto, l’area interessata dai lavori di ampliamento della galleria commerciale del Centro Auchan non è sottoposta a provvedimenti di tutela archeologica ai sensi degli artt. 10,13 e 45 del D.Lgs- 42/04. Per quanto di competenza di questa Soprintendenza, considerato lo stato dei luoghi e le caratteristiche dei lavori previsti, non si ritiene indispensabile l’assoggettabilità a VIA, ma in tutti i casi quest’Ufficio fa presente che il comprensorio territoriale in cui è ubicato il Centro Commerciale Auchan e in cui si prevedono i relativi ampliamenti ricade nella chora (territorio) orientale della colonia greca di Taras; nelle aree limitrofe inoltre sono
    documentati diversi rinvenimenti di interesse archeologico (insediamento preistorico in località Cimino, necropoli greca, tracce di coltivazione, strada nei pressi di Masseria Raho, necropoli in località villino Pantaleo e parco Cimino)“. Premesso quanto sopra, ai fini della salvaguardia e tutela dei beni culturali di “per quanto di competenza di questa
    Soprintendenza, si chiede che la Società richiedente predisponga a proprio carico, per tutti gli interventi che prevedono interferenze con il sottosuolo (fondazioni, sottoservizi di nuova progettazione o adeguamento di quelli esistenti, piantumazioni, ecc..), un’adeguata attività di sorveglianza archeologica continuativa da affidare ad archeologi, società o cooperative di archeologi esterni a questa Soprintendenza, in possesso di idoneo curriculum professionale, da sottoporre alla preventiva valutazione della Soprintendenza, cui compete la direzione tecnico-scientifica delle attività connesse con le indagini di natura archeologica. Le indagini stratigrafiche che si dovessero rendere necessarie in corso d’opera dovranno essere affidate, su valutazione della Soprintendenza in relazione all’entità del rinvenimento, sempre a totale carico della Società richiedente, a ditta specializzata nello scavo archeologico iscritta alla categoria OS25 o in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente“.

    La questione traffico e parcheggi

    Con una nota del 07.07.2016 (acquisita al prot. n. 108623 del 07.07.2016) il Servizio Pianificazione della Mobilità e dei Trasporti della Regione Puglia, ha ritenuto invece che “….l’intervento proposto non presenti criticità in ordine al traffico indotto sulla rete viaria“.

    Unica nota contraria e stonata, se così si può definire, la (nota AOO_079/Prot. 0005515 del 18.07.2016) del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche e Paesaggio, Sezione Urbanistica della Regione Puglia. Che seguiva quella della Direzione Ambiente del Comune di Taranto (prot. 108391 del 07.07.2016), con la quale si indicavano maggiori approfondimenti e puntuali verifiche in ordine al progetto in questione, ha evidenziato la necessità di procedere ad una rielaborazione/rimodulazione – ove ne ricorrano le condizioni – della proposta progettuale oggetto di esame al fine di conformarla alla vigente legislazione normativa.

    In particolare, nella nota viene indicato quanto segue: “Che non è condivisibile, a parere della Sezione scrivente, la ricomprensione tra le aree tipizzate “superficie a parcheggio” della viabilità interna all’esistente centro commerciale, in quanto detta ipotesi risulta in contrasto con le disposizioni vigenti in materia oltreché non coerente con gli ordinari
    canoni urbanistici; Sottraendo alla superficie complessiva di parcheggio, determinata dalla società proponente, quella relativa alla viabilità interna e di ingresso/uscita al centro commerciale, il valore delle superfici effettivamente destinata a “parcheggi” è tale da non rispettare i parametri minimi previsti per legge. Che in assenza dei necessari adeguamenti progettuali in precedenza richiesti, questa Sezione – allo stato – esprime parere contrario in merito all’istanza di cui trattasi….;“.

    Tantissime le prescrizioni impartite al progetto in fase di cantiere da parte della Direzione Ambiente Salute Qualità della Vita del Comune di Taranto. Lo stesso ha fatto il Servizio Valutazione di Incidenza Ambientale della Provincia di Taranto pur non ritenendo necessario richiedere l’attivazione della procedura di Valutazione di Incidenza Appropriata.

    Sul progetto in questione ci siamo già espressi in passato, in particolar modo per quello che ciò significherà per i commercianti tarantini. E’ chiaro che si è di fronte al tentativo di recuperare profitto, dopo i dati disastrosi del primo semestre, chiuso con una caduta dell’utile netto (-87,2%) a 4 milioni di euro e un calo delle vendite del 3% a 26,1 miliardi. E che presto potrebbero comportare anche tagli al personale sul sito di Taranto. Restare vigili su tutto non fa mai male.

    (leggi qui tutti gli articoli su Auchan http://www.corriereditaranto.it/?s=auchan)

     

  • Ampliamento Auchan: c’è l’ok della Conferenza dei Servizi

    Ampliamento Auchan: c’è l’ok della Conferenza dei Servizi

    Il progetto di ampliamento dell’Auchan ha ottenuto l’ok definitivo per la sua realizzazione. Il parere favorevole, in via definitiva, spettava alla Regione Puglia, all’interno della Conferenza di servizi. Si sono espressi a favore anche il Comune e la Provincia di Taranto e la Confcommercio Puglia. Il procedimento è stato escluso  dall’applicazione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

    (leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2016/07/01/ampliamento-auchan-liter-regione-procede-critica-la-confcommercio/)

    Come abbiamo riportato in diversi articoli, l’ampliamento è previsto da una legge regionale (http://www.corriereditaranto.it/2016/03/13/la-galleria-auchan-si-ampliera-grazie-al-piano-casa-regionale/) ed è previsto all’interno di un piano di investimenti  previsti dal gruppo francese (http://www.corriereditaranto.it/2016/06/11/gruppo-auchan-pronto-un-investimento-200-milioni-ce-anche-taranto/).

    Nelle prossime ore pubblicheremo tutti i dettagli del progetto e le decisioni definitive della Conferenza dei Servizi.

    (leggi tutte le notizie sull’Auchan http://www.corriereditaranto.it/?s=auchan)

  • Ampliamento Auchan, l’iter in Regione procede. Critica la Confcommercio

    Ampliamento Auchan, l’iter in Regione procede. Critica la Confcommercio

    Ampliamento Auchan Taranto. La vicenda prosegue il suo iter in Regione. L’ultima conferenza dei servizi, presso la Regione Puglia – del 30 giugno scorso – ha preso in esame aspetti di natura urbanistica, ambientale e di dotazione dei parcheggi (in rapporto agli strumenti territoriali vigenti nel territorio comunale di Taranto), in ordine alla richiesta di ampliamento – e non di raddoppio – del centro commerciale. La sezione Attività Economiche ha concluso la seduta con un aggiornamento della conferenza al fine di consentire al Comune di Taranto di fornire ulteriori precisazioni ed elementi di giudizio circa l’effettiva realizzabilità dell’ampliamento richiesto.

    Come abbiamo riportato in questi due articoli, l’ampliamento è previsto da una legge regionale (http://www.corriereditaranto.it/2016/03/13/la-galleria-auchan-si-ampliera-grazie-al-piano-casa-regionale/) ed è previsto all’interno di un piano di investimenti  previsti dal gruppo francese (http://www.corriereditaranto.it/2016/06/11/gruppo-auchan-pronto-un-investimento-200-milioni-ce-anche-taranto/).

    L’operazione, però, non convince i commercianti del Borgo e delle altre realtà commerciali della città, come via Cesare Battisti e viale Liguria, né le associazioni di categoria. Principalmente perché un ulteriore ampliamento della Galleria Auchan, se da un lato porterebbe all’apertura a Taranto di store sin qui inesistenti come ad esempio il Decathlon, dall’altro lato comporterebbe il rischio di un ulteriore desertificazioni dei piccoli e medi commercianti nelle zone principali della città, già fortemente diminuite nel corso degli ultimi 5 anni a causa di una crisi economica che pare senza fine e che ha pesato soprattutto sui piccoli e medi esercizi commerciali. Dopo la nota congiunta di CNA, Confesercenti Taranto e Confartigianato Taranto, pubblichiamo di seguito la nota della Confcommercio.

    Quanto alla richiesta di Auchan – si legge in una nota di Confcommercio Taranto – ricordiamo che il Regolamento regionale sullo sviluppo e presenza delle grandi strutture di vendita ( n.198 del 22/12/2011) prevede ampliamenti nel limite del 20% della superficie di vendita per le strutture autorizzate da almeno tre anni. Pertanto l’ultima conferenza dei servizi è servita per esaminare “le valutazioni del Comune di Taranto in ordine all’intervento proposto , con particolare riferimento all’ammissibilità dello stesso in rapporto alle previsioni del PRG e degli strumenti territoriali vigenti”.

    Non si tratta comunque di un raddoppio. E’ bene chiarirlo ed è quanto fa sapere a mezzo stampa lo stesso Comune di Taranto. Confcommercio dal suo canto, intende verificare se vi siano le condizioni di rispetto della normativa edilizia ed urbanistica. Di qui la richiesta di accesso agli atti inoltrata al Comune di Taranto già nel marzo scorso, necessaria per valutare se vi siano le condizioni per intraprendere eventuali nuove azioni giudiziare nei confronti di questa nuova richiesta di Auchan Spa.

    Al di là della ultima vicenda in corso, è importante sottolineare che dal punto di vista politico vi è un preciso orientamento del Comune di Taranto, sancito dal ‘NO’ espresso dal Consiglio comunale, al progetto di raddoppio, nel dicembre del 2014. Un voto che trovava fondamento nella necessità di valorizzare il tessuto commerciale urbano e di dare seguito a progetti di riqualificazione delle aree urbane del commercio. Una volontà politica che ci attendiamo di vedere confermata da politiche di governo del territorio realmente orientate a valorizzare le aree urbane, a partire dal Borgo di Taranto interessato più di altre aree cittadine da un rapido processo di svuotamento e di degrado di ampie porzioni di territorio. Aver fermato il raddoppio di Auchan non significa aver bloccato per sempre le mire espansionistiche della grande distribuzione, e soprattutto non significa aver adottato politiche di sviluppo del commercio urbano“.

    (leggi tutte le notizie su Auchan http://www.corriereditaranto.it/?s=auchan)