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  • Centro Dialisi Torricella, sindacati restano vigili

    Centro Dialisi Torricella, sindacati restano vigili

    La Giunta regionale ha approvato un provvedimento per il Centro Dialisi di Torricella, sbloccando la situazione relativa al fabbisogno di 8 posti rene  nell’ambito della Asl Ta – Torricella con la messa a disposizione per la copertura del fabbisogno disponibile. Quei posti erano venuti meno con la chiusura del centro nell’agosto del 2021 da parte della società proprietaria della struttura (la società NEPHROCARE Spa).

    Resta il fatto che la situazione non si sbloccherà sino a quando non si provvederà ad emettere un nuovo bando per affidare la gestione del centro ad una nuova società (visto che le due istanze precedentemente pervenute sono state bocciate), per la riapertura del centro di fondamentale importanza per la vita di molti pazienti del Distretto sanitario 7, oltre che per i lavoratori interessati dalla vertenza, dopo la dichiarazione di esubero di infermieri ed assistenti da parte del vecchio gestore. Si tratta di due infermieri e due ausiliari dei giorni scorsi.

    Anche se la proposta sul tavolo dallo scorso luglio, sarebbe quella di consentire al Centro Dialisi di Torricella di lavorare in convenzione con la Asl di Taranto, così da consentire la riapertura del centro e porre fine ai problemi di decine di pazienti.

    Per questo i sindacati di categoria impegnati nella vertenza, pur manifestando apprezzamento per il provvedimento. restano ancora cauti.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/28/centro-dialisi-torricella-primi-passi-della-regione/)

    “È un risultato che apprendiamo con particolare soddisfazione e che giunge quando molti consideravano la battaglia ormai perduta. Ma la Cisl Fp non si è mai arresa, percorrendo un cammino tortuoso e avendo come compagni di viaggio il dolore dei pazienti ma anche le loro speranze. Siamo orgogliosi di aver rappresentato i bisogni di una intera comunità. Siamo grati a tutti coloro che in questo cammino ci sono stati accanto, a incominciare dagli amministratori dei territori interessati, dall’associazione dei dializzati e dalla giunta regionale. È la conferma che l’impegno paga, in particolare quando è sostenuto da finalità sociali particolarmente nobili come quelle che il provvedimento regionale ha oggi riconosciuto con la copertura del fabbisogno necessario. E’ ora necessario fare presto e mantenere viva l’attenzione fino a quando le aspettative dei pazienti, unitamente a quelle delle comunità coinvolte, non saranno concretamente realizzate con la riapertura del centro” commentano il segretario Territoriale Sanità privata Flavia Ciraci e il segretario Generale Massimo Ferri della Cisl FP Taranto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/25/centro-dialisi-di-torricella-qualcosa-si-muove3/)

    La UIL FPL Taranto invece manifesta contrarietà “per un provvedimento emanato dalla Regione Puglia fuori tempo massimo che non risolve alcun problema, soprattutto la crisi occupazionale dei lavoratori impiegati nel servizio. Il provvedimento emanato tardivamente della Regione Puglia è solo fumo negli occhi e non garantisce la gestione degli esuberi in quanto in caso di riapertura, il nuovo gestore non ha nessun obbligo di assumere i lavoratori della società Nephrocare”.

    “Quando si è paventata la possibilità di indire addirittura una gara pubblica, siamo rimasti basiti” afferma il segretario generale Emiliano Messina: “Indire una gara pubblica avrebbe comportato uno stravolgimento delle regole attuali per l’autorizzazione e accreditamento di una struttura sanitaria, regolate da leggi nazionali e regionali, e un allungamento dei tempi di 3-4 anni“.

    “Condividiamo le perplessità e le critiche dei Consiglieri regionali Mazzarano e Perrini, da sempre giustamente critici sull’operato della Regione Puglia nella gestione della vertenza Centro dialisi di Torricella, in quanto questa Delibera DI Giunta non risponde ai bisogni del territorio e dei lavoratori e giunge tardivamente senza fornire soluzioni. Dalle informazioni trasmesse dal Sindaco di Torricella a seguito di nostra formale richiesta e apprese anche in sede di audizione in III Commissione Sanità, pendono in Regione diverse istanze di autorizzazione all’apertura di un nuovo Centro dialisi, quindi non si comprende l’utilità e necessità di approvare una Delibera di Giunta quando le procedure di autorizzazione e accreditamento sono disciplinate già per legge” prosegono dalla Uil FP.

    “Su questa vicenda ci sono numerosi punti oscuri su cui vogliamo chiarezza ed andremo fino in fondo anche interessando se necessario la magistratura e i NAS come abbiamo già fatto nel mese di novembre 202″ sottolinea ancora Emiliano Messina. “Stravolgere le regole del gioco ed allungare i tempi della procedura invece di accorciarli, senza fornire in maniera trasparente le motivazioni di un provvedimento che rappresenta un unicum nel panorama della sanità pugliese, ci lascia perplessi. Ma Taranto è abituata a ricevere scarsa attenzione. Come UIL FPL Taranto non siamo per niente soddisfatti del provvedimento regionale e non comprendiamo i facili entusiasmi delle ultime ore: i lavoratori non hanno alcuna garanzia di essere assunti dal nuovo gestore, anzi la crisi occupazionale resta aperta e il Centro dialisi non ha alcuna garanzia di riaprire a breve. Se il provvedimento fosse stato emanato prima, in presenza di istanze da parte di alcuni soggetti imprenditoriali, forse oggi avremmo una speranza e saremmo stati nelle condizioni come sindacato maggiormente rappresentativo nel Centro dialisi di Taranto di salvaguardare i posti di lavoro. Come al solito il sindacato rimane l’unico baluardo a tutela dei cittadini e dei lavoratori che con cognizione di causa contesta provvedimenti inutili e fumosi” concludono dalla segreteria territoriale UIL FPL Taranto.

    (leggi gli articoli sulla vertenza https://www.corriereditaranto.it/?s=centro+dialisi&submit=Go)

  • Spazi pubblici più accoglienti in tre quartieri

    Spazi pubblici più accoglienti in tre quartieri

    Grande partecipazione per l’evento finale di TarGET-le mani sulla città, il progetto del Comune di Taranto in partenariato con Programma Sviluppo e Associazione Obiettivo Borgo Antico Taranto e realizzato con il contributo di Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e ANCI, nell’ambito del bando Fermenti in Comune.

    Nella mattinata di ieri mercoledì 21 settembre, i ragazzi che hanno preso parte alle attività hanno presentato al vicesindaco Fabrizio Manzulli e ai partner del progetto, i risultati del loro lavoro e simbolicamente consegnato alla comunità tre spazi pubblici, resi più accoglienti e inclusivi.

    Da giugno alla prima settimana di agosto, i 30 ragazzi beneficiari del progetto, sono stati impegnati in una serie di sopralluoghi nei tre quartieri della città (Salinella, Tamburi e città vecchia) per raccogliere informazioni utili sulla vivibilità degli spazi pubblici e analizzare esigenze e desideri provenienti dalla popolazione residente.

    Un bel momento di condivisione e co-progettazione urbana, portato avanti insieme a Marica Girardi, esperta di processi partecipativi e culturali, al termine dei quali sono stati individuati gli interventi di urbanismo tattico da realizzare in tre aree periferiche.

    L’ascolto, la condivisione e il coinvolgimento dei residenti sono stati determinanti per l’individuazione degli interventi da attuare per la piena fruizione dei luoghi.

    “Abbiamo redatto un documento programmatico contenente una dettagliata analisi del territorio in riferimento a sei macro temi (verde e ambiente, relazione con il mare, spazi pubblici, trasporti e viabilità, turismo e accoglienza, cultura) – ha spiegato Marica Girardi -. I ragazzi hanno osservato i luoghi cercando di avere uno sguardo tecnico individuando punti di forza e debolezza. Un processo che li ha portati a prendere consapevolezza delle loro capacità di proporre idee progettuali per rendere la città più accogliente anche per le nuove generazioni”.

    Il primo spazio urbano riqualificato è al quartiere Salinella, area già interessata da operazioni di urbanismo tattico grazie al progetto Trust che ben si prestava alla realizzazione di ulteriori interventi di valorizzazione del tessuto urbano.

    I tutor/designer Gabriella Mastrangelo, Peppe Frisino e Mario Pagnottella, insieme ai ragazzi del progetto TarGET, hanno infatti individuato un’area, tra via Lago di Bracciano e via Lago di Monticchio, in cui realizzare un’opera d’arte orizzontale e di un allestimento in legno permanente.

    La necessità e la voglia degli adolescenti del quartiere di continuare a giocare per strada hanno permesso al gruppo di realizzare un playground creativo da utilizzare per attività sportive.

    Muniti di pittura e pennelli, i ragazzi hanno trasformato una piazza in un campetto di calcio, colorato e dal design innovativo e consentito la riappropriazione da parte degli abitanti, di uno spazio prima inutilizzato. A ciò si è aggiunta anche la costruzione di una panchina in legno con struttura ombreggiante, il cui scopo è far vivere meglio lo spazio urbano.

    Le attività sono poi proseguite al quartiere Tamburi. In continuità con la volontà del Comune di Taranto, si è deciso di costruire nel Piazzale Democrate nuove panchine in legno per incrementare la fruizione di un’area già interessata negli anni scorsi, da interventi di rigenerazione urbana. Questo allestimento temporaneo ha permesso ai ragazzi di sviluppare il concetto di cura del luogo e dello spazio pubblico e lavorare in maniera collaborativa per riqualificarlo. Le sedute già esistenti sono state infatti restaurate e ne sono state costruite di nuove. I ragazzi hanno vissuto la vita del Piazzale in maniera collettiva, interagendo con chi vive quello spazio.

    Per l’ultimo intervento di urbanismo tattico ci si è spostati in Città Vecchia, sul lungomare pedonale di via Garibaldi. Il progetto creativo pensato per quest’area pubblica rappresenta una vera e propria performance artistica. L’obiettivo era rendere più accogliente quel luogo attraverso la realizzazione, l’allestimento e la collocazione di coperture parasole e sedie sdraio pieghevoli.

    Si è partiti, anche in questo caso, dallo studio del luogo e dal costante dialogo con gli abitanti per l’installazione degli elementi d’arredo nel contesto urbano.

    “Gli interventi, realizzati in co-progettazione con i partecipanti, hanno permesso alle ragazze e ai ragazzi un primo vero approccio all’urbanismo tattico attraverso svariate tipologie di materiali e tecniche – spiegano i tutor -. La grande partecipazione ed il vivo interesse per le attività svolte hanno donato grande entusiasmo ai lavori, contagiando gli abitanti dei quartieri che hanno accolto calorosamente le attività, incoraggiandole e supportandole senza riserve. Siamo molto soddisfatti e positivamente sorpresi dai risultati raggiunti e dalle reazioni”.

    A conclusione del progetto è stato inoltre realizzato, a cura di Nicola Sammarco, referente di Obiettivo Borgo Antico e partner del progetto, un cortometraggio in Cut-out, una tecnica di animazione che utilizza pezzi di carta ritagliata e fotografati in sequenza per creare l’illusione del movimento.

    Nell’ambito del progetto sono state realizzate anche attività collaterali. L’associazione “Ethra- Archeologia e Turismo” ha organizzato una serie di bike tour cercando di mettere in rete i tre quartieri coinvolti dagli interventi di urbanismo tattico, mentre l’associazione “Mangrovie” ha sviluppato “Zippr”, un contenitore digitale che raccoglie e rende fruibile il patrimonio culturale presente a Taranto.

    “Sono particolarmente orgoglioso dei risultati di questo progetto, soprattutto per la passione dei ragazzi, dei partner e dei tutor che, nonostante le difficoltà di un commissariamento durato circa 6 mesi, hanno portato avanti le attività con determinazione – ha commentato il vice sindaco Fabrizio Manzulli -. A questo progetto ora vogliamo dare continuità affinché i nostri giovani possano essere sempre più parte attiva e protagonisti del cambiamento”.

    “Sono contento che Programma Sviluppo sia stata parte attiva di questa iniziativa. I risultati sono straordinari. I ragazzi hanno fatto qualcosa di incredibile per il territorio e mi complimento per il loro lavoro – ha detto Silvio Busico, direttore generale di Programma Sviluppo -. Giunti al termine, posso affermare con assoluta certezza che questo è uno dei più bei progetti posti in essere e ringrazio l’amministrazione per questa opportunità”.

    (leggi gli articoli sul progetto https://www.corriereditaranto.it/?s=target&submit=Go)

  • Vuocher Digitali 4.0: ecco il nuovo bando

    Vuocher Digitali 4.0: ecco il nuovo bando

    “I Voucher digitali sono arrivati alla quinta edizione e quest’anno sono felice di comunicarvi che abbiamo messo 400mila euro a disposizione delle imprese tarantine. Lo avevo annunciato in estate e con il segretario generale abbiamo trovato il modo per incrementare in modo significativo i fondi del Punto Impresa Digitale, ipoteticamente superando lo stanziamento dell’anno scorso”. Così il Commissario Straordinario della Camera di commercio di Taranto, on. Gianfranco Chiarelli nel corso della odierna conferenza stampa di presentazione del nuovo bando voucher digitali 2022, erogati dal Punto Impresa Digitale e finalizzati a sostenere le iniziative di digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici, aventi sede legale nella provincia di Taranto.

    «Il nostro Centro Studi Tagliacarne ha confermato che il 67% delle imprese sentite nell’ambito di una recentissima indagine non ha ancora fatto investimenti in tecnologie 4.0, quota che sale al 70% nel Mezzogiorno. Questo denota una ritardo che va man mano colmandosi per gli aspetti di base, come dimostra il miglior posizionamento dell’Italia nella classifica dell’indice DESI, ma che ancora non consente al sistema imprenditoriale, soprattutto ai più piccoli, di affrontare tecnologie fondamentali come big data e intelligenza artificiale. Il PNRR sarà occasione per investire anche in questo senso, ma intanto noi, come Camera di commercio, continuiamo a fare la nostra parte e credo che le aziende gradiscano molto questo genere di Bandi, considerato il grande successo riscontrato in questi anni”.

    “I PID, oltre ad erogare i voucher di cui parliamo oggi – ha aggiunto il Commissario – offrono informazione e formazione in questo ambito e mettono a disposizione una serie di strumenti di valutazione del grado di maturità digitale delle imprese, delle competenze digitali di studenti e lavoratori e, novità di quest’anno, il Checkup Sicurezza IT  – sia in autovalutazione, sia con l’intervento degli esperti di InfoCamere – per aiutare l’impresa a capire i rischi informatici ai quali è esposta”. 

    Il segretario generale Claudia Sanesi ha sottolineato la rilevanza dell’impegno assunto dalla Camera di commercio e descritto in dettaglio le spese ammissibili: “Le domande potranno essere presentate dalle ore 12.00 del 12 settembre sino alle ore 24.00 del 28 settembre 2022, esclusivamente in modalità telematica. Invito le imprese del territorio a cogliere questa opportunità e a rivolgersi ai nostri Uffici per tutti i chiarimenti preventivi alla richiesta di contributo“. Presente anche il Responsabile del Procedimento, Francesco Maraglino che ha evidenziato i tratti salienti dell’Avviso, descrivendo anche le tecnologie abilitanti che possono essere introdotte dall’impresa e finanziate grazie ai voucher camerali.

    “La struttura tecnica del nostro PID – ha concluso l’on. Chiarelli – lavora per facilitare l’ingresso del nostro sistema imprenditoriale nella transizione digitale, sia per la manifattura sia per i servizi: essa non è più rinviabile, c’è il modo di affrontarla – i servizi di cui ho parlato ed i voucher da 10mila euro ne sono esempio, ed abilita la transizione ecologica. Non è più tempo di dibattere fra scettici e tecnottimisti. Bisogna farlo nel migliore dei modi e subito, per incrementare al massimo la capacità competitiva anche nei confronti del resto del mondo e contribuire a far raggiungere al Paese gli obiettivi del decennio digitale europeo. Innovarsi per competere: è questo il vero motore della crescita“.

    Il bando e la modulistica saranno disponibili a partire dalle prossime ore sul sito www.camcomtaranto.com.

  • Xylella, Regione aggiorna su attuazione avviso pubblico

    Xylella, Regione aggiorna su attuazione avviso pubblico

    “Non è corretto sentir parlare di lentezza della macchina amministrativa regionale nella gestione di una delle più importanti misure a sostegno degli olivicoltori – dichiara l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia – per ripristinare il potenziale produttivo con varietà resistenti e rigenerare il patrimonio olivicolo salentino flagellato dalla Xylella. Un bando come quello dedicato al ‘Reimpianto di olivi in zona infetta’, è noto, deve avere necessariamente determinati requisiti per l’erogazione di fondi pubblici, tra cui le attestazioni di regolarità contributiva da parte del richiedente e le certificazioni antimafia. Trattasi di strumenti a garanzia della legalità che rallentano oggettivamente i tempi. Ed è proprio per questo che insieme ad Arif abbiamo richiesto all’INPS la possibilità di inoltrare richieste massive per i DURC e non per singolo beneficiario”.

    “Abbiamo lavorato alacremente in questi anni – prosegue Pentassuglia – per dare concretezza a un intervento strategico per il futuro del nostro territorio. Lo dimostrano le interlocuzioni serrate della Regione Puglia con il Ministero dal 2020 – ricorda l’assessore – per rendere operativa una delle misure più attenzionate del Piano di rigenerazione olivicola, cui immediatamente è seguito l’emanazione del bando regionale. Abbiamo, altresì, proposto e ottenuto come Regione una rimodulazione del Piano – come deliberato nel tavolo ministeriale dell’11 novembre 2021 – con ulteriori risorse in favore della medesima misura dedicata ai reimpianti. Questo per far fronte alle numerose domande pervenute, in forma singola e collettiva, e far scorrere ufficialmente la graduatoria. Arif, a tal proposito, sta già istruendo le oltre 300 domande oggetto di scorrimento per velocizzare i tempi, nell’attesa si concluda l’iter di perfezionamento del decreto ministeriale dello scorso maggio 2022 – il cui visto da parte della Corte dei Conti è solo dello scorso agosto – che ci consentirà la successiva variazione di bilancio regionale”.

    “A pochi mesi dalla pubblicazione del bando ‘Reimpianto ulivi in zona infetta’ abbiamo, com’è noto, pubblicato a inizi del 2021 le graduatorie. In sede di comitato di sorveglianza nel febbraio 2021 abbiamo, inoltre, richiesto al Ministero ulteriori risorse per poter avere un’assistenza tecnica e un software adeguati che ci consentisse di velocizzare le procedure istruttorie. Un’istanza soddisfatta da parte del ministero solo a fine 2021. A seguire, abbiamo emesso celermente i decreti di concessione a dimostrazione dell’attività svolta dai nostri Uffici regionali che hanno lavorato tutte le pratiche istruite dall’Arif e concesso i relativi contributi che verranno liquidati una volta realizzati i progetti di reimpianto. Si tratta di tre provvedimenti di concessione già pubblicati per i quali sono state già inoltrate le pec, più un quarto provvedimento del 31 agosto 2022 che riguarda ben 220 beneficiari, in attesa del controllo in ragioneria. Parliamo – rende noto l’assessore -, di un numero di domande in forma collettiva richiedenti un importo pari 22 milioni e 600 mila euro circa e di domande in forma individuali pari a circa 200 milioni di euro”.

    “Vorrei ricordare – precisa ancora l’assessore – che questa importante misura non è un mero intervento per ristorare a fondo perduto gli olivicoltori, ma prevede il sostegno per progettualità strategiche di medio lungo periodo per le imprese e il territorio pugliese. Come tale, la procedura è soggetta a controlli e a una attività istruttoria complessa, ma che – conclude – si concluderà nel più breve tempo possibile con l’erogazione di risorse che sono di diritto dei richiedenti”.

    (leggi tutti gli articoli sulla Xylella https://www.corriereditaranto.it/?s=xylella&submit=Go)

  • Gelate 2021, via al bando della Regione

    Gelate 2021, via al bando della Regione

    E’ stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’avviso pubblico, rivolto agli agricoltori, a sostegno dei costi derivanti dalle pratiche agronomiche straordinarie necessarie per la ripresa delle coltivazioni nei territori pugliesi colpiti dalle gelate di marzo-aprile 2021.

    Con questo intervento, come fa sapere l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, si dà l’avvio alla procedura per il riconoscimento di contributi per la realizzazione di pratiche agronomiche atte a ristrutturare e conservare il potenziale agricolo colpito dalle nevicate e gelate primaverili dello scorso anno. Il bando consente di dare piena attuazione a quanto contenuto nella legge di stabilità regionale 2022, approvata in Consiglio lo scorso 30 dicembre, riguardante proprio le disposizioni a sostegno delle pratiche agronomiche straordinarie per la ripresa delle coltivazioni nelle aree colpite da gelate a seguito dell’emanazione della declaratoria dello stato di calamità da parte del Ministero delle Politiche Agricole.

    L’avviso prevede un contributo complessivo pari a 1.000 euro per ettaro ed è rivolto alle imprese agricole ricadenti nei comuni di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, di Trinitapoli nella BAT, di Grumo Appula in provincia di Bari, di Castellaneta, Ginosa, Massafra, Palagianello, Palagiano e Grottaglie in provincia di Taranto, comuni per i quali è stato accertato lo stato di calamità. Il sostegno alle pratiche straordinarie di ristrutturazione e conservazione riguarda terreni coltivati ad uva vino e da tavola, agrumeti, mandorleti e frutteti.

    Il contributo massimo concedibile, nei limiti di quanto previsto dalla dotazione finanziaria, è determinato nella misura massima di 25 mila euro, ai sensi della disciplina degli aiuti ‘de minimis’ nel settore agricolo. Per accedere all’aiuto, il richiedente deve essere un agricoltore in attività, iscritto alla Camera di Commercio nell’elenco speciale degli imprenditori agricoli, titolare di impresa agricola e di fascicolo aziendale.

  • MarTA, accordo per museo aperto

    MarTA, accordo per museo aperto

    Dopo due giorni di confronto e trattative, si è conclusa positivamente la vertenza del Museo Archelogico di Taranto. La direzione del MarTa e i sindacati di categoria Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa di Taranto, hanno firmato un protocollo che prevede l’esclusivo utilizzo del personale interno durante le aperture domenicali e nei festivi nei mesi di luglio, agosto e settembre e nella prima domenica di ottobre, senza più dover fare ricorso agli istituti di vigilanza privata.

    Ciò potrà avvenire grazie all’impegno del ministero dei Beni Culturali, che si è impegnato a stanziare un importo pari a 24.522,96 euro proveniente dai fondi residuali del Piano di Valorizzazione 2022, consentendo rotazioni retribuite ai dipendenti del museo di Taranto. Che per ogni turno di lavoro sranno in tutto otto (6 aggiuntivi +2).

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/04/anche-al-marta-troppo-pochi-e-precari/)

    Torna dunque il sereno nelle relazioni tra i sindacati e la direttrice del museo, Eva Degl’Innocenti, dopo le organizzazioni sindacali avevano ritirato la loro firma dal progetto di valorizzazione delle domeniche, con la contestazione della mancata remunerazione del lavoro aggiuntivo (il caso è definitivamente esploso dopo la mostra organizzata dal Medimex). Il che aveva portato in un primo momento la direzione del MarTA, ad annunciare la chiusura del museo archeologico per domenica 3 luglio a causa di carenza di personale (prima domenica del mese e quindi gratutia per i visitatori e nel weekend del campionato nazionale italiano di Aquathlon che ha portato a Taranto quasi 400 atleti iscritti per le gare, con la struttura che ha registrato 300 ingressi, con i visitatori che sono stati accolti e osservati da 9 vigilanti per turno, di cui 7 privati e 2 interni al museo.). Il caso venne ‘risolto‘ in fretta e furia dall’intervento diretto del ministero con il ricorso all’utilizzo della vigilanza privata. Un’azione che per lavoratori e sindacati è stata un atto di forzatura nei confronti delle loro legittime rimostranze e proteste. E che contrasta con il Codice dei beni culturali che prevede espressamente che per determinati compiti sia utilizzato personale interno, in quanto connessi ai delicati compiti di salvaguardia del patrimonio prezioso custodito nel Museo, dei visitatori e del personale stesso. Un’azione, quella del ministero, salutata con giubilo dalla politica locale e nazionaleatteggiamento istituzionale che ha irritato non poco i lavoratori.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/02/2lunedi-di-protesta-per-lavoratori-marta/)

    Resta sullo sfondo il punto centrale della vertenza locale e nazionale: la strutturale carenza di personaleSoltanto il 14 giugno il ministero dei Beni Culturali ha reso noto quali sono i singoli istituti/luoghi di cultura che hanno necessità di assumere personale, col relativo numero di risorse necessarie per ogni singola sede. Visto che i 1052 vincitori e i 400 idonei del concorso per Afav (Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Ministero della cultura) bandito nell’ormai lontano 2019 dall’allora MIBACT, sono ancora in attesa di essere assunti: per tutti loro i fondi sono già stanziati. Ci si augura che tutti queste 1452 unità entrino in servizio entro la fine del 2022.

    Ma in attesa di queste nuove assunzioni, che a settembre dovrebbero portare in tutta la Puglia non più di una sessantina di unità di cui appena 5 a Taranto (che ha all’attivo 36 unità su un fabbisogno di 80 lavoratori), il problema degli organici ridotti resterà eccome, visto che si trascina da anni.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/01/domenica-il-marta-regolarmente-aperto/)

    Per questo i sindacati chiedono al ministero un piano di assunzioni straordinario, anche a livello amministrativo, visto che senza le necessarie coperture economiche, che si aggiungono agli esodi e ai pensionamenti degli ultimi anni, nemmeno le assunzioni che arriveranno dall’ultimo bando riuscirà a tamponare la situazione. Dunque servirà un intervento strutturale che vada finalmente a risolvere un problema atavico e paradossale nel Paese con più cultura al mondo, la vera materia prima dell’Italia. Un motivo in più per permettere ai lavoratori di questo settore di operare al meglio, attraverso la tutela dei loro diritti e la sicurezza di un lavoro senza più l’ombra della precarietà.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/29/domenica-marta-chiuso-manca-personale/)

  • Anche al MarTA ‘troppo pochi e precari’

    Anche al MarTA ‘troppo pochi e precari’

    Hanno protestato questa mattina all’esterno della prefettura di Taranto (mentre a Roma nelle stesse ore era in corso il sit-in nazionale organizzato dai sindacati all’esteno della sede del ministero dei Beni Culturali) i lavoratori del Museo Archeologico di Taranto insieme ai rappresentanti sindacali di categoria, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, nella giornata di protesta “Contro l’abbandono del Ministero della Cultura”.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/02/2lunedi-di-protesta-per-lavoratori-marta/)

    Non certo un problema di oggi quello della condizione di lavoro per i dipendenti del ministero dei Beni Culturali, che i sindacati non hanno timore nel definire come “una situazione disastrosa per quello che riguarda la condizione organizzativa del Ministero che inevitabilmente incide sulle condizioni di lavoro dei dipendenti”.

    E il caso Taranto, scoppiato la scorsa settimana, ne è asosluto testimone. Con il MarTA che ieri è rimasto aperto (prima domenica del mese e quindi gratutia per i visitatori e nel weekend del campionato nazionale italiano di Aquathlon che ha portato a Taranto quasi 400 atleti iscritti per le gare) soltanto grazie all’intervento diretto del ministero e all’utilizzo della vigilanza privata, dopo che la stessa direzione museale aveva annunciato la chiusura per carenza di personale. Un’azione che per lavoratori e sindacati è stata un atto di forzatura nei confronti delle loro legittime rimostranze e proteste. E che contrasta con il Codice dei beni culturali che prevede espressamente che per determinati compiti sia utilizzato  personale interno, in quanto connessi ai delicati compiti di salvaguardia del patrimonio prezioso custodito nel Museo, dei visitatori e del personale stesso. Ieri il MarTA ha registrato 300 visitatori, accolti e osservati da 9 vigilanti per turno, di cui 7 privati e 2 interni al museo. Un’azione, quella del ministero, salutata con giubilo dalla politica locale e nazionale, un atteggiamento istituzionale che ha irritato non poco i lavoratori.

    Tanto che mercoledì è in programma la riunione online richiesta dalla Direzione generale Musei per provare a risolvere, tra i tanti nodi da sciogliere, anche il conflitto sorto tra dipendenti del MarTa e il vertice del Museo archeologico nazionale di Taranto. Dopo che i sindacati hanno ritirato la loro firma dal progetto di valorizzazione delle domeniche, con la contestazione della mancata remunerazione del lavoro aggiuntivo.

    Al centro della vertenza, ricordano i sindacati, “la drammatica carenza di personale, con appena 10.567 dipendenti in servizio a fronte di una dotazione teorica di circa 19.000 unità, mentre sono fermi i concorsi al 19/21, con numeri peraltro insufficienti”. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa rivendicano quindi un piano straordinario di nuove assunzioni per il Ministero e, allo stesso tempo, denunciano “un quadro di mancato rispetto del contratto”, “l’azzeramento del lavoro da remoto” e “il disinteresse con cui vengono affrontati i temi legati al Pnrr”.

    Sul Pnrr, infatti, i sindacati sottolineano come sia “di vitale importanza anche la questione della mole dei carichi di lavoro dovuti all’attuazione del Pnrr che sino ad ora non sono stati affrontati con la dovuta attenzione, ovvero assolutamente ignorate dal Soprintendente speciale e non corroborate da adeguati interventi occupazionali”. Queste quindi alcune delle ragioni che segnano la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del dicastero guidato dal ministro Franceschini.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/01/domenica-il-marta-regolarmente-aperto/)

    La carenza di personale è dovuta anche al fatto che soltanto il 14 giugno il ministero dei Beni Culturali ha reso noto quali sono i singoli istituti/luoghi di cultura che hanno necessità di assumere personale, col relativo numero di risorse necessarie per ogni singola sede. Visto che i 1052 vincitori e i 400 idonei del concorso per Afav (Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Ministero della cultura) bandito nell’ormai lontano 2019 dall’allora MIBACT, sono ancora in attesa di essere assunti: per tutti loro i fondi sono già stanziati. Ci si augura che tutti queste 1452 unità entrino in servizio entro la fine del 2022.

    Ma in attesa di queste nuove assunzioni, che a settembre dovrebbero portare in tutta la Puglia non più di una sessantina di unità di cui appena 5 a Taranto (che ha all’attivo 36 unità su un fabbisogno di 80 lavoratori), il problema degli organici ridotti resterà eccome, visto che si trascina da anni.

    Per questo i sindacati chiedono al ministero un piano di assunzioni straordinario, anche a livello amministrativo, visto che molti musei autonomi, sono in gran parte scatole vuote, non hanno una struttura amministrativa adeguata, non hanno personale tecnico sufficiente e lo stesso personale vigilanza è ridotto anch’esso ai minimi. E soprattutto chiedono interventi che vadano a ridurre la grande precarietà con la quale convivono da anni i lavoratori del settore. In cui ci sono varie forme di precariato, dalle collaborazioni professionali e false partite Iva fino alla società in House che è che tutela un po’ di più ma che applica il contratto del commercio, fino al mondo delle concessioni che riguarda tutti i servizi dell’offerta nei siti museali, biglietteria e bookshop, ristorazione eccetera. “Ed è un mondo in cui il precariato la fa da padrone, dove i lavori sono troppo pochi e troppo precari” rimarcano dalla Fp Cgil nazionale.

    Infine c’è il capitolo che riguarda il PNRR, perché in capo al ministero dei Beni Culturali ci sono 6,5 miliardi da spendere direttamente e in più è previsto un suo parere vincolante sui progetti e le missioni in capo ad altri ministeri, soprattutto a quello della Transizione ambientale il Mic ha n capo tutti i processi autorizzativi e svolgere l’attività istruttoria in tempi brevissimi), motivo per il quale è stata istituita una Sovrintendenza unica.

    Senza le necessarie coperture economiche, che si aggiungono agli esodi e ai pensionamenti degli ultimi anni, nemmeno le assunzioni che arriveranno dall’ultimo bando riuscirà a tamponare la situazione. Dunque servirà un intervento strutturale che vada finalmente a risolvere un problema atavico e paradossale nel Paese con più cultura al mondo, la vera materia prima dell’Italia. Un motivo in più per permettere ai lavoratori di questo settore di operare al meglio, attraverso la tutela dei loro diritti e la sicurezza di un lavoro senza più l’ombra della precarietà.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/29/domenica-marta-chiuso-manca-personale/)

  • Domenica il MarTA regolarmente aperto

    Domenica il MarTA regolarmente aperto

    Contrordine compagni! A 48 ore dalla comunicazione della chiusura del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, la direzione ha annunciato questa sera che grazie al supporto della Direzione generale Musei del Ministero della Culturadomenica 3 luglio 2022 il Museo Archeologico Nazionale di Taranto sarà regolarmente aperto al pubblico e che, come ogni prima domenica del mesel’ingresso sarà gratuito per tutte le visitatrici e i visitatori.

    In piena stagione estiva e con un flusso di turisti crescente, di domenica ed in occasione campionato nazionale italiano di Aquathlon (che porterà a Taranto quasi 400 atleti iscritti per le gare nel weekend), quella che è la più grande attrazione culturale della città rischiava di restare chiusa per un’intera giornata. Problemi di carenza personale che sono stati anche sollevati dai sindacati nei giorni scorsi, che ha generato un botta e risposta con la direttrice del museo, Eva degl’Innocenti oramai prossima al trasferimento a Bologna.

    La carenza di personale è dovuta anche al fatto che soltanto il 14 giugno il ministero dei Beni Culturali ha reso noto quali sono i singoli istituti/luoghi di cultura che hanno necessità di assumere personale, col relativo numero di risorse necessarie per ogni singola sede. Visto che i 1052 vincitori e i 400 idonei del concorso per Afav (Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Ministero della cultura) bandito nell’ormai lontano 2019dall’allora MIBACT, sono ancora in attesa di essere assunti: per tutti loro i fondi sono già stanziati. Ci si augura che tutti queste 1452 unità entrino in servizio entro la fine del 2022.

    Ma in attesa di queste nuove assunzioni, che a settembre dovrebbero portare in tutta la Puglia non più di una sessantina di unità di cui appena 5 a Taranto, il problema degli organici ridotti resterà eccome, visto che si trascina da anni. Per questo lunedì 4 luglio è prevista una prima mobilitazione nazionale dei lavoratori del Mic, con un presidio anche sotto la Prefettura di Taranto, mentre il 13 luglio ci sarà l’assemblea nazionale di tutti i lavoratori del Mic). A breve si terrà anche un tavolo tra le organizzazioni sindacali e la Direzione Generale Musei del ministero dei Beni Culturali, proprio con al centro la disputa sul progetto della valorizzazione delle domeniche, dal quale i sindacati hanno ritirato la firma in quanto il lavoro aggiuntivo per i dipendenti non verrebbe remunerato. Senza le necessarie coperture economiche, che si aggiungono agli esodi e ai pensionamenti degli ultimi anni, nemmeno le assunzioni che arriveranno dall’ultimo bando riuscirà a tamponare la situazione. Dunque servirà un intervento strutturale che vada finalmente a risolvere un problema atavico paradossale nel Paese con piacere cultura al mondo.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/29/domenica-marta-chiuso-manca-personale/)

  • Pesca, avviso pubblico Regione a sostegno marinerie

    Pesca, avviso pubblico Regione a sostegno marinerie

    Pronto l’atteso intervento per sostenere le marinerie pugliesi colpite dall’aumento dei costi del gasolio. La Regione Puglia, attraverso uno stanziamento straordinario di circa 3 milioni euro, ha emanato l’avviso pubblico (pubblicato nel BURP n. 70 del 23 giugno 2022), per ristorare le imprese del settore della pesca e della mitilicoltura pugliesi colpite dalla grave crisi energetica attraverso un contributo straordinario.

    “A pochi giorni dal via libera in Giunta regionale delle risorse straordinarie stanziate per il comparto della pesca – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura – abbiamo pubblicato il bando che consentirà, in tempi ragionevolmente contenuti, un’immediata boccata d’ossigeno per i pescatori pugliesi costretti a fermare le proprie attività a causa di un aumento sconsiderato dei costi del gasolio. Come Regione abbiamo sin da subito accolto e condiviso le istanze di un settore produttivo fortemente in affanno per le misure restrittive di contenimento della pandemia, prima, e adesso per lo shock dei prezzi della materie prime energetiche causato dal conflitto russo ucraino. Grazie al lavoro sinergico tra Dipartimento al Bilancio e Dipartimento Agricoltura siamo riusciti a recuperare risorse in grado di dare immediate iniezioni di liquidità alle nostre marinerie, che potranno beneficiare di un contributo dell’importo non superiore ai 35 mila euro, sulla base delle tipologie di imbarcazioni in possesso. Siamo consapevoli che servono ulteriori interventi in grado di risollevare un settore strategico per la tenuta della nostra economia e che riguarda la vita di migliaia di famiglie che vivono di un’attività tanto straordinaria quanto faticosa ma essenziale per tutti”.

    “Vorrei sottolineare che come Regione – rassicura l’assessore -, con il supporto prezioso delle Capitanerie di Porto, manteniamo alta la guardia specie sui tavoli nazionali che ci vedono in prima linea nel raggiungimento di obiettivi che riguardo scelte e strategie in grado di rafforzare l’intero sistema della pesca e dell’acquacoltura, anche attraverso il supporto ad investimenti che migliorino la competitività, redditività e sostenibilità delle imprese. In questo quadro urge – e lo rappresenteremo con forza al governo – avere risposte immediate per usufruire di diritto delle risorse del FEAMP e del FEAMPA 2021-2027”.

  • Regione candida progetto palazzo Frisini

    Regione candida progetto palazzo Frisini

    Sono cinque le candidature presentate da Adisu Puglia al V bando nazionale della legge 338/2000 che prevede un cofinanziamento da parte dello Stato fino al 75% del costo per la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari. Tra queste, tre riguardano i progetti esiti dei concorsi di progettazione previsti nell’ambito del progetto regionale Puglia Regione Universitaria ovvero: l’ex Caserma Cimarrusti di Lecce, Palazzo Frisini di Taranto e l’ex Cassa Mutui Artigiani di Brindisi.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/04/12/palazzo-frisini-rinascera-scelto-il-progetto/)

    “Si tratta di grande opportunità per la Puglia”, ha commentato l’assessore all’Istruzione della Regione Puglia che aggiunge “potremo contare su un importante apporto nazionale che ci permetterà di rilanciare fortemente il profilo universitario delle città pugliesi. Il bando nazionale, inoltre, prevede che, nel caso in cui le candidature presentate riguardino il recupero di edifici pubblici, come nel caso della Puglia, potrà essere valorizzato come quota di cofinanziamento il valore dell’immobile candidato; questo consentirebbe all’amministrazione regionale di avviare a costo zero importanti processi di rigenerazione urbana con il recupero di edifici storici pubblici, trasformandoli in spazi a disposizione delle comunità studentesche e delle città. L’housing universitario, insieme agli cinque temi previsti nel progetto Puglia Regione Universitaria rientrano in una visione strategica a cui stiamo lavorando da tempo su cui continueremo a lavorare, coinvolgendo sempre tutti gli attori del territorio”, ha concluso l’assessore.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/12/18/palazzo-frisini-spiragli-di-futuro/)

    Per le candidature al bando nazionale della Legge 338/2000, è stato di fondamentale importanza l’approccio interistituzionale che ha il visto il contributo di Puglia Valore Immobiliare che ha messo a disposizione l’ex Cassa Mutui Artigiani di Brindisi, la Provincia di Taranto che ha messo a disposizione Palazzo Frisini, la Provincia di Lecce che ha messo a disposizione l’ex Caserma Cimarrusti, nonché quello fornito dalle amministrazioni comunali.

    I progetti presentati sono il risultato dei concorsi di progettazione promossi dall’Assessorato all’Istruzione della Regione Puglia in sinergia con le agenzie regionali per il diritto allo studio, Adisu Puglia, per la progettazione, Asset, e con il Consiglio Nazionale degli Architetti. I concorsi erano articolati in due gradi: nel primo grado i partecipanti, in totale 105 gruppi, dovevano elaborare un’idea progettuale, le migliori cinque proposte passavano al secondo grado per essere sviluppate, nel rispetto degli standard dimensionali e qualitativi e completi di tutti servizi di supporto alla didattica, alla ricerca e alle attività culturali e ricreative.

    Dei cinque concorsi in programma, tre si sono conclusi nelle scorse settimane con proposte progettuali di altissimo livello che accedono oggi al V bando nazionale della legge 338/2000 per la realizzazione di alloggi e residenze universitarie.

    (leggi tutti gli articoli sul Palazzo Frisini https://www.corriereditaranto.it/?s=palazzo+frisini&submit=Go)