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  • Aeroporto di Grottaglie, “basta scuse”

    Aeroporto di Grottaglie, “basta scuse”

    Una città senza collegamenti è una città senza cultura. Tutti d’accordo sulla riflessione emersa dalla seduta monotematica del Consiglio comunale, riunitosi nel pomeriggio del 20 ottobre per discutere del rilancio e dell’apertura ai voli commerciali di linea dell’aeroporto di Grottaglie.

    Una proposta del consigliere comunale di FdI, Luca Lazzaro, e condivisa da tutta l’opposizione.

    Argomento non nuovo, oseremmo anzi dire un vero e proprio cavallo di battaglia, soprattutto nel periodo elettorale; non è mancato, infatti, chi ha sottolineato il posizionamento temporale poco felice della convocazione, in piene elezioni regionali.

    Dibattito dai toni moderati, caratterizzato dalla volontà unanime di mettere da parte le divisioni politiche per fare fronte comune in vista del raggiungimento dell’obiettivo.

    La seduta inizia con la lettura della mozione da parte di Luca Lazzaro, la maggioranza risponde con una contro-proposta letta dalla consigliera del Pd, Alexia Serio.

    Si passa poi all’ascolto delle proposte di associazioni e movimenti di cittadini: da un lato il Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie, dall’altro il Movimento Cittadino Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie, Taranto diritto di volare, Benvenuti a Taranto e Comitato Taras Futura. 

    Di questi ultimi quattro movimenti si fa portavoce Cinzia Amorosino: “Si ha forse paura di Taranto e del suo potenziale? – si chiede – Non esigere rispetto da parte di chi ci tiene ingiustamente sotto scacco da anni equivale ad esserne complici, è ora di dire basta”.

    Anche Walter Fischetti del Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie non le manda a dire: “Lo studio Paleari? Per il MIT non ha alcuna valenza al fine della continuità territoriale”.

    Qui, però, ci tocca fare un passo indietro per ricapitolare quanto avvenuto negli ultimi anni: esiste, infatti, una legge per la continuità territoriale (Legge 289/2002) che prevede l’attivazione di collegamenti aerei tramite Oneri di Servizio Pubblico (OSP), valida anche per lo scalo di Grottaglie. A seguito del sollecito che il Governo ha operato nei confronti della Regione a più riprese e al fine di avviare la procedura di riconoscimento, Aeroporti di Puglia ha commissionato all’ICCSAI dell’Università di Bergamo uno studio che “propone un’analisi scientifica e statistica sulla perifericità dei territori interessati e sulla domanda di trasporto aereo potenziale” e dovrebbe costituire la base per l’avvio dell’iter. Il documento (noto anche come studio Paleari dal nome dell’estensore, il prof. Stefano Paleari) è stato trasmesso al MIT lo scorso 3 aprile ma non è stato reso pubblico: in breve, non se ne conosce il contenuto ma, a detta di Fischetti, il MIT lo avrebbe già sconfessato come “inutile” ai fini della continuità territoriale.

    L’ENAC e Aeroporti di Puglia (AdP), inoltre, hanno firmato un contratto di programma per il quadriennio 2024-2027, che prevede investimenti per oltre 218 milioni di euro per lo sviluppo della rete aeroportuale pugliese, inclusa la parte relativa a Taranto-Grottaglie, per la quale sarebbero stanziati 50 milioni di euro. Il contratto stabilisce obiettivi di investimento, qualità, sicurezza, tutela ambientale e sostenibilità economica per tutti gli aeroporti gestiti da AdP (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie) ma, allo stato attuale dei fatti, l’aeroporto ionico è bloccato in un perenne stato di attesa.

    I comitati esprimono un’unica volontà: “Basta con la storiella dei voli charter, della vocazione industriale e delle missioni spaziali, bisogna aprire ai voli di linea e non solo per il periodo dei Giochi del Mediterraneo 2026″.

    Al dibattito interviene anche il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, che ritiene che la questione si possa risolvere solo con un tavolo tecnico al quale siano presenti tutti gli attori coinvolti e sottolinea la natura essenzialmente politica della questione, affermando che senza una volontà univoca dell’intera filiera sia tutto inutile. Prende parola anche Cosimo Ciura, sindaco di Monteiasi: “Su questioni così importanti non si facciano battaglie politiche ma si uniscano le forze per far fronte comune”.

    È poi la volta del presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, Vincenzo Cesareo: “Non mi costa fare un’ora e mezza di viaggio per raggiungere Brindisi, mi scandalizza che una delle piste più lunghe d’Italia giaccia in gran parte inutilizzata: non è necessario metterci in competizione con Brindisi, l’utenza è sufficiente per entrambi gli scali”.

    Anche l’onorevole Dario Iaia (FdI) e il senatore Mario Turco (M5S) esprimono la propria opinione in merito: per il primo “è necessario difendere la tarantinità, unendo forze politiche di colore diverso, ma caratterizzate dallo stessa appartenenza geografica”, per il secondo è fondamentale avviarsi alla convocazione delle Conferenze dei servizi ma non è necessario vincolarsi ad Aeroporti di Puglia, se non rappresenta la volontà locale.

    Si apre, infine, il dibattito tra i consiglieri comunali, i cui interventi riprendono la necessità di dotare Taranto di infrastrutture all’altezza di una città che vuole puntare sul turismo e la diversificazione economica, ma anche sulla cultura e che deve evitare lo spopolamento di cui soffre (e che lo studio Paleari, per chi ne ha avuto notizia, sembra confermare).

    Emerge prepotentemente l’isolamento a cui la provincia ionica è relegata da anni per mancanza di collegamenti stradali, ferroviari e aerei adeguati: la sensazione comune è che non ci sia dietro un unico colore politico, bensì la volontà di più parti di “tarpare le ali” ad una città che vive da anni nel torpore delle potenzialità inespresse.

    Il sindaco Bitetti afferma di voler chiedere un sopralluogo sul cantiere (l’aeroporto è infatti oggetto di lavori che dovrebbero terminare a maggio 2026) e si unisce alla volontà comune di “reclamare i diritti di Taranto e dell’intera provincia”.

    Il presidente della massima assise cittadina invita, infine, maggioranza e opposizione a fare sintesi delle due proposte presentate: il documento finale viene approvato all’unanimità.

    Ci sarà, dunque, un impegno formale dell’amministrazione comunale anche nella volontà di esigere che l’aeroporto Marcello Arlotta ospiti voli commerciali di linea; per tradurre il tutto in fatti concreti, però sarà necessaria una comunità di intenti anche con Regione e Aeroporti di Puglia: il che, a giudicare dalla mancata partecipazione alla seduta odierna, non è da ritenersi così scontato.

  • Buon Giorno Taranto…

    Buon Giorno Taranto…

    Dopo alcuni deputati, i sindacati, le associazioni di categoria, effettivamente mancava ancora l’Amministrazione Comunale all’appello, sull’onda lunga dello sciame mediatico dell’argomento trend topic di questi giorni: l’isolamento di Taranto rispetto ai collegamenti con il resto d’Italia.  – https://www.corriereditaranto.it/2023/06/29/isolamento-di-taranto-trend-topic/

    Mai in questi anni gli amministratori dell’ente civico avevano preso seriamente in considerazione la questione. Avevano “sopportato” una stazione da paesello di provincia, senza bar, senza servizi per i viaggiatori e mal collegata con il resto della Penisola.

    Oggi, invece, registriamo ben due comunicati stampa. In ordine temporale prima ha detto la sua l’Assessore alla Mobilità Sostenibile, Mattia Giorno che addossa tutta la colpa all’attuale Governo:” Sta isolando Taranto dal resto d’Italia, cancellando nei mesi estivi, che dovrebbero essere i più intensi per il territorio ionico-salentino, la tratta Taranto-Battipaglia-Salerno-Roma-Milano. È un fatto gravissimo per il quale non possiamo tacere. Taranto merita e pretende rispetto per i suoi cittadini e per le opportunità che i collegamenti ferroviari apportano alle città”.

    Poi ha fatto seguito l’intervento del sindaco, Rinaldo Melucci: “Quanto il Governo rispetti Taranto è un dato che, in questi giorni, possiamo misurare grazie alla cronaca: mentre altre comunità celebrano collegamenti ferroviari diretti, con tanto di placet ministeriale, Taranto deve fare i conti con un isolamento che urla vendetta. I trasporti sono solo una parte del quadro ben più ampio che vede la nostra città stagliarsi in lontananza, rispetto alle attenzioni dei palazzi romani”.

    Insomma l’errore di buttarla in “caciara” politica, come accaduto con il dossier Giochi del Mediterraneo, protagonista il centrodestra locale, ora lo commette anche il centrosinistra, con la faccenda dei collegamenti ferroviari.

    Ma tutta questa gente, in questi anni, dove ha vissuto? Taranto è isolata da tempo dal resto d’Italia: nessun aeroporto (a proposito sulla vicenda attendiamo le risposte alle  domande che abbiamo inviato al presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile), collegamenti ferroviari con il lumicino a rischio ulteriore riduzione, autostrada che termina a oltre 35 km.

    Programmazione e concertazione sono parole sconosciute al nostro territorio quando si parla di turismo. Da ora bisogna pensare alla prossima stagione estiva. Questa ormai è andata…Le prese di posizioni attuali lasciano il tempo che trovano.