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  • L’estate e la voglia di birra…

    L’estate e la voglia di birra…

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    Oggi una bottiglia di birra su tre bevuta in Italia è prodotta da Heineken, la multinazionale olandese, che con quasi 7 milioni di ettolitri, è il primo produttore del Paese. Un’azienda radicata nei suoi luoghi di produzione – tra questi lo stabilimento di Massafra uno dei più performanti del gruppo, che in questi anni ha investito sui marchi rappresentativi dell’italianità come Birra Moretti, Ichnusa e Birra Messina, ottenendo grossi riscontri di vendite.

    In Italia consumiamo 36 litri di birra pro capite all’anno ed il mercato offre ormai e la un’ampia varietà di stili, marchi e formati. Quello della birra è un segmento in netta espansione che presentata una vasta varietà di offerte, tra queste quelle a bassa gradazione alcolica o addirittura analcolica sull’onda delle campagne sulla guida sicura e della crescente attenzione al benessere.

    Alla qualità delle birre in bottiglia più vendute nel nostro Paese ha dedicato un lungo servizio il programma di Rai Tre Report, affidandosi al giudizio di un mastro birraio e di un esperto spillatore. L’esito è stato poco confortante per le cosiddette birre industriali mentre le birre artigianali ne escono piuttosto bene. Nessuna di quelle prese in considerazione hanno superato la sufficienza a causa delle critiche sull’eccessiva alcolicità, il sapore troppo spesso zuccherino e l’ampio utilizzo di CO₂ che può causare disturbi allo stomaco, mal di testa e alterare il gusto del prodotto.

    Ne abbiamo parlato con Ilaria Zaminga, External Communication Manager Heineken Italia che ieri è stata allo stabilimento di Massafra per presentare la nuova e allegra veste grafica delle birre Dreher.

    Le abbiamo chiesto un commento su quanto emerso dalla trasmissione, considerato che la birra industriale probabilmente ne esce un pò con le ossa rotte.  “Non sono totalmente d’accordo sul fatto che la birra industriale esca con le ossa rotte. Quello che abbiamo visto sono dei pareri personali. E’ un tema di gusto, non è un tema di qualità” – spiega con tranquillità la manager di origini pugliesi “Come il presidente di Assobirra ha anche dichiarato in trasmissione, non esiste una contrapposizione tra birra industriale e birra artigianale. Esiste il comparto della birra che cresce e che vogliamo far continuare a crescere grazie al contributo delle birre artigianali e a quello delle birre industriali, che rappresentano la più grande percentuale di birre nel nostro Paese. Il settore della birra è un settore con delle potenzialità enormi.  Oggi in Italia abbiamo ancora uno dei tassi di consumo pro capite più bassi d’Europa, ma il livello e la crescita che ha avuto negli ultimi anni la birra è tale che pensiamo che ci possano essere dei grandi margini di sviluppo e che ci sia spazio per tutte le birre per soddisfare diversi gusti, aspettative e momenti di consumo”.

    “Il mercato della birra è un mercato che può crescere e il contributo di tutti i player del settore potranno aiutare a farlo crescere perché ognuno porterà delle innovazioni e delle novità che contribuiranno a soddisfare nuovi gusti, nuove esigenze e nuovi momenti di consumo”.

    Non poteva sfuggire una domanda forse irriverente….Ovvero se a Taranto e provincia in questi anni hanno sofferto la concorrenza della cosiddetta ” Birra dei due mari” , che per i tarantini è cult, sebbene legami con la tarantinità non ne abbia ormai più :  “Come dicevo prima, il contributo di tutti i player di mercato permette la crescita della categoria, quindi è giusto che ognuno faccia il suo lavoro, è giusto che ognuno cerchi di valorizzare le proprie birre. La Dreher continua ad essere una delle birre più importanti del nostro portfolio. Continua ad essere una delle birre più apprezzate nel sud Italia. Il birrificio di Massafra è un fiore all’occhiello del territorio da 50 anni. Dreher non ha mai smesso di perdere il fascino e l’apprezzamento delle persone del sud, per il suo gusto, per le sue campagne iconiche, per le sue innovazioni.”

    Ed a proposito di innovazioni tornando al restyling della Dreher, è stata presentata con un’immagine completamente rinnovata, una speciale edizione limitata per il Sud, l’Adorata  una lager corposa, dal profilo aromatico. E poi il rilancio del marchio classico con gli elementi riconoscibili storicamente : il sole, i colori giallo e rosso, il celebre cameriere “Portaci da bere”, reinterpretati in chiave più moderna e coerente.

    A luglio, inoltre,  prenderà il via il “Portaci da Bere On Tour”, una serie di eventi che faranno tappa in quattro località tra le province di Lecce e Taranto, animando spiagge e lungomari con degustazioni, musica e momenti di intrattenimento in perfetto stile Dreher. Durante tutta l’estate, le attività nei punti vendita permetteranno di scoprire la nuova immagine del brand e vincere gadget firmati.

    *fine parte 1 – segue la particolare visita nello stabilimento