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  • Ahi! “Il colpo della strega”

    Ahi! “Il colpo della strega”

    A cura del Dott. Alessandro Stasi – (specialista ortopedico e dirigente medico presso UO. ortopedia Ss annunziata di Taranto). Oggi parliamo di un evento traumatico molto comune :il colpo della strega.

    Perché si chiama colpo della strega?

    Questa è una definizione diciamo Popolare per indicare la lombalgia acuta, che deriva addirittura dal Medioevo, in quanto, si diceva che alcune donne fossero capaci di provocare il blocco della schiena in taluni uomini durante il baciamano, ossia, Quando l’uomo si trovava piegato in avanti nell’atto appunto di baciare la mano alla dama.

    Quale è la Sintomatologia?

    Il colpo della strega, provoca una viva contrattura della muscolatura paravertebrale lombare che viene riferito come una pugnalata nella schiena, tale da causarne immobilità antalgica. Il paziente, perciò, rimane bloccato in posizione flessa con il tronco sulle gambe, il sintomo algico a volte è così forte da invalidarlo e rendergli impossibile lo svolgimento dell’attività quotidiana.

    Ci sono delle avvisaglie o arriva all’ improvviso?

    L’evento è improvviso e può essere associato a patologie preesistenti come ernie discali, quindi, il paziente con questo tipo di patologia, dovrà essere molto attento a svolgere attività che sollecitino la colonna. Nella  stragrande maggioranza dei casi, infatti, l’episodio acuto si associa con il sollevamento di un peso anche leggero.

    Quanto ci vuole per farlo passare?

    Questo dipende molto dalla causa che scatena questo evento e dall’ entità della sintomatologia. Può durare 2 giorni nei casi più lievi, oppure, 10 – 15 giorni. Addirittura può essere resistente alla terapia farmacologica tanto da richiedere l ospedalizzazione

    Come curarlo e con quali farmaci?

    Una volta consultato il medico, che stabilirà le cause in base alla visita clinica, sicuramente la prima cosa da fare è somministrare al paziente un ciclo di farmaci antinfiammatori e miorilassanti, a volte anche corticosteroidi, in base all’entità della sintomatologia.

    Nella mia pratica quotidiana consiglio anche un bustino rinforzato da stecche posteriori che andrà a rilassare meccanicamente la muscolatura profonda paravertebrale, così da coadiuvare la terapia farmacologica.

    Una volta che la fase acuta si allevia allora si potrà accedere alla fisioterapia: massaggi decontratturanti che sono molto indicati insieme a terapia fisica come la Tecar. Inoltre, la fisioterapia, è fondamentale anche per la prevenzione degli episodi futuri in quanto agirà allo scopo di rinforzare quelle strutture muscolari intrinseche ed estrinseche del rachide che insieme sostengono tutta la colonna.