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  • Concluso RED 3.0

    Concluso RED 3.0

    Il Reddito di Dignità ha cambiato la vita di 151 tarantini. In meglio. Ieri pomeriggio a Palazzo di Città si è svolta la conferenza di conclusione della misura regionale, “RED” (Reddito di Dignità 3.0), adottata anche dall’amministrazione comunale tarantina. Quest’ultima, introdotta nel 2016, contrasta la povertà, l’emarginazione e promuove l’inclusione sociale attraverso percorsi lavorativi. I beneficiari, infatti, hanno svolto tirocini, lavori di comunità e hanno partecipato anche a progetti di sussidiarietà e percorsi di formazione preposti degli enti, come cooperative e associazioni, per un anno e con un contributo economico di 500 euro mensili. Nello specifico, nel corso di questi tre anni, sono stati stipulati 89 Patti individuali di comunità e sono stati attivati 62 percorsi di tirocinio. Inoltre, una parte dei fondi sono stati destinati anche a categoria speciali, i cui beneficiari sono state 8 donne vittime di violenza, inserite nel programma di protezione e seguite dal Centro Antiviolenza.

    Al convengo hanno preso parte l’assessore ai servizi sociali Gabriella Ficocelli, i dirigenti e gli assessori sociali, i rappresentati degli enti ospitanti e i beneficiari RED. L’assessore regionale al Welfare, Rosa Barone, ha annunciato che la misura sarà adottata anche nei prossimi anni: “Purtroppo le emergenze sociali sono in aumento – sottolinea – e pertanto il Reddito di Dignità potrebbe essere una delle soluzioni per cercare di contrastarle. Questa misura, non solo offre sostegno economico e rilancia le risorse nel mercato del lavoro, migliora anche la qualità della vita dei beneficiari perché offre una nuova opportunità”. Il direttore del dipartimento regionale al Welfare, Valentina Romano, inoltre ha sottolineato che il nuovo “Red partirà dall’ascolto coinvolgendo maggiormente gli enti del terzo settore”, “favorirà le relazioni con le scuole e l’università” e si “rivolgerò anche a platee di ragazzi bisognosi, per cui si auspica un futuro migliore”. Opportunità che per alcuni percettori sono si sono concretizzate nella stipula di contratti indeterminati.

    Il potere delle seconde possibilità

    Anna C. (65 anni) è tra i venti beneficiari che hanno lavorato alla Caritas dell’Arcidiocesi di Taranto. Così racconta la sua “esperienza ineguagliabile”: “Mi sono sentita subito parte di una grande famiglia, – afferma molto emozionata – che tutt’ora continuo a frequentare. Adoro lavorare, l’ho sempre fatto e senza mi sentirei persa. Infatti, anche per questo motivo non ho accettato di usufruire del Reddito di Cittadinanza e così mi sono riappropriata di un mio posto nella società”. Con lei, anche la sua amica Anna S. (50 anni), che ha conosciuto in lavanderia. Quest’ultima, quando ricorda della sua esperienza al pubblico, in sala, si commuove: “Questa opportunità – continua – per me ha significato tanto, perché è arrivata in un momento di forte fragilità e pensavo che non ce l’avrei fatta. È stata come un raggio di sole dopo la tempesta”. Per Francesca (37 anni) invece, lavorare con i bambini all’asilo “è stato facile, come se fosse nata per questa vocazione”. Esperienze che creano legami e infondono fiducia che, a più di qualche beneficiario, è mancata. Negli occhi di ognuno, infatti, è facile cogliere la speranza. La giovane Giovanna, l’unica risorsa della Cooperativa Sociale Logos che ha lavorato a stretto contatto con i ragazzi disabili nel mondo dello sport, conclude: “La ragazza di ieri aveva paura del mondo. Quella di oggi, invece, non teme il presente e né tanto meno il futuro. Piuttosto, crede nelle seconde possibilità e che la vita, prima o poi, ti ripaghi di tutti i sacrifici. Basta volerlo”.