L’ex convento di Sant’Antonio, attuale sede operativa della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Subacqueo, conserva e cela al suo interno tantissime testimonianze storiche ed archeologiche di Taranto.
Senza contare i vasti depositi di reperti e materiali archeologici lì confluiti dai vari scavi cittadini, è lo stesso edificio, ultimo monumento del principato di Taranto durato tre secoli (1088-1465), ad essere una scoperta continua. Edificato alla metà del XV secolo (1447) per volere di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, per favorire l’insediamento a Taranto dei frati della Regolare Osservanza, è stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli fino ad ospitare un carcere costruito agli inizi del ‘900 del secolo scorso, e finanche una sede della Croce Rossa Italiana.

Più di un restauro è stato qui messo in atto, mettendo in evidenza le diverse fasi del convento a partire dalla sua fondazione, e il più recente ed accurato ad opera del Ministero della cultura, che ha rispettato la variegata stratificazione dell’edificio e ha permesso di rendere estremamente funzionale il polo di ricerca. Molto particolare e interessante è una Sinopia databile alla fine del XVI secolo, qui ora ben visibile nell’ ambiente dell’ex refettorio proprio grazie a questi ultimi lavori di rifacimento.
Si tratta di un disegno preparatorio in ocra rossa per la realizzazione ad affresco di una copia della famosa “ultima cena” del Tintoretto, una tela custodita nella chiesa di S. Trovaso a Venezia e realizzata con l’aiuto del figlio Domenico nel 1594, stesso anno della morte dell’artista.
Un videomapping, direttamente proiettato sulla parete durante la visita all’edificio, illustra le originali fattezze dell’opera, restituendo al dipinto i colori e le forme di un tempo, coinvolgendo direttamente il visitatore in una realtà immersiva. L’ex convento è attualmente visitabile, ed è anche spesso teatro di mostre ed eventi dimostrandosi un fervente centro culturale della città di Taranto. Tanto altro si potrebbe dire su questo splendido complesso e ci si riserva in questa rubrica di svelarlo un po’ per volta…




