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«Ho verificato personalmente la situazione nei primi giorni del mio insediamento. Le criticità emerse, in particolare per l’afflusso legato agli avvisi Tari, rendono evidente la necessità di ripensare l’organizzazione del servizio». L’assessore Maria Lucia Simeone, o più semplicemente Mary, che ha ricevuto dal sindaco Piero Bitetti le deleghe ai Tributi e alla Pubblica istruzione, è al lavoro per fronteggiare quella che è diventata una vera emergenza. Lunghe code per richieste di informazioni, soprattutto sulle bollette Tari, una situazione incandescente che esaspera gli animi e crea tensione tra operatori e cittadini.
Assessore, come intendete intervenire?
«Insieme alla dirigente e ai collaboratori – che, nonostante la carenza di personale, ho trovato molto competenti e disponibili e sono la vera forza della direzione – sono stati già individuati alcuni interventi immediati: il potenziamento del front office, la revisione del sistema di prenotazione, il miglioramento della comunicazione con l’utenza e l’ottimizzazione dei flussi di accesso. Stiamo lavorando per un’organizzazione più efficiente, che metta al centro il cittadino e tuteli al tempo stesso il benessere dei lavoratori».
Quali gli obiettivi immediati?
«Semplificare, migliorare l’accessibilità e rendere il rapporto con i cittadini più trasparente e collaborativo. La fiscalità locale è spesso percepita come ostile: il mio impegno è cambiare questa narrazione, costruendo un nuovo patto di fiducia tra amministrazione e cittadini, fondato su trasparenza, equità e semplificazione. Dobbiamo ribaltare l’idea che pagare significhi solo subire: il cittadino deve sentirsi “con-tribuente”, parte attiva di un progetto comune per la città. Sulla Tari, è chiaro che l’Ufficio Tributi – che rappresenta una delle principali leve del bilancio comunale – non può limitarsi alla funzione di riscossione. Deve farsi promotore di azioni più ampie, anche nel rapporto con gli enti che gestiscono il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per stimolare maggiore efficienza, trasparenza e controllo. Solo così potremo incidere nel tempo anche sul contenimento del carico economico che oggi grava sui cittadini».
Ci sono anziani che non hanno lo SPID e sostengono di non ricevere più le bollette a casa. Cosa fare?
«Il digitale deve essere un’opportunità, non una barriera. Per tale ragione le bollette Tari quest’anno sono state inviate tutte cartacee eccetto che alle aziende con indirizzo digitale certificato. Forse qualcuno avrà ricevuto la documentazione in ritardo. Parallelamente, sono stati utilizzati anche gli strumenti digitali quali App IO, email e pec per le persone fisiche che ne sono in possesso. Per le mancate consegne delle bollette cartacee segnalate da taluni, invece, abbiamo chiesto di effettuare approfondimenti e verifiche all’azienda che si occupa della postalizzazione affinché possa constatare se si tratta di un mero ritardo di recapito conseguente all’importante numero di stampe da consegnare – oltre 70 mila – in pochi giorni ovvero per altra causa. Gli uffici si sono resi comunque da subito disponibili per la stampa degli avvisi e per fornire ogni informazione utile. In ogni caso, proprio per rafforzare il digitale che consente di organizzare meglio i servizi in contesti caratterizzati da grave carenza di personale, al fine di rafforzare le forme di assistenza per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, stiamo valutando la possibilità di attivare, in collaborazione con Caf, associazioni di volontariato e sportelli decentrati, un supporto mirato per queste categorie. In parallelo, stiamo ripensando le modalità di comunicazione, affinché nessuno resti escluso».
Per la Pubblica Istruzione qual è la priorità?
«Rafforzare la scuola come presidio educativo e culturale, partendo dai servizi essenziali – mensa, trasporto, ausiliariato – e costruendo una rete educativa territoriale solida e inclusiva».
È alla sua prima esperienza politica? Perché la DC? Come nasce la candidatura?
«Sì, è la mia prima esperienza politica attiva, ma ho alle spalle un lungo percorso nella Pubblica Amministrazione, che mi ha permesso di conoscere a fondo il funzionamento delle istituzioni e i bisogni concreti dei cittadini. Ho scelto la Democrazia Cristiana perché ne condivido i valori fondanti e la visione di una politica fatta di ascolto, impegno e costruzione. Entrare in un partito storico, che oggi guarda al futuro con una proposta concreta per Taranto, rappresenta per me una sfida coerente con il mio percorso. La candidatura è stata una decisione non facile per me, ma resa possibile anche dalla fiducia e dalla spinta del partito e dell’on. Michele Tucci che hanno creduto in me. Ho sentito forte il dovere – e l’urgenza – di mettere al servizio della città la mia esperienza e il mio impegno, in un momento decisivo per il suo rilancio».
Lei è giornalista pubblicista con competenze nell’ informazione e comunicazione nelle pubbliche amministrazioni. Quali esperienze ha maturato nella sua attività lavorativa?
«Attualmente lavoro nel comparto della sanità e sono in aspettativa per svolgere con impegno e continuità il ruolo che mi è stato affidato. Il sindaco mi ha conferito due deleghe importanti, e sento forte la responsabilità di onorare questa fiducia. In passato sono stata anche dipendente del Comune di Taranto. Nel corso della mia carriera ho maturato una solida esperienza nella comunicazione pubblica e istituzionale e nei processi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Ho avuto modo di confrontarmi con diverse realtà, anche al di fuori di Taranto, in vari ambiti del settore pubblico. Queste esperienze, vissute partendo “dal basso”, mi hanno permesso di acquisire una visione ampia e trasversale del funzionamento della macchina amministrativa».
Sul piano politico pensa che, rispetto alle ultime due amministrazioni, questa coalizione possa garantire stabilità e buon governo?
«Credo di sì, anzi lo affermo con convinzione. La nostra è una coalizione ampia ma coesa, unita dalla volontà di imprimere finalmente una svolta alla città, con una direzione chiara fondata su ascolto, competenza e senso di responsabilità. La stabilità non si misura solo nei numeri, ma nella capacità di condividere una visione, rispettare gli impegni assunti con la comunità e affrontare con serietà anche le sfide più complesse. Il nostro patto con gli elettori nasce da qui».

