La discarica Vergine in località Palombara, rientrante nel perimetro geografico dell’isola amministrativa di Taranto, non è più di proprietà della Società Vergine srl: ora lo possiamo affermare senza timore di smentita. A mettere nero su bianco il passaggio di proprietà alla società Lutum srl, è il verbale della riunione dello scorso 23 agosto tenutasi a Bari presso il Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio, convocata con nota prot. n.5002 del 03/08/2018 del Dipartimento, diretta dall’ing. Barbara Valenzano “ai fini della definizione e condivisione di un cronoprogramma di interventi da porre in essere presso la discarica sita in loc. Palombara (Provincia di Taranto) “Vergine srl” in liquidazione“.
La Lutum srl proprietaria del compendio immobiliare su cui insiste la discarica dallo scorso 7 agosto
Il verbale della riunione inizia facendo presente che ai lavori della riunione (con nota successiva prot. n. 5083 del 08/08/2018 del Dipalîimento), “è stata invitata anche la società Lutum srl, alla luce dei contenuti della nota pervenuta in data 07/08/2018, con cui la medesima società ha comunicato che “con atto per Notaio Latarraca Rep. 135331 racc. 27239 del 19.06.2018, la scrivente (Lutum srl) è divenuta proprietaria del compendio immobiliare su cui insiste l’impianto di smaltimento rifiuti meglio noto come “discarica Vergine”, attualmente sotto sequeslro da parte dell’Autarità giudiziaria, oggetto di provvedimenti, anche recenti di codesta Regione”. Al verbale viene inoltre allegata la delega del rag. Antonio Albanese quale rappresentante della società “Lutum srl”. A conferma del fatto che la stessa è ancora oggi una controllata del gruppo C.I.S.A Spa di proprietà dell’imprenditore massafrese.
Tutto ciò conferma quanto scrivemmo nell’articolo dei giorni scorsi: https://www.corriereditaranto.it/2018/10/04/2la-discarica-vergine-nellimpero-dei-rifiuti-pugliesi/)
Cosa dice il verbale della riunione del 23 agosto
Nel verbale viene riportato che in apertura di riunione l’ing. Barbara Valenzano ripercone le attività già intraprese dall’Ente Regione Puglia: ovvero che da parte del Dipartimento è stata predisposta una relazione (di cui al prot. n. 2374 del 09/04/2018) trasmessa alla Procura di Taranto e relativa all’individuazione di tutti gli interventi preliminari di messa in sicurezza di emergenza della discarica, nonché alla realizzazione degli interventi di cui a11’art. 242 del d.lgs.152/06 e smi.
Gli interventi di bonifica previsti da attuare con finanziamenti pubblici
Nel verbale viene ricordato che a seguito del “parere favorevole all’autorizzazione ad accedere al sito in sequestro da parte dei tecnici dell’Ente regionale, sono il controllo del Comando NOE di Lecce reso dalla Procura di Taranto in data 11 aprile 2018, con Deliberazione di Giunta n. 918 del 31/05/2018, la Giunta regionale ha dato mandato all’AGER, d’intesa con il Comune di Taranto, di definire ed eseguire un progetto per la realizzazione dei seguenti interventi: gestione del percolato; completamento del sistema di captazione, trattamento e riutilizzo energetico del biogas; verifica dello stato deg1i argini della discarica; analisi geognostiche di tipo indiretto (ad esempio analisi geoelettriche) del sito al fine di valutare l’integrità del sistema di impenneabilìzzazione del fondo e delle sponde della discarica e verificare l’eventuale presenza ed estensione della contaminazione organica; indagini preliminari e successivi campionamenti e analisi nelle matrici acqua e suolo; realizzazione di una copertura provvisoria affidando altresì ad Arpa Puglia il monitoraggio ed il controllo dei tempi e delle modalità di realizzazione degli interventi volti a1la messa in sicurezza del sito della discarica.
Inoltre, viene ricordato che con successiva Determinazione Dirigenziale n. 138 del 04/06/2018 della Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche è stato concesso il finanziamento in favore dell’Amministrazione comunale di Taranto per la realizzazione dell’intervento denominato “MISE falda ex discarica R.S. non pericolosi ex discarica Vergine” in loc. Palombara a valere su risorse del POR Puglia FESR—FSE 2014/2020— Azione 6.2 “Interventi per la bonifica di aree inquinate”. Inoltre, gli elaborati progettuali predisposti dal Comune di Taranto furono approvati con Deliberazione della Giunta comunale n. 225/2017 del 31/10/2017. Come riportammo nell’articolo qui sotto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/07/29/2bonifica-ex-vergine-ora-e-possibile/)
La relazione di ARPA Puglia: pozzi inquinati, per la Regione serve caratterizzazione del sito
L’ing. Scannicchio, Dirigente della Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche della Regione Puglia presente alla riunione, nel corso della riunione riferisce inoltre che è necessario procedere alla predisposizione di un piano di caratterizzazìone del sito ai sensi dell’art. 242 del d.lgs. 152/06 e smi.
Nell’ambito delle attività sopra richiamate (con nota prot. n. 32807 del 21/05/2018) Arpa Puglia ha trasmesso una relazione tecnica inerente il sito di discarica nonché lo stato dei luoghi ed i campionamenti eseguiti in particolare sulla matrice falda. A tal proposito Arpa Puglia durante la riunione ha fatto presente che, con riferimento alle aree esterne, in occasione dei campionamenti eseguiti nell’anno 2017, sono stati riscontrati dei superamenti in particolare nel pozzo PE2, dove sono stati rilevati ingenti quantitativi di sumatante (da un miscuglio di materiale cellulare di solito si separano due frazioni: si chiama pellet il materiale compatto che resta sul fondo, e surnatante tutto ciò che rimane in sospensione), verosimilmente ascrivibile ad un‘immissione volontaria esterna, per cui si rende necessario un tempestivo intervento di rimozione e di messa in sicurezza di emergenza. Inoltre in ulteriori pozzi esterni alla discarica sono stati rilevati superamenti del parametro nitrati, con riferimento ai limiti previsti per uso potabile.
Gli impegni e gli interessi della Lutum e di altre società interessate alla gestione delle operazioni di gestione e bonifica del sito
A tal proposito nel verbale si legghe che “La società “Lutum srl” si impegna ad inviare copia dell’atto notarile e conferma la propria disponibilità ad eseguire i lavori e gli interventi oggetto della relazione del Dipartimento regionale (prot. n. 2374 del 09/04/2018) nonché della DGR n. 918 del 31/05/2018 e del progetto del Comune di Taranto approvato con DGC n. 225/2017 del 31/10/2017, previa acquisizione dei documenti richiamati. Si riserva pertanto di trasmettere entro 15 giomi dalla ricezione della documentazione una relazione progettuale e relativo cronoprogramma concernente le attività da svolgersi presso il sito di smaltimento, unitamente allo studio di indagine preliminare”.
Il problema è che per quegli interventi sono stati stanziati fondi pubblici, come ricorda durante la riunione il Comune di Taranto che precisa “che per la predisposizione del progetto di fattibilità tecnico-economica sono state utilizzate delle risorse economiche pubbliche e si impegna a trasmettere documentazione attestante i costi sostenuti, ai fini del recupero delle somme anticipate”.
La società “Marcopolo Engineering SpA” – Sistemi Ecologici – con sede legale in Via XI settembre 37 – 12011 Borgo San Dalmazzo (CN), presente alla riunione, ha evidenziato che attualmente non vi è alcuna gesticne del biogas e relativo recupero energetico, si dichiara tuttavia disponibile all’attuazione del cronopogramma e delle attività già comunicate con nota prot. n. 18/00117/SD del 24/05/2018. E’ la stessa società che nel 2015 presentò domanda di pronuncia di compatibilità ambientale alla Provincia di Taranto per il progetto che prevedeva l’insieme di opere per la messa in sicurezza di un lotto della discarica di rifiuti speciali non pericolosi di proprietà della società Italcave S.p.A., sita nel comune di Taranto, Loc. La Riccia Giardinello, attraverso la captazione, depurazione e distruzione del biogas, tossico e nocivo, impiegandolo come combustibile per produrre energia elettrica verde, anziché bruciarlo in torcia.
Anche la ditta “Giuseppe Vergine” conferma la disponibilità ad effettuare le lavorazioni edili e di movimento terra come già comunicate con peo del 26/07/2018. Ovvero la stessa ditta a cui nel 2015 il Comune di Taranto negò l’autorizzazione alla coltivazione di una nuova cava per l’estrazione di tufi in località Palombara, la stessa della discarica, “tenuto conto che finora tutte le attività estrattive, nelle località prima Mennole e poi Palombara, hanno avuto come naturale decorso il successivo accoglimento di rifiuti da ogni parte d’Italia” evidenziarono all’epoca le associazioni del territorio, in primis AttivaLizzano.
Nel proseguio della riunione, come riportato nel verbale, l’ing. Valenzano ha evidenziato che, con nota del 29/06/2018 la società “Idrovelox” avendo curato presso la medesima discarica le attività di prelievo e trasporto a smaltimento del percolato, ha manifestato la propria piena disponibilità per “Ogni qualsivoglia necessità relativa alle attività di bonifica… ”.
La società “Lutum srl” si è però riservata “di valutare e verificare i rapporti contrattuali stipulati con il precedente gestore del sito, ad oggi dichiarato fallito, e, solo a valle di tale verifica, raggiunta l’eventuale intesa contrattuale economica che esula da questo tavolo, valuterà l’opportunità di proseguire con gli stessi soggetti”. Riferisce, altresì, che, “previa acquisizione e verifica dei rapporti contrattuali di cui sopra e previa autorizzazione da parte della Procura, procederà alla corretta gestione del sito, sia con riferimento alla gestione del percolato sia del biogas, e che curerà direttamente i rapporti con i soggetti con i quali verranno stipulati gli appositi contratti”.
Le osservazioni di ARPA Puglia sulle attività in corso e da porre in essere
Arpa Puglia durante la riunione ha riferito anche che, si rende necessario prescrivere alla subentrata proprietà la prosecuzione delle attività di campionamento delle acque dei pozzi spia con una frequenza iniziale dei controlli trimestrale da condursi in parallelo con l’Agenzia in percentuale pad ad almeno il 10% dei campioni, con oneri a carico della stessa proprietà. In ultimo, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha evidenziato che in assenza del provvedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) non sono previste attività di controllo ordinarie sul corpo di discarica, tuttavia si rende disponibile a garantire il controllo sulle acque di falda nonché a verificare la corretta esecuzione degli interventi volti alla messa in sicurezza di emergenza‘ del sito, richiamando i contenuti della DGR n. 918/2018. Arpa Puglia ha precisato, inoltre, che sul sito di discarica sono in corso le attività di monitoraggio degli odori con campionatori statici radiello, per i quali è necessario procedere ad una revisione ed aggiornamento delle modalità di campionamento e pertanto ha chiesto la disponibilità della società “Lutum srl” a voler prendere in carico tali attività valutando l’opportunità di utilizzare sistemi elettronici alternativi.
La società, a tal proposito, si è impegnata a gestire la rete esistente e a concordare con Alpa Puglia eventuali ammodernamenti delle stesse. A tale proposito, la Lutum S.r.l. ha anche chiesto di ricevere copia di tutte le analisi odorigene ad oggi effettuate e dei relativi risultati.
Con riferimento al sumatante riscontrato nel pozzo PE2 ed esterno al corpo di discarica, la società “Lutum srl” si è dichiarata disponibile all’intervento di rimozione, sentito il proprietario dell’area dove è ubicato il pozzo e previa autorizzazione della Procura.
L’amministrazione regionale si è riservata di acquisire informazioni da parte della Provincia di Taranto, quale autorità competente, in merito agli atti amministrativi predisposti con riferimento al pozzo PE2, ovvero con riferimento alla proprietà dello stesso ed alle azioni poste in essere. Si è riservata, altresì, di acquisire informazioni in ordine alle garanzie finanziarie al fine di poter eventualmente prevedere interventi nelle aree di interesse.
Le conclusioni della riunione
In conclusione il Tavolo, prendendo atto della disponibilità manifestata dalla società “Lutum srl”, si è riservato “di valutare gli interventi specifici che saranno proposti da parte della medesima società entro i termini concordati, e, previa eventuale integrazione, procedere all’approvazione degli stessi“. Si è dato atto che, come disposto dalla DGR n. 918/2018, il Comune di Taranto ed AGER approvano il progetto presentato dal Comune di Taranto ed oggetto di finanziamento regionale di cui alla DD n. 138/2018, integrato con gli ulteriori interventi previsti dalla medesima deliberazione. In ultimo, la Regione si è impegnata ad inviare alla Procura di Taranto, al fine di acquisire autorizzazione a procedere, il presente verbale con i relativi programmi di massima degli interventi allegati. A valle della conclusiva approvazione dell’intero iter, la società “Lutum srl” dovrà richiedere alla Procura territorialmente competente la necessaria autorizzazione all’attuazione dell’intervento.
C’è un problema tutto politico da risolvere sui fondi
In attesa di conoscere le prossime operazioni di messa in sicurezza e bonifica del terreno e dei pozzi del sito, si pone però un problema tutto politico. In primis, non si capisce perché lo scorso 14 settembre il direttore dell’Ager, Gianfranco Grandaliano, in merito alla situazione relativa alla discarica Vergine, affermò che “la finalità principale era e resta la tutela del territorio, così come ci sentiamo di rassicurare tutti sul fatto che l’operazione rimane a controllo e a gestione pubblica, tant’è che è stata la stessa Regione Puglia a proporre alla Procura della Repubblica un piano di intervento e di bonifica delle aree”. “Attualmente – spiegò ancora Grandaliano – di concerto con il dipartimento ambiente della Regione Puglia, con Arpa Puglia e con il Comune di Taranto, si stanno perfezionando tutti gli interventi urgenti da attuare, compresi quelli utili alla bonifica del sito che, è opportuno ricordare, è tuttora sottoposto a sequestro giudiziario. Una volta ricevuta l’autorizzazione della Procura della Repubblica ed intervenuta la bonifica si procederà a definire le modalità di messa in sicurezza e chiusura del sito di discarica. Il percorso – garantisce Grandaliano – verrà condiviso per tempo e nel dettaglio con i cittadini, il mondo associazionistico e le parti sociali del territorio”. Versione che lo stesso Grandaliano aveva esplicitato durante l’audizione della V Commissione Regionale dello scorso apriele sulla vicenda della discarica Vergine: “Sono state diffuse notizie non vere – disse in quell’occasione il Commissario dell’Ager – è stato avviato un percorso di natura pubblica per bonificare e mettere in sicurezza la discarica in questione, con l’obiettivo della chiusura, un percorso condiviso con il Dipartimento regionale“.
Ora. Com’è possibile affermare che le operazioni di messa in sicurezza e bonifica resteranno sotto il controllo e la gestione pubblica, se il terreno su cui insiste la discarica Vergine è stato venduto ad un privato (la Lutum srl del gruppo C.I.S.A.)? E se la stessa nuova società si è offerta di portare avanti tutte le attività previste in tal senso? Inoltre, per gli interventi di bonifica cui sopra, sono stati stanziati dalla Regione Puglia ben 7 milioni di euro, una variazione nel bilancio di previsione 2018, più i 2,4 milioni di euro messi a disposizione del Comune di Taranto per la messa in sicurezza dell’area: che fine faranno adesso queste risorse finanziarie a fronte della disponibilità data dalla stessa Lutum srl nell’effettuare le suddette operazioni? Certamente non è pensabile che siano utilizzate dal privato. Quindi, cosa accadrà? Il problema esiste eccome. Perchè bisogna ricordare che lo scorso aprile il Consiglio di Stato ha stabilito che “i proprietari delle aree sulle quali sorge la discarica Vergine sita nell’isola amministrativa di Taranto, sequestrata e chiusa dalla magistratura nel febbraio 2014, non sono responsabili dell’inquinamento e non sono tenuti a bonificare il sito“. La soluizone non è semplice: il gestore nel frattempo è fallito (e adesso sappiamo che ha anche cambiato proprietà) e né la Provincia né la Regione – all’epoca della sentenza – erano in possesso delle garanzie finanziarie prescritte dalla normativa. La responsabilità della vicenda potrebbe quindi ricadere sugli enti pubblici che hanno consentito l’esercizio dell’attività della discarica senza le prescritte garanzie finanziarie.
Urge dunque la massima chiarezza da parte delle istituzioni, Regione Puglia in primis (a cominciare dal governatore Emiliano, e a seguire dal direttore del Dipartimento Ambiente Barbara Valenzano e dal direttore dell’AGER Grandaliano). Il futuro della discarica Vergine deve essere chiarito quanto prima, in primis ai cittadini dei territorio dove insiste. Tutto il resto sono chiacchiere da bar.
(leggi gli articoli sulla discarica Vergine https://www.corriereditaranto.it/?s=vergine&submit=Go)