La Procura di Taranto indaga sulle elezioni politiche del 2022 e mette sotto accusa un presunto meccanismo di manipolazione del voto che avrebbe inciso sulla ripartizione dei seggi alla Camera. Sono sette gli indagati, tra cui due esponenti di Forza Italia: il consigliere regionale uscente Massimiliano Di Cuia, ricandidato alle prossime Regionali, e il deputato Vito De Palma, eletto nel collegio Puglia 03. Con loro risultano coinvolti anche quattro componenti all’epoca dei fatti contestati del seggio 54 di Taranto (presidente, segretaria e due scrutatrici) e un rappresentante di lista.
Il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha chiuso le indagini notificando gli avvisi agli indagati e contestando, a vario titolo, falso ideologico, alterazione del voto, induzione in errore di pubblici ufficiali e violazioni della normativa elettorale prevista dal DPR 361/1957. Al centro del fascicolo c’è la ricostruzione di quanto sarebbe accaduto durante lo scrutinio del 25 settembre 2022 nella sezione 54, dove – secondo l’accusa – i cinque membri del seggio avrebbero agito con un “medesimo disegno criminoso” per modificare l’esito del voto.
Secondo gli atti, il gruppo avrebbe omesso il controllo voto per voto, previsto dalla legge, attribuendo alla lista di Forza Italia voti destinati a Fratelli d’Italia. Le tabelle di scrutinio sarebbero state corrette barrando in blocco i voti e alterando i conteggi ufficiali. La manomissione contestata riguarda anche il presunto inserimento artificioso della cifra 52 accanto alla lista di Fratelli d’Italia, per far apparire come voti a quel partito quelli che, secondo gli inquirenti, erano stati invece ottenuti da Forza Italia. Un’operazione che avrebbe ribaltato l’esito reale: 213 voti a Fratelli d’Italia sarebbero stati presentati come voti per Forza Italia, mentre i presunti 52 voti a FI sarebbero stati trasferiti a FdI.
Le contestazioni non si fermano al seggio. Per Di Cuia e De Palma la Procura ipotizza un passaggio successivo: l’utilizzo consapevole dei dati alterati per ottenere una rettifica ufficiale. Di Cuia, in qualità di delegato supplente di FI, e De Palma, come candidato, avrebbero presentato istanze e diffide all’Ufficio centrale circoscrizionale presso la Corte d’Appello di Bari, inducendo gli uffici – secondo la ricostruzione accusatoria – a certificare come attendibili i risultati falsati. La rettifica, poi trasmessa alla Corte di Cassazione, avrebbe determinato l’assegnazione del seggio alla Camera proprio a De Palma, a scapito del candidato Marcello Lanotte, non indagato e oggi in corsa per le Regionali.
L’inchiesta sostiene che quel risultato avrebbe prodotto un duplice vantaggio politico: l’elezione di De Palma alla Camera e, di conseguenza, il subentro di Di Cuia nel Consiglio regionale pugliese come primo dei non eletti. Le condotte contestate agli indagati coprono un arco temporale che va dal 25 settembre 2022 fino al 28 novembre dello stesso anno, tra Taranto e Bari. La definizione dell’inchiesta arriva a pochi giorni dal voto regionale. Ora gli indagati potranno depositare proprie memorie difensive o chiedere di essere interrogati. Poi la procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.
LA NOTA DELL’ONOREVOLE VITO DE PALMA

“Apprendo dalla stampa, non avendo ricevuto alcun atto, e resto sbigottito dell’esistenza di tali notizie che mi riguardano. Ribadisco che sono stato io a presentare un esposto affinché fossero acquisiti gli atti della sezione che mi venivano negati. Ho chiesto trasparenza, non il contrario. Quando mi saranno formalmente comunicati gli elementi contestati, presenterò in piena serenità tutte le controdeduzioni del caso. È sorprendente che, a una settimana dalle elezioni, vengano riesumati fatti del 2022 e si provi ad attribuire a una semplice diffida alla Corte di Appello il potere di indurre in errore pubblici ufficiali. Respingere queste ricostruzioni è un dovere. La correttezza del mio operato è documentabile e non sarà una polemica dell’ultimo momento a scalfire la fiducia dei cittadini”.
LA NOTA DEL CONSIGLIERE REGIONALE MASSIMILIANO DI CUIA
“Con riferimento alle notizie comparse su alcuni quotidiani in merito ad un mio coinvolgimento in una vicenda giudiziaria relativa alla compilazione dei verbali di una sezione elettorale del Comune di Taranto in occasione delle elezioni politiche dell’anno 2022, ritengo indispensabile prendere pubblicamente le distanze da qualsiasi presunta ipotesi mi veda accostato alle irregolarità ipotizzate che, mi preme sottolineare, nulla hanno a che vedere con la mia attività politica ed istituzionale.
Solo per chiarezza intendo precisare che nella sezione oggetto di indagine non sono mai stato presente, per cui appare davvero singolare attribuirmi alcuna attività posta in essere.

Inoltre, non posso tacere le forti perplessità che nutro sia in merito al mio coinvolgimento in una vicenda paradossale cui sono del tutto estraneo e sia in relazione alla sospetta tempistica, ossia nel pieno di una campagna elettorale e proprio alla vigilia delle elezioni regionali in cui sono candidato.
Ed ancora, la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini preliminari proprio alla vigilia delle elezioni regionali appare piuttosto “singolare”, ove si consideri che, ad oggi, non si è ancora espressa la Giunta della Camera dei Deputati, alla quale è stata rimessa la vicenda per ogni valutazione e decisione in merito.
Infine, desidero segnalare che ho già dato mandato agli Avvocati a cui ho affidato la difesa della mia persona di valutare la opportunità di esperire ogni azione utile a tutelare la mia onorabilità e la mia immagine che viene ingiustamente lesa da gravi affermazioni calunniose che respingo fermamente.
La mia vita personale, politica e professionale è stata da sempre votata alla chiarezza e alla correttezza verso la mia famiglia, i cittadini e, soprattutto, verso la Giustizia.
Seppur amareggiato, resto fiducioso nell’operato della magistratura e continuo, imperterrito, ancora con più forza il mio impegno politico, nella convinzione che tale passaggio costituisca un mero atto dovuto cui non potrà che far seguito un positivo epilogo”.

