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  • “Tornerà il mercato del pesce”

    “Tornerà il mercato del pesce”

    Un ventaglio di deleghe per Francesco Cosa, neo assessore in quota alla lista Per Bitetti, già in giunta con Ippazio Stefàno, tornato nell’alveo del centrosinistra dopo l’esperienza del 2022, quando scelse un’altra strada.

    Il sindaco Piero Bitetti gli ha assegnato le deleghe alle Attività Produttive per Blue Economy, Economia di prossimità per il Commercio e l’Artigianato, Rapporti Istituzionali con la Regione in materia di Sviluppo e Occupazione. Lo abbiamo intervistato.

    Assessore, la giunta è stata formata a venti giorni dall’insediamento. Come intende muoversi dopo aver ricevuto questo incarico?

    «Sono orgoglioso di far parte della giunta del sindaco Bitetti. Mi accingo a svolgere questo ruolo con un grande senso di responsabilità ma anche di abnegazione al lavoro, Appena Bitetti è partito per Bari dopo la riunione con gli assessori, io mi sono subito recato alla direzione Sviluppo Economico perché avevo la necessità di iniziare subito, anche perchè sono consapevole che tutte le associazioni di categoria e i cittadini hanno bisogno che la macchina amministrativa riparta. Quindi, non ho voluto perdere tempo. Ho fatto prima una riunione con il dirigente e successivamente ho salutato il personale. Proprio a questo proposito non posso non sottolineare il fatto che la precedente amministrazione ha lasciato un disastro dal punto di vista organizzativo della macchina amministrativa. Questa direzione è stata ridimensionata come risorse umane e sono anche incardinati servizi che non c’entrano nulla, come i dissesti statici. Penso che l’atto fondamentale per ripartire sia quello di fare una nuova macrostruttura che metta nelle condizioni le varie direzioni di lavorare in maniera coordinata tra di loro. Ovviamente è importante anche l’apporto che daranno gli assessori perché le materie che ognuno di noi tratta vanno ad intersecarsi con le deleghe di altri settori».

    Ha individuato già delle priorità in base alle deleghe ricevute?

    «Ce ne sono tante. La prima questione che mi è balzata agli occhi è il controsenso che Taranto non ha un mercato del pesce, perché quello di via delle Fornaci è un centro servizi anche se viene chiamato mercato ittico. La cosa incredibile è che manca il mercato del pesce, tanto è vero che circa un mese fa furono sgomberati gli operatori dalla piazzetta a ridosso della discesa Vasto. Quindi sto già lavorando da questo punto di vista. Inviterò tutto il partenariato, associazioni di categoria, associazioni datoriali, anche perché il sindaco nel discorso di augurio con gli assessori ha chiesto di parlare alla città e di ascoltare soprattutto la città. Dopodichè, ho già avuto modo di vedere che sui mercati vanno regolarizzate numerose posizioni. Sicuramente va fatto lo stato dell’arte per poi prepararci ai nuovi bandi perché ci sono tante postazioni nuove da assegnare».

    Al primo giorno di lavoro ha subito incontrato i mitilicoltori che manifestavano sotto Palazzo di Città. Cosa è emerso?

    «Hanno manifestato con garbo e senza eccessi richiamando l’attenzione sulle criticità di un settore in grande difficoltà e sollecitato misure di sostegno. Mi sono confrontato con la direzione che si occupa dei fondi Jtf e dei fondi ex Ilva e stiamo verificando i tempi di risposta. Ho fatto il punto della situazione sul progetto Sea Hub che ha una dotazione di circa 48 milioni di euro che riguarda direttamente e indirettamente tutto il settore della mitilicoltura. Abbiamo scandito il cronoprogramma per avviare gli interventi che ovviamente andranno seguiti con l’Autorità di gestione che è la Regione Puglia. La prossima settimana andrò a Bari per un incontro di approfondimento. Dopodichè ho parlato sempre con la direzione competente della questione riguardante i fondi ex Ilva da destinare ai mitilicoltori. Ci sono alcuni atti da preparare, ho dato già mandato alla struttura amministrativa di attivarsi per questa contribuzione, non sono aiuti. Stiamo trovando delle formule per far avere una ricaduta a tutto il comparto. Sul progetto Sea Hub ci sono tempistiche medio-lunghe, sono dotazioni economiche molto importanti per interventi strutturali lungo la costa, sul mercato ittico, sul secondo seno del mar Piccolo, i punti di sbarco. È molto complesso ma abbiamo già gli studi di fattibilità, quindi si tratta di fare quadrato con l’autorità di gestione e poi avviare le procedure negoziali. Sono molto concentrato sulla questione mitilicoltura. Per quanto riguarda la questione dei fondi ex Ilva ovviamente la dotazione è inferiore. Verificheremo con il sindaco la possibilità di aumentare lo stanziamento di 200mila euro assicurato dall’amministrazione precedente. In seguito partiremo con le interlocuzioni con i mitilicoltori».

    Si è pentito della scelta fatta alle elezioni amministrative del 2022?

    «No. Quello che mi aveva diviso dal centrosinistra era la figura del sindaco. Quindi sono stato costretto, pur di combatterlo, a collocarmi momentaneamente in un’area opposta alla sua, tanto è vero che in consiglio comunale ho fatto sempre opposizione con il mio gruppo. Rimosso il problema, cioè Melucci, la mia scelta più naturale è stata quella non soltanto di tornare nell’alveo del centrosinistra ma avere l’opportunità di iniziare un percorso in un’area moderata, in una lista civica che fa riferimento a Sebastiano Leo, coordinatore regionale nonché assessore regionale, e anche una lista espressione di Decaro. Quindi ci ispiriamo a quel modello. Un modello che sicuramente ci vedrà impegnati a sostegno di Decaro se sarà lui il candidato governatore alle prossime regionali».

    Pensa che ci possa essere più stabilità con questa coalizione?

    «Assolutamente sì. Chiaramente non era semplice far quadrare la giunta perché ovviamente le ambizioni, anche legittime, erano tante. Al sindaco tocca anche un compito difficile, quello di trovare i giusti equilibri. Penso che lo abbia fatto al netto dei mal di pancia di qualcuno che secondo me saranno superati attraverso un dialogo costruttivo tra il sindaco, la maggioranza e la giunta. La città non ha bisogno di assistere a litigi della politica ma di vedere una politica che si rimbocca le maniche e dà risultati. Tra la vertenza dell’Ilva e la depressione economica della città sarebbe folle litigare per questioni o ambizioni personali. Ma il sindaco ha già detto che cercherà di valorizzare tutte le persone che in questa campagna elettorale hanno dato una grande mano per arrivare alla vittoria».

  • Comune, rinviato consiglio comunale

    Comune, rinviato consiglio comunale

    Rinviata la seduta odierna del consiglio comunale per mancanza del numero legale.  Le assenze dei consiglieri, per motivi personali, di Massimiliano Stellato (Italia viva), Patrizia Mignolo (Taranto Futuro in corso) e Vittorio Mele hanno abbassato la soglia numerica a sedici, cifra non sufficiente per procedere con i lavori in aula. Motivi strettamente personali o meno, gli esponenti dell’opposizione Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano di Fratelli d’Italia, Walter Musillo, Francesco Cosa e Cosimo Festinante di Svolta Liberale, hanno abbandonato l’aula subito dopo l’appello del segretario generale Antonello Langiu, insistendo sull’inefficienza della maggioranza Melucci che si sarebbe dimostrata ancora una volta “risicata”.

    Quest’ultima, d’altra parte, ha bollato il comportamento del centrodestra come “controproducente” per la città. A detta della squadra Melucci, l’uscita dell’opposizione avrebbe bloccato i lavori consiliari nel quale sarebbero stati oggetto di discussione l’indizione della gara sulla gestione dei canili di proprietà comunale e l’erogazione della Regione Puglia di 800mila euro al Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo. Infatti, attraverso una nota stampa, la maggioranza puntualizza quanto segue: “Per ironia della sorte, il blocco di questi fondi fa risaltare un’evidente contraddizione che vede andare controcorrente da un lato, gli esponenti del centrosinistra, e quindi vicini politicamente al presidente della Regione Emiliano, che aveva dato l’ok allo stanziamento di 800mila euro, e, dall’altro, i rappresentanti del centrodestra, che a livello governativo sta gestendo le attività per consentire lo svolgimento dei Giochi nel capoluogo ionico”.

    È possibile che il centrodestra abbia lasciato l’aula per dimostrare di non avere legami con Melucci e di non volergli fare da stampella? Non è la prima volta che i lavori consiliari vengano interrotti, o peggio ancora, non inizino per beghe o interessi politici personali. Va ricordato, inoltre, che l’assetto dell’attuale maggioranza è il frutto di un anno di continui cambiamenti in cui la macchina amministrativa è stata paralizzata. Questo è ciò di cui la città non ha bisogno.

  • Comune, l’opposizione invita alla sfiducia

    Comune, l’opposizione invita alla sfiducia

    Sfiduciare il sindaco Rinaldo Melucci: questo è l’obiettivo della mozione presentata, il mese scorso, dai consiglieri comunali di opposizione Luigi Abbate e Massimo Battista.  Alla raccolta firme hanno aderito, sinora, 10 consiglieri ovvero Francesco Battista (Lega), Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia), Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia), Massimiliano Di Cuia (Forza Italia), Walter Musillo (Svolta Liberale), Francesco Cosa (Svolta Liberale), Cosimo Festinante (Svolta Liberale), Antonio Lenti (Europa Verde). Quest’ultimo è una delle ex forze politiche di maggioranza, che componeva la coalizione di centrosinistra Ecosistema Taranto, ora passato in opposizione.

    “Si tratta di una iniziativa bipartisan. – hanno detto Battista e Abbate – Non è un’azione del centrodestra o delle destre, ma è una raccolta di firme che coinvolge più realtà ideologiche: due consiglieri civici trasversali, un verde di sinistra e gli altri consiglieri su menzionati di centrodestra”.

    Abbate e Battista richiamano all’appello anche gli ex consiglieri di maggioranza, ora all’opposizione ovvero Vincenzo Di Gregorio (Pd) e Lucio Lonoce (Pd), Mario Odone (M5S), Gianno Liviano (Gruppo Misto) e Luca Contrario (Taranto Crea), a firmare alla mozione: “Se davvero vogliono sfiduciare il sindaco Melucci lo dimostrino, diversamente dovremmo credere che il loro passaggio sia finto e di facciata. Riteniamo il Consiglio Comunale la sede naturale per sfiduciare il Sindaco, dinnanzi all’intera città, senza sotterfugi, di modo che ogni consigliere assuma pubblicamente una posizione chiara, assumendosi le proprie responsabilità politiche“.

  • Comune: consiglio senza colpi di scena

    Comune: consiglio senza colpi di scena

    Approvata all’unanimità la proroga delle concessioni demaniali marittime del Comune di Taranto, per finalità turistico ricreative e sportive. Lo ha deciso oggi il Consiglio comunale. Nello specifico, la direzione Patrimonio e Demanio predisporrà i permessi, dell’uso dei manufatti amovibili nelle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2024. Inoltre, è stato approvato il nuovo “Codice di comportamento dei dipendenti del Comune di Taranto”, documento in cui vengono esplicati gli obblighi di condotta di chi opera per l’amministrazione.

    Il nuovo Codice di comportamento

    Il regolamento si estende a tutti i “collaboratori o consulenti”, con qualsiasi tipologia di contratto, ai “titolari di organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche, nonché nei confronti dei collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi che realizzano opere a favore dell’amministrazione”. Tra i principi che il dipendente deve rispettare sono annoverati “l’integrità, la correttezza, la buona fede, la proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza”.

    Inoltre, dal regolamento si apprende che il dipendente “non chiede, né sollecita, per sé o per altri, regali o altre utilità”, salvo quelli “d’uso di modico valore effettuai nelle normali relazioni di cortesia e di consuetudini internazionali”. Ancora, nel regolamento è specificato che il “dipendente non deve accettare incarichi di collaborazione, consulenza, ricerca, studio o qualsiasi altra natura da soggetti privati” e che “deve comunicare tempestivamente al responsabile dell’ufficio la propria adesione ad associazione o organizzazioni”. Sulla parte relativa ai contratti e gli atti negoziabili, il dipendente “non deve ricorrere a mediazione di terzi, né corrispondere o facilitare la conclusione di un contratto”.

    La situazione politica

    La maggioranza è ancora sul filo del rasoio. Il secondo punto all’ordine del giorno (Codice di comportamento dei dipendenti – ndr) è stato approvato, anche stavolta, con il voto del sindaco Rinaldo Melucci e di sedici consiglieri, tra cui il Movimento5Stelle. Durante la votazione, infatti, i consiglieri d’opposizione, fino a quel momento presenti in aula, Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia), Massimiliano Di Cuia (Forza Italia), Walter Musillo, Francesco Cosa, Mimmo Festinante (Svolta Liberale), Giovanni Liviano (Gruppo Misto) e Antonio Lenti (Europa Verde), sono usciti per far decadere il numero legale, accusando il pentastellato Mario Odone (che invece è rimasto seduto) di far da “stampella” alla maggioranza Melucci.

    Quest’ultimo ha respinto le accuse al mittente, rispondendo al Corriere di Taranto.it, che il Movimento5Stelle siede tra i banchi consiliari “nell’esclusivo interesse della città” perché diversamente, ovvero disertare i lavori, sarebbe una “mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini che attendono i provvedimenti”. Assenti giustificati per motivi di salute Salvatore Brisci (Patto per Taranto), Stefania Fornaro (CON Taranto), Giuseppe Fiusco, Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia), Francesco Battista (Salvini Lega Premier), Luigi Abbate (Taranto senza I.l.v.a.) Massimo Battista (Una città per cambiare Taranto). Al termine della seduta, il presidente del consiglio, Piero Bitetti, ha augurato buon anno alla comunità di Taranto.

  • Mitilicoltura, si ai fondi Ex Ilva

    Mitilicoltura, si ai fondi Ex Ilva

    Le sofferenze della mitilicoltura tarantina, ancora una volta, sono state l’oggetto dello scontro tra la maggioranza Melucci e l’opposizione. Questo pomeriggio, lunedì 4 dicembre, durante la seduta di Question time a Palazzo di Città è stata approvata la mozione politica all’unanimità sul “sostegno al comparto mitilicoltura con l’impiego dei fondi Ex – Ilva” presentata dall’esponente di Svolta Liberale Francesco Cosa e sottoscritta dai restanti consiglieri d’opposizione. Il dibattito si è focalizzato sulla possibilità di destinare i fondi ex Ilva, per la riconversione sociale, a sostegno del comparto della mitilicoltura locale. L’assessore al Demanio Cosimo Ciraci ha dichiarato, prima della fase di voto, che “il problema delle concessioni demaniali è una priorità di questa amministrazione” e per cui “manderà una nota ai dirigenti competenti per formalizzare la richiesta se ci fosse la possibilità di usufruire in maniera diretta o indiretta dei fondi ex Ilva”.

    Ancora, l’assessore ha dichiarato che dal 15 dicembre subentrerà, nell’ufficio comunale preposto, “un nuovo funzionario che si occuperà in maniera specifica del problema del demanio marittimo” e ha confermato la disponibilità dell’Amministrazione di istituire un “tavolo tecnico costante” per confrontarsi sulle esigenze dei mitilicoltori. Il primo incontro dovrebbe tenersi il prossimo 14 dicembre e, come già riportato dal nostro giornale, verrà fatto il punto sui canoni così da intavolare un’interlocuzione con il Demanio per rivedere l’intero sistema delle concessioni.  Durante la polemica, prima del voto, Cosa ha chiesto alla maggioranza per quale motivo “investe i fondi nelle feste e nei murales, anziché destinarli alla mitilicoltura”. Walter Musillo (Svolta Liberale) ha aggiunto che “finora i tavoli tecnici sono stati poco produttivi” e che “l’impegno dei senatori, della maggioranza, di questa questione se ne sono occupati poco e niente”. Dopo il battibecco politico tra Musillo, Cosa e Mario Odone (Movimento5Stelle) sull’impegno degli esponenti nazionali, appartenenti e non alla coalizione Ecosistema Taranto, il pentastellato ha ribadito che in commissione Affari generali sono state già avviate delle interlocuzioni sul “tema delle bonifiche e degli  specchi d’acqua”. Luca Contrario (Una strada diversa per Taranto) ha specificato che “i fondi, per legge, sono destinati a scopi sociali e non a sostegno di attività economiche” e che sia anche “giusto fare pressione ai piani alti”. Infine, Michele De Martino (Partito Democratico) ha invitato tutti i consiglieri ad “approcciarsi alla questione con maggiore rispetto, senza intervenire per fomentare polemiche o per strumentalizzare la realtà, piuttosto oggi sono certi di poter avviare delle azioni amministrative concrete” ha concluso il consigliere dem.

    (Leggi il nostro articolo: https://www.corriereditaranto.it/2023/11/17/221537/)

    I mitilicoltori tarantini, oggi in aula consiliare, per assistere al Question time

     

    L’ appello dei mitilicoltori all’assise cittadina

    “Non ci interessa né la sinistra né la destra: è giunta l’ora che la politica ci dia delle risposte” questo è quanto richiesto dai mitilicoltori, in una lettera indirizzata ai consiglieri comunale e alla giunta Melucci, a proposito del mancato rilascio delle concessioni demaniali. “Abbiamo appreso dalla stampa – continua la missiva, che è stata letta dal Presidente del consiglio Piero Bitetti in aula, prima dell’approvazione – che è stata presentata una bozza di Regolamento per le concessioni ai mitilicoltori. Cosa aspettate ad approvarlo? Non vogliamo più essere considerati degli abusivi. È un nostro diritto e non possiamo più aspettare, molti di noi hanno fatto sacrifici per avere una dignità. Abbiamo speso soldi per costituire cooperative ed ottenere con legalità gli specchi d’acqua in concessione”. I mitilicoltori hanno posto i riflettori su “l’inefficienza” degli uffici comunali del Demanio: “Non siete in grado di strutturare – prosegue la lettera – un ufficio demanio degno di questo nome e composto da risorse umane che possano lavorare unicamente sui nostri problemi. Ancora oggi, il servizio si basa su un paio di unità che stentano a concretizzare qualunque azione fattiva nei confronti del nostro comparto”. A proposito dei fondi Ex Ilva i lavoratori hanno chiesto per “quale motivo non vengano supportati con questi capitali” e che anche “il primo seno del Mar Piccolo è stato sottoposto a sequestro per la presenza di diossina e pcb derivati dallo stabilimento”. Questo il rimprovero dei lavoratori alla classe dirigente: “Siamo stanchi delle vostre promesse e non abbiamo più pazienza nei vostri confronti, perché sinora non avete risolto nemmeno uno dei problemi che vi abbiamo sottoposto. Non siamo più nelle condizioni di sfamare le nostre famiglie ed i nostri figli” hanno concluso.

    Arte, sport, tutela sociale e ambientale: gli altri punti approvati

    A Taranto verrà istituito un “Museo di arte antica e contemporanea” in cui verranno esposte le opere di artisti locali, nazionali e internazionali. La mozione, ideata da Francesco Battista (Lega, Salvini Premier) e condivisa da De Martino (PD), impegna il sindaco e la giunta a individuare la sede idonea, ad avviare l’iter di richiesta dei finanziamenti nazionali, a incentivare le varie collaborazioni con gli istituti culturali, università e associazioni artistiche per promuovere progetti, percorsi di ricerca e borse di studio. Si alle altri proposte di Battista sull’istituzione dei tornei di calcio tra le circoscrizioni, ogni anno. Secondo l’esponente leghista lo sport “fomenta il senso di appartenenza della comunità” grazie anche al supporto della politica locale. Il torneo, inoltre, dovrà essere intitolato a “Umberto Di Lonardo e Gianni Cavallini”, che anni addietro, si sono dedicati al recupero dei ragazzi in difficoltà con l’ausilio del calcio.

    È passata anche la mozione, proposta da Battista, sui “progetti utili alla collettività dai percettori del Reddito di cittadinanza” emendata subito dopo l’intervento dell’assessore ai servizi sociali Angelica Lussoso. L’Ente comunale, a detta dell’assessore, ha già in attivo “progetti riguardanti il PUC (Piano Urbanistico Comunale) in cui sono stati coinvolti, dal 2020 fino a oggi, 58 percettori del sussidio statale a cui sono stati destinati 350 euro a testa”. Lavoratori che “non si sostituiscono agli addetti ai lavori, ma svolgono funzioni complementari, come la vigilanza nel conferimento dei rifiuti” ha concluso Lussoso.

    Si ai contenitori per le deiezioni canine: secondo la mozione, proposta da Battista, verranno installati nelle aree più soggette all’inciviltà. Prima di essere approvata all’unanimità, il presidente di Kyma Ambiente (Amiu, l’azienda urbana dell’igiene) Giampiero Mancarelli ha risposto che “questo servizio è già stato previsto nel Nuovo contratto, che riorganizzerà l’assetto e le funzionalità dell’azienda”. I punti 8, 9, 10 e 11 rispettivamente su “l’emergenza rifiuti”, “prevenzione e repressione rumori molesti”, “Giochi del Mediterraneo” e “realizzazione parco dei bambini in memoria del dottor Forleo” non sono stati discussi per la mancanza del consigliere proponente, l’assente giustificato Gianni Liviano (Gruppo Misto). La seduta si è sciola prima della discussione del punto 12, su “’istituzione di un area camper” proposto da Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia) per mancanza del numero legale.

  • Taranto verso la “Cittadinanza Inclusiva”

    Taranto verso la “Cittadinanza Inclusiva”

    Approvati, da 20 consiglieri di maggioranza, gli aggiornamenti sul DUP (Documento Unico di Programmazione) 2024- 26. Nello specifico, riguardano le variazioni al Piano triennale delle Opere Pubbliche, in cui sono stati apportati alcuni cambiamenti sulle modalità e la tempistica di alcuni interventi pubblici. Alle accuse dei consiglieri d’opposizione Luigi Abbate (Taranto senza I.L.V.A.) e Francesco Cosa (Svolta Liberale per Taranto) sul “mancato confronto in commissione rispetto le manovre della giunta comunale” così come alle richieste di “maggiori delucidazioni sui cantieri in città” è intervenuto l’assessore ai Lavori pubblici Cosimo Ciraci. Quest’ultimo ha chiarito alcuni punti sui cantieri futuri e in itinere: “Le variazioni del DUP –  ha risposto – riguardano gli obiettivi strategici, che l’amministrazione intende perseguire, anche grazie alla possibilità di finanziamenti terzi, come la contrazione di mutui. Si ricordi, a esempio, il progetto definitivo di Piazza Fadini che potrebbe essere approvato nei prossimi consigli comunali e per cui, dopodiché, si procederà con la predisposizione degli atti per l’appalto integrato”. Ciraci ha chiarito che il cantiere Fadini potrebbe essere avviato nei primi mesi del 2024. Sulle strade, in cui di recente hanno operato le aziende elettriche, ha spiegato: “Molte delle arterie stradali sono dissestate per via degli interventi di potenziamento delle varie reti elettriche o delle condutture idriche. Al termine dei lavori, come sta accadendo in via Pitagora, queste ditte procederanno al ripristino totale delle strade”. L’assessore ai Lavori pubblici poi ha anche specificato che, nel Piano triennale delle Opere Pubbliche, sono previste “altre opere con contrazione di mutuo, tra cui la progettazione e il FTT (Finanziamento tramite terzi) per la pubblica illuminazione e per cui si potranno reperire fondi di finanziamento autonomi, rispetto a quelli erogati dall’amministrazione”. Ciraci ha concluso la sua spiegazione ribadendo che “in questa città non mancano i cantieri pubblici” così come “è prioritaria l’attenzione alle strade e alle scuole”.

    Sul “Regolamento per la concessione di rateizzazione delle entrate locali”

    Rinviata, per motivi tecnici, la delibera sul Regolamento per la concessione di rateizzazione delle entrate locali. La maggioranza ha presentato alcuni emendamenti che potrebbero essere approvati nel prossimo consiglio comunale, lunedì 20 novembre, in seconda convocazione. Nello specifico la proposta di consiglio, che è approdata nell’assise cittadina lo scorso 8 agosto, vuole far fronte alle esigenze dei cittadini attraverso la rateizzazione dei tributi locali, ossia del pagamento dei debiti complessivamente superiori a 60.000 euro. In questi tributi sono compresi la Tosap e la Cosap, rispettivamente la Tassa e il Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche, l’Icpa (l’Imposta Comunale Pubblicità e Affissioni) e l’Iuc (l’Imposta Unica Comunale su casa e rifiuti) che a sua volta include la Tasi (Tassa sui Servizi Indivisibili), l’Imu (l’Imposta Municipale) e la Tari (la Tassa sui Rifiuti).

    Sul “Regolamento della Cittadinanza Inclusiva”

    Approvata la mozione ideologica sulla Regolamento della Cittadinanza Inclusiva. Quest’ultimo simbolicamente, perché di fatto non esistono normative nazionali che disciplinano queste direttive, riconoscerà la cittadinanza ai minori tra i 3 e i 17 anni, nati nel Comune di Taranto da genitori stranieri, regolarmente iscritti all’Anagrafe del Comune di Taranto. Ancora, la Cittadinanza Inclusiva verrà riconosciuta ai minori nati all’estero, ma residenti a Taranto e che abbiano frequentato e completato un intero ciclo scolastico o di istruzione presso un Istituto nel tarantino. Mario Odone (Movimento5Stelle), in quanto presidente della commissione Affari Generali, ha spiegato le funzionalità del Registro: “Il Responsabile dei Servizi Demografici, entro il mese di ottobre di ogni anno, verificherà la sussistenza degli aventi diritto al riconoscimento della Cittadinanza Inclusiva. Verranno cancellati, invece, i maggiorenni o coloro che non sono nati a Taranto, al trasferimento della residenza in altro comune”. Michele De Martino (Partito Democratico) ha ribadito l’adesione del gruppo consiliare dem “nonostante manchi la normativa nazionale di riferimento”. “Siamo fiduciosi – ha proseguito il consigliere dem di maggioranza – che questo provvedimento possa rappresentare un ulteriore stimolo etico e morale per la comunità”. Una parte dell’opposizione, seppur abbia votato favorevolmente, tuttavia ha sottolineato “la grande enfatizzazione del tema dalla maggioranza, nonostante non esista una corrispondenza effettiva nella legge nazionale”. Infine, l’opposizione ha auspicato anche “maggior concretezza amministrativa per i cittadini tarantini”.

    Gli altri punti all’ordine del giorno

    Rinviato, per approfondimenti della Commissione Assetto Territorio, il punto sulla variante planimetrica di “Santa Maria Porta del cielo” del Cimitero comunale di Talsano. In questa parte “vecchia” dello spazio urbano comunale sono previsti i seguenti interventi: la realizzazione di un’edicola in via dei Gladioli, la realizzazione di tumuli sui lotti E/11 e E/13 al settore B, di 5 tumuli al campo 5 viale del Rosario, 1 tumulo al campo 5 sul viale d’accesso dal cimitero nuovo alla parte vecchia, circa 8 tumuli al campo 9 in sostituzione del viale di aiuole, circa 7 tumuli al campo 10 in sostituzione del viale di aiuole e infine 2 tumuli al campo 13. Si ai restanti debiti fuori bilancio. Assente giustificato il consigliere Massimo Battista (Una città per cambiare Taranto) per motivi di salute a cui il consiglio comunale ha augurato di tornare presto tra i banchi. L’assise cittadina, in cui hanno presenziato il sindaco Rinaldo Melucci e tutti i consiglieri di maggioranza, si è svolta in un clima pacifico e di confronto democratico, come non accadeva da diversi mesi.

  • Movimenti nel centrodestra…

    Movimenti nel centrodestra…

    Cambi di casacche in vista nel centrodestra? A quanto pare Francesco Cosa, Walter Musillo e Cosimo Festinante, consiglieri d’opposizione del Gruppo Misto, sembrerebbero intrattenere rapporti con il consigliere regionale Renato Perrini. I consiglieri starebbero valutando l’ipotesi di formare un eventuale gruppo civico, supportato dall’area fittiana dI Fratelli d’Italia, il primo partito nazionale del centrodestra.

    Anche l’ex assessore Umberto Ingrosso, fuoriuscito da Forza Italia il 9 agosto 2022, starebbe valutando l’ipotesi di aggregarsi al gruppo. E più di qualche post, pubblicato sui social, farebbe propendere per questa ipotesi. Sembra di rivedere lo sciame che si trasferì tempo fa da Forza Italia alla Lega, quando il partito di Salvini era egemone nel centrodestra.

  • «Con Musillo governo di unità cittadina»

    «Con Musillo governo di unità cittadina»

    Questa settimana ai nostri microfoni un esponente della “Grande alleanza per Taranto”. Si tratta di Francesco Cosa, già consigliere comunale e assessore con Ippazio Stefàno, oggi sostiene con la lista SDS la candidatura di Walter Musillo a Palazzo di Città. Con lui parliamo del presente ma anche del passato e dei rapporti con il centrosinistra e con l’ex-sindaco (e oggi rivale elettorale) Rinaldo Melucci.

    Che cosa l’ha spinta, assieme al gruppo di SDS, a entrare in questa maxi-coalizione a sostegno della candidatura di Walter Musillo a sindaco di Taranto?

    «Devo fare prima un paio di precisazioni. Noi come lista SDS, che non era la lista SDS per Stefàno ma era “Sviluppo, Democrazia e Sud”, nel 2017 abbiamo sostenuto Massimo Brandimarte. Quando ci fu il ballottaggio noi abbiamo avuto un contatto con Rinaldo Melucci e lo abbiamo sostenuto, e poi sappiamo com’è andata a finire: Rinaldo ha vinto e Stefania Baldassarri, nonostante il vantaggio iniziale, ha perso le elezioni. Sulla base di quell’accordo al ballottaggio, noi auspicavamo durante l’amministrazione Melucci di dare un nostro contributo. I patti, con Rinaldo, prevedevano che avrebbe dovuto incontrare tutti i candidati. Le nostre liste erano fatte tutte di persone della società civile, molte delle quali alla prima esperienza (tranne me e Scasciamacchia), e quindi volevamo dare un contributo, anche perché dopo dieci anni di governo con l’amministrazione Stefàno avevamo tutte le carte in regola anche per dirgli come stavano i fatti, per mettere al suo servizio l’esperienza decennale di forza di governo. Se ci giriamo indietro, nessuno ha mai governato per dieci anni consecutivamente la città di Taranto perché tutte le giunte, compresa quella di Melucci, non hanno mai finito un mandato; l’unica fu Rossana Di Bello e poi il mandato finì un anno dopo la riconferma, con il dissesto. Queste due liste non sono mai state ricevute dal sindaco, in nessuna occasione. Ci siamo sentiti abbandonati anche da tutto il centrosinistra».

    Quindi i rapporti si sono interrotti non soltanto con il sindaco Melucci ma anche con le forze che avevano sostenuto i dieci anni di amministrazione Stefàno?

    «Assolutamente dimenticati. Le dico di più. Ad un certo punto Rinaldo Melucci voleva fare un percorso all’interno del Partito Democratico con la corrente “Liberdem”, che faceva riferimento a Michele Emiliano. Allora, proprio subito dopo la vittoria delle elezioni, si stava celebrando il congresso del Partito Democratico. Lui ci chiese di dargli una mano iscrivendoci al Pd perché voleva creare uno zoccolo duro a suo sostegno e a sostegno di Michele Emiliano».

    Ricordiamo che Melucci si presentava da indipendente sostenuto dal PD, non come candidato organico.

    «Infatti lui si candidava come civico indipendente, però aveva maturato la scelta di fare un percorso nel Partito Democratico, anche perché il PD era maggioranza relativa. Quando ci vedemmo ci chiese una mano e io, siccome era una persona giovane sulla quale anche noi riponevamo tanta fiducia, lo sostenemmo e cercammo di fare l’iscrizione nei circoli del Partito Democratico; non siamo stati messi nelle condizioni di farlo. Praticamente venivamo respinti, durante quel congresso che si celebrava tra Giampiero Mancarelli e Gianfranco Lopane. Non ci facevano entrare nei circoli, ci respingevano. Questo è il Partito Democratico, che oggi si lamenta tanto delle coalizioni fra destra e sinistra. Poi il Congresso di fatto non si celebrò, perché siccome non era praticabile un’elezione democratica del segretario provinciale, Gianfranco Lopane ritirò la sua candidatura e Giampiero Mancarelli, praticamente senza votazioni, divenne segretario provinciale. Fra cento persone che coinvolgemmo in questo progetto forse una decina riuscirono ad iscriversi».

    Questa era tutta una macro-premessa alla decisione di entrare adesso in questa coalizione con Musillo…

    «Una premessa fondamentale. Io ho sempre continuato a fare politica, non avevo bisogno del ruolo istituzionale di consigliere o assessore, però non abbiamo avuto mai l’opportunità di avere un confronto con la giunta, con l’amministrazione, con i partiti. Niente, chiusi e arroccati con i loro amici. Ora, non è che si ricordano di Francesco Cosa un mese prima delle elezioni oppure quando diciassette consiglieri vanno a firmare dal notaio. Io sono stato chiamato da un esponente del PD, che era stato incaricato da Emiliano per sondare le liste civiche, ritenendo che io fossi una risorsa per la città, una risorsa per il centrosinistra. Giustamente gli ho detto: “Scusami, e per cinque anni non ero una risorsa? Vi ricordate il giorno prima delle elezioni che Francesco Cosa è di centrosinistra, che Francesco Cosa ha fatto l’assessore, che Francesco Cosa ha governato per dieci anni e per cinque anni mi avete messo completamente da parte?” Non era nuovo che io intraprendessi un percorso completamente diverso, anche perché quando mi ha chiamato questo esponente del centrosinistra mi ha detto “Anche se Rinaldo ti ha maltrattato – parole sue – comunque a Bari hanno deciso che il candidato è Melucci”. Non mi pareva neanche una discussione democratica. Forse sarò un nostalgico della politica, sono abituato ai vecchi tempi quando, si perdesse o si vincesse, la prima cosa che si faceva dopo le elezioni era l’analisi del voto, in cui si vedeva magari in quali quartieri avevamo preso più voti, in quali meno. Invece, in questa circostanza con Melucci non c’è stata nessuna analisi. C’è un sindaco sfiduciato, io mi aspettavo che tutto il centrosinistra si incontrasse, facesse almeno un’analisi politico amministrativa dove almeno potevano convincermi del contrario. Difficilmente, perché io comunque a questa amministrazione attribuisco tante cose negative come modus operandi amministrativo e non soltanto dal punto di vista politico. Però questa analisi non c’è mai stata, si è venuti con la proposta: “Francesco, tu e la tua lista volete appoggiare Melucci alle elezioni, sì o no? Prendere o lasciare”. Non mi pare che sia un metodo da centrosinistra o un metodo democratico, è un’imposizione dall’alto, in questo caso da Bari».

    Quali sono queste critiche di metodo amministrativo all’azione di questi quattro anni e mezzo di Melucci?

    «Innanzitutto, non ha mai riconosciuto il lavoro immane che ha svolto per dieci anni l’amministrazione Stefàno, che ha governato in una situazione di dissesto completamente diversa. Poi, a livello amministrativo, sono stati sperperati soldi; tutti i benefici che noi per fortuna avevamo tolto, dagli staffisti alle auto blu, ai contributi a pioggia a tutti le associazioni. Ci sono anche questioni che non sono state mai smentite dal sindaco, come quella di aver fatto un’azienda privata con un suo assessore, che sicuramente potrebbe non avere risvolti penali perché non ha avuto modo di operare, però eticamente è una cosa abbastanza grave per chi fa politica per i bisogni della gente. Vedere un sindaco che costituisce una società con socio al 49% un assessore in Giunta mi pare quantomeno poco etico, specialmente quando governi col PD che ha una carta etica, una carta di valori che evidentemente utilizza a proprio piacimento. I DS attaccarono fortemente la giunta Di Bello proprio da un punto di vista etico, negli anni prima del dissesto. Poi gli affidamenti diretti, utilizzando sempre la modalità sotto soglia; affidamenti di 39.000 €, affidamenti a parenti degli assessori, personaggi comunque discutibili che si trovavano nello staff del sindaco, anche con rinvii a giudizio. Pubblicamente non ha mai avuto un confronto. Lo stesso fatto del SailGP; tre milioni di euro che non hanno prodotto nulla nella città di Taranto».

    «Anche il fatto di non dare mai la giusta lettura delle cose. Il teatro Fusco lo ha fatto l’amministrazione Stefàno, il campo B l’ha fatto l’amministrazione Stefàno, la biblioteca comunale, tante cose sulle quali non abbiamo avuto mai nemmeno il modo di confrontarci con questa amministrazione, considerando che in questa Giunta e nel Consiglio Comunale c’erano tanti personaggi che avevano governato con noi come Lucio Lonoce, Piero Bitetti, Gianni Azzaro, Vincenzo Di Gregorio, che comunque erano stati artefici di una stagione importante».

    «Ora io, ad esempio, non so nel bilancio comunale come sta la situazione, però sentendo i vari dirigenti, hanno dilapidato un patrimonio. Ezio Stefàno, quando uscì da Palazzo di Città, lasciò 40 milioni di avanzo di bilancio, accantonati per la causa che è ancora in corso e non sappiamo che fine hanno fatto e come andremo ad affrontare il piano di rientro per la famosa questione dei BOC».

    A proposito, come stanno le cose allo stato attuale?

    «Bisogna restituire la quota capitale, si deve fare una transazione. la OSL, con la chiusura del dissesto, ha finito tutte le procedure relative al pagamento dei debiti e ora l’unico debito che è rimasto in piedi è quello con Banca UPI, che poi è diventata Banca Bis. Pur avendo vinto la causa, non andremo a restituire gli interessi però 250 milioni andranno comunque restituiti, motivo per il quale ogni anno l’amministrazione Stefàno accantonava proprio in maniera previdente delle somme, per vincolarle e per permettere di affrontare una transazione che sarà fatta, penso, con la nuova amministrazione. Sono stati fatti anche tanti mutui durante l’amministrazione Melucci, non si è badato a spese».

    In base a tutto quello che abbiamo detto finora, è chiaro perché SDS sostenga Walter Musillo, in virtù di questa esperienza comune i tempi dell’amministrazione Stefàno…

    «In Walter riconosciamo un grande valore politico, personale, umano. Essere giunti all’individuazione della sua candidatura ci fa onore, perché è una persona con la quale abbiamo sempre collaborato, una persona che su tanti aspetti è molto vicina ai nostri ideali, quindi è ovvio che siamo soddisfatti sulla scelta del candidato sindaco».

    …c’è invece un certo imbarazzo relativamente agli alleati e quindi alla presenza in questa coalizione di tutti i partiti del centrodestra?

    «Quello che può sembrare un imbarazzo è stato superato. Per la prima volta noi, con tutte queste persone che rappresentano il centrodestra tarantino, anziché mandarcele a dire sui giornali ci siamo incontrati. Io non ho mai fatto tante riunioni in vita mia. La scelta di Melucci era “prendere o lasciare”, invece con tutti i partiti del centrodestra, con i vertici locali, con i vertici regionali e poi ovviamente con il Patto per Taranto, nelle persone di Musillo, Gugliotti e Stellato, abbiamo avuto anche un’interlocuzione a livello nazionale. Noi con queste persone ci siamo confrontati innanzitutto sulle idee, ci siamo confrontati sui programmi, ci siamo confrontati sul fatto di mettere in campo le migliori figure che si andranno a candidare nelle liste; quindi siamo arrivati al dialogo, forti di una politica che a livello nazionale è post-ideologica perché ha superato gli schieramenti di centrodestra di centrosinistra. Con Draghi LEU governa con la Lega».

    Però è anche vero che il governo Draghi è un governo atipico, perché governo di unità nazionale. Qui stiamo parlando di una coalizione politica…

    «E noi siamo un governo di unità cittadina, un governo di emergenza perché la città è stata lasciata dall’amministrazione Melucci al 98esimo posto sulla qualità della vita nella classifica nazionale; quindi è peggio dell’Italia, è emergenza cittadina. Quando c’è emergenza si devono tirare fuori le migliori competenze, come abbiamo e come stiamo cercando di fare. Badare alle questioni di cuore, nel senso della destra e della sinistra… anche perché il sociale è sia di destra che di sinistra. Poi devo dire che questa coalizione comunque è bilanciata, perché ci sono forze di centrodestra e forze di centrosinistra, che sono racchiuse nel patto per Taranto. Poi voglio dire un’altra cosa: in questi anni sono nate le liste civiche, che a livello locale l’hanno spesso fatta da padrone. Io, ad esempio, con la lista SDS presi il 9%, eleggemmo 7 consiglieri comunali nella prima tornata e forse sei nella seconda. Nelle liste civiche molte volte si vanno a racchiudere cittadini che sono sia di destra che di sinistra. Io potrei fare esempi della lista SDS; non erano tutti di sinistra, anzi, c’erano persone di estrema destra. Questo superamento delle barriere è dovuto al fatto che le liste civiche hanno fatto questo salto, perché a livello locale l’impegno di una persona è più dedicato alla risoluzione dei problemi territoriali, specie dopo che sono saltate le circoscrizioni. In questi giorni ha fatto tanto scalpore questa grande alleanza per Taranto. Il problema è sotto gli occhi di tutti, il primo a fare alleanze col centrodestra è Emiliano, che durante la campagna elettorale ha fatto accordi con Pippi Mellone di Maglie, che è vicino a Casapound e a Forza Nuova, e ha fatto accordi con la Lega, ora ha nominato assessore Rocco Palese di Forza Italia. Non è che quando le cose le fa Emiliano sono buone e quando le facciamo noi a Taranto sono brutte. Lo stesso Melucci, pur di rimanere incollato saldamente alla sua poltrona, ha messo in giunta esponenti di centrodestra e nessuno degli alleati di centrosinistra ha gridato allo scandalo, anzi. Pur di rimanere fino a fine consigliatura non hanno mosso ciglio. Ora non capisco perché questi attacchi continui nei confronti di questa coalizione che si è venuta a creare. La cosa molto importante è che Musillo non è stato un candidato imposto dall’alto. Ci sono state decine e decine e decine di riunioni, riunioni democratiche dove ognuno diceva la sua. Anche Fratelli d’Italia, che è stato l’ultimo partito a scegliere, prima l’ha deciso a livello nazionale, poi regionale e poi c’è stato un incontro a livello locale, quindi tutto si può dire tranne che questa coalizione sia nata come un’accozzaglia. Anzi, è nata attraverso un dialogo costruttivo e poi i punti di vista diversi che sicuramente ci sono e ci potrebbero essere vanno messi all’interno di un programma condiviso. Tra l’altro, con noi c’è anche un candidato che si chiama Vincenzo Fornaro, che ha tutta la mia stima e che è un ambientalista convinto, che tranquillamente può convivere con forze liberali come Forza Italia e Fratelli d’Italia».

    Domenica, alla presentazione, sulle domande di programma Musillo si è mostrato molto cauto perché c’è ancora parecchia discussione da fare. Possiamo anticipare qualche punto?

    «Proprio in queste ore stiamo organizzando dei tavoli tematici per coinvolgere tutti i cittadini. Ogni lista porterà il proprio contributo e si farà sintesi. Ad esempio, Walter durante la conferenza stampa di domenica ha annunciato che rimetterà i consigli circoscrizionali o comunque delle rappresentanze delle circoscrizioni, che sono fondamentali per mantenere quel contatto tra il cittadino e la politica. Poi abbiamo da colmare tutte le lacune di questi anni. Ad esempio, abbiamo un piano delle coste che è in approvazione alla Regione Puglia e che noi bloccheremo con tutte le nostre forze, perché è un documento scellerato che se venisse approvato bloccherebbe Taranto per altri vent’anni. Toglieremo certamente alcuni tratti di piste ciclabili che ha fatto Melucci, che sono forse al limite della sicurezza stradale, come via Lombardia. Poi, ovviamente, cercheremo di investire meglio i soldi e fare una lotta agli sprechi. In questi anni ci sono stati tanti sprechi fatti passare come cultura, però non era cultura. Hanno finanziato progetti in cui i cittadini, per andare, dovevano pagare, progetti che hanno visto soltanto una nicchia della città partecipare e la popolazione larga a casa. Punteremo sulla cultura. Ovviamente rimane sempre la questione Ilva, sulla quale comunque faremo degli approfondimenti importanti e al momento non mi sento di rilasciare dichiarazioni perché ci sono delle partite importanti a livello nazionale, come ad esempio la distrazione dei fondi che erano per le bonifiche, che a quanto pare si tentava di convogliare sulla proprietà. Usciremo con un programma che alcuni della coalizione hanno definito come un decalogo, cioè non faremo il libro dei sogni, ma faremo dei punti programmatici secchi e che auspichiamo di realizzare, perché l’amministrazione Melucci a quanto pare rispetto al programma non ha realizzato neanche un punto, mi dice chi l’ha scritto».

    «L’appello che mi sento di lanciare è di fare una campagna elettorale sobria. Quello che vedo è odio, odio personale. Io intervengo in questa campagna elettorale dopo cinque anni in cui, per fortuna, ho potuto vedere la politica anche dal di fuori, perché quando si è emotivamente coinvolti si vedono le cose in maniera anche distorta. Stando fuori ho avuto anche l’opportunità di riconoscere gli errori che sono stati fatti durante il nostro governo. Mi accingo a questa campagna elettorale in maniera molto serena e mi auguro che la serenità sia da parte di tutti, anche se in questi giorni, purtroppo, sui social si sono sbizzarriti un po’ tutti. La città di Taranto deve uscire forte, deve uscire unita, qui invece mi sa che si sta peggiorando. Abbiamo subìto per dieci anni critiche gratuite con il sindaco Stefàno perché avevamo parti di potere forte della città contro, ma alla fine siamo stati gli unici che hanno governato per dieci anni. Purtroppo, l’arroganza che l’ha fatta da padrona in questa amministrazione ha prodotto le dimissioni di 17 consiglieri comunali, che secondo me non sono dei traditori ma sono delle persone che hanno delle motivazioni politiche per arrivare a firmare dal notaio. Qui invece si è andati sempre con la strafottenza, con poca umiltà. La politica è umiltà, la politica è sobrietà, non è benefit, non è andare a Roma e andare in sette al ristorante. Io ho avuto la fortuna di fare l’assessore con Ippazio Stefàno e quando andavamo a Roma andavamo e tornavamo in giornata, mangiavano alla stazione di servizio e pagava pure Ezio Stefàno. Ora se si va in assessorato al bilancio o dal dirigente si vedono fatture su fatture su fatture di tavolate di chi andava a Roma, mangiava, dormiva, e non mi pare che i cittadini vogliano questo dalla politica. I cittadini vogliono i sacrifici, vogliono che un consigliere comunale faccia il proprio dovere ma non che abbia dei benefit, i benefit già stanno nel ruolo».

    Ha parlato con Ezio Stefàno di questa nuova esperienza politica?

    «Ezio è come un secondo padre per me, quindi è ovvio che ne ho parlato. Ha condiviso alcune cose, condivide il fatto che comunque siamo dinnanzi a una stazione post-ideologica. Ezio mi rivedrà nei prossimi giorni, però e ovvio che finalmente si gode la sua pensione, continua a fare il medico e quindi vede le dinamiche cittadine soltanto con una grande esperienza. Ovviamente, lui è al corrente di tutto e io accetto sempre i consigli».