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Un segnale di discontinuità con il passato c’è, almeno per ora. Il nuovo Consiglio comunale di Taranto, al suono della campanella come se fosse il primo giorno di scuola, è composto da gente educata e rispettosa.
Il tutto si è svolto all’insegna di quel garbo istituzionale che dovrebbe essere alla base di ogni occasione politica-amministrativa, con maggioranza e minoranza che hanno mostrato reciproco spirito di collaborazione.
Come detto, sembra il primo giorno di scuola, i nuovi consiglieri inizialmente appaiono un po’ spaesati, tranne che con i telefonini. Infatti, c’è chi sui social o come stato di WhattsApp si è sparato subito la foto del cartoncino con il proprio nome e cognome. O chi si è fatto immortalare in posa dal proprio social media manager.
Si familiarizza prima dell’adunata. Gli uomini quasi tutti impeccabili nell’abbigliamento (Lazzaro e Tartaglia una spanna sopra tutti per stile ed eleganza), tranne i fedeli alla linea (non la band CCPP), Contrario e Lenti che sfoggiano il solito look casual (polo per il primo, camicia leggera con sotto t-shirt con scritta Palestina libera per il secondo). Non passano inosservati, invece, i completi carta da zucchero di Lonoce o quello marrone quasi tabacco di Messina.
Tra le donne look sobri sebbene la Mignolo si distingua con un vestito colorato, che non disturba affatto. Nessuna sfilata di moda, quindi.
Prima dell’inizio della seduta d’esordio (alle 10.29, con un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia) il sindaco Bitetti fa il giro largo: prima per salutare i giornalisti e poi per stringere la mano a uno a uno a tutti i Consiglieri comunali, a partire da quelli di opposizione che lui propone di definire di minoranza.
La seduta viene aperta ed inizialmente presieduta dal consigliere anziano Di Gregorio che chiosa il suo breve intervento con un “Dio l’accompagni (riferito al sindaco Bitetti) in questa missione per la nostra città”.
Prima del giuramento subito un colpo di scena: la consigliera Bianca Boshniaku chiede la parola per annunciare il suo passaggio al Gruppo Misto (si è autosospesa temporaneamente dal Partito Democratico):” Pensavo di ritrovare una comunità pulita e accogliente.Cosi non è stato”. Ha parlato di scelte non condivise del gruppo Pd (evidentemente qualche sua aspirazione non è stata soddisfatta, ndr). Aveva già fatto nel recente passato andata e ritorno dai dem.
Arriva il giuramento ed il sindaco Bitetti non cela l’emozione. Ci sono dei problemi tecnici. L’audio in sala si sente troppo basso, i nuovi mostrano un certo impaccio con i pulsanti del microfono (luce rossa, luce verde) quando devono esprimere la dichiarazione di voto per l’elezione del presidente e del vicepresidente del Consiglio comunale.
Bitetti propone Gianni Liviano (Demos), eletto all’unanimità, Lazzàro propone Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia), eletta all’unanimità; segno di un accordo pregresso tra maggioranza e opposizione. Nella sua dichiarazione di voto il consigliere Luca Contrario si diverte ad esprimere un “Liviano tutta la vita”, che prende in giro Melucci con quel suo “Abbate tutta la vita”, passato alla storia recente dell’insolenza politica.
A seguire il sindaco Bitetti procede con la dichiarazione delle linee programmatiche del suo mandato che altro non sono che una sintesi del programma elettorale. Ci si aspettava qualcosa di più dal primo cittadino che cita più volte lo slogan della sua campagna elettorale: “Taranto sarà….: una città europea, dinamica, inclusiva e accogliente” e via dicendo..
Quando parla di piste ciclabili ai cronisti presenti scorre sulla schiena un brivido lungo pensando a quanto (forse troppo) già realizzato in tal senso dalla precedente giunta Melucci.
La parte centrale della prima assise cittadina mostra qualche segno di cedimento nell’uditorio. Ci si distrae con i telefonini, ci si alza per andare in bagno. Qualcuno si disseta bevendo acqua, Si notano, però, troppe bottigliette di plastica specie dalla parte della maggioranza, che dovrebbe avere più a cuore le sorti del pianeta… Il sindaco, invece, dà il buon esempio e sorseggia dalla borraccia termica.
Intanto ci tocca dare in parte ragione al consigliere Stellato ( quanto ci pesa…) che siede accanto a Di Cuia, suo nuovo capogruppo in Forza Italia. Il neo forzista che rinfaccia al sindaco di non aver praticamente fatto nulla rispetto al programma previsto per i primi 100 giorni di governo (ne sono trascorsi 40) soprattutto in ordine a sicurezza, decoro e pulizia. In effetti, a titolo di esempio lampante, i marciapiedi nei pressi di Palazzo di Città sono lerci e maleodoranti e non rappresentano certo un bel biglietto da visita.
Stellato cita l’ex presidente di Kyma Ambiente (Mancarelli) parlandone come di un martire (per gli attacchi che ha dovuto subire) visto che la situazione della raccolta rifiuti non è per nulla migliorata.
La consigliera Angolano (M5S), intanto, nel suo intervento propone di svolgere in piazza il prossimo Consiglio comunale monotematico sulla vicenda ex Ilva.
Il consigliere dei verdi Lenti, cita forse, inconsapevolmente, vista la giovane età, l’ex presentatore tv Enzo Tortora con un “Dove eravamo rimasti?” e poi si toglie la camicia casual per far notare ancora di più una maglietta nera con la scritta Palestina libera.
Il resto degli interventi scorre via senza grossi sussulti a parte un botta e risposta tra Di Gregorio e Stellato.
Insomma come primo giorno di “scuola” del nuovo Consiglio comunale, non c’è male. Anzi, rispetto al circo visto negli ultimi mesi del Melucci bis, c’è da essere soddisfatti per la compostezza emersa. Speriamo di memorizzare presto volti e nomi dei nuovi assessori e consiglieri comunali e di non dimenticarceli, sperando non ci sia turn-over come nel recente passato.
Certo gli animi, probabilmente, si scalderanno a breve con il Consiglio comunale monotematico sulla vicenda ex Ilva, previsto per il 30 luglio. L’auspicio è che tutto resti nei limiti di un acceso dibattito…Il momento storico è delicato, però.

































