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  • Taranto, sinistri stradali in aumento

    Taranto, sinistri stradali in aumento

    Parte da un dato che non ammette distrazioni la giornata dedicata a San Sebastiano, patrono della Polizia Locale: l’aumento degli incidenti stradali e, soprattutto, degli investimenti di pedoni. Numeri che pesano come macigni e che raccontano una città ancora fragile sul fronte della sicurezza. Nel 2025, a Taranto, sono stati rilevati 1.724 sinistri, nove dei quali mortali, 18 con prognosi riservata e ben 109 investimenti di pedoni. Un trend in crescita rispetto al 2024 e in controtendenza rispetto ai dati nazionali, che impone una riflessione profonda sul modo di vivere e condividere le strade.

    In questo contesto, nella chiesa di Santa Lucia è stata celebrata la messa in onore di San Sebastiano, protettore della Polizia Locale, officiata dall’arcivescovo di Taranto Ciro Miniero. Accanto al comandante Michele Matichecchia e a una folta rappresentanza di agenti, erano presenti il sindaco Piero Bitetti, il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, la procuratrice Eugenia Pentassuglia, i vertici delle forze dell’ordine, assessori, consiglieri, dirigenti comunali e rappresentanti di associazioni.

    È stato proprio il comandante Matichecchia a richiamare l’attenzione sui dati più allarmanti: «Non posso esimermi dal richiamare l’attenzione su un dato che desta preoccupazione. Il numero degli incidenti stradali rilevati nel corso 2025 è aumentato rispetto ai dati del 2024. Si tratta di un bilancio che non può lasciarci indifferenti e che impone una riflessione seria e responsabile sul modo in cui viviamo e condividiamo le nostre strade».

    «Questo andamento – ha proseguito – conferma che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della sicurezza stradale ed evidenzia la necessità di continuare a investire con determinazione nel controllo, nell’educazione e nella manutenzione delle infrastrutture, affinché le nostre strade diventino sempre più sicure per tutti. Negli ultimi anni il nostro Corpo ha scelto di investire con convinzione non solo nell’attività di controllo e repressione, ma soprattutto nella prevenzione e nella formazione».

    Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni: «Abbiamo ritenuto fondamentale – ha precisato il comandante – rivolgerci ai più giovani, ai bambini e ai ragazzi. Attraverso i progetti nelle scuole cerchiamo di trasmettere il valore delle regole, non come una mera imposizione, ma come uno strumento di convivenza civile, di reciproco rispetto e, soprattutto, di tutela della vita. Parlare di sicurezza stradale ai bambini significa parlare di futuro, significa formare cittadini più consapevoli, più responsabili e più attenti agli altri».

    Questi progetti, ha sottolineato ancora Matichecchia, «non sono attività collaterali, ma rappresentano un vero investimento culturale che nel tempo produce sicurezza, rispetto delle regole e fiducia nelle istituzioni. Accanto a questo impegno educativo continua il lavoro quotidiano della polizia locale per garantire la sicurezza della viabilità e dell’incolumità pubblica, svolgendo attività di polizia stradale mirata al controllo della circolazione e alla prevenzione degli incidenti».

    Particolare attenzione è stata rivolta al controllo dei cantieri stradali e dei mezzi pesanti «che, a causa del mancato rispetto delle regole, di frequente – ha puntualizzato il comandante – sono causa di incidenti particolarmente gravi. Sono stati effettuati inoltre controlli mirati al decoro, con particolare riguardo alla prevenzione e alla repressione dell’abbandono dei rifiuti. L’attività ha avuto l’obiettivo di tutelare l’ambiente urbano, promuovere il rispetto delle regole e sensibilizzare i cittadini a comportamenti responsabili».

    È attraverso «un’azione integrata che unisce sicurezza stradale, controllo del territorio e vigilanza amministrativa che possiamo rafforzare – ha insistito Matichecchia – la fiducia dei cittadini e costruire una città più ordinata, sicura e rispettosa delle regole». Taranto, ha ammesso, è una «città complessa» con caratteristiche «particolari: un porto, una mobilità legata al lavoro industriale e commerciale, flussi turistici crescenti, una viabilità che intreccia centro, periferie e zone costiere. La strada è uno spazio condiviso dove si incontrano esigenze diverse: pedoni, ciclisti, automobilisti, anziani e bambini. Il nostro compito è quello di garantire che questo spazio sia reso il più possibile sicuro, ordinato e accessibile a tutti».

    Ed ancora: «Ogni controllo, ogni intervento, ogni progetto di miglioramento della viabilità non ha come scopo la sanzione fino a se stessa, ma la prevenzione degli incidenti e la tutela delle persone e la salvaguardia della vita. Il nostro lavoro è questo: essere un presidio silenzioso ma costante di sicurezza e di equilibrio di legalità nelle strade, nelle piazze, davanti alle scuole durante le manifestazioni e nei momenti critici della vita cittadina».

    Il sindaco Piero Bitetti ha definito quella di San Sebastiano «una giornata importante per la polizia municipale di Taranto e per tutte le polizie municipali d’Italia», ricordando il ruolo fondamentale degli operatori locali nel garantire legalità e percezione di sicurezza. «L’operatore di polizia locale – ha sostenuto – è l’amico dei cittadini, è colui che ascolta, consiglia e contribuisce a garantire qualità della vita e benessere».

    Infine, il messaggio dell’arcivescovo Miniero, che ha richiamato il valore della condivisione e della protezione: «È l’occasione per chiederci che tutto il lavoro sia sempre orientato al bene delle nostre comunità e per chiedere l’intercessione di San Sebastiano su tutti gli uomini e le donne della polizia locale che, giorno per giorno, si impegnano a tenere viva la nostra città e lontana da pericoli». Un momento di fede e riflessione che, partendo da numeri preoccupanti, rilancia una responsabilità collettiva: rendere le strade di Taranto più sicure per tutti.

     

  • Un analcolico per me…

    Un analcolico per me…

    Tra le novità della riforma del Codice della Strada, entrata in vigore il 14 dicembre 2024, quella relativa alle limitazioni della guida in stato di ebrezza ha destato grande scalpore tra i giovani nella fascia di età 18- 35 anni.

    Le nuove regole, altre a confermare la stretta sull’eccesso di velocità e l’uso del telefonino mentre si è alla guida, stabiliscono una nuova sanzione pari a 158 euro per chi, avendo sulla propria patente il codice 68, assegnato se in un precedente controllo il tasso alcolemico supera 0,8 g/l, non rispetta tale limite.

    Se sulla patente è, invece, apposto il codice 69 gli autoveicoli dovranno essere dotati di alcolock (un dispositivo che non permette al motore di avviarsi se il tasso alcolemico è superiore a zero). Tutti coloro che non lo montano o lo alterano, dovranno pagare una multa di 316 euro. Questo nuovo codice mira a rendere le strade più sicure anche alla luce degli ultimi dati sugli incidenti automobilistici.

    Solo a Taranto, secondo i tabulati ISTAT, nel 2023 sono stati registrati 726 incidenti stradali (secondo dato più alto della regione dopo Bari) e 16 decessi, mentre 1.076 persone sono rimaste ferite.

    Sulla base di questo cambiamento legislativo che automaticamente va a colpire la sfera sociale, abbiamo intervistato i titolari di due bar che rientrano tra i locali più frequentati a Taranto dalle giovani comitive, il D’Agostino su viale Magna Grecia e il Grand Caffè la Fenice in via Mediterraneo, per capire quali ripercussioni hanno avuto sulle vendite di alcolici e superalcolici dopo l’entrata in vigore della riforma sul codice della strada.

    “Partendo dal presupposto che siamo d’accordo con le nuove restrizioni perché ultimamente si sentivano troppe notizie di incidenti stradali con giovani coinvolti, devo ammettere che la vendita dell’alcol in questo periodo si è abbassata” -afferma Luca D’Agostino titolare dell’omonimo bar: “Fortunatamente però, questo calo non è pesato molto sul nostro incasso in quanto lavoriamo tanto anche con le colazioni e con gli aperitivi”.

    Secondo proprietari del bar questo periodo di passaggio è stato necessario per capire la direzione del mercato e le richieste dei consumatori: “A questo calo corrisponde anche l’aumento della richiesta dell’analcolico, soprattutto della birra, prodotto che non abbiamo mai venduto”.

    “Il cambiamento sociale parte dalle comitive” – spiega Emily Bianco, titolare del bar D’Agostino- “I ragazzi adottano un’organizzazione specifica: all’interno del gruppo che esce per fare serata viene scelto un componete che rimane sobrio e salva la ‘bevuta’ agli altri”.

    Questo non è l’unico escamotage messo in pratica dai ragazzi per ‘godersi’ la serata. Infatti l’alcol test fai da te (che sia a soffio, usa e getta o elettronico) è il prodotto più richiesto nelle farmacie e sul web. Le nuove generazioni con l’etilometro portatile cercano di capire se due birre piccole, due bicchieri di vino o un super acolico possono far risultare il test positivo con il tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, anticipando i controlli della polizia locale e le sanzioni penali.

    Anche Aldo Sangermano, titolare del Gran Caffè la Fenice, ha raccontato che il bar sta vivendo una situazione molto particolare.  “Considerate che il calo è regolare dopo il periodo natalizio perché i ragazzi, lavoratori ed universitari fuori sede, tornano alla loro quotidianità lontana dalla città di Taranto. Quest’anno però il nuovo codice della strada ha inciso del 20% sulla vendita dell’alcolico, inoltre ho sentito dei commenti che mi hanno meravigliato come la rinuncia al secondo giro di bevuta o addirittura la scelta dell’analcolico”.

    Questo cambiamento, come anche sottolineato dai titolari dei bar, non spaventa al contrario viene accettato volentieri perché ha l’obiettivo di tutelare la vita delle persone,  ma gli stessi pretendono un supporto da parte delle istituzioni per sopperire al momentaneo calo delle vendite. “Potrebbero aiutare molto i servizi pubblici” afferma Sangermano e conclude- “Magari delle navette notturne con dei percorsi specifici per le zone più frequentate dai ragazzi”.

    Per il momento l’obiettivo dei titolari rimane quello di accogliere la richiesta dei consumatori, di seguire i mutamenti del mercato e di rinnovarsi per non deludere le aspettative delle nuove generazioni.