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  • Ritorna la cantieristica navale a Taranto

    Ritorna la cantieristica navale a Taranto

    È stata varata questa mattina nei cantieri navali di Taranto la barca-porta (una porta che galleggia con la funzione di ostruire l’ingresso dei bacini in muratura), una grande opera ingegneristica che sarà al servizio dello stabilimento Arsenale, su commissione della Marina Militare italiana.

    A realizzare la mastodontica opera ingegneristica, tra le più complesse in ambito navale, la SGM, storica associata a Confindustria, attiva nel settore della carpenteria metallica, navale civile ed industriale, oltre che dell’impiantistica elettrica, automazioni e rete dati.

    La barca – porta servirà a chiudere il bacino BRIN dell’Arsenale Marina Militare di Taranto e sviluppa una lunghezza di circa 34 m., un’altezza di circa 12 m., una larghezza di circa 3,5 m. ed un peso di oltre 200 tonnellate.

    “Nel 2021 la SGM ha acquistato e ristrutturato gli ex cantieri Tosi con l’obiettivo di far rivivere la cantieristica navale nella città di Taranto” – afferma con orgoglio il Ceo dell’azienda friulana con sede in provincia di Udine, Maurizio Abatematteo, tarantino d’origine, emigrato in cerca di lavoro 30 anni fa: “Tornare a Taranto per me è stato un gran piacere. Purtroppo ci scontriamo sempre con la burocrazia che poi rallenta tantissimo le iniziative imprenditoriali che vogliono far crescere il territorio. Desideriamo restituire a questa città la naturale posizione strategica nel settore della cantieristica navale. E sono felice di aver dato la possibilità a 150 giovani maestranze di poter lavorare in loco e non esser costretti ad andare via per trovare delle nuove opportunità come accaduto a me”.

    Un’opera, come ha sottolineato lo stesso Abatematteo, che è stata realizzata in tempi sfidanti (5 mesi contro gli 8 normalmente previsti) rispettando quanto scritto nel contratto con la Marina Militare anche dal punto di vista degli standard di qualità.

    “Intorno al bacino BRIN a fine ‘800 è stato costruito tutto l’Arsenale e per noi rappresenta un elemento identitario. Per la Marina è una risorsa importantissima perché aumenterà la nostra capacità riportandola a pieno regime. Stiamo lavorando, già tantissimo, sia a favore della Marina  ma anche delle unità civili che potranno essere alloggiate da noi. Per noi è motivo di grande orgoglio essere al centro di questo momento di rinascita tarantina. Sono 60 anni che non si vara qualcosa a Taranto”, ha dichiarato nel suo intervento il Direttore dell’Arsenale, Ammiraglio Pasquale De Candia.

    I lavori per la costruzione del manufatto sono stati effettuati nell’area ex Nigro (abbandonata all’incuria per diversi decenni). Il varo, con la messa in mare della barca-porta, si è svolto nello specchio d’acqua antistante lo stabilimento in località Buffoluto alla presenza delle massime autorità territoriali e dei vertici della Marina Militare. A seguire la barca-porta è stata rimorchiata presso l’Arsenale Marina Militare di Taranto per essere verticalizzata attraverso zavorra liquida.

    *foto ed interviste realizzate da Roberto Orlando