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  • Manduria al top nel riciclo della plastica

    Manduria al top nel riciclo della plastica

    Il comune di Manduria (TA) e Castro (LE) ottengono il massimo riconoscimento di “tre tartarughe” come “Comune Plastic Free”, il premio promosso dPlastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica.

    La cerimonia di premiazione della quarta edizione si è tenuta oggi a Napoli, presso il Teatro Mediterraneo, sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Comune di Napoli. In totale 122 i borghi, paesi e città italiane che si sono distinti per la lotta contro gli abbandoni illeciti, per la promozione di comportamenti responsabili e le opere di sensibilizzazione sul territorio nonché per l’impegno in una gestione virtuosa dei rifiuti urbani. Ben 10 i Comuni Plastic Free della Puglia: oltreManduria (TA) e Castro (LE), Ceglie Messapica (BR) con due tartarughe e poi Acquaviva delle Fonti, Bari, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Mola di Bari, Monopoli (BA); Fasano (BR); Castellaneta e Mottola (TA).

    “Oggi più che mai, il riconoscimento di Comune Plastic Free non è solo un titolo, ma una responsabilità – ha dichiarato Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Significa aver scelto un percorso virtuoso, fatto di azioni concrete per ridurre l’inquinamento da plastica, sensibilizzare i cittadini, educare le nuove generazioni e costruire una comunità più consapevole e sostenibile. Un Comune Plastic Free è un motore di trasformazione, un nuovo modo di pensare, un nuovo modo di vivere il proprio territorio. E quando il legame tra Istituzioni e cittadini è così forte, il cambiamento non solo è possibile, ma diventa inarrestabile”.

    “Grande soddisfazione come referenti ma soprattutto come cittadini della nostra splendida regione – dichiarano Luigi Schifano e Silvana Ferrante, referenti regionale Plastic Free -. Per la prima volta abbiamo due comuni premiati con 3 tartarughe: Manduria e Castro e la speranza è che, insieme al nostro capoluogo Bari, siano da traino per tutte le nostre amministrazioni, affinché si impegnino sempre di più nella tutela dell’ambiente, un bene troppo prezioso, da preservare e difendere. La giornata di oggi rappresenta un punto di inizio per lavorare e collaborare in maniera sempre più efficace sul territorio pugliese: solo uniti e compatti, possiamo fare la differenza – concludono i referenti pugliesi Plastic Free riuscendo a sconfiggere il fenomeno dell’abbandono illecito di rifiuti, riducendo considerevolmente l’utilizzo della plastica e del monouso nel nostro quotidiano”.

    Tra le autorità intervenute durante la cerimonia il sindaco di Napoli e presidente ANCI, Gaetano Manfredi, che ha ricevuto un riconoscimento speciale. “Essere Plastic Free non significa solo ridurre la plastica ma impegnarsi assieme quotidianamente per la propria comunità – ha dichiarato Manfredi – Come Sindaci siamo in prima linea, vogliamo fare tanto per i nostri territori ma vogliamo farlo assieme ai cittadini”.

    “In questa legislatura daremo attuazione al Green Deal che contiene una serie di misure per il contrasto ai cambiamenti climatici. Una di queste è la SUP che vieta la plastica monouso così da limitare l’impatto sull’ambiente – ha dichiarato l’On. Antonio Decaro, presidente della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo -. Ringrazio Plastic Free Onlus per questo riconoscimento che mette in competizione virtuosa i Comuni, che possono così scambiarsi buone pratiche per tutelare i nostri splendidi territori”.

    Per incentivare le iniziative ambientali sui territori locali e sostenere le Amministrazioni nei percorsi virtuosi, Plastic Free Onlus ha deciso di aprire le candidature per il 2026 già dal prossimo giugno. Nel frattempo, si aprirà una interlocuzione con gli Enti regionali per trovare le risorse che possano sostenere economicamente il cambiamento nei Comuni volenterosi.

  • L’ex Albini riparte “senza” i suoi lavoratori

    L’ex Albini riparte “senza” i suoi lavoratori

    A distanza di un paio di mesi abbondanti, riaccendiamo i riflettori vertenza riguardante l’azienda Tessitura Albini di Mottola (che fu posta in liquidazione il 4 marzo 2021). Una delle tante crisi del lavoro che attanagliano la provincia di Taranto da diversi anni or sono.

    Torniamo ad occuparcene innanzitutto perché dopo mesi di assoluto silenzio, tramite le organizzazioni sindacali Fillea Cgil e Uiltec Uil, abbiamo appreso che si è definitivamente conclusa l’acquisizione del sito industriale da parte del gruppo èKasa (operante nel settore legno produce e distribuisce infissi in legno e legno-alluminio De Carlo e serramenti). In realtà, la trattativa si sarebbe dovuta concludere entro il 29 dicembre scorso, ma una coltre di nebbia fittissima anestetizzò qualsiasi possibilità di acquisire informazioni ufficiali. Ma l’avvio dello sgombero dello stabilimento nei primi giorni di gennaio, eventualità che Femca Cisl, Uiltec Uil e Slai Cobas per il sindacato di classe avevano provato ad impedire mettendo in atto un presidio permanente dal mese di ottobre all’esterno del sito produttivo di Mottola, con l’intento di impedire lo svuotamento della struttura, era il chiaro segnale che le questioni burocratiche più importanti erano state appianate.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/07/29/tessitura-albini-la-vertenza-scomparsa/)

    Il gruppo torinese ha versato nelle casse della società Albini 4 milioni di euro, dopo avere presentato un’offerta vincolante il 15 maggio 2023, ed aver sottoscritto il 19 luglio successivo il contratto preliminare di vendita del compendio immobiliare di Mottola (con il versamento di una caparra di 600mila euro e 3.400.000 euro a conclusione). Un acquisto senza vincoli di alcun tipo, in quanto il gruppo èKasa in tutti gli incontri tenuti con le organizzazioni sindacali all’interno del perimetro della task force regionale per l’occupazione, ha sempre dichiarato di non essere interessata al raggiungere e sottoscrivere alcun accordo vincolante con le organizzazioni sindacali. Tanto da depositare una dichiarazione scritta con la quale chiariva, tra le altre cose, di esercitare l’attività di produzione di serramenti ed infissi e di essere pertanto interessata alla mera acquisizione del compendio immobiliare, libero dai macchinari e da ogni altro vincolo riconducibile alla precedente proprietà.

    Altra novità riguarda la ripartenza produttiva dello stabilimento, che dovrebbe avvenire a gennaio. Nel rispetto di quella tabella di marcia indicata più volte dall’azienda piemontese, secondo la quale dall’acquisizione dell’immobile sarebbero serviti non meno di 12 mesi per effettuare lavori presso lo stabilimento, che hanno riguardato in particolar modo l’installazione dei macchinari: terminati i quali sarebbe stato possibile avviare il primo impianto (altro non è mai stato specificato, come ad esempio quando sarebbe stato messo in funzione il secondo impianto, anche perché un vero piano industriale e occupazionale non è mai stato presentato) che dovrebbe occupare all’incirca tra i 15 e i 20 lavoratori.

    Ed è qui che arrivano ancora una volta al vero nocciolo della questione: i lavoratori. Ben 91 quelli interessati dalla vertenza, collocati dallo scorso 23 dicembre in regime di NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, l’attuale indennità mensile di disoccupazione per i prossimi due anni) a causa della scadenza della Cassa Integrazione Guadagnai Straordinaria, che a fronte del quadro normativo vigente non consentiva la proroga della stessa (concessa ai sensi dell’art.22-ter, D.Lgs 148/2015), né rendeva possibile il ricorso ad altri ammortizzatori sociali in deroga finalizzati ad assicurare ulteriore protezione del reddito e della contribuzione dei lavoratori, in costanza di rapporto di lavoro.

    Anche perché al gruppo èKasa fu possibile imporre il vincolo della clausola sociale per la riassunzione obbligata dei lavoratori dell’ex Tessitura Albini. Questo perché all’atto della sottoscrizione dell’accordo quadro del 4 ottobre 2022 sottoscritto dal gruppo Albini e dalle organizzazioni sindacali, non vi erano investitori interessati all’acquisizione dell’azienda. Pertanto, al termine della cassa integrazione è scattata la risoluzione dei rapporti di lavoro solo ed esclusivamente attraverso il criterio della non opposizione, al cui riguardo l’azienda Tessitura di Mottola in liquidazione si era già resa da tempo disponibile ad offrire forme di incentivazione dell’esodo e/o interventi di integrazione al reddito dei lavoratori posti in NASpI.

    Per molti di quei lavoratori la disoccupazione terminerà nel 2025. In pochi sono riusciti a ricollocarsi in aziende tessili limitrofe, in particolar modo nella provincia di Bari. Tutti gli altri sono ancora in attesa di uno spiraglio di luce, di un segnale che possa aprir loro nuovamente le porte del mondo del lavoro. Che per ognuno di loro, e per le loro famiglie, significa vivere dignitosamente, nel presente e nel futuro. In questo quadro drammatico, come abbiamo più volte denunciato, lascia sempre più sconcertati il silenzio della politica locale e regionale in primis. Quegli esponenti di partiti e movimenti ai noi tristemente noti che ogni giorno, da anni, trovano tempo ed energie per interessarsi di qualsiasi cosa, tranne che delle questioni più importanti e complesse. Che un giorno sì e l’altro pure a queste latitudini si strappano le vesti su ogni tipo di macro questione nazionale e internazionale, mentre all’atto pratico non sono in grado spesso e volentieri di riuscire a risolvere i problemi dei territori nei quali governano da anni. Esponenti di partiti che governano in Regione o hanno la maggioranza in Parlamento o l’hanno avuta sino all’altro giorno, che affermano di avere la soluzione in tasca per una macro vertenza come quella dell’ex Ilva, che blaterano di transizione economica ed ecologica, di economia circolare, di green deal europeo, di cambiamento climatici, di fondi di ogni tipo e di chissà cos’altro ancora, ma che in realtà di politica industriale e di politiche attive per il lavoro sanno poco e niente.

    E mentre assistiamo a questo indegno spettacolo, il mondo del lavoro cambia ad un ritmo sempre più veloce, sempre più svincolato da regole e diritti conquistati in secoli di lotte, sempre più povero e precario, con centinaia e centinaia di lavoratori e lavoratrici a cui la politica, lo Stato dovrebbe dare risposte e soluzioni che sembrano soltanto un miraggio lontano.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/11/15/tessitura-mottola-il-lavoro-da-salvare/)

  • SS 100: ci sono i fondi per la messa in sicurezza

    SS 100: ci sono i fondi per la messa in sicurezza

    Tra le proposte di finanziamento avanzate nell’ambito dell’accordo di coesione tra Governo e Regione Puglia sul fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 spicca anche il completamento e la messa in sicurezza del tratto jonico della strada Statale 100, tra Gioia del Colle e San Basilio-Mottola, nei chilometri 44+500 e 52-600. Una porzione di statale che nell’ultimo anno ha registrato vari incidenti morali che hanno richiamato l’attenzione della politica nazionale ed anche del vice premier Matteo Salvini, il massimo rappresentante del Mit.

    Una copertura finanziaria pari a circa 120 milioni di euro, ben accolta dalla Regione Puglia, per mettere la parola fine ai numerosi sinistri grazie alla realizzazione di 4 corsie stradali più una grande rotatoria finale in località San Basilio, nel territorio di Mottola. Un procedimento che, attende il via libera per le previste autorizzazioni ambientali Vas – Via da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

    Questione molto discussa lo scorso settembre nel corso della «Commissione Via» convocata telematicamente dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e precedentemente il 2 maggio scorso al ministero dei Trasporti durante un summit, presieduto dal vicepremier Salvini, che vide la partecipazione del senatore della Lega Andrea Paganella, dell’amministratore delegato di Anas Aldo Isi, del responsabile di Anas Puglia Vincenzo Marzi e del presidente del comitato «Strade Sicure» Vanni Caragnano.

    In quella sede, Salvini garantì di aver sbloccato l’iter autorizzativo per i lavori sul tratto Gioia del Colle-San Basilio e assunto l’impegno di seguire la realizzazione di altri interventi strategici volti a ridurre i rischi di incidenti frontali.

  • Ancora morti sulla Statale 100

    Ancora morti sulla Statale 100

    A causa di un incidente, è stata momentaneamente chiusa la corsia in direzione Taranto sulla strada statale 100 “Di Gioia del Colle” al km 52,700 all’altezza di Mottola (TA). Nel sinistro, che ha coinvolto un mezzo pesante (un tir carico di frutta, il cui conducente è rimasto illeso) e un veicolo leggero, tre persone, delle quattro occupanti il veicolo, hanno perso la vita (si tratta di due donne di origine asiatica decedute sul colpo, la terza è morta in ospedale). Entrambi i mezzi sono finiti in una scarpata. Sul posto, nei pressi di un hotel della zona, si sono recate le squadre Anas, il 118 e le Forze dell’Ordine per la gestione del traffico in piena sicurezza e per consentire il ripristino della regolare viabilità nel più breve tempo possibile.

    Proprio nei giorni scorsi sulla messa in sicurezza di questa arteria stradale ad alta percorrenza, ormai definita strada della morte (sale a 12 il numero delle vittime in meno di un anno) avevamo interpellato l’assessore regionale ai Trasporti Debora Ciliento che aveva così risposto alla nostra richiesta di aggiornamenti:

    “Questa estate, nel tratto compreso tra il km 58,180 e il km 66,600, Anas ha rifatto la segnaletica orizzontale per l’interdizione della corsia di sorpasso nei tratti in discesa e per la creazione di una zona di transizione nei pressi dello svincolo di Mottola, con riduzione della velocità e zebrature delle due corsie di sorpasso che indicano le parti della carreggiata escluse al traffico e alla sosta dei veicoli. Il Comune di Mottola ha installato il tutor e quello di Massafra un autovelox. Abbiamo quindi avuto la piena collaborazione di Anas e dei due Comuni per cercare di arginare il drammatico susseguirsi di incidenti. Quello che mi amareggia è che gli automobilisti abbiano bisogno di questi strumenti di controllo con finalità punitive per guidare con attenzione e rispettando le regole, quando invece dovrebbe essere naturale mettersi al volante tutelando la propria vita e quella degli altri.

    Con riferimento alla tratta che va da San Basilio a Massafra, ANAS ha avviato le attività per lo sviluppo del progetto di fattibilità tecnico economica dell’intervento, tuttavia, il Contratto di programma (CdP) MIT-ANAS 21-25 non prevede lo stanziamento di risorse economiche. Va segnalato, però, che su richiesta di Regione ad oggi l’opera figura tra gli interventi classificati di prossimo inserimento nel CdP, a valle della definizione della progettazione. Questa procedura richiede comunque dei tempi medio-lunghi e proprio per questo motivo diventa ancora più rilevante tutto il lavoro svolto da Anas, Regione Puglia e tutti gli enti locali interessati, comprese le associazioni e i comitati, che hanno portato ad una celere messa a terra di misure mitigative e all’installazione di sistemi di rilevamento della velocità sulla strada esistente, come detto prima.
    Inoltre, Regione Puglia ha tentato più volte di imprimere un’accelerazione all’intero iter procedimentale proponendo il commissariamento dell’opera e tariffe gratuite e/o agevolate per il traffico pesante lungo l’Autostrada A14. Sappiamo che sono stati avviati dei tavoli di approfondimento presso il MIT alla presenza di ANAS ed ASPI, ma non c’è alcuna evidenza degli esiti degli stessi”.

    *foto multiradio Massafra

  • Sopralluogo sulla “strada della morte”

    Sopralluogo sulla “strada della morte”

    Si è svolto questa mattina lungo la strada statale 100 “Di Gioia del Colle”, un sopralluogo per verificare lo stato di attuazione degli interventi sulla statale a ridosso della Sp 237 ricadente nel territorio di competenza del comune di Mottola, in provincia di Taranto. L’incontro si è svolto alla presenza dell’assessore regionale alla mobilità Debora Ciliento, del responsabile della Struttura Territoriale Puglia Vincenzo Marzi, del responsabile Gestione Rete Anas Puglia Roberto Sciancalepore, del Sindaco della città di Mottola, Giovanni Piero Barulli. La volontà comune di tutti i soggetti istituzionali coinvolti è quella di valutare ed attuare soluzioni mirate al contenimento dell’incidentalità.

    Infatti, come annunciato in occasione dell’incontro svoltosi presso il MIT con il Ministro Salvini, lo scorso 2 maggio, Anas ha completato la progettazione degli interventi rivolti alla regolamentazione del traffico nel breve-medio periodo. Nel dettaglio, tali interventi hanno riguardato il ripristino strutturale (tra il km 62,648 ed il 62,870) e la manutenzione programmata degli impianti (tra il km 62,648 ed il km 62,870), della Galleria Mauro ubicata lungo la SS100. Inoltre nel tratto compreso tra il km 58,180 ed il km 66,600, Anas ha avviato le lavorazioni per la manutenzione programmata della segnaletica orizzontale, consistenti nell’allontanamento delle correnti di traffico, per mezzo dell’interdizione della corsia di sorpasso nei tratti in discesa e nella creazione di una zona di transizione nei pressi dello svincolo di Mottola (Ta), con riduzione della velocità e zebrature delle due corsie di sorpasso che indicheranno zone della carreggiata escluse al traffico e alla sosta dei veicoli che scoraggeranno comportamenti sbagliati alla guida. I lavori affidati all’impresa esecutrice R.T.I. Pagano S.p.A. (capogruppo) e, consegnati lo scorso 17giugno, sono in corso di esecuzione.

    Contestualmente Anas ha concluso l’iter autorizzativo relativo all’installazione di un rilevatore di velocità, tipo tutor, di competenza del Comune di Mottola. Di prossimo avvio le attività manutenzione programmata della pavimentazione stradale, dal km. 58,330 al km. 66,600.

    “Oggi è partita anche una nota a firma del presidente Emiliano e mia – ha illustrato l’assessore Ciliento – destinata al ministro per Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, e ai vertici di Autostrade per l’Italia e Anas, in cui chiediamo di rendere gratuito o a tariffa agevolata il pedaggio per i mezzi pesanti nella tratta dell’Autostrada A14 tra lo svincolo di Molfetta e Taranto. In questo modo si ridurrebbe il traffico e si renderebbe più sicure sia la SS 100 che la SS 16, in particolare la tangenziale di Bari. Nella nota ribadiamo una richiesta già fatta in precedenza, cioè di valutare l’opportunità di commissariare gli interventi di competenza Anas per il completamento funzionale e messa in sicurezza della SS 100 fino a Palagiano e per la variante della SS 16 Adriatica-Tronco Bari-Mola di Bari. Interventi strategici e prioritari per il nostro territorio – ha concluso l’assessore Ciliento – che, pur inseriti nel Contratto di Programma MIT-ANAS 2021-2025, non trovano sufficiente copertura economica e presentano notevoli criticità a livello autorizzativo e realizzativo.”

    Nella nota infatti la Regione evidenzia che nel Contratto di Programma MIT-ANAS 2021-2025 per l’intervento “Tronco Bari-Mola di Bari. Variante nel tratto compreso tra Bari e Mola con adozione della sezione stradale B” risultano confermati € 17.500.000, insufficienti a fronte del costo di € 903.220.838. Che l’intervento “SS 100 – Completamento funzionale e messa in sicurezza tra i km 44+500 e 52+600 (San Basilio) con sezione di tipo B”, appaltabile nel 2025, del quale è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica ed è in corso la fase autorizzativa sulla base della progettazione definitiva, non è finanziato a fronte di un costo di circa € 123.261.748. L’intervento “S.S. 100 Bari- Taranto. Completamento funzionale e messa in sicurezza con sez. tipo B dal km 52,200 fino al km 66,600 (conclusivo della SS 100) con immissione sulla nuova arteria SS 106 DIR/S.S. 7 in territorio di Palagiano”, del valore stimabile in € 168.000.000, non risulta finanziato ed è ricompreso nella classe “Interventi per i quali inizia l’iter progettuale, al fine di un prossimo inserimento nel Contratto di Programma”. Inoltre sulla Taranto-Massafra c’è una progettazione per 4.500.000 di euro e lavori per 200.000.000 di euro, a valere su FSC 2021/2027, che la Regione auspica possano essere messi a disposizione in tempi rapidi.

    “Si rende ormai necessario dare risposte concrete e immediate al territorio, migliorando le condizioni di sicurezza stradale”, scrivono Ciliento ed Emiliano, che rimarcano le pressanti istanze giunte dai territori, dalle associazioni e dai comitati in virtù dei gravi e ripetuti fenomeni di incidentalità.

  • Mottola rivive la traslazione di Becket

    Mottola rivive la traslazione di Becket

    Mottola rievoca un avvenimento datato 7 luglio 1220 e, ancora una volta, celebra lo stretto legame con il suo Santo patrono. All’epoca, l’evento fu celebrato con grande solennità e parteciparono molte figure di rilievo. Su tutte, il re Enrico III e importanti dignitari della Chiesa. Da quel momento in poi, la tomba di Becket divenne una delle principali mete di pellegrinaggio in Europa.

     

    L’evento inizierà domenica 7 luglio alle 18:30 con l’arrivo degli Sbandieratori e di alcuni figuranti che apriranno la Strapanoramica mottolese – organizzata dall’Asd “Correre è salute” presieduta da Maria Ciquera – che corre appunto nella città dell’arcivescovo di Canterbury. Via Altamura e piazza Semeraro saranno allestite con i quadri viventi e i pannelli informativi dedicati alla vita e al culto di Becket, mentre l’area nei pressi della chiesa del Convento ospiterà l’accampamento medievale per immergersi in un’atmosfera intrisa di fascino. Previsti anche giochi del tempo che allieteranno residenti e visitatori. Poi, al termine della Strapanoramica, al via il corteo per le vie della cittadina che rievoca la traslazione. Storicamente, quell’avvenimento segnò anche un momento di riconciliazione tra la monarchia inglese e la Chiesa, dopo le tensioni che avevano portato all’assassinio di Becket. Le celebrazioni inclusero elaborate cerimonie, preghiere e forse anche miracoli attribuiti all’intercessione del Santo.

     

  • Basta vittime della strada

    Basta vittime della strada

    Nove morti in cinque mesi sulla S.S. 100 che collega Bari a Taranto (tra le più trafficate di Puglia con circa 25 mila auto giornaliere), nel tratto Gioia del Colle-Mottola-Massafra. Ieri hanno perso la vita una mamma ed un figlio di 12 anni. Della messa in sicurezza del tratto peggiore di tutta l’arteria stradale se ne parla da tempo ma nonostante gli appelli delle istituzioni locali al Ministero dei Trasporti siamo ancora fermi al palo, anche con i provvedimenti temporanei.

    Laddove c’è un doppio senso di marcia e non c’è alcuna barriera centrale né guardrail, soprattutto sulla curva tra il bar “Lo spaccio” e la “Sala Azzurra” (località San Basilio), il senso di pericolo in una strada ad alto scorrimento è sempre percepibile.

    Che cosa deve accadere più affinché si prendano immediati provvedimenti, anche temporanei, che superino i tempi lunghi dell’odiosa burocrazia? Deve morire un consigliere regionale? Un parlamentare? Un dirigente dell’Anas?

    Il nove aprile scorso furono annunciate una serie di misure di sicurezza, da adottare nei prossimi mesi, in grado da fungere da deterrente: chiusura, da parte di Anas, della corsia di sorpasso in discesa in direzione Massafra, a partire dall’imbocco della galleria Mauro, installazione di un tutor nel territorio di Mottola e di un autovelox fisso a Massafra.

    Proprio nel tratto che va da San Basilio a Massafra, di competenza del Comune di Mottola, si leggeva in una nota, sono stati affidati i lavori per la progettazione ed esecuzione dell’attivazione sperimentale della rilevazione della velocità media, nonché la richiesta di allungamento del tratto di strada da sottoporre a controllo.

    È ora, da parte di tutti i soggetti in causa, di dare carattere di urgenza alla questione, con qualsiasi mezzo a propria disposizione. Basta vittime della strada!

    *foto di repertorio

  • S.S. 100: si chiude una corsia

    S.S. 100: si chiude una corsia

    Si muove qualcosa riguardo la messa in sicurezza della S.S. 100 (Bari-Taranto), teatro negli ultimi mesi di gravi incidenti mortali ed arteria stradale tra le più trafficate di Puglia (intorno alle 25 mila vetture giornaliere). Chiusura, da parte di Anas, della corsia di sorpasso in discesa in direzione Massafra, a partire dall’imbocco della galleria Mauro, installazione di un tutor nel territorio di Mottola e di un autovelox fisso a Massafra.

    Questi sono alcuni dei provvedimenti che nel giro dei prossimi mesi saranno adottati per contenere i rischi incidenti stradali lungo l’arteria Gioia del Colle-Massafra, emersi dalla V Commissione consiliare della Regione Puglia, nel corso della quale sono stati ascolta i sindaci di Massafra, Palagiano, Gioia del Colle, alcuni consiglieri regionali, Anas ed il comitato Strade Sicure di Mottola.

    Nel tratto che va da San Basilio a Massafra, di competenza del Comune di Mottola, si legge in una nota le interlocuzioni tra l’amministrazione comunale e l’ANAS sono continue ed è stato confermato l’affidamento a marzo dei lavori per la progettazione ed esecuzione dell’attivazione sperimentale della rilevazione della velocità media, nonché la richiesta di allungamento del tratto di strada da sottoporre a controllo. L’installazione del tutor, però, non è compatibile con i cantieri che ancora ci sono nella galleria Mauro, che interessa quel tratto di strada, e saranno verosimilmente chiusi tra giugno e luglio.

     

  • Thomas Becket da Canterbury a Mottola

    Thomas Becket da Canterbury a Mottola

    I reali di ieri e di oggi: un viaggio nella monarchia tra curiosità, aneddoti e attualità. Tutto questo con una guida d’eccezione, il giornalista e scrittore esperto di «royal family» Antonio Caprarica. Sarà lui il prestigioso ospite dell’evento “La corte di Inghilterra e la Chiesa. Thomas Becket da Canterbury a Mottola”, in programma a Mottola, in provincia di Taranto, il prossimo 22 marzo (ore 19:30, chiesa Madre, ingresso libero). Una serata per ripercorrere secoli di storia: dal delicato momento di Casa Windsor, al rapporto tra politica e chiesa (sia cattolica che anglicana), passando per alcuni episodi – indietro nel tempo – come la distruzione della tomba del santo ad opera di Enrico VIII. E se tutti conoscono le vicissitudini di re Carlo e della sua famiglia, non tutti sanno che nella monarchia britannica anche la religione ha svolto un ruolo determinante al punto da disegnarne i tratti che noi oggi conosciamo. Da qui l’iniziativa, pronta a rappresentare un ulteriore collegamento tra Mottola e il Regno Unito.

    La cittadina in provincia di Taranto è tra i soli tre comuni italiani a poter vantare, come patrono, il santo inglese Thomas Becket. Nominato cancelliere da Enrico II, da arcivescovo di Canterbury si inimicò il sovrano difendendo i diritti della Chiesa. Ed è per questo che il 29 dicembre del 1170 fu pugnalato a morte, nella sua cattedrale, dai sicari del re. Tre anni dopo venne canonizzato e il suo culto si diffuse rapidamente. Anche a Mottola dove la tradizione narra che era vivo il ricordo del vescovo Alimberto, ucciso dai soldati di Marcualdo – cancelliere del principe Boemondo di Taranto – per difendere il suo popolo. Secondo leggenda, il suo successore decise che, per proteggere il paese, doveva esserci un nuovo santo, un ecclesiastico coraggioso: Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury. Ed ecco che, per rafforzare sempre più il legame della cittadina con l’Inghilterra, l’associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket ha organizzato una serata che, partendo dalle vicissitudini attuali della corte d’Inghilterra, ricostruisca anche quelle meno recenti, accompagnati da un oratore di chiara fama e competenza: Antonio Caprarica, considerato tra i maggiori esperti italiani della Casa Reale Britannica. Volto televisivo, per anni corrispondente Rai da Londra, può vantare anche una lunga carriera come scrittore. Nel suo ultimo libro “Carlo III, il destino della corona”, ripercorre la vita del re, il matrimonio con Diana e l’amore per Camilla ricordando gli eventi che hanno scosso il mondo intero. A dialogare con lui sarà l’attore e regista Antonio Minelli, direttore artistico degli eventi Thomas Becket AD 1170.

    Infine, non casuali la location e il mese scelto per l’evento. Soltanto pochi anni fa, infatti, proprio nella chiesa Santa Maria Assunta (che ospiterà l’incontro con il giornalista Caprarica) sono state trovate alcune reliquie di Becket. E anche questo sarà uno spunto di dibattito nel corso della serata, in stretto collegamento con gli ultimi studi sulle ossa del santo. Non da ultimo, l’iniziativa cade in un mese simbolico: proprio marzo, scelto da papa Alessandro III per istituire la festa di San Tommaso. Era il 1177.

  • Ancora sangue sulla Statale 100

    Ancora sangue sulla Statale 100

    Tre morti e tre feriti. Questo il drammatico bilancio dell’incidente stradale avvenuto questo pomeriggio sulla statale 100 all’altezza di Mottola. Il tratto è lo stesso in cui lo scorso novembre  sono morti tre militari della Brigata Pinerolo Bersaglieri ed un uomo di sessant’anni.

    Nel terribile impatto sono rimaste coinvolte due auto, una Bmw e una Peugeot. Le vetture, per cause in corso di accertamento, si sono scontrate frontalmente. Tra le lamiere contorte delle due macchine sono rimaste uccise tre persone. Le vittime, un ragazzo di 32 anni e due ragazze di 26 e 23 anni, tutti di Vibo Valentia, viaggiavano a bordo della Peugeot. Feriti una coppia con un bambino.
    A lanciare l’allarme sono stati gli automobilisti di passaggio. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i militari dell’arma dei Carabinieri della compagnia di Massafra. Purtroppo per tre degli occupanti delle macchine non c’è stato nulla da fare. Altre tre persone sono state soccorse e sono state condotte in ospedale. Sul luogo anche le squadre dell’Anas.

    La strada statale 100 “di Gioia del Colle” è stata temporaneamente interdetta al traffico all’altezza del km 60,100 in località Mottola in provincia di Taranto.

    Il traffico in direzione Taranto è stato deviato al km 53,400 “San Basile” , mentre il traffico in direzione  Bari viene deviato al km 60,200 a “Noci  Mottola”

    *foto di repertorio