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  • Tessitura Mottola, vertenza in salita

    Tessitura Mottola, vertenza in salita

    Non arrivano buone notizie in merito alla delicata vertenza della Tessitura Mottola srl del Gruppo Albini. Nella giornata di ieri si è infatti svolta una nuova riunione della task force regionale per l’occupazione presieduta da Leo Caroli, alla quale però non hanno partecipato né il gruppo lombardo né gruppo èKasa. La motivazione della mancata partecipazione al tavolo delle due società, si trova all’interno di due distinte lettere inviate alla task force, che saranno inviate alle organizzazioni sindacali nei prossimi giorni, ma il cui contenuto è stato rivelato alle stesse durante la riunione di ieri.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/01/tessitura-albini-ci-sara-laccordo/)

    Il gruppo Albini ha motivato la sua assenza al tavolo a fronte del presidio permanente in atto da quasi due mesi all’esterno del sito produttivo di Mottola, con l’intento di impedire lo svuotamento della struttura. L’atteggiamento messo in atto da Femca Cisl, Uiltec Uil e Slai Cobas per il sindacato di classe, non è piaciuto alla società che aveva già chiesto nell’ultimo incontro che i tecnici incaricati dalla azienda in liquidazione potessero entrare nello stabilimento, per poter effettuare verifiche sui macchinari e smontarli, anche nella prospettiva di accorciare i tempi per la liberazione dell’immobile, ai fini della sua cessione e della reindustrializzazione. Tra l’altro, il gruppo Albini contesta il fatto che tale presidio e i blocchi ai cancelli siano una violazione dell’accordo sottoscritto il 4 ottobre dello scorso anno.

    Il gruppo èKasa, da par suo, ha fatto presente che sino ad oggi ha partecipato ai tavoli per cortesia istituzionale, ma che non è affatto vincolata alla partecipazione degli stessi. Inoltre, pur confermando la prosecuzione della trattativa privata con il gruppo Albini (dopo l’offerta vincolante formalizzata il 15 maggio scorso, Tessitura di Mottola ha sottoscritto con l’azienda èKasa il 19 luglio successivo, il contratto preliminare di vendita del compendio immobiliare di Mottola (con il versamento di una caparra di 600mila euro e 3.400.000 euro a conclusione) con l’acquisto che dovrebbe diventare definitivo entro il 29 dicembre), ha confermato che assumerà i lavoratori in base al fabbisogno e alle esigenze dell’azienda, facendo ampiamente intendere ancora una volta di non essere interessata, al momento, al raggiungere e sottoscrivere alcun accordo con le organizzazioni sindacali. Del resto, nell’ambito del tavolo della task force regionale del 14 novembre, la èKasa aveva depositato una dichiarazione scritta con la quale chiarì, tra le altre cose, di esercitare l’attività di produzione di serramenti ed infissi e di essere pertanto interessata alla mera acquisizione del compendio immobiliare, libero dai macchinari e da ogni altro vincolo riconducibile alla precedente proprietà.

    E che la società voglia avere le mani libere lo si è evinto anche dalle prime linee guida del piano industriale, che prevede investimenti per circa 7/8 milioni di euro, con l’impegno ad “assorbire la forza lavoro, secondo le esigenze organizzative aziendali ed a valle di mirato percorso di formazione e riqualificazione professionale, attingendo anche dal bacino degli ex lavoratori di Tessitura di Mottola, dalla stessa collocati in Naspi a seguito della risoluzione del rapporto di lavoro”. Dall’acquisizione dell’immobile, secondo quanto emerso nei precedenti incontri. servirebbero non meno di 12 mesi per effettuare lavori presso lo stabilimento, che riguarderebbero soprattutto l’installazione dei macchinari, e solo successivamente potrà essere avviato il primo impianto che occuperebbe all’incirca tra i 15 e i 20 lavoratori. Altro non è stato specificato, come ad esempio quando verrebbe messo in funzione il secondo impianto, e senza al momento aver presentato un piano industriale e un piano occupazionale.

    La situazione, dunque, non è delle migliori. Con la task force regionale che prova a recitare il ruolo di intermediario tra le parti, lavorando ad un addendum all’accordo del 4 ottobre scorso che però al momento non sembra sortirà gli effetti sperati. Al momento l’unica certezza per i 91 lavoratori coinvolti dalla vertenza, è la data cerchiata in rosso del 23 dicembre, quando scadrà la Cassa Integrazione Guadagnai Straordinaria, a fronte del fatto che il quadro normativo vigente non consente la proroga della stessa (concessa ai sensi dell’art.22-ter, D.Lgs 148/2015), né rende possibile il ricorso ad altri ammortizzatori sociali in deroga finalizzati ad assicurare ulteriore protezione del reddito e della contribuzione dei lavoratori, in costanza di rapporto di lavoro. Nonostante alcuni partiti politici, come ad esempio il Movimento 5 Stelle che in questa vertenza ha recitato e recita ancora un ruolo poco chiaro (il sindaco Barulli, al secondo mandato è del Movimento 5 Stelle, senza dimenticare il senatore Mario Turco a lungo protagonista e che lo scorso 8 novembre si recò ai cancelli del sito produttivo, oltre al fatto che una RSU della Cisl è molto vicina al Movimento stesso) continui a chiedere un altro anno di ammortizzatori sociali. né è possibile usufruire della clausola sociale per la riassunzione obbligata dei lavoratori da parte di èKasa, perché all’atto della sottoscrizione dell’accordo dell’ottobre scorso non vi erano investitori interessati all’acquisizione dell’azienda. Pertanto, come previsto dall’accordo quadro sottoscrittoal gruppo Albini e dalle organizzazioni sindacali, scatterà la risoluzione dei rapporti di lavoro solo ed esclusivamente attraverso il criterio della non opposizione, al cui riguardo l’azienda Tessitura di Mottola in liquidazione si è già resa da tempo disponibile ad offrire forme di incentivazione dell’esodo e/o interventi di integrazione al reddito dei lavoratori che saranno posti in NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), l’attuale indennità mensile di disoccupazione per i prossimi due anni.

    Tutto il resto, per il momento, resta avvolto nel limbo dell’incertezza.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/11/15/tessitura-mottola-il-lavoro-da-salvare/)

  • Tessitura Albini, ci sarà l’accordo?

    Tessitura Albini, ci sarà l’accordo?

    La delicata vertenza della Tessitura Mottola srl del Gruppo Albini, è entrata nel mese decisivo. In primis per i 91 lavoratori coinvolti. Ai quali il 23 dicembre scadrà la Cassa Integrazione Guadagnai Straordinaria, a fronte del fatto che il quadro normativo vigente non consente la proroga della stessa (concessa ai sensi dell’art.22-ter, D.Lgs 148/2015), né rende possibile il ricorso ad altri ammortizzatori sociali in deroga finalizzati ad assicurare ulteriore protezione del reddito e della contribuzione dei lavoratori, in costanza di rapporto di lavoro. Pertanto, come previsto dall’accordo quadro sottoscritto il 4 ottobre 2022 dal gruppo Albini e dalle organizzazioni sindacali, scatterà la risoluzione dei rapporti di lavoro solo ed esclusivamente attraverso il criterio della non opposizione, al cui riguardo l’azienda Tessitura di Mottola in liquidazione si è già resa da tempo disponibile ad offrire forme di incentivazione dell’esodo e/o interventi di integrazione al reddito dei lavoratori che saranno posti in NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), l’attuale indennità mensile di disoccupazione per i prossimi due anni.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/11/15/tessitura-mottola-il-lavoro-da-salvare/)

    Se però questo è il futuro prossimo più immediato, da diversi mesi si è al lavoro per dare a questi lavoratori una prospettiva futura che ritrovi al più presto la parola lavoro, uscendo quanto prima dal dramma della disoccupazione. Il problema è che la trattativa con il gruppo èKasa, si trova attualmente in una fase di stallo. Dopo l’offerta vincolante formalizzata il 15 maggio scorso, Tessitura di Mottola ha sottoscritto con l’azienda èKasa il 19 luglio successivo, il contratto preliminare di vendita del compendio immobiliare di Mottola (con il versamento di una caparra di 600mila euro e 3.400.000 euro a conclusione) con l’acquisto che dovrebbe diventare definitivo entro il 29 dicembre.

    Nell’ambito del tavolo della task force regionale del 14 novembre, la èKasa ha depositato una dichiarazione scritta con la quale ha chiarito, tra l’altro, di esercitare l’attività di produzione di serramenti ed infissi e di essere pertanto interessata alla mera acquisizione del compendio immobiliare, libero dai macchinari e da ogni altro vincolo riconducibile alla precedente proprietà. Eventualità che rappresenta il primo scoglio da superare, visto da alcune settimane diversi lavoratori insieme alle organizzazioni sindacali Femca Cisl, Uiltec Uil e Slai Cobas per il sindacato di classe, hanno iniziato un presidio all’esterno del sito produttivo, con l’intento di impedire lo svuotamento della struttura. Alla base di questa decisione c’è la non condivisione di quanto il Gruppo èKasa ha illustrato attraverso le prime linee guida del piano industriale, che prevede investimenti per circa 7/8 milioni di euro, con l’impegno ad “assorbire la forza lavoro, secondo le esigenze organizzative aziendali ed a valle di mirato percorso di formazione e riqualificazione professionale, attingendo anche dal bacino degli ex lavoratori di Tessitura di Mottola, dalla stessa collocati in Naspi a seguito della risoluzione del rapporto di lavoro”. Un impegno ritenuto insufficiente da queste organizzazioni sindacali, che hanno sollecitato la presentazione del progetto industriale definitivo, completo del piano assunzionale, ed hanno chiesto garanzie per il totale riassorbimento, a tempo indeterminato, dei lavoratori, seppure nell’ambito di un condiviso piano di gradualità. Del resto, la stessa èKasa in questi mesi ha chiarito a più riprese che dall’acquisizione dell’immobile serviranno non meno di 12 mesi per effettuare lavori presso lo stabilimento, che riguarderebbero soprattutto l’installazione dei macchinari, e che solo successivamente potrà essere avviato il primo impianto che occuperebbe all’incirca tra i 15 e i 20 lavoratori. Senza però specificare altro, come ad esempio quando verrebbe messo in funzione il secondo impianto, e senza al momento aver presentato un piano industriale e un piano occupazionale (pur avendone iniziato a rappresentare qualche dettaglio nella riunione di ieri). A dimostrazione del fatto che la società vorrebbe avere le mani libere in futuro e non essere troppo legata ad accordi vincolanti. Ma l’atteggiamento messo in atto da Femca Cisl, Uiltec Uil e Slai Cobas per il sindacato di classe, non è piaciuto nemmeno alla Tessitura di Mottola, che ha chiesto che i tecnici incaricati dalla azienda in liquidazione possano entrare nello stabilimento, per poter effettuare verifiche sui macchinari e smontarli, anche nella prospettiva di accorciare i tempi per la liberazione dell’immobile, ai fini della sua cessione e della reindustrializzazione, garantendo sin d’ora che nessun macchinario sarà rimosso dall’azienda sino alla sottoscrizione del presente addendum.

    Per avvicinare le parti ad un’intesa che sgombri il campo dal pessimismo e dal timore di un nuovo buco nell’acqua (dopo la mancata acquisizione della società Motion), la task force regionale guidata da Leo Caroli sta lavorando alacremente ad un addendum all’accordo dello scorso 4 ottobre del quale si discuterà nel prossimo incontro programmato per il 12 dicembre.

    Che da un lato prevede che il gruppo Albini si impegni a favorire il processo di cessione aziendale e, al tempo stesso, l’esodo dei personale da ricollocare nel nuovo progetto industriale, mette eccezionalmente a disposizione dei lavoratori risorse aggiuntive, addivenendo ad un accordo con i sindacati nel quale definire sia la quota parte delle risorse messe a disposizione dal gruppo Albini da destinare all’incentivazione all’esodo volontario, sia la misura del contributo individuale da erogare a favore dei lavoratori (che dovrebbe oscillare tra i 10 e i 15mila euro).

    Al gruppo èKasa viene invece richiesto di illustrare nel dettaglio alle OO.SS. il piano industriale ed il cronoprogramma dell’investimento, con particolare riferimento alla realizzazione dei alcuni reparti ed il conseguente numero di unità lavorative da assumere: reparto produzione falsi telai e cassonetti, lavorazione alluminio e facciate, reparto PVC, reparto porte interne, magazzino materie prime, imballaggio prodotto finito, progettazione, Amministrazione, reparto logistica, gestione della produzione. Allo stesso tempo, èKasa dovrà impegnarsi a ricollocare tutti i 90 lavoratori ex Tessitura che saranno posti in NASPI, anche con contratti Part Time, da attivare gradualmente, secondo l’avanzamento del piano industriale, e comunque entro il 31 dicembre 2025, data di scadenza della prestazione di NASPI. Il relativo piano assunzionale, come già accaduto in altre vertenze, sarà avviato solo dopo l’accertamento del possesso dei requisiti di accesso alle nuove mansioni che i lavoratori dovranno aver acquisito, a valle di specifico percorso di formazione e riqualificazione professionale che l’azienda èKasa si impegnerà a realizzare. Solo dopo aver ricercato prioritariamente i profili lavorativi necessari al nuovo piano industriale nell’ambito del bacino degli ex lavoratori Tessitura di Mottola ed allorquando si verifichi l’assenza, in questo ambito, di figure professionali adeguate, èKasa ricercherà i profili di cui abbisogna nel mercato del lavoro, al di fuori del bacino, guardando anche agli esuberi di altre crisi d’impresa. Resta inteso che rimangono al di fuori del bacino e dal richiamato piano assunzionale i reclutamenti attinenti al personale altamente qualificato e fiduciario che l’azienda ricercherà secondo il proprio fabbisogno tecnico organizzativo.

    Alle organizzazioni sindacali viene invece richiesto di impegnarsi ad incontrare le parti aziendali, per la definizione delle intese ivi previste. E ad assicurare, inoltre, la massima collaborazione nella determinazione delle condizioni atte alla cessione del sito produttivo ex Tessitura di Mottola, con particolare riferimento a quelle relative alla piena fruibilità dello stabilimento, liberato dai macchinari e, quindi, non più oggetto di iniziative sindacali che potrebbero provocare ritardi o costituire impedimento alla cessione del compendio immobiliare.

    Per quanto riguarda invece il ruolo delle istituzioni, la Regione Puglia si impegna a valutare in tempi strettissimi l’eventuale istanza di accesso alle misure di supporto alla formazione e/o ad altre misure regionali di sostegno atte al cofinanziamento del progetto industriale di èKASA, con particolare riferimento alla parte di investimento in innovazione e ricerca industriale eventualmente previsto. Il Comune di Mottola, è chiamato a confermare l’impegno a supportare il piano industriale di éKasa mediante la piena disponibilità delle proprie strutture di competenza a seguire l’iter amministrativo necessario, a fronte della presentazione di istanze concessorie da parte dell’azienda. La Task Force per l’Occupazione – comitato SEPAC – si impegna a fissare, entro il 31 dicembre 2023, un tavolo tecnico di approfondimento, ristretto alla partecipazione dell’azienda éKasa, dell’Agenzia Puglia Sviluppo e dei dirigenti delle Sezioni Regionali aventi competenza diretta, attinente alle misure di sostegno all’investimento a cui l’azienda potrebbe candidare i progetti industriale e formativo. Inoltre, convocherà con cadenza trimestrale riunioni di verifica e monitoraggio dello stato d’attuazione degli accordi sottoscritti e del piano industriale.

    Qualora tutte le parti si dovessero impegnare alla sottoscrizione di tale accordo, verrà anche previsto che entro 40 giorni dalla data di scadenza della NASPI si incontreranno in sede regionale per una verifica del piano assunzionale dei 90 lavoratori ex Tessitura posti in NASPI, anche al fine dell’attivazione di nuova cigs, compatibilmente al quadro normativo di riferimento, qualora risultasse necessaria la messa in sicurezza delle unità eventualmente non ancora ricollocate. E’ chiaro che la mancata ratifica dell’addendum all’accordo del 04 ottobre 2022 da parte delle parti in causa ed in ultimo dell’assemblea dei lavoratori, provocherà la mancata adesione agli impegni ivi contenuti, anche in via disgiunta l’uno dall’altro.

    La speranza e allo stesso tempo l’obiettivo, è arrivare ad un’intesa vincolante nel prossimo incontro, evitando brutte sorprese dell’ultimo momento come già accaduto in passato (vedi il clamoroso caso della Motion) e così blindando il futuro dei lavoratori. Il che potrà avvenire solamente a fronte di un impegno chiaro da parte di tutte le parti in causa, attraverso un piano industriale e occupazionale com impegni certi su investimenti e assunzioni. Il tempo stringe, è il momento delle risposte.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza della Tessitura Albini https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

  • Incidente SS 100: la Procura apre fascicolo

    Incidente SS 100: la Procura apre fascicolo

    La Procura di Taranto, secondo quanto riportato da Ansa Puglia, ha aperto un fascicolo d’inchiesta, contro ignoti, con le ipotesi di reato di cooperazione in omicidio stradale e lesioni gravissime, in seguito all’incidente sulla statale 100 Taranto-Bari, a Mottola. Inoltre, è stato già affidato un incarico a un consulente per cercare di fare piena luce sulla dinamica e le cause del tragico sinistro.

    Sono deceduti tre militari, rispettivamente il 50enne di Montemesola Cosimo Aloia, il 42enne di Taranto Alberto Battafarano e il 49enne di Statte Domenico Ruggiero, appartenenti  – come i due colleghi feriti – alla Brigata Pinerolo 7° Bersaglieri di stanza ad Altamura (Bari). Morto anche il conducente del minivan, Francesco Clemente, 60enne di Bitritto (Bari), mentre il passeggero è rimasto ferito.

  • Grave incidente stradale sulla Statale 100

    Grave incidente stradale sulla Statale 100

    Incidente mortale sulla strada statale 100 “di Gioia del Colle” al km 59,900 in località Mottola. Nel sinistro, uno scontro frontale che ha coinvolto due autovetture (un mini van ed una Fiat Multipla) all’altezza della galleria, sono decedute quattro persone e rimaste ferite tre. Si tratta di militari dell’Esercito e precisamente bersaglieri della Brigata Pinerolo , tutti della provincia di Taranto (Statte e Montemesola), in servizio ad Altamura, di rientro a casa dopo il turno di lavoro a bordo della Multipla. La quarta vittima, originaria di Bari, è il conducente del mini van.

    Sul posto sono intervenute le squadre Anas e la Polizia Stradale, per la gestione del traffico in piena sicurezza e per consentire il ripristino della regolare viabilità. I soccorritori si sono trovati davanti a una scena terribile. Alcuni corpi erano stati sbalzati sull’asfalto, altri erano incastrati tra le lamiere per cui si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco.

    *credit foto Multiradio Massafra

     

     

     

  • “Alto Impatto”, l’operazione della Polizia

    “Alto Impatto”, l’operazione della Polizia

    Prosegue l’operazione “Alto Impatto”. Quest’ultima riguarda i servizi straordinari di controllo sul territorio, per la sicurezza del capoluogo e della provincia jonica. Operazioni in cui sono coinvolti il personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle Polizie Locali. A novembre, sono state impegnate più di 150 unità della Polizia tra le zone del Borgo, Città Vecchia, Tamburi, Paolo Sesto, Talsano, mentre in provincia a Martina Franca, Manduria, Grottaglie, Carosino, Monteparano, Fragagnano, Monteiasi, Mottola, Maruggio, Palagiano, Palagianello, Pulsano, Crispiano, Ginosa e Marina di Ginosa.

    Durante i controlli sono state identificate 1418 persone, ispezionati 833 veicoli di cui 11 sono stati sequestrati. Ancora, sono stati ritirati 15 documenti ed eseguite 121 contravvenzioni, per violazione delle norme del Codice della Strada. 

    Sono stati effettuati anche gli accertamenti in 64 esercizi pubblici. Qui, sono state denunciate 9 persone ed eseguiti 4 arresti. Infine, tre giovani sono stati segnalati all’Autorità competente per possesso ed uso personale di sostanze stupefacenti, per un totale di circa 305 grammi di cannabinoidi sequestrati e 40 grammi di cocaina.

     

     

     

  • Tessitura Mottola, il lavoro da salvare

    Tessitura Mottola, il lavoro da salvare

    Un lungo incontro, quello svoltosi ieri a Bari presso gli uffici della task force regionale per l’occupazione, per trovare una soluzione alla delicata vertenza della Tessitura Mottola srl del Gruppo Albini in sospeso ormai da tre anni. Alla riunione hanno partecipato consulenti del gruppo Ekasa che ha ribadito il suo interesse alla reindustrializzazione del sito di Mottola, i rappresentanti del gruppo Albini, i tecnici della Regione Puglia e le organizzazioni sindacali di categoria Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uiled Ugl Chimici.

    I consulenti del gruppo operante nel settore legno (produce e distribuisce infissi in legno e legno-alluminio De Carlo e serramenti), hanno confermato il preliminare di vendita (con il versamento di una caparra di 600mila euro e 3.400.000 euro a conclusione) sottoscritto nei mesi scorsi per l’acquisizione dello stabilimento, e che tale acquisto dovrebbe diventare definitivo entro il prossimo 29 dicembre. E che dall’acquisizione dell’immobile serviranno non meno di 12 mesi per effettuare lavori presso lo stabilimento, che riguarderebbe anche e soprattutto l’installazione dei macchinari, e che successivamente potrà essere avviato il primo impianto che occuperebbe all’incirca tra i 15 e i 20 lavoratori. Senza però specificare altro, come ad esempio quando verrebbe messo in funzione il secondo impianto, e senza al momento aver presentato un piano industriale e un piano occupazionale (pur avendone iniziato a rappresentare qualche dettaglio nella riunione di ieri).

    Il punto focale della vertenza resta però il futuro dei 91 lavoratori, molti dei quali impiegati nell’opificio da 20 anni. Ai quali il prossimo 23 dicembre scadranno gli ammortizzatori sociali per transizione occupazionale garantiti dall’accordo del 4 ottobre 2022, ottenuti in cambio dell’accordo sottoscritto con il gruppo Albini che alla scadenza prevede l’avvio della procedura di licenziamento collettivo, che scatterà alla vigilia di Natale con la collocazione di tutti i lavoratori in NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), l’attuale indennità mensile di disoccupazione, istituita dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Dunque, non ci sarà il rinnovo della cassa integrazione (nonostante un estremo tentativo proposto dalle organizzazioni sindacali che prevedeva l’assunzione da parte di Ekasa almeno per 30 giorni di tutti e 92 dipendenti per poter permettere poi una nuova cassa integrazione, eventualità a cui però il gruppo Ekasa ha opposto un deciso rifiuto), a meno di soluzioni da trovare nell’arco di poco più di un mese da parte della Regione Puglia.

    I sindacati hanno però ottenuto al termine di una lunga interlocuzione, la promessa che entro il termine naturale della NASpI tutti i lavoratori dovranno essere riassunti a tempo indeterminato dalla stessa Ekasa. Intento che andrà messo nero su bianco all’interno di un accordo che redigerà la task force regionale per l’occupazione (visto che nel preliminare di accordo sottoscritto dai due gruppi industriali non si farebbe cenno alcuno al futuro dei lavoratori), al centro della prossima riunione che sarà convocata a stretto giro. Allo stesso tempo si sta discutendo dell’incentivo volontario all’esodo, per quei lavoratori che vorranno usufruirne, che dovrebbe oscillare tra i 10 e i 15mila euro. Con i consulenti del gruppo Albini che hanno chiesto di poter accedere allo stabilimento, recuperare i macchinari venduti al gruppo Ekasa, per poter così consentire passaggio a Ekasa al più presto. Operazione a cui nei giorni scorsi si sono però opposti con un presidio alcuni lavoratori dell’opificio, prima la Uil e la Cisl e poi lo Slai Cobas per il sindacato di classe.

    La speranza e allo stesso tempo l’obiettivo, è arrivare ad un’intesa vincolante nel prossimo incontro, evitando brutte sorprese dell’ultimo momento come già accaduto in passato (vedi il clamoroso caso della Motion) e così blindando il futuro dei lavoratori. Il che potrà avvenire solamente a fronte di un impegno chiaro da parte della Ekasa, attraverso un piano industriale e occupazionale com impegni certi su investimenti e assunzioni. Il tempo stringe, è il momento delle risposte.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza della Tessitura Albini https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

  • Multe salate per prodotti in cattivo stato

    Multe salate per prodotti in cattivo stato

    I poliziotti del Commissariato Borgo, in collaborazione col personale specializzato dell’ASL, hanno multato un uomo di 55 anni con una sanzione di 4mila euro. Questo conducente, inoltre, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria competente per il reato di vendita di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione. L’uomo è stato sorpreso dagli agenti mentre consegnava dei prodotti in un ristorante. Nel portabagagli della sua autovettura è stata rinvenuta, in cattivo stato, mozzarella di bufala. La merce sequestrata, è stata distrutta nel mezzo compattatore AMIU.

    Ancora, sotto la lente di ingrandimento della Polizia è finita anche una pescheria di Mottola. Qui, sono stati rinvenuti diversi prodotti ittici in cattivo stato di conservazione e privi di tracciabilità. Gli operatori dell’Asl hanno disposto la sospensione temporanea dell’attività e il titolare è stato multato con una sanzione amministrativa di 4 mila e 500 euro.

  • Il futuro della viabilità provinciale

    Il futuro della viabilità provinciale

    Approvazione del progetto esecutivo ad un passo per l’importante opera viaria che prevede, con la realizzazione di due rotatorie, la sistemazione dell’incrocio tra le strade provinciali 109 e 110 e tra la S.p. 109 e la S.p. 107 nei territori di San Giorgio Ionico, Faggiano, Taranto e Pulsano.

    Finanziato da ENI S.p.A. attraverso l’accordo per le compensazioni ambientali a favore dell’area del capoluogo ionico sottoscritto con la Provincia di Taranto ed inserito nel Programma triennale dei Lavori Pubblici 2022-2024, l’intervento ad andrà ad incidere in maniera massiva su un’arteria che collega quattro Comuni ed è interessata quotidianamente da un intenso traffico veicolare.

    Le procedure amministrative per l’esecuzione dell’opera (il cui costo complessivo sfiora i 900mila euro) hanno fatto registrare nel corso degli ultimi tre mesi l’adozione delle varianti urbanistiche e l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, mentre fra alcuni giorni sarà stilato il provvedimento dirigenziale con cui si darà via libera al progetto esecutivo, passaggio necessario per poi procedere alla fase dedicata all’indizione dell’appalto.

    Il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, inoltre, evidenzia la spedita prosecuzione dei lavori per la realizzazione del Secondo Lotto della “Tangenziale Sud”, che dovrebbe esser pronto nella tarda primavera del prossimo anno.

    Intanto, proseguono le attività relative all’esecuzione delle opere che riguardano altre arterie stradali della Provincia. Gli ultimi provvedimenti sono quelli con cui il Settore Viabilità dell’Ente, diretto dall’ing. Polignano, ha indetto le gare di appalto per la manutenzione del piano viabile, della segnaletica e delle barriere metalliche lungo le provinciali che attraversano i territori di sei Comuni: Laterza (S.p. 18), Mottola (S.p. 29), San Marzano- Francavilla Fontana (S.p. 87), Castellaneta Marina (S.p. 11) e Martina Franca (S.p. 64). In tutti questi casi l’affidamento dei lavori sarà definito mediante una procedura negoziata senza bando a seguito della consultazione di cinque operatori economici altamente qualificati. Precisato che l’aggiudicazione degli appalti avverrà con l’applicazione del minor prezzo, si evidenzia che, come valore a base di gara, per i lavori è stimato un importo complessivo di oltre 2 milioni e 400mila euro.

  • Possibili disagi per i lavori Aqp

    Possibili disagi per i lavori Aqp

    Acquedotto Pugliese sta effettuando interventi di sostituzione di opere acquedottistiche. La sospensione durerà 12 ore a partire dalle ore 08:00 con ripristino alle ore 20:00. I disagi saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo.

    Per consentire l’esecuzione dei lavori, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica il 30 ottobre a Mottola, nelle contrade Santa Caterina, Specchia e Catanese; Massafra, sulla diramazione Mottola – Crispiano. Ancora, i lavori si terranno anche a Crispiano, nella contrada Varcaturo, nella strada vicinale vecchia di Massafra ed in via Mesole.

    L’azienda, pertanto, raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dalla interruzione idrica. I consumi, infatti, costituiscono una variabile fondamentale per evitare eventuali disagi.

  • Tessitura Albini, Ekasa sarà il futuro?

    Tessitura Albini, Ekasa sarà il futuro?

    Nuova puntata nella vertenza della Tessitura Mottola srl del Gruppo Albini. Ieri a Bari si è svolto un nuovo incontro presso la task force in regione Puglia per fare il punto della situazione. Alla riunione hanno partecipato consulenti del gruppo Ekasa che hanno confermato il preliminare di vendita (con il versamento di una caparra di 600mila euro e 3.400.000 euro a conclusione) sottoscritto nei mesi scorsi per l’acquisizione dello stabilimento, e che tale acquisto dovrebbe diventare definitivo entro il prossimo 29 dicembre visto che è ancora in corsa una trattativa tra le parti.

    Gli stessi consulenti del gruppo operante nel settore legno (produce e distribuisce infissi in legno e legno-alluminio De Carlo e serramenti), hanno poi informato le organizzazioni sindacali che dall’acquisizione dell’immobile serviranno non meno di 12 mesi per effettuare lavori presso lo stabilimento, che riguarderebbe anche e soprattutto l’installazione dei macchinari, e che successivamente potrà essere avviato il primo impianto che occuperebbe all’incirca tra i 15 e i 20 lavoratori. Senza però specificare altro, come ad esempio quando verrebbe messo in funzione il secondo impianto, e senza al momento aver presentato un piano industriale e un piano occupazionale.

    Anche per questo le organizzazioni sindacali di categoria Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uiled Ugl Chimici, hanno chiesto garanzie sulla salvaguardia di tutti i posti di lavoro (91 ad oggi) anche in vista dell’imminente scadenza della cigs il prossimo 23 dicembre e di accelerare sulla chiusura della vendita e sul processo di reindustrializzazione. Oltre a chiedere un cronoprogramma dettagliato del piano industriale da parte del gruppo Ekasa.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/07/21/tessitura-mottola-firmato-contratto-preliminare/)

    Prudenza è quindi la parola d’ordine, perché, secondo gli accordi stipulati tra azienda e sindacati in merito al rinnovo della Cigs e all’incentivo all’esodo, al termine del periodo di CIGS, la società procederà alla risoluzione dei rapporti di lavoro con tutti i lavoratori ancora in forza sulla base dei criteri di legge, intendendosi così derogati i termini di cui all’art. 8, comma 4, della legge 236/93. Qualora il processo di reindustrializzazione non si fosse formalmente concluso entro lo scadere del dodicesimo mese di CIGS per transizione occupazionale (23/12/2023) e contestualmente ne sussistessero i presupposti normativi ed aziendali, si potrà però valutare di richiedere, previo esame congiunto, una proroga al sostegno al reddito dei lavoratori. In tale ultima ipotesi sarà avviata una nuova procedura di licenziamento collettivo.

    Adesso, attendiamo di conoscere i dettagli del piano industriale e del piano occupazione per il riassorbimento di tutte le maestranze. Che sia questa la volta buona? Staremo a vedere. Il tavolo si aggiornerà entro la prima metà di novembre.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/16/tessitura-mottola-accordo-su-cigs-ed-esodo3/)