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  • Provincia, nuovi progetti manutenzione strade

    Provincia, nuovi progetti manutenzione strade

    Nell’ambito degli interventi previsti dal Programma Straordinario di manutenzione della rete stradale, l’Amministrazione provinciale di Taranto ha approvato nuovi progetti definitivi per l’esecuzione di lavori che riguarderanno sette arterie viarie dei versanti occidentale ed orientale del territorio ionico.

    Le opere, che consisteranno nella manutenzione del piano viabile, della segnaletica e delle barriere metalliche, saranno realizzate lungo la S.P. ex S.S.337 nel territorio di Mottola (per un importo pari ad euro 253.069); lungo la S.P. 23 dal KM 3+200 all’innesto con la SS 7 via Appia (per un importo pari ad euro un milione e 170mila); lungo la S.P. 116 e la S.P. 124 nel territorio di Fragagnano-Lizzano (per un importo pari ad euro 1.121.374); lungo la S.P. 129 nel territorio di Sava-Torricella (per un importo pari ad euro 380mila); lungo la S.P. 82 nel territorio di San Giorgio Jonico-Monteiasi (per un importo pari ad euro 300mila); lungo la S.P. 49 nel territorio di Martina Franca-Crispiano (per un importo pari ad euro 400mila); infine, oltre alla manutenzione del manto stradale, della segnaletica e delle barriere metalliche, all’incrocio tra la S.P. 86 e la S.P. 118 nel territorio di Sava sarà realizzata anche una rotatoria per un costo complessivo che si attesta sui 500mila euro.

    Ammessi a finanziamento a seguito di decreti ministeriali ed approvati dal presidente Melucci tramite provvedimenti immediatamente eseguibili, gli interventi saranno effettuati senza che sia prevista l’acquisizione di terreni privati.

     

     

     

  • Torna il Presepe vivente di Mottola

    Torna il Presepe vivente di Mottola

    Torna il Presepe vivente di Mottola: dopo l’inaugurazione “In viaggio per Betlemme”, il 18 dicembre scorso con uno straordinario successo di visitatori, ora è in programma la seconda e ultima giornata in occasione della quale saranno rappresentate anche le scene ”Editto di Erode” e “La Calata dei Magi”.
    L’evento, con ingresso libero e gratuito, si terrà giovedì 5 gennaio con apertura dalle ore 18.00 alle ore 22.00 (info cell. 3387294467 e pagina Facebook “Il Presepe Vivente Di Mottola”).
    Quest’anno il Presepe vivente di Mottola, manifestazione giunta alla ventiduesima edizione, è tornato nella sua location storica ai piedi della collina mottolese: le Grotte della Madonna delle Sette Lampade.
    Il Presepe Vivente di Mottola, uno dei più affascinanti della Puglia, è organizzato dal Gruppo Folkloristico “Mottola Fnodd OdV”, recentemente iscritta nel RUNTS, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione Comunale di Mottola e del CSV Taranto; direttore artistico della manifestazione è Pietro Palagiano.
    Per l’allestimento di questa ventiduesima edizione del Presepe vivente di Mottola sono impegnati circa cento figuranti che, in abiti riproducenti fedelmente quelli dell’epoca, rappresentano i principali episodi della Natività, nonché scene e mestieri che tanto affascinano grandi e piccini; è inoltre possibile degustare alcuni prodotti tipici nel pieno rispetto del periodo storico e del contesto religioso.
    Presentando l’iniziativa il direttore artistico, Piero Palagiano, ha espresso il suo plauso al Gruppo Folkoristico “Mottola Fnodd OdV”, la cui presidente è la signora Maria Lattarulo, per l’impegno profuso in questa iniziativa e, allo stesso tempo, ha inteso ringraziare i numerosissimi volontari che, con tanta abnegazione, con lui si impegnano per questa manifestazione: Angelo Lapenna, Vittorio Lattarulo, Vito Greco e Angelo Notaristefano; un ricordo, infine, per il volontario Pietro De Mitis, protagonista per tanti anni dell’iniziativa, che quest’anno è venuto a mancare.

  • Thomas Becket, a Mottola una grande rievocazione storica

    Thomas Becket, a Mottola una grande rievocazione storica

    A Mottola è tempo di Medioevo con il grande spettacolo di Thomas Becket AD 1170. Un evento organizzato in collaborazione con Regione Puglia e Pugliapromozione- nel quale rivivono la vita, le arti e le feste dell’anno Mille, in onore del santo patrono che fu arcivescovo di Canterbury.

    Il progetto Thomas Becket AD 1170 è vincitore del bando per le rievocazioni storiche del ministero della Cultura ed è a cura dell’associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket con il comune di Mottola.

    L’evento più atteso, mercoledì 28 dicembre quando, dalle ore 18, farà un salto indietro nel tempo con oltre 400 figuranti in corteo in arrivo da tutta la regione (tra cui Militia Regis e il gruppo storico Brancaleone), accompagnati anche da cavalli e cavalieri, sbandieratori e artisti di strada. E poi l’animazione dei giullari di Davide Rossi, mentre nelle vie del centro prenderà vita il mercato storico di arti e mestieri. Già dalle 17 sarà possibile ammirare, tra i banchi, momenti di vita quotidiana cura dell’associazione Mastri nel Tempo: intrecci di paglia, pittura, carta a mano di Fabriano e poi dal liutaio al cordaro, passando per scudaio, barattiere, coramaio e barbitonsore. Alle 19 la partenza del corteo storico da via Gerloni.

    Per l’occasione, Mottola rivive due episodi fortemente suggestivi: la traslazione delle reliquie dell’arcivescovo inglese (1220) e la penitenza che Enrico II compie alla tomba del Santo attraversando la città (1174). Tutto questo, nell’attesa del momento probabilmente più intenso: la rappresentazione di “Assassinio in Cattedrale” (ore 21, in piazza XX settembre) su testo di Thomas Eliot con la partecipazione dellla compagnia Satyrion di Leporano e dell’associazione Formediterre. Alle 22 si scaldano i motori della macchina del tempo con degustazioni in ambientazione medievale a cura di Mottolaverso e dei ristoratori del centro storico “Schiavonia”.

    Sempre nella stessa giornata e sino al 30 dicembre, dalle ore 17 alle 22, sarà possibile ammirare il videomapping sulla facciata della chiesa del Convento e le installazioni lungo il percorso, accompagnati da musica medievale in filodiffusione. In contemporanea, la mostra nel Muderc, il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina, (piazza XX settembre, ingresso gratuito) sulla storia dell’evento e il legame con il territorio, con particolare riferimento alle straordinarie chiese rupestri.

    Il 29 dicembre spazio ai festeggiamenti religiosi. Oltre l’animazione medievale e agli sbandieratori dell’Ente culturale Puglia, la celebrazione eucaristica, il corteo con la statua del santo e la cerimonia di consegna delle chiavi della città.

    Anche quest’anno la direzione artistica è firmata dal regista e attore Antonio Minelli che, in oltre trent’anni di attività, ha prodotto e diretto più di un centinaio di opere teatrali, organizzato e ideato festival, rievocazioni storiche ed eventi in Italia e all’estero. E, nel 2002, ha ricevuto la Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica per la didattica. Un supporto all’evento è fornito da Infopoint Mottola e parrocchia Santa Maria Assunta. Allestimenti tecnici Full service di Luigi Nardelli.

     

     

  • Mottola, mostra sull’evento Thomas Becket

    Mottola, mostra sull’evento Thomas Becket

    Dalle teche con gli accessori di scena ai manichini con gli abiti d’epoca. E poi foto degli ultimi decenni e video che raccontano il territorio e la sua storia. Thomas Becket AD 1170, il grande evento organizzato in collaborazione con Regione Puglia e Pugliapromozione che, come da tradizione, a dicembre anima Mottola è pronto a partire. E, in questa edizione 2022, il debutto è un salto nel recente passato della cittadina in provincia di Taranto. Domenica 18 dicembre è infatti prevista l’inaugurazione della mostra nelle sale del Muderc, il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina (ore 11.30, piazza XX settembre).
    Il progetto Thomas Becket AD 1170 è vincitore del bando per le rievocazioni storiche del ministero della Cultura ed è organizzato dall’associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket con il comune di Mottola. Un supporto all’evento è fornito da Infopoint Mottola e parrocchia Santa Maria Assunta. Per i visitatori la mostra sarà un autentico viaggio nei festeggiamenti patronali a partire dal 1992 quando un gruppo di ragazzi- molti di loro riuniti oggi nell’associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket- immaginò di abbinare alla tradizionale cerimonia religiosa anche rievocazioni medievali.

    «Qualcosa di decisamente insolito- ricorda il presidente dell’associazione, Paolo Ludovico- se pensiamo a trent’anni fa. E, a distanza di anni, continuiamo a mantenere viva la figura del nostro Santo patrono, realizzando sempre qualcosa di nuovo e fortemente suggestivo per chi arriva dal resto della Puglia e non solo. Quest’anno le date clou saranno dal 26 al 30 dicembre con teatro, cortei, sbandieratori, armigeri, videomapping e installazioni luminose. Ne siamo particolarmente felici perché, dopo l’emergenza pandemica, possiamo tornare a vivere la piazza, sempre con le cautele del caso. Senza dimenticare che, anche durante il Covid, la nostra manifestazione è proseguita, abbinando la tecnologia ai festeggiamenti patronali con un grandissimo successo di pubblico, ma anche di stampa con articoli e servizi a carattere nazionale».
    Anche quest’anno la direzione artistica è firmata dal regista e attore Antonio Minelli con la produzione artistica di Formediterre e gli allestimenti tecnici di Full service. Grande soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale. «In questa occasione- anticipa l’assessore alla cultura e al turismo, Beatrice Ottaviani- il Museo si veste a festa e fa immergere i visitatori nella dimensione storica del Medioevo, grazie anche alla nuova saletta immersiva. Questa mostra non celebra soltanto un santo patrono, ma anche una delle figure politiche e religiose più famose ed influenti della storia medioevale inglese».
    Tante anche le novità di questa edizione che saranno svelate nei prossimi giorni. Intanto, è tutto pronto per la mostra nel Muderc che sarà visitabile dal 18 al 30 dicembre, tutti i giorni, dalle 17 alle 22 ad ingresso gratuito. All’interno alcuni video faranno scoprire ai presenti la bellezza delle chiese rupestri, mentre materiale fotografico racconterà gli spettacoli teatrali e le rievocazioni degli ultimi 30 anni. Info: https://www.facebook.com/thomasbecket1170.

  • Tessitura Mottola, intesa su cigs ed esodo

    Tessitura Mottola, intesa su cigs ed esodo

    E’ stato sligato quest’oggi negli uffici di Taranto dell’Arpal, l’Agenzia della Regione Puglia per le politiche del lavoro, l’accordo definitivo sulla vertenza tra l’azienda Tessitura di Mottola srl del gruppo Albini e i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil Ugl, dopo l’accordo quadro siglato lo scorso 4 ottobre presso la task force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli.

    Accordo grazie al quale i 109 lavoratori potranno godere di altri dodici mesi di cassa integrazione a partire dal 23 dicembre prossimo. Poi, lo scorso 7 ottobre, la società avviava la procedura di licenziamento collettivo per tutti e 109 i lavoratori.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/04/tessitura-mottola-altri-12-mesi-di-cassa/)

    Durante la riunione odierna la società ha nuovamente confermato la necessità di procedere al licenziamento di tutta la forza lavoro, quale conseguenza della decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione circa la liquidazione volontaria della società. La motivazioni di tale decisione vanno ricercate “nella sfavorevole congiuntura economica e nella crisi specifica del settore nel quale opera la società”. La stessa ha precisato ancora una volta che, allo stato, non sussistono i presupposti per la ricollocazione interna del personale coinvolto nella procedura e che, in applicazione delle intese già raggiunte in sede di Comitato Sepac – il 04/10/2022 e presso la Regione Puglia – Servizio Politiche Attive del Lavoro – il 15/11/2022, ha provveduto ad inoltrare al Ministero del Lavoro apposita istanza per l’intervento CIGS ex-a11. 22/ter del D. Lgs. 148/2015 finalizzato alla transizione occupazionale del personale dichiarato in esubero.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/27/tessitura-la-motion-e-scomparsa2/)

    Quest’oggi è stato inoltre raggiunto l’accordo sull’incentivo all’esodo agevolato.

    L’intesa raggiunta oggi prevede che entro il termine di scadenza dell’intervento CIGS per transizione occupazionale, la società procederà al licenziamento collettivo di un numero massimo di 30 unità lavorative, nel rispetto dei termini di preavviso, con applicazione dell’unico criterio della non opposizione al licenziamento da esercitarsi da parte dei lavoratori interessati fino ad un numero massimo di 10 unità entro il 31/03/2023, di altre 10 entro il 30/06/2023 ed di altre 10 entro il 30/09/2023.

    Ai lavoratori che comunicheranno la propria non opposizione al licenziamento saranno corrisposti i seguenti importi a titolo di incentivo all’esodo, previa sottoscrizione di idoneo atto transattivo: per i licenziamenti entroil 31/03/202315mila eurolordi, erogati in due rate mensili posticipate; per i licenziamenti entro il 30/06/2023 10mila euro lordi erogati in due rate mensili posticipate, mentre per i licenziamenti entro il 30/09/2023 6mila euro lordi erogati in due rate mensili posticipate. Somme che saranno sospese qualora i lavoratori saranno riassunti da un nuovo soggetto imprenditoriale.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/02/tessitura-mottola-la-motion-non-convince2/)

    Inoltre, al termine del periodo di CIGS, la Società procederà alla risoluzione dei rapporti di lavoro con tutti i lavoratori ancora in forza sulla base dei criteri di legge, intendendosi così derogati i termini di cui all’art. 8, comma 4, della legge 236/93. Qualora il processo di reindustrializzazione non si fosse formalmente concluso entro lo scadere del dod icesimo mese di CIGS per transizione occupazionale (23/12/2023) e contestualmente ne sussistessero i presupposti normativi ed aziendali, si potrà valutare di richiedere, previo esame congiunto, una proroga al sostegno al reddito dei lavoratori. In tale ultima ipotesi sarà avviata una nuova procedura di licenziamento collettivo.

    Un accordo, quello di oggi, che quindi prevede la possibilità di rivedere l’intesa qualora emergessero nuovi strumenti sul fronte delle crisi di impresa e della tutela dell’occupazione, oltre alla possibilità di nuova ulteriore proroga della CIGS tra un anno. Accordo verso il quale, è giusto ricordarlo, lo Slai cobas per il sindacato di classe ha sempre manifestato ferma opposizione, invitando i lavoratori all’unità e alla lotta, per una diversa conclusione della vertenza.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/01/tessitura-albini-la-motion-si-ritira/)

    Quello che ancora oggi manca, nonostante due manifestazioni d’interesse, è un reale investitore per la reindustrializzazione del sito di Mottola, dopo che nei mesi scorsi la Motion spa si è tirata fuori dalla partita della reindustrializzazione del sito ionico. I perché di un così repentino cambiamento di orizzonte da parte dell’azienda di Forlì, non sono mai stati chiariti. Visto che come abbiamo più volte riportato, nell’incontro dello scorso 11 agosto confermò la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola presentata a fine maggio al ministero dello Sviluppo economico. Un investimento di circa 30 milioni di euro, con la possibilità di accedere ai contratti di sviluppo del MiSE, rifinanziati con 3,1 miliardi dal PNRR. Un business plan spalmato su quattro anni che prevedeva l’assunzione totale di 282 unità, l’ampliamento del capannone attuale e la costruzione di un secondo. Con l’obiettivo di far diventare quello di Mottola il più grande sito produttivo europeo maccatronico per la componentistica di letti e divani (quindi produzioni meccaniche di letti e divani da una parte e produzioni di reti letto per divani e materassi).

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/18/tessitura-una-vertenza-anche-politica/)

    Una vertenza che abbiamo sempre definto anche ‘politica‘, visto l’interessamento del viceministro Alessandra Todde (Movimento 5 Stelle) rieletta lo scorso 25 settembre, e che lo scorso maggio incontrò i lavoratori in quel di Mottola spendendo parole fiduciose sulla prossima conclusione positiva della trattativa. Ma da allora non si è più vista né sentita. Così come, dopo aver anch’egli affermato che tutto si era incanalato sulla strada giusta lo scorso agosto, è scomparso dall’orizzonte della vertenza il senatore tarantino Mario Turco, vicepresidente del Movimento, braccio destro dell’ex premier Conte e ritenuto oramai il capo del Movimento in terra ionica (anch’egli rieletto), che a lungo si spese nei mesi scorsi su questa vicenda. Così come si è lentamente eclissato il sindaco di Mottola, anch’egli del Movimento 5 Stelle, Giampiero Barulli pur essendo presente a tutti i tavoli (senza dimenticare che una della Rsu è da anni attivista del Movimento).

    E’ quindi fin troppo chiaro il perché, come abbiamo fatto spesso notare su questo giornale, questa si sia purtroppo trasformata in una vertenza politica, fattore che ad oggi ha soltanto danneggiato ulteriormente i lavoratori. Che potranno guadare con un minimo di serenità in più di qui a dicembre 2023. Dodici mesi nei quali bisognerà cercare con ogni mezzo una soluzione positiva alla vertenza, che potrà avvenire unicamente attraverso la reindustrializzazione del sito. E il riassorbimento delle maestranze. Staremo a vedere.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/21/tessitura-mottola-ce-qualcosa-che-non-va/)

  • Torna il grande Presepe vivente di Mottola

    Torna il grande Presepe vivente di Mottola

    Il Presepe Vivente di Mottola, una dei più affascinanti della Puglia, è organizzato dal Gruppo Folkloristico “Mottola Fnodd OdV”, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione Comunale di Mottola e del CSV Taranto.

    Per l’allestimento di questa ventiduesima edizione del Presepe vivente di Mottola saranno impegnati circa cento figuranti che, in abiti riproducenti fedelmente quelli dell’epoca, rappresenteranno i principali episodi della Natività, nonché scene e mestieri che tanto affascinano grandi e piccini; sarà inoltre possibile degustare alcuni prodotti tipici nel pieno rispetto del periodo storico e del contesto religioso.

    Il Presepe vivente di Mottola si svolgerà in due giornate, la prima “In viaggio per Betlemme” sarà domenica 18 dicembre 2022 con doppia apertura: dalle ore 10.00 è in programma il matinée “Il Presepe dei Piccoli” con la partecipazione dell’Istituto Comprensivo “Alessandro Manzoni” Scuola dell’Infanzia “Dante Alighieri”, mentre alle ore 18.00 è prevista l’inaugurazione ufficiale della rappresentazione serale, in cui verranno proposte anche le scene dell’arrivo a Betlemme e dell’Annunciazione.

    La seconda del Presepe vivente di Mottola è in programma giovedì 5 gennaio 2022, con apertura dalle ore 18.00 alle ore 22.00; in quest’ultima data saranno rappresentate anche le scene del ”Editto di Erode” e “La Calata dei Magi”.

    Presentando l’iniziativa il Direttore artistico, Piero Palagiano, ha espresso il suo plauso al Gruppo Folkoristico “Mottola Fnodd OdV”, per l’impegno profuso in questa iniziativa e, allo stesso tempo, ha inteso ringraziare i numerosissimi volontari che, con tanta abnegazione, con lui si impegnano per questa manifestazione.

  • Tessitura Mottola, Slai cobas invita alla lotta

    Tessitura Mottola, Slai cobas invita alla lotta

    Nella relazione fatta dal coordinatore provinciale dello Slai cobas è stata ricostruita la vicenda sulla base dei verbali degli incontri del 20 settembre in Regione tra task force e Slai cobas; del 27 settembre in Regione tra tutte le parti in causa e con Slai cobas presente in remoto come uditori – con messa a disposizione a richiesta dei lavoratori della registrazione dell’intero incontro e verbale ufficiale dove lo Slai cobas si opponeva all’avvio della procedura di licenziamento e a toccare gli impianti; del verbale d’accordo del 4 ottobre fatto sempre in Regione, verbale che lo Slai cobas non sottoscrive.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/04/tessitura-mottola-altri-12-mesi-di-cassa/)

    “Viene resa informazione sull’assemblea tenuta ai cancelli di Tessitura nella giornata di giovedì 6 ottobre dai sindacati confederali, in cui sono stati presenti poco più di 30 lavoratori – su 109 – nella quale tutti i lavoratori Slai cobas presenti si sono opposti all’accordo e hanno chiesto un referendum di tutti i lavoratori -. I sindacati confederali non ne tengono conto e comunicano l’approvazione dei lavoratori all’accordo…!” denunciano dallo Slai cobas Tessitura Taranto.

    “Su questa base ieri lo Slai cobas decide di verificare anche legalmente l’impugnazione dell’accordo per tutelare i lavoratori dagli effetti gravi di un licenziamento automatico gi avviato come procedura e posposto a fine cassa integrazione – respingendo ogni impegno circa lo svuotamento della fabbrica, fino a quando non ci sarà una nuova proposta di apertura della fabbrica da parte di nuovo gruppo industriale con assorbimento di tutti i lavoratori o in subordine intervento diretto dello stato per assicurare continuità produttiva e salario ai lavoratori. Per sostenere questa rivendicazione viene chiesto per la prima settimana di novembre un nuovo incontro in Regione e, anche tramite Prefettura, un incontro al Mise in novembre. Ritenendo che vada messa in discussione l’attuale rsu di fabbrica, lo Slai cobas decide di chiedere il rinnovo delle Rsu per gennaio 2023, onde cambiare la rappresentanza con presenza dello Slai cobas” si legge ancora nella nota dello Slai cobas Tessitura Taranto.

    “Infine sulla questione incentivo all’esodo, lo Slai cobas diffida i sindacati confederali a fare accordi senza il consenso verificato e certificato dei lavoratori e su cifre assolutamente inaccettabili come le attuali proposte dall’azienda 10.000 euro nette ‘in comode 4 rate’; e si dichiara disponibile a discutere un eventuale risarcimento all’esodo corrispondente ad almeno 3 anni di lavoro, necessari per trovare altra occupazione o altra attività. Lo Slai cobas invita tutti i lavoratori a rafforzare lo Slai cobas per rafforzare la lotta per il lavoro, il salario garantito, i diritti dei lavoratori” concludono dallo Slai cobas Tessitura Taranto.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza della Tessitura Mottola https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

  • Mottola, in prima assoluta ‘Il Misantropo’ di Molière

    Mottola, in prima assoluta ‘Il Misantropo’ di Molière

    Uno spettacolo «vicino allo spirito del nostro difficile tempo, tempo di crisi e di guerra». A Mottola, questa sera, sabato (ore 20:30, auditorium scuola Manzoni), prima teatrale de “Il Misantropo”, il capolavoro del drammaturgo francese Molière. Una pièce unica pronta a conquistare lo spettatore, una commedia amara tra le più famose, portata in scena su iniziativa dell’Infopoint di Mottola e in collaborazione con il Teatro delle Forche che presenterà questa nuova produzione.
    «C’è un personaggio da tutti molto stimato – anticipa il regista Carlo Formigoni – ma questo personaggio non stima nessuno, neppure la giovane donna di cui è innamorato. Lei però vuol essere rispettata e lotta con ogni mezzo per esserlo. I tempi sono cattivi: c’è una guerra in atto». Assistente alla regia Patrizia Fazio. Sul palco Giancarlo Luce, Sonia Convertini, Erika Grillo, Salvatore Laghezza, Dario Lacitignola. Musiche e luci Carlo Martongelli, foto Aldo Martino. Il protagonista che disprezza tutto il genere umano e la guerra rappresentata attraverso delicate immagini oniriche: questo e molto altro nello spettacolo in grado di stimolare profonde riflessioni.
    L’iniziativa rientra nel progetto “Mottola, trekking & food experience, tra storia, arte e natura” finanziato dall’asse VI, azione 6.8 Interventi per il posizionamento competitivo delle destinazioni turistiche della regione Puglia. Nel corso della stagione estiva e sino al mese di ottobre, tantissimi sono stati gli appuntamenti gratuiti per residenti e turisti. Grande soddisfazione nelle parole dell’archeologa Carmela D’Auria, responsabile dell’Infopoint e progettista. «Visite guidate e teatralizzate delle chiese rupestri, escursioni nel bosco di Sant’Antuono, degustazioni di prodotti tipici, visite in cantine, passeggiate a piedi e in bicicletta: una grandissima partecipazione agli appuntamenti, ognuno dei quali ha registrato il sold out. Sono stati tantissimi i pugliesi a confidare di non aver mai visto questi luoghi e il successo dell’iniziativa ci incentiva a lavorare sempre più nel segno della destagionalizzazione e della promozione della conoscenza del territorio. Complice del successo delle iniziative una campagna di promozione social che ha coperto Puglia e Basilicata, raggiungendo tantissime condivisioni e presenze. Oltre ai tantissimi partecipanti, ci tengo a sottolineare il coinvolgimento delle numerose associazioni della provincia di Taranto che hanno collaborato con noi, segno tangibile dell’importanza delle sinergie nella promozione del nostro straordinario territorio».

  • Tessitura Mottola, proroga cigs non basta

    Tessitura Mottola, proroga cigs non basta

    La vertenza dei lavoratori del sito Tessitura Albini di Mottola finalmente registra una prima buona notizia dopo due anni di intense trattative e tavoli regionali. Il rischio era quello di mandare a casa dopo il 22 dicembre circa 109 dipendenti per scadenza della cigs con la conseguente apertura della NASPI, ovvero della cosiddetta “disoccupazione”. “L’accordo è importante per queste 109 famiglie – commenta il segretario di Taranto della UILTEC, Amedeo Guerriero – che da mesi ormai vivono nell’incertezze e nel terrore del domani. Con l’azienda abbiamo chiuso, nella giornata di ieri in Regione Puglia, una proroga di un ulteriore anno di cassa integrazione che scadrà il 22 dicembre 2023, grazie al patto di transizione occupazionale. Il management dell’azienda però ha posto una condizione: firmare un accordo collettivo sui licenziamenti. Questo significa che a fine dicembre 2023, se l’azienda non verrà rilevata da un altro soggetto economico, per i lavoratori di Albini si aprirà la NASPI”. Un accordo positivo secondo Guerriero questo siglato nella giornata di ieri in Regione Puglia, alla presenza anche della task force regionale per l’occupazione “perché permette al gruppo al gruppo Vertus, azienda di scouting, di trovare, in questo anno ulteriore di cigs, un nuovo soggetto economico per garantire la prosecuzione lavorativa degli operai, ormai all’estremo delle forze psicologiche”. Ma l’incontro con gruppo Albini di certo non finisce con l’accordo fatto ieri: “Tra 30 giorni ci ritroveremo ancora una volta attorno al tavolo delle trattative perché la proprietà ha espresso la volontà di mettere in vendita i macchinari per pagare la cigs fino al 2023, cassa che si stima intorno ai 250.000 euro. Noi, tra le altre cose chiederemo di avviare il cosiddetto esodo incentivato per quei lavoratori che volontariamente vorranno recedere il rapporto lavorativo con l’azienda”.

    Sulla vicenda interviene anche il coordinatore della UIL di Taranto Pietro Pallini: “Bene il lavoro che abbiamo svolto fini ad ora, questo è un buon risultato per tutti ma non basta. C’è bisogno che il tavolo della vertenza sia sempre aperto per questa realtà affinché ci siano deroghe per salvaguardare la parte debole, quella dei lavoratori. Bisogna dare risposte concrete e noi di UIL non arretreremo di un passo. Bisogna subito trovare un nuovo soggetto economico che prenda il posto di Albini. Soprattutto, incalzare il nuovo Governo per l’adozione di strumenti straordinari che deroghino gli attuali ammortizzatori sociali, del tutto poco funzionali a fronteggiare crisi e tempesta occupazionale che si sta abbattendo. Come nel caso dell’Albini, anche per arginare gli effetti devastanti delle delocalizzazioni aziendali, soprattutto al Mezzogiorno”.

    (leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/04/tessitura-mottola-altri-12-mesi-di-cassa/)

    Dal canto suo invece, lo Slai cobas esprime il suo netto dissenso nei confronti dell’accordo firmato ieri in Regione tra Tessitura Albini e le organizzazioni sindacali confederali, “con il quale si dà il via libera alla procedura di licenziamento senza ritorno per tutti i lavoratori dal 7 ottobre – sia pure operativa dopo un anno di cassa integrazione – si dà il via libera allo svuotamento dell’azienda, il che vuol dire chiudere ogni prospettiva di riapertura della fabbrica – ridotta a un capannone vuoto – o del rilevamento di essa anche per una riconversione seria. Le politiche attive della Regione erano e sono scontate perché i lavoratori sono cassintegrati e quindi non sono alcun risultato. Le OO.ss confederali hanno accettato passivamente l’odioso ricatto di Albini – che ha agito con la logica ‘se mi dai un dito mi prendo tutta la mano’ – favorendo un piano di chiusura definitiva e deindustrializzazione del territorio. Per questo non si e’voluto al tavolo lo Slai cobas” si legge in una nota del sindacato di classe.

    “Chiaramente facciamo appello ai lavoratori a respingere l’accordo chiedendo se necessario un referendum tra i lavoratori. In ogni caso lo Slai cobas continuerà l’iniziativa sindacale – fermo restando il rinnovo della cigs – che come ha sostenuto inizialmente il responsabile della task force Caroli non necessitava di questi cedimenti sindacali all’azienda – in tutte le forme, per cambiare le cose e gli effetti di questo accordo. Rilanciando la lotta per la riapertura della fabbrica, la difesa del salario e dei diritti dei lavoratoriSlai cobas Taranto tessitura albini. L’accordo prevede anche ‘l’impegno delle OO.ss a non ostacolare lo svuotamento della fabbrica con iniziative sindacali. Si tratta di una clausola illegittima che viola le libertà sindacali e la libertà di manifestare dei lavoratori e, chiaramente non coinvolge lo slai cobas non firmatario dell’accordo e dell’‘impegno in esso contenuto” conclude la RSA Slai cobas Tessitura Albini Mottola.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/27/tessitura-la-motion-e-scomparsa2/)

  • Tessitura Mottola, altri 12 mesi di cassa

    Tessitura Mottola, altri 12 mesi di cassa

    Potranno godere di altri dodici mesi di cassa integrazione a partire da dicembre prossimo i 114 lavoratori della Tessitura di Mottola-Gruppo Albini. Era questo l’obiettivo che si erano posti i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e la task force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli, dopo l’ultimo incontro dello scorso 27 settembre, raggiunto oggi a Bari con un accordo quadro al termine di una lunghissima riunione.

    Lo strumento che sarà utilizzato ha già interessato i lavoratori dell’ex Cementir di Taranto, ed è quello previsto dall’articolo 62 della Manovra finanziaria 2022, che aggiunge il nuovo articolo 22-ter al D.Lgs. n. 148 del 2015, rubricato “Accordo di transizione occupazionale”. L’art. 22-ter prevede che all’esito dell’intervento straordinario di integrazione salariale per le causali di cui all’articolo 21, comma 1, lettere a) e b) (i.e. riorganizzazione e crisi aziendale) ai datori di lavoro che occupano più di 15 dipendenti possa essere concesso un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, finalizzato al recupero occupazionale dei lavoratori a rischio esubero e al fine di sostenere le transizioni occupazionali. La Cigs in parola, concessa in deroga ai limiti di durata di cui gli articoli 4 e 22, è riconosciuta per un massimo di 12 mesi complessivi non ulteriormente prorogabili. Strumento che comporta anche un onere per l’azienda, ovvero il versamento del 9 per cento dei contributi previdenziali all’Inps. Ricordiamo che l’attuale cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività scadrà il 28 ottobre, ma grazie all’aggangio alla precedente per Covid terminerà il 22 dicembre.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/27/tessitura-la-motion-e-scomparsa2/)

    Ciò detto, l’intesa raggiunta oggi tra i sindacati, la Regione e il gruppo Albini, sarà posta al vaglio dei lavoratori che incontreranno i delegati sindacali in assemblea nella giornata di giovedì, all’esterno dello stabilimento di Mottola. Questo perché l’azienda bergamasca, all’interno dell’accordo odierno, ha ottenuto quanto richiesto la scorsa settimana, ovvero l’avvio della procedura di licenziamento collettivo al termine della cigs, ovvero a fine 2023 (richiesta sin troppo scontata a fronte del fatto che il gruppo lombardo non vuole avere più collegamenti e problemi sulla vertenza, visto che l’azienda è anche in liquidazione, oltre a voler svuotare lo stabilimento dei macchinari di sua proprietà). Ma come contropartita i sindacati hanno ottenuto ed inserito all’interno dell’accordo una postilla importante: ovvero che Albini non si disimpegni dalla partita della reindustrializzazione del sito se nel corso del 2023 dovessero esserci nuovi ammortizzatori sociali che allungheranno la copertura salariale dei lavoratori almeno al 2024. Anche perché, come dichiarato oggi dai rappresentanti del gruppo lombardo, all’azienda di scouting Vertus è stato rinnovato per altri dodici mesi il mandato a setacciare il mercato in cerca di nuovi investitori. Che pare non siano nemmeno pochi, visto che una serie di aziende avrebbe manifestato interesse per il sito di Mottola, compresa un’importante azienda del settore metalmeccanico di cui però non è stato reso noto il nome.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/02/tessitura-mottola-la-motion-non-convince2/)

    Sul tavolo sono state poste altre due questioni. La prima riguarda la possiiblità di concedere ai lavoratori l’esodo incentivato, per chi volesse chiudere i rapporti con l’azienda e cercare una nuova occupazione presso altre aziende. Al momento però non si è ancora entrati nel merito della somma (lorda) che otterrebbe ogni singolo lavoratore a fronte dell’interruzione volontaria del rapporto di lavoro. La seconda riguarda invece la richiesta dell’azienda ai sindacati: portare via alcuni macchinari dallo stabilimento di Mottola (non è chiaro se per venderli oppure per destinarli ad altri siti produttivi di proprietà del gruppo). Un segnale non dei migliori ma inevitabile, per chi ancora oggi spera in un ripensamento del gruppo lombardo, che in realtà ha sempre chiarito come non vi siano possibilità ché ciò avvenga. E che sicuramente non piacerà a gran parte dei lavoratori e ai sindacati di base come lo Slai cobas. Ma anche di questo si discuterà nell’attesa assemblea di giovedì.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/01/tessitura-albini-la-motion-si-ritira/)

    Infine, anche durante la riunione odierna si è avuto conferma del fatto che la Motion spa è da considerarsi fuori dalla partita della reindustrializzazione del sito ionico. I perché di un così repentino cambiamento di orizzonte da parte dell’azienda di Forlì non è affatto chiaro. Visto che come abbiamo più volte riportato, nell’incontro dello scorso 11 agosto confermò la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola presentata a fine maggio al ministero dello Sviluppo economico. Un investimento di circa 30 milioni di euro, con la possibilità di accedere ai contratti di sviluppo del MiSE, rifinanziati con 3,1 miliardi dal PNRR. Un business plan spalmato su quattro anni che prevedeva l’assunzione totale di 282 unità, l’ampliamento del capannone attuale e la costruzione di un secondo. Con l’obiettivo di far diventare quello di Mottola il più grande sito produttivo europeo maccatronico per la componentistica di letti e divani (quindi produzioni meccaniche di letti e divani da una parte e produzioni di reti letto per divani e materassi).

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/18/tessitura-una-vertenza-anche-politica/)

    Ma nessuno dei portagonisti ‘secondari‘ della vicenda ha ancora oggi capito cosa sia realmente successo. Non lo possono sapere ovviamente i lavoratori, non ne sono a conoscenza i sindacati, qualcosa in più potrebbe sapere la task force regionale che è da tempo in contatto con i due gruppi aziendali interessati dalla lunga trattativa. Probabilmente solo e soltanto se la vertenza venisse spostata al MiSE con l’apertura di un tavolo apposito, come chiesto da tempo dai sindacati in primis dalla Filctem Cgil, si potrebbero chiarire tanti aspetti della vicenda. Del resto, viceministro è ancora oggi Alessandra Todde (Movimento 5 Stelle) rieletta lo scorso 25 settembre, e che lo scorso maggio incontrò i lavoratori in quel di Mottola spendendo parole fiduciose sulla prossima conclusione positiva della trattativa. Ma da allora non si è più vista né sentita. Così come, dopo aver anch’egli affermato che tutto si era incanalato sulla strada giusta lo scorso agosto, è scomparso dall’orizzonte della vertenza il senatore tarantino Mario Turco, vicepresidente del Movimento, braccio destro dell’ex premier Conte e ritenuto oramai il capo del Movimento in terra ionica (anch’egli rieletto), che a lungo si spese nei mesi scorsi su questa vicenda. Così come si è lentamente eclissato il sindaco di Mottola, anch’egli del Movimento 5 Stelle, Giampiero Barulli pur essendo presente a tutti i tavoli (senza dimenticare che una della Rsu è da anni attivista del Movimento). E’ fin troppo chiaro il perché, come abbiamo fatto spesso notare su questo giornale, questa si sia purtroppo trasformata in una vertenza politica, fattore che ad oggi ha soltanto danneggiato ulteriormente i lavoratori. Che potranno guadare con un minimo di serenità in più di qui a dicembre 2023. Quattordici mesi nei quali bisognerà cercare con ogni mezzo una soluzione positiva alla vertenza, che potrà avvenire unicamente attraverso la reindustrializzazione del sito. E il riassorbimento delle maestranze. Staremo a vedere.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/21/tessitura-mottola-ce-qualcosa-che-non-va/)