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  • Passeggiate d’autunno nei centri storici e raduno di auto d’epoca

    Passeggiate d’autunno nei centri storici e raduno di auto d’epoca

    Dal centro storico della città ionica alle periferie, fino alle aree interne del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine.

    Riparte da Taranto IT.A.CÀ, IL PRIMO E UNICO FESTIVAL IN ITALIA SUL TURISMO RESPONSABILE, premiato dall’Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l‘eccellenza e l’innovazione nel turismo, che invita a scoprire luoghi e culture in maniera responsabile e inclusiva per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive, coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.

    Il festival propone di viaggiare insieme attraversando territori diversi come luoghi di incontro, di ospitalità, di equilibrio.

    :
    Ore 10.00 – Memorie in cammino
    (Chiesa San Vito, via San Vito – Taranto )
    Ore 11.00 – Casematte e Casemattari: abitare la restanza (Piazza Fontana- Taranto TA)
    Ore 11.30 – TRIGLIE, ABITAndo il villaggio rupestre (Chiesa di San Michele, Gravina di Triglie – Statte TA)
    Ore 18.00 – Trekking al tramonto
    (Masseria Amastuola, Crispiano TA)
    Ore 19.00 – Festival internazionale di poesia civile e contemporanea del mediterraneo (Chiesa Sant’Andrea degli Armeni – Taranto TA)

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    :
    Ore 09.30- Trekking di Pantaleo
    (Piazza Garibaldi, Info Point turistico – Massafra TA)
    Ore 12.00 – Natura, storia e comunità di Monte Sant’Elia (Oasi WWF Monte Sant’Elia TA)

    Ore 18.00 – Nulla si distrugge. Abitare pienamente la bellezza (Convento di San Pasquale Baylon – Taranto TA)
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    Per partecipare è necessario prenotarsi via mail scrivendo a: taranto@festivalitaca.net

      

    Tarantinìdion APS. in collaborazione con “, Ass. “Vito Forleo” organizza sabato 1° ottobre alle ore 17:30
    “PASSEGGIATA D’AUTUNNO A TARANTO tra Storie, Musica, Leggende”.
    Una passeggiata autunnale, tra i suggestivi vicoli del centro storico di Taranto, animata da STORIE, RACCONTI, LEGGENDE, FIABE tra le più singolari della cultura locale del capoluogo jonico, accompagnate dall’immancabile MUSICA TRADIZIONALE TARANTINA
    Si potrà visitare il MUSEO laboratorio etnografico “MUJÙSE”, la ricostruzione di una tipica abitazione tarantina “‘U JÙSE”, trasformata in museo, dove gli arredi, i cimeli, gli oggetti di uso personale e quotidiano e collezioni varie, fanno parte del percorso espositivo e la MOSTRA FOTODOCUMENTARIA “TARANTO SCOMPARSA”.
    Contributo evento + visita al museo + aperitivo: € 8.00 a persona (escluso i bambini fino a 12 anni).Prenotazione ai numeri 3479146213 / 3497108276

     

    LAVIERO BROTHERS and friend in concerto presso “Stazione 37” in via Duca D’Aosta 37,  sabato alle ore 22.

    Una band formata da due fratelli musicisti conosciuti per una serie di grandi collaborazioni soprattutto in ambito.
    La band spazia nei generi musicali più conosciuti per approdare ad un finale esplosivo e divertente.

    Line up:
    Antonio Laviero: tastiere
    Nunzio Laviero: basso elettrico
    Egidio Stigliano: batteria
    Enza Carenza: voce

    info e prenotazioni:
    3427413133 – 393 930 5967
    ingresso riservato ai soli soci

    Domenica 2 ottobre, Triumph, Maserati, Junior Alfa Romeo e altre auto d’epoca, tornano in riva dello Jonio, protagoniste della 18° edizione Auto Moto Raduno D’Epoca Città di Taranto. La kermesse si svolgerà al Centro Commerciale le Porte dello Jonio. Alla manifestazione gratuita, parteciperanno espositori provenienti dalla Puglia, Calabria e dalla Basilicata.

    Nel corso della competizione sarà possibile ammirare le Jaguar, le Lancia Fulvia Coupè e Gt, la Junior Alfa Romeo, l’Aurelia, le Balilla 600 e 124 spider e i Maggiolini. Non mancheranno anche le Fiat 1500 spider, Fiat 1100 e le mitiche 500.  Al termine dell’esposizione, saranno premiate le auto più originali, al meglio restaurate e rappresentative dell’epoca. Durante l’evento sfilerá anche un gruppo di Alfisti in Pattuglia, con le automobili d’ordinanza quali le livree dei Carabinieri, degli agenti di Polizia e della Guardia di Finanza, tipici degli anni ’60 – ’70.

    Questo il programma: ore 09:00-10:00 registrazione gratuita degli autoveicoli;ore 11:30 esame delle auto e le migliori si aggiudicheranno i premi per l’originalità, il restauro migliore e la rarità del veicolo. ore 12:30 premiazione veicoli; ore 13:00 ristoro nella galleria commerciale;ore 15:30 – 16:00 saluti e conclusione dell’evento;ore 17:00 carosello delle auto d’epoca in città.

    L’Ass. Culturale “ I Leucaspidi “propone per domenica 2 Ottobre “Una città Franca..chiamata Martina” visita guidata a cura della Dottoressa Eleonora Massafra.

    •Entrare nel Centro storico di Martina Franca (431m. s.l.m.) è come immergersi in una atmosfera magica di monumenti architettonici di gusto barocco.

    •Attraverso l’Arco di S. Stefano (XIV Sec.),su cui spicca la scultura di San Martino, si accede al borgo antico; nella volta dell’ Arco sono affisse targhe commemorative tra cui quella della visita alla città di Giovanni Paolo II , nel 1989.

    •A pochi passi sorge maestoso il Palazzo Ducale (1600) sede delle famiglie nobiliari di Martina.
    • Sobria nella facciata esterna ma un vero scrigno di valore artistico è la piccola Chiesa Rettoria del Monte Purgatorio (XVI sec.) ricca di fregi e statue che riecheggiano le Chiese medievali e rinascimentali.
    •Accanto alla chiesa di stile barocco di San Domenico (1741) sorge il complesso architettonico del Chiostro a ” cielo aperto ” di età medievale (XV Sec.)
    •La visita continua attraverso alcune testimonianze del quartiere ebraico
    (XV Sec.) e verso l’ Ospedaletto (XVII Sec.) , primo ospizio per i poveri, divenuto oggi un confortevole contenitore per lettori e studiosi.
    Il tour si conclude con l’arrivo alla maestosa Chiesa del Carmine (XVII Sec.) .
    L’affaccio sulla Valle d’Itria, costellata di trulli e cummerse invitano ad una prossima visita per scoprire nuove incomparabili bellezze artistiche e architettoniche.
    Ritrovo in Piazza XX Settembre (lato via G.Verdi) Martina Franca ( TA )
    alle ore 10.00 partenza ore 10.15
    Costo: 10 € a persona
    (i minori di 8 anni sono esenti dal pagamento del ticket)
    Il numero minimo di partecipanti è di 10 persone.
    Prenotazione obbligatoria da effettuarsi entro e non oltre il sabato 1 ottobre.
    Durata percorso: 2 ore circa
    – Livello di difficoltà: facile

    Destagionalizzazione la parola chiave del progetto “Mottola, trekking & food experience, tra storia, arte e natura” che si concretizza con una serie di appuntamenti pensati anche per i prossimi giorni. Tutti gratuiti, grazie al bando per il potenziamento e qualificazione degli Infopoint turistici della regione Puglia, ma previa prenotazione e sino ad esaurimento posti disponibili. Teatro, escursioni a piedi e in bicicletta, visite guidate: proposte variegate, in collaborazione con alcune delle realtà più dinamiche del territorio.

    Si comincia domenica 2 ottobre (ore 10) con “Theater in the caves”: visita guidata teatralizzata delle chiese rupestri in collaborazione con l’associazione I Cavalieri de li Terre Tarentine. L’archeologa e guida turistica Carmela D’Auria racconterà questi luoghi intrisi di fascino, accompagnata dai soldati in armatura che daranno vita a dei piccoli momenti di rievocazione storica con scene di combattimento.

    Tutto questo nel cuore della terra delle gravine, scenario naturale in cui- in epoca medievale- nacquero dei veri e propri insediamenti urbani in grotta impreziositi dalle chiese rupestri. Inizialmente luoghi di culto, ad oggi sono veri e propri capolavori in grotta, ricchi di affreschi e rimandi all’influenza bizantina. La visita si soffermerà, in particolare, nella chiesa di Sant’Angelo- inserita nel villaggio medievale di Casalrotto- un unicum in tutta l’Italia meridionale per la presenza di due piani ipogei (quello inferiore con destinazione funeraria) e nella chiesa di San Nicola, per la sua bellezza considerata la “cappella Sistina della civiltà rupestre”.
    L’iniziativa prevede la partenza dall’Infopoint (in via Lucania 1). Ingressi gratuiti sino ad esaurimento posti disponibili, prenotazione obbligatoria al numero 099.8867640 o info@mottolaturismo.it

     

  • Tessitura Albini, l’opposizione dello Slai cobas

    Tessitura Albini, l’opposizione dello Slai cobas

    All’indomani della riunione presso la task force regionale per l’occupazione sulla vertenza Tessitura srl in liquidazioe del gruppo Albini, arriva la presa di posizione dello Slai cosas di Taranto.

    “I licenziamenti sarebbero operativi a fine cigs se non esce una nuova azienda: intanto ci sarebbe un tavolo tecnico per gestire essenzialmente i licenziamenti con incentivo. Lo Slai cobas è nettamente contro questa soluzione. Per noi: sì alla cigs fino a dicembre 2023, ma niente avvio della procedura – continuazione della ricerca di nuovi soggetti per prendersi l’azienda con rinnovo Vertus e Tavolo Task force – no al tavolo tecnico richiesto dall’azienda”.

    “Se fossimo stati tutti sotto la Regione come proponeva lo Slai cobas potevamo far sentire netta e chiara la volontà dei lavoratori. Lo Slai cobas non firma alcun accordo che permetta all’azienda di avviare la procedura di licenziamento e non accetta alcun tavolo tecnico per incentivi e svuotamento dell’azienda dai macchinari. Noi vogliamo la richiesta di nuova cigs e continuazione del tavolo Task force per trovare una nuova azienda e invitiamo i lavoratori qualunque sia la tessera sindacale a sostenere subito e in tutte le forme questa posizione” affermano dallo Slai cobas.

    Albini, con la volontà di avvio della procedura di licenziamento, vuole per ora essere sicuro di licenziare a fine dicembre 2023 – intanto con il tavolo tecnico vuole svuotare tutto e sperare che molti se ne vadano con incentivo che è sempre quello di prima. Avviare la cigs senza accettare la procedura di licenziamento è possibile e lo aveva proposto Caroli nell’incontro in Regione di ieri, Nè va accantonata la via, presa in considerazione anche da parte della Task Force, di insistere per la riapertura con Albini, dato il suo bilancio molto positivo di profitti e la possibilità per gli stessi Albini di una parziale riconversione della produzione per adeguarla alle necessità del mercato” sostengono dal sindacato di classe.

    “Noi Slai cobas non accettiamo quattro soldi di incentivo, ne vogliamo che vadano via le macchine. Ma i sindacati confederali su questo si apprestano come sempre a calare le brache e il 4 vanno a firmareDobbiamo dire ai lavoratori di non dargli il consenso – come e’ stato l’altra volta con l’accordo sottobanco sulle 14.000 lorde, in comode rate, che grazie alla aparta opposizione degli operai Slai cobas, non è passato” concludono dallo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto.

    (leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/27/tessitura-la-motion-e-scomparsa2/)

  • Tessitura, Slai cobas: “Tutelare lavoratori”

    Tessitura, Slai cobas: “Tutelare lavoratori”

    Nella giornata di ieri si è svolta negli uffici della Regione una riunione preparatoria tra Task force e Slai cobas con due rappresentanti dei lavoratori, in vista del vertice convocato per il prossimo 27 settembre, sulla vertenza Tessitura di Mottola.

    “Nella riunione, a fronte del quadro prospettato dal dott Caroli pieno di difficoltà per i lavoratori dopo il ritiro-sospensione della Motion dall’investimento e a fronte della necessità di mettere in sicurezza i lavoratori con il rinnovo della cigs per un altro anno, lo Slai cobas ha posto la necessità di insistere verso la Tessitura Albini affinché prenda in considerazione la riapertura della fabbrica con una produzione aggiornata, a fronte di ripresa di profitti e mercato e con il sostegno di governo e Regione – del genere di quello prospettato per la Motion” si legge in una nota della Rsa Slai cobas Tessitura Albini Mottola.

    “In subordine di richiedere alla Tessitura Albini di confermare l’impegno a tenere in carico i lavoratori e contribuire a trovare un nuovo interlocutore industriale che possa rilevare stabilimento e macchinari e assicurare il lavoro per tutti gli operai entro il 2023, considerando necessario, in attesa, di mantenere i macchinari in azienda per non compromettere la possibilità di acquisizione” affermano dal Coordinamento dello Slai cobas Taranto.

    “A sostegno di queste richieste, lo Slai cobas fa appello ai lavoratori a partecipare con un presidio unitario sotto la presidenza della Regione in occasione dell’incontro del 27 settembre, dalle ore 11 a conclusione dell’incontro, per far sentire forte le esigenze dei lavoratori che vogliono tornare al lavoro e avere la garanzia del salario, e quindi hanno il diritto di far sentire ad Albini questa esigenza – per sostenere il ruolo della Regione a questo scopo – per assicurarsi che le organizzazioni sindacali tutte siano compatte per il raggiungimento dell’obiettivo immediato del rinnovo della cigs”.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza Tessitura Albini https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

  • Massafra, un arresto per maltrattamenti

    Massafra, un arresto per maltrattamenti

    Nello scorso weekend, i carabinieri della Compagnia di Massafra hanno attuato un servizio di controllo straordinario del territorio, finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio e la persona.

    In particolare, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni di Massafra, Mottola, Palagiano, Crispiano, Statte, nel corso di tale servizio hanno condotto in arresto un 25enne calabrese, controllato a Mottola unitamente alla compagna, nonostante il divieto di avvicinamento alla donna disposto dal Tribunale di Cosenza, quale conseguenza dei maltrattamenti subiti e denunciati dalla vittima e denunciato alla Procura dei minori di Taranto, un giovane di Palagiano, per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio, in quanto, a seguito di controllo, tentava di disfarsi di circa 10 grammi di cocaina, suddivisa in varie dosi, oltre a 1,35 grammi di hashish.

     

  • Tessitura Mottola, si chiede la mediazione del prefetto

    Tessitura Mottola, si chiede la mediazione del prefetto

    Lo Slai cobas ha tenuto ieri la prevista assemblea in piazza Plebiscito a Mottola sulla vertenza in atto della Tessitura srl in liquidazione del gruppo Albini, che ha visto la partecipazione del gruppo dei lavoratori aderenti allo Slai cobas più altre realtà sostenitrici della lotta di Taranto e di Mottola. “In contemporanea alla nostra assemblea il senatore Mario Turco ha continuato nella sua opera di illudere i lavoratori a fini di campagna elettorale incontrando alcuni di essi; a questa iniziativa hanno naturalmente partecipato gruppi ristretti di lavoratori della Tessitura aderenti ai sindacati confederali, nonostante le precedenti promesse di Turco siano cadute nel vuoto – mentre la maggioranza dei lavoratori non ha partecipato a nessuna delle iniziative per la delusione subita a causa della situazione creatasi e per sfiducia nella possibilità di cambiarla” affermano dallo Slai cobas provinciale – Rsa Tessitura di Mottola.

    (leggi il nostro ultimo articolo sulla vertenza https://www.corriereditaranto.it/2022/09/02/tessitura-mottola-la-motion-non-convince2/)

    L’assemblea dei lavoratori Slai cobas ha preso alcune decisioni che saranno comunicate a tutti i lavortori: “Una richiesta di incontro alla Prefettura – affinché venga trasmesso al governo in carica la situazione di disagio e preoccupazione dei lavoratori dopo il ritiro della Motion e la necessità di prorogare la cassa integrazione; invitare i lavoratori a partecipare in massa con un presidio sotto gli uffici della Regione a Bari il 27 settembre in occasione dell’incontro convocato dalla Task force regionale per l’occupazione diretta dal dott. Caroli, anche per sostenere la necessità che l’incontro sia con tutte le rappresentanze sindacali senza alcuna discriminazione e diktat di Albini e segreterie confederali anti Slai cobas; i rappresentanti dei lavoratori Slai cobas Tessitura saranno a Roma per una assemblea nazionale con altre realtà lavorative in lotta nel nostro Paese, con l’obbiettivo di rinsaldare e stringere i rapporti con le altre fabbriche in lotta contro la delocalizzazione e la chiusura: Gkn di Firenze Wartsila di Trieste, ecc, per una solidale e comune lotta che preveda una manifestazione comune, in occasione dell’insediamento del nuovo governo, al Mise e a Palazzo Chigi“.

    Come riferito nel comunicato dello Slai cobas, sempre ieri a Mottola il senatore tarantino Mario Turco ha incontrato un gruppo di lavoratori della Tessitura insieme al sindaco del Movimento 5 Stelle Barulli. “Ho incontrato i lavoratori dell’ex Tessitura di Mottola. Sapevamo che la partita per risolvere la vertenza Albini, che vede coinvolti oltre 110 lavoratori, non sarebbe stata una passeggiata – ha detto Turco alla fine dell’incontro -. Con grande impegno siamo riusciti a favorire un’interlocuzione con Motion Group, ma attualmente non possiamo che prendere atto dell’interruzione della trattativa e cercare di sostenere e favorire la ripresa delle interlocuzioni. Per questo abbiamo concordato con il Sindaco di Mottola e i laboratori di chiedere al Prefetto di Taranto la convocazione urgente di un tavolo prefettizio con la presenza di tutte le parti interessate. Ci auguriamo che il gruppo Albini faciliti la riprese delle interlocuzioni, anche perché in questo clima d’incertezza è necessario garantire il rinnovo della cig per un altro anno. Occorre continuare a lavorare e facilitare soluzioni e strumenti per permettere la conclusione della  trattativa e dare un futuro certo a tutti i lavoratori e alle loro famiglie” ha concluso il senatore tarantino.

    (leggi tutti gli articoli sulla vertenza https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura+&submit=Go)

  • Tessitura Mottola, la Motion non convince

    Tessitura Mottola, la Motion non convince

    L’indomani lo tsunami che ha travolto la vertenza del sito Tessitura Mottola srl in liquidazione del gruppo Albini, con il disimpegno ufficiale della Motion spa nella trattativa per l’acquisizione del sito produttivo ionico, interviene la task force regionale per l’occupazione.

    Alla luce della comunicazione di “sospensione del progetto industriale da parte di Motion Italia e preso atto del conseguente rinnovato impegno di Tessitura di Mottola a trovare soluzioni alternative…per il futuro dell’insediamento e dei lavoratori”, il presidente del Comitato Leo Caroli ha convocato il tavolo regionale di crisi “Tessitura di Mottola-Gruppo Albini”, per il giorno martedì 27 settembre 2022 alle ore 12.00, in presenza, presso la Sala di “Jeso” della Presidenza Giunta Regionale (Lungomare Nazario Sauro, 31 Bari). Rinviando dunque di di diciassette giorni il tavolo convocato inizialmente per il 5 settembre. Convocati i sindacati generali e di categoria, il comune di Mottola, il gruppo Albini, la società di intermediazione Vertus, i tecnici del MiSE e dei vari settori della Regione Puglia.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/01/tessitura-albini-la-motion-si-ritira/)

    Intanto, abbiamo qualche chiarimento in più in merito alla decisione della Motion di ritirarsi, almeno per il momento e sino alla fine dell’anno, dalla trattativa in essere. Nella lettera inviata al gruppo Albini, si legge che si comunica “con rammarico, l’impossibilità allo stato di proseguire le trattive in corso, tese all’acquisto dell’immobile di vostra proprietà, ubicato nel comune di Mottola (TA) ed al ricollocamento del personale alle vostre dipendenze. Oltre a rilevare il permanere di una distanza nella posizione delle parti in merito a importanti aspetti dell’operazione, siamo giunti a questa determinazione anche alla luce del quadro macro  economico mondiale, che sta coinvolgendo anche il nostro Paese e che determina una serie di incertezze previsionali già a partire dai prossimi mesi. Dall’inizio delle nostre trattative, lo stesso importo degli investimenti è aumentato di circa il 10% per via dell’aumento delle materie prime, anche relative ali’ampliamento immobiliare necessario per la finalizzazione dell’investimento. Ciò ci costringe a cautela nel dar seguito (allo stato) a una iniziativa industriale in cui crediamo ancora fermamente, ma che ci vediamo costretti a sospendere almeno fino alla fine del rente anno, in attesa di poter misurare gli sviluppi e gli effetti del deterioramento del quadro economico sopra riferito”.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/11/tessitura-mottola-prosegue-la-trattativa/)

    Dunque, come previsto, le questioni sul tavolo sono diverse. Sicuramente il prezzo di vendita del capannone, visto che il gruppo di Bergamo ha chiesto 5 milioni di euro per cedere il capannone, mentre la Motion ha sempre cercato di ottenere un forte sconto sul prezzo. Desta francamente perplessità leggere della crisi economica mondiale e dell’aumento del costo delle materie prime, visto che tali problematiche complesse incombono da mesi e non certo da oggi. Dunque bisognerebbe comprendere perché lo scorso 11 agosto, la Motion ha confermato quanto presentato lo scorso 31 maggio al MiSE (inviandola al dr. Stefano D’Addona che è il Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario Alessandra Todde) ovvero la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola. Parliamo di un investimento di circa 30 milioni di euro, con la possibilità di accedere ai contratti di sviluppo del MiSE, rifinanziati con 3,1 miliardi dal PNRR.

    Le perplessità sono tante. Anche i dubbi. In particolar modo dei sindacati e dei lavoratori. Che in questi mesi abbiamo sempre denunciato.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/18/tessitura-una-vertenza-anche-politica/)

    E’ bene sempre tenere presente che la vertenza coinvolge 114 lavoratori, la cui cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività scadrà il 28 ottobre, ma con l’aggangio alla precedente per Covid si arriverà al 22 dicembre, che qualora non ci si dovesse arrivare ad una risoluzione positiva della vertenza, ed eventualmente ad una proroga della Cigs (come ad esempio accaduto per i lavoratori dell’ex Cementir), sono attesi dalla NASPI, ovvero la procedura di indennità per la disoccupazione che spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro non per loro responsabilità: procedimento che ha un periodo di copertura massima pari a due anni. Inoltre, questi lavoratori, come sottolineato più volte dai sindacati, in particolare dalla Filctem Cgil, sono troppo giovani per andare in pensione ma troppo grandi per essere facilmente ricollocati nel mondo del lavoro qualora la vertenza finisse su un binario morto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/29/tessitura-mottola-vertenza-nel-limbo/)

    Registriamo la nota dello Slai cobas, che ricordano che “non sono bastati l’azione dei politici interessati, da Turco alla sottosegretaria al Mise Todde, al Sindaco di Mottola, né i “tappeti” con le promesse all’azienda da Regione e sindacati confederali per assicurare un futuro lavorativo ai 114 lavoratori. La notizia del ritiro della Motion ci preoccupa ma non ci sorprende. Avevamo sin dal primo momento messo in guardia i lavoratori da coloro, Turco e soprattutto rappresentanti dei sindacali confederali che si sono sbracciati per assicurare i lavoratori che a giugno sarebbe stato tutto risolto e che i lavoratori massimo entro l’anno sarebbero tornati a lavorare – mentre noi sin dall’inizio rilevavamo che la Motion cercava tanti soldi pubblici per prendersi lo stabilimento, che le assicurazioni di prendersi lo stabilimento e di attuare un piano industriale e l’assunzione di tutti i lavoratori con i diritti acquisiti in tempi brevi poggiavano sulla sabbia. Nello stesso tempo Albini non è affatto innocente nel fallimento della trattativa volendo continuare a lucrare nella cessione. E Albini ha chiesto esplicitamente di escludere lo Slai cobas dai tavoli, con l’appoggio compiacente dei sindacati confederali. Ora non rimane che la cassintegrazione da rinnovare – anch’essa tuttora niente affatto certa. Ma per il lavoro e una vera soluzione bisogna lottare contro delocalizzazione, logica del profitto che guidano l’azione di padroni e governo alla Tessitura come in tante altre fabbriche italiane. I padroni non regalano niente e bisogna lottare seriamente per ottenere il lavoro senza padrini politici e sindacati compiacenti. Noi vogliamo la riapertura della fabbrica, il lavoro per tutti, la salvaguarda dei diritti acquisiti. La lotta e non il voto può garantire tutto questo”. Su queste basi lo Slai cobas ha convocato un’assemblea dei lavoratori il prossimo 7 settembre alle ore 18 in piazza Plebiscito.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/18/tessitura-albini-svolta-a-luglio2/)

    Il tutto in attesa della riunione in Regione il prossimo 27 settembre. E del ritorno dei politici sulla vertenza: a cominciare dal senatore tarantino Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, braccio destro dell’ex premier Conte e ritenuto oramai il capo del Movimento in terra ionica. Che è entrato a gamba tesa sulla vertenza nei mesi scorsi per poi lentamente defilarsi. Ma già la prossima settimana lo stesso potrebbe nuovamente recarsi a Mottola per incontrare sindacati e lavoratori. Staremo a vedere.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/21/tessitura-mottola-ce-qualcosa-che-non-va/)

  • Tessitura Albini, la Motion si ritira

    Tessitura Albini, la Motion si ritira

    Ancora una volta, purtroppo, siamo stati tristi profeti. La vertenza della Tessitura di Mottola srl in liquidazione del gruppo Albini torna al punto di partenza, dopo l’annucio della Motion spa di sospendere la trattativa per l’acquisizione del sito produttivo ionico.

    A darne notizia, nella tarda serata di ieri, lo stesso gruppo Albini con una telefonata ai segretari generali dei sindacati di categoria impegnati nella vertenza, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Con la quale informava le sigle sindacali dell’invio di una lettera della Motion al gruppo Albini e alla Regione Puglia, non però ai sindacati, con la quale annunciava il suo dismpegno.

    In una comunicazione del gruppo Albini si legge che la Motion ha deciso “di sospendere uniteralmente l’ormai avanzata trattativa finalizzata all’acquisto dello stabilimento di Mottola e al relativo riassorbimento del personale dipendente“. Una decisione che a detta del gruppo Albini “sorprende per le tempistiche scelte e per la genericità delle motivazioni addotte che vanifica le disponiibilità e gli sforzi profusi fino ad oggi dalle Istituzioni, dalla nostra società e dalle organizzazioni sindacali”.

    Eppure, appena lo scorso 11 agosto, dopo i rinvii del 29 giugno e del 12 luglio, è tornata a riunirsi quest’oggi a Bari la task force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli, in merito alla vertenza in questione. Da quanto emerso durante l’incontro, il negoziato tra le due parti era in corso, con la Motion che aveva confermato il suo interesse ad investire sul sito di Mottola (tracciando a grandi linee un progetto che vedrebbe all’incirca 5 mesi di tempo per il revamping dei primi impianti e circa un anno per la realizzazione di un nuovo capannone di circa 5000 mq, con il riassorbimento dei lavoratori nel giro di 13 mesi). Del resto le interlocuzioni tra la Motion e il gruppo Albini per addivenire ad un accordo per la cessione dello stabilimento erano in corso da mesi, visto che il gruppo di Bergamo chiede 5 milioni di euro per cedere il capannone, mentre la Motion vorrebbe un forte sconto sul prezzo.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/11/tessitura-mottola-prosegue-la-trattativa/)

    Durante l’incontro dell’11 agosto, la Motionmultinazionale di Forlì che produce la componentistica in due impianti in Vietnam e in Cina e che ha deciso di aprire un nuovo sito industriale in Italia, aveva confermato quanto presentato lo scorso 31 maggio al MiSE (inviandola al dr. Stefano D’Addona che è il Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario Alessandra Todde) ovvero la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola. Parliamo di un investimento di circa 30 milioni di euro, con la possibilità di accedere ai contratti di sviluppo del MiSE, rifinanziati con 3,1 miliardi dal PNRR. Nel dettaglio, un investimento triennale in 30 milioni di euro (di cui il 40% dell’importo è stato chiesto sia a copertura statale, ottenendo i contributi previsti dalle misure Industria 4.0 e Bonus Sud) che doveva servire a creare in Italia il primo stabilimento per la produzione di componenti elettromeccanici ed elettronici destinati a rifornire le aziende che realizzano poltrone e divani. L’interesse della Motion non era affatto casuale, visto che la stessa è un importante fornitrice del gruppo Natuzzi (che proprio tra Matera, Ginosa e Altamura ha il suo centro produttivo) e che la stessa Motion abbia una sua sede commerciale ad Altamura. Oltre al fatto che il sito è molto vicino ad infrastrutture importanti come il porto di Taranto, l’Autostrada A-14 e lo scalo merci-ferroviario.

    Il business plan 2022/2026 presentato al MiSE prevedeva l’eventuale partenza produttiva con due turni già nell’ultimo trimestre del 2024 (Mottola è stata scelta come prima possibilità di investimento anche per il fatto di possedere una manodopera abituata alle lavorazioni in turni) per un’occupazione totale che avrebbe dovuto vedere impiegate ben 282 unità. Quindi ben oltre le attuali 114. Il capannone dell’ex Tessitura andava però ampliato per consentire la realizzazione di tutta l’attività produttiva prevista. Dunque in una prima fase sarebbe stato importato dai siti presenti in Cina e Vietnam un semilavorato per ultimare la produzione a Mottola. In una seconda fase, con lo stabilimento allargato e le nuove stampatrici il sito di Mottola sarebbe dovuto diventare indipendente da un punto di vista produttivo. Tanto da farlo diventare il più grande produttore europeo maccatronico per la componentistica di letti e divani (quindi produzioni meccaniche di letti e divani da una parte e produzioni di reti letto per divani e materassi). Il tutto sarebbe stato gestito da una new.co partecipata al 100% dalla Motion Spa.

    L’azienda aveva quindi chiesto al MiSE, all’interno della manifestazione d’interesse, oltre ad un aiuto economico, la piena e totale collaborazione delle autorità locali, l’impegno della Regione Puglia nell’aiuto al reperimento delle risorseper la riuscita del progetto, nonché la disponibilità di mezzi pubblici per lo spostamento dei lavoratori e il loro percorso di formazione, oltre ad auspicare la creazione sul territorio di un istituto di formazione specifico per formare i lavoratori del domani, dando ampio spazio al settore Ricerca & Sviluppo.

    Ed invece, a nemmeno un mese dall’ultimo incontro, tutto sembra sfumare, nonostante fosse stato già programmato un nuovo incontro per lunedì 5 settembre. In attesa di conoscere le motivazioni ufficiali della Motion, pare che alla base della scelta del gruppo di Forlì ci sarebbero le difficoltà del mercato attuale, le incertezze generali dovute al protrarsi della guerra in Ucraina e il caro energia. Tutte motivazioni di per sé credibili se non fosse che le stesse erano già presenti ad agosto così come nei mesi scorsi in cui ha preso piede la trattativa. C’è chi infatti sospetta che l’ultima mossa della Motion altro non sia che un tentativo per ottenere migliori condiizoni all’interno di una trattativa in corso da mesi, dal prezzo dello stabilimento agli incentivi statali.

    Sicuramente adesso inizia un’altra partita, a cominciare dal prossimo incontro del 5 settembre presso la task force regionale per l’occupazione che al momento è stato confermato. Con la possiiblità però che il tavolo si trasferisca al MiSE a Roma.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/29/tessitura-mottola-vertenza-nel-limbo/)

    Sia come sia, avevamo avvertito sin da subito (un pò come in merito alla vertenza sul progetto Agromed che riguarda gli ex miroglini del sito di Castellaneta) di andare cauti con gli entusiasmi. Innanzitutto perché la vertenza coinvolge 114 lavoratori, la cui cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività scadrà il 28 ottobre, ma con l’aggangio alla precedente per Covid si arriverà al 22 dicembre, che qualora non ci si dovesse arrivare ad una risoluzione positiva della vertenza, ed eventualmente ad una proroga della Cigs (come ad esempio accaduto per i lavoratori dell’ex Cementir), sono attesi dalla NASPI, ovvero la procedura di indennità per la disoccupazione che spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro non per loro responsabilità: procedimento che ha un periodo di copertura massima pari a due anni. Inoltre, questi lavoratori, come sottolineato più volte dai sindacati, in particolare dalla Filctem Cgil, sono troppo giovani per andare in pensione ma troppo grandiper essere facilmente ricollocati nel mondo del lavoro qualora la vertenza finisse su un binario morto.

    Secondo, perché quello di Mottola non è mai stato l’unico sito su cui la Motion ha messo gli occhi (come scrivemmo ad inizio anno). Infatti, lo stesso business plan presentato per Mottola, risulta essere stato avanzato anche per la reindustrializzazione di una parte del sito di Termini Imerese ex Blutec. La Motion farebbe infatti parte di una cordata industriale che a fine giugno ha presentato uno studio di fattibilità per rilevare l’area e i capannoni della ex Blutec, al momento in amministrazione straordinaria. Ne fanno parte due aziende straniere la ‘Shapran Group‘ Llc e ‘BrovaryAluminium Plant’ Llc che producono meccanica di precisione e alluminio. C’è poi la Comal SpA è una società attiva nel settore dell’impiantistica per la produzione di energia da fonte solare ed infine la stessa Motion che ha previsto di entrare in possesso dell’area entro il mese di luglio 2022, partendo con parte della produzione il primo gennaio 2023. Il che qualche dubbio doveva pur venire in mente a qualcuno.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/18/tessitura-albini-svolta-a-luglio2/)

    Terzo, perché come abbiamo sempre denunciato quella della Tessituta di Mottola è diventata anche una vertenza politica (come tante altre che vengono sfruttate periodicamente dalla politica, per tutti quella riguardante l’ex Ilva da oltre dieci anni). Non si deve infatti dimenticare quanto accaduto lo scorso 18 maggio, quando il viceministro allo Sviluppo economico Alessandra Todde (Movimento 5 Stelle), scese nel paese del versante occidentale della provincia ionica in vista delle elezioni amministrative (che proprio a Mottola vedevano il sindaco uscente del Movimento 5 Stelle Giampiero Barulli in corsa per il secondo mandato, poi ottenuto vincendo il ballottaggio). Con lei c’erano il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento, braccio destro dell’ex premier Conte e ritenuto oramai il capo del Movimento in terra ionica e l’onorevole Leonardo Donno. In quell’occasione, davanti ai lavoratori della Tessitura di Mottola del gruppo Albini, alla presenza dei sindacati di categoria Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil ed Ugl Chimici, la viceministro confermò le interlocuzioni in corso tra la Motion e il gruppo Albini per addivenire in tempi stretti ad un accordo per la cessione dello stabilimento. Secondo le previsioni enunciate quel giorno, era previsto per luglio il deposito del contratto di sviluppo con il piano industriale per la reindustrializzazione del sito di Mottola. Dopo di che sulla vertenza cadde il silenzio, almeno da parte dei su citati politici.

    Ai quali oggi vorremmo chiedere se siano o meno a conoscenza di cosa sia successo da maggio in poi. E cosa faranno adesso per risolvere questo rompicapo. Sì, perché sia il viceministro Alessandra Todde che il senatore tarantino Mario Turco, rientrano tra i 15 fedelissimi del listino bloccato per la Camera e il Senato dall’ex premier Giuseppe Conte. Mentre Leonardo Donno, sarà capolista blindato alla Camera in Puglia (nel collegio Puglia 4) in quanto risultato, tra i candidati alla Camera delle parlamentarie del Movimento 5 Stelle dello scorso agosto, il ‘più suffragato‘ in Puglia con ‘ben944 preferenze. Il che in soldoni significa che quasi certamente saranno in qualche modo rieletti. Riuscendo magari anche a strappare un ruolo politico di primo piano, qualora lo scenario post elezioni politiche del 25 settembre catapulterà l’Italia in altri anni di governi tecnici a larghissima maggioranza.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/21/tessitura-mottola-ce-qualcosa-che-non-va/)

    Detto ciò, tempo addietro sottilineammo come questioni così complesse non potessero essere discusse soltanto in piazza, ma nelle sedi opportune, attraverso confronti e coinvolgendo tutte le parti interessate. Perché quello di cui c’era e c’è assolutamente bisogno è che un eventuale piano industriale sia sostenibile da un punto di vista economico ed occupazionale, e traguardi obiettivi a lungo termine e non a medio o breve termine, con il rischio magari tra qualche anno di ritrovarsi punto e a capo. In sintesi, se reindustrializzazione dovrà essere, è fondamentale che lo sia senza ombre e dubbi. Rivolgevamo pertanto un invito affinché tutti gli attori della vicenda mantenessero un profilo più basso cercando, ognuno nel suo ambito, di fare il possibile affinché il tutto si concludesse positivamente. Senza ricorrere ad annunci ed iniziative che illudessero i lavoratori compromettendo ulteriormente il loro futuro già di per sé profondamente precario. E senza trasformarli in strumento da campagna elettorale per poi abbandonarli al loro destino.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/18/tessitura-una-vertenza-anche-politica/)

    Adesso siamo di nuovo in campagna elettorale. E rischiamo di vedere nuovamente una lunga passerella di candidati alla Camera e al Senato, molti dei quali in posti blindati, venire a raccontarci le loro ‘mirabili‘ idee sull’ex Ilva, sulla Tessitura Albini, sull’ex Cementir e quant’altri. Che troppo spesso oramai dimenticano di avere di fronte il Paese reale, persone in carne ed ossa, che attraversano uno dei momenti economicamente più complessi degli ultimi 70 anni. Ai quali bisognerebbe parlare onestamente, proponendo soluzioni realistiche, concrete, e non voli pindarici e sogni futuristici di un avvenire che ad oggi non esiste.

    Uomini e donne, lavoratori e lavoratrici, che magari da anni si sono allontanati dalla politica o che della stessa non si sono mai interessati. Che magari non hanno mostrato sempre una profonda conoscenza dei loro diritti, partecipazione sindacale e quant’altro. Ma se ciò è accaduto, in particolar modo negli ultimi 30-40 anni, non certo si può attribuir loro chissà quali colpe. Perché gli esempi e i modelli che hanno avuto e a cui hanno guardato (dalla scuola alla politica passando magari per il sindacato e il giornalismo e tanto altro ancora) erano profondamente inadeguati. Il che ha prodotto uno scollamento tra il Paese reale e il resto che è sotto gli occhi di tutti. Lo stesso che intercorre tra chi ha un posto blindato in un listino per le prossime politiche e chi è atteso da altri anni di cassa integrazione o NASPI o andrà per anni alla ricerca di un dignitoso posto di lavoro (poggiandosi magari su sussidi come il reddito di cittadinanza e se un domani ci sarà il salario minimo) che probabilmente non troverà mai. Ad maiora.

    (leggi tutti gli articoli sulla Tessitura Mottola https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

  • Mastrangelo si Lega a Salvini, perché?

    Mastrangelo si Lega a Salvini, perché?

    Un pò inquieta la vita professionale di Luigi Mastrangelo dopo l’addio al volley giocato. Il 47enne, ex centrale della nazionale italiana (in carriera numerose coppe e medaglie vinte in varie competizioni internazionali sia a livello di club che soprattutto di rappresentativa italiana, oltre al bronzo conquistato alle Olimpiadi del 2000 e all’argento ai Giochi di Atene nel 2004), ha dapprima cercato gloria e fama come personaggio televisivo partecipando ad alcuni programmi Rai e Mediaset (“Ballando con le Stelle”, “Pechino Express” e “Ciao Darwin”) .

    Poi è tornato al mondo dello sport seppure in chiave politica-istituzionale, con la promozione del binomio “Sport & Salute”, movimento governativo che vede coinvolti anche gli ex campioni azzurri di altre discipline come Valentina Vezzali (schermitrice) e Yuri Chechi (ginnasta), con lo scopo di diffondere tra i giovani, attraverso incontri nelle scuole, la cultura dello sport, i suoi valori e uno stile di vita sano.

    Piano piano, infine, si è avvicinato al mondo della politica vero e proprio diventando nel maggio scorso responsabile nazionale del Dipartimento Sport per la Lega.

    Già, avete letto bene, la Lega di Matteo Salvini, ha scelto proprio lui – un meridionale della provincia di Taranto (Mottola), residente però da diversi anni al nord (Cuneo) – come volto nuovo del rinnovato partito del Carroccio.

    Questa ricerca di volti nuovi per la politica da parte del leader leghista Salvini ha portato Gigi Mastrangelo a tentare l’avventura in politica candidandosi alle scorse amministrative nel comune di Cuneo, dove però ha preso appena 57 voti nonostante gli endorsment ripetuti dell’amico leader.

    “A Matteo mi legano una lunga amicizia – ha dichiarato lo scorso maggio – e la totale adesione alle sue idee e a quelle del suo partito”.

    Avete letto ancora una volta bene; Gigi Mastrangelo, il meridionale Mastrangelo che trascorre ancora le sue vacanze tra la casa dei genitori a Mottola e le spiagge del litorale tarantino, ha aderito totalmente alle idee del Lega Nord.

    A sorpresa “Mastro”, come veniva chiamato sui campi di volley, ora ci prova con le elezioni politiche essendo stato candidato per la Lega alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Altamura-Taranto.

    “Onorato di far parte della squadra della Lega e di mettere a disposizione del partito il mio impegno e le mie competenze nello sport”, ha twittato di recente l’ex pallavolista che vorrebbe ripercorrere le orme di altri sportivi che si sono dedicati alla politica come super campioni del calibro di Gianni Rivera, Pietro Mennea, Manuela Di Centa o la stessa Valentina Vezzali.

    Sempre disponibile nei confronti di chi scrive, Gigi Mastrangelo, ha, però preferito non rispondere alle nostre domande, rimandandoci a dei post pubblicati sui social riguardo il suo impegno in politica.

    Eccoli qua – “Per me sarà prioritario occuparmi di salute, benessere, inclusione attraverso lo sport di base, oltre che sostegno ai suoi valori a partire dai territori più disagiati, cercando di infondere ancor più l’importanza dello sport per i nostri ragazzi e per tutti noi”.

    “Quest’anno, purtroppo, i giovani sedentari sono aumentati del 5,6.% rispetto all’anno scorso e i dati Istat relativi gli effetti della pandemia sui giovani e sui fattori di rischio per la loro salute sono allarmanti”.

    Ovviamente noi avremmo voluto chiedergli, come prima cosa, le motivazioni di questa sua adesione ad un partito che in passato non è stato tanto dolce di sale, come si dice dalle nostre parti, con i meridionali.

    Dall’archivio web abbiamo, quindi, ripescato una sua dichiarazione, al riguardo, del luglio 2020 – “Io sono pugliese e mi dicono che non posso appoggiare Salvini, ma mi risulta che la Lega Nord non esista più. Io ho una simpatia nei confronti di Salvini e non capisco perché un pugliese non possa sostenerlo. Di quello che abbia detto in passato mi interessa poco, a me interessa che faccia il bene per gli italiani. Sostenere la Lega non vuol dire essere razzisti, i leghisti non sono razzisti”.

    Intanto nelle ultime ore Mastrangelo ha creato un piccolo vespaio di polemiche per via di alcune dichiarazioni in cui ha sostenuto che si potrebbero tagliare parte dei fondi destinati alla sanità pubblica e dirottarli sullo sport.

    “Bisogna investire di più nello sport, togliendo magari qualcosa alla sanità”, ha dichiarato, intervistato in una trasmissione a Radio Capital, venendo probabilmente travisato – da registrare la reazione basita del suo ex allenatore Berruto, candidato per il PD alle prossime politiche – e costretto poi con una nota stampa a chiarire che la sua idea, e quella della Lega, si basa su un concetto fondamentale, “cioè che un adeguato e calibrato investimento nello sport oggi, produce anche un risparmio in sanità domani. Lo sport è benessere fisico, mentale: lo sport è vita, è questo il messaggio che dobbiamo dare ai giovani”.

    Lasciamo ai lettori/elettori il compito di farsi un’idea senza influenzarli con le nostre opinioni. . .

    *foto tratte dalle pagine social di Luigi Mastrangelo

  • Muore schiacciato da un trattore

    Muore schiacciato da un trattore

    Gravissimo incidente mortale sul lavoro questa mattina poco prima della 7 in provincia di Taranto, presso l’azienda agricola Ludovico. Un uomo, un lavoratore di 55 anni è infatti rimasto schiacciato dal trattore. G.D.M. le iniziali delle generalità dell’uomo nato a Putignano (Bari) ma da anni residente a Massafra.

    L’uomo era ai comandi di un trattore che, durante lavori di aratura, si è ribaltato per cause in corso di accertamento, schiacciandolo. Il lavoratore è morto sul colpo. Sul posto il 118 e gli ispettori dello Spesal (servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro).

    L’azienda è situata tra Massafra e Palagiano in contrada San Basilio. Sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia di Massafra, guidati da capitano Quintino Russo, per avviare le prime indagini alla presenza del magistrato di turno.

    “Ma la ricostruzione dei fatti, l’individuazione delle responsabilità personali, non risolveranno i problemi, ne potranno riavvolgere il nastro ed evitare la tragedia già consumata – spiega Lucia La Penna, segretaria della FLAI CGIL di Taranto -. Eppure studi recenti da parte di istituti come l’INAIL hanno documentato che la maggior parte degli infortuni mortali denunciati in ambito agricolo vede il coinvolgimento del trattore“.

    Ma secondo la CGIL è giunto il tempo per evitare questi assurdi necrologi. “Le tragedie possono essere evitate o avere conseguenze meno gravi – continua La Penna – perché basterebbe la presenza e l’utilizzo degli ordinari dispositivi di protezione come strutture che garantiscano sicurezza all’operaio in caso di ribaltamento del trattore, indicazioni sui percorsi da seguire per gli spostamenti e soprattutto investimenti per rinnovare i mezzi di lavoro troppe volte obsoleti e inadeguati. Ancora una volta ribadisco – sottolinea Lucia La Penna – che la chiave di svolta è quella di maggiore incentivi da destinare all’innovazione tecnologica e alla salute e sicurezza in agricoltura. La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo bensì un investimento e soprattutto un diritto. La segreteria della Flai Cgil Taranto si associa al dolore che ha colpito la famiglia”.

  • Tessitura Mottola, prosegue la trattativa

    Tessitura Mottola, prosegue la trattativa

    Dopo i rinvii del 29 giugno e del 12 luglio, è tornata a riunirsi quest’oggi a Bari la task force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli, in merito alla vertenza della Tessitura di Mottola srl in liquidazione del gruppo Albini. Presenti all’incontro Cgil, Cisl e Uil, i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, il sindaco di Mottola Giampiero Barulli, la Vertus, la società di scouting incaricata dal gruppo Albini per individuare un nuovo investitore, ma soprattutto erano seduti al tavolo i rappresentanti delle due aziende attualmente in trattativa, ovvero il gruppo Albini da un lato e la Motion dall’altro.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/29/tessitura-mottola-vertenza-nel-limbo/)

    Dunque, la sollecitazione dei sindacati dello scorso 29 luglio ha sortito gli effetti sperati. Da quanto emerso oggi, il negoziato tra le due parti non si è arenato ma procede, con la Motion che ha confermato il suo interesse ad investire sul sito di Mottola (tracciando a grandi linee un progetto che vedrebbe all’incirca 5 mesi di tempo per il revamping dei primi impianti e circa un anno per la realizzazione di un nuovo capannone di circa 5000 mq, con il riassorbimento dei lavoratori nel giro di 13 mesi). Del resto le interlocuzioni tra la Motion e il gruppo Albini per addivenire ad un accordo per la cessione dello stabilimento sono in corso da mesi, visto che il gruppo di Bergamo chiede 5 milioni di euro per cedere il capannone, mentre la Motion vorrebbe un forte sconto sul prezzo.

    E’ bene infatti ricordare che dallo scorso maggio sulla vertenza era calato il silenzio (quel giorno si tenne un incontro pubblico a Mottola alla presenza del sindaco uscente Barulli, del senatore Mario Turco e della viceministra al MiSE Todde). E i due rinvii di giugno e luglio avevano riempito la testa dei lavoratori di cattivi pensieri. Parliamo di 114 lavoratori coinvolti dalla vertenza, la cui cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività scadrà il 28 ottobre, ma con l’aggangio alla precedente per Covid si arriverà al 22 dicembre, che qualora non ci si dovesse arrivare ad una risoluzione positiva della vertenza, ed eventualmente ad una proroga della Cigs, sono attesi dalla NASPI, ovvero la procedura di indennità per la disoccupazione che spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro non per loro responsabilità: procedimento che ha un periodo di copertura massima pari a due anni. Inoltre, questi lavoratori, come sottolineato più volte dai sindacati, in particolare dalla Filctem Cgil, sono troppo giovani per andare in pensione ma troppo grandi per essere facilmente ricollocati nel mondo del lavoro qualora la vertenza finisse su un binario morto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/18/tessitura-albini-svolta-a-luglio2/)

    Detto questo, la Motion, multinazionale di Forlì che produce la componentistica in due impianti in Vietnam e in Cina e che ha deciso di aprire un nuovo sito industriale in Italia, oggi ha confermato
    quanto presentato lo scorso 31 maggio al MiSE (inviandola al dr. Stefano D’Addona che è il Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario Todde) ovvero la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola.

    Parliamo di un investimento di circa 30 milioni di euro, con la possibilità di accedere ai contratti di sviluppo del MiSE, rifinanziati con 3,1 miliardi dal PNRR. Nel dettaglio, l’investimento triennale in 30 milioni di euro (di cui il 40% dell’importo è stato chiesto sia a copertura statale, si mira ad ottenere i contributi previsti dalle misure Industria 4.0 e Bonus Sud) dovrebbe servire a creare in Italia il primo stabilimento per la produzione di componenti elettromeccanici ed elettronici destinati a rifornire le aziende che realizzano poltrone e divani. L’interesse della Motion non era e non è affatto casuale, visto che la stessa è un importante fornitrice del gruppo Natuzzi (che proprio tra Matera, Ginosa e Altamura ha il suo centro produttivo) e che la stessa Motion abbia una sua sede commerciale ad Altamura. Oltre al fatto che il sito è molto vicino ad infrastrutture importanti come il porto di Taranto, l’Autostrada A-14 e lo scalo merci-ferroviario.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/21/tessitura-mottola-ce-qualcosa-che-non-va/)

    Il business plan 2022/2026 presentato al MiSE prevede l’eventuale partenza produttiva con due turni già nell’ultimo trimestre del 2024 (Mottola è stata scelta come prima possibilità di investimento anche per il fatto di possedere una manodopera abituata alle lavorazioni in turni) per un’occupazione totale che dovrebbe vedere impiegate ben 282 unità. Quindi ben oltre le attuali 114. Il capannone dell’ex Tessitura andrà però ampliato per consentire la realizzazione di tutta l’attività produttiva prevista. Dunque in una prima fase verrebbe importato dai siti presenti in Cina e Vietnam un semilavorato per ultimare la produzione a Mottola. In una seconda fase, con lo stabilimento allargato e le nuove stampatrici il sito di Mottola diventerebbe indipendente da un punto di vista produttivo. Tanto da farlo diventare il più grande produttore europeo maccatronico per la componentistica di letti e divani (quindi produzioni meccaniche di letti e divani da una parte e produzioni di reti letto per divani e materassi). Il tutto sarebbe gestito da una new.co partecipata al 100% dalla Motion Spa.

    L’azienda ha quindi chiesto al MiSE, all’interno della manifestazione d’interesse, oltre ad un aiuto economico, la piena e totale collaborazione delle autorità locali, l’impegno della Regione Puglia nell’aiuto al reperimento delle risorseper la riuscita del progetto, nonché la disponibilità di mezzi pubblici per lo spostamento dei lavoratori e il loro percorso di formazione, oltre ad auspicare la creazione sul territorio di un istituto di formazione specifico per formare i lavoratori del domani, dando ampio spazio al settore Ricerca & Sviluppo.

    “Abbiamo sottolineato l’importanza di avere risposte certe in tempi brevi visto che a dicembre finisce cassa integrazione e di entrare nel merito del piano industriale a partire da formazione, criteri di scelta dei lavoratori e  cronoprogramma avvio produzione e rientro del personale” il commento del segretario generale della Filctem Cgil e Fillea Cgil Francesco Bardinella al termine dell’incontro.

    Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 5 settembre. Staremo a vedere.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/18/tessitura-una-vertenza-anche-politica/)