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  • Pass parcheggi, scontro tra Comune e residenti

    Pass parcheggi, scontro tra Comune e residenti

    Un confronto acceso nell’androne di Palazzo di Città, al termine del quale ognuno resta sulle sue posizioni.

    Si conclude così il sit-in organizzato nella mattinata di sabato 14 febbraio da Adoc ProvincialeTaranto, Dis-Education, OCAM e UIL: al centro della contesa, ancora una volta, i pass gratuiti per i residenti, aboliti nelle zone della città da D a G, cosiddette “miste”, ovvero dove esiste un’alternanza di strisce bianche e blu.

    O meglio, dovrebbe esistere: sì perchè, per stessa ammissione del sindaco Piero Bitetti, intervenuto al presidio, le strisce bianche nelle zone suddette sono ancora in fase di realizzazione: “Esiste una delibera di Giunta di qualche giorno fa – spiega il primo cittadino – tra qualche giorno sarà esecutiva: abbiamo aumentato un certo numero di stalli, circa 200 nel Borgo, circa un centinaio in altri quartieri tipo il Tre Carrare e Battisti. Abbiamo ridotto il numero delle strisce blu a favore di quelle bianche perché abbiamo una convinzione: le strisce blu nascono per garantire la rotazione, non per garantire il pass gratuito a chi ha le strisce blu davanti al proprio portone. Si tratta di una riorganizzazione sperimentale perché, come sapete, è in corso il cantiere del BRT e non appena il BRT andrà in esercizio, sicuramente ci saranno altri aggiustamenti da fare: quello che ci tengo a sottolineare, tuttavia., è che ci muoviamo nel solo ed esclusivo interesse di migliorare la qualità della vita dei cittadini.”

    Per il sindaco è una questione di equità: “Non è corretto che il cittadino che ha davanti al proprio portone la striscia blu abbia il pass gratuito e il cittadino che invece si trova dal lato opposto della stessa strada, dove c’è la striscia bianca, debba cercare il parcheggio in più. È una questione di giustizia, di equità, è una questione di processo culturale che deve riguardare la popolazione: noi siamo contro i privilegi e siamo a favore delle cose giuste“.

    Non sarebbe stato meglio, tuttavia, riorganizzare prima gli stalli, garantendo una reale alternanza tra posti gratuiti e a pagamento, prima di eliminare i pass gratuiti per i residenti delle zone in questione?

    Domenico Votano, presidente di Adoc Taranto, tenta una controproposta: “Vogliamo un nuovo incontro – spiega – ma soprattutto proporre prezzi più accessibili per gli abbonamenti che saranno costretti a fare i residenti delle zone da D a G: pagare 75 euro al mese è eccessivo, specie in una città piagata da disoccupazione e cassa integrazione come Taranto”.

    Anche su questo punto, tuttavia, Bitetti è irremovibile: “La revisione delle tariffe degli abbonamenti – replica il sindaco – non è un tema che stiamo considerando perché non si tratta di tariffe obbligatorie: chi vuole fare l’abbonamento per propria comodità lo può fare, ma certamente è un tema altro rispetto all’equità che vogliamo raggiungere per tutta la popolazione. Diciamo che non vogliamo favorire pochi per scontentare tutti gli altri”.

    Ma il terreno di scontro più acceso riguarda, ancora una volta, la questione dei parcheggi per le persone disabili.

    Bitetti ribadisce di non aver gradito l’accostamento dei due temi e non le manda a dire: “State strumentalizzando la questione delle persone con disabilità, che per noi hanno assoluta precedenza su tutto. Sulla questione parcheggi stiamo lavorando seriamente, se poi il problema è aver tolto a qualcuno qualche privilegio è un altro conto. L’importante è non mischiare i due temi, perchè questa amministrazione ha rispetto assoluto delle persone con disabilità: stiamo aumentando gli stanziamenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche e siamo estremamente sensibili sull’argomento”.

    Votano mostra gli screenshot dei post della pagina Facebook di Kyma Mobilità: “Noi non siamo bugiardi, non si è trattato di un refuso: l’azienda aveva davvero introdotto il pagamento dei parcheggi per le persone con disabilità, sia sulle strisce blu delle zone miste in caso di esaurimento di posti riservati, che nelle aree recintate e dotate di casse automatiche come Artiglieria e piazza Icco”.

    Interviene anche un residente delle zone miste, titolare di contrassegno CUDE: “Fino ad una ventina di giorni fa nei parcheggi recintati pagavamo anche noi. Gli stalli riservati al di fuori? Troppo pochi e sempre occupati: non sono sufficienti”.

    Per fare chiarezza definitiva sulla vicenda ci siamo recati presso il parcheggio Artiglieria che, insieme a quello di piazza Icco, ultimamente è gestito direttamente dal personale addetto. Qui l’operatrice di Kyma Mobilità conferma: “Da una ventina di giorni ci è stato detto di non far pagare più il parcheggio ai titolari di contrassegno CUDE”.

    Insomma, per le persone disabili sarà effettivamente possibile parcheggiare gratuitamente in tutto il territorio urbano, come da terzo (e ultimo) post della partecipata. Viene da chiedersi se tutto questo clamore sarebbe stato facilmente evitato semplicemente applicando la normativa vigente, ovvero l’articolo 188 comma 3 bis del Codice della Strada che prevede che “ai veicoli al servizio di persone con disabilità titolari del contrassegno speciale ai sensi dell’articolo 381, comma 2, del regolamento, fermi restando gli stalli ad essi riservati, è consentito sostare gratuitamente nelle aree di sosta o parcheggio a pagamento”.

  • Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 alla BIT

    Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 alla BIT

    Taranto e la Puglia si presentano al mondo attraverso lo sport. I XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 sono stati tra i protagonisti della BITBorsa Internazionale del Turismo, svoltasi dal 10 al 12 febbraio a Fiera Milano Rho, confermando il valore dell’evento come grande progetto sportivo, culturale e territoriale.

    La partecipazione alla fiera internazionale del turismo ha rappresentato una tappa significativa nel percorso di avvicinamento ai Giochi, offrendo un’importante vetrina per raccontare a operatori, media e stakeholder il modello dei “Giochi diffusi”, che coinvolgerà l’intero territorio pugliese.

    Momento centrale è stata la conferenza “I Giochi del Mediterraneo Taranto 2026”, tenutasi il 12 febbraio nello stand della Regione Puglia. All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali e del Comitato Organizzatore, tra cui l’assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, il commissario di ARET Pugliapromozione, Luca Scandale, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, il vicepresidente del Comitato Organizzatore, Sandro Esposito e il direttore generale, Carlo Molfetta.

    Proprio Molfetta ha evidenziato la dimensione e la complessità organizzativa dell’evento: «I Giochi rappresentano una sfida di grande rilievo: 32 discipline sportive e 41 sedi di gara e allenamento distribuite su un territorio ampio. Il modello diffuso consente di garantire standard elevati e, allo stesso tempo, valorizzare il territorio e la partecipazione».

    Il sindaco Bitetti ha sottolineato il valore strategico dei Giochi per la città: «Taranto aprirà le porte al Mediterraneo mostrando le sue bellezze, dal mare al centro storico fino alle eccellenze enogastronomiche. Non è solo un evento sportivo, ma un’occasione di rilancio urbano, sociale ed economico, destinata a lasciare effetti positivi duraturi».

    Secondo il primo cittadino, i Giochi rappresentano anche un tassello fondamentale nel processo di riconversione economica del territorio, destinato a rafforzare il ruolo della città e dell’intera regione come polo internazionale per sport, turismo e accoglienza.

    La Regione Puglia ha ribadito alla BIT il valore dei Giochi come strumento di promozione e sviluppo. L’assessora Starace ha definito lo sport una “infrastruttura immateriale” capace di generare reputazione, attrattività e nuove geografie turistiche.

    Il modello dei Giochi diffusi, ha spiegato, punta a connettere territori e comunità, favorendo turismo responsabile, destagionalizzazione e una eredità duratura fatta di competenze, infrastrutture e identità.

    Durante la BIT, Taranto 2026 è stata presentata come una piattaforma di promozione integrata in cui sport, cultura, turismo e dialogo si intrecciano, rafforzando l’immagine della Puglia e del Mediterraneo come spazio di cooperazione, partecipazione e pace.

    A poco più di sei mesi dall’apertura ufficiale, i Giochi del Mediterraneo si confermano così non solo un grande evento sportivo, ma un progetto strategico capace di raccontare una nuova visione di sviluppo per Taranto e per l’intera regione.

  • Una Scuola di Polizia a Taranto

    Una Scuola di Polizia a Taranto

    Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha inviato una nota al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per ribadire la necessità di un rafforzamento stabile del personale delle forze dell’ordine sul territorio, alla luce delle recenti criticità legate a episodi di violenza che stanno interessando la città.

    Nel documento, il primo cittadino rinnova le preoccupazioni già espresse in passato e avanza una proposta concreta: la cessione gratuita al Ministero dell’Interno di un’area comunale di circa 24 mila metri quadrati, situata in via Giovanni Palatucci, prospiciente l’attuale sede della Questura di Taranto, per la realizzazione di una Scuola di Polizia.

    Secondo quanto evidenziato dal sindaco, l’area presenta caratteristiche di particolare strategicità, essendo adiacente alla Questura, al Comando provinciale della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, nonché vicina alla base navale militare e alle principali arterie di collegamento cittadine. Il sito, inoltre, rientra in un più ampio progetto di riqualificazione urbana già avviato dal Comune.

    Bitetti sottolinea come Taranto ospiti già importanti scuole di addestramento militare della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri, risultando quindi una città naturalmente vocata alla formazione e all’accoglienza di allievi e personale in occasione di eventi di rilievo nazionale.

    La Scuola di Polizia, nelle intenzioni del sindaco, potrebbe diventare un polo formativo nazionale, di base o specialistico, contribuendo non solo alla preparazione degli operatori della Polizia di Stato destinati alle diverse sedi italiane, ma anche a garantire, nel medio periodo, una maggiore presenza di agenti sul territorio tarantino, anche in considerazione delle difficoltà legate al turnover.

    Il primo cittadino evidenzia inoltre come Puglia e Basilicata risultino attualmente carenti di strutture analoghe, rendendo la proposta un’opportunità per colmare il divario regionale, rafforzare la sicurezza, accelerare i processi di rigenerazione urbana e consolidare il ruolo di Taranto come hub formativo del Mezzogiorno.

    La proposta viene indicata come una soluzione strutturale e di lungo periodo per il potenziamento dei presidi di sicurezza nell’area ionica, in attesa di un riscontro da parte del Ministero dell’Interno.

  • “Calo di consenso? Non ne ho percezione”

    “Calo di consenso? Non ne ho percezione”

    Nella seconda parte della nostra intervista al sindaco di Taranto, Piero Bitetti, abbiamo affrontato per primo il tema dei collegamenti da e per il capoluogo jonico. Di recente c’è stato un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Raffaele Piemontese.

    Abbiamo chiesto al sindaco di riferirci se sono stati presi impegni precisi da parte della Regione Puglia per tirare fuori Taranto dall’isolamento territoriale in cui versa. L’aeroporto di Grottaglie servirà solo per i Giochi del Mediterraneo o potrà funzionare anche successivamente per i voli civili?

    “Sull’aeroporto a me consta che entro giugno sarà completato il cantiere. Quindi, quantomeno nell’immediato, sarà utilizzato in vista dell’evento sportivo internazionale. Poi vedremo come procedere, a seconda di quelle che sono anche i ritorni del territorio”.

    Si è parlato spesso di mancanza di utenza sia per aerei che per i treni. Ma se l’utente sa che non ha a disposizione determinati servizi è chiaro che sposta il suo interesse altrove.  

    “Noi lavoreremo per creare degli slot verso alcune città. Tra l’altro, come sapete, c’è una nuova società in Puglia che guarda con attenzione all’aeroporto di Grottaglie e comunque lavoreremo per migliorare i collegamenti con le navette verso gli aeroporti di Bari e Brindisi.

    Abbiamo bisogno, però, anche di migliorare la rete ferroviaria che è altrettanto importante. Questo tanto da Taranto verso il nord d’Italia, quanto viceversa.Non dimentichiamo che i collegamenti con il treno per Brindisi e per Lecce sono fondamentali innanzitutto per chi deve spostarsi per motivi di lavoro o di studio ma anche in chiave turistica per valorizzare al meglio un pezzo della Puglia che ha tante potenzialità, il cosiddetto Grande Salento”.

    A proposito di Giochi del Mediterraneo. Lei ne ha chiesto, qualche tempo fa,  lo slittamento. A quando e perché?

    “All’estate del 2027 per avere un maggior periodo di tempo per completare i nostri cantieri e tutte le opere di complemento per i quali sono stretti i tempi e non abbiamo le risorse necessarie, ed anche per avere un maggior periodo di tempo per curare l’organizzazione.

    Ho dovuto fare appello a Governo, Regione e Comitato dei Giochi per mettere in sicurezza un ponte (girevole, ndr), per completare gli asfalti delle strade, per rendere più accogliente la città.

    In molti non si rendono conto che tutto ciò che sembra ordinario in questa città è diventato straordinario e noi stiamo facendo dei grossi sacrifici. Di ciò ringrazio i dipendenti pubblici perché stanno dimostrando l’attaccamento al territorio lavorando anche oltre l’orario normale”.

    Stadio Iacovone: il progetto del Centro Sportivo del gruppo Ladisa, attuali proprietari del club di calcio, da quello che sappiamo in qualche punto si sovrapporrebbe a quello che è stato approntato per i Giochi dal commissario Ferrarese (verrebbero sacrificate alcune aree parcheggio). Voi lo avete ricevuto questo progetto?

    “Si ce l’hanno consegnato proprio nei giorni scorsi ma ancora non l’ho aperto. Lo faremo a breve perché voglio capire tutto bene. Questa società, però, mi sembra abbia le idee chiare su come deve essere gestita una struttura sportiva, ossia vogliono applicare un modello imprenditoriale e quella struttura funziona solo se la si gestisce in questa maniera”.

    Da come ne hanno parlato pubblicamente, lo scorso dicembre, sembra che in un certo senso abbiano già messo il cappello sulla sedia. Voi attendete altre proposte per la futura gestione dello Iacovone?

    “Loro hanno realizzato un progetto, noi abbiamo accettato questa proposta. non c’è un cappello sulla sedia. Stiamo parlando di gente che è del mestiere, che conosce bene come funzionano i codici degli appalti pubblici.

    Poi se viene un altro che fa un’altra proposta, va bene. Lo stadio è un bene di interesse pubblico, tanto per lo sport quanto per altre attività che si possono svolgere. Noi puntiamo a organizzare i concerti, ad esempio. Dunque candideremo la proposta che ci sembrerà migliore e lo metteremo a bando”.

    Parliamo di sicurezza per le strade. C’è questa percezione da parte del cittadino di non sentirsi proprio tranquillo quando cammina, non solo di notte ma anche di  giorno. Tra parcheggiatori abusivi, atti vandalici contro le auto, risse tra extracomunitari e baby gang non c’è da essere sereni. Come Comune avete intenzione di potenziare il controllo del territorio attraverso l’utilizzo più stringente degli agenti di Polizia Locale?

    “Purtroppo sono fenomeni difficili da controllare, quindi, quando avvengono, noi interveniamo con quelli che sono gli strumenti a disposizione. Recentemente abbiamo installato nuove telecamere per la videosorveglianza pubblica che possono essere molto utili come deterrente. Per quanto riguarda la lotta al fenomeno dei parcheggiatori abusivi abbiamo non so quante segnalato personaggi alla polizia di stato, qualcuno è stato arrestato ma purtroppo anche là le norme non sono a nostro favore, visto che poi li ritroviamo presto per strada”.

    Posso permettermi di dire che tanto il precedente Prefetto, che quello attuale, hanno mostrato particolare attenzione al tema. C’è un’ottima collaborazione con le forze dell’ordine per tutti i tipi di fenomeni, dalla devianza giovanile alla micro criminalità.

    Di recente ho trasmesso una nota al ministro degli Interni, Piantedosi, nella quale chiedevo un potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine e sono dispiaciuto di non aver avuto l’adeguata risposta, poiché il numero di ispettori inviati è inferiore a quello del personale andato in pensione.

    Altresì mi rendo conto che esiste un problema nazionale e che ci sono tanti altri territori che necessitano di un’implementazione di uomini dediti al controllo del territorio”.

    Parliamo, in chiusura di questa intervista, della percezione che ha del consenso nei suoi confronti. Pensa che sia calato rispetto al risultato elettorale di maggio 2025?

    “Non sono nelle condizioni di dirlo. Io il consenso lo misuro con gli incontri che faccio per strada. Giro molto per la città e ricevo tante attestazioni di stima. Nei giorni scorsi sono stato in un mercato, ad esempio. Appena posso entro nei luoghi dove c’è quotidianità, dove incontri le persone e le guardi negli occhi, dove ci arrivano le richieste di aiuto. Se poi il riferimento è ai social, io non li prendo in considerazione”.

    Le riporto proprio una frase letta in un commento social: “Bitetti? Solo un Melucci che sorride di più…”

    “Almeno….Il tema vero è che i detrattori sui social, per me, lasciano il tempo che trovano, tanto non li leggo, possono dire e scrivere quello che vogliono. Spesso dietro di loro si nascondono profili falsi. In genere si tende a dare troppa importanza ai social credendo che facciano da cassa di risonanza, che influiscano sul mondo reale.

    Io dico che un’amministrazione dura cinque anni. Nella prima fase c’è bisogno di fare delle scelte che devono servire a pianificare il futuro. Noi stiamo facendo scelte coraggiose e a volte impopolari. Ma solo nell’interesse del bene comune. Ad esempio riguardo i cantieri della Brt stiamo cercando di alleggerire i disagi alla cittadinanza pur dovendo correre ed ultimare tutto entro il 30 giugno. Proprio l’altro giorno ho firmato un’ordinanza per favorire i lavori notturni”.

    *Leggi la prima parte dell’intervista: “Flacks? Indispensabile intervento Stato” – Corriere di Taranto

  • La”sfida culturale”della giustizia riparativa

    La”sfida culturale”della giustizia riparativa

    La giustizia riparativa come percorso non sostitutivo ma complementare a quella “tradizionale”, che rimetta al centro la vittima e responsabilizzi l’autore del reato.

    È l’obiettivo del Centro di Giustizia Riparativa che è stato istituito a Taranto e presentato nella mattinata del 28 gennaio a Palazzo di Città: una struttura pubblica che offrirà la possibilità di attuare misure quali la mediazione vittima/autore dell’offesa, il dialogo riparativo e altri programmi dialogici guidati, con pertinenza sull’intero Distretto della Corte d’Appello di Lecce.

    Il centro, la cui gestione è stata affidata a Studio IRIS tramite convenzione apposita, si avvarrà di mediatori esperti e qualificati; in più, il Comune ha promosso la formazione professionale dei mediatori attraverso uno specifico accordo di collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Scienze Politiche (CIMePe).

    L’accesso ai servizi è gratuito e volontario, con garanzia di riservatezza e confidenzialità per tutti coloro che vogliano avvalersene; provvisoriamente la sede sarà quella degli uffici dei Servizi sociali, nell’attesa del ripristino di altri immobili.

    “Questo è uno dei tanti sforzi che stiamo compiendo nonostante le risorse limitate a disposizione”, ha sottolineato il sindaco, Piero Bitetti, che ha rimarcato l’importanza di lavorare in un settore in cui compiere il proprio dovere equivale ad una vera e propria missione, che spesso si protrae ben oltre l’orario previsto.

    “La giustizia riparativa è una vera e propria sfida culturale – ha spiegato Francesca Genzano, mediatrice esperta e coordinatrice del Centro – che vuole mettere in dialogo l’autore dell’offesa, la vittima e la comunità. Il fine? Riparare le conseguenze del reato e viverle diversamente, attraverso un riconoscimento reciproco sul piano umano”.

    Grande soddisfazione per l’assessore ai Servizi Sociali, Sabrina Lincesso: “Stiamo scrivendo una pagina importantissima della storia di Taranto, che sta mostrando di essere una città innovativa dal punto di vista giuridico e sociale. Siamo i primi in Puglia e ne dobbiamo essere orgogliosi: è un traguardo di cui sono estremamente fiera, reso possibile da una visione condivisa col Ministero della Giustizia, i dirigenti e i funzionari, nonchè lo Studio IRIS. Per non dimenticare il partenariato con l’Università di Bari, che permetterà alla nostra città di formare le figure professionali che lavoreranno per la giustizia riparativa”.

    La Lincesso ha rimarcato l’importanza di un modello di intervento sui conflitti originati o espressi attraverso un reato che consentano alle parti coinvolte di gestire insieme le conseguenze di quanto accaduto, in modo costruttivo e finalizzato alla riparazione dell’offesa subita e alla riconciliazione.

    Un approccio che sposta l’attenzione da un paradigma di giustizia meramente punitivo, secondo cui la riparazione del torto avviene e termina con l’applicazione della sanzione o pena, ad uno schema che garantisca alla vittima voce e dignità, intervenendo sulle conseguenze di quanto subito e responsabilizzando, al contempo, l’autore del torto stesso.

    Un modello che vuole lavorare, in definitiva, su più fronti, ma soprattutto proporre pratiche virtuose che abbiano effetti benefici a lungo termine sull’intera comunità.

  • Boxe, tra sport e territorio

    Boxe, tra sport e territorio

    Si riapre significativamente questo 2026 per la Quero-Chiloiro, con la società di pugilato tarantina già attiva sul territorio con attività che mettono in risalto i meriti dei suoi atleti e la intersettorialità dello sport nel connubio con la salute e il territorio.

    Un incontro importante per la pugilistica Quero con la città di Taranto che ha voluto premiare le eccellenze sportive distintesi nel 2025, scegliendo per il pugilato gli atleti Giovanni Rossetti della Quero-Chiloiro e Davide Fiore e Francesco Zonile della Boxe Fiore.

    A consegnare ai pugili le targhe di merito è stato il sindaco Piero Bitetti, accompagnato dal consigliere comunale Gianni Azzaro nella cerimonia che si è svolta lunedì 19 gennaio al Salone degli Specchi del Palazzo di città.

    In questa occasione Giovanni Rossetti, accompagnato dal maestro Cataldo Quero, ha riportato i successi dell’ultimo anno che ha concluso con la conquista del titolo WBA del Mediterraneo pesi medi disputato a Taranto nella grande serata di boxe professionistica che la Quero-Chiloiro ha allestito il 6 dicembre al Palafiom; un anno brillante per il boxeur italo-cubano che nello stesso anno ha disputato anche il titolo europeo silver in Francia e che, già campione italiano nel 2022, è stato neo-nominato sfidante alla semifinale del titolo italiano pesi medi dalla Federazione Pugilistica Italiana.

    Per il pugile dilettante élite della Quero, Alessandro Donvito, accompagnato dal maestro Salvatore Versace, invece, una partecipazione esclusiva allo show cooking “Sapori in squadra: insieme ai fornelli”, l’evento organizzato dalla Provincia di Taranto, con Michelangelo Giusti e ospitato nella masseria La Brunetta a Massafra per il progetto “Sportiva-Mente Insieme” rivolto agli studenti delle superiori che hanno giocato in squadra con giovani atleti assistiti da chef per elaborare dei menu equilibrati con prodotti agroalimentari del territorio al fine di valorizzare il connubio tra sport e corretta alimentazione ma sempre con gusto.

    Il nuovo anno così riparte per la società del maestro benemerito Vincenzo Quero con premesse entusiasmanti e consolida il vincente direttivo societario per il 2026 con i seguenti ruoli: presidente la signora Maria Lecci, vicepresidente Goffredo Santovito, segretario Gianluca Mongelli, direttore sportivo Rosario Ungaro, medico sociale Sergio Lubelli, consiglieri Nico Monfredi, Giovanni Semeraro e Francesco Galeone.

  • Trasporti: Bitetti incontra l’assessore regionale Piemontese

    Trasporti: Bitetti incontra l’assessore regionale Piemontese

    Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti ha incontrato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese, per discutere le criticità della mobilità ionica e i collegamenti strategici per i Giochi del Mediterraneo 2026.

    Sono state esaminate le principali questioni che incidono sulla qualità della mobilità nell’area ionica, come l’efficienza dei collegamenti ferroviari e i disagi ai pendolari.

    Particolare attenzione è stata dedicata ai collegamenti tra Taranto e gli scali di Bari e Brindisi, strategici per i Giochi del Mediterraneo 2026. L’obiettivo è valutare l’estensione e il potenziamento di questi collegamenti in relazione ai voli straordinari previsti.

    L’assessore Piemontese si è impegnato a svolgere un approfondimento con Aeroporti di Puglia per calibrare l’offerta di trasporto terrestre. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane

  • Giochi: avanti tutta nonostante tutto

    Giochi: avanti tutta nonostante tutto

    A sette mesi dalla data di inaugurazione dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 fa specie che il commissario governativo, nonchè presidente del Comitato organizzatore locale, Massimo Ferrarese debba ancora evidenziare che l’evento non è messo in discussione nonostante le solite voci, alcune delle quali messe in giro ad arte, che continuano ad aleggiare.

    Non è una novità, perchè ci sono personaggi politici e non che attendono un passo falso per poter pronunciare la fatidica frase: “Noi l’avevamo detto….”. Sono gli stessi che fanno finta di ignorare il ritardo, almeno di due anni, con il quale si è mossa l’intera macchina organizzativa dei Giochi.

    Voci che ovviamente in qualche modo disorientano gli sponsor che una grossa mano in questo momento potrebbero dare da ogni punto di vista, sebbene conosciamo tutti l’appeal differente dei Giochi rispetto ad altre manifestazioni sportive internazionali più importanti.

    Ed è per questo che Ferrarese ha lanciato un appello affinché il sistema delle grandi imprese private affianchi gli investimenti pubblici con delle sponsorizzazioni  in grado di rafforzare la proiezione internazionale dell’evento e dell’immagine di Taranto e del territorio pugliese. Tutti devono comprendere, a livello nazionale ma anche internazionale. che noi faremo questi Giochi e li faremo bene”.

    L’appello è giunto al termine di una riunione operativa, tenutasi a Palazzo Troilo, alla quale hanno partecipato  il presidente della Regione, Antonio Decaro, il vicepresidente della Regione, Cristian Casili, l’assessore alla Sanitò, Donato Pentassuglia, il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, il sindaco di Taranto Piero Bitetti e il vicesindaco Mattia Giorno. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha, invecem seguito i lavori in videocollegamento.

    Decaro ha dichiarato: “La Regione intende collaborare in modo concreto per la perfetta riuscita di questa importante kermesse internazionale, che rappresenta una straordinaria occasione per questo territorio, per la città di Taranto, per l’intera regione “.

    Ha poi spiegato che sono stati costituiti gruppi di lavoro specifici su trasporti, sanità, protezione civile ed eventi collaterali, con l’obiettivo di trasformare i Giochi in un’occasione di sviluppo duraturo sotto il profilo economico, sociale, sportivo e turistico. Tra i punti evidenziati anche la conferma dell’utilizzo dell’aeroporto di Grottaglie per l’arrivo delle delegazioni internazionali e dei voli charter degli atleti, nonché la messa a disposizione di spazi logistici e comunicativi a supporto dell’organizzazione.

    Il presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano, ha annunciato che la Provincia investirà 3 milioni di euro per la manutenzione delle strade interessate dal circuito ciclistico, con un fabbisogno totale di 10 milioni di euro per i collegamenti e le infrastrutture sportive. Palmisano ha ribadito più volte l’importanza del decoro e dell’accoglienza per presentare al meglio il nostro territorio. Sono previsti interventi di bonifica e pulizia dei rifiuti sul territorio, nonché la riasfaltatura delle strade necessarie.

    Per il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, è fondamentale l’unità di intenti. “Sono stati investiti diversi milioni di euro, risorse importanti per garantire una manifestazione, un evento che può caratterizzare non soltanto la città di Taranto ma la Regione Puglia e l’intero Paese – ha dichiarato –“Manca l’ultimo miglio, l’ultima rata, mancano le risorse necessarie per dare decoro al territorio, ordine, potenziamento della pulizia e quindi fondamentale diventa l’investimento per quanto riguarda le strade. Stiamo mettendo tutte le risorse possibili per poter garantire una migliore circolazione, un aspetto migliore della nostra terra, da soli però non ce la facciamo, occorre una mano anche del Governo”.

    Dal canto suo il commissario di governo Ferrarese ha fatto presente che su circa 20 milioni di euro complessivi risparmiati garzie ai ribassi delle varie gare, 10 milioni sono già stati reinvestiti per migliorare gli stessi impianti sportivi; gli altri 10 milioni il Comitato intende destinarli a parcheggi dello stadio, piscine, viabilità e opere complementari.

    Lo stesso Commissario ha, infine, sottolineato l’urgenza di poter utilizzare queste somme prima dei collaudi, previsti tra giugno e luglio, ritenendo troppo tardivo l’accesso ai fondi a conclusione delle procedure.

  • Vestas, i sindacati contro Bitetti

    Vestas, i sindacati contro Bitetti

    È caos sulla vertenza scaturita dalla decisione di Vestas Italia di spostare, a partire dall’1 marzo, le attività di magazzino, l’unità locale di Service e il training center a San Nicola di Melfi, con conseguente trasferimento dei lavoratori locali coinvolti nelle mansioni lavorative.

    Dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte di Fiom-Cgil e Uilm, i dipendenti sono in sciopero da 11 giorni anche a causa dell’atteggiamento dell’azienda, che avrebbe adottato la decisione unilateralmente.

    Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che aveva precedentemente richiesto un confronto con l’azienda.

    “Non c’è alcuna volontà da parte di Vestas di andare via da Taranto – afferma il primo cittadino in un comunicato ufficiale – Ho ricevuto personalmente rassicurazioni da parte della società, con la quale nelle ultime ore ho avuto delle interlocuzioni. Non c’è quindi alcuna fuga, ma solo una questione che riguarda alcuni trasferimenti di personale in altro sito, e anche su questo Vestas, che ringrazio per aver accolto i miei solleciti e i successivi chiarimenti, si è detta pronta a trattare con le rappresentanze sindacali in un percorso condiviso di distensione e di serenità”.

    Parole che i sindacati hanno accolto con “forte sorpresa e netto dissenso”.

    “Riteniamo doveroso chiarire pubblicamente che la realtà dei fatti è ben diversa – affermano le sigle sindacali in una nota congiunta – Da 11 giorni i lavoratori sono in sciopero ad oltranza perché l’azienda ha avviato una procedura di trasferimento collettivo che comporta la chiusura del sito di Taranto e lo spostamento dell’intera struttura in provincia di Melfi a partire dal 1° marzo. Non si tratta dunque di “alcuni trasferimenti”, ma di una decisione che svuota completamente il presidio tarantino”.

    Fiom-Cgil e Uilm spiegano che “è proprio questa scelta unilaterale a motivare la prosecuzione della mobilitazione: Vestas non ha accettato di sospendere la procedura, nonostante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, impedendo così un confronto vero e di merito su tutti i temi aperti.
    Parliamo di lavoratrici e lavoratori che verrebbero spostati a circa 200 km di distanza, con pesanti ricadute sociali, economiche e produttive per il territorio, oltre che per l’intero indotto che ruota attorno alle attività di Vestas Italia”.

    Sulla base di quanto affermato, i sindacati ritengono “infondata e fuorviante l’idea di un “percorso di distensione e serenità”: ad oggi non esiste alcuna distensione, perché l’azienda – nonostante i solleciti – non ha sospeso la procedura e continua a lasciare i lavoratori in sciopero ad oltranza, avendo scelto di proseguire senza alcuna apertura concreta”.

    Fiom‑Cgil e Uilm ribadiscono che la vertenza è aperta, che la mobilitazione continuerà finché non verrà ritirata la procedura di trasferimento e che “la città merita informazioni aderenti alla realtà dei fatti, nel rispetto dei lavoratori e del futuro industriale del territorio che continua a perdere pezzi storici di industria sana che dovrebbe continuare a investire visti gli ingenti profitti maturati grazie ai dipendenti, generando progresso e benessere nella comunità che la ospita”.

    “La situazione dei lavoratori di Vestas Italia – conclude la nota firmata dalle sigle sindacali – infatti, al pari di quelli di tante realtà che nel tempo hanno disinvestito da Taranto, meriterebbe la fattiva collaborazione e solidarietà dell’intera comunità locale e non dichiarazioni stampa molto approssimative sopratutto nei confronti di persone che sono in strada notte e giorno lasciate sole rispetto alle volontà della multinazionale di turno”.

    *Sull’argomento: Si è cercato vestas – Corriere di Taranto

  • Taranto, sinistri stradali in aumento

    Taranto, sinistri stradali in aumento

    Parte da un dato che non ammette distrazioni la giornata dedicata a San Sebastiano, patrono della Polizia Locale: l’aumento degli incidenti stradali e, soprattutto, degli investimenti di pedoni. Numeri che pesano come macigni e che raccontano una città ancora fragile sul fronte della sicurezza. Nel 2025, a Taranto, sono stati rilevati 1.724 sinistri, nove dei quali mortali, 18 con prognosi riservata e ben 109 investimenti di pedoni. Un trend in crescita rispetto al 2024 e in controtendenza rispetto ai dati nazionali, che impone una riflessione profonda sul modo di vivere e condividere le strade.

    In questo contesto, nella chiesa di Santa Lucia è stata celebrata la messa in onore di San Sebastiano, protettore della Polizia Locale, officiata dall’arcivescovo di Taranto Ciro Miniero. Accanto al comandante Michele Matichecchia e a una folta rappresentanza di agenti, erano presenti il sindaco Piero Bitetti, il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, la procuratrice Eugenia Pentassuglia, i vertici delle forze dell’ordine, assessori, consiglieri, dirigenti comunali e rappresentanti di associazioni.

    È stato proprio il comandante Matichecchia a richiamare l’attenzione sui dati più allarmanti: «Non posso esimermi dal richiamare l’attenzione su un dato che desta preoccupazione. Il numero degli incidenti stradali rilevati nel corso 2025 è aumentato rispetto ai dati del 2024. Si tratta di un bilancio che non può lasciarci indifferenti e che impone una riflessione seria e responsabile sul modo in cui viviamo e condividiamo le nostre strade».

    «Questo andamento – ha proseguito – conferma che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della sicurezza stradale ed evidenzia la necessità di continuare a investire con determinazione nel controllo, nell’educazione e nella manutenzione delle infrastrutture, affinché le nostre strade diventino sempre più sicure per tutti. Negli ultimi anni il nostro Corpo ha scelto di investire con convinzione non solo nell’attività di controllo e repressione, ma soprattutto nella prevenzione e nella formazione».

    Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni: «Abbiamo ritenuto fondamentale – ha precisato il comandante – rivolgerci ai più giovani, ai bambini e ai ragazzi. Attraverso i progetti nelle scuole cerchiamo di trasmettere il valore delle regole, non come una mera imposizione, ma come uno strumento di convivenza civile, di reciproco rispetto e, soprattutto, di tutela della vita. Parlare di sicurezza stradale ai bambini significa parlare di futuro, significa formare cittadini più consapevoli, più responsabili e più attenti agli altri».

    Questi progetti, ha sottolineato ancora Matichecchia, «non sono attività collaterali, ma rappresentano un vero investimento culturale che nel tempo produce sicurezza, rispetto delle regole e fiducia nelle istituzioni. Accanto a questo impegno educativo continua il lavoro quotidiano della polizia locale per garantire la sicurezza della viabilità e dell’incolumità pubblica, svolgendo attività di polizia stradale mirata al controllo della circolazione e alla prevenzione degli incidenti».

    Particolare attenzione è stata rivolta al controllo dei cantieri stradali e dei mezzi pesanti «che, a causa del mancato rispetto delle regole, di frequente – ha puntualizzato il comandante – sono causa di incidenti particolarmente gravi. Sono stati effettuati inoltre controlli mirati al decoro, con particolare riguardo alla prevenzione e alla repressione dell’abbandono dei rifiuti. L’attività ha avuto l’obiettivo di tutelare l’ambiente urbano, promuovere il rispetto delle regole e sensibilizzare i cittadini a comportamenti responsabili».

    È attraverso «un’azione integrata che unisce sicurezza stradale, controllo del territorio e vigilanza amministrativa che possiamo rafforzare – ha insistito Matichecchia – la fiducia dei cittadini e costruire una città più ordinata, sicura e rispettosa delle regole». Taranto, ha ammesso, è una «città complessa» con caratteristiche «particolari: un porto, una mobilità legata al lavoro industriale e commerciale, flussi turistici crescenti, una viabilità che intreccia centro, periferie e zone costiere. La strada è uno spazio condiviso dove si incontrano esigenze diverse: pedoni, ciclisti, automobilisti, anziani e bambini. Il nostro compito è quello di garantire che questo spazio sia reso il più possibile sicuro, ordinato e accessibile a tutti».

    Ed ancora: «Ogni controllo, ogni intervento, ogni progetto di miglioramento della viabilità non ha come scopo la sanzione fino a se stessa, ma la prevenzione degli incidenti e la tutela delle persone e la salvaguardia della vita. Il nostro lavoro è questo: essere un presidio silenzioso ma costante di sicurezza e di equilibrio di legalità nelle strade, nelle piazze, davanti alle scuole durante le manifestazioni e nei momenti critici della vita cittadina».

    Il sindaco Piero Bitetti ha definito quella di San Sebastiano «una giornata importante per la polizia municipale di Taranto e per tutte le polizie municipali d’Italia», ricordando il ruolo fondamentale degli operatori locali nel garantire legalità e percezione di sicurezza. «L’operatore di polizia locale – ha sostenuto – è l’amico dei cittadini, è colui che ascolta, consiglia e contribuisce a garantire qualità della vita e benessere».

    Infine, il messaggio dell’arcivescovo Miniero, che ha richiamato il valore della condivisione e della protezione: «È l’occasione per chiederci che tutto il lavoro sia sempre orientato al bene delle nostre comunità e per chiedere l’intercessione di San Sebastiano su tutti gli uomini e le donne della polizia locale che, giorno per giorno, si impegnano a tenere viva la nostra città e lontana da pericoli». Un momento di fede e riflessione che, partendo da numeri preoccupanti, rilancia una responsabilità collettiva: rendere le strade di Taranto più sicure per tutti.