Tag: Pierpaolo Volpe

  • Ipotesi “Areu” in Puglia, parla l’Opi

    Ipotesi “Areu” in Puglia, parla l’Opi

    Nei giorni scorsi con provvedimento regionale inserito nel piano di riordino ospedaliero, era stata tirata nuovamente fuori dal “cilindro” la riforma, datata 2018, che istituiva in Puglia l’Agenzia regionale emergenza-urgenza (AREU) che andava ad assorbire le funzioni del 118. Il provvedimento in meno di 24 ore è stato ritirato nella totale incredulità degli addetti ai lavori. Con il provvedimento di istituzione dell’Agenzia regionale emergenza-urgenza, che fagocitava l’attuale sistema 118 e le articolazioni territoriali dello stesso, venivano posti in essere i presupposti giuridici per la nomina di un Direttore generale e quindi di una direzione strategica. Per il Presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Taranto, dott. Pierpaolo Volpe, “è opportuno aprire una attenta riflessione sulla istituzione di una Agenzia regionale per l’emergenza urgenza, sia in termini di contenimento dei costi, ma anche funzionalmente, considerando che i processi di regionalizzazione e di accentramento delle attività, molto spesso si sono rilevati non solo un fallimento, ma anche poco efficaci ed efficienti, considerando che la gestione territoriale del sistema emergenza/urgenza risponde meglio alla gestione delle patologie tempo-dipendenti”.

    “In Puglia abbiamo già numerose Aziende sanitarie con tanto di Direttori generali e direzioni strategiche ed apparati che sorreggono l’indipendenza delle singole Aziende, per questo ritengo inopportuna la modifica dell’attuale modello organizzativo pugliese anche alla luce delle sempre ristrette risorse economiche da destinare alla sanità e alle assunzioni” prosegue il Presidente Pierpaolo Volpe.
    “Per quanto riguarda la provincia di Taranto, l’attuale sistema 118 non solo risponde a pieno alle esigenze di salute della popolazione, ma ha anche altissime performance nella gestione delle patologie tempo dipendenti, per questo vi è serio rischio di snaturare un sistema collaudato e perfettamente funzionante; è opportuno aprire una ferma e netta discussione di merito, non solo di politica sanitaria pugliese, ma anche di corretta gestione delle risorse” aggiunge ancora il Presidente Volpe. “È impensabile vedere reparti ospedalieri al collasso e un sistema 118 che si regge sul lavoro straordinario per la carenza di personale e poi scoprire che si stanno creando sovrastrutture che in questo momento, senza una vera riforma di sistema, servono solo a generare confusione e creare allarmismi tra gli addetti ai lavori” sottolinea Volpe.

    Anche la nomina di un Direttore generale all’AREU lascia spazio a riflessioni in questo momento storico, soprattutto per l’inopportunità e il rischio di destabilizzazione del sistema 118.
    Il Presidente Volpe lancia subito una controproposta: “invece di creare sovrastrutture che non servono, diamo vita ad un sistema 118 di natura Dipartimentale su base provinciale con l’istituzione di un’area della formazione, un’area del governo clinico, un’area della gestione delle maxiemergenze e un’area specifica per la gestione delle patologie tempo-dipendenti. Queste strutture dipartimentali devono prevedere la presenza di una equipe multidisciplinare di area medico/infermieristica anche per le attività di studio e ricerca. La valutazione personale è negativa rispetto all’istituzione di una nuova Agenzia regionale, ma va verso una strutturazione territoriali del sistema 118 con modello organizzativo di tipo dipartimentale. Fortunatamente il refuso regionale di inserimento dell’Agenzia regionale emergenza urgenza, in un provvedimento che parlava di ‘ospedali’, ha riaperto un dibattito ormai fermo da alcuni anni sulla riforma del sistema 118 che rischia solo di occupare caselle, senza alcun impatto sui bisogni di salute della popolazione” conclude il Presidente dell’OPI di Taranto.

  • L’infermiere? Un lavoro “usurante”

    L’infermiere? Un lavoro “usurante”

    Nei giorni scorsi è stato approvato alla Camera dei deputati un ordine del giorno per il riconoscimento del lavoro usurante per gli Operatori Socio Sanitari, una importante figura di supporto esposta in prima linea con gli infermieri allo stress lavoro-correlato. Già nei mesi scorsi con una nota inviata a tutti Parlamentari della Repubblica italiana, ai Consiglieri regionali eletti nella provincia di Taranto e ai Partiti e Movimenti politici, il Presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Taranto, Dott. Pierpaolo Volpe, aveva chiesto l’approvazione di una legge che riconosca la Professione infermieristica come lavoro usurante. La Professione infermieristica oltre ad essere riconosciuta come “Professione intellettuale”, rientra tra le “Professioni d’aiuto” ovvero quelle più esposte al burnout ovvero la sindrome stress lavoro-correlato, afferma il Presidente Pierpaolo Volpe.

    È oramai a tutti nota la grave carenza di personale che da anni logora tutte le Professioni d’aiuto costrette ad un super lavoro in condizioni di forte disagio e quindi stress lavoro-correlato.
    Abbiamo reparti stracolmi di pazienti con letti bis e tris oltre la normale capienza ovviamente senza alcun incremento di personale, evidenzia il Presidente Pierpaolo Volpe.  Il Pronto Soccorso e tutto il Sistema emergenza-urgenza sono al collasso. Gli infermieri sono la colonna portante del SSN e sono al centro del processo assistenziale in ogni articolazione dell’organizzazione del lavoro: operano nell’ambito della prevenzione e promozione della salute, nel sistema di emergenza-urgenza, a livello ospedaliero, territoriale, domiciliare, nei servizi di Salute mentale e nelle dipendenze patologiche, ovvero in tutti i sistemi nevralgici del Sistema salute.

    È arrivato il momento consegnare agli infermieri il dovuto riconoscimento, ovvero quanto è già riconosciuto ad altre Professioni o mestieri, ovvero quello di “lavoro usurante”. Gli infermieri operano in un sistema multidisciplinare con le altre Professioni sanitarie e con gli Operatori Socio Sanitari, pertanto è inevitabile che questo doveroso riconoscimento, essendo legato all’usura psico-fisica connessa all’esercizio professionale, avvenga per tutte le Professioni sanitarie e le Professioni d’aiuto. Chiederò agli altri Ordini di supportare la mia iniziativa per far sì che le tante parole spese dai Politici durante la pandemia si traducano in fatti concreti. Gli infermieri non sono e non saranno mai eroi, ci tiene a precisare il Presidente Volpe: gli infermieri sono Professionisti laureati anche con laurea magistrale e formazione post base che prestano attività nel SSN.

    La parola “eroi” è stata molto strumentalizzata e utilizzata a sproposito. Ad essere stato eroico è solo il lavoro degli infermieri nella fase di emergenza sanitaria dove tutto il sistema era al collasso e il personale era sprovvisto di presidi per la sicurezza e di ogni strumentario per fronteggiare la pandemia. Anche oggi, visto il blocco delle assunzioni e la grave carenza di personale, possiamo considerare eroica l’abnegazione e lo spirito di servizio degli infermieri che per evitare l’implosione del sistema, prestano in condizioni di forte disagio e stress la propria opera a tutela del cittadino.

  • Volpe (Opi): “A Taranto risorse insufficienti”

    Volpe (Opi): “A Taranto risorse insufficienti”

    La Giunta regionale è pronta a dare il via libera a 2300 assunzioni nelle Asl pugliesi. A quanto pare sono disponibili 70 milioni per aggiornare i piani 2024/2025 che partiranno dal mese di luglio potenziando l’assistenza ospedaliera, ma i numeri sono comunque insufficienti rispetto al reale fabbisogno. Operazione tampone, quella in cantiere e non certo risolutiva soprattutto per una realtà come Taranto. “Non bastano le risorse che la Regione Puglia, attraverso alcune indiscrezioni di stampa, starebbe per mettere nero su bianco su una delibera di Giunta in queste ore – afferma Pierpaolo Volpe, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto. Le procedure di assunzione dovrebbero chiudersi entro il primo luglio per la prima tranche di 1363 posizioni, mentre altre 945 unità prenderanno servizio a partire dal primo gennaio 2025 in tutta la Regione Puglia, ma i numeri per Taranto che sembrerebbero essere stati individuati in 461 unità e 23,1 milioni di euro da ripartire per tutte le figure professionali, sono insufficienti e coprono a malapena i pensionamenti”.

    Volpe entra più nello specifico e spiega. “Nel solo Ospedale SS. Annunziata mancherebbero all’appello secondo i dati ASL almeno 100 infermieri tra personale a tempo indeterminato e sostituzioni di personale assente, numeri che andrebbero incrementati considerando secondo le reali esigenze assistenziali nel nosocomio tarantino, e parliamo solo di Taranto, senza contare tutti i Presidi ospedalieri e tutte le strutture territoriali, di emergenza/urgenza e dipartimentali”. E poi interviene dal punto di vista tecnico sulle polemiche di questi giorni sulla mancata attuazione del fast track nel Presidio SS. Annunziata di Taranto”.

    A dire il vero la provincia di Taranto è stata la prima ad attivare il fast track ortopedico ed ostetrico, servizio attivo dall’estate del 2022 sino a Dicembre 2023, bruscamente interrotto per la carenza di personale. Al Moscati, quale punto di primo intervento, ad esempio, gli infermieri da anni svolgono attività di fast track. Il Presidente Volpe ci tiene, infine, a ricordare che “senza giuste risorse da destinare alle assunzioni, non è possibile garantire una modifica dei modelli organizzativi e un miglioramento dei servizi ai cittadini. La politica dovrebbe individuare prima le risorse e poi attaccare le Aziende sanitarie che secondo le ultime deliberazioni regionali sono dei meri esecutori di atti regionali e gestori di risorse, che come sempre sono al ribasso per la provincia di Taranto. I 23,1 milioni di euro destinati a Taranto non contengono risorse per l’attivazione delle Centrali operative territoriali, gli Ospedali di Comunità e dell’infermieristica di famiglia e di comunità che secondo il DM 77/2022 dovrebbe prevedere nella sola provincia di Taranto 184 unità”.

  • “PS impreparati all’emergenza caldo”

    “PS impreparati all’emergenza caldo”

    In Regione Puglia regna un grande caos e dopo le dimissioni di Rocco Palese continua a rimanere vacante la casella dell’assessore alla Sanità. Un momento di subbuglio per l’ente guidato da Michele Emiliano, quando invece sarebbe opportuno dedicarsi anche ad un lavoro di pianificazione sanitaria stante l’avvicinarsi della stagione estiva, sempre molto intensa e complessa sotto il profilo dell’assistenza. Sulla questione è intervenuto con dichiarazioni forti il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, Pierpaolo Volpe.

    “Mentre la politica regionale litiga, discute e si riappacifica, l’emergenza sanitaria in Puglia e soprattutto a Taranto cresce a dismisura anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione estiva e dell’emergenza caldo che allo stato attuale ci troverà impreparati e privi di personale -afferma Volpe. A breve avremo pronto soccorso presi d’assalto per l’emergenza caldo, la necessità di implementare le postazioni di primo intervento estive, quella di garantire le ferie al personale sanitario e senza assunzioni e graduatorie il sistema rischia seriamente di andare in tilt. Inaccettabile il continuo attacco allo sforamento della spesa farmaceutica senza che vi sia una attenta analisi dei dati ed una corretta lettura del quadro epidemiologico che purtroppo consegna alla provincia di Taranto un triste primato, non solo per le malattie onco-ematologiche, ma anche per quelle cronico degenerative che rappresentano una vera e propria emergenza per il nostro territorio”.

    Pierpaolo Volpe, Presidente dell’OPI Taranto

    Volpe analizza anche altri aspetti che suscitano preoccupazione, invocando rispetto e attenzione per Taranto, non paragonabile alle altre città pugliesi. “Ipotizzare in questa fase, soprattutto con la stagione estiva alle porte, una rotazione dei dirigenti regionali o ancora peggio dei Direttori generali, senza un piano assunzionale approvato e senza le autorizzazioni all’indizione di avvisi pubblici per il reclutamento di personale a tempo determinato – prosegue – sarebbe come decretare la morte annunciata della sanità, soprattutto quella tarantina che oggi subisce gli effetti di un sottodimensionamento di personale. Vorrei ricordare a chi utilizza il grimaldello dello sforamento della spesa farmaceutica, che Taranto è stata dichiarata “Sito di interesse nazionale” proprio per l’emergenza ambientale e i riverberi dei cancerogeni sulla salute dei cittadini con picchi di tumori ad organi vitali quali il polmone, la vescica, i reni, senza contare quelli del sangue come i linfomi.
    La città di Taranto merita attenzioni particolari e soprattutto lo sblocco delle assunzioni: il personale è allo stremo delle forze, le strutture sono al collasso e mancano le graduatorie concorsuali, che con le scadenze del PNRR alle porte per la realizzazione delle COT, degli Ospedali di Comunità e delle Case di Comunità, rischiamo di trovarci impreparati agli appuntamenti decisivi, per questo non possiamo perdere tempo per beghe politiche che nulla hanno a che fare con i bisogni di salute dei cittadini”.

    E poi aggiunge: “La sanità non può e non deve essere utilizzata da nessuno come strumento di contesa politica; i cittadini e i soggetti fragili sono in attesa di risposte per l’abbattimento delle liste d’attesa e per prestazioni qualità che si possono realizzare solo con la corretta determinazione del fabbisogno di personale sanitario. Senza contare la necessità di ottenere risorse mirate e congrue da destinare alle assunzioni nel nuovo Ospedale San Cataldo che oltre agli annunci, resta un punto interrogativo. Invito il Presidente Emiliano, anche in veste di Assessore, a differenziare i territori in considerazione dei dati epidemiologici e delle peculiarità territoriali, considerando che la ASL Taranto con tutte le sue articolazioni e specificità, non può essere certamente paragonata ad una piccola provincia o ad un piccolo ospedale monospecialistico per lo sforamento della spesa farmaceutica”.

    Il presidente Volpe sottolinea inoltre che “a tutela dei cittadini, della sanità e della professione infermieristica non possiamo rimanere silenti davanti alla grave condizione in cui versa la sanità pugliese e soprattutto quella tarantina e non possiamo non leggere con diffidenza il continuo attacco asettico e non ponderato allo sforamento della spesa farmaceutica che rischia visti gli annunci delle ultimi giorni, di destabilizzare il sistema amministrativo regionale e territoriale” E, infine, Volpe fa un annuncio: “Come Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto chiederò una audizione in Commissione sanità, perché il dibattito politico sulla sanità non può essere fatto senza i tecnici e i professionisti del settore, altrimenti si rischia di fare solo danni”.

  • Quello strano mismatch infermieristico

    Quello strano mismatch infermieristico

    La carenza infermieristica in Puglia e in particolare a Taranto non è mai stata così grave. Organici ridotti all’osso nonostante siano a spasso decine di neo laureati che attendono speranzosi una chiamata, segno di una programmazione regionale che fa acqua, di un piano sanitario e della salute che non funziona. L’aspetto più inquietante è che a Taranto mancano le graduatorie non solo per l’assunzione di personale a tempo indeterminato, ma anche le graduatorie, insieme agli avvisi pubblici, per il reclutamento di infermieri a tempo determinato che possano sostituire il personale assente in caso di infortunio, malattia o gravidanza, insomma mancano gli infermieri da poter assumere pur potendo assumere. Un paradosso che certifica l’inefficienza programmatica della Regione, restia a concedere le autorizzazioni all’Asl Taranto nonostante le diverse richieste pervenute, anche negli ultimi mesi, al Dipartimento salute.

    Dott. Pierpaolo Volpe, Presidente OPI Taranto

    Il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, dott. Pierpaolo Volpe, si appella direttamente al governatore Michele Emiliano. “La troppa rigidità e lentezza della tecnostruttura regionale -afferma- contrasta con le esigenze delle Aziende sanitarie come quella di Taranto che è a rischio collasso. È inaccettabile che ci siano tempi biblici per autorizzare l’indizione di avvisi pubblici per il reclutamento di infermieri a tempo determinato e voglio ricordare ai tecnici che parliamo di strutture sanitarie che producono salute e devono far fronte ai bisogni della popolazione. Non bisogna perdere di vista il principio costituzionale del diritto alla salute – prosegue Volpe – che rischia di essere compromesso se non si interviene con estrema urgenza. Le strutture sono al collasso e a pagarne le conseguenze sono i pochi infermieri presenti nei reparti e servizi della Asl Taranto. La situazione è diventata insostenibile e soprattutto paradossale dove a fronte di una carenza spaventosa di infermieri abbiamo decine di infermieri neolaureati disoccupati”.

    Il tempo delle promesse e dei buoni propositi è scaduto; è ora che l’assessore alla Sanità, Rocco Palese e il direttore del Dipartimento salute, Vito Montanaro, forniscano risposte concrete, poiché la grave crisi di personale si ripercuote irrimediabilmente sul servizio all’utenza, sempre più esasperata. “Non si comprende -conclude il presidente Volpe- quale sia la difficoltà ad autorizzare solo per Taranto avvisi pubblici per il reclutamento del personale a tempo determinato, quando pare che altre Aziende sanitarie abbiano già avviato e concluso le procedure di reclutamento. Taranto resta sempre la provincia più penalizzata, per questo è necessario che intervenga in prima persona il governatore Emiliano accendendo un faro sull’operato dei tecnici regionali”.

  • Pronto Soccorso tarantino al tracollo

    Pronto Soccorso tarantino al tracollo

    “Nelle ultime due settimane si è registrata anche a Taranto una vera e propria emergenza Pronto Soccorso, totalmente preso d’assalto e messo in ginocchio dalla recrudescenza dell’infezione da SARS-CoV-2 e dal picco dell’influenza stagionale che sta decimando pure le strutture sanitarie. Una condizione critica e da non sottovalutare affatto, che per essere parzialmente risolta necessita di interventi strutturali e immediati. Urge un confronto con il Direttore Generale dell’Asl Taranto, dott. Vito Gregorio Colacicco, e il Direttore del SET 118, dott. Mario Balzanelli,  al fine di individuare le soluzioni più opportune per garantire un’ assistenza di qualità ai cittadini e decongestionare il Pronto Soccorso di Taranto”, afferma il presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Taranto, Pierpaolo Volpe che immagina una possibile via d’uscita: “Si potrebbe ipotizzare il potenziamento di tutti i punti di primo intervento, tra cui quello fondamentale del Presidio Ospedaliero San Giuseppe Moscati, per drenare i codici minori decongestionando il Pronto Soccorso di Taranto, ma sarebbe importante avviare il fast track in tutte le zone presidiate dal Servizio 118. Per fare questo, però, è opportuno un confronto con la Direzione strategica e il Direttore del SET 118, in quanto va verificata la disponibilità di medici e infermieri e soprattutto vanno potenziati gli organici attuali”.

    Il Presidente dell’OPI Taranto, evidenzia che: “i colleghi del Pronto Soccorso del SS. Annunziata sono ormai allo stremo delle forze, costretti a gestire centinaia di accessi, subendo le conseguenze dirette delle lunghe attese dei cittadini. Anche il Servizio 118 è da settimane in allarme rosso a causa delle lunghe code di ambulanze ai Pronto Soccorso che sottraggono mezzi disponibili per la gestione delle patologie tempo-dipendenti” aggiunge ancora Volpe, che ci tiene a stigmatizzare gli episodi di violenza ai danni di personale sanitario accaduti di recente in strutture italiane, tra cui quello di Castellammare di Stabia, dove un’infermiera è stata presa a pugni.

    Pierpaolo Volpe

    “Sono profondamente scosso per quanto continua a succedere nei Pronto Soccorso e come Ordine prendiamo le distanze da queste aggressioni che offendono il lavoro di chi opera quotidianamente per la salute e si impegna con tutte le proprie forze per funzionare bene un servizio fondamentale per la comunità. Servono interventi seri e maggiore sicurezza per restituire agli operatori la giusta dignità professionale”. Tornando alle questioni nostrane, Volpe rinnova il grido d’allarme al Governatore Emiliano e alla politica locale. “È necessario che si proceda subito allo sblocco delle assunzioni in quanto i reparti sono ormai stracolmi di persone da assistere in carenza cronica di personale. C’è una vera e propria emergenza nel Presidio Ospedaliero SS Annunziata dove la carenza di infermieri e di operatori socio sanitari in reparti sovraffollati, con persone ricoverate che superano anche il limite massimo di dieci, sta mortificando la professione e la qualità dell’assistenza. Ricordo alla politica regionale che affermare che la Puglia ha rispettato i Lea, non ci fornisce alcuna informazione sulla ‘qualità dell’assistenza offerta al cittadino’ e sulla ‘qualità delle prestazioni erogate’. Senza il corretto fabbisogno di personale,potremo anche erogare prestazioni per il rispetto dei Lea, ma queste non raggiungeranno mai gli standard di qualità che un cittadino si attende”.

    Infine, anche un passaggio sulle condizioni proibitive in cui si trovano ad operare gli infermieri in servizio presso il carcere di Taranto. “Questa è un’altra piaga poiché i colleghi in servizio nella casa circondariale sono pochi e vivono in costante affanno essendo impegnati nella presa in carico di un numero decisamente spropositato di detenuti in situazioni spesso con elevata complessità assistenziale. Rischiano tanto sulla propria pelle e quindi occorre individuare pure per loro delle soluzioni che possano migliorare la sicurezza delle cure”.

  • Strutture sanitarie al collasso

    Strutture sanitarie al collasso

    L’emergenza caldo di questi giorni, che vede Taranto e Puglia tra le città e le regioni più calde d’Italia. Secondo il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, Pierpaolo Volpe, questo fenomeno atteso avrebbe dovuto essere prevenuto attraverso una saggia programmazione sanitaria regionale. I dati dei primi quindici giorni di luglio sono lapidari per il sistema sanitario tarantino e per i pronto soccorso in cui si sono registrati il 15% in più di accessi, con un aumento del 25% delle richieste di soccorso agli operatori del SET 118. Tutto il sistema di emergenza-urgenza è in queste ore impegnato in un lavoro estenuante, sotto la scure del grande caldo, nella gestione delle patologie tempo-dipendenti.

    Ancora per Volpe, “sarebbe stata opportuna una programmazione regionale specifica, che derogasse al blocco delle assunzioni evitando così che in piena emergenza le Aziende Sanitarie e quindi i Direttori Generali si trovassero a combattere una guerra contro il tempo ad isorisorse”. E’ chiaro da tempo che l’attuale gestione regionale ha nei fatti “commissariato” i Direttori Generali che non sono autonomi, anche in piena emergenza, di procedere ad assunzioni e alla sostituzione di personale assente senza l’avallo della Giunta regionale. I manager delle ASL, a differenza di quanto previsto dalle riforme sanitarie del 1992 e 1999, sono diventati dei meri esecutori di direttive che piovono dall’alto senza che si tenga conto delle specificità dei singoli territori. “Si continua – prosegue il presidente – a puntare il dito sulla spesa farmaceutica fuori controllo anche in ASL Taranto quando mi risulta che la relazione della Direttrice del Dipartimento farmaceutico abbia chiarito punto per punto le motivazione dell’eccessiva spesa e si perde di vista, invece, il depauperamento degli organici (legato al blocco delle assunzioni) e soprattutto le performance di qualità in diversi settori della ASL Taranto ad invarianza di personale”.

    La Regione Puglia ha imposto l’attivazione di diverse strutture e servizi anche nell’ambito del PNRR e del PDTA senza però garantire risorse aggiuntive che ovviamente si riverberano sulla spesa del personale. Vi sono obblighi per le aziende sanitarie legate alla raccolta sangue e ad altri progetti regionali che dovrebbero vedere finanziamenti ad hoc, che invece vengono realizzati con lo stesso personale e soprattutto con il lavoro straordinario che non impatta però sul bilancio delle aziende sanitarie, ma sul Fondo del personale stesso. Con la stessa “coperta” si pretendono servizi e innovazioni, senza però fornire le giuste risorse; il risultato è che a pagarne le conseguenze è sempre il personale. “L’emergenza caldo di queste ore, ampiamente attesa e oramai una costante nel periodo estivo da anni, non può essere affrontata – conclude Volpe – senza una riorganizzazione dell’assistenza territoriale che possa far fronte alla gestione delle cronicità soprattutto dei soggetti fragili soli e il potenziamento delle postazioni territoriali del SET 118, che rappresentano il fulcro della gestione delle patologie tempo-dipendenti e della prevenzione degli accessi al pronto soccorso”.

    *foto Paolo Occhinegro