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  • Ex Ilva, Uilm e Usb: al via mobilitazione

    Ex Ilva, Uilm e Usb: al via mobilitazione

    Si è svolta ier un’assemblea molto partecipata con i lavoratori llva in Amministrazione Straordinaria, convocata a valle dell’accordo sulla cigs relatìva ad Acciaierie d’Italia non siglato dalle Uilm ed Usb e dopo le note dichiarazioni al tavolo da parte aziendale, riguardo al disimpegno relativo a questa platea di lavoratori, come di tutto l’impianto dell’accordo sindacale del 06/09/2018.

    La mancanza di prospettive aggravata da una cassa integrazione “che di fatto perde completamente il suo carattere di transitorietà, slegata di fatto dalla risalita produttiva ormai diventata un miraggio stante le condizioni di totale abbandono degli impianti, getta ombra sul futuro non solo dei 1600 lavoratori in AS ma anche sul rientro a lavoro dei 2500 lavoratori sospesi in cigs a Taranto. Come se inon bastasse, la condizione dei lavoratori degli appalti tra cassa integrazione, incertezza sul pagamenti e totale mancanza di visione si aggrava ogni giorno di più. Quanto suddetto continua ad accadere nonostante sia stata elargito ulteriore capitale pubblico (680 mill0nidi euro) garantìto dall’ultimo (ennesimo) decreto convertito in legge ad inizio marzo” commentano Uilm ed Usb al termine dell’assemblea con i lavoratori.

    (leggi l’articolo sull’accordo separato https://www.corriereditaranto.it/2023/03/29/ex-ilva-accordo-separato-sulla-cassa2/)

    “Proprio per questa ragione rivendicavamo l’incontro al MIMIT prima della conclusione della discussione monotematica inaccettabile su altra cigs. Tanto premesso, dopo un ampio dibattito con i circa cinquecento lavoratori presenti, l’assemblea ha condiviso la necessità di unire tutti i dipendenti della fabbrica continuando con il percorso assembleare coinvolgendo nelle prossime settimane tutti i lavoratori (sociali ed appalto)” annunciano le due organizzazioni sindacali.

    “È imprescindibile conquistare le garanzie sul futuro ditutti idipendenti, partendo dalla condivisione di un piano industriale e del progetto necessario a traguardare gli obiettivi ambientali, sanitari, produttivi ed occupazionali ad oggi deltutto ignoti. Al contempo già da domani saremo in presidio insieme al lavoratori in AS sotto la prefettura di Taranto a partire dalle ore 9.00 per chiedere urgente incontro all Prefetto e rappresentarne, ancora una volta, la condizione dì disagio di tantic oncittadini che non può prescindere da un interessamento diretto e concreto da parte dei rappresentanti del governo”.

    (leggi le differenti dichiarazioni dei sindacti sull’accordo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/30/2049722/)

  • Sicurezza urbana, patto tra sindaci

    Sicurezza urbana, patto tra sindaci

    I sindaci di Avetrana, Carosino, Lizzano, Torricella e il Sub Commissario di Castellaneta hanno sottoscritto, questa mattina, presso il Palazzo del Governo, con il Prefetto di Taranto Demetrio Martino il Patto per l’attuazione della sicurezza urbana.

    Tanto in considerazione del Decreto legge n. 14/20.02.2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, convertito con modificazioni dalla legge n. 48 del 18.04.2017.

    Le intese consentiranno agli Enti locali di individuare strumenti e misure tese a realizzare nelle aree urbane un sistema di sicurezza integrata, in cui la lotta al degrado ed all’abusivismo, il miglioramento della fruizione degli spazi pubblici, la tutela dei diritti dei cittadini costituiscono una priorità che si affianca a quella della prevenzione e del contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria.

  • Disagio giovanile, formazione nelle scuole

    Disagio giovanile, formazione nelle scuole

    Sarà sottoscritto mercoledì 25 gennaio prossimo, alle ore 12.00, presso il Palazzo del Governo, con la partecipazione della Magistratura (Corte d’Appello – sezione distaccata di Taranto, Tribunale per i Minorenni e Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e l’ANM ), della Provincia e del Comune Capoluogo, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, della sezione di Polizia stradale e del Compartimento di Polizia postale, dell’USP, della A.S.L., del Dipartimento jonico universitario, dell’Ordine degli avvocati, del Sindacato italiano dei locali da ballo e della consulta provinciale degli studenti, il protocollo d’intesa per il contenimento dei fenomeni di disagio giovanile e per il coordinamento delle campagne di formazione nelle Scuole di Taranto.

    Grazie a questo progetto, coordinato dal Prefetto Demetrio Martino, le parti si impegnano ad attivare un rapporto di collaborazione finalizzato a realizzare iniziative di formazione e di educazione alla legalità ed alla prevenzione di situazioni di devianza che hanno come destinatarie le fasce giovanili del territorio.

  • Mar Piccolo, senza bonifica sì al piano B

    Mar Piccolo, senza bonifica sì al piano B

    Adesso è deciso. Prima della scadenza del mandato del prefetto Demetrio Martino nel ruolo di Commissario straordinario per le bonifiche, che durerà sino ad ottobre, partirà il progetto di ARPA Puglia, con il contributo di ASL Taranto e CNR, sui mitili del primo seno del Mar Piccolo.

    E’ quanto stabilito dal tavolo tecnico che si è svolto oggi, alla presenza del prefetto Martino, dei tecnici del dipartimento di Taranto dell’ARPA Puglia, della ASL di Taranto, del CNR, della Capitaneria di Porto e dell’amministrazione comunale. Assenti invece, le associazioni dei mitilicoltori, che in passato avevano partecipato ad altri tavoli tecnici. E che dovrebbero essere invece sempre presenti quando si discute e decide del loro presente e soprattutto del loro futuro lavorativo. Ma tant’è.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/09/mar-piccolo-stop-bonifica-ce-piano-b/)

    Il progetto, che costerà all’incirca tra i 200 e i 300mila euro (grazie al fatto che gli enti coinvolti metteranno a disposizione mezzi e strutture in loro possesso) e che metterà a disposizione il commissario Martino attingendo dalla contabilità speciale in dotazione alla struttura commissariale, durerà un anno e consisterà nel prelevare, ogni 15 giorni, un campione di mitili messo a disposizione volontariamente da quattro cooperative di mililicoltori, per trasferirili nelle aree di mar Grande già individuate in passato per poi tornare a prelevarli, a seconda della grandezza del mollusco, tra i 30 e i 45 giorni dopo il loro arrivo. A quel punto si procederà all’analisi dei campioni per osservare se la concentrazioni degli inquinanti assorbiti dal mollusco durante la permanenza nel primo seno del mar Piccolo sia diminuita e se sì di quanto. L’obiettivo del progetto, qualora dovesse dare i risultati attesi, è quello di consentire una modifica dell’ordinanza regionale che prevede il trasferimento dei mitili dal primo al secondo seno entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno, posticipando tale limite temporale ad oggi tassativo. Di fatto e a grandi linee, è quanto anticipammo l’estate scorsa.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/30/bonifica-mar-piccolo-regna-lincertezza2/)

    Detto ciò, quanto stabilito oggi è la conferma di quanto andiamo scrivendo e denunciando da almeno un paio d’anni a questa parte (per chi ha tempo e voglia si può rileggere i vari articoli linkati in pagina). Ovvero che l’intervento riguardante la bonifica dei sedimenti del I seno del Mar Piccolo è oramai da ritenersi sospeso. In realtà, possiamo anche affermare senza timori di essere smentiti, che l’intervento di bonifica non ci sarà e difficilmente sarà mai realizzato. Del resto, è stato lo stesso prefetto di Taranto Demetrio Martino in qualità di Commissario straordinario per le bonifiche (ruolo che ricoprirà sino all’ottobre del 2023 sulla cui decisione ci siamo sempre dichiarati fortemente perplessi e contrari), ad aver deciso oltre un anno e mezzo fa, di “sospendere e bloccare la gara di “Partenariato per l’innovazione, prevista dal bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica“.

    leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/04/29/bonifiche-a-taranto-e-il-caos-totale/)

    Resta ancora oggi, almeno per noi, un mistero su chi abbia ‘consigliato‘ al prefetto Martino di agire in tal senso. Ed è incredibile che nessuna istituzione gli abbia chiesto di chiarire e spiegare quali siano le basi scientifiche su cui si è poggiata tale decisione. L’unica spiegazione che ad oggi è
    stata fornita durante le audizioni presso la Commissione Ambiente, le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive e la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, è quella secondo la quale la bonifica del bacino del Mar Piccolo costerebbe all’incirca 1 miliardo di euro. Risorse economiche che andrebbero ben oltre quelle in dotazione al commissario per tale
    intervento, pari a circa 45 milioni di euro. Mentre l’ex commissario, la dott.ssa Vera Corbelli (vergognosamente defenstrata dal suo ruolo nell’estate del 2020 dal governo Conte II), stimò un ulteriore fabbisogno per il completamento dell’intervento di risanamento dei sedimenti del Mar Piccolo pari a circa 204 milioni di euro. Tale ulteriore fabbisogno fu inserito nel programma di misure a medio e lungo termine trasmesso dall’ex Commissario Straordinario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 20 gennaio 2020 (il finanziamento era da ripartire in 7 anni). Ma da dove derivi questa valutazione economica da parte del prefetto Martino non è dato sapere. Né lui stesso l’ha mai giustificata con documenti o studi alla mano. E, cosa ancora più incredibile, nessun ente o istituzione sembra aver voglia di approfondire o, come dire, mettersi di traverso.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/02/26/bonifica-mar-piccolo-ora-serve-decidere/)

    Ciò detto, al momento nessuno sa che fine faranno o a cosa saranno destinati i milioni di euro previsti per la bonifica dei sedimenti del primo seno del mar Piccolo. Anche perché il CIS di Taranto è attualmente fermo, nonostante il dott. Paolo Esposito abbia mantenuto il suo ruolo di direttore dell’Agenzia per la Coesione Territoriale a Roma oltre ad essere il RUP del CIS Taranto: quando sarà riconvocato il Tavolo Istituzionale probabilmente se ne saprà di più.

    (leggi il nostro ultimo articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/12/09/bonifica-mar-piccolo-e-tutto-da-rifare/)

    Quanto meno, il Commissario straordinario si sta dotando della famosa struttura di supporto che gli è sempre mancata dall’estate 2020. Ne fanno parte la dott.ssa Cristina Chirico, Unità di supporto dell’Ufficio del Commissario per quanto concerne le questioni giuridico-amministrative e l’architetto Paolo Caramia, funzionario dell’Amministrazione provinciale di Taranto a cui il commissario di Governo ha assegnato l’anno scorso l’incarico di Responsabile unico del procedimento (Rup), per gli interventi relativi a “Completamento rimozione e smaltimento del mercato ittico galleggiante affondato nel Mar Piccolo di Taranto” e “Bonifica delle aree non pavimentate del cimitero di San Brunone in Taranto”. Ma la stuttura di supporto sarà implementata con altre cinque unità, di cui tre già operative mentre le altre due saranno selezionate tramite l’avviso pubblico bandito dal prefetto Martino lo scorso anno.

    leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/20/salviamo-le-bonifche-dallabisso3/)

    Tutto ciò detto, è chiaro che rispetto allo stare ancora completamente fermi come avviene da tantissimi anni, la scelta di provare questa strada non può che essere positiva. Non fosse altro per capire se sia o meno una strada praticabile. Del resto, il CNR di Taranto ed ARPA Puglia posseggono enormi conoscenze sul Mar Piccolo, frutto di anni e anni di studi e approfondimenti, per cui la nostra fiducia rispetto alla tutela dell’ambiente è massima. Come lo è nei confronti del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto e della Capitaneria di Porto per quanto attiene il controllo sanitario e commerciale del prodotto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/ambiente-svenduto-le-verita-taciute-sul-mar-piccolo/)

    Stendiamo dunque un ultimo velo su tutti coloro i quali hanno permesso a livello istituzionale che la bonifica del mar Piccolo finisse in un vicolo cieco, ancora una volta. E su tutti quelli che si riempiono la bocca ogni giorno affermando falsità e sciocchezze sull’ex Ilva, ignorando volutamente altre importanti vicende ma molto più complesse e per questo bel lontane dai loro interessi personali e dalle loro reali capacità di analisi e proposta. Ad maiora.

    (leggi qui tutti gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche)

  • Più sicurezza durante le festività

    Più sicurezza durante le festività

    Quest’oggi il prefetto di Taranto Demetrio Martino ha presieduto la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per fare il punto sulle misure in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dell’incidentalità stradale.

    Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato il Questore, nonché rappresentanti del Comando Provinciale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Stradale, dell’Anas, della ASL, della Provincia e del Comune di Taranto, il prefetto, nell’ evidenziare l’esigenza che sia assicurato il migliore concorso fra le Forze di Polizia statali e locali secondo criteri di suddivisione territoriale, coordinamento e dinamicità, ha richiesto il massimo impegno di tutti per innalzare il livello di prevenzione e di controllo del territorio.

    In tale contesto e in considerazione della maggiore mobilità e del conseguente prevedibile aumento del flusso veicolare per le festività natalizie, è stata condivisa l’opportunità di rafforzare le attività di controllo sulle principali arterie stradali, soprattutto nelle ore notturne e con particolare attenzione alla rilevazione dell’uso di alcool e stupefacenti attraverso l’utilizzo di strumentazione idonea a rilevare il tasso alcolemico o la guida in stato di ebbrezza del conducente.

    A tal proposito, è stata programmata la convocazione in Questura di un apposito tavolo tecnico per la predisposizione delle modalità operative dei controlli.

    Inoltre, il Prefetto ha previsto la formazione di un dispositivo interforze per intensificare le verifiche nelle zone in cui si concentrano pubblici esercizi e locali di intrattenimento, con finalità di deterrenza di comportamenti scorretti e conseguentemente funzionale al concreto raggiungimento di più elevati livelli di sicurezza, anche percepita, sulle strade.

    Il Prefetto, a conclusione della riunione di Comitato, ha ribadito l’importanza dell’educazione stradale e dell’informazione sui pericoli connessi a comportamenti di guida non conformi alle regole, nonché l’esigenza di incentivare le iniziative rivolte in tale direzione, come avvenuto già nei mesi scorsi con l’avvio del progetto “No crash” svolto dall’amministrazione comunale in coordinamento con la Prefettura e in partenariato con l’Asl di Taranto e il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi “Aldo Moro”.

  • Beni confiscati tornano ai Comuni

    Beni confiscati tornano ai Comuni

    Prosegue l’attività del Nucleo di Supporto istituito presso la Prefettura di Taranto, coordinato dal viceprefetto Aggiunto, la dott.ssa Rosa Anna Giulitto, in adesione alle indicazioni dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

    Dopo il rilascio spontaneo di tre appartamenti occupati abusivamente, avvenuto nei mesi scorsi e reso possibile grazie all’efficace intermediazione delle Forze dell’Ordine, il 10 ottobre e 24 novembre, sono state portate a compimento le attività finalizzate allo sgombero di ulteriori due immobili a Statte e a Taranto che potranno, pertanto, essere consegnati ai rispettivi Comuni e utilizzati per scopi sociali o istituzionali.

    Il prefetto di Taranto Demetrio Martino ha espresso soddisfazione per i risultati conseguiti che testimoniano l’importanza della sinergia istituzionale per consentire la conservazione dei beni confiscati e per garantire il loro utilizzo in favore della collettività ed evidenziano, nel contempo, il segnale concreto della riaffermazione della legalità e della presenza dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata.

  • Bonifiche, struttura di supporto al prefetto

    Bonifiche, struttura di supporto al prefetto

    A volte ritornano. O forse sarebbe il caso di utilizzare la famosa frase ‘eppur si muove‘. Dopo mesi di silenzio infatti, registriamo una piccola ma importante novità in merito alle bonifiche per il SIN di Taranto. Lo scorso 3 novembre infatti, la Prefettura di Taranto ha comunicato alla Provincia che con DPCM del 1 settembre 2022 è stata definita la composizione della struttura di supporto al Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/13/il-grande-buco-nero-delle-bonifiche/)

    Dunque, è finalmente arrivato il decreto di attuazione di un provvedimento previsto dal decreto-legge approvato nell’ottobre 2021 che conteneva disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose (detto dl ‘Recovery‘), e che prevedeva alcune norme promosse dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in merito al Risanamento ambientale nella città di Taranto (sotto la dicitura provvedimento ‘Città di Taranto’).

    Il prefetto Demetrio Martino potrà quindi usufruire di una struttura di supporto per l’esercizio delle funzioni commissariale, posta alle dirette dipendenze del Commissario, composta da un contingente massimo di personale pari a cinque unità di livello non dirigenziale, e una unità di livello dirigenziale non generale appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche. Al momento però, sappiamo soltanto che ne farà parte il dipendente della Provincia di Taranto architetto Paolo Caramia, come espressamente richiesto dallo stesso Martino all’ente provinciale lo scorso 3 novembre.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/20/salviamo-le-bonifche-dallabisso3/)

    E’ bene infatti ricordare che sulla Gazzetta Ufficiale n.167 dello scorso 19/07/2022, venne pubblicato il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 30 marzo, che conteneva la proroga per il dott. Demetrio Martino dell’incarico di Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto. Decreto che trovava la sua ragion d’essere nella nota del 20 gennaio 2022, con la quale l’ex ministro della transizione ecologica (MiTE) propose la proroga del prefetto, e quella del 17 marzo 2022, con la quale l’ex ministro dell’interno comunicò il proprio nulla osta alla suddetta proroga vista quella che all’epoca era vista come imminente scadenza dell’incarico, ovvero il 31 marzo scorso. Il decreto era stato poi registrato alla Corte dei Conti il 16 maggio. Il decreto dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi, ha di fatto prorgato di un anno e mezzo l’incarico sommandolo all’anno e mezzo precedente (ottobre 2020-marzo 2022), in modo da raggiungere i tre anni di mandato previsti dal decreto-legge dell’ottobre 2021. Motivando tale decisione in quanto “il curriculum vitae del dott. Demetrio Martino è in possesso di capacità adeguate alle funzioni da svolgere, avuto riguardo ai titoli professionali ed alle esperienze maturate” (dopo lo scellerato defenestramento dell’ex commissario Vera Corbelli durante il governo Conte II). Il che è abbastanza singolare visto che lo stesso Martino, durante un’audizione in primavera presso la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati, ammise candidamente di non avere la preparazione scientifica per ricoprire un ruolo così complesso, ma di averlo accettato per puro spirito di servizio.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/20/bonifiche-il-prefetto-traghettatore-silenzioso2/)

    Cosa farà, o non farà, da qui all’ottobre 2023 il prefetto in qualità di Commissario, lo sappiamo già dat empo. E riguarda in particolar modo la gestione dell’intervento dedicato alla bonifica dei sedimenti del I seno del Mar Piccolo, che come abbiamo più volte scritto nell’ultimo anno è stato sospeso e non sarà effettuato.

    Si sperimenterà il progetto del CNR di Taranto sulla stabulazione dei mitili in mar Grande e in laboratorio, per provare a salvaguardare la mitilicoltura del I seno. Un compromesso per provare a limitare i danni prodotti dalla mancata bonifica dei sedimenti, dalle alte temperature e dal poco spazio nel II seno del Mar Piccolo e dagli obblighi imposti dall’ordinanza regionale. E sarà portato avanti anche il progetto LIFE4marPiccolo sul quale torneremo prossimamente. Ma la bonifica vera e propria non ci sarà. Con buona pace del Tavolo permanente per la mitilicoltura, riattivato lo scorso agosto dall’amministrazione Melucci che ‘stranamente’ su questo argomento è poco loquace.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/ambiente-svenduto-le-verita-taciute-sul-mar-piccolo/)

    Probabilmente non sapremo mai quali ‘scienziati’ abbiano ‘consigliato’ al prefetto di agire in questo modo, decidendo di “sospendere e bloccare la gara“ del Partenariato per l’innovazione, prevista dal bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica. Né sapremo mai da quale calcolo economico-scientifico il prefetto abbia dedotto il dato secondo cui la bonifica del Mar Piccolo costerebbe ben 1 miliardo di euro (per la Corbelli sarebbero serviti altri 204 milioni di euro). Non lo sappiamo e non lo sapremo semplicemente perché il prefetto Martino in ogni audizione o tavolo in cui ha parlato di ciò, non ha mai fatto nomi e cognomi, non ha mai presentato studi e relazioni a sostegno di tale tesi.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/09/mar-piccolo-stop-bonifica-ce-piano-b/)

    Per non parlare dell’assenza totale di comunicazioni con l’esterno, visto che il sito su cui prima si poggiava l’attività dell’ex commissario Vera Corbelli fu chiuso due anni fa ed attualmente pare non ci siano le risorse per aprirne un altro. Nè vengono più pubblicate notizie, documenti e decreti nella sezione appositamente dedicata sul sito ufficiale della prefettura di Taranto. Semplicemente, non si sa assolutamente nulla di tutto quello che riguarda le attività in essere del commissario in merito alle bonifiche (ved nuovo appalto per la bonifica del cimitero San Brunone o dell’area PIP di Statte). Tutto è avvolto da un silenzio sinistro, a cui nessuno sembra davvero interessato. Noi, finché ci saremo, continueremo a vigliare, a mantenere accesa la luce e ad informare come dimostrano le decine, centinaia di articoli scritti negli ultimi anni. Ad maiora.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/30/bonifica-sin-taranto-serviranno-anni2/)

  • Monitoraggio territorio, focus su Massafra

    Monitoraggio territorio, focus su Massafra

    Nell’ambito del costante monitoraggio dello stato dell’ordine e della sicurezza pubblica nel territorio provinciale, effettuato dal Comitato provinciale O.S.P. presieduto dal prefetto Demetrio Martino, un particolare focusè stato dedicato al comune di Massafra, nel corso di una recente riunione che ha visto la partecipazione del Questore, dei Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché del Sindaco e del Comandante della polizia municipale di Massafra.

    Dall’esame approfondito della complessiva situazione del territorio comunale e dai dati a disposizione delle Forze dell’Ordine, non sono emersi elementi di particolare allarme relativamente al territorio massafrese. Anzi, l’indice di delittuosità certificato nel 2021 per Massafra mostra un trend in calo del 19% rispetto al 2019, anno ritenuto più significativo per il confronto, atteso che il 2020 è stato segnato dalla situazione pandemica.

    Risultano, peraltro in diminuzione tutte le tipologie di reati predatori, dai furti in appartamenti (27 nel 2022 rispetto a  34 nel 2020 ed addirittura 38 nel 2019 e 47 nel 2017), a quelli di automezzi (43 nel 2022, 82 nel 2021). Dodici sono state le rapine improprie effettuate nell’anno in corso nel territorio esaminato, ma per undici di esse sono stati accertati i presunti responsabili, grazie ad una risposta repressiva tempestiva ed adeguata.

    Anche il Sindaco ha confermato come il contesto socioeconomico massafrese non faccia registrare elementi di particolare preoccupazione, sebbene esista una percezione di insicurezza, da parte della comunità locale, relativamente ad alcune zone cittadine caratterizzate da uno stato di abbandono e degrado.

    Il Prefetto ha disposto che a tale segnalata criticità sarà rivolta particolare attenzione mediante un ulteriore potenziamento del dispositivo di prevenzione e di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, secondo modalità operative ulteriormente incisive e visibili ed attraverso apposite ordinanze da parte del Questore per l’intensificazione dei servizi di controllo delle Forze dell’Ordine con la partecipazione anche della Polizia locale. Il Prefetto ha concluso l’incontro ribadendo come la coesione tra le Istituzioni costituisca un valore aggiunto per il raggiungimento di obiettivi e di risultati a vantaggio delle comunità amministrate, in primo luogo la tutela della sicurezza dei cittadini.

  • Firmato in Prefettura il Protocollo ‘Scuole sicure”

    Firmato in Prefettura il Protocollo ‘Scuole sicure”

    Proseguendo nell’attuazione delle strategie messe a punto per innalzare il livello di sicurezza della provincia tarantina, è stato sottoscritto, stamani, dal Prefetto Demetrio Martino e dai Sindaci di Crispiano, Laterza, Mottola, San Giorgio Jonico, Sava e Statte, presso il Palazzo del Governo, il Protocollo d’intesa “Scuole Sicure 2022-2023”. Dopo quello firmato ad inizio ottobre con altri sindaci del territorio ionico.

    Grazie a questi progetti, promossi e finanziati dal Ministero dell’Interno, le Amministrazioni comunali beneficeranno di risorse economiche (oltre 12.000,00 euro per Crispiano e Statte, più di 13.000,00 per Laterza, Mottola, San Giorgio J. e Sava) e di strumenti utili per implementare l’attività di prevenzione e di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli edifici scolastici e su quelle aree di socializzazione che possono essere luoghi a rischio.

    In particolare, tra le azioni cui può essere destinato il contributo, si segnalano la realizzazione di complessivi 39 sistemi di videosorveglianza, l’assunzione a tempo determinato di agenti di Polizia Locale, l’acquisto di mezzi ed attrezzature e la promozione di campagne informative sulla pericolosità delle droghe.

    (leggi gli articoli sul progetto ‘Scuole sicure’ https://www.corriereditaranto.it/?s=scuole+sicure&submit=Go)

  • L’opposizione chiede ‘aiuto’ al prefetto

    L’opposizione chiede ‘aiuto’ al prefetto

    Si è svolto stamane l’incontro tra i consiglieri di opposizione del Consiglio comunale di Taranto e il prefetto di Taranto, Demetrio Martino. La riunione è stata convocata dal prefetto dopo che la scorsa settimana gli stessi consiglieri si recarono in Prefettura interloquendo con la dottoressa Famà, in merito alla denuncia degli stessi “sull’atteggiamento antidemocratico da parte dell’amministrazione Melucci preoccupante e non più tollerabile”. Il tutto, era il 28 ottobre, dopo aver abbandonato l’aula consiliare in polemica con il presidente del consiglio Piero Bitetti.

    Motivo del contendere la decisione del presidente del Consiglio comunale di non iscrivere all’ordine dei lavori del Consiglio Comunale le interpellanze e le interrogazioni da loro presentate, dopo aver contestato il fatto in due differenti e precedenti Conferenze del Capigruppo e aver effettuato una sollecitazione al presidente tramite pec, “con la quale si chiedeva allo stesso, in caso di norme regolamentari in contrasto, di far propria l’interpretazione più estensiva per tutelare il dibattito democratico in aula e i diritti dei consiglieri” denunciano i consiglieri. Nonostante ciò “il Presidente del Consiglio Comunale decideva di adottare l’interpretazione più restrittiva, non iscrivendo gli atti all’ordine del giorno, interrogazioni tutte frutto di questioni a noi poste dai cittadini e che riguardano la vivibilità e lo sviluppo della città, salvo poi allo stesso tempo chiedere lumi agli Uffici prefettizi“.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/28/lopposizione-va-dal-prefetto2/)

    Nel documento consegnato al prefetto, viene riportato l’art. 42 (Sedute consiliari dedicate al “QUESTION TIME”) del vigente regolamento, dal quale i consiglieri di opposizione desumono che “la ratio e la lettera delle disposizioni dimostrano, senza dubbio, che la seduta di Question time è pensata per dare spazio adeguato ai consiglieri, in seduta pubblica, per l’illustrazione delle proprie interrogazioni ed interpellanze a cui la seduta è appositamente destinata dalla disposizione regolamentare”. Inoltre, per i consiglieri “appare evidente che l’alternativa tra la risposta scritta e quella in aula non è rimessa ad una scelta dell’interrogato ma, al contrario, dall’interrogante (richiedente), il quale può scegliere alternativamente tra le due forme, non potendo chiederle entrambe. Certamente non può subire la scelta dell’interrogato. Del resto ciascun consigliere non avrebbe di fatto alcuna necessità di far transitare le proprie richieste d’informazioni su questioni amministrative per il tramite del Presidente del Consiglio Comunale, depositando interrogazioni se le risposte vengono fomite come una corrispondenza privata all’interrogante senza discussione in aula. Infatti ai sensi della 241/90 i consiglieri hanno già la facoltà di richiedere e ricevere risposte dagli amministratori e dai dirigenti e pertanto non avrebbero esigenza esigenza di formulare atti ispettivi che invece sono finalizzati alla evidenza pubblica delle questioni che si intendono discutere”.

    Inoltre, nel documento viene fatto notare come “il diritto di illustrazione, come quello di replica (soddisfazione/insoddisfazione}, sono connaturati all’istituto dell’interrogazione, come previsto da ogni sistema democratico di tipo assembleare (da quello parlamentare nazionale a quello consiliare regionale, fino a tutti quelli comunaliin genere}, per cui non si possono far dipendere dalla scelta dell’amministrazione interrogata di rispondere per iscritto o meno. In ogni caso, la norma attribuisce il diritto di illustrazione e di replica, a prescindere dalla modalità di risposta dell’amministrazione interrogata”. Mentre l’art. 31 comma S (interrogazioni e Interpellanze) del regolamento comunale dispone che “…. Il Sindaco o l’Assessore delegato, competente per materia, sono tenuti a rispondere per iscritto ai quesiti delle interpellanze e delle interrogazioni o a fornirla verbalmente nella seduta del Consiglio Comunale dedicata al “Question time” in caso di mancata risposta scritto”. “La suddetta disposizione – evidenziano ancora i consiglieri di opposizione – non esclude né il diritto di illustrazione dell’interrogazione in aula da parte dell’interrogante né che la risposta scritta sia letta nella seduta del questione time dall’interrogato, ma specifica solo che possa essere alternativamente data per iscritto o in aula, cosi rendendo possibile il meccanismo di illustrazione e di replica prevista dal comma 8 del citato articolo 42. In ogni caso, il comma 1 del predetto art. 31 consente al Consigliere d’interrogare anche il Segretario Generale, Il Direttore Generale, i dirigenti Interni e i presidenti dei C.d.A. delle società partecipate del Comune, per iquali non è prevista, a differenza del sindaco e dell’assessore l’alternativa della forma scritta a quella orale in consiglio (ubi tacuit noluit, ubi voluit dixit)“.

    Per finire l’opposizione evidenzia come gli venga negato “anche l’utilizzo dell’aula consiliare di Palazzo di Città che è il luogo deputato allo svolgimento delle iniziative dei gruppi politici. Pertanto per esperienza diffusa, non esistendo altro comune italiano in cui si nega l’illustrazione delle interrogazioni e delle interpellanze in aula, e per logicità, in quanto perderebbe di significato una seduta di “Question time” senza l’iscrizione ai lavori delle “domande” poste con gli atti spettivi” è stato richiesto al prefetto un indispensabile intervento di sensibilizzazione rivolto al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale in merito alle questioni esposte”.

    Il documento è stato firmato dai consiglieri Luigi Abbate (Taranto senza Ilva), Francesco Battista (Lega Salvini Premier), Massimo Battista (Una città per cambiare Taranto), Carmen Casula (Patto Popolare), Francesco Cosa (Gruppo Misto di opposizione), Massimiliano Di Cuia (Forza Italia), Mimmo Festinante (Gruppo Misto di Opposizione), Walter Musillo (Gruppo Misto di Opposizione), Tiziana Toscano Tiziana (Fratelli d’Italia) e Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia).

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/30/a-taranto-democrazia-sospesa/)

    Dall’amministrazione comunale hanno replicato sostenendo che la norma in questione prevede che la risposta ad interrogazioni e interpellanze giunga entro 30 giorni, rinviando ai regolamenti le modalità di disciplina. Il regolamento del Comune di Taranto applica infatti il termine restrittivo di 20 giorni rispetto al termine espansivo di 30 previsto dell’articolo 43, comma 2 del Testo unico enti locali. In pratica la risposta scritta deve arrivare entro 20 giorni, se ciò non avviene l’interrogante può chiedere al presidente del consiglio di inserire all’ordine giorno della seduta in Question time l’interrogazione o l’interpellanza per ricevere risposta orale. E’ chiaro che in questo caso scatta l’obbligo per sindaco ed assessori di partecipare al consiglio in modalità Question time. Dunque, se la risposta avviene per iscritto non c’è più bisogno della presenza fisica degli amministratori. L’articolo 42, comma 7 bis, del regolamento del consiglio comunale stabilisce, infatti, che “le risposte alle interrogazioni o alle interpellanze devono essere fornite in aula solo qualora non sia stata data risposta scritta, non essendo ammissibile una richiesta sia nella forma orale che in quella scritta”.

    E’ bene ricordare che un anno fa (poco prima dello scioglimento dell’assemblea per le dimissioni collettive di diciassette consiglieri il 15 novembre 2021) fu approvato un nuovo regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale, fortemente voluto dal sindaco Melucci e che aveva suscitato fortissime proteste delle opposizioni, che parlarono di “bavaglio”. Il vecchio regolamento, infatti, prevedeva l’obbligo per il sindaco, gli assessori e i dirigenti di essere presenti alla seduta in aula per fornire risposta in aula alle interrogazioni dei consiglieri, che poi avevano un minuto di tempo per dichiararsi soddisfatti o non soddisfatti della risposta ricevuta.

    Proprio questo passaggio è divenuto motivo di contesa, visto che l’interpretazione del presidente del consiglio Bitetti, corroborata dal parere del segretario generale Langiu, è che questa possibilità sia da ritenersi riferita all’ipotesi ormai residuale di una risposta data in aula. A questo punto, sempre lo scorso 28 ottobre, le opposizioni lasciarono l’aula per recarsi poi in prefettura.

    Il prefetto ha quindi ascoltato le rimostranze dei consiglieri di opposizione, che restano ora in attesa delle eventuali iniziative che il prefetto si è riservato di assumere. Alla prossima puntata.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/28/cosa-resta-del-question-time/)