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  • Regionale 8, c’è ok della Regione Puglia

    Regionale 8, c’è ok della Regione Puglia

    Via libera per la realizzazione della Strada litoranea interna Regionale 8 da Talsano ad Avetrana dalla Conferenza dei Servizi decisoria per l’ottenimento del PAUR – Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale, che si è chiusa lo scorso giovedì 16 dicembre presso la Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia.

    Si tratta di un risultato storico per questa opera stradale, concepita oltre 30 anni fa, a lungo rimasta nel cassetto e ripartita con nuovo vigore con l’Amministrazione provinciale guidata da Giovanni Gugliotti, priorità del programma di governo, fortemente sostenuta dal Patto dei Sindaci, l’ampia coalizione civica che ha sostenuto il nuovo corso della Provincia di Taranto.

    Come tutti i progetti di questa dimensione, ha scontato alcune difficoltà nella fase di approvazione del progetto definitivo, tra cui un primo parere negativo del Comitato VIA dello scorso giugno. Uno stop superato nell’ambito della Conferenza dei Servizi, grazie all’inteso e proficuo lavoro degli uffici tecnici dell’Ente di via Anfiteatro, con il supporto di validi professionisti tarantini e la consulenza scientifica del Politecnico di Bari, migliorando di fatto gli oltre 300 elaborati progettuali sotto il profilo della sicurezza stradale, del consumo di territorio, della tutela del paesaggio e dell’impatto sulla biodiversità.

    Con l’approvazione del progetto, l’attenzione dell’Amministrazione provinciale si sposta sulla cantierabilità dell’opera, una partita che è legata alla copertura finanziaria, per circa 193 milioni di euro, di competenza della Regione Puglia, ente finanziatore dell’opera.

    Il presidente Giovanni Gugliotti

    «Con l’approvazione del progetto definitivo della Regionale 8 portiamo a casa un risultato storico – commenta il presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti – mai prima d’ora, infatti, la Provincia era riuscita a incassare tutti i pareri per realizzare questa opera che la Terra Ionica attende da decenni. Dopo lo stop del Comitato VIA dello scorso 11 giugno – aggiunge Gugliotti -, in tanti hanno cominciato a non crederci più. Ma in Provincia non ci siamo arresi, convinti della bontà del nostro lavoro. Da un lato i progettisti hanno superato le osservazioni mosse e migliorato gli elaborati progettuali e dall’altro abbiamo avviato un proficuo dialogo con la Regione Puglia, per portare a casa con successo questa tappa importante. Ora – conclude il capo dell’Amministrazione provinciale – proseguendo con lo stesso gioco di squadra fra enti locali e istituzioni, seguiremo anche le fasi successive. Siamo assolutamente convinti che questa è una opportunità da non perdere. O la realizziamo adesso, e quindi cambia volto un intero versante della provincia di Taranto, o avremo sprecato una occasione irripetibile nel prossimo futuro. Sono convinto che ce la faremo».

  • Taranto-Avetrana, i perché dello stop

    Taranto-Avetrana, i perché dello stop

    Ha fatto e fa tuttora molto discutere l’ennesimo stop sull’infinita storia della Taranto-Avetrana, la Strada Regionale 8. Come abbiamo riferito qualche giorno fa, il Comitato Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale ha sostanzialmente bocciato l’attuale progetto per la nuova infrastruttura.

    Le ragioni di questo stop si trovano nella relazione che il comitato ha approvato all’unanimità e sono di vario genere.

    Documentazione incompleta o generica

    Su numerosi punti il Comitato accusa l’ente proponente (ossia la Provincia di Taranto) di aver presentato una documentazione incompleta o eccessivamente generica, che non risponde alle obiezioni già presentate dal comitato in passato.

    La prima obiezione riguarda l’interferenza dell’opera con l’Habitat 6220 “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea”. «Nella trattazione di tale interferenza – si legge – il proponente descrive quelle che potrebbero essere le azioni di mitigazione e compensazione ambientale […] senza però indicare un vero piano di attuazione delle stesse». E ancora, sullo stesso punto, il comitato denuncia la completa assenza di possibili alternative alle soluzioni progettuali e di misure di ripristino, mitigazione e compensazione.

    Obiezioni analoghe si ritrovano per quanto riguarda il problema del consumo del suolo. Su più punti del progetto (elencati dettagliatamente nella seconda parte della relazione) il comitato aveva richiesto alla Provincia di operare per ridurre il consumo di suolo e l’impatto sugli habitat protetti. Di volta in volta, la soluzione proposta si è concretizzata nell’eliminazione di svincoli (sostituiti con rotatorie a raso) e delle controstrade dedicate al traffico locale e in particolare ai mezzi agricoli. Una soluzione ritenuta insoddisfacente: «Il proponente – scrive il comitato – si è limitato esclusivamente ad indicare l’eliminazione delle controstrade quale fatto che tutela tali effetti. Si riscontra la mancanza di un piano di calcolo e di studio del possibile consumo di suolo e una mancanza del piano di mitigazione anche per tale possibile attività antropica». Non solo, ma l’integrazione alla proposta progettuale «risulta completamente sprovvista di una valutazione di incidenza e della verifica di compatibilità del progetto con gli obiettivi e le misure conservative definite per gli habitat interferiti».

    Similmente, anche per quanto riguarda la tutela degli ulivi «la documentazione prodotta ha grandi lacune».

    Perché tutti questi muretti a secco?

    Anche la rappresentazione della situazione ante operam è descritta come alquanto lacunosa. «lo stato dei luoghi ex ante, interferiti dall’intero tracciato, è […] rappresentato soltanto in modalità fotografica e non vi è alcuna indicazione sulla geometria delle viabilità esistenti e da adeguare (per il relativo conteggio delle lavorazioni a farsi) né alcun censimento dei muretti a secco e delle evidenze paesaggistiche intercettate». E proprio sui muretti a secco il comitato espone un’ulteriore perplessità: perché situarli lungo l’intera strada, «snaturando la peculiarità e il contesto dell’elemento paesaggistico, oltre che determinando un eccesso di risorse impegnate»?

    Nessun miglioramento della sicurezza

    L’accusa più pesante, però, si trova in conclusione del documento, alla voce “rapporto costi-benefici”. L’analisi si risolve in quella che pare una vera e propria stroncatura del progetto: «L’intervento proposto non produce un miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale e della viabilità in genere, rispetto all’esistente; la soluzione progettuale proposta dall’analisi costi/benefici e costi/efficacia è sfavorevole, non determina le condizioni di miglioramento di sicurezza stradale […] non comporta alcuna riduzione apprezzabile dell’incidentalità a fronte di un investimento di 201 milioni di euro […]. La riduzione di incidentalità, infatti, passerebbe da 94,8 incidenti nell’arco di cinque anni a 94,3, con la realizzazione dell’infrastruttura».

    «In definitiva la soluzione avanzata per la realizzazione dell’opera comporta un significativo effetto negativo, diretto e indiretto, sui fattori suddetti di biodiversità (Habitat 6220), territorio, suolo, acqua, aria e clima e sul bene culturale/paesaggistico interessato».

    Quali soluzioni?

    Il comitato propone una via d’uscita che stravolge in modo abbastanza radicale lo spirito del progetto. «Sarebbe auspicabile – scrivono i tecnici – un approccio progettuale che abbia quale punto di partenza non la realizzazione di un’opera ex novo, ma l’adeguamento della rete stradale esistente». Difficile immaginare quali potranno essere i tempi necessari e soprattutto come si posizionerà la politica rispetto ad un tale stravolgimento dell’opera. Insomma, non c’è ancora pace per la Regionale 8…

  • Regionale 8, Confcommercio: “Amarezza e rabbia”

    Regionale 8, Confcommercio: “Amarezza e rabbia”

    “Amarezza, mortificazione, rabbia. Taranto non può subire e tacere dinnanzi al comportamento della Regione nei confronti di un territorio provinciale e di una comunità che merita attenzione quanto ed anche più delle altre province pugliesi (altro…)

  • Regionale 8, il Consiglio Provinciale: «Mantenere destinazione fondi già stanziati per la Taranto-Avetrana»

    Regionale 8, il Consiglio Provinciale: «Mantenere destinazione fondi già stanziati per la Taranto-Avetrana»

    Si è riunito, nel tardo pomeriggio di ieri, il Consiglio Provinciale di Taranto, in seduta monotematica sulla vicenda della Regionale 8, i cui finanziamenti sono finiti nella bufera per l’eventualità che fossero ricollocati per la gestione dell’emergenza Covid. Con una deliberazione in cui si ripercorrono puntualmente le vicende degli ultimi giorni e si denuncia «la concreta possibilità, se non la certezza del definanziamento dell’intervento relativo alla realizzazione della strada di scorrimento veloce Talsano-Avetrana», il Consiglio ha dato mandato al Presidente Gugliotti di ribadire alla Regione «la assoluta necessità di mantenere ferma ed inalterata la destinazione dei Fondi già stanziati per la realizzazione della strada di scorrimento veloce Talsano-Avetrana, in avanzato stato di realizzazione, nonché il terzo lotto della cd. Tangenziale Sud di Taranto».

    Un atto, in concreto, privo di particolare efficacia, ma senza dubbio un’autorevole presa di posizione della parte politica dell’ente Provincia. Riportiamo di seguito il testo della deliberazione:

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  • Melucci: “Non si finanzi la fase 2 con le risorse destinate a Taranto e al Sud”

    Melucci: “Non si finanzi la fase 2 con le risorse destinate a Taranto e al Sud”

    Videoconferenza quest’oggi con il Presidente della Provincia, i Sindaci ionici e le parti sociali, per discutere dei fondi destinati ai cantieri locali e in particolar modo alla cosiddetta Regionale 8.

    «Pur condividendo lo sforzo corale compiuto da tutte le istituzioni per superare l’attuale emergenza – ha dichiarato il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci nel suo intervento -, spero davvero che l’ennesima rimodulazione delle risorse destinate allo sviluppo e ai cittadini del sud, paventata in queste ore da un corposo documento governativo per fare fronte alla fase 2 della pandemia, sia soltanto uno scherzo di cattivo gusto da parte di chi si sta occupando a Roma di queste faccende».

    «Come mi auguro sinceramente – ha continuato il Sindaco Melucci – che alcune indiscrezioni, che annunciano complicazioni sulle pratiche di Taranto, o ancora la nuova polemica sulla strada Regionale 8, progetto che la nostra Provincia attende da trent’anni, rappresentino soltanto un equivoco, l’ansia di far fronte alla fase 2 assecondando interessi che non sono quelli ionici».

    «Noi denunciamo da qualche tempo che, per esempio, il CIS Taranto non viaggi in maniera convincente, non operi sempre nella direzione delle esigenze del territorio e della comunità ionica. Sia sul CIS, però, sia sul tema della Regionale 8, gli enti locali hanno rimosso ogni impedimento tecnico, si è fatto un lavoro di ordinata sintesi e di grande livello. Non ci sono, dunque, più alibi per chi deve liberare finalmente le risorse per i nostri cantieri».

    «Nessuno pensi di toccare le nostre risorse. Nessuno pensi ancora, per esempio, di poterci chiedere a queste condizioni il sacrificio della salute per fornire acciaio alle manifatture del nord. Per la fase 2, abbiamo bisogno di cantieri e opere pubbliche per il nostro sistema di imprese e il nostro mondo del lavoro, al pari del resto d’Italia».

  • Regionale 8, continua lo scontro

    Regionale 8, continua lo scontro

    Continua la diatriba sui fondi per la strada Regionale 8 Taranto-Avetrana, di cui già da alcuni giorni si paventa il dirottamento verso la gestione dell’emergenza Covid. Alle rimostranze di alcuni consiglieri regionali d’opposizione aveva risposto Giuseppe Turco, il quale aveva invece assicurato la presenza dei fondi ed invitato i colleghi ad «informarsi» (leggi qui per approfondire).

    Oggi la polemica riprende, con la consigliera di Forza Italia Francesca Franzoso che dà per certo il dirottamento di oltre 120 milioni di euro di fondi della Taranto-Avetrana, secondo «quanto chiarito oggi, in I commissione Bilancio, da Pasquale Orlando, dirigente della sezione Programmazione della Regione Puglia».

    «Parte della manovra da 270 milioni – scrive Franzoso – di rimodulazione del Fondo di Coesione e sviluppo (Fsc) attingerà, come avevamo previsto, da due dei tre lotti della Talsano-Avetrana, per un importo pari a 122 milioni e 400 mila euro. Risorse – stando a quanto appreso – che la Regione si impegna eventualmente a rifinanziare nella programmazione 2021-2027».

    «I nostri timori, purtroppo, si sono rivelati fondati. Le risorse della strada regionale 8 saranno il bancomat da cui attingere per altri scopi. Anziché blindare le infrastrutture viarie della nostra provincia, Emiliano la cancella, sottraendo i fondi necessari per la operatività dei cantieri. La storia non ha insegnato nulla al Governatore. Nel dopoguerra la ricostruzione passò in misura significativa per l’infrastrutturazione del Mezzogiorno. Oggi, per essere all’altezza della sfida tremenda che ci attende, dobbiamo replicare quel modello».

    «Non possiamo consentire che vengano saccheggiati in tutto o in parte risorse stanziate per la costruzione di infrastrutture strategiche,come la Taranto Avetrana. Né che a rimetterci sia ancora la provincia di Taranto, che già paga un dazio altissimo sul fronte della competitività dei sistema dei trasporti, a causa dello squilibrio nella ripartizione del fondo regionale».

    «Annuncio pertanto battaglia per scongiurare la perdita dei fondi destinati a Taranto – conclude il consigliere – e invito tutte le forze del territorio a parteciparvi. Per I cantieri della Regionale otto si chieda al governo Conte il modello Genova e si avviino i cantieri che daranno, nell’immediato, linfa al tessuto imprenditoriale locale».

  • Fondi regionali per le imprese, «Non si tocchino quelli della Taranto-Avetrana»

    Fondi regionali per le imprese, «Non si tocchino quelli della Taranto-Avetrana»

    «La Regione non pensi di attingere ai fondi già stanziati per la realizzazione del secondo e terzo lotto della strada Regionale 8 Talsano-Avetrana in favore della dotazione di 450 milioni di euro recentemente deliberati dalla giunta regionale quale sostegno alle attività economiche e produttive della regione duramente colpite dalla crisi causata dalla pandemia da Coronavirus».

    Così, in una nota, i consiglieri regionali Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Fabiano Amati, i quali hanno depositato una mozione urgente indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, all’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese, all’assessore regionale alle Reti e infrastrutture per la mobilità, Giovanni Giannini, e per conoscenza al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano.

    I tre consiglieri regionali, come già Confcommercio qualche giorno fa, mettono in guardia dall’utilizzo di quel fondi destinati per un asse viario «di estrema importanza che permetterebbe il collegamento della città capoluogo con i comuni del versante orientale della provincia ionica. Stiamo parlando di un’opera fondamentale per lo sviluppo economico e turistico del versante est della provincia jonica, una direttrice di collegamento interna necessaria per decongestionare il traffico costiero nei periodi estivi e per raggiungere più velocemente ed in sicurezza le marine di Leporano, Pulsano,  Manduria, Lizzano, Torricella, Maruggio, ma anche per l’economia legata alle produzioni locali di tutti i comuni dell’area orientale».

    Nel caso specifico, si sta parlando di circa 240 milioni di euro «finanziati – ricordano Liviano, Pentassuglia e Amati – con fondi Fsc e della Regione che, se utilizzati altrove, sancirebbero la fine di un importante progetto che si trascina avanti, ormai, da 32 anni».

    A far scattare il campanello d’allarme ai tre consiglieri regionali è stato il fatto che una parte consistente della riprogrammazione delle risorse Fsc e del Patto per la Puglia (pari a 270 milioni di euro), così come previsto dalla delibera di giunta dello scorso 8 aprile che prevede manovre di contrasto alla crisi in atto, «deriverebbe, appunto – sottolineano con forza i tre consiglieri – dall’utilizzo di tutti i fondi destinati alla Talsano-Avetrana».

    Insomma, giù le mani dalla Talsano-Avetrana anche perché, a non far dormire sonni tranquilli ai tre consiglieri regionali, c’è «la vaghezza – sottolineano – e la mancanza di garanzie circa la clausola inserita nella delibera di  Giunta Regionale e cioè che i progetti di rilievo strategico oggetto di riprogrammazione saranno comunque realizzati con le risorse finanziarie che saranno messe a disposizione dalla programmazione 2021-2027».

    Risponde Turco: “No a speculazioni sull’opera strategica per Taranto. Si lavori celermente per impegno dei fondi.”

    A queste considerazioni risponde il consigliere regionale di Senso Civico – Un Nuovo Ulivo per la Puglia, Giuseppe Turco:

    «Sulla Regionale 8 Taranto-Avetrana occorre il lavoro e il buonsenso di tutti per evitare possibili disimpegni e riutilizzi per altre finalità. E taluni rappresentanti delle forze di opposizione che in queste ore già danno per certo tale addio all’opera per far spazio all’emergenza covid-19, farebbero meglio a informarsi e a prodigarsi affinché attraverso gli strumenti amministrativi a nostra disposizione, l’infrastruttura sia portata a compimento velocizzando il rilascio di pareri e autorizzazioni con conseguente impegno di spesa. Le due condizioni essenziali che davvero eviterebbero questo paventato scenario di rimodulazione dei fondi».

    «Ricordo a tutti che sotto il mandato di Michele Emiliano, eravamo nel 2016, e dopo numerose sollecitazioni tra cui anche le mie, è stata finalmente portata a compimento la progettazione esecutiva della Regionale 8, dopo circa 30 anni di immobilismo e di false promesse. Parliamo di 240 milioni di euro per realizzare un’arteria che sarà un volàno di sviluppo economico per l’intera fascia costiera. E in una fase post-coronavirus in cui tutti saremo chiamati a ricostruire il sistema Italia sulle macerie sanitarie, anche opere come la Regionale possono, anzi devono, diventare un punto di ripartenza per occupazione, economia e indotto».

    «Certo, se perdiamo ulteriore tempo e non velocizziamo l’iter di impegno delle risorse rischiamo davvero la rimodulazione dei fondi e la loro destinazione, come da accordi europei, sull’emergenza covid-19. Per la quale la Regione è già impegnata con ottimi risultati».

    «Questo è quindi il momento di unire le forze, di mettere in campo tutte le competenze di Regione, Provincia e Comuni, affinché si garantisca da un lato la riuscita dell’opera e contemporaneamente dall’altro la gestione dell’emergenza sanitaria in corso. Ma senza confondere i due diversi capitoli di spesa e campi di azione. Inoltre, si evitino strumentalizzazioni, per meri calcoli elettorali, sulla situazione relativa al nuovo ospedale San Cataldo di Taranto, per il quale l’impegno economico già sussiste e i fondi non possono essere assolutamente disimpegnati. L’unico ostacolo è solo l’iter bloccato da un contenzioso per l’affidamento della gara».

  • Regionale 8, i sindacati: “Al via lavori da gennaio 2022”

    Regionale 8, i sindacati: “Al via lavori da gennaio 2022”

    La strada Regionale 8, il famoso progetto della Talsano-Avetrana ancora lungi dall’essere terminata, è stata ieri al centro di un incontro tra le segreterie confederali Cgil, Cisl e Uil, le federazione di categoria interessate, e la Provincia di Taranto, rappresentata dal presidente Giovanni Gugliotti, dal direttore generale, Antonio Toritto e dall’architetto Raffaele Marinotti.

    L’opera viaria più attesa da 30 anni a questa parte (il progetto originario fu approvato nel lontano 1988 con Delibera del Consiglio provinciale n. 189/19889), per il cui completamento ci sono a disposizione 193 milioni di euro.

    Un confronto nel quale è stato fatto il punto sul cronoprogramma dei lavori dopo la trasmissione, lo scorso 28 gennaio, della progettazione alla Regione Puglia e all’assessorato Regionale ai Trasporti, ai fini del rilascio della VIA (valutazione di impatto ambientale), la quale ha 240 giorni di tempo per esprimere un parere

    Seguendo la scansione degli adempimenti procedurali illustrati (procedura di gara, aggiudicazione delle opere), i lavori potranno essere finalmente appaltati a partire dal gennaio del 2022 – si legge in una nota dei segretari Paolo Peluso (Cgil), Antonio Castellucci (Cisl) e Giancarlo Turi (Uil) -. L’intera opera dispone di una dotazione finanziaria complessiva di poco superiore ai 200 milioni di euro e prevede l’ampliamento, rendendola più sicura, della sede stradale esistente in modo da conformarla agli aumentati volumi di traffico, soprattutto nel corso dei periodi estivi”.

    Un’arteria ritenuta da sempre “strategica e significativa per lo sviluppo turistico dell’intera area orientale della provincia ionica ed in particolare dei comuni interessati dal percorso” affermano ancora i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

    Le organizzazioni sindacali hanno quindi “preso atto dell’impegno profuso dalla Provincia di Taranto, che ha impresso un’accelerazione per la realizzazione dell’opera, completando nel corso del 2019 tutti gli aspetti procedurali (completamento e integrazione della progettazione, deposito istanza di VIA agli uffici competenti della regione Puglia), in modo da perfezionare l’iter procedurale ed autorizzativo di competenza“.

    Dai sindacati arriverà a breve la richiesta di “un nuovo incontro all’assessore regionale ai Trasporti per seguire quanto di competenza alla Regione Puglia,  visto che in origine il progetto era stato approvato dalla Provincia jonica con la quale proseguirà il confronto. Affronteremo in quell’occasione – concludono Peluso, Castellucci e Turi – le tematiche del lavoro e la sua connessione con gli interventi infrastrutturali attuali e di competenza dell’Ente”.