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  • Giochi Mediterraneo, ‘sì’ al commissario

    Giochi Mediterraneo, ‘sì’ al commissario

    Il commissariamento dei Giochi del Mediterraneo 2026 è praticamente ad un passo. Lo avevamo riportato in un articolo di ieri, ma adesso c’è anche un atto ufficiale in tal senso che spiana la strada al governo Meloni.

    (leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/04/03/giochi-2026-commissario-piu-vicino-2/)

    La Commissione Bilancio del Senato impegnata nell’esame del ddl Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l’attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune, ha approvato quest’oggi alla presenza del ministro Raffaele Fitto, l’emendamento dei senatori di Fratelli d’Italia Liris, Ambrogio, Nocco, e Mennuni nel quale si chiede ufficialmente la nomina di un commissario straordinario per realizzare i Giochi del Mediterraneo 2026.  Il decreto dovrà essere approvato entro il 25 aprile.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/23/giochi-2026-commissario-piu-vicino/)

    Il testo dell’emendamento recita così: “Al fine di assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi necessari allo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato, su proposta del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e PNRR di concerto con il Ministro per lo sport e i giovani, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, è nominato un Commissario straordinario. Il quale entro sessanta giorni dall’atto di nomina, provvede alla predisposizione dell’elenco delle opere infrastrutturali occorrenti, ivi comprese quelle per l’accessibilità, distinte in opere essenziali, connesse e di contesto, con l’indicazione, per ciascuna opera, del codice unico di progetto, del soggetto attuatore e dell’entità del finanziamento concesso, delle altre fonti di finanziamento disponibili e del cronoprogramma di realizzazione degli interventi. L’elenco delle opere è approvato con uno o più decreti del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR e del Ministro per lo sport e i giovani, adottati di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. È autorizzata l’apertura di apposita contabilità speciale intestata al Commissario straordinario per le spese di funzionamento e di realizzazione dei progetti e degli interventi…Conseguentemente, il Commissario, nei limiti delle risorse impegnate in bilancio, può avviare le procedure di affidamento dei contratti anche nelle more del trasferimento delle risorse sulla contabilità speciale”.

    (leggi l’articolo sulla lettera dei ministri Fitto e Abodi https://www.corriereditaranto.it/2023/03/12/taranto-2026-ecco-la-lettera-dei-ministri-1/)

    Qualora l’iter del decreto non dovesse subire intoppi, bisognerà capire su quale figura cadrà la scelta del governo per ricopire il ruolo di Commissario straordinario e da chi sarà composta la struttura che lo affiancherà. Scelte dalle quali sarà possibile comprendere meglio quali conseguenze o meno si avranno per la politica locale e regionale. Staremo a vedere.

    (leggi tutti gli articoli sui Giochi del Mediterraneo https://www.corriereditaranto.it/?s=giochi+mediterraneo&submit=Go)

  • Il Consiglio aumenta Tari e Irpef

    Il Consiglio aumenta Tari e Irpef

    Da stamane è guerra in Consiglio comunale sulle modifiche al provvedimento della Tari 2023 e delle aliquote Irpef. Sull’aumento della tassa dei rifiuti il primo cittadino Rinaldo Melucci ha dichiarato che “sarà del 1,90% o giù di lì, insomma si tratta di pochi euro ad utente all’anno”. Il sindaco, inoltre, ha aggiunto che l’aumento è dipeso “dagli anni della pandemia in cui sono aumentati costi di conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani della Regione Puglia e dalla bolletta elettrica a tutte le società partecipate”. Il primo cittadini ha sottolineato che l’amministrazione “si adegua al sistema delle tariffe e delle tasse vigenti per tutti i comuni italiani”. E chi “fa polemica oggi dovrebbe stare in silenzio e ricordare cosa è accaduto nel 2006, quando gli amministratori di destra sono stati fautori del più grande dissesto della storia repubblicana”.

    Dal conteggio della parcella della Tari sono stati esclusi gli studenti fuori sede e i militari under 25 che prestano servizio in altre caserme (entrambi oltre 150 km da Taranto), grazie ad un emendamento approvato all’unanimità, che è stato presentato dai consiglieri Massimo Battista (Una città per cambiare Taranto) e Luigi Abbate (Taranto senza I.L.V.A.) e sottoscritto dagli altri consiglieri di opposizione. Dalla maggioranza, Stefania Fornaro (Con Taranto) è intervenuta sul tema, sottolineando che “non sono aumenti disastrosi, messaggio con cui si sta spaventando la città con slogan e manifesti” e ha invitato i consiglieri d’opposizione “a cercare in rete i dossier di tutti gli osservatori degli enti locali in cui tutte le regioni d’Italia hanno aumentato i costi della Tari”. Tesi sposata anche dal consigliere Mario Odone (Movimento Cinque Stelle) che ha ribadito come “i provvedimenti sono in linea con gli orientamenti di tanti comuni, poi è chiaro che politicamente bisognerà agire sulla rivisitazione delle spese sul bilancio”.

    L’aliquota Irpef aumenterà invece del 0,8 %. I consiglieri Massimo Battista (Una città per cambiare Taranto) e Luigi Abbate (Taranto senza I.L.V.A.) hanno presentato un emendamento che, se fosse stato approvato, avrebbe esentato dall’Irpef i cittadini in possesso di un Isee basso, ossia reddito inferiore ai 15 mila euro. L’emendamento, sottoscritto dai consiglieri d’opposizione e dal consigliere di maggioranza Gianni Liviano, è stato bocciato dall’assise dopo una lunga e animata discussione, che ha scatenato l’ira dell’opposizione. “La giunta Stefàno aveva già introdotto questa agevolazione – dichiara Massimo Battista – che oggi, l’amministrazione Melucci ha eliminato. È evidente che hanno bisogno di fare cassa svuotando le tasche dei cittadini. Non riesco a capire – conclude Battista – come si possa definire una giunta di sinistra”. Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha bollato la modifica dell’aliquota Tari “vessatoria”, perché dopo il “consistente aumento dello scorso anno, oggi s’impone la tariffa massima dell’1,06% sugli immobili non principali”. I consiglieri Francesco Battista (Lega), Massimo Di Cuia (Forza Italia), Francesco Cosa, Walter Musillo e Cosimo Festinante (Gruppo Misto) hanno infine ammesso ironicamente “la vittoria finale di Melucci” grazie alla quale arriverà “la stangata delle tasse”. “Secondo le prime stime – hanno concluso i consiglieri di minoranza – una famiglia di quattro persone, che vive in una casa di 100 m² pagherà quasi 500 euro di tassa sui rifiuti. Per l’aumento l’Irpef, invece, una famiglia che percepisce 15.000 euro di reddito dovrebbe sborsare 120 euro alle casse comunali”. Per i cinque consiglieri d’opposizione l’amministrazione aumenta le tasse “con una certa spavalderia perché pagano i tarantini”.

    (leggi gli articoli sul consiglio comunale https://www.corriereditaranto.it/?s=consiglio+comunale&submit=Go)

  • “Decreto Ilva, governo ha perso un’occasione”

    “Decreto Ilva, governo ha perso un’occasione”

    “La blindatura del decreto legge sulle misure urgenti per gli impianti strategici, tra i quali spicca Acciaierie d’Italia, è un’occasione persa per l’esecutivo nazionale”. Questo il commento del sindaco e presidente della provincia di Taranto, Rinaldo Melucci.

    “Oltre a un’esagerata prova di forza, che ha cancellato gli emendamenti presentati da ogni schieramento, anche dalla stessa maggioranza, abbiamo assistito all’ulteriore rallentamento di quel processo virtuoso sul quale avevamo comunque registrato un’apertura da parte del ministro Adolfo Urso: la definizione dell’accordo di programma – afferma Melucci -. In molti di quegli emendamenti, infatti, e soprattutto in quelli del Pd, erano state poste alcune questioni di merito molto importanti per iniziare a ragionare dei dettagli dell’accordo. La loro approvazione ci avrebbe consentito di ridurre i tempi della procedura, insomma, ma il Governo ha preferito consolidare la posizione dell’azienda, ponendo in secondo piano le legittime aspirazioni della comunità. Ne prendiamo atto, senza evitare di censurare un atteggiamento che non depone affatto a favore della prospettiva che abbiamo costruito sin dal 2017: accompagnare la conversione del territorio verso un modello sostenibile che, finalmente, tenesse insieme tutti i diritti fondamentali”.

    “Vogliamo credere che sia un incidente di percorso, che venga sanato dalla tempestiva attivazione della cabina di regia che lavorerà materialmente alla redazione dell’accordo di programma. Se così non dovesse essere, il Governo avrà perso non solo questa occasione, ma la credibilità che deve aver chiunque affronti questioni di tale delicatezza, così legate alle sofferenze della popolazione. Dal canto nostro non cederemo di un millimetro, perché crediamo ancora che questa strada sia percorribile e che le parole del ministro Urso non possano essere cancellate come accaduto agli emendamenti” conclude il sindaco e presidente della provincia di Taranto, Rinaldo Melucci.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/02/22/decreto-ilva-ok-dal-senato4/)

  • Ex Ilva, incontro tra Urso e Melucci

    Ex Ilva, incontro tra Urso e Melucci

    Il ministro Adolfo Urso ha incontrato questa mattina a Palazzo Piacentini a Roma, il sindaco e presidente della Provincia di Taranto Rinaldo Melucci per avviare un percorso di collaborazione che, congiuntamente alla Regione e alle altre amministrazioni competenti, porterà alla definizione di un accordo di programma per la riqualificazione e la riconversione dell’ex Ilva al fine di creare la più grande acciaieria green d’Europa. L’Accordo disciplinerà il cronoprogramma degli investimenti industriali per la riconversione green e le iniziative funzionali a rilanciare il territorio tra cui il parco eolico off shore e il Tecnopolo, fanno sapere dal ministero.

    “Abbiamo dato il via a un lavoro comune anche con gli enti locali per dare un futuro alla siderurgia italiana nel pieno rispetto dei vincoli ambientali e della salute dei cittadini – ha commentato Urso -. Proprio domani l’Aula del Senato esaminerà il decreto ex Ilva, a conferma – ha continuato il ministro – non solo che questo Governo realizza gli impegni che assume ma soprattutto che il sistema Italia può vincere la grande sfida della riconversione industriale. Taranto – ha concluso Urso – è il paradigma su cui si misura la nuova politica industriale del Paese. Insieme si può”. L’incontro ha fatto seguito al tavolo sull’ex Ilva dello scorso 19 gennaio nel quale era stato annunciato l’accordo di programma per definire i tempi, le risorse e le modalità di riconversione del sito produttivo dell’ex Ilva per renderlo la più grande acciaieria verde d’Europa in linea con gli obiettivi siderurgici nazionali.

    “Ho trovato il signor ministro molto consapevole e seriamente al lavoro sui nostri dossier, nonostante la loro intrinseca complessità e le tante urgenze del Paese, questo mi conforta davvero – ha commentato il primo cittadino ionico a margine del confronto odierno al Mimit – non abbiamo tempo da perdere, serve dare slancio a un modello di sviluppo alternativo e sostenibile per l’area di crisi industriale di Taranto, nel contempo definendo una volta per tutte la prospettiva di riconversione dell’ex Ilva. Inizia da qui il lavoro tecnico-giuridico degli enti locali, a supporto del Governo, nella redazione dell’accordo di programma. Che siamo certi, potrà rappresentare un paradigma positivo per l’intero sistema Paese. E soprattutto, occorre consegnare a Taranto con rapidità quelle ricadute concrete, in grado di dare ossigeno al mondo del lavoro, delle imprese, dei nostri giovani. Dal Tecnopolo del Mediterraneo al Cis Taranto, dai Giochi del Mediterraneo alle altre numerose iniziative programmate in questi anni e incardinate nel piano locale per la transizione giusta europea, confidiamo ora il Governo voglia dimostrarsi risoluto” ha concluso Rinaldo Melucci.

    (leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

  • Bernabè a Taranto da Melucci e Emiliano

    Bernabè a Taranto da Melucci e Emiliano

    Domani il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabé, incontrerà a Taranto il sindaco e presidente della provincia Rinaldo Melucci e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Al centro del vertice a tre un confronto sull’Accordo di Programma richiesta dal comune e dalla Regione e caldeggiato dal ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante l’incontro romano dello scorso 19 gennaio. Sembrerebbe che sia stato proprio quest’ultimo a chiedere al presidente di Acciaierie d’Italia di incontrare i due esponenti politici, per affrontare le varie problematiche legate alla vertenza del siderurgico tarantino. Stando a quanto affermò il ministro nell’incontro del 19 gennaio, l’obiettivo di definire un accordo di programma per la riconversione industriale ed ambientale del polo siderurgico e dell’area di Taranto comprensiva del porto, del polo logistico e di altri insediamenti industriali.

    Lo strumento dell’Accordo di Programma, avversato dalle organizzazioni sindacali che vorrebbero prima di tutto discutere del piano industriale, occupazionale ed ambientale, è ancora in fase prettamente embrionale, e dovrebbe rientrare in una discussione più complessiva tarata sul reale futuro produttivo del siderurgico, la cui transizione impiantistica comporterà nel tempo, previsto in un arco temporale pari almeno ad un decennio, l’inevitabile conseguenza che risponde al nome di esuberi strutturali. Che i sindacati vogliono evitare ad ogni costo, e con le istituzioni chiamate a pensare e proporre soluzioni realistiche in un territorio colpito da tanti anni da disoccupazione e vertenze lavorative ancora irrisolte e di gran lunga meno complesse rispetto a quella dell’ex Ilva.

    Quasi certamente si tratterà di un incontro informale, anche per comprendere le reali intenzioni del Comune e della Regione che continuano a cambiare idea e prospettive sul futuro del siderurgico, finendo per generare soltanto altra confusione. Staremo a vedere.

    (leggi l’articolo sull’ultima audizione di Benrabè in Senato https://www.corriereditaranto.it/2023/01/31/situazione-ilva-complessa-ma-via-duscita-ce-4/)

  • Parte il piano ‘stradaXstrada’

    Parte il piano ‘stradaXstrada’

    Questa mattina a Palazzo di Città presso il Salone degli Specchi si è svolto l’incontro con il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, l’assessore ai lavori pubblici e Mobilità sostenibile Mattia Giorno e la Dirigente Lavori Pubblici Simona Sasso, i quali hanno presentato il piano “stradaxstrada” bandito dalla giunta regionale, per attuare i lavori pubblici. Questo piano riprende la delibera della giunta comunale del 12 agosto 2021 che coinvolge un numero abbastanza importante di “strade dissestate” che l’amministrazione Melucci nel primo mandato ha preso in considerazione – attraverso indice di dissesto ed indice di trafficabilità –  per il rifacimento. 

    Il Piano “stradaxstrada” – che comprendeva circa 7 milioni di euro – è partito nel 2022 e continua anche questo anno con 3,2 milioni di euro per il rifacimento di strade e marciapiedi.

    I lavori di riqualificazione, avranno cinque squadre (2 sui marciapiedi e 3 sugli asfalti) e partiranno la prima settimana di febbraio per terminare entro il mese di giugno. Verranno asfaltati 16 chilometri di lunghezza.

    Il piano ha l‘obiettivo non solo di migliorare le strade ed i marciapiedi, ma anche la vita dei cittadini attraverso maggiore qualità ed efficacia.

    È stata fatta una suddivisone in quartieri tra le strade della città, Paolo VI e Talsano e due squadre per i marciapiedi, in particolare – Via Dante piazza Marconi a piazza Pio XII), Via Minniti, Via Criscuolo, Via Regina Elena, Via Duca di Genova, Via Principe Amedeo, Via Anfiteatro, Via Dungiviola, Via Oberdan,Via Solito, Via Mascherpa,,Via Capozzi, Via Lazazzera, Via Galileo Galilei, Via Calabria, Via Istria, Via Lanza, Via Picardi, Via Bucliche, Via Caduti di Nassirya.

    In particolar modo Via regina Elena, Via Principe Amedeo e Via Anfiteatro verranno terminate prima della processione dei Misteri per assicurare un migliore utilizzo. 

    Per il rione Paolo VI verranno coinvolte nei lavori le due parti di viale Cannata, viale della Liberazione, viale 4 Novembre, viale della Repubblica, e nella seconda metà dell’anno verranno considerate altre strade (asfalti nella parte alta di Paolo VI) come via Petronelli.

    Per quanto riguarda San Vito, Lama e Talsano i lavori comprendono il completamento di Via Tre Fontane, Via San Domenico, Via Lama, Via Trani, Via Marsiglia, Via Carducci, Via Fortini, Via Risorgimento, Via Bernini , Via Borromini, Via Caravaggio.

    Per Talsano e Lama ci sono già cantieri AQP che lavorano ed altri che hanno terminato in attesa degli allacci idrico/fognario per questo motivo le altre strade che necessitano di rifacimento, già inserite nel piano, verranno appena possibile.

    Sono state inserite,in questo piano, il completamento di Lotto 1 e 2 tra cui Via Dario lupo, Via Argentina, Via Cesare Battisti, Via Bari, Via Venezia, Via Dante (lato destro), corso Piemonte, Via Ancona e Viale Europa (Talsano). Ed infine con altri cantieri al di fuori dei cinque già scelti verranno riqualificate Via Reggio Calabria, Via Amalfi, Via Cesare Battisti (marciapiede), Via Toscana (marciapiede), Via Gionchiglie, Via Fior di Mandorli e Via Edera.   

  • “Non dividiamoci: il futuro riguarda tutti”

    “Non dividiamoci: il futuro riguarda tutti”

    “Circa alcune prese di posizione sull’ex Ilva delle ultime ore, all’interno del tessuto imprenditoriale ionico, devo prendere a prestito enunciati non dell’amministrazione comunale: “È autonoma, apartitica e indipendente da ogni condizionamento esterno. […] Sono attività istituzionali […]: 1. favorire il progresso e lo sviluppo delle imprese, stimolare la solidarietà e la collaborazione tra le stesse, promuovere l’affermazione di un’imprenditorialità improntata al pieno rispetto delle leggi e delle regole; […]” Si tratta dello statuto vigente di Confindustria Taranto che, giustamente come si evince anche dai tanti momenti convegnistici pubblici e da ciò che esprime periodicamente la sua attuale direzione, ritengo democraticamente selezionata, sottolinea come la tutela del sistema di imprese locali non possa essere condizionato dagli interessi di un socio per così dire di peso, come risulta ArcelorMittal, né lo sviluppo di impresa può intendersi privo degli aspetti di solidarietà tra soggetti imprenditoriali e, in generale, il mondo del lavoro, né esso può assumersi a danno delle regole, si pensi alla vicenda ambientale e sanitaria riferibile alla produzione siderurgica come oggi si svolge, o degli interessi più vasti e variegati della collettività”. Così Rinaldo Melucci, sindaco e presidente della provincia di Taranto, interviene nuovamente sulle ultime vicende legate al siderurgico tarantino.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/03/ex-ilva-aziende-indotto-ritornare-al-lavoro2/)

    “Sono stato iscritto anche io a Confindustria Taranto e mi sento nell’intimo sempre un imprenditore, dunque portato a comprendere abbastanza bene le ragioni e le difficoltà quotidiane dell’indotto dello stabilimento ora Acciaierie d’Italia. Tuttavia, sono certo che quel dissenso così grossolano dalla mobilitazione delle parti sociali non corrisponda alla sensibilità diffusa di Confindustria Taranto. Come sono altrettanto convinto che, a ben guardare, la resistenza del nostro territorio rispetto a certe ingiurie, rispetto a quel tipo di ricatti e rispetto alla mancanza di un progetto serio, rispettoso e duraturo, a fronte dei copiosi investimenti pubblici, faccia bene anche e soprattutto al futuro delle nostre imprese. Una buona impresa programma il futuro, fa sistema, non sega il ramo d’albero sul quale è seduta, solo per un’impellenza” afferma il primo cittadino.

    Convertire tecnologicamente la produzione per abbandonare lo schema a basso costo e alto sacrificio ambientale e sanitario dell’area a caldo, aprirsi a fonti energetiche rinnovabili, ridurre il perimetro della fabbrica così invasivo verso la città e il porto, al punto da soffocare ogni altra iniziativa economica, avviare processi di decarbonizzazione e decomissioning bisognosi di tanta innovazione e tante ore lavoro, occuparsi della prospettiva proprio dei lavoratori da riqualificare nell’ambito delle bonifiche, della zona economica speciale ionica, dei progetti della transizione giusta europea o della nascente hydrogen valley pugliese, piuttosto che discutere seriamente delle implicazioni tecnico-economiche dell’uso del preridotto e dei forni elettrici, come da piano della componente di Governo, o ancora chiedere allo Stato di guidare la svolta di Taranto, senza dare deleghe in bianco a un soggetto privato che ha dimostrato di comportarsi come un freddo speculatore, disinteressato delle istituzioni e di quelle regole che la Confindustria dovrebbe sorvegliare e sostenere per un mercato sano e accessibile. No, tutto questo non è affatto deindustrializzare, si chiama diversificazione produttiva, in chiave sostenibile. È il mondo del terzo millennio, bisogna farsi trovare pronti e motivati” sostiene Melucci.

    “Certo, serve coraggio, serve qualche miliardo, ci sono rischi, bisogna fare i conti con le politiche comunitarie. Ma è un obiettivo strategico del Paese o no? Qualcuno pensa che senza rischi e pazienza si possano creare grandi imprese, partendo da una situazione complessa come quella di Taranto? Qualcuno è davvero persuaso che possa ArcelorMittal riscoprirsi all’improvviso interessato alla qualità della vita e al futuro dei tarantini? A quelle imprese che ora sono nel guado e confuse dico non arrendetevi, non scegliete la strada più agevole, non allontanatevi dal percorso della comunità ionica, non restate per paura ancorate al passato, non fate il gioco di chi ci vuole divisi per governarci a suo piacimento” conclude il primo cittadino e presidente della provincia di Taranto.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/04/scellerato-e-sostenere-gestione-morselli3/)

  • Consorzio ASI, Carrieri confermato

    Consorzio ASI, Carrieri confermato

    Alla fine tutto è andato come previsto. Costanzo Carrieri è stato riconfermato alla guida dell’Asi. L’assemblea dei soci che si è riunita oggi, si è espressa all’unanimità.

    Lo stesso Carrieri ha informato che il consorzio Asi di Taranto attraverso la stipula di un atto notarile avvenuto lo scorso 13 dicembre, ha implementato il proprio patrimonio del valore di circa 10milioni euro, concludendo un lungo iter iniziato con l’adesione al progetto regionale denominato “Sirai”. Si è dunque proceduto all’acquisto del ramo d’azienda dell’incubatore d’impresa ex Cisi, per ampliarlo e con la possibilità di ospitare start up innovative. Inoltre, sempre Carrieri ha ricordato l’acquisto di un immobile nel comune di Massafra, che consentirà di ospitare le attività storiche dei cartapestai.

    Non sarà rimasta soddisfatta invece l’opposizione presente in Consiglio comunale, che aveva chiesto al sindaco Rinaldo Melucci di scegliere un’altra figura professionale al posto di Carrieri, che invece è stato confermato per il suo terzo mandato di fila.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/14/consorzio-asi-opposizione-chiede-nuovo-presidente/)

    “Questo, se andasse a segno, sarebbe il suo terzo mandato. Incarico, ovviamente, retribuito, oltre 70 mila euro l’anno. Si determina, così, un anomala situazione istituzionale, consistente nel fatto che Carrieri, rispetto a Melucci, si ritrova ad essere contemporaneamente suo presidente, da un lato, e suo segretario, in altra veste. Non si riesce a cogliere il significato, la necessità e la finalità pubblica di questa operazione” sostenevano pochi giorni fa ii consiglieri di minoranza.

    “La nomina come staffista di Carrieri ha suscitato in passato non poche perplessità. Come fa un presidente dell’ASI di Taranto, Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area di Taranto, gravato, a norma di Statuto, da un mare di compiti istituzionali, primo fra tutti quello di vigilare sull’attività del Consorzio, a fare contemporaneamente lo staffista del Sindaco, per garantire adeguato sviluppo dell’agenda amministrativa e politica con impegni costanti anche fuori sede  (quindi imprevedibili) in stretta collaborazione con il Sindaco e la Giunta comunale? Il fatto che l’assunzione come staffista sia part time, al 50%, non è dirimente, poiché delle due l’una: o sarà penalizzato il ruolo di Presidente ASI(ma con indennità intera) o finirà per essere penalizzata la sua collaborazione all’interno dello staff del Sindaco. O, magari, saranno penalizzate entrambe. Tutto ciò non sembra conforme alle regola di buon andamento della Pubblica Amministrazione” affermano dall’opposizione.

    “Ed ancora. E’ ammissibile che il presidente di un Ente Pubblico Economico, di cui è socio il Comune di Taranto, rappresentato in consiglio di amministrazione dal Sindaco, sia contemporaneamente segretario di fiducia di detto Sindaco? Suscitando la legittima preoccupazione, anche solo a livello di pericolo, che si determinino scelte decisionali non imparziali? Il Sindaco Melucci in questa scelta avrà naturalmente vita facile essendo oltre a Sindaco di Taranto anche Presidente della Provincia, avendo quindi da solo la maggioranza dei voti per eleggere il presidente Asi. Ci auguriamo che venga individuata una figura nuova e con maggiori competenze rispetto all’attuale presidente che possa dare slancio all’azione dell’Asi. Confidiamo in ultimo nel peso politico delle forze di maggioranza che non si riconoscono nel Partito Democratico le quali dovrebbero rivendicare che quella postazione venga messa in discussione” concludono i consiglieri dell’opposizione firmatari della nota, ovvero Luigi Abbate, Taranto senza Ilva, Francesco Battista, Lega Salvini Premier, Massimo Battista, Una città per cambiare Taranto, Carmen Casula, Patto Popolare, Francesco Cosa, Gruppo Misto di Opposizione, Massimiliano Di Cuia, Forza Italia, Mimmo Festinante, Gruppo Misto di Opposizione, Walter Musillo, Gruppo Misto di Opposizione, Tiziana Toscano, Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri, Fratelli d’Italia.

    (leggi le notizie sul consorzio ASI https://www.corriereditaranto.it/?s=consorzio+asi&submit=Go)

  • Consorzio ASI, opposizione chiede nuovo presidente

    Consorzio ASI, opposizione chiede nuovo presidente

    Il 20 dicembre è stata convocata l’assemblea del Consorzio Asi per l’elezione del presidente e dei componenti del Consiglio di Amministrazione. L’attuale presidente del Consorzio è lo staffista del sindaco Rinaldo Melucci, il geometra Costanzo Carrieri che sembra essere in pole position per la riconferma alla guida del consorzio.

    Questo “pur non avendo brillato per risultati conseguiti – commentano i consiglieri di opposizione del comune di Taranto -. Il sig. Costanzo Carrieri è stato coordinatore del PD ed uno dei fautori della candidatura a Sindaco di Rinaldo Melucci, alle amministrative del 2017 e del 2022. E’stato rieletto presidente del Consorzio ASI di Taranto, nella seduta di assemblea dei soci del Consorzio del 22.12.2017. Questo, se andasse a segno, sarebbe il suo terzo mandato. Incarico, ovviamente, retribuito, oltre 70 mila euro l’anno.
    Si determina, così, un anomala situazione istituzionale, consistente nel fatto che Carrieri, rispetto a Melucci, si ritrova ad essere contemporaneamente suo presidente, da un lato, e suo segretario, in altra veste. Non si riesce a cogliere il significato, la necessità e la finalità pubblica di questa operazione“.

    “La nomina come staffista di Carrieri ha suscitato in passato non poche perplessità. Come fa un presidente dell’ASI di Taranto, Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area di Taranto, gravato, a norma di Statuto, da un mare di compiti istituzionali, primo fra tutti quello di vigilare sull’attività del Consorzio, a fare contemporaneamente lo staffista del Sindaco, per garantire adeguato sviluppo dell’agenda amministrativa e politica con impegni costanti anche fuori sede  (quindi imprevedibili) in stretta collaborazione con il Sindaco e la Giunta comunale? Il fatto che l’assunzione come staffista sia part time, al 50%, non è dirimente, poiché delle due l’una: o sarà penalizzato il ruolo di Presidente ASI (ma con indennità intera) o finirà per essere penalizzata la sua collaborazione all’interno dello staff del Sindaco. O, magari, saranno penalizzate entrambe. Tutto ciò non sembra conforme alle regola di buon andamento della Pubblica Amministrazione” affermano dall’opposizione.

    “d ancora. E’ ammissibile che il presidente di un Ente Pubblico Economico, di cui è socio il Comune di Taranto, rappresentato in consiglio di amministrazione dal Sindaco, sia contemporaneamente segretario di fiducia di detto Sindaco? Suscitando la legittima preoccupazione, anche solo a livello di pericolo, che si determinino scelte decisionali non imparziali? Il Sindaco Melucci in questa scelta avrà naturalmente vita facile essendo oltre a Sindaco di Taranto anche Presidente della Provincia, avendo quindi da solo la maggioranza dei voti per eleggere il presidente Asi. Ci auguriamo che venga individuata una figura nuova e con maggiori competenze rispetto all’attuale presidente che possa dare slancio all’azione dell’Asi. Confidiamo in ultimo nel peso politico delle forze di maggioranza che non si riconoscono nel Partito Democratico le quali dovrebbero rivendicare che quella postazione venga messa in discussione” concludono i consiglieri dell’opposizione firmatari della nota, ovvero Luigi Abbate, Taranto senza Ilva, Francesco Battista, Lega Salvini Premier, Massimo Battista, Una città per cambiare Taranto, Carmen Casula, Patto Popolare, Francesco Cosa, Gruppo Misto di Opposizione, Massimiliano Di Cuia, Forza Italia, Mimmo Festinante, Gruppo Misto di Opposizione, Walter Musillo, Gruppo Misto di Opposizione, Tiziana Toscano, Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri, Fratelli d’Italia.

    (leggi le notizie sul consorzio ASI https://www.corriereditaranto.it/?s=consorzio+asi&submit=Go)

  • Pd, Melucci sceglie Bonaccini

    Pd, Melucci sceglie Bonaccini

    “Alla recente assemblea nazionale dell’Associazione dei Comuni italiani a Bergamo, ho avuto modo di riflettere con tanti amministratori locali del Partito Democratico, o comunque di ispirazione progressista, riformista ed ecologista. Abbiamo tutti il desiderio di lavorare in unità, pacificando e ricostruendo, su valori certi ed obiettivi concreti, quell’area politico-culturale, soprattutto portando le buone pratiche e le esigenze quotidiane dei territori, da nord a sud, al centro dell’agenda istituzionale e del grande partito di centrosinistra, che scaturirà dal prossimo congresso“. Così il sindaco del Comune di Taranto e presidente della provincia ionica, Rinaldo Melucci.

    “E il confronto che ho avuto in questi giorni con il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, mi fa ben sperare che si stia intraprendendo la strada giusta. Insieme abbiamo condiviso che occorra introdurre nel dibattito una maggiore attenzione per le ragioni del Mezzogiorno e una politica delle alleanze più aderente all’identità originaria del Partito Democratico, che è schieramento di popolo, orientato alla equità, ai diritti civili e sociali, al lavoro, all’ambiente, non iperliberista. E, come detto, questo è l’orientamento privilegiato dai sindaci – prosegue Melucci – . Ho invitato il Presidente Bonaccini a Taranto, luogo simbolico dal quale far ripartire il Partito Democratico, laboratorio di transizione giusta e rigenerazione. Sarà un buon viatico per un congresso autentico e partecipato” conclude il primo cittadino e presidente della provincia di Taranto.