Tag: #Salinella

  • Salinella, stop allagamenti?

    Salinella, stop allagamenti?

    Quello degli allagamenti alla Salinella è un problema vecchio quanto il quartiere. Sorto in una conca naturale che un tempo ospitava la Salina Piccola, sin dalla sua nascita negli anni ’60 il rione ne soffre ogni qual volta la pioggia supera un certo livello di guardia. Ecco perché, in vista della complessiva riqualificazione che dovrà essere completata entro i Giochi del Mediterraneo del 2026, si rende assolutamente necessario intervenire sul dissesto idrogeologico.

    Nell’ultima Giunta Comunale è stato compiuto un ulteriore importante passo in avanti. l’amministrazione, infatti, ha sottoscritto una convenzione con il Commissario per la Puglia per il contrasto al dissesto idrogeologico. Questo passaggio formale ha consentito di avviare l’ultima fase dell’iter di progettazione, la conferenza di servizi decisoria. Si tratta della fase di condivisione di informazioni, pareri e documenti fra tutti gli enti coinvolti, essenziale per l’approvazione del progetto definitivo.

    Intanto, l’amministrazione ha comunque diffuso la planimetria generale degli interventi secondo il progetto attuale (che riportiamo in fondo).

    Osservandola si possono individuare i nuovi canali di cui è prevista la realizzazione. In particolare, si prevedono nuovi collettori di acque piovane sotto tutte le principali strade del quartiere: via lago di Monticchio, via lago di Garda, via lago di Albano, via lago di Montepulciano, via Golfo di Taranto e via Mar Grande, oltre ad un tratto di via Ancona e alle vie perimetrali dello stadio, via Lago di Como e via Erasmo Iacovone.

    L’intervento dovrebbe finalmente porre un freno a fenomeni che in passato hanno arrecato gravi disagi alla popolazione, ma soprattutto dovrebbe creare i presupposti per un’ottimale fruizione degli impianti sportivi che, nel disegno dell’amministrazione, dovranno rendere la Salinella una vera e propria cittadella dello sport.

    L’importo complessivo per i lavori, che il Comune conta di avviare entro il 2023, è di 8 milioni di euro.

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  • Casaimpresa–Confesercenti: “Mercati aperti 8 gennaio”

    Casaimpresa–Confesercenti: “Mercati aperti 8 gennaio”

    Mercati di Talsano e della Salinella aperti l’otto gennaio. Ad annunciarlo sono Giuseppe Covella, coordinatore degli operatori del commercio su aree pubbliche per Casaimpresa e Mario Pulpo, Presidente provinciale Anva/Confesercenti.
    “Raccogliamo i risultati delle aperture straordinarie dei mercati in tre domeniche del mese di dicembre, e annunciamo che i mercati dei quartieri Talsano e Salinella saranno aperti anche domenica 8 gennaio. Il periodo natalizio – prosegue la nota congiunta – è come sempre un momento particolarmente atteso dai commercianti, e con le prevedibili limitazioni dovute alla crisi che purtroppo si fa sentire, i clienti hanno raggiunto le aree mercatali, animandole e creando comunque un vivace movimento”.

    Le due associazioni poi, volgono lo sguardo verso il tradizionale mercatino della Befana, che tornerà nella tradizionale sede di via Alto Adige. “Quest’anno il mercatino della Befana non si terrà più in piazza Maria Immacolata, occupata dalla pista di pattinaggio, ma tornerà nella sede originaria, in via Alto Adige e proporrà, anche questo è un ritorno al tradizionale mercatino, solo giocattoli e dolciumi. Le date sono 4 e 5 gennaio dalle 16.00 alle 24.00, e il 6 dalle 8.00 alle 13.00. L’auspicio è sempre di migliorare, in vista dei prossimi anni, l’impostazione dei nostri mercati per consentire agli operatori di lavorare serenamente e agli acquirenti di muoversi comodamente”.

  • Taranto 2026, un gol rivoluzionario?

    Taranto 2026, un gol rivoluzionario?

    Dalla Tomba dell’Atleta di Taranto fino alla nomina a sede dei Giochi del Mediterraneo, Taranto sembra conservare e ribadire la sua vocazione sportiva. Unire attraverso lo sport, mettere a confronto e consentire a tutti di crescere, è questo lo spirito dei Giochi e per la città diventa motivo per promuovere e ricordare l’identità storica e culturale del territorio.

    Ecco perché Taranto vive questa come un’occasione imperdibile per dimostrarsi all’altezza delle altre grandi capitali Europee che sono state sede dei Giochi. Da Alessandria d’Egitto, sede dei primi giochi del 1952, fino a Barcellona e Tunisi, sono molte le città con cui Taranto dovrà competere.

    Questa sfida non ci spaventa, infatti fervono i preparativi. I Giochi hanno già un logo: il logo ufficiale di “Taranto 2026”, XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Questo logo è stato realizzato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Gaetano Salvemini di Taranto, vincitore del concorso indetto dalla amministrazione comunale. Le due X compongono il 20 scritto in numeri romani, richiamando con le linee rosse e blu il monumento del marinaio che accoglie i naviganti sul lungomare di Taranto.

    Ma dopo il logo c’è ancora tanto da fare: lo hanno ribadito i rappresentanti dei 26 paesi partecipanti e che si sono incontrati per la prima volta l’11 e il 12 novembre scorsi al Palazzo di Città.

    Molti saranno gli impianti sportivi che saranno i protagonisti dei Giochi e subiranno un vero e proprio restyling, ma si punterà sulla sostenibilità, ristrutturando impianti già esistenti.

    Tra gli impianti che destano maggiore attesa da parte di tutti i cittadini, ma anche di noi ragazzi, ci sono il rifacimento dello stadio Erasmo Iacovone e la costruzione del nuovo Stadio del Nuoto.

    Lo Stadio del Nuoto sarà il primo impianto natatorio dotato di standard olimpionici dell’intera regione Puglia. Sarà realizzato secondo i più avanzati parametri di efficienza e sostenibilità ambientali, ospiterà eventi nazionali e internazionali e godrà di una vasca coperta ed una scoperta con tribuna.

    Il nuovo Stadio del Nuoto sorgerà sul Mar Grande alle spalle della Torre d’Ayala, un terreno che in questi giorni è passato sotto l’influenza della Marina Militare di Taranto e alla disponibilità del comune; l’unica zona di Viale Virgilio priva di opere di cemento.

    Ma il simbolo del rinnovamento e del cambiamento dei giochi sarà il luogo del cuore dei tifosi tarantini, ossia lo stadio “Iacovone”, simbolo della sportività tarantina. Intorno a questo progetto c’è grande attesa, il vecchio impianto diventerà uno dei ricordi del cuore della città come quello del giocatore di cui porta il nome.

    Il nuovo stadio nasce da un’idea dello stesso progettista che ha realizzato l’Allianz Stadium di Torino.

    Il nuovo impianto sarà su modello inglese con negozi, centro commerciale e aree riservate ai vip.  Verrà creata una sede per il museo della squadra del Taranto. Intorno allo stadio sorgeranno ristoranti, alberghi, cinema e palestre in un progetto più ampio di riqualificazione dell’intera area Salinella.

    Lo stadio sarà l’unico impianto sportivo ad essere completamente ricostruito e la sua destinazione sarà anche propensa per ospitare altri eventi come concerti.

    La vecchia struttura verrà demolita completamente e nello stesso sito sorgerà il nuovo “Iacovone” che vedrà anche la diminuzione dei posti a sedere dai precedenti 26 mila posti ai nuovi 18 mila. Ma questi progetti una volta realizzati ci insinuano qualche dubbio.

    Ci chiediamo se l’eredità che i Giochi del 2026 lascerà, sarà una reale valorizzazione del territorio o potrà diventare l’ennesimo esempio di cementificazione con un impatto ambientale importante nell’ecosistema urbano, con il rischio, inoltre, che dopo i Giochi vi sia degrado e abbandono come accaduto ad esempio con Parco Cimino o Parco del Mirto.

    E le periferie? E gli impianti sportivi per noi ragazzi? E gli spazi pubblici? Rinnovare una città significa creare impianti a pagamento o anche impianti e parchi gratuiti per noi? Non intravediamo una risposta a ciò ma speriamo che essa possa trovarsi nella realizzazione anche delle nostre idee e dei nostri sogni.

    Vorremmo che accanto ai grossi impianti sportivi che ospitano eventi nazionali ed internazionali, vi sia una maggiore attenzione nei confronti degli spazi dedicati allo sport nei quartieri periferici laddove potrebbero costituire un importante momento di inclusione sociale e di riqualificazione del territorio.

     

  • Raccolta pneumatica rifiuti, inizia posa tubazioni

    Raccolta pneumatica rifiuti, inizia posa tubazioni

    Continuano i lavori nel cantiere dell’impianto per la raccolta pneumatica dei rifiuti, struttura che servirà circa 25mila abitanti dei quartieri Salinella e Taranto 2 attraverso un sistema di condotte sotterranee lungo oltre 6,5 km.
    L’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Mattia Giorno, ha effettuato un sopralluogo nell’area che ospiterà l’impianto centrale, accompagnato dal presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli e dai tecnici del Comune e della società partecipata. Tra le questioni affrontate, l’inizio della posa delle tubazioni lungo le arterie dei due quartieri, collegate ai 28 totem attraverso i quali sarà possibile conferire i rifiuti.
    «Stiamo investendo ben 8 milioni di euro in questo intervento – il commento del sindaco Rinaldo Melucci – realizzeremo un sistema di raccolta innovativo e mai visto a queste latitudini, che si integrerà con il servizio già effettuato da Kyma Ambiente. Cambierà completamente l’approccio con i rifiuti differenziati, per questo ci auguriamo che i cittadini dei due quartieri sappiano accogliere questa innovazione, che qualificherà ulteriormente queste aree dove molto presto partiranno altri cantieri».

  • “Mercati rionali di Taranto tornino attrattivi”

    “Mercati rionali di Taranto tornino attrattivi”

    “Gli esiti dell’ordinanza dirigenziale n.28 emessa dal Comune di Taranto, contenente il calendario delle aperture straordinarie domenicali dei mercati di Salinella e Talsano, decise per i mesi di ottobre e novembre 2022, avranno indubbie ricadute positive sui cittadini utenti e sugli operatori del commercio su area pubblica interessati; soprattutto marcheranno, ancora una volta, il principio che il dialogo sociale determina sempre effetti benefici per le comunità amministrate”: è il commento di Pietro Berrettini, segretario generale territoriale Felsa Cisl e di Giovanni Castellano, coordinatore Fivag Cisl Taranto Brindisi a pochi giorni dall’avvio dell’offerta commerciale dal cui esito, ivi compresa l’evoluzione dell’emergenza pandemica, sarà valutata la possibilità di eventuali, successive aperture straordinarie.

    Dunque, le mattine di domenica 9 ottobre e di domenica 13 novembre vedranno regolarmente fruibile il mercato di Talsano, mentre le domeniche 16 ottobre e 20 novembre quello del mercato Salinella.

    “Di recente, con nostra missiva all’assessore al ramo, abbiamo sollecitato un sistematico e stringente confronto, con le associazioni di categoria, per risultati da rendere effettivamente esigibili condividendo percorsi ed azioni migliorative di tutte le aree mercatali della città capoluogo, con riqualificazione di quelle coperte che oggi hanno necessità di ristrutturazione totale – proseguono Berrettini e Castellano – ma anche nella prospettiva di una pianificazione delle aperture in coincidenza con le festività di fine anno, oltreché della estensione numerica delle aperture domenicali per il 2023, considerando che 25 anni orsono fu proprio una espressa proposta della categoria aderente alla Cisl a dare origine a questo genere di esperimento rivelatosi sempre vincente nel tempo”.

    In ogni caso, per i segretari territoriali Felsa Cisl e Fivag Cisl “la contrattazione sociale dovrà finalmente e in maniera auspicabilmente definitiva risolvere la serie di annose criticità più volte denunciate, riguardanti tutte le aree mercatali di Taranto, comprese quelle di Talsano e Salinella oltreché di Tamburi e Paolo VI. Si tratta di far tornare ad essere attrattivi questi siti per una utenza che, in tempi ormai lontani, si spostava da molti dei comuni vicini per beneficiare di una qualità che continua a riguardare i prodotti ma anche della competitività dei prezzi, oggi assai più necessaria considerata la crisi economica, l’inflazione e il caro-bollette che gravano sulle famiglie.”

    (leggi tutti gli articoli sui mercati rionali di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=mercati&submit=Go)

  • La criminalità tra Taranto e provincia

    La criminalità tra Taranto e provincia

    L’analisi sui fenomeni delittuosi condotta dalla D.I.A. nel secondo semestre 2021 sulla base delle evidenze investigative, giudiziarie e di prevenzione, conferma ancora una volta che il modello che ispira le diverse organizzazioni criminali di tipo mafioso appare sempre meno legato a manifestazioni di violenza e diversamente rivolto verso l’infiltrazione economico-finanziaria. Ciò appare una conferma di quanto era stato previsto trent’anni or sono dai giudici Falcone e Borsellino che avevano fortemente voluto ed avviato quell’architettura antimafia di cui la DIA è parte integrante finalizzata a colpire i sodalizi anche sotto il profilo patrimoniale arginandone il riutilizzo dei capitali illecitamente accumulati nell’ambito dei mercati economici per evitarne l’inquinamento. Una direttrice d’azione importantissima che ha consentito sino ad ora di ridurre drasticamente la capacità criminale delle mafie evitando effetti che altrimenti sarebbero stati disastrosi per il “sistema Paese”. 

    A Taranto la criminalità organizzata anche come ‘prospettiva sociale’

    E’ quanto si legge nell’introduzione alla relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) depositata in Parlamento, in merito al secondo semestre del 2021 (luglio-dicembre). Dove ancora oggi trova spazio un’analisi dettagliata della criminalità organizzata in provincia di Taranto e nello stesso capoluogo.

    Oggi Taranto non è più la città in cui si contavano i morti per strada; è una città che tra mille contraddizioni cerca di ricostruire la propria identità superando i fumi nocivi dei grandi insediamenti industriali; una città ove le organizzazioni criminali offrono, attraverso le attività illecite, una delle poche possibilità di apparente ascesa economica e sociale ad una popolazione alla continua ricerca di un lavoro sano e dignitoso”. Così si esprime il Procuratore della Repubblica Aggiunto di Lecce – Direzione Distrettuale Antimafia, Guglielmo Cataldo, nel delineare lo scenario criminale del circondario tarantino in cui è evidente il proliferare di piccole organizzazioni mafiose che continuano ad operare in alleanza tra loro o in accesa conflittualità emulando lo stesso “assoggettamento omertoso di analoghi gruppi mafiosi già occupanti in maniera stabilmente radicata il medesimo ambito territoriale”. E’ ciò che si legge nella sentenza della Suprema Corte di Cassazione pronunciata nell’ambito del processo “Città Nostra” (2016) che aveva acclarato l’esistenza nella città jonica dei clan Di Pietto, Diodato e Pascali. Proprio con riferimento a quell’indagine tra l’altro il 13 ottobre 2021 la DIA ha eseguito la confisca di un immobile del valore di 100 mila euro nella disponibilità di una pregiudicata figlia di un elemento condannato per associazione di tipo mafioso. Il provvedimento consolida specularmente il sequestro operato nei confronti della predetta nel dicembre del 2020. 

    Il perseguimento di finalità mafiose delle variegate consorterie viene descritto anche dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Lecce, Antonio Maruccia, allorquando afferma che le stesse “in maniera stringente si collegano all’organizzazione mafiosa un tempo nota come Sacra Corona Unita della quale ora rappresentano il network strutturale”. 

    La divisone della città per quartieri d’influenza

    Le dinamiche interne dimostrano come i clan tendano continuamente a rimodularsi specie in funzione del ritorno in libertà di alcuni esponenti di primo piano del panorama criminale che anche se sottoposti a misure alternative alla detenzione carceraria riescono a confermare il proprio potere criminale. 

    Ogni quartiere della Città dei Due Mari è controllato da una o più consorterie, alcune delle quali con spiccata indole criminale, che delinquono nelle zone di rispettiva appartenenza egemonicamente e in autonomia.

    Si registra la presenza dei Catapano, Leone e Cicala dominanti nei quartieri di Talsano, Tramontone e San Vito, dei Cesario, Ciaccia, Modeo e Pascali attivi nel quartiere Paolo  VI e Borgo dove è presente anche il clan Diodato, dei Sambito che operano nel quartiere Tamburi, degli Scarci al quartiere Salinella e dei Taurino e Pizzolla nella Città Vecchia. Seppure indebolito dalle vigorose inchieste giudiziarie nella città di Taranto continua ad essere presente altresì anche il sodalizio criminale De Vitis-D’Oronzo.

    Il clan Modeo protagonista sul finire degli anni ‘80 e inizi dei ’90 di una violentissima guerra di mafia, ha dato incisivi segnali di attuale operatività nel settore degli stupefacenti. E’ ciò che emerge dall’indagine “Crypto”conclusa il 15 settembre 2021 dalla Guardia di finanza dove emerge il ruolo di un elemento di spicco del sodalizio già indagato nell’operazione “Cupola” (2020) “in qualità di promotore e organizzatore dell’associazione operando a livello verticistico e direttivo…” nelle dinamiche delittuose del narcotraffico gestito dal clan Pesce-Bellocco di Rosarno (Reggio Calabria). Per il lungo curriculum penale e la vasta esperienza nello specifico settore dell’illecito infatti il soggetto “per i rosarnesi rappresentava un cliente perfetto”. 

    Nello stesso quartiere in cui operano i Modeo è presente il clan Pascali che nella recentissima operazione del 2 febbraio 2022 condotta dalla Polizia di Stato e di cui si argomenterà nella prossima Relazione Semestrale è stato protagonista di una serie di fatti delittuosi che ne hanno confermato la fama e lo spessore criminale “avvalendosi di una nuova forma di intimidazione silente e simbiotica rispetto al contesto sociale di riferimento”. Il gruppo criminale ha dimostrato nel controllo del mercato degli stupefacenti una efferata capacità di crearealleanze con canali di approvvigionamento napoletani, espressione della camorra”. I riscontri investigativi hanno tra l’altro attestato il ruolo delle donne negli affari sporchi del sodalizio che fungono anche da reggenti e supervisori durante la detenzione dei boss di vertice. 

    Anche la Provincia divise per aree di controllo

    Nel contesto territoriale provinciale si riscontra la cristallizzata presenza di alcuni elementi criminali che dimostrano in modo particolare aspirazioni imprenditoriali finalizzate all’infiltrazione nel tessuto economico e sociale.

    L’area geografica dei comuni del versante nord-occidentale che insistono sulla Terra delle Gravine vede la supremazia criminale dei sodalizi Locorotondo e Caporosso-Putignano mentre quella del versante sud-orientale la presenza egemonica dei Cagnazzo con epicentro a Lizzano in accordo con i citati Locorotondo.

    Nel semestre in esame anche le consorterie criminali operanti nella provincia tarantina hanno continuato a ricavare i maggiori giovamenti economici principalmente dal traffico delle sostanze stupefacenti. Sotto questo profilo nel comune di Sava e in quelli limitrofi l’operazioneCars & Drugs” condotta dalla Polizia di Stato di Stato ha consentito di sgominare un’organizzazione attiva nello spaccio di cocaina, eroina, hashish e droga sintetica in pillole. La gestione dello spaccio a conduzione familiare era condotta da una donna e dai suoi due figli. 

    Nei Comuni di Massafra, Palagiano e Statte il traffico di sostanze stupefacenti è attestato dagli esiti investigativi dell’indagine “The Transporter” condotta dai Carabinieri il 7 ottobre 2021 la quale ha disvelato un sistema ben collaudato di trasporto di droga con una fitta rete di pusher. Le indagini hanno consentito così di disarticolare diverse cellule di spacciatori specializzati anche nel recupero dei debiti non saldati da clienti ‘insolventi’ con metodi violenti e minacce di morte. 

    In linea generale tutti i comuni della provincia orientale subiscono l’influenza delle compagini di Lecce e Brindisi manifestando anche affinità nell’evoluzione dell’operatività criminale. La commistione mafioso-imprenditoriale-politica inizia ad affacciarsi anche in questi territori come evidenziato dell’operazione di polizia “Taros” del marzo 2021 che ha coinvolto alcuni appartenenti alla Giunta Comunale di Leporano. Lo stesso Procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris, ha in proposito osservato: “a fronte della persistenza del fenomeno mafioso nuovi orizzonti di attività appaiono dischiudersi per lo stesso atteso che le ultime indagini, seppur in fase di definitivo accertamento giudiziario, appaiono delineare l’interesse delle organizzazioni criminali in diversi settori dell’economia quali la ristorazione; il commercio degli idrocarburi in frode e lo smaltimento illecito dei rifiuti e lo sviluppo di relazioni sempre più relazioni inquinate con esponenti delle pubbliche istituzioni”. 

    I comuni ad ovest della provincia di Taranto sono caratterizzati invece da una forte presenza dell’imprenditoria agricola e da investimenti nelle produzioni biologiche che continuano ad essere preda di furti di merci, mezzi ed animali, nonché vittime di danneggiamenti di culture, furti di rame e pannelli fotovoltaici. In tali territori inoltre maggiormente presente è il triste fenomeno del “caporalato”, costantemente monitorato e contrastato da task force dedicate. In tutto il circondario jonico l’assenza di controllo del territorio da parte dei sodalizi “storici” determina il proliferare di eventi delittuosi come aggressioni e ferimenti anche da parte di pregiudicati di bassa leva che comunque mettono in evidenza la facile disponibilità di armi e l’indole violenta. 

    Estersione e usura reati diffusi. Crisi ex Ilva e presenza porto da attenzione

    Anche nel semestre di riferimento i reati contro il patrimonio fra cui principalmente le estorsioni e l’usura restano molto diffusi. Proprio riguardo a quest’ultima essa trova terreno facile alimentandosi dal complessivo quadro socio-economico del capoluogo che restituisce l’immagine di una città e della sua provincia sempre più gravemente segnate dalle vicende connesse con l’operatività dell’impianto siderurgico ex ILVA. 

    Con riferimento alle vicende del complesso industriale il Procuratore della Repubblica di Taranto, Maurizio Carbone, in occasione della Commissione Regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia tenutasi il 25 ottobre 2021 ha fatto presente che “con la Prefettura tarantina si è organizzata una rete di scambio di informazioni per prevenire potenziali interferenze sui prossimi finanziamenti”. 

    Numerosi in tutta la provincia i danneggiamenti che vedono come soggetti passivi del reato persone legate al mondo della politica ma anche dell’imprenditoria ed in quest’ultimo caso le intimidazioni potrebbero sottendere ad una più o meno chiaramente espressa volontà di utilizzazione diretta o indiretta di mezzi o tecniche non conformi ai principi della concorrenza leale ovvero ad una ben più marcata logica estorsiva. 

    La città di Taranto con il suo porto continua a risentire delle endemiche problematiche legate al transito di maestranze anche straniere a volte dedite a traffici delittuosi quali contrabbando di t.l.e., contraffazione e prostituzione. Sebbene non si registrino nel semestre episodi riferibili al caporalato non sono mancati fenomeni di sfruttamento di manodopera di soggetti extracomunitari. 

    (leggi tutti gli articoli sulla DIA a Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=DIA+antimafia&submit=Go)

  • Salinella, quale messa in sicurezza?

    Salinella, quale messa in sicurezza?

    Come noto, il quartiere Salinella sorge in un’area originariamente paludosa (da cui il nome). Ciò ne fa una delle zone più fragili della città dal punto di vista della sicurezza idrogeologica. Non sono stati infrequenti, negli ultimi anni, episodi di allagamento che hanno riguardato estese aree del quartiere. Per questo da anni si parla di interventi di messa in sicurezza idrogeologica, attraverso la pulizia dei canali di drenaggio già esistenti e la realizzazione di nuovi.

    Il progetto, come abbiamo spiegato in dettaglio qualche mese fa, rientra in un più ampio disegno di riqualificazione del quartiere che dovrà essere completato prima dei Giochi del Mediterraneo del 2026, che saranno ospitati in gran parte proprio alla Salinella.

    Eppure, c’è chi avanza critiche al progetto. Nove consiglieri comunali di opposizione (Massimo Battista, Walter Musillo, Carmela Casula, Cosimo Festinante, Francesco Cosa, Giampaolo Vietri, Tiziana Toscano, Francesco Battista, Luigi Abbate), infatti, hanno depositato un’interrogazione nella quale chiedono chiarimenti relativamente all’estensione del progetto.

    Il documento incriminato risale a tre anni fa. Era il 20 dicembre 2019, infatti, quando la Giunta Comunale presieduta dal Sindaco Melucci approvava un nuovo progetto di fattibilità tecnico-economica per l’intervento di messa in sicurezza idraulica del quartiere. La modifica del progetto originale, come si legge nell’istruttoria del documento (che riportiamo in fondo alla pagina), si era resa necessaria per «l’urgenza di realizzare preventivamente le opere di messa in sicurezza idraulica», cosa che aveva spinto verso la scelta di realizzare «un progetto stralcio che prenda in considerazione la realizzazione dei soli interventi sulla viabilità esistete e limitatamente al Quartiere CEP Salinella».

    La scelta, di per sé, non esclude un intervento futuro anche sulle cosiddette aree contermini. Al momento, però, a tre anni di distanza, le opposizioni consiliari «chiedono a Sindaco e Giunta di confermare se l’amministrazione ha intenzione di riqualificare anche le aree contermini di ciò che era incluso nella prima versione della cosiddetta “Variante Salinella” o solo ed esclusivamente le aree interessate dai Giochi». Insomma, un impegno politico in una direzione precisa.

    Ricordiamo che il progetto attuale prevede la realizzazione di due grandi bacini di laminazione in cui far confluire le acque, uno a sud del quartiere, in corrispondenza del “relitto” della Salina Piccola, uno a est, in prossimità di via Lago di Levico. Questi dovrebbero portare alla nascita di un vero e proprio parco naturalistico in cui avvolgere il quartiere. Un parco naturalistico che, però, secondo la critica delle opposizioni, rischia di rimanere monco e incompleto: «la giunta Melucci ha di fatto scorporato dalla Variante Salinella – escludendole quindi dall’immediata riqualificazione – l’antica Via del Trullo, il bosco degli ulivi e tutte quelle aree più vicine a quello che diverrà – nei progetti dell’amministrazione in carica – il Parco Naturalistico del Mediterraneo e che, allo stato attuale, rischiano di rimanere una potenziale discarica».

    Attendiamo il Consiglio per ascoltare le risposte dell’Amministrazione.

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  • Spazi pubblici più accoglienti in tre quartieri

    Spazi pubblici più accoglienti in tre quartieri

    Grande partecipazione per l’evento finale di TarGET-le mani sulla città, il progetto del Comune di Taranto in partenariato con Programma Sviluppo e Associazione Obiettivo Borgo Antico Taranto e realizzato con il contributo di Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e ANCI, nell’ambito del bando Fermenti in Comune.

    Nella mattinata di ieri mercoledì 21 settembre, i ragazzi che hanno preso parte alle attività hanno presentato al vicesindaco Fabrizio Manzulli e ai partner del progetto, i risultati del loro lavoro e simbolicamente consegnato alla comunità tre spazi pubblici, resi più accoglienti e inclusivi.

    Da giugno alla prima settimana di agosto, i 30 ragazzi beneficiari del progetto, sono stati impegnati in una serie di sopralluoghi nei tre quartieri della città (Salinella, Tamburi e città vecchia) per raccogliere informazioni utili sulla vivibilità degli spazi pubblici e analizzare esigenze e desideri provenienti dalla popolazione residente.

    Un bel momento di condivisione e co-progettazione urbana, portato avanti insieme a Marica Girardi, esperta di processi partecipativi e culturali, al termine dei quali sono stati individuati gli interventi di urbanismo tattico da realizzare in tre aree periferiche.

    L’ascolto, la condivisione e il coinvolgimento dei residenti sono stati determinanti per l’individuazione degli interventi da attuare per la piena fruizione dei luoghi.

    “Abbiamo redatto un documento programmatico contenente una dettagliata analisi del territorio in riferimento a sei macro temi (verde e ambiente, relazione con il mare, spazi pubblici, trasporti e viabilità, turismo e accoglienza, cultura) – ha spiegato Marica Girardi -. I ragazzi hanno osservato i luoghi cercando di avere uno sguardo tecnico individuando punti di forza e debolezza. Un processo che li ha portati a prendere consapevolezza delle loro capacità di proporre idee progettuali per rendere la città più accogliente anche per le nuove generazioni”.

    Il primo spazio urbano riqualificato è al quartiere Salinella, area già interessata da operazioni di urbanismo tattico grazie al progetto Trust che ben si prestava alla realizzazione di ulteriori interventi di valorizzazione del tessuto urbano.

    I tutor/designer Gabriella Mastrangelo, Peppe Frisino e Mario Pagnottella, insieme ai ragazzi del progetto TarGET, hanno infatti individuato un’area, tra via Lago di Bracciano e via Lago di Monticchio, in cui realizzare un’opera d’arte orizzontale e di un allestimento in legno permanente.

    La necessità e la voglia degli adolescenti del quartiere di continuare a giocare per strada hanno permesso al gruppo di realizzare un playground creativo da utilizzare per attività sportive.

    Muniti di pittura e pennelli, i ragazzi hanno trasformato una piazza in un campetto di calcio, colorato e dal design innovativo e consentito la riappropriazione da parte degli abitanti, di uno spazio prima inutilizzato. A ciò si è aggiunta anche la costruzione di una panchina in legno con struttura ombreggiante, il cui scopo è far vivere meglio lo spazio urbano.

    Le attività sono poi proseguite al quartiere Tamburi. In continuità con la volontà del Comune di Taranto, si è deciso di costruire nel Piazzale Democrate nuove panchine in legno per incrementare la fruizione di un’area già interessata negli anni scorsi, da interventi di rigenerazione urbana. Questo allestimento temporaneo ha permesso ai ragazzi di sviluppare il concetto di cura del luogo e dello spazio pubblico e lavorare in maniera collaborativa per riqualificarlo. Le sedute già esistenti sono state infatti restaurate e ne sono state costruite di nuove. I ragazzi hanno vissuto la vita del Piazzale in maniera collettiva, interagendo con chi vive quello spazio.

    Per l’ultimo intervento di urbanismo tattico ci si è spostati in Città Vecchia, sul lungomare pedonale di via Garibaldi. Il progetto creativo pensato per quest’area pubblica rappresenta una vera e propria performance artistica. L’obiettivo era rendere più accogliente quel luogo attraverso la realizzazione, l’allestimento e la collocazione di coperture parasole e sedie sdraio pieghevoli.

    Si è partiti, anche in questo caso, dallo studio del luogo e dal costante dialogo con gli abitanti per l’installazione degli elementi d’arredo nel contesto urbano.

    “Gli interventi, realizzati in co-progettazione con i partecipanti, hanno permesso alle ragazze e ai ragazzi un primo vero approccio all’urbanismo tattico attraverso svariate tipologie di materiali e tecniche – spiegano i tutor -. La grande partecipazione ed il vivo interesse per le attività svolte hanno donato grande entusiasmo ai lavori, contagiando gli abitanti dei quartieri che hanno accolto calorosamente le attività, incoraggiandole e supportandole senza riserve. Siamo molto soddisfatti e positivamente sorpresi dai risultati raggiunti e dalle reazioni”.

    A conclusione del progetto è stato inoltre realizzato, a cura di Nicola Sammarco, referente di Obiettivo Borgo Antico e partner del progetto, un cortometraggio in Cut-out, una tecnica di animazione che utilizza pezzi di carta ritagliata e fotografati in sequenza per creare l’illusione del movimento.

    Nell’ambito del progetto sono state realizzate anche attività collaterali. L’associazione “Ethra- Archeologia e Turismo” ha organizzato una serie di bike tour cercando di mettere in rete i tre quartieri coinvolti dagli interventi di urbanismo tattico, mentre l’associazione “Mangrovie” ha sviluppato “Zippr”, un contenitore digitale che raccoglie e rende fruibile il patrimonio culturale presente a Taranto.

    “Sono particolarmente orgoglioso dei risultati di questo progetto, soprattutto per la passione dei ragazzi, dei partner e dei tutor che, nonostante le difficoltà di un commissariamento durato circa 6 mesi, hanno portato avanti le attività con determinazione – ha commentato il vice sindaco Fabrizio Manzulli -. A questo progetto ora vogliamo dare continuità affinché i nostri giovani possano essere sempre più parte attiva e protagonisti del cambiamento”.

    “Sono contento che Programma Sviluppo sia stata parte attiva di questa iniziativa. I risultati sono straordinari. I ragazzi hanno fatto qualcosa di incredibile per il territorio e mi complimento per il loro lavoro – ha detto Silvio Busico, direttore generale di Programma Sviluppo -. Giunti al termine, posso affermare con assoluta certezza che questo è uno dei più bei progetti posti in essere e ringrazio l’amministrazione per questa opportunità”.

    (leggi gli articoli sul progetto https://www.corriereditaranto.it/?s=target&submit=Go)

  • I Santi Medici alla Salinella

    I Santi Medici alla Salinella

    Ricco e variegato il programma dei festeggiamenti per i Santi Medici Cosma e Damiano che si svolgeranno anche alla Salinella, nella chiesa di via Lago di Scanno intitolata ai santi taumaturghi e retta dagli Oblati del Divino Amore (parroco, don Luciano Chagas Costa).Il triduo sarà officiato da don Luca Centurioni.

     Venerdì 23, alle ore 19, celebrazione eucaristica con il sacramento dell’Unzione degli infermi; l’animazione sarà a cura di: Movimento apostolico ciechi, Foulard Blancs, Centro volontari sofferenza,  Unitalsi  e Scout gruppo 19. Alle ore 20, in piazza, il gruppo teatrale dei bambini presenterà la recita “Dalle stelle alle stalle”.

    Sabato 24, alle ore 16.15, “Festa dell’accoglienza” per bambini e ragazzi in memoria di Francesco D’Errico, con mini-lunapark, animazione, baby-disco, laboratori trucco e palloncini con la partecipazione di “Tata Susina”. Alle ore 19, santa messa dedicata ai giovani con animazione liturgica e canti del Gruppo Scout Taranto 19; alle ore 20, in piazza, la compagnia teatrale “Lino Conte” presenta lo spettacolo “Tarantinata” con Aldo Salamino: viaggio semiserio negli usi, costumi, tradizioni e linguaggio dei tarantini.

    Domenica 25, sante messe alle ore 8 – 10 (dedicata ai bambini) – 11.30 – 19 (dedicata alle famiglie, con animazione e canti delle comunità neocatecumenali). Le iniziative esterne della giornata prevedono alle ore 11 il “Mini Luna Park” a cura di Federica Sottile; alle ore 20, in piazza, “Ciack si canta”: concerto del Falanto Chorus (Associazione Choraliter) che eseguirà le più famose colonne sonore; nel corso della serata la scuola di ballo “Club Jonico Ballo Amatori” eseguirà danze latino-americane e tanghi argentini.

    Lunedì 26, giorno della festa, sante messe alle ore 8 e 10. Alle ore 17 la celebrazione eucaristica sul piazzale della chiesa sarà presieduta dall’arcivescovo. Seguirà la processione con la partecipazione della confraternita dei Santi Medici nell’abito tradizionale (priore, Nico Ferrante) e accompagnata dalla banda di Crispiano diretta dal m. Francesco Bolognino. Non mancheranno i condomini che, al passaggio, illumineranno a festa vie e piazzette, in un tocco di colore che ricorderà la suggestione dei vicoli del centro storico, da cui provengono molti abitanti del quartiere. Alle ore 19, santa messa in attesa del rientro delle statue.

    Quindi, la compagnia teatrale “Lino Conte” presenterà lo spettacolo “Nato a Taranto” con Antonello Conte, scritto da Daniele Serra.

    Dal 23 settembre nel salone parrocchiale sarà aperta la pesca di beneficenza in memoria di Cosimo La Grotta.

    Il 9 ottobre, alle ore 11, estrazione dei biglietti della “Lotteria Santi Medici”.

    Il piazzale e le vie circostanti saranno illuminati artisticamente dalla ditta Memmola di Francavilla Fontana.

    *credit foto Maria Zigrino

  • Taranto, sì aperture domenicali straordinarie dei mercati

    Taranto, sì aperture domenicali straordinarie dei mercati

    La congiuntura economica negativa, generata da una serie di fattori tra cui certamente da un lato lo stop reso necessario dalla pandemia, e dall’altro la contrazione nella spesa prodotta dalla oggettiva e pesante diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie (aumento costo energia e gas in primis) ha portato il commercio, e quello degli ambulanti non fa eccezione, ad imbattersi in un periodo di grande difficoltà. Molti dei circa 450 commercianti che occupavano due mercati tarantini di Talsano e Salinella, hanno in misura consistente, abbandonato l’attività, dal momento che, per la gran parte, provenivano da fuori Taranto, ed erano quindi costretti a sostenere anche i costi del carburante, oltre a quelli del canone per l’occupazione del suolo pubblico e del pagamento di eventuali dipendenti. Sono molti oggi infatti i posteggi vuoti. In totale in passato tra tutti i mercati della città, Salinella, Tamburi, Talsano, Paolo VI e quello dell’usato del lunedì, i posteggi occupati erano circa 900. Oggi si registra un buon 20% di abbandono.

    “Proprio sulla base di tutto ciò, abbiamo pensato di chiedere al Comune di Taranto una particolare attenzione per il comparto e abbiamo presentato una precisa richiesta. La risposta non si è fatta attendere – fanno sapere Giuseppe Covella di Casaimpresa e Mario Pulpo di Confesercenti -. Abbiamo chiesto aperture domenicali straordinarie dei mercati settimanali della Salinella e di Talsano, nei mesi di ottobre e novembre; la richiesta è stata accolta dal Comune di Taranto”.
    Sono state stabilite, infatti, con un’ordinanza dirigenziale a firma della dottoressa Maria De Florio, le seguenti date: 9 ottobre e 13 novembre per il mercato di Talsano, e 16 ottobre e 20 novembre per quello della Salinella. In merito al mercato della Salinella, sono autorizzati quindi a svolgere l’attività in primis i titolari di posteggio del mercoledì e a seguire quelli del venerdì.

    “Riconosciamo l’attenzione mostrata nei confronti dei commercianti che svolgono l’attività su aree pubbliche da parte del Comune di Taranto che, dopo la richiesta formulata dalla categoria rappresentata da Casaimpresa e Confesercenti, ha risposto tempestivamente disponendo quattro giornate di apertura straordinaria, distribuite tra i due mesi – concludono i due esponenti delle sigle -. Verranno con ogni probabilità fissate ulteriori date di apertura anche per il periodo prenatalizio. Ringraziamo dunque l’amministrazione comunale per la disponibilità mostrata”.