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  • Torre D’Ayala: passi in avanti

    Torre D’Ayala: passi in avanti

    Nella sede del Segretariato Regionale per la Puglia del Ministero della Cultura a Bari, l’amministrazione comunale, rappresentata dal Vicesindaco Gianni Azzaro, ha presentato il programma di valorizzazione di Torre D’Ayala, funzionale al percorso di acquisizione del bene da parte dell’Ente comunale.

    Il documento ha ricevuto parere favorevole dal Ministero della Cultura, rappresentato dall’arch. Maria Piccarreta e dall’arch. Doriana De Tommasi, e dall’Agenzia del Demanio, rappresentata dal dott. Antonio Ottavio Ficchì, dal dott. Antonio Bino e dall’ing. Massimo D’Andria.

    I rappresentanti al tavolo, inoltre, hanno approvato la bozza di accordo per la valorizzazione dell’immobile, propedeutico all’acquisizione definitiva della storica torretta che si staglia lungo viale Virgilio. L’accordo sarà sottoposto ora al consiglio comunale.

    “Il recupero di Torre D’Ayala è stato da sempre un punto fondamentale nel piano di rigenerazione urbana dell’amministrazione comunale di Taranto– le parole del Vicesindaco – e oggi compiamo un passo importante, non banale, nel percorso che ci condurrà a riconsegnare alla cittadinanza un bene storico, inaccessibile da troppo tempo. L’approvazione del nostro programma di valorizzazione e della bozza di accordo da parte del MiC e dell’Agenzia del Demanio è la conferma di come con competenza, affidabilità e grazie al lavoro dei nostri uffici, possiamo traguardare obiettivi di grande valore per la comunità.”

     

     

     

     

  • Scelto chi firmerà lo Stadio del Nuoto

    Scelto chi firmerà lo Stadio del Nuoto

    Sarà lo studio MDU Architetti, di Prato, a firmare la nuova la piscina olimpionica di Taranto 2026. Il progetto è risultato vincitore con la seguente motivazione della Commissione Giudicatrice: “Esaminati i contenuti innovativi e di grande interesse proposti dai 37 partecipanti, nel progetto vincitore risulta lodevole l’integrazione percettiva con il mare e con il contesto identitario, storico e paesaggistico dell’area di Torre d’Ayala. Il complesso progettato si distingue per la riconoscibile ma equilibrata ‘iconicità’ architettonica, che conferisce a questo nuovo attrattore della città pubblica una significativa potenzialità di riconfigurazione e rigenerazione del contesto urbano. In particolare, è stata sviluppata in maniera coerente e innovativa l’articolazione fra spazi collettivi all’aperto e spazi specialistici al chiuso, organizzando in modo chiaro ed efficace i flussi legati alla fruizione sportiva e quelli legati ai percorsi distributivi delle differenti funzioni inserite. Insieme alle scelte costruttive e dei materiali, le soluzioni tecnologiche e impiantistiche adottate, in particolare per l’uso intelligente dell’acqua e dell’energia (recupero e riuso, contenimento dei consumi, cogenerazione) prefigurano uno scenario di elevata sostenibilità per lo Stadio del Nuoto di Taranto anche nell’ottica della fruizione e della gestione di lungo periodo, quale eredità dei Giochi di Taranto 2026“.

    Il Comitato organizzatore Taranto 2026 aveva indetto il concorso internazionale di architettura al fine di elevare la qualità dell’intervento attraverso un segno iconico che potesse caratterizzare il waterfront della città e integrarsi con un’area di notevole interesse paesaggistico.

    Lo studio pratese ha preceduto nell’ordine gli studi Marazzi Architetti (Parma), Populous (Stati Uniti), Cecchetto & Associati (Venezia) e 3TI Progetti Italia – Ingegneria Integrata Roma).

    MDU Architetti – che fra le varie opere ha già firmato il Vilnius National Concert Hall in Lituania, il centro I principi d’Italia a Chuzhou in Cina, il centro culturale Words of El Lissitzky a Novosibirsk, in Russia – dovrà trasmettere gli ulteriori elaborati progettuali entro il 23 giugno in modo da consentire il proseguo delle procedure in tempo utile per la realizzazione della piscina per i Giochi del Mediterraneo del 2026.

    Il 12 maggio è stata calendarizzata a Taranto la cerimonia di premiazione del vincitore, durante la quale sarà presentata la pubblicazione e la mostra di tutti i progetti partecipanti.

  • Taranto 2026, un gol rivoluzionario?

    Taranto 2026, un gol rivoluzionario?

    Dalla Tomba dell’Atleta di Taranto fino alla nomina a sede dei Giochi del Mediterraneo, Taranto sembra conservare e ribadire la sua vocazione sportiva. Unire attraverso lo sport, mettere a confronto e consentire a tutti di crescere, è questo lo spirito dei Giochi e per la città diventa motivo per promuovere e ricordare l’identità storica e culturale del territorio.

    Ecco perché Taranto vive questa come un’occasione imperdibile per dimostrarsi all’altezza delle altre grandi capitali Europee che sono state sede dei Giochi. Da Alessandria d’Egitto, sede dei primi giochi del 1952, fino a Barcellona e Tunisi, sono molte le città con cui Taranto dovrà competere.

    Questa sfida non ci spaventa, infatti fervono i preparativi. I Giochi hanno già un logo: il logo ufficiale di “Taranto 2026”, XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Questo logo è stato realizzato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Gaetano Salvemini di Taranto, vincitore del concorso indetto dalla amministrazione comunale. Le due X compongono il 20 scritto in numeri romani, richiamando con le linee rosse e blu il monumento del marinaio che accoglie i naviganti sul lungomare di Taranto.

    Ma dopo il logo c’è ancora tanto da fare: lo hanno ribadito i rappresentanti dei 26 paesi partecipanti e che si sono incontrati per la prima volta l’11 e il 12 novembre scorsi al Palazzo di Città.

    Molti saranno gli impianti sportivi che saranno i protagonisti dei Giochi e subiranno un vero e proprio restyling, ma si punterà sulla sostenibilità, ristrutturando impianti già esistenti.

    Tra gli impianti che destano maggiore attesa da parte di tutti i cittadini, ma anche di noi ragazzi, ci sono il rifacimento dello stadio Erasmo Iacovone e la costruzione del nuovo Stadio del Nuoto.

    Lo Stadio del Nuoto sarà il primo impianto natatorio dotato di standard olimpionici dell’intera regione Puglia. Sarà realizzato secondo i più avanzati parametri di efficienza e sostenibilità ambientali, ospiterà eventi nazionali e internazionali e godrà di una vasca coperta ed una scoperta con tribuna.

    Il nuovo Stadio del Nuoto sorgerà sul Mar Grande alle spalle della Torre d’Ayala, un terreno che in questi giorni è passato sotto l’influenza della Marina Militare di Taranto e alla disponibilità del comune; l’unica zona di Viale Virgilio priva di opere di cemento.

    Ma il simbolo del rinnovamento e del cambiamento dei giochi sarà il luogo del cuore dei tifosi tarantini, ossia lo stadio “Iacovone”, simbolo della sportività tarantina. Intorno a questo progetto c’è grande attesa, il vecchio impianto diventerà uno dei ricordi del cuore della città come quello del giocatore di cui porta il nome.

    Il nuovo stadio nasce da un’idea dello stesso progettista che ha realizzato l’Allianz Stadium di Torino.

    Il nuovo impianto sarà su modello inglese con negozi, centro commerciale e aree riservate ai vip.  Verrà creata una sede per il museo della squadra del Taranto. Intorno allo stadio sorgeranno ristoranti, alberghi, cinema e palestre in un progetto più ampio di riqualificazione dell’intera area Salinella.

    Lo stadio sarà l’unico impianto sportivo ad essere completamente ricostruito e la sua destinazione sarà anche propensa per ospitare altri eventi come concerti.

    La vecchia struttura verrà demolita completamente e nello stesso sito sorgerà il nuovo “Iacovone” che vedrà anche la diminuzione dei posti a sedere dai precedenti 26 mila posti ai nuovi 18 mila. Ma questi progetti una volta realizzati ci insinuano qualche dubbio.

    Ci chiediamo se l’eredità che i Giochi del 2026 lascerà, sarà una reale valorizzazione del territorio o potrà diventare l’ennesimo esempio di cementificazione con un impatto ambientale importante nell’ecosistema urbano, con il rischio, inoltre, che dopo i Giochi vi sia degrado e abbandono come accaduto ad esempio con Parco Cimino o Parco del Mirto.

    E le periferie? E gli impianti sportivi per noi ragazzi? E gli spazi pubblici? Rinnovare una città significa creare impianti a pagamento o anche impianti e parchi gratuiti per noi? Non intravediamo una risposta a ciò ma speriamo che essa possa trovarsi nella realizzazione anche delle nostre idee e dei nostri sogni.

    Vorremmo che accanto ai grossi impianti sportivi che ospitano eventi nazionali ed internazionali, vi sia una maggiore attenzione nei confronti degli spazi dedicati allo sport nei quartieri periferici laddove potrebbero costituire un importante momento di inclusione sociale e di riqualificazione del territorio.

     

  • Lo Stadio del Nuoto sarà iconico

    Lo Stadio del Nuoto sarà iconico

    Per i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, la nuotatrice tarantina Benedetta Pilato, campionessa mondiale nei 100 rana, potrà avere finalmente a disposizione una piscina olimpionica, anzi uno Stadio del Nuoto.

    Nel frattempo è costretta a fare avanti e dietro da Bari, anzi prossimamente potrebbe trasferirsi, prossimamente, a Roma, sia per questioni legate al proseguimento del suo percorso di studi che evidentemente di logistica per i suoi allenamenti in vasca (è tesserata con il Circolo Aniene di Roma).

    Proprio dello Stadio del Nuoto, si è parlato di recente in un incontro-laboratorio dal titolo “i Giochi del Mediterraneo: un’opportunità per la città”, organizzato nella sala a tracciare dell’Arsenale Marina Militare.

    Il sito dell’impianto sportivo è quello ubicato nella zona sottostante Torre d’Ayala in viale Virgilio, che verrà riqualificata e resa fruibile al pubblico.

    La piscina olimpionica coperta, in particolare, verrà realizzata proprio a pochi metri dal Mar Grande, su un terreno che nei giorni scorsi è passato dalla Marina Militare alla disponibilità del Comune di Taranto.

    Lo Stadio del Nuoto, scenograficamente, sfrutterà le bellezze paesaggistiche della zona sottostante la torre con un degradare verso il mare che sarà suggestivo – specie al tramonto –  come ha spiegato Elena D’Arcangelo, tarantina, componente del comitato organizzativo dei Giochi e stretta collaboratrice del Direttore Generale Elio Sannicandro.

    Inoltre, nelle adiacenze, sorgerà un parco archeologico che verrà allestito proprio con i numerosi reperti ritrovati nel corso dei primi scavi e con quelli che ancora emergeranno dai lavori previsti.

    Il bando per la costruzione dello Stadio del Nuoto sarà internazionale, affinché sia proprio una “archistar” a lasciare il segno su un’opera che nelle idee progettuali sarà davvero iconica.

    Per quanto riguarda invece la struttura che ospiterà il nuoto, sono previste una piscina da 50 metri coperta ed una da 25 aperta con possibilità di chiusura amovibile.

    L’obbiettivo è avere un impianto futuristico, che limiti i costi di gestione. Per le gradinate, si è pensato, appunto a strutture amovibili che permettano una maggiore capienza in caso di eventi importanti.

    Inoltre, per ospitare eventi importanti, la struttura dovrebbe essere provvista anche di una palestra, di alcune sale riunioni, nonché di una foresteria per atleti e accompagnatori. Questo perché, vista la collocazione a ridosso del Mar Grande, si potrebbe ampliare l’utilizzo alla pallanuoto a al nuoto di fondo.

    Infine, essendo sotto gli occhi di tutti il ritardo accumulato nell’avvio delle opere è stato evidenziato che esso è dovuto alle conseguenze economiche degli eventi mondiali di questi ultimi due anni (pandemia e guerra) che, purtroppo, stanno facendo lievitare sensibilmente i costi di realizzazione restando prioritario la loro sostenibilità non solo finanziaria ma anche in termini di efficienza e impatto ambientale.

     

  • Stadio del Nuoto, indagini archeologiche

    Stadio del Nuoto, indagini archeologiche

    Sono state avviate le parti conclusive delle indagini di archeologia preventiva nell’area marina adiacente Torre d’Ayala, per la realizzazione dello Stadio del Nuoto dei Giochi del Mediterraneo del 2026. Lo riferisce una nota di Palazzo di città.

    Le attività di ricerca subacquea, prescritte dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, si inseriscono in un processo complesso di indagine archeologica per mare e per terra utile ai processi autorizzativi che garantiscono la tutela e la valorizzazione dello straordinario patrimonio storico e culturale della città.

    «L’eredità del passato comunica con le esigenze della contemporaneità, adottando le migliori e più avanzate risorse intellettuali e tecnologiche – sostiene l’assessore ai Lavori Pubblici Mattia Giorno – ringrazio per il coordinamento delle attività Asset-Regione Puglia e la Soprintendenza di Taranto, che insieme con il Comune stanno lavorando per realizzare queste importante opere nel rispetto del patrimonio archeologico e di tutte le normative esistenti in materia».