Dalla Tomba dell’Atleta di Taranto fino alla nomina a sede dei Giochi del Mediterraneo, Taranto sembra conservare e ribadire la sua vocazione sportiva. Unire attraverso lo sport, mettere a confronto e consentire a tutti di crescere, è questo lo spirito dei Giochi e per la città diventa motivo per promuovere e ricordare l’identità storica e culturale del territorio.
Ecco perché Taranto vive questa come un’occasione imperdibile per dimostrarsi all’altezza delle altre grandi capitali Europee che sono state sede dei Giochi. Da Alessandria d’Egitto, sede dei primi giochi del 1952, fino a Barcellona e Tunisi, sono molte le città con cui Taranto dovrà competere.
Questa sfida non ci spaventa, infatti fervono i preparativi. I Giochi hanno già un logo: il logo ufficiale di “Taranto 2026”, XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Questo logo è stato realizzato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Gaetano Salvemini di Taranto, vincitore del concorso indetto dalla amministrazione comunale. Le due X compongono il 20 scritto in numeri romani, richiamando con le linee rosse e blu il monumento del marinaio che accoglie i naviganti sul lungomare di Taranto.
Ma dopo il logo c’è ancora tanto da fare: lo hanno ribadito i rappresentanti dei 26 paesi partecipanti e che si sono incontrati per la prima volta l’11 e il 12 novembre scorsi al Palazzo di Città.
Molti saranno gli impianti sportivi che saranno i protagonisti dei Giochi e subiranno un vero e proprio restyling, ma si punterà sulla sostenibilità, ristrutturando impianti già esistenti.
Tra gli impianti che destano maggiore attesa da parte di tutti i cittadini, ma anche di noi ragazzi, ci sono il rifacimento dello stadio Erasmo Iacovone e la costruzione del nuovo Stadio del Nuoto.
Lo Stadio del Nuoto sarà il primo impianto natatorio dotato di standard olimpionici dell’intera regione Puglia. Sarà realizzato secondo i più avanzati parametri di efficienza e sostenibilità ambientali, ospiterà eventi nazionali e internazionali e godrà di una vasca coperta ed una scoperta con tribuna.
Il nuovo Stadio del Nuoto sorgerà sul Mar Grande alle spalle della Torre d’Ayala, un terreno che in questi giorni è passato sotto l’influenza della Marina Militare di Taranto e alla disponibilità del comune; l’unica zona di Viale Virgilio priva di opere di cemento.
Ma il simbolo del rinnovamento e del cambiamento dei giochi sarà il luogo del cuore dei tifosi tarantini, ossia lo stadio “Iacovone”, simbolo della sportività tarantina. Intorno a questo progetto c’è grande attesa, il vecchio impianto diventerà uno dei ricordi del cuore della città come quello del giocatore di cui porta il nome.
Il nuovo stadio nasce da un’idea dello stesso progettista che ha realizzato l’Allianz Stadium di Torino.
Il nuovo impianto sarà su modello inglese con negozi, centro commerciale e aree riservate ai vip. Verrà creata una sede per il museo della squadra del Taranto. Intorno allo stadio sorgeranno ristoranti, alberghi, cinema e palestre in un progetto più ampio di riqualificazione dell’intera area Salinella.
Lo stadio sarà l’unico impianto sportivo ad essere completamente ricostruito e la sua destinazione sarà anche propensa per ospitare altri eventi come concerti.
La vecchia struttura verrà demolita completamente e nello stesso sito sorgerà il nuovo “Iacovone” che vedrà anche la diminuzione dei posti a sedere dai precedenti 26 mila posti ai nuovi 18 mila. Ma questi progetti una volta realizzati ci insinuano qualche dubbio.
Ci chiediamo se l’eredità che i Giochi del 2026 lascerà, sarà una reale valorizzazione del territorio o potrà diventare l’ennesimo esempio di cementificazione con un impatto ambientale importante nell’ecosistema urbano, con il rischio, inoltre, che dopo i Giochi vi sia degrado e abbandono come accaduto ad esempio con Parco Cimino o Parco del Mirto.
E le periferie? E gli impianti sportivi per noi ragazzi? E gli spazi pubblici? Rinnovare una città significa creare impianti a pagamento o anche impianti e parchi gratuiti per noi? Non intravediamo una risposta a ciò ma speriamo che essa possa trovarsi nella realizzazione anche delle nostre idee e dei nostri sogni.
Vorremmo che accanto ai grossi impianti sportivi che ospitano eventi nazionali ed internazionali, vi sia una maggiore attenzione nei confronti degli spazi dedicati allo sport nei quartieri periferici laddove potrebbero costituire un importante momento di inclusione sociale e di riqualificazione del territorio.