Un intervento dell’Assessorato alla Mobilità Sostenibile del Comune di Taranto in sinergia con l’azienda di trasporto CTP per collegare il capoluogo ionico all’Aeroporto del Salento.
Il servizio di navette da e per l’aeroporto di Brindisi è attivo dal nuovo terminal bus di Cimino già a partire da mercoledì 15 novembre. La riorganizzazione del servizio permette agli utenti di poter lasciare gratuitamente le auto e recarsi in aeroporto al costo di € 6,40, o di arrivare al terminal e poter raggiungere la città con i mezzi pubblici.
L’azione rientra nel piano di miglioramento e riorganizzazione dei servizi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, nonché di potenziamento del nuovo terminal bus, voluto dal Sindaco e Melucci.
Gli orari del servizio sono visibili sul sito ufficiale dell’azienda di trasporto.
L’ex Alitalia allenta il servizio sull’Aeroporto del Salento, lasciando ai passeggeri meno opzioni di viaggio. Sul punto è intervenuto Mario Turco, Senatore della Repubblica all’opposizione con il M5S di cui è Vicepresidente, con un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
“Negli ultimi giorni, da Ita Airways, si appreso che il numero di voli da Brindisi per Roma e Milano (e viceversa) diminuirà, come se ce ne fossero chissà quanti. Un servizio di collegamento importantissimo per tantissimi cittadini, imprenditori e professionisti verrà quindi ridotto, provocando enormi disagi all’intera area ionico-salentina, già penalizzata dalla penuria di infrastrutture stradali, ferroviarie e di trasporto pubblico”. Lo afferma il Senatore Mario Turco in una nota stampa, che prosegue:
“Inoltre, continua ad essere ignorata l’apertura dell’aeroporto di Grottaglie (TA) ai voli civili, penalizzando un’area che potrebbe potenzialmente servire la vicina Basilicata e il nord della Calabria, attualmente del tutto isolate. Anche per questi motivi – comunica il pentastellato – ho depositato una nuova interrogazione parlamentare a risposta orale in commissione, rivolta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al quale si chiede, innanzitutto, quali siano gli interventi di sua competenza atti a garantire la continuità territoriale dell’area ionico-salentina”.
Il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle
Si domanda, poi “se sia nelle intenzioni del Ministro monitorare le compagnie di trasporto aereo e ferroviario, che svolgono la loro attività di impresa nel territorio suddetto, favorendone la concorrenza e l’insediamento, affinché non perpetrino distorsioni o penalizzazioni a danno dell’economia locale. Infine, si indaga l’effettiva volontà del Ministro di aprire un tavolo di concertazione con le parti interessate, al fine di scongiurare l’isolamento dell’intera area ionico-salentina, tra le più importanti e popolose del Mezzogiorno, soprattutto in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2026″
“Appare urgente – conclude Turco – fornire ai cittadini risposte concrete, tenendo conto che tantissimi pugliesi lavorano o studiano in altre Regioni italiane e che, spesso, si ritrovano anche a fare i conti con le carenze del sistema di trasporto ferroviario, lacunoso di collegamenti diretti fra il Nord e il Sud del Paese”.
“I problemi relativi alla mobilità urbana e ai parcheggi a Taranto li abbiamo più volte sollevati e sugli stessi abbiamo richiamato l’attenzione dell’amministrazione comunale – afferma Francesca Intermite, Presidente di CasaImpresa/Confesercenti Taranto – questo per gli evidenti riflessi che scelte in determinati ambiti producono intanto sulla vivibilità, e quindi sull’interesse dei cittadini di abitare un contesto ordinato, nel quale le diverse esigenze devono essere tenute in equilibrio, ma anche per i titolari di negozi ed esercizi pubblici, soprattutto delle zone più centrali, che risentono pesantemente della mancanza di spazio dove i clienti possano lasciare i mezzi privati.
Si è parlato, negli scorsi mesi – prosegue la Presidente – della imminente partenza dei Park & Ride, dove i privati possono parcheggiare l’auto per raggiungere il centro della città utilizzando i mezzi pubblici, con un biglietto di 1 euro al giorno, comprensivo del pagamento della sosta della vettura e del trasporto. Erano state anche individuate le aree che avrebbero ospitato i Park & Ride: Cimino, ma anche la Salinella, Porta Napoli, Croce, per servire i diversi ingressi della città. Chiari e molteplici i vantaggi che un cambiamento di questo tipo avrebbe portato con sé: sicuramente un minore traffico veicolare, quindi una migliore gestione, e minori tempi per muoversi, ma anche più spazio per i parcheggi e meno gas di scarico. Interessante anche per coloro che lavorano nelle zone più frequentate, i quali eviterebbero di pagare la tariffa per la sosta della propria auto per diverse ore ogni giorno.
Spiace dover rilevare – incalza Intermite – che al momento non si registrano i cambiamenti tanto attesi cui facciamo ora riferimento, così come non sono stati ancora raddoppiati, come preannunciato, i parcheggi Icco e Oberdan, né sono stati raggiunti risultati nel confronto con la Marina Militare che, avendo la disponibilità di ampie aree, potrebbe offrire interessanti soluzioni al problema del parcheggio”.
“Siamo quindi tenuti – sostiene Francesca Intermite – a chiedere nuovamente all’amministrazione comunale, dopo la ridefinizione delle deleghe assessorili, di recuperare questi progetti e tradurli al più presto in realtà per centrare davvero l’obiettivo di una città più facile da vivere, meno disordinata e più accogliente e attrattiva, nella quale alla tanto tartassata categoria del commercio e del pubblico esercizio si riesca a dare indirettamente un sostegno, quantomeno rendendo agevoli gli spostamenti per i potenziali acquirenti e avventori.
Noi, dal canto nostro, possiamo dirci in linea con la decisione dell’amministrazione comunale di ritirare gli abbonamenti a costi ridotti, naturalmente però crediamo sia il caso di attivare tutte le soluzioni possibili per creare le alternative di parcheggio, così come preannunciato dal Comune, che ne ha più volte parlato con riferimento a soluzioni da mettere in campo in tempi brevi, come appunto i parcheggi Icco e Oberdan – puntualizza.
La priorità – conclude la Presidente Intermite – è predisporre le condizioni per consentire che il borgo possa essere attrattivo: attività di animazione ed eventi sono condivisibili se ben organizzati con i servizi relativi-viabilità e parcheggi. Un borgo nel quale però si deve dare spazio anche al decoro e ad una maggiore igiene urbana (pulizia di marciapiedi e strade e contenitori per la raccolta puliti e curati), e poi anche ad opere che ne esaltino la bellezza (arredo urbano e piantumazione del verde pubblico, curati e manutenuti). La creazione di queste condizioni sarà il presupposto indispensabile per il rilancio del centro della città“.
Dopo lalettera giunta in redazione alcuni giorni fa per un clamoroso ritardo Ryanair da Brindisi a Roma, ne è pervenuta un’altra da Giovanni Brunetti, lavoratore fuori sede originario della provincia di Taranto, che ha attraversato un’epopea simile a causa di un volo con destinazione Milano Malpensa.
«Egregio Direttore, scrivo al vostro giornale in quanto non ho potuto fare a meno di notare l’articolo sul ritardo del volo Ryanair Brindisi-Roma del 27 marzo, e ci terrei a fornirvi anche la mia testimonianza.
Il giorno seguente sarei dovuto partire dall’Aeroporto del Salento con il medesimo vettore, con destinazione Milano-Malpensa. Ci tengo sin da ora a dire che il volo FR3415 del 28 marzo ci ha dato parecchio filo da torcere.
Una volta imbarcati e a porte già chiuse, il comandante ci ha comunicato che l’aereo non sarebbe potuto partire, in quanto risultava necessario l’intervento di un tecnico/ingegnere che avrebbe dovuto effettuare un controllo propedeutico al decollo. Il fantomatico tecnico che, a quanto pare, dovrebbe essere un dipendente di Aeroporti di Puglia e non della compagnia, così come affermato dal persona di bordo, non risultava reperibile nonostante le diverse chiamate. A distanza di quasi un’ora, il comandante ci ha comunicato che il tecnico non sarebbe arrivato e che avremmo dovuto procedere allo sbarco.
Ciò ha innescato un meccanismo alquanto “fantozziano”: l’ingegnere (o tecnico che dir si voglia), sarebbe dovuto arrivare da Bergamo con un altro volo Ryanair, allo scopo di dare l’okay al decollo del velivolo. Ovviamente questa figura non è mai apparsa all’arrivo del volo da Bergamo, per la felicità di noi passeggeri.
La cosa più rocambolesca di questa situazione, è che esattamente dieci minuti prima del mio volo ne era partito un altro operato sempre da Ryanair. Noi passeggeri ci siamo chiesti come avesse fatto quel volo a partire in assenza di questo tecnico…
Neanche per noi un briciolo d’informazione concreta, né da Ryanair né da Aeroporti di Puglia. A pensar male a volte si indovina, anche perché se davvero fosse mancato soltanto un tecnico non penso che avremmo accumulato cinque ore di ritardo. La beffa, nel nostro caso, oltre al buono da 4 euro con cui in aeroporto si compra a stento l’acqua e un po’ di speranza, è consistita nel completamento dell’imbarco sino a far sedere i passeggeri, per poi sbarcarli.
Mi reputo “fortunato”, perché sono arrivato a casa intorno alle 3.00 del mattino, pagando di tasca mia il taxi dall’Aeroporto di Malpensa al quartiere in cui abito a Milano, ma con noi viaggiavano un ragazzo con le stampelle che doveva operarsi alla gamba l’indomani, e un’altra persona diversamente abile su sedia a rotelle. Come si può tollerare una tale mancanza di certezza da parte delle società preposte a fornire i servizi per i quali paghiamo?
Non è una questione economica, quanto umanitaria. Anche io, come la persona che vi ha scritto per il Brindisi-Roma, chiederò il risarcimento, ma non basta. Non basta perché non è possibile che nel 2023 si debba assistere a scene di questo tipo, dove ci si sente realmente dimenticati da chi dovrebbe prendersi cura di noi in ragione della fiducia che riponiamo nella professionalità e nella competenza delle istituzioni, oltre che delle major del trasporto.
Tutto ciò tenendo sempre presente che, come nel mio caso, ci sono tante persone che accumulano un ulteriore tempo di viaggio dalla provincia di Taranto per raggiungere gli scali aeroportuali, non senza difficoltà logistiche per via della carenza di collegamenti.
I soldi torneranno indietro, ma i diritti dei viaggiatori dove sono? Questa la domanda che mi sono posto dopo aver dormito soltanto tre ore, per poi tornare puntuale a lavoro».
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Roberto Calienno, nostro concittadino reduce di una giornata ai limiti del paranormale per quello che doveva essere un semplice volo da Brindisi a Roma.
«Gentilissimo Direttore, scrivo alla vostra redazione in merito a un’esperienza a dir poco surreale vissuta presso l’Aeroporto del Salento lo scorso 27 marzo, con preghiera di pubblicazione sul vostro giornale online.
Premetto che sono abituato a viaggiare per lavoro e, purtroppo, mi è capitato spesso di essere soggetto a ritardi dei vettori o a inconvenienti tecnici che hanno causato lo slittamento dei miei programmi, ma quanto accaduto con Ryanair per il volo FR5843 da Brindisi-Casale a Roma-Fiumicino ha davvero dell’inverosimile, e desta non poca preoccupazione in merito ai diritti dei viaggiatori.
Il volo, schedulato per le ore 09.20, ha iniziato ad accumulare ritardo in partenza quando erano già iniziate le procedure d’imbarco ed eravamo diretti verso l’aeromobile. Il personale di terra ci ha, quindi, richiamato verso il gate, posticipando man mano l’orario di partenza fino alle ore 12.30 circa. Da quel momento in poi è stato il caos totale. Trascorse diverse ore, è stato consegnato a tutti i passeggeri un buono da ben 4 euro come “ristoro” per il ritardo accumulato, ma si sa: in aeroporto con questa cifra si fa ben poco, ed ha a malapena coperto l’ammontare di una colazione frugale a base di acqua, caffè e brioche, per un totale di 7 euro.
Con altri due sciagurati passeggeri abbiamo interpellato il personale di Polizia chiedendo aiuto, e questi si è dimostrato gentilissimo, presente e disponibile all’interno dell’aeroporto, in quanto nessun dipendente Ryanair e nessun responsabile o supervisore dello scalo si preoccupava di fornirci informazioni in merito allo sviluppo della vicenda. Centinaia di passeggeri letteralmente abbandonati dall’azienda irlandese che si è preoccupata soltanto di mandare messaggini con cui annunciava nuovi orari di partenza già superati dalle lancette dell’orologio, mentre di Aeroporti di Puglia nessuna traccia. Le Forze dell’Ordine ci hanno, quindi, consigliato di chiedere informazioni presso la biglietteria, uscendo dalla zona riservata ai gate. Purtroppo neanche il personale della biglietteria ha dimostrato responsabilità, professionalità e comprensione nei nostri confronti, liquidandoci con la “promessa” di mandare al gate il Responsabile dello scalo a conferire con i passeggeri, al fine di informarli.
Una volta superati i controlli per la seconda volta e raggiunto il gate, e dopo altri giri di lancetta, di questo Responsabile, figura diventata mitologica, neanche l’ombra. In compenso ben dopo l’ora di pranzo (in Irlanda forse non si usa pranzare), siamo stati omaggiati di un altro buono pasto da 4 euro. Rustichella e acqua: 10 euro.
Interpellata ancora una volta la forza pubblica presente al gate abbiamo preso atto che erano lì con lo scopo di “mantenere l’ordine pubblico”. Ma quale ordine pubblico? Persone educate, fin troppo, lasciate senza un briciolo d’informazione per un tempo infinito. Forse erano Ryanair e aeroporti di Puglia a dover aggiustare il tiro, di certo non noi passeggeri spazientiti, ma sempre corretti e rispettosi.
Giunto un aeromobile dalla Francia, siamo stati nuovamente invitati all’imbarco con un decollo previsto alle 16.05, ma una volta accolti i passeggeri, gli operatori Ryanar si sono accorti che ne mancavano 56, evidentemente rinunciatari. Mentre eravamo seduti in aereo, il personale di bordo ha effettuato un vero e proprio “appello” come a scuola, in quanto fino a quel momento nessuno si era preoccupato di prender nota di eventuali ammutinamenti da parte dei viaggiatori, ormai sfiancati. Come se non bastasse, il bagaglio di uno degli assenti era in stiva, e si è dovuta attendere un’ulteriore autorizzazione al decollo per questo motivo.
Alla fine siamo partiti alle 17.14 con 7 ore e 24 minuti di ritardo, giungendo a destinazione alle 18.07 con 7 ore e 42 minuti di ritardo. Tutto questo senza ricevere notizie ufficiali né persone di riferimento cui poter chiedere che cosa ne sarebbe stato di noi. La rabbia è tanta e il motivo è molto semplice: se trascorse le prime fasi del ritardo Ryanair e Aeroporti di Puglia fossero stati chiari, nonché rispettosi di noi viaggiatori, io e altri avremmo potuto decidere di raggiungere la medesima destinazione con un altro mezzo, evitando di passare un’intera giornata in aeroporto in una logorante attesa.
L’indifferenza, l’indolenza, il menefreghismo e la beffa di due ristori da 4 euro ciascuno, da spendere in un unico posto dove tutto costa tanto, senza nessuna forma di assistenza e di cura anche per persone che, magari, avevano particolari esigenze fisiche o sanitarie dovute alla propria condizione, lascia soltanto una grande amarezza e un enorme sconcerto per una tale violazione dei diritti del consumatore. Di certo chiederemo il rimborso che ci è dovuto in ossequio al Regolamento EU261, ma è poca cosa: i soldi si possono riavere, mentre la buona considerazione per il brand di un’azienda che fattura oltre un miliardo e mezzo di euro all’anno, non tornerà mai più».
Il comando NATO di Napoli (Support and Procurement Agency) ha annunciato ieri, attraverso il suo canale ufficiale di Twitter, di aver iniziato a spostare i container stoccati presso il suo Centro Operativo Meridionale nel porto di Taranto, per poi da lì spedirli in Turchia.
La notizia viene confermata anche dalla stessa società YILPORT Taranto San Cataldo Container Terminal: la società trasporterà 1000 container dai magazzini del Southern Operations Center della NATO a Taranto alla Turchia per il ricovero delle persone colpite dal terremoto. Yuksel Yildirim, presidente e CEO di YILPORT Holding, sta seguendo da vicino le operazioni. I primi 100 container sono arrivati a Taranto. I container trasportati al porto dovrebbero essere inviati in due spedizioni da 500 ciascuna. I container contengono tutte le attrezzature necessarie per le strutture di ricovero nel campo Nato che verrà allestito ad Hatay. Si tratta di un rifugio semi-permanente in grado di ospitare almeno 2.000 persone.
Incroceranno le braccia sabato 21 gennaio, dalle ore20:00 alle ore 24:00, i lavoratori di Kyma Mobilità (Amat). I motivi della forma di protesta, in particolare, riguardano le relazioni industriali con i vertici della società di trasporto interamente controllata dal Comune di Taranto e il tema della sicurezza degli autisti, di recente, vittime di alcune aggressioni da parte di violenti.
Pertanto venerdì 20 gennaio è stato indetto dalla UIL Trasporti un sit-in di protesta presso la sede di via Cesare Battisti 657 dalle ore 8:00 fino alle ore 16. A partire dalle ore 9:30 si svolgerà la conferenza stampa con gli operatori dell’informazione per meglio spiegare le ragioni che hanno portato le single sindacali FIT CGIL, UILTRASPORTI, UGL E SINAI all’ennesimo sciopero organizzato per sabato 21 gennaio. Al sit-in oltre UIL Trasporti di Taranto saranno presenti i rappresentati di ADOC Taranto e una nutrita delegazione di UIL Pensionati.
Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas per il Confederazione Cobas Sindacato di Classe, in rappresentanza dei lavoratori che operano nel servizio pulizie dei mezzi Amat, tornano ancora una volta sulla vertenza in atto.
Ricordando innanzitutto “l’incontro tenuto col presidente e la dirigenza Amat prima che la gara del nuovo appalto fosse pubblicata, funzionalmente alle esigenze del servizio ed alle legittime istanze dei lavoratori. In tale incontro le posizioni erano totalmente divergenti e le organizzazioni sindacali, dati alla mano, avevano richiesto un’ora di aumento contrattualea lavoratore assolutamente necessarie al completo espletamento del servizio. Amat incurante delle proposte sindacali ha pubblicato la gara che prevede lo stesso monte ore della gara attuamente in corso, nonostante aumenti generalizzati dei servizi ed in alcuni casi addirittura raddoppiati” affermano Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas per il Confederazione Cobas Sindacato di Classe.
Pertanto “chiedono un incontro urgentissimo per definire tale vertenza che può solo provocare disagi all’utenza ed al servizio, come si dimostrerà in sede di incontro, nonché malumore e malcontento fra i lavoratori. Si chiede inoltre che l’incontro si possa tenere in coincidenza del presidio dei lavoratori interessati ch si terrà domani martedì 8 novembre 2022 dall ore 11,00 in poi presso il Comune di Taranto“.
Nuovi servizi di Urban Air Mobility e nuove soluzioni per la loro integrazione nello spazio aereo sono stati sperimentati con successo a Grottaglie da ENAV, DTA, d-flight, Pipistrel, Techno Sky e NAIS all’interno del progetto CORUS-XUAM.
Abilitare operazioni con velivoli a pilotaggio remoto, tracciarne la rotta e informare la Torre di Controllo sono i nuovi servizi sviluppati da d-flight che hanno permesso il trasporto di materiale medico-sanitario tra il Grottaglie Airport Test Bed, l’avio superficie AEROTRE nei pressi di Manduria e l’area aperta nei pressi dell’ospedale di Manduria.
La sperimentazione aerea è stata realizzata in condizioni di sicurezza e ha incluso un velivolo cargo ad ala fissa di Pipistrel pilotato per il trasporto di un carico di natura medico/sanitaria da un hub centrale (l’aeroporto di Taranto/Grottaglie), fino all’aviosuperficie. All’arrivo del cargo una parte del carico è stato predisposto per l’operazione di consegna finale su di un drone, con massa al decollo di circa 25 Kg operato da Techno Sky che ha raggiunto l’area urbana di Manduria dimostrando così la capacità di operare in aree urbane. La dimostrazione italiana ha confermato che l’attuale stato di maturità tecnologica ed operativa dei sistemi per il coordinamento e l’interoperabilità del sistema nazionale di gestione dello spazio aereo e dello U-Space è già adeguato ad operare servizi di trasporto emergenziale con droni in aree periurbane e urbane.
Ieri poi, sono stati presentati, presso la sala Videoconferenza del Politecnico di Bari (via Amendola 126/B), saranno presentati i risultati raggiunti dai partner italiani all’interno del progetto CORUS-XUAM. Sono state anche discusse le sfide tecnologiche e i piani europei e nazionali per sviluppare nei prossimi anni.
Il progetto CORUS-XUAM è coordinato da EUROCONTROL e co-finanziato da SESAR Joint Undertaking tramite il programma Horizon 2020. I partner italiani sono: ENAV, DTA, d-flight, Techno Sky, Pipistrel, NAIS.
L’incontro odierno in Confindustria tra Eni, l’azienda G&A e i sindacati sulla vertenza relativa al trasporto del carburante segue di qualche giorno il confronto tenuto in Prefettura alla presenza dell’Usb come unica sigla sindacale presente in quella circostanza, e soprattutto dopo l’iniziativa di protesta che ha visto per sette giorni, circa 80 camion fermi davanti ad uno dei varchi della raffineria.
Franco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto, commenta così: “Abbiamo aggiunto un altro, importante tassello a questo mosaico e soprattutto abbiamo cristallizzato il principio secondo cui il lavoro resta sul territorio, confermando storicamente quello che è stato su Taranto il servizio di trasporto del carburante. Tutto ciò a salvaguardia delle compensazioni che le grandi industrie devono continuare a dare, rispetto a tutti riflessi negativi che derivano dalla loro presenza sul territorio. Abbiamo vissuto questa fase come uno scippo, da qui la decisione di mettere in piedi una iniziativa energica; oggi ci viene restituito il maltolto. Attendiamo l’ufficialità dopo il confronto tecnico tra le società ed i consorzi per poter dire definitivamente che sono garantiti ai lavoratori locali pari dignità e diritti, ed in primis la possibilità di continuare ad operare. Siamo lieti inoltre del fatto che questa volta il tavolo sia stato aperto a tutti i sindacati e, grazie al lavoro condiviso con le altre organizzazioni, con ogni probabilità nella vertenza verrà tirata dentro anche Italiana Trasporti che in passato si è occupata del trasporto del bitume”.