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  • “Acciaierie d’Italia riattivi condizionatori d’aria”

    “Acciaierie d’Italia riattivi condizionatori d’aria”

    Dopo l’Usb Taranto, anche l’Ugl Metalmeccanici ha scritto ad Acciaierie d’Italia per denunciare la “mancata osservanza dei requisiti previsti dal Testo Unico sulla Sicurezza sui Posti di Lavoro riguardanti le condizioni del Microclima e delle Temperature negli Ambienti di Lavoro”.

    L’organizzazione sindacale ricorda che la norma “prevede che la temperatura nei locali di lavoro chiusi, come ad esempio gli uffici, per i quali la Direzione Aziendale ha predisposto la disattivazione degli impianti di condizionamento aria, debba essere compresa tra 21 e 23° C, temperature ben più basse di quelle che si raggiungono durante le ore lavorative nonché di quelle percepite, in considerazione della elevata umidità associata alle stesse”.

    Il sindacato richiede quindi “il ripristino immediato degli impianti di condizionamento disalimentati, al fine di evitare conseguenze negative alla salute ed al benessere psico-fisico dei lavoratori. Il perpetuarsi di tale situazione vedrà costretta la Ugl Metalmeccanici a intervenire attraverso le autorità competenti”.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/02/__trashed-6/)

  • Ex Ilva in AS, progetto Lpu in stallo

    Ex Ilva in AS, progetto Lpu in stallo

    Si è svolta ieri una videocall sulla situazione dei lavoratori ex Ilva in Amministrazione Straordinaria, conclusasi con un rinvio ad un nuovo incontro, questa volta in presenza,in Regione, per venerdì della prossima settimana. Per l’Unione Sindacale di Base, è stata occasione “per ribadire la sua proposta: in attesa della definizione del progetto dei Lpu, corsi di formazione ai quali i lavoratori dovranno aderire su base volontaria con una indennità oraria di 8 euro per 60 ore mensili“.

    Il coordinatore provinciale dell’Usb Taranto, Franco Rizzo, ha sottolineato “che i Lpu dovranno partire non sul modello di Genova, che richiederebbe un percorso piuttosto lungo, ma con un progetto sperimentale per sei mesi, finanziato dalla Regione. Ciò per dare tempo necessario al Governo perché possa intanto trovare la via per renderlo strutturale“.

    Rizzo ha chiesto che “i lavori di pubblica utilità partano non più tardi del 15 settembre. A stretto giro invece, i corsi di formazione da fare on line per evitare ulteriori spese per i lavoratori e perché vengano garantiti anche in caso di una nuova ondata di Covid. Altra richiesta Usb quella di garantire la continuità dei corsi fino al momento in cui sarà pronto per partire il progetto dei Lpu”.

    Intanto, sempre nella giornata di ieri, “l’Usb ha incassato un altro successo: il giudice del lavoro ha ordinato ad Acciaierie d’Italia l’assunzione di un altro lavoratore estromesso dalla nota graduatoria di ArcelorMittal in base a valutazioni del tutto arbitrarie. Il numero dei lavoratori che sono rientrati in fabbrica per decisione del giudice del lavoro, come dipendenti prima di ArcelorMittal e ora di Acciaierie D’Italia, è di circa 30 unità” conclude il coordinatore provinciale dell’Usb Taranto, Franco Rizzo.

    “Dall’incontro è emersa una situazione di stallo e per questo abbiamo rinnovato la richiesta di presentare un report completo che definisca dettagliatamente i contenuti, le tempistiche ma soprattutto gli attori del progetto“. E’ quanto sottolinea la segreteria Ugl Metalmeccanici di Taranto riferendosi al tavolo, in seno alla task force regionale per l’occupazione, che si è svolto ieri pomeriggio in relazione al ‘Progetto pilota per la riqualificazione professionale dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore di Ilva in amministrazione straordinaria’.

    “Tale progetto – spiegano il segretario confederale Ugl Alessandro Calabrese e Alessandro Dipino in rappresentanza della segreteria provinciale – dovrebbe prevedere una prima fase di formazione per i lavoratori ai quali verrà corrisposta una indennità di frequenza il cui importo sarà da concordare con la Regione Puglia. Abbiamo ribadito che è essenziale dare un contributo economico ma anche una formazione adeguata, considerate le nuove tecnologie e i progetti innovativi che le aziende si apprestano a realizzare”.

    Secondo l’Ugl, è “fondamentale l’utilizzo degli operai per i Lavori di pubblica utilità, unico strumento che consente di restituire loro la propria dignità. Stante la situazione di impasse riscontrata, l’assessore regionale al Lavoro Leo si è personalmente impegnato nella riconvocazione del tavolo entro la prossima settimana, al quale sarà presentato il progetto e, attraverso la possibilità di un incontro in presenza, al quale sarà invitata anche l’autorità di gestione, al fine di trattare tutte le questioni pendenti”.

    (leggi tutti gli articoli sul progetto Lpu lavoratori ex Ilva in AS https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva+lpu&submit=Go)

  • Usb e Ugl chiedono chiarezza su futuro ex Ilva

    Usb e Ugl chiedono chiarezza su futuro ex Ilva

    “Giovedì 10 marzo, nell’incontro tenuto in Confindustria, a Roma, su richiesta specifica di Acciaierie d’Italia con l’intento preciso di avviare la procedura di cassa straordinaria per 12 mesi, abbiamo assistito ad un teatrino piuttosto deprimente. In buona sostanza si chiede ai lavoratori di fare ancora sacrifici: fatto che ci preoccupa non poco”. Questo il commento del Coordinamento USB Acciaierie d’Italia, il giorno dopo l’incontro presso la sede di Confindustria a Roma, tra l’azienda e i sindacati metalmeccanici.

    “Ci è stato illustrato che, nel contesto attuale particolarmente problematico a causa del Covid-19 e della guerra che coinvolge l’Est Europa, la situazione economica dell’azienda è comunque positiva, considerati i 4,4 milioni di tonnellate di produzione, ed il possibile incremento nei prossimi due anni fino a 6 milioni di tonnellate, con l’aumento del 40% delle spedizioni sulle verticalizzazioni dei prodotti finiti. In questo contesto però, ci chiedono di avallare una cassa integrazione per 3000 dipendenti, dimenticando di fatto il piano industriale sottoscritto il 06/09/2018 che garantiva la realizzazione di un piano ambientale condiviso con la Commissione europea, dopo sei mesi di attenta valutazione, e dopo diversi atti che avrebbero dovuto soddisfare le richieste della Regione Puglia e del Comune di Taranto. In quel piano si prevedeva, per portare la produzione a 6 milioni di tonnellate, l’impiego di 8200 lavoratori a Taranto, ed il ritorno dei lavoratori ex Ilva in As nel ciclo produttivo, entro il 2023/2025. Oggi queste aspettative di fatto vengono disattese, visto che i quasi 2000 lavoratori ex Ilva in AS tra Taranto e Genova non vengono nemmeno menzionati e intanto si fa richiesta di ulteriori 3000 unità da porre in cassa integrazione. Di fronte a tutto ciò, il “piano” biennale che ci è stato presentato non ci sembra garantire un futuro alla società e soprattutto ai lavoratori. Serve assolutamente un confronto con il Governo, oggi assente, che chiede di rimandare il possibile passaggio di proprietà azionaria, permettendo ulteriori tagli senza avere nessuna strategia industriale. Come USB, pretendiamo garanzie per tutti i lavoratori con un piano industriale che permetta di attuare un accordo di programma per la riconversione ecologica e per il futuro dei lavoratori” concludono dal Coordinamento USB Acciaierie d’Italia.

    EX ILVA: SPERA “PIANO INDUSTRIALE STENTA A DECOLLARE”

    “Nel rispetto del piano industriale che ancora stenta a decollare, occorre chiarire ruoli e funzioni legate alle criticità del piano stesso”. Lo dichiara il segretario nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera, che ieri insieme al vicesegretario nazionale con delega alla Siderurgia, Daniele Francescangeli, ha partecipato all’incontro con la dirigenza di Acciaierie d’Italia nella sede nazionale di Assindustria per discutere della richiesta di cassa integrazione straordinaria per circa tremila dipendenti.

    “C’è bisogno di maggiore trasparenza in merito alla reale necessità di un così esteso impiego della cassa straordinaria chiesta dall’azienda, con il fine di raggiungere gli obbiettivi strategici per la competitività produttiva e qualitativa, legati alle priorità degli investimenti già fissati in precedenza”. Nel corso dell’incontro, è stato illustrato infatti lo stato di avanzamento degli investimenti fissati nel crono programma. I vertici aziendali hanno dichiarato che dal 2022 c’è stato un rafforzamento, dal punto di vista ambientale, di un 40% in più sulle spedizioni e un aumento della qualità del prodotto finale. La AD Morselli e il responsabile del personale, Cascioli, hanno ribadito che a tutt’oggi non ci saranno più riorganizzazioni nel personale presente e anche la grande difficoltà legata all’approvvigionamento delle materie prime, a causa dell’innalzamento dei costi dovuti alla guerra in Ucraina. “Alla luce della complessità e dell’importanza delle questioni trattate, riteniamo fondamentale l’avvio di un percorso di confronto per facilitare il rispetto di un accordo che, ad oggi, sembrerebbe essere messo in discussione”, conclude Spera.

    (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/10/ex-ilva-la-vera-svolta-puo-attendere-1/)

  • “Ex Ilva, serve un ponte tra fabbrica e città”

    “Ex Ilva, serve un ponte tra fabbrica e città”

    Nella tarda mattinata di ieri, le OO.SS. hanno incontrato il nuovo Direttore Generale di Acciaierie d’Italia, il dott. Marcello Sorrentino, così come preannunciato dall’ordine di servizio che nei giorni scorsi è stato emanato e che comunque ha ribaltato ciò che dovrebbe essere, nella normalità delle cose, l’ordine temporale, ossia presentare le modifiche organizzative alle OO.SS. prima che all’intera platea dei lavoratori. Ma questa è un’altra storia. Il dott. Sorrentino ci ha rappresentato il proprio trascorso in Fincantieri, in cui ha ricoperto ruoli legati alle Relazioni Industriali, Istituzionali e di Finanza Agevolata, è stato AD di Fincantieri Infrastructure, consolidando la presenza nel settore delle infrastrutture attraverso il completamento in tempi record del nuovo Ponte di Genova e la costruzione in Romania, del Ponte sul Danubio, il terzo ponte sospeso più lungo d’Europa, aggiungendo che il ponte di Genova è stato possibile realizzarlo, perché “tutti hanno remato nella stessa direzione”. Cosi una nota della Segreteria Provinciale UGL Metalmeccanici Taranto commenta l’incontro avvenuto ieri.

    Ed è proprio da questa affermazione che la Ugl Metalmeccanici, rappresentata da Alessandro Dipino, ha tratto spunto per il proprio intervento. “Nel farle gli auguri per aver accettato questa sfida non facile, mi permetto di rubare la sua affermazione circa il modo in cui, in Fincantieri, siate riusciti a raggiungere l’obiettivo, ossia remando tutti quanti nella stessa direzione”, ha esordito Dipino. “Un concetto sacrosanto in quanto è necessario il coinvolgimento delle persone, perché l’azienda da sola non va da nessuna parte senza il coinvolgimento dei lavoratori. Però questo è quello che si è perso almeno negli ultimi due anni se non dall’avvento di ArcelorMittal. Ciò che si è perso è il senso di appartenenza, tant’è vero che all’esterno dell’azienda i lavoratori preferiscono omettere di dire dove lavorino, perché non si sentono partecipi dell’azienda in cui lavorano, in quanto trattati male. Non si raggiungono gli obiettivi se il lavoratore non lo si consapevolizza sull’importanza delle attività che svolge e che quindi Insieme si debbano e possano perseguire gli obiettivi. Quello di ieri è stato l’ennesimo degli incontri svoltisi a seguito dei quali si è sempre maturata la speranza che dall’indomani le cose potessero cambiare“.

    “Ma qual è la mission e la vision di questa azienda”, ha proseguito Dipino, “dove si vuole andare, che cosa si vuole fare per questa azienda, in quanto si vede tutto ed il contrario di tutto. Si assiste al coinvolgimento di tanti manager ma non si è visto e non si vede di contro una reazione commisurata a quello che è l’investimento in queste risorse, dando l’impressione che l’azienda viva alla giornata”. “Facendo un parallelismo con il ponte di Genova”, continua Dipino, “dovremmo costituire un ponte tra questa azienda e la città, un legame che si è deteriorato e per costruire questo dobbiamo creare un legame forte, innanzitutto con i lavoratori per poi costruire un legame altrettanto forte con la città, altrimenti si continua ad assistere soltanto ad una lotta tra due fazioni contrapposte”.

    “Queste sono le risposte che vorremmo alle domande che ci poniamo, ossia cosa vuole fare da grande l’azienda, dove vogliamo andare, perché non è possibile che da oltre 2 anni si continui a tenere il personale in cassa integrazione, molto spesso anche a causa di scelte poco felici da parte dell’azienda che ricadono solo ed esclusivamente sui lavoratori, creando un distacco sempre più grande” ha concluso la UGLM.

    “Sorrentino ha accolto e ritenute ragionevoli e sensate le richieste rivolte, seppur ritenendo ingiuste le accuse mosse all’attuale gestione e ritenendo non corretto fornire risposte circa situazioni e comportamenti che vengono da lontano – prosegue la nota dell’UGL -. La presenza di vincoli essenzialmente di natura Ambientale dai quali non si può prescindere oltre ad una gestione che ha registrato una totale deresponsabilizzazione ad ogni livello, anche politico ed istituzionale, ha determinato una situazione che ora richiede lo sforzo di tutti per dare solidità all’azienda e costruire qualcosa insieme. Quindi è necessario portare lo stabilimento ad essere competitivo, efficiente, produttivo per creare e distribuire ricchezza, nella tutela dell’ambiente e della sicurezza dei lavoratori.

    “Non serve un uomo al comando” ha affermato il Dott. Sorrentino, “ma deve essere un concorso di forze per esprimere una strategia”. “Non sono venuto qui per fare il becchino” ha concluso il Direttore Generale Sorrentino, “ma il nuovo management, che al momento non ha la titolarità della realtà produttiva, dovrà cercare di creare le premesse per esprimere le proprie volontà e competenze”.

    UGL Metalmeccanici “ancora una volta vuole essere fiducioso ed accoglie positivamente i propositi annunciati, rivolgendo gli auguri di buon lavoro al nuovo Direttore Generale, con l’auspicio che si possa da subito registrare una svolta decisiva ed intraprendere un percorso serio e volto alla risoluzione di questa situazione oramai insostenibile” conclude Alessandro Dipino Segreteria Provinciale UGL Metalmeccanici Taranto.

    (leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

  • Ex Ilva, Usb e Ugl: “Azienda avulsa dalla realtà”

    Ex Ilva, Usb e Ugl: “Azienda avulsa dalla realtà”

    “Ennesimo incontro in cui a parlare è solo l’azienda e in cui non viene lasciato nessuno spazio alla possibilità di confrontarsi sui contenuti. Iniziato alle 11.30, terminato intorno alle 13.00. Nell’incontro con i sindacati il Responsabile delle Risorse Umane di Arcelor Mittal, Francesco Zimbaro, ha comunicato l’avvio di nuova cassa integrazione causa Covid per 13 settimane per 3.500 unità, con una previsione di produzione di ghisa che si aggira sulle 16.000 tonnellate al giorno”. Così in una nota Alessandro D’Amone Coordinamento esecutivo Usb Taranto, dopo l’incontro odierno tra azienda e sindacati.

    “Si riparte dunque, tranne qualche reparto ancora fermo (Treni Lamiere, Treno Nastri 1, 70% Laminatoio a freddo, 70% Finitura Nastri), con una attività all’interno dello stabilimento quasi a regime, senza che siano stati fattiinterventi di manutenzione mirati a ristabilire condizione di sicurezza tali da garantire un ambiente di lavoro meno precario. A fronte delle ultime dichiarazioni dell’ ad di Arcelor Mittal che parla di un’azienda in salute e di un mercato dell’acciaio vivace, ci aspettavamo dall’incontro odierno un segnale distensivo, quindi quasi un azzeramento dei numeri di cassa integrazione. Ci ritroviamo invece di fronte agli stessi atteggiamenti e la stessa mancanza di prospettiva – prosegue D’Amone -. Di fronte a tutto ciò, Usb rimanda al mittente la richiesta di ulteriore cassa integrazione e chiede al Governo un incontro urgente al fine di sbloccare una situazione che va avanti da troppo tempo e che scarica sui lavoratori le responsabilità di una gestione priva di alcuna logica condivisibile. Si apra dunque una vera trattativa per mettere al centro gli interessi delle persone: la questione ambientale, la cassa integrazione, la deregulation dell’appalto” conclude Alessandro D’Amone Coordinamento esecutivo Usb Taranto.

    Questa mattina le organizzazioni sindacali e l’azienda si sono riunite per dare avvio al nuovo procedimento di Cassa Integrazione Guadagni Emergenza Covid, facendo seguito a quanto stabilito nella seduta del Consiglio dei Ministri del 15 luglio 2021 che consente di usufruire di ulteriori 13 settimane di CIGO COVID-19 per le imprese con più di 1000 lavoratori in stabilimenti ritenuti strategici, andando a sostituire la cassa integrazione ordinaria discussa lo scorso 23 giugno 2021.

    Essa interesserà un numero massimo di 3500 lavoratori e decorrerà retroattivamente a far data dal 28 giugno 2021 e fino al 26 settembre, oppure dal giorno 5 luglio 2021 fino al 3 ottobre, sulla base di quelle che saranno le l’indicazione fornita dall’INPS.

    “È stato dato l’avvio all’incontro facendo il punto della situazione degli asset produttivi dei vari impianti che, con la ripartenza di AFO/4 a regime produrrà circa 15000 tonnellate di ghisa giornaliere; si continuerà con questo battente anche con la fermata entro il 31 agosto 2021 della Batteria 12, essendo stato respinto il ricorso al TAR del Lazio da parte di Acciaierie d’Italia. Pertanto, lo scenario per i prossimi mesi dovrebbe essere presumibilmente il seguente: TNA/2 fermata programmata dal 02/08/2021 al 11/08/2021; PLA ripartenza prevista il 23/08/2021 per fermarsi i primi giorni di settembre per circa 2 settimane e poi ripartire; ERW fermata a partire da 02/08/2021 per ripartire il 1° turno del 23/08/2021; Decatreno in marcia la settimana dal 02/08/2021 al 09/08/2021 ed in fermata per le successive 3 settimane; Decapaggio ripartenza prevista per il 30/08/2021; Zincatura 2 fermata prevista dal 16/08/2021 sino al 05/09/2021″. Così in una nota Alessandro Dipino della segreteria provinciale UGL Metalmeccanici Taranto.

    “Al fine di discutere e giungere ad un possibile accordo, ancora una volta è stata richiesta l’integrazione salariale per i lavoratori posti in CIGO, così come la rotazione degli stessi in maniera equa al fine di ridurre l’impatto economico sempre sui medesimi lavoratori, ma inutilmente. UGL Metalmeccanici ha chiesto almeno di valutare la possibilità di ridurre il numero dei lavoratori da porre in CIGO COVID e ha sollevato ancora una volta la questione etica e morale calpestata dai ripetuti e continui ingressi in azienda di personaggi chiamati a supporto e, in alcuni casi, in sostituzione di figure di responsabili già presenti nello stabilimento – prosegue Dipino -. Tale atteggiamento serve esclusivamente a creare ulteriore malcontento tra i lavoratori da cui imprescindibilmente deriva un ulteriore danno, sia in termini prestazionali, sia economici. Ancora una volta l’azienda si è dimostrata avulsa dalla realtà della fabbrica e pertanto, non avendo ottenuto alcunché tra le richieste formulate e avendo ancora una volta la percezione che Acciaierie d’Italia prosegua il proprio cammino tra gli stessi solchi segnati dalla gestione ArcelorMittal, nonostante la formalizzazione dell’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, non si sono intraviste le condizioni per addivenire ad alcun accordo” conclude Alessandro Dipino della segreteria provinciale UGL Metalmeccanici Taranto.

  • Ex Ilva, Ugl: “Azienda apra ad istanze dei sindacati”

    Ex Ilva, Ugl: “Azienda apra ad istanze dei sindacati”

    “Alla presenza del nuovo direttore dello Stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto, Vincenzo Dimastromatteo, si è aperto l’incontro odierno tra la direzione aziendale e le OO.SS. per affrontare i temi oramai in sospeso da tempo e per i quali si attende una risposta”. Così segreteria provinciale UGL Metalmeccanici Taranto.

    Nell’incontro si è affrontato la questione CIGO, che con il cd. Decreto Sostegni bis (Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73), il governo non ha inteso prorogare la Cassa Integrazione COVID per le aziende che nel primo semestre dell’anno 2021 hanno subito un calo del fatturato del 50 per cento rispetto al primo semestre dell’anno 2019. Infatti, l’azienda ha dichiarato che la perdita di fatturato registrata nel periodo di riferimento oscillerebbe tra il 25% ed il 30% e pertanto la stessa si vedrà costretta ad intraprendere la via della Cassa Integrazione Ordinaria in deroga. Per ottenere questo è necessario addivenire ad un accordo con le OO.SS., che in maniera unitaria hanno richiesto il rispetto di alcuni parametri: Rotazione di tutto il personale in CIGO; Fornire le stesse opportunità produttive per tutti gli impianti similari o gemelli, sia interni allo stabilimento (TNA/1, ACC/ 1), sia con le verticalizzate (LAF/TA, LAF Genova-Novi Ligure); Rinsaldare i rapporti delle Relazioni Industriali oramai abbandonate; Ridiscutere le Comandate di Sciopero; Integrazione al reddito”.

    UGL Metalmeccanici, rappresentata da Alessandro Dipino, ha voluto rimarcare tre aspetti “che per UGLM sono altresì importanti: Ricevere un timing delle attività di ripartenza impianti e delle attività Manutentive, vista la costituzione delle Neonata Direzioni di Manutenzione, così come già richiesto nel precedente incontro del 11 maggio scorso; Comprendere quale sia la strada che Acciaierie d’Italia voglia intraprendere per le attività al momento affidate a terzi (Es. Frigoristi, SIA, Serramentisti, ecc.); Gestione delle Giornate di Ferie convertite unilateralmente in CIGO COVID-19″.

    “L’azienda ha risposta in maniera vaga rendendosi disponibile al confronto su ciascun punto ad eccezione dell’integrazione salariale e dichiarando che la ripartenza dell’Altoforno nr. 4 dovrebbe permettere la ripartenza di numerosi impianti, sbilanciandosi anche su una ipotetica ripartenza del Tubificio Longitudinale nr. 2. Sul tema dei licenziamenti degli ultimi mesi, al contrario Ad’I è stata irremovibile dichiarando che gli errori commessi dai lavoratori sono stati accertati e che pertanto risultano, dal proprio punto di vista, doverosi. La palla passerà ora all’A.D. Lucia Morselli che ha chiesto di incontrare le OO.SS. per ascoltare le istanze proposte e dalla quale, si auspica, poter ricevere risposte più concrete. UGL Metalmeccanici vuole cogliere positivamente tale apertura ma senza abbassare la guardia contro chi sinora ha soltanto preso dai lavoratori senza mai dare alcunché di positivo” concludono dall’Ugl Metalmeccanici.

     

  • Ex Ilva in AS, prosegue confronto sindacati e Regione

    Ex Ilva in AS, prosegue confronto sindacati e Regione

    Si è svolta stamane una nuova riunione presso la task force regionale per l’occupazione, in merito ai cassintegrati ex Ilva in As. Secondo quanto riportato in una nota dell’Usb Taranto, la Regione ha ribadito che i LPU, pensati per questa parte di lavoratori, non hanno nulla a che vedere con i Lavori Socialmente Utili (LSU).

    Usb ha ribadito “che i Lpu non devono essere intesi come sostitutivi del reinserimento in fabbrica dei circa 1.800 lavoratori, ma come intervento che consentirà di accompagnarli fino al ritorno alla normalità, al fine di garantire loro una retribuzione dignitosa grazie alla somma tra cassa integrazione e appunto Lpu. D’intesa con altre organizzazioni sindacali, Usb provvederà a breve ad inviare una serie di proposte alla Regione e al Ministero del Lavoro  al fine di fornire un contributo per il superamento delle varie crisi occupazionali. L’ente ha inoltre proposto l’allargamento delle stesse opportunità anche ad altri lavoratori, ipotesi che l’Unione Sindacale di Base aveva immaginato e che quindi ritiene utile al fine di mettere in sicurezza gli altri cassintegrati sul  territorio jonico”.

    “La Regione ha intanto pensato ad una integrazione dello stipendio di un ulteriore 10% per alcune attività che potrebbero essere affidate a questi lavoratori a fronte di progetti presentati. Riferita intanto la ben avviata interlocuzione con i vari Ministeri. Bisognerà ancora percorrere tanta strada, ma il fatto che siano già stati fissati nuovi incontri fa ben sperare che ci sia la volontà politica. Una buona notizia per i lavoratori ex Taranto Isola Verde. La Regione ha preannunciato che ci saranno a breve sviluppi per definire, di concerto con i Ministeri, la situazione della forza lavoro coinvolta in questa vicenda” concludono dall’Usb Taranto.

    Sulla riunione è intervenuta anche la UGL di Taranto, rappresentata dal Segretario Confederale, Alessandro Calabrese e da Alessandro Dipino per la Segreteria Provinciale Metalmeccanici.

    “Per la Regione Puglia era presente il Presidente della Task Force Regionale Leo Caroli con il suo Staff, il quale in apertura ha evidenziato l’intesa tra la Regione Puglia e il Governo, sull’avvio di questo progetto, in cui la stessa dovrà finanziare la riqualifica dei lavoratori ed il governo finanziare i progetti. Un vero e proprio patto tra Governo e Regione, attraverso il quale potrà essere emanato un avviso ai lavoratori e ad eventuali enti di formazione a cui potersi candidare” si legge nella nota dell’Ugl.

    “È stato altresì sollevata una questione etica: se estendere lo sviluppo di tale progetto anche alla platea esterna ai lavoratori cassintegrati dell’ILVA in A.S. Nell’intervento la UGL di Taranto, è stata posta l’attenzione sulle tempistiche, Calabrese ha affermato che tali idee nello stesso anno 2018 sono state avanzate e sottoscritte, affinché vi fosse il coinvolgimento dell’intera platea lavorativa, nell’arco degli anni prestabiliti dall’accordo”. Ha proseguito Calabrese “quindi è necessario, dopo aver perso del tempo, che sia effettuato uno studio nel dettaglio per erogare percorsi formativi, non fini a sé stessi né tantomeno finalizzati alla mera integrazione salariale ma che siano parte interante di un progetto con un obbiettivo ben definito, è pertanto necessario fare un accordo che ponga le basi per creare quella professionalità necessaria e creare le figure professionali che possano essere integrate nell’ex ArcelorMittal e non solo, oggi Acciaierie d’Italia, in quanto a dire dell’azienda, è costretta a ricercare figure ad hoc all’esterno, poiché tali professionalità non sono facilmente individuabili nel bacino dei Lavoratori dell’ILVA in A.S. Per fare ciò è necessario conoscere quali siano le figure professionali richieste”.

    Conclude Calabrese:”Oramai Ilva in AS, non è l’unico problema relativo alla provincia di Taranto e seppur sia in ordine di grandezza quello più rilevante, è importante estendere tali possibilità a tutto il territorio, partecipate di Ilva in AS ed esterne a questo perimetro. I lavoratori per noi hanno lo stesso diritto anche fuori da Ilva. Il presidente Caroli al termine dell’incontro ha avanzato l’ipotesi di un “accordo di programma” per parlare dei lavori di pubblica utilità integranti alla cassa integrazione, sia per i lavoratori di ILVA in A.S., ma anche per quelli esterni a questo recinto, un accordo che dovrà prevedere necessariamente il coinvolgimento dei ministeri competenti, della Regione Puglia, di ILVA in A.S. ed il cui fine deve essere quello di traguardare le qualifiche professionali, anche in vista del nuovo assetto tecnologico e della nuova governance societaria. Regione Puglia pertanto, attraverso il Presidente Caroli, si assume l’impegno di interloquire con il governo per la finalizzazione di tale percorso con le OO.SS. territoriali, previa l’individuazione di tutte le qualifiche necessarie allo sviluppo della neocostituita Acciaierie d’Italia e delle altre società esterne” conclude l’Ugl Taranto.

  • Ex Ilva, Ugl e Usb: “Già spesi i 400 milioni di Invitalia”

    Ex Ilva, Ugl e Usb: “Già spesi i 400 milioni di Invitalia”

    “E’ con questa frase che potremmo sintetizzare l’esito dell’incontro tenutosi oggi tra le Organizzazioni Sindacali e la direzione del personale e le relazioni industriali della neocostituita Acciaierie d’Italia (altro…)

  • Acciaierie d’Italia annuncia ripartenza tubificio

    Acciaierie d’Italia annuncia ripartenza tubificio

    La società Acciaierie d’Italia ha comunicato alle organizzazioni sindacali che a partire da mercoledì 5 maggio ripartirà l’attività del tubificio Erw dello stabilimento siderurgico di Taranto. La produzione sarà articolata su 5 turni settimanali. Da lunedì 3 maggio è previsto il rientro al lavoro dalla cassa integrazione di 32 unità lavorative e da martedì 4 rientreranno altri 43 lavoratori (28 di esercizio e 15 di manutenzione).

    “La speranza – sottolinea in una nota Alessandro Dipino della Ugl metalmeccanici – è che ci sia una concreta continuità operativa e che finalmente, dopo anni, ci sia la reale volontà di riacquisire una fetta di mercato importante ed estremamente redditizia, che per incomprensibili motivazioni si era scelto di abbandonare”. 

  • Ex Ilva Taranto, Spera (Ugl): “Una fabbrica al collasso”

    Ex Ilva Taranto, Spera (Ugl): “Una fabbrica al collasso”

    “Facendo seguito all’intervento presentato dalla scriventeUgl in data 31 luglio u.s. c/o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Taranto, con la quale venivano denunciate le discriminazioni attuate nei confronti dei lavoratori in materia di applicazione della Cigo Covid-19, più volte segnalate attraverso comunicati all’indirizzo dell’azienda ArcelorMittal, si vuol riportare all’attenzione quanto ancora stia accadendo in fabbrica: in data 18 settembre ArcelorMittal, in maniera unilaterale, decideva di ridurre ulteriormente il regime produttivo adducendo quale motivazione quella della riduzione degli ordini”. Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici Antonio Spera.

    “Tale atteggiamento che si protrae dal mese di luglio del 2019 ed esasperato con l’emergenza Covid a partire da febbraio 2020, sta minando la stabilità economica e psicologica dei lavoratori, sia diretti sia dell’indotto, senza dimenticare coloro che sono in ILVA ancora in Amministrazione straordinaria. Vorremmo evidenziare – prosegue  Spera – la casualità ha voluto che due nostri colleghi lavoratori in ArcelorMittal, abbiano deciso di porre fine alla propria esistenza e che solo per fatalità non si è dovuto piangere le spoglie di altri colleghi a causa dei numerosissimi incidenti che sono e continuano ad accadere nello stabilimento, a causa della mancanza di manutenzione degli impianti oramai degradati. In merito all’applicazione della Cigo Covid-19, per la quale ricordiamo non esserci accordo sindacale e gestita in maniera del tutto arbitraria da parte di ArcelorMittal, la legge stabilisce che ‘*l’omessa determinazione dei criteri di rotazione del personale da sospendere comporta l’illegittimità del provvedimento di concessione del trattamento’*. Inoltre l’erogazione della stessa viene effettuata sic et simpliciter da INPS, senza che la stessa verifichi i corretti criteri di applicazione.

    “Inoltre, sempre per dovere di cronaca, – prosegue Spera – si vuol rammentare che in data 15 novembre 2019 la Procura di Milano ha aperto un fascicolo atto ad accertare se nell’esecuzione del contratto di affitto dell’ex Ilva, siano state attuate condotte rilevanti sul piano penale che abbiano causato un eventuale depauperamento del ramo d’azienda a cui ha fatto seguito il 16 novembre 2019, un atto da parte della Procura di Taranto che ha aperto un’inchiesta, modello 44 contro ignoti, traendo spunto dal ricorso dei commissari Ilva su ArcelorMittal per la gestione del siderurgico, ipotizzando il reato contemplato nell’art. 499 del Cod. Pen. di distruzione di materie prime o di mezzi di produzione con danno all’economia nazionale. In tutto questo si denuncia la latitanza del Governo che, tra false promesse ed esternazioni propagandistiche elettorali, non vuole o non riesce ad affrontare una vertenza come quella in questione in modo serio e risolutivo che possa, e debba, placare il clima di rabbia ed evitare una carneficina sociale, se non una bomba sociale senza precedenti”.

    “I lavoratori diretti dello stabilimento, dell’indotto e dell’ILVA in Amministrazione Straordinaria sono stati lasciati soli, alla mercé di una multinazionale oramai lontana dai ‘buoni propositi’ iniziali e arroccata su posizioni totalitarie alle quali ne il Governo, ne la Magistratura, ne l’INPS intervengono per porre in essere le giuste azioni di salvaguardia dei lavoratori e delle loro famiglie, dei cittadini di Taranto ma anche della fabbrica, che è ancora di proprietà dello Stato Italiano – conclude Spera -. Per quanto sopra riportato in maniera sintetica ma supportata da elementi oggettivi, l’Ugl Nazionale Metalmeccanici chiede l’intervento urgente degli organi competenti tutti per riportare a condizioni di normalità il sito produttivo di Taranto, così come quello di Genova e Novi Ligure, ed evitare azioni fuori controllo che non possono che esasperare ancor di più gli animi”.