ArcelorMittal, Fim e Uilm in sciopero per i Dpi. La Fiom sceglie strada diversa. Azienda rassicura

 

Per 24 ore il 13 settembre per 'carenza inaccettabile dei Dispositivi di protezione individuale'. Fiom invita singoli lavoratori all'astensione
Posted on 03 Settembre 2019, 16:45
3 mins

Le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) di Fim Cisl e Uilm hanno proclamato uno sciopero di stabilimento al siderurgico ArcelorMittal di Taranto, della durata di 24 ore, a partire dalle 7 del 13 settembre, per protestare contro la “consumata e consolidata condizione di carenza assoluta e inaccettabile dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi) all’interno della fabbrica” si legge in una nota congiunta delle due organizzazioni sindacali. Per le quali sono “insufficienti e non risolutive le timide iniziative intraprese da codesta azienda per contrapporre una storica anomalia indiscutibilmente nevralgica per l’adeguato proseguimento delle attività“. Nei giorni scorsi erano infatti sorte polemiche in seguito alla comunicazione dell’azienda della consegna dei nuovi Dpi-indumenti da lavoro dotati di microchip per memorizzare il numero di lavaggi effettuati, la taglia e la portineria a cui far tornare ogni capo. 

Di diversa impostazione invece la presa di posizione della Fiom Cgil. “Si invitano i lavoratori a cui non sono stati forniti dall’azienda tutti i dispositivi di protezione individuale idonei allo svolgimento delle proprie mansioni ad astenersi dallo svolgere le attività lavorative“. Lo sottolinea in una nota la Rsu della Fiom Cgil, che rileva “la periodica assenza di Dispositivi di protezione individuale (Dpi) nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto“. La Fiom fa inoltre presente che “il datore di lavoro, ai sensi dell’art. 18 del D. Lgs. 81/08, ha l’obbligo di fornire ai lavoratori idonei e necessari dispositivi di protezione individuale al fine di tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori. Pertanto, l’assenza dei dispositivi di protezione individuale, causata esclusivamente da una non corretta gestione dell’approvvigionamento da parte dell’azienda, non consente ai lavoratori di lavorare nel rispetto di quanto stabilito dal D. lgs. 81/08, esponendoli, quindi, a condizioni di pericolo“. Per la Fiom è “indispensabile che l’azienda si attivi ad adottare un sistema di acquisto ed approvvigionamento che consenta di avere una giacenza sufficiente e, pertanto, pronta disponibilità per i lavoratori degli stessi dispositivi“. 

La società ArcelorMittal Italia in merito alla questione dei dispositivi di protezione individuali precisa attraverso una nota “che già dai primi di luglio erano presenti 17mila capi lavati e sanificati nelle portinerie e che a oggi nessuna richiesta arrivata al magazzino è stata inevasa. A luglio è stato emesso un ordine per l’acquisto di circa 22.000 tute in previsione dei bisogni dei mesi a venire. Le prime consegne arriveranno nella seconda metà di settembre per un ritardo che si è creato nel formalizzare l’ordine. Tuttavia, già da domani, saranno disponibili 1.000 tute da lavoro provenienti da fornitori diversi” concludono dall’azienda.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: redazione@corriereditaranto.it

Commenta

  • (non verrà pubblicata)