Rifiuti, il piano della Regione per la nostra Provincia

 

Ecco nel dettaglio il contenuto dela delibera di aggiornamento sull’impiantistica pubblica per il trattamento della Forsu da Laterza a Manduria
Posted on 17 Agosto 2020, 20:28
15 mins

Approvata venerdì 31 luglio, in Giunta regionale, la delibera di aggiornamento sull’impiantistica pubblica per il trattamento della Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), proposta dal collega assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Gianni Stea (sulla base dell’istruttoria espletata dal funzionario G. Addati, confermata dal Dirigente della Sezione Ciclo e Bonifiche e dal Direttore del Dipartimento Mobilità), il contenuto della stessa ha inevitabilmente riacceso le polemiche in merito alla gestione dei rifiuti in Puglia ed in particolar modo nella provincia di Taranto.

Di fatto si tratta del passaggio conclusivo della strategia regionale in materia di trattamento della FORSU, il cui atto di indirizzo era stato approvato dalla stessa Giunta regionale con la delibera DGR n. 1163 del 16 luglio 2017, per l’individuazione di iniziative da co-finanziare con risorse stanziate sull’Azione 6.1 del POR-FESR 2014-2020 e delle risorse del “Patto per il sud”, al fine di potenziare il sistema impiantistico esistente con impianti pubblici per il trattamento integrato anaerobico/aerobico della FORSU.

A sua volta con la Deliberazione n. 204 del 8 ottobre 2013, il Consiglio regionale, a seguito della conclusione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica, ha approvato il Piano di gestione dei Rifiuti Urbani della Regione Puglia (PRGRU), definendolo “uno strumento dinamico che comporta un costante aggiornamento dei dati costituenti il quadro conoscitivo di riferimento e delle evoluzioni normative”.

Il potenziamento gli impianti ipotizzato dalla Regione per la Provincia di Taranto

Il vigente PRGRU stima una produzione di FORSU+frazione verde a regime (ossia al 65% di RD) pari a 530.000 t/anno, ipotizzando un valore di intercettazione unitaria di 120 kg/ab*anno per l’umido e 15 kg/ab*anno per il rifiuto verde.

Relativamente agli impianti di compostaggio dedicati al trattamento della frazione organica raccolta in maniera differenziata il Piano prevede il potenziamento dell’impiantistica dedicata con due possibili scenari:

realizzare nuovi impianti (scenario 1);

riconvertire parzialmente o totalmente degli impianti TMB in impianti di compostaggio (scenario 2).

In una tabella presente nella delibera in questione, sono sintetizzati i fabbisogni stimati da Piano, suddivisi per province, e le opzioni ipotizzate per soddisfare gli stessi.

Nello scenario 1, ovvero quello per realizzare nuovi impianti, per la provincia di Taranto si stima un fabbisogno di 75.000 tonellate annue. Di cui 12mila trattate nell’impianto di Taranto e 25mila in quello di Manduria.

Nello scenario numero 2, quello che prevede di riconvertire parzialmente o totalmente gli impianti TMB in impianti di compostaggio, resta quello di Taranto con lo stesso carico annuale di tonnellaggio di rifiuti e compare quello di Laterza gestito dalla Progeva, pari a 63mila tonnellate annue.

Nella delibera si precisa che “le ipotizzate localizzazioni impiantistiche non sono vincolanti, bensì il frutto di elaborazioni matematiche che tengono conto delle stime dei tassi di produzione e dei momenti delle distanze e minimizzano i necessari trasporti (Parte II O4, par. 1.5.1). La definizione della soluzione ottimale da adottare per ciascun territorio provinciale veniva demandata agli OGA, oggi soppressi con LR 20/2016″. 

Già la relazione di accompagnamento della DGR n. 1163/2017 si ipotizzava “il potenziamento dell’impiantistica esistente dedicata al recupero della FORSU attraverso la realizzazione di impianti pubblici per una capacità di trattamento complessiva pari a circa il 50% del fabbisogno stimato […omississ…] incrementato di un coefficiente di sicurezza (+20%)“.

Sempre seguendo questo ragionamento, nella relazione veniva specificato che “la distribuzione di tali impianti nel territorio regionale dovrà necessariamente tener conto della localizzazione degli impianti pubblici in esercizio e della localizzazione di impianti pubblici che necessitano di revamping, per i quali risultano già avviate le necessarie procedure, nonché della localizzazione di impianti per la cui realizzazione sono stati stanziati dei fondi pubblici“, risultava essere la seguente per la provincia di Taranto: su una stima di fabbisogno pari a 51.000 tonnellate annue, il potenziamento impiantistico previsto era pari a 41.000 tonnellate.

Gli impianti pubblici di trattamento integrato anaerobico/aerobico

Sempre nella delibera si prevede “di potenziare il sistema impiantistico esistente con impianti pubblici di trattamento integrato anaerobico/aerobico. Essi consentono di trattare la componente organica dei rifiuti urbani al fine di recuperarla sotto forma di ammendanti organici destinati all’uso agricolo conformi alle disposizioni dell’allegato 2 al D. Lgs. n. 75 del 2010 e ss.mm.ii., nonché di produrre una fonte rinnovabile di energia sotto forma di un gas ad elevato potere calorifico”.  

In merito alle localizzazioni ipotizzate […omississ…] da intendersi meramente indicative, “potranno perciò essere individuate nel rispetto del principio di prossimità del D.lgs 152/2006, garantendo il soddisfacimento del suddetto fabbisogno”. Ovvero la vicinanza con i centri abitati.

In tal senso nella delibera si apprente che “gli impianti Progeva di Laterza e Tersan Puglia di Modugno hanno espletato le procedure tecnico amministrative di cui alla DGR n. 442/2017 e possono pertanto operare alla capacità autorizzata maggiorata del 10%“. 

Le istanze dei Comuni per i nuovi impianti e la marcia indietro del comune di Pulsano

Il potenziamento degli impianti pubblici viene giustificato dalla Regione sia con “la parziale attuazione delle previsioni del PRGRU relative al potenziamento dell’impiantistica dedicata al trattamento e al recupero della frazione organica da raccolta differenziata, unitamente alla crescita delle raccolte differenziate e alla diffusione delle modalità di raccolta porta a porta”, sia perché “gli impianti presenti sul territorio regionale sono in gran parte gestiti da soggetti privati i cui provvedimenti autorizzativi contemplano potenzialità dedicate anche al trattamento di matrici diverse dalla frazione organica”.

Ecco perché la Regione Puglia adottò, mediante un avviso pubblico di cui alla Determinazione del Dirigente della Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche del 20 Dicembre 2017 n. 314, la “Manifestazione di interesse finalizzata alla individuazione di aree idonee alla localizzazione di impianti integrati anaerobici/aerobici destinati al recupero della frazione organica dei rifiuti urbani rivenienti dalle  raccolte differenziate”.

Con Determinazione Dirigenziale n. 152 del 6 giugno 2018 della Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche, furono approvati i verbali della commissione tecnica di valutazione, nonché l’elenco delle istanze ammesse alla fase di negoziato a seguito delle verifiche di ammissibilità formale sostanziale e dell’istruttoria tecnica di valutazione.

In esito a tale procedura, per alcune localizzazioni ritenute ammissibili, le stesse Amministrazioni proponenti hanno formalizzato la propria indisponibilità ad ospitare tali tipologie impiantistiche.

Il provvedimento di Giunta n. 209 del 05/02/2019 individuava sulla scorta degli interventi proposti con Decreto dell’AGER n. 61/2018, per complessivi quantitativi di trattamento pari a 120.000 t/anno, gli impianti di compostaggio da ubicarsi nei Comuni di Foggia e Pulsano.

E’ qui però che con riferimento all’impianto da realizzarsi nel Comune di Pulsano, il Sindaco, con pec del 29 novembre 2019, ha formalizzato il ritiro dell’istanza di cui alla manifestazione di interesse per la localizzazione di impianti integrati anaerobici /aerobici per il trattamento e recupero della FORSU sul proprio territorio. Anche il Sindaco del Comune di Leporano ha trasmesso la D.C.C. n. 19 del 25/09/2019 in cui è dichiarata la contrarietà alla realizzazione dell’impianto nel Comune di Pulsano, dando altresì mandato al Sindaco di revocare l’assenso alla realizzazione.

Il sequestro dell’Aseco di Ginosa e la riduzione dell’Eden 94 di Manduria

Nell’ambito delle attività di aggiornamento della pianificazione regionale, sulla base delle stime e proiezioni effettuate al raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata pari al 65% in tutti i comuni del territorio regionale, la produzione procapite media di frazione organica è stimata pari circa 145 kg/abitante. Nell’ipotesi cautelativa che la popolazione non subisca alcuna variazione rispetto a quella del 2018, il fabbisogno impiantistico teorico annuale è di circa 587.520 tonnellate (in leggero aumento rispetto al fabbisogno stimato con DGR n. 1163/2017).

Il quadro impiantistico di riferimento in funziona del quale il DPCM 7 marzo 2016 e la DGR n. 1163/2017 stimavano i fabbisogni residui, risulta oggi mutato a causa dell’indisponibilità di alcuni impianti per intervenuti sequestri (impianto Aseco di Ginosa e Maia Rigenera di Lucera) e della riduzione della capacità autorizzata di trattamento di altri (Eden 94 di Manduria).

(leggi gli articoli sull’impianto Aseco di Ginosa https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco+&submit=Go)

Questa l’attuale dotazione impiantistica regionale di trattamento della FORSU nella provincia di Taranto:

IMPIANTI PROA COMUNE  POTENZIALITÀ (t/a)  PROVVEDIMENTI AUTORIZZATIVI  

STATO 

 

ASECO S.P.A. TA Marina di Ginosa  80.000  DD n. 2/2016 DD n. 1798/2018 

della Regione Puglia

 

SOTTO SEQUESTRO 

 

PROGEVA S.R.L. TA Laterza 70.000* a regime DD n. 14/2015 DD n. 21/2017 DD n. 53/2017 DD n. 10/2018 DD n. 215/2019 della Regione Puglia Privato
IN ESERCIZIO
EDEN `94 S.R.L. TA Manduria  60.000**  DD n. 13/2015 della Regione Puglia  

Privato
IN ESERCIZIO 

 

A.M.I.U. S.P.A. TARANTO TA Statte  15.500  DD n. 46/2012 

DD n. 41/2013 DD n. 147/2020 della Regione Puglia

Pubblico IN ESERCIZIO 

 

Come detto in precedenza la Progeva di Laterza attraverso l’Ex DGR n. 442/2017 può trattare il 10% in più rispetto alla capacità autorizzata.

In merito all’Eden 94 di Manduria invece, viene ricordato che con istanza di modifica non sostanziale il gestore ha ridotto a 43.500 T/anno la capacità di trattamento originariamente autorizzata con DD 13/2015 (60.000 t/anno), attualmente esercisce ad una capacità ridotta (36.000 t/anno) poiché sono in corso lavori di adeguamento al titolo autorizzativo. 

Dalla ricognizione effettuata nell’ambito delle attività di aggiornamento della pianificazione regionale, è emerso che i seguenti impianti di compostaggio di iniziativa pubblica, ovvero degli Enti locali, non risultano realizzati o in esercizio al febbraio 2020: 

IMPIANTI PROV COMUNE POTENZIALITÀ (t/a) PROVVEDIMENTI AUTORIZZATIVI  

NOTE

COMUNE DI MOLFETTA BA 

 

Molfetta 29.200 D.D. n. 61/2018 della Regione Puglia  
MANDURIAMBIE NTE spa TA 

 

Manduria 29.500
(di cui 22.500 FORSU e 7.000 sfalci di potatura)
D.D. n. 59/2013 D.D. n. 169/2016 della Regione Puglia Soggetto Attuatore AGER

Risulta inoltre esistente, ma non in esercizio (in quanto i provvedimenti autorizzativi “provvisori” D.D. n. 1010/2012 e D.D. n. 31/2013 della Provincia di Brindisi risultano scaduti ed in quanto vandalizzato) l’impianto di compostaggio localizzato nel comune di Brindisi “CONSORZIO ATO BR/1” la cui potenzialità originariamente prevista era pari a 15.000 t/anno. Per tale impianto è previsto un finanziamento pubblico che consentirà l’incremento della potenzialità impiantistica (45.000 tonn/anno) e quindi la successiva messa in esercizio. 

È programmata inoltre la realizzazione dei seguenti ulteriori impianti di compostaggio di iniziativa pubblica, previsti nel Piano d’azione rimodulato con DGR n. 1433/2018 e con fonte di finanziamento la Delibera CIPE n. 79/2012. 

IMPIANTI PROV COMUNE POTENZIALITÀ (t/a) PROVVEDIMENTI AUTORIZZATIVI  

NOTE

COMUNE DI CERIGNOLA (1) FG Cerignola 20.000  
AMIU PUGLIA srl BA Bari 40.000  D.D. n. 332/2014 della Regione Puglia    
COMUNE DI CAVALLINO (2) LE Cavallino 40.000 Individuazione localizzazione alternativa in Provincia di Lecce
TOTALE 127.000     

In sintesi, a fronte della necessità di garantire il trattamento in impianti pubblici di complessive circa 350.000 t/anno – capacità di trattamento complessiva pari a circa il 50% del fabbisogno stimato incrementato di un coefficiente di sicurezza (+20%) – in aggiornamento alla DGR n. 1163/2017, risultano in corso procedure di localizzazione/finanziamento/realizzazione dei seguenti impianti pubblici: 

IMPIANTI PROV COMUNE POTENZIALITÀ (t/a)
COMUNE DI MOLFETTA BA Molfetta 29.200
MANDURIAMBIENTE spa TA Manduria 29.500
(di cui 22.500 FORSU e 7.000 sfalci di potatura)
COMUNE DI BRINDISI BR Brindisi 45.000
COMUNE DI CERIGNOLA FG Cerignola 20.000
AMIU PUGLIA srl BA Bari 40.000
PROVINCIA DI LECCE  LE da definire 40.000
FOGGIA  FG Foggia 40.000
TOT  243.700

 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/03/manduriamente-vuole-modificare-limpianto-di-manduria/)

Ne consegue però che non sono stati ancora programmati/localizzati ulteriori impianti pubblici per una capacità di 106.300 t/anno (ossia pari a 350.000 – 243.700 = 106.3000 t/anno). Il che lascia aperto un grande punto interrogativo su dove e quando saranno installati.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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