Si terrà il prossimo 28 ottobre l’udienza di discussione in Camera di Consiglio, davanti al Tar del Lazio, del ricorso con il quale ArcelorMittal ha impugnato lo scorso 15 ottobre, il decreto con il quale il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, lo scorso 29 settembre ha disposto la proroga del termine ultimo per la copertura dei nastri trasportatori (prescrizione n.6 del Piano Ambientale del settembre 2017) del siderurgico di Taranto al 30 aprile 2021, ma con una limitazione rispetto alle richieste dell’azienda che indicava 14 mesi a decorrere da maggio scorso (e quindi con un termine fissato al 31 luglio 2021), dopo la Conferenza dei Servizi dello scorso 25 settembre. La fissazione è contenuta in un decreto monocratico a firma del presidente della Seconda sezione bis del tribunale amministrativo.
Il ricorso al Tar del Lazio, non riguarda solo la tempistica indicata per la scadenza della copertura di tutti i nastri. Ma anche un’altra prescrizione all’interno del decreto, che prevede come il gestore, ovvero ArcelorMittal Italia, fermo restando il rispetto del termine ultimo del 30 aprile 2021 per la conclusione degli interventi di cui alla prescrizione n. 6 (Chiusura nastri trasportatori), deve procedere a dare celere e sostanziale avvio alle attività di chiusura dei nastri e torri in quota, fino al loro totale completamento (100%) da effettuarsi nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 gennaio 2021.
La società, tramite i suoi legali, ha chiesto la sospensione cautelare di entrambi i provvedimenti, perché ritenuti inapplicabili. Auspicando un nuovo riesame da parte del ministero dell’Ambiente.
In particolare ArcelorMittal contesta non solo il Decreto del Ministro dell’Ambiente del 29 settembre 2020, oltre che i verbali, le note e i pareri precedenti e successivi.
ArcelorMittal ha chiesto inoltre l’abbreviazione dei termini per la fissazione della camera di consiglio, delle motivazioni della stessa una volta espresso il giudizio e le regioni di urgenza rappresentate, a fronte di quella che per l’azienda è una contrazione della produttività dovuta di provvedimenti stabiliti dal ministero dell’Ambiente oltre alla loro impossibilità tecnica di attuazione nei termini previsti, sempre secondo la tesi dell’azienda.
Staremo a vedere cosa deciderà adesso il Tar del Lazio.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/10/15/arcelormittal-ricorre-al-tar-lazio-su-decreto-proroga-nastri2/)
