Verde Amico, la Regione ‘regala’ la proroga. Futuro incerto

 

Dall'ente regionale arriveranno i 700mila euro utili per traguardare il progetto alla naturale conclusione dei 24 mesi sino al 25 febbraio
Posted on 17 Dicembre 2020, 21:33
11 mins

Nuova, ennesima proroga per il progettoVerde Amico‘. Questa volta le risorse arriveranno dalla Regione Puglia, a differenze degli ultimi anni dove la realizzazione dello stesso è stato reso possiibile solo grazie alle risorse e all’impegno dell’ex Commissario per le Bonifiche Vera Corbelli e della sua struttura operativa. L’ufficialità di ciò che in realtà come voce ufficiosa circolava da un paio di settimane, è arrivata questa sera durante la riunione in video conferenza del tavolo di crisi prefettizio dei lavoratori ex Taranto Isolaverde in merito alla loro vertenza occupazionale.

All’incontro erano presenti tutte le organizzazioni sindacali Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas e di categoria Filcams Cgil Taranto, Fisascat Cisl e UiltrasportiUil, la Task Force Regionale con il presidente Leo Caroli ed i tecnici Stasi e Basile, il Comune di Taranto rappresentanto dall’assessore con delega alle Società Partecipate Castronovi, ed Infrataras nella persona del presidente Ferri, con il Coordinamento del Prefetto Demetrio Martino, nominato il mese scorso al posto della Corbelli come Commissario per le Bonifiche del SIN di Taranto.

Come detto dunque, il presidente della task force regionale per l’occupazione, Leo Caroli, ha annunciato lo stanziamento da parte della Regione Puglia di 700.000 euro, risorse regionali provenienti dal bilancio dell’ente, che serviranno a traguardare il progetto ‘Verde Amico’ al 24 febbraio, per chiudere così i 24 mesi previsti sin dalla nascita dello stesso.

Cosa accadrà però dal 25 febbraio non è dato sapere. Quanto emerso dalla riunione di ieri infatti, conferma ciò che si conosce e scriviamo da sempre: ovvero che ancora oggi la politica non abbia la benché minima idea di cosa fare per dare stabilità e continuità al progetto ‘Verde Amico’, procedendo al buio, di proroga in proroga, alla disperata ricerca di risorse economiche. Che poi è sempre stato il tallone d’Achille di tutto l’impianto, come evidenziato sin dalla sua partenza dall’ex commissario Corbelli e dai sindacati.

Questo perché tutti ben conoscono la realtà, ovvero che l’impiego nelle bonifiche leggere procede a saltelli, a seconda degli interventi mirati da effettuare, ma se non inserito all’interno di un’idea progettuale più ampia, è destinato ad esaurirsi ben presto nel tempo. Tra l’altro, tutti gli altri interventi di bonifica più massivi, hanno già risorse storiche impegnate: oltre al fatto che i lavoratori sono stati formati per ben altre attività (si ricorderà ad esempio il tentativo di impiegare i lavoratori nella bonifica dell’area PIP di Statte, decaduto a fronte di impossibilità di legge).

Cosa ne sarà del progetto ‘Verde Amico’ e del destino di questi 130 lavoratori una volte terminate queste nuove risorse non è dato sapere. Ed attualmente le istituzioni che se ne stanno occupando non hanno fornito né idee, né proposte. Il Comune di Taranto sostiene di aver fatto sin qui la sua parte, destinando oltre 1,8 milioni di euro, che in realtà è pari all’IVA versata dallo stesso ente per legge. Certamente non è affatto semplice gestire una società partecipata, specie in un momento storico come questo, ma il Comune si era formalmente impegnato, nel dicembre dello scorso anno insieme alla Regione, nel trovare risorse per la continuità del progetto che sin qui sono venute a mancare a quanto risulta.

C’è da augurarsi che nei vari progetti che l’amministrazione sta portando avanti per una Taranto sempre più verde nel prossimo futuro, possa essere trovato il giusto spazio per questi lavoratori.

Paradossalmente le nuove risorse provengono proprio da quell’ente meno interessato a tutta la vicenda, ovver la Regione, che segue la vertenza tramite il supporto prezioso della task force regionale per l’impiego, che negli scorsi mesi aveva promesso l’impregno di trovare risorse economiche tramite l’ex assessore allo Sviluppo economico, Mino Borracino. Ma oltre ai 700mila euro ribaditi anche nella riunione ieri (senza ovviamente escludere l’impegno sin qui garantito sulla formazione dei lavoratori che dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi) che pare siano già pronti in delibera per ottenere l’ok da parte della nuova giunta, attualmente non giungono segnali incoraggianti da Bari.

Infine c’è la Provincia, che in quattro anni non è riuscita nemmeno a mantenere fede all’accordo prefettizio sottoscritto nel 2016 per il reimpiego stabile dei lavoratori che sono rimasti fuori dal progetto ‘Verde Amico’, appena dieci unità, ed ex dipendenti della Provincia stessa. Certamente è giusto evidenziare come le province siano state depotenziate negli ultimi anni da vari interventi normativi, ma ciò non toglie che oltre a ricevere ancora delle risorse dallo Stato centrale, serva quanto meno un impegno ed un interesse fattivo nel trovare una soluzione definitiva per questi lavoratori.

Per questo, si prova a guardare con favore ad un eventuale inserimento del progetto ‘Verde Amico’ nel perimetro del CIS di Taranto, che negli ultimi mesi è ripartito dopo due lunghi anni di silenzi e che sotto la gestione del sottosegretario Mario Turco sta allargando sempre più le sue sfere d’interesse con i progetti più svariati. Resta da vedere in che modo, eventualmente, sia però fattibile una circostanza del genere. Al momento non giungono segnali incoraggianti nemmeno da quel fronte.

Fatto sta che ben 130 lavoratori rischiano il prossimo 25 febbraio il licenziamento, come già avvenuto lo scorso marzo, a cui seguirono quattro mesi di NASPI (l’indennità mensile di disoccupazione) che in termini pratici era pari ad un assegno mensile tra i 400 e i 500 euro per lavoratore. Risorse economiche affatto dignitose con le quali si entra di fatto nella povertà. Basterebbe soltanto questo aspetto perché le nostre istituzioni si adoperassero per trovare una soluzione reale, finalmente.

Sulla riunione odierna è intervenuto Salvatore Stasi per Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas, da sempre in prima linea nella vertenza degli ex lavoratori di Taranto Isolaverde. Nel suo comunicato, dopo aver confermato l’intervento della Regione, Stasi sottolinea come “il Dott. Caroli ha tenuto a specificare che tale investimento da parte della Regione è finalizzato alla prosecuzione del progetto che vada oltre il 24 febbraio 2021 al fine di stabilizzare i lavoratori e proseguire delle lavorazioni utilissime al territorio”.

“Accogliamo con estrema contentezza questo intervento della Regione Puglia ed ho concordato in pieno con il Dott. Caroli che tale investimento di denaro pubblico deve essere finalizzato alla prosecuzione lavorativa già a far data dal 25 febbraio 2021 – afferma ancora Stasi -. Infatti riprendendo tale intervento e sottolineandolo abbiamo chiesto i seguenti impegni: che immediatamente dopo il periodo delle prossime festività, va riconvocato il tavolo di crisi per studiare e proporre soluzioni per la citata continuità lavorativa e del servizio oltre il 24 febbraio 2021. S.E. il Prefetto ha accolto questa proposta e si è impegnato a riconvocare il tavolo entro il 15 gennaio; che ci sono soluzioni possibili per detta continuità all’intervento delle bonifiche e/o degli interventi per l’ambientalizzazione del territorio ed in questo senso va investito direttamente il Governo esattamente come è stato fatto per il progetto Verde Amico”.

“Inoltre su questo tema abbiamo chiesto che vada evitato lo scompattamento per evitare che esistano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, e che le soluzioni si possono trovare e si dovranno trovare nell’immediatezza per proseguire dal 25 febbraio p.v. e non a babbo morto: tutto dipende dalla volontà politica di tutte le Istituzioni facenti parte del tavolo e che quando c’è tale volontà le soluzioni tecniche e le risorse si trovano. Su questo tema, purtroppo, la scrivente ha dovuto verificare una sorta di pericolose “frenate” che, a parere della scrivente non hanno ragion d’essere per vari motivi. Innanzitutto è stato da tutti riconosciuta la bontà e la piena riuscita di questo progetto – sottolinea Stasi -. I lavoratori sono già ampiamente professionalizzati e possono ulteriormente essere professionalizzati con ulteriori corsi di formazione. L’attuale investimento di risorse da parte della Regione Puglia sarebbe senza alcun senso, oltre che essere una sorta di sperpero di denario pubblico, e sarebbe un inutile allungamento di due mesi dell’agonia dei lavoratori. Oltre questo la scrivente ha un’altra serie di considerazioni che porterà in sede di tavolo prefettizio. La scrivente sul tema della continuità oltre il 24 febbraio p.v., sarà fermissima su queste posizioni, utilizzando tutti gli strumenti di lotta e sindacali per evitare un’altra macelleria sociale per questo territorio, che non ha alcuna ragion d’essere. Inoltre la scrivente, data la immediata esigibilità dei fondi regionali, ha chiesto che i due mesi di proroga abbiano inizio già dal 25 dicembre p.v., quindi senza alcuna interruzione. L’assessore Castronovi ha assicurato in tale direzione”.

Infine, i sindacati di categoria Filcams Cgil Taranto, Fisascat Cisl e UiltrasportiUil, hanno revocato lo stato di agitazione ed il sit-in indetto nella giornata di ieri, accogliendo sì con soddisfazione l’avvenuta proroga, ma continuando a chiedere la piena stabilizzazione per tutti i lavoratori. Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul progetto ‘Verde Amico’ https://www.corriereditaranto.it/?s=verde+amico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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